Gli scarichi conciari
Gli scarichi di tali impianti sono regolati dalla Tabella A della Legge Merli a meno dei parametri solfati e cloruri, per i quali la Regione Toscana ha alzato i limiti; questo perché nonostante l’efficienza degli impianti questi composti risultano difficili da depurare a causa del grosso quantitativo che se ne ha in ingresso.
Per quanto riguarda la produzione di fanghi di risulta, questa è correlata al tipo di trattamento effettuato dall’impianto per abbattere i solfuri; possiamo comunque dire che tale produzione è piuttosto elevata a causa del tipo di refluo trattato. Attualmente i fanghi sono inviati in discarica ma è in fase di costruzione un impianto per il loro utilizzo come base per materiali per l’edilizia e un impianto di essiccazione per un eventuale utilizzo come “ materia prima seconda”.
La produzione di fanghi dei vari impianti di depurazione consorziati è riassunta nella seguente Tabella e messa in relazione con il quantitativo di liquami trattati:
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AQUARNO |
CUOIODEPUR |
CASTELFRANCO |
P.CAPPIANO |
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Liquami trattati |
6.000.000 m3/anno |
1.500.000 m3/anno |
700.000 m3/anno |
860.000 m3/anno |
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fanghi prodotti |
180.000 ton/anno |
83.000 ton/anno |
6400 ton/anno |
23.000 ton/anno |
Per quanto riguarda le emissioni di gas tossici e maleodoranti ed in particolare di idrogeno solforato gli impianti di depurazione hanno adottato diverse strategie, alcuni coprendo le vasche di trattamento altri intervenendo su parametri come il pH per limitare lo “stripping” di acido solfidrico.
Le concerie invece hanno adottato sistemi di deodorizzazione (colonne di abbattimento) per limitare l’emissione di idrogeno solforato nell’atmosfera.