1. FASE DI LAVORAZIONE : FINITURA A MACCHINA
2. COD.INAIL           : 7321
3. FATTORE DI RISCHIO  : RISCHI DA CARENZE STRUTTURALI DELL'AMBIENTE DI LAVORO: PAVIMENTI INGOMBRI
4. CODICE DI RISCHIO   : 
5. N.ADDETTI           : 89

DESCRIZIONE DELLA FASE: FINITURA A MACCHINA

Le lastre ottenute dalla segagione, dopo aver subito un trattamento superficiale e di taglio, possono essere sottoposte a delle operazioni di finitura atte a renderle più gradevoli esteticamente e più funzionali.

Un’operazione di finitura può essere svolta con le seguenti macchine:

La movimentazione materiali di servizio alla macchina viene assicurata mediante gru a bandiera munite di organi di presa vari: ventose, pinze, brache.

DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO

Lucidacoste

Sono macchine costituite da una serie di mandrini portanti utensili abrasivi i quali levigano e lucidano le coste, smussano gli spigoli e realizzano mediante disco diamantato, i gocciolatoi.

In alcune macchine possibile avere l'oscillazione dei mandrini con i quali si possono levigare e lucidare le coste dandogli una forma rotondeggiante detta "a toro". Sono macchine che vengono impiegate nelle lavorazioni in serie di scalini e davanzali e in tutti quei prodotti ove richiesto un intervento di finitura sulle coste. Lavorano utilizzando acqua come lubrificante e necessitano quindi di un apposito sistema di raccolta e riciclo delle acque di lavorazione. Le lucidacoste presenti nel comparto hanno una età che varia dai 5 ai 10 anni

Slottatrice / kerfatrice

Sono macchine equipaggiate con mandrini atti alla realizzazione degli alloggi per gli ancoraggi nei rivestimenti di edifici.

Con esse possibile realizzare nei pannelli da rivestimento, tutti i tipi di sedi quali kerf-slot-fori, ed inoltre possibile programmarne la posizione e la relativa profondità di esecuzione.

Lavorano utilizzando acqua come lubrificante e necessitano quindi di un apposito sistema di raccolta e riciclo delle acque di lavorazione. Le slottatrici e le kerfatrici presenti nel comparto hanno una età che varia dai 7 ai 10 anni.

Gru a bandiera

La gru a bandiera a rotazione manuale in versione a colonna" realizzata per la movimentazione delle merci all’interno del reparto: solleva verticalmente il carico nello spazio tramite il gancio dell’unità di sollevamento (paranco a catena elettrico) e per mezzo degli accessori idonei per tale operazione (ventosa, pinza o funi). La gru a bandiera trasla il carico nello spazio lungo l’asse radiale del braccio per mezzo del carrello (elettrico o manuale) e copre un’area di lavoro delimitata dal raggio di rotazione del braccio. Le gru a bandiera presenti nel comparto hanno una età che può variare da gru di recente costruzione a gru aventi al massimo 10÷15 anni.

DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO

RISCHI DA CARENZE STRUTTURALI DELL’AMBIENTE DI LAVORO:

PAVIMENTI INGOMBRI

I pavimenti dei locali possono risultare ingombri di materiale vario quali scaglie, spezzoni di lastre, prodotto finito, attrezzature varie di supporto delle macchine. Ciò comporta per gli addetti pericoli di scivolamento e caduta per urto con il materiale sopra citato.

DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO

Descrizione e stima

Danno atteso

Stima del danno

  • Pavimenti ingombri e bagnati

  • Scivolamento e cadute

  • Lieve, frequenza bassa

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO

Per ridurre i rischi dovuti alla presenza di materiale vario sul pavimento, necessaria una pulizia periodica ad intervalli prestabiliti degli ambienti di lavoro, rimuovendo tutto il materiale che non sia strettamente necessario per la lavorazione. Per quanto riguarda i rischi dovuti al pavimento bagnato necessario predisporre di sistemi di raccolta delle acque di lavorazione tramite grigliati e canalette che devono essere mantenuti in efficienza.

Inoltre può essere utile l’installazione di pedane antiscivolo nelle zona di lavoro di ogni singola macchina, ove operano gli addetti

IMPATTO AMBIENTALE

Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.

RIFERIMENTI LEGISLATIVI


1. FASE DI LAVORAZIONE : FINITURA A MACCHINA
2. COD.INAIL           : 7321
3. FATTORE DI RISCHIO  : RISCHI DA CARENZE DI SICUREZZA SU MACCHINE: PROTEZIONE DEGLI ORGANI DI LAVORO
4. CODICE DI RISCHIO   : 
5. N.ADDETTI           : 89

DESCRIZIONE DELLA FASE: FINITURA A MACCHINA

Le lastre ottenute dalla segagione, dopo aver subito un trattamento superficiale e di taglio, possono essere sottoposte a delle operazioni di finitura atte a renderle più gradevoli esteticamente e più funzionali.

Un’operazione di finitura può essere svolta con le seguenti macchine:

La movimentazione materiali di servizio alla macchina viene assicurata mediante gru a bandiera munite di organi di presa vari: ventose, pinze, brache.

DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO

Lucidacoste

Sono macchine costituite da una serie di mandrini portanti utensili abrasivi i quali levigano e lucidano le coste, smussano gli spigoli e realizzano mediante disco diamantato, i gocciolatoi.

In alcune macchine possibile avere l'oscillazione dei mandrini con i quali si possono levigare e lucidare le coste dandogli una forma rotondeggiante detta "a toro". Sono macchine che vengono impiegate nelle lavorazioni in serie di scalini e davanzali e in tutti quei prodotti ove richiesto un intervento di finitura sulle coste. Le lucidacoste presenti nel comparto hanno una età che varia dai 5 ai 10 anni

Slottatrice / kerfatrice

Sono macchine equipaggiate con mandrini atti alla realizzazione degli alloggi per gli ancoraggi nei rivestimenti di edifici.

Con esse possibile realizzare nei pannelli da rivestimento, tutti i tipi di sedi quali kerf-slot-fori, ed inoltre possibile programmarne la posizione e la relativa profondità di esecuzione. Le slottatrici e le kerfatrici presenti nel comparto hanno una età che varia dai 7 ai 10 anni.

DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO

RISCHI DA CARENZE DI SICUREZZA SU MACCHINE:

PROTEZIONE DEGLI ORGANI DI LAVORO

Sulle varie macchine per la rifinitura superficiale del granito (slottatrice, kerfatrice, lucidacoste) si può presentare il rischio che gli addetti possano accedere alla zona operativa delle macchine dove sono situati i mandrini e gli utensili riportando lesioni alle mani.

DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO

Descrizione e stima

Danno atteso

Stima del danno

Possibilità di accesso alle zone di lavoro delle macchine

  • Ferite agli arti superiori

  • Grave, frequenza bassa

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO

Per ridurre i rischi dovuti alla possibilità di accedere alle zone operative delle macchine dove sono situati i mandrini portautensili necessario installare sulle macchine adeguate protezioni la cui rimozione comporti l’arresto automatico della lavorazione o misure preventive analoghe quali es. microswitch, blocchi, fotocellule che interrompano il funzionamento della macchina.

IMPATTO AMBIENTALE

Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.

RIFERIMENTI LEGISLATIVI


1. FASE DI LAVORAZIONE : FINITURA A MACCHINA
2. COD.INAIL           : 7321
3. FATTORE DI RISCHIO  : RISCHI DA CARENZE DI SICUREZZA SU MACCHINE: PROTEZIONE NELL'USO DEGLI APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO
4. CODICE DI RISCHIO   : 
5. N.ADDETTI           : 89

DESCRIZIONE DELLA FASE: FINITURA A MACCHINA

Le lastre ottenute dalla segagione, dopo aver subito un trattamento superficiale e di taglio, possono essere sottoposte a delle operazioni di finitura atte a renderle più gradevoli esteticamente e più funzionali.

Un’operazione di finitura può essere svolta con le seguenti macchine:

DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO

Gru a bandiera

La gru a bandiera a rotazione manuale in versione a colonna" realizzata per la movimentazione delle merci all’interno del reparto: solleva verticalmente il carico nello spazio tramite il gancio dell’unità di sollevamento (paranco a catena elettrico) e per mezzo degli accessori idonei per tale operazione (ventosa, pinza o funi). La gru a bandiera trasla il carico nello spazio lungo l’asse radiale del braccio per mezzo del carrello (elettrico o manuale) e copre un’area di lavoro delimitata dal raggio di rotazione del braccio. Le gru a bandiera presenti nel comparto hanno una età che può variare da gru di recente costruzione a gru aventi al massimo 10÷15 anni.

Ventosa

Le ventose sono organi di presa collegati al gancio della gru a bandiera, e sollevano il materiale grazie alla depressione esercitata sulla superficie del materiale stesso. Esistono vari tipi di ventose per forme e dimensioni, per applicazioni particolari (es. sollevamento di materiali quali strisce o tubi). Le ventose sono costituite da una piastra metallica munita nella parte inferiore di una guarnizione che ha la funzione di garantire la tenuta della ventosa stessa sul materiale da sollevare: il contorno della guarnizione costituito da un anello che assume svariate forme (ad es. circolare, ovale, rettangolare) e delimita la superficie di tenuta della ventosa. Sulla parte superiore della piastra sono installati la valvola a saracinesca" che comanda l’impianto per la produzione del vuoto, un manometro sul quale può essere letta la depressione ed un manubrio per facilitare le operazioni di movimentazione del carico.

DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO

RISCHI DA CARENZE DI SICUREZZA SU MACCHINE:

PROTEZIONE NELL’USO DI APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO

Tale rischio limitato alle operazioni di carico e scarico delle macchine per la rifinitura, dove vengono usati come organi di presa le ventose, collegate al gancio della gru a bandiera. Qualora si verifichino guasti o perdite nel sistema di depressione delle ventose o se l’addetto non attende che sia raggiunto nella ventosa il livello di depressione idoneo per il sollevamento si può verificare la caduta del carico; non esistono, nelle gru a bandiera in uso, meccanismi di sicurezza aggiuntivi che impediscano il sollevamento del carico prima che la ventosa abbia raggiunto il livello di depressione raccomandato dal costruttore; ne consegue che se l’operatore non osserva le procedure di manovra raccomandate per distrazione o interviene un guasto o comunque una perdita di aria, il carico può essere ugualmente sollevato e cadere.

In caso di interruzione improvvisa della fornitura di energia elettrica durante la movimentazione di lastre con ventosa, c’è il rischio di infortuni per caduta del carico; infatti solo alcune delle ventose in uso nel comparto sono dotate di un dispositivo che garantisce la tenuta del carico per alcuni secondi (serbatoio di riserva del vuoto). Gli impianti dotati di tale serbatoio non sono però dotati di dispositivi che permettano di depositare il carico nei pochi secondi di riserva del vuoto garantiti dal serbatoio.

DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO

Descrizione e stima

Danno atteso

Stima del danno

  • carenze di sicurezza negli organi di sollevamento con uso di ventose come organo di presa

  • Ferite da schiacciamento agli arti inferiori
    • Da medio a grave, frequenza alta.

    DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO

    Sulle gru a bandiera munite di ventose dovrebbero essere installati meccanismi che legano l’entrata in funzione del comando di sollevamento al raggiungimento e mantenimento di livelli di pressione prestabiliti nel circuito pneumatico della ventosa; le ventose dovrebbero essere tutte dotate di un serbatoio di riserva del vuoto; gli impianti di sollevamento dovrebbero essere dotati di un sistema che consenta di depositare il carico anche in caso di interruzione improvvisa della fornitura di energia elettrica (generatore di emergenza). Sia il serbatoio di riserva del vuoto che il generatore di emergenza sono stati già installati in alcune aziende del settore.

    Inoltre, per prevenire i danni derivanti dalla caduta o rottura del materiale, anche per altre cause, le ventose potrebbero essere dotate di manubri di lunghezza maggiore, in modo da consentire agli addetti alla movimentazione di guidare il carico sospeso mantenendolo il più lontano possibile dal corpo.

    IMPATTO AMBIENTALE

    Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.

    RIFERIMENTI LEGISLATIVI

    
    1. FASE DI LAVORAZIONE : FINITURA A MACCHINA
    2. COD.INAIL           : 7321
    3. FATTORE DI RISCHIO  : RISCHI TRASVERSALI ED ORGANIZZATIVI: MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI
    4. CODICE DI RISCHIO   : 
    5. N.ADDETTI           : 89
    

    DESCRIZIONE DELLA FASE: FINITURA A MACCHINA

    Le lastre ottenute dalla segagione, dopo aver subito un trattamento superficiale e di taglio, possono essere sottoposte a delle operazioni di finitura atte a renderle più gradevoli esteticamente e più funzionali.

    Un’operazione di finitura può essere svolta con le seguenti macchine:

    DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO

    Gru a bandiera

    La gru a bandiera a rotazione manuale in versione a colonna" realizzata per la movimentazione delle merci all’interno del reparto: solleva verticalmente il carico nello spazio tramite il gancio dell’unità di sollevamento (paranco a catena elettrico) e per mezzo degli accessori idonei per tale operazione (ventosa, pinza o funi). La gru a bandiera trasla il carico nello spazio lungo l’asse radiale del braccio per mezzo del carrello (elettrico o manuale) e copre un’area di lavoro delimitata dal raggio di rotazione del braccio. Le gru a bandiera presenti nel comparto hanno una età che può variare da gru di recente costruzione a gru aventi al massimo 10÷15 anni.

    Ventosa

    Le ventose sono organi di presa collegati al gancio della gru a bandiera, e sollevano il materiale grazie alla depressione esercitata sulla superficie del materiale stesso. Esistono vari tipi di ventose per forme e dimensioni, per applicazioni particolari (es. sollevamento di materiali quali strisce o tubi). Le ventose sono costituite da una piastra metallica munita nella parte inferiore di una guarnizione che ha la funzione di garantire la tenuta della ventosa stessa sul materiale da sollevare: il contorno della guarnizione costituito da un anello che assume svariate forme (ad es. circolare, ovale, rettangolare) e delimita la superficie di tenuta della ventosa. Sulla parte superiore della piastra sono installati la valvola a saracinesca" che comanda l’impianto per la produzione del vuoto, un manometro sul quale può essere letta la depressione ed un manubrio per facilitare le operazioni di movimentazione del carico.

    DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO

    RISCHI TRASVERSALI E ORGANIZZATIVI:

    MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI

    Il mezzo di sollevamento (gru a bandiera) ed i relativi organi di presa (ventosa) devono essere sottoposti ad adeguati controlli di manutenzione ordinaria (stato della catena, freno sulla discesa del carico, ecc. per la gru a bandiera e guarnizione di tenuta, condotti, valvole di sicurezza, manometri per la ventosa) al fine di evitare i pericoli di caduta delle lastre.

    DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO

    Descrizione e stima

    Danno atteso

    Stima del danno

    • Carenza di manutenzione su gru a bandiera e ventosa

    • Ferite da schiacciamento agli arti inferiori

    • Da medio a grave, frequenza alta.

    DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO

    Devono essere predisposti adeguati programmi di controllo e verifica ordinaria dello stato di manutenzione della gru a bandiera e dell’organo di presa, individuando e formando le persone incaricate a svolgere tali compiti.

    IMPATTO AMBIENTALE

    Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.

    RIFERIMENTI LEGISLATIVI

    
    1. FASE DI LAVORAZIONE : FINITURA A MACCHINA
    2. COD.INAIL           : 7321
    3. FATTORE DI RISCHIO  : FATTORI ERGONOMICI: CONOSCENZA E CAPACITÀ DEL PERSONALE-NORME DI COMPORTAMENTO
    4. CODICE DI RISCHIO   : 
    5. N.ADDETTI           : 89
    

    DESCRIZIONE DELLA FASE: FINITURA A MACCHINA

    Le lastre ottenute dalla segagione, dopo aver subito un trattamento superficiale e di taglio, possono essere sottoposte a delle operazioni di finitura atte a renderle più gradevoli esteticamente e più funzionali.

    Un’operazione di finitura può essere svolta con le seguenti macchine:

    - lucidacoste

    - slottatrice/ kerfatrice

    DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO

    Gru a bandiera

    La gru a bandiera a rotazione manuale in versione a colonna" realizzata per la movimentazione delle merci all’interno del reparto: solleva verticalmente il carico nello spazio tramite il gancio dell’unità di sollevamento (paranco a catena elettrico) e per mezzo degli accessori idonei per tale operazione (ventosa, pinza o funi). La gru a bandiera trasla il carico nello spazio lungo l’asse radiale del braccio per mezzo del carrello (elettrico o manuale) e copre un’area di lavoro delimitata dal raggio di rotazione del braccio. Le gru a bandiera presenti nel comparto hanno una età che può variare da gru di recente costruzione a gru aventi al massimo 10÷15 anni.

    Ventosa

    Le ventose sono organi di presa collegati al gancio della gru a bandiera, e sollevano il materiale grazie alla depressione esercitata sulla superficie del materiale stesso. Esistono vari tipi di ventose per forme e dimensioni, per applicazioni particolari (es. sollevamento di materiali quali strisce o tubi). Le ventose sono costituite da una piastra metallica munita nella parte inferiore di una guarnizione che ha la funzione di garantire la tenuta della ventosa stessa sul materiale da sollevare: il contorno della guarnizione costituito da un anello che assume svariate forme (ad es. circolare, ovale, rettangolare) e delimita la superficie di tenuta della ventosa. Sulla parte superiore della piastra sono installati la valvola a saracinesca" che comanda l’impianto per la produzione del vuoto, un manometro sul quale può essere letta la depressione ed un manubrio per facilitare le operazioni di movimentazione del carico.

    DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO

    FATTORI ERGONOMICI:

    CONOSCENZE E CAPACITA’ DEL PERSONALE

    A differenza di altri di organi di presa (es. brache in acciaio) la ventosa necessita nel suo utilizzo di particolare attenzione e conoscenza adeguata anche delle istruzioni fornite dal costruttore; utilizzare la ventosa in modo non conforme ( per es. non attendere che il circuito raggiunga la depressione adeguata, oppure posizionare la ventosa vicino al bordo o su punti difettosi del materiale ecc.) può portare alla caduta del carico con conseguente infortunio. Il rischio particolarmente grave e diffuso anche perchè la gru a bandiera munita di ventosa considerata di facile uso e viene usata da qualsiasi operaio, anche se privo dell’esperienza necessaria.

    DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO

    Descrizione e stima

    Danno atteso

    Stima del danno

    • Carenza di conoscenze sull’utilizzo degli organi di presa da parte degli addetti - mancanza di norme di comportamento codificate

    • Ferite da schiacciamento agli arti inferiori

    • Da medio a grave, frequenza alta.

    DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO

    Devono essere portate a conoscenza degli addetti le istruzioni fornite dai costruttori delle ventose e contenute nei libretti di uso e manutenzione, adattandoli alle condizioni di esercizio proprie di ogni situazione lavorativa e redigendo apposite istruzioni di comportamento. I contenuti appena citati e altre nozioni riguardanti in generale l’uso in sicurezza dei mezzi di sollevamento devono essere portati a conoscenza degli addetti tramite corsi di formazione ed addestramento.

    IMPATTO AMBIENTALE

    Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.

    RIFERIMENTI LEGISLATIVI

    
    1. FASE DI LAVORAZIONE : FINITURA A MACCHINA
    2. COD.INAIL           : 7321
    3. FATTORE DI RISCHIO  : RISCHI PER LA SALUTE E IGIENICO AMBIENTALI: AGENTI FISICI-RUMORE
    4. CODICE DI RISCHIO   : 
    5. N.ADDETTI           : 89
    

    DESCRIZIONE DELLA FASE: FINITURA A MACCHINA

    Le lastre ottenute dalla segagione, dopo aver subito un trattamento superficiale e di taglio, possono essere sottoposte a delle operazioni di finitura atte a renderle più gradevoli esteticamente e più funzionali.

    Un’operazione di finitura può essere svolta con le seguenti macchine:

    La movimentazione materiali di servizio alla macchina viene assicurata mediante gru a bandiera munite di organi di presa vari: ventose, pinze, brache.

    DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO

    Lucidacoste

    Sono macchine costituite da una serie di mandrini portanti utensili abrasivi i quali levigano e lucidano le coste, smussano gli spigoli e realizzano mediante disco diamantato, i gocciolatoi.

    In alcune macchine possibile avere l'oscillazione dei mandrini con i quali si possono levigare e lucidare le coste dandogli una forma rotondeggiante detta "a toro". Sono macchine che vengono impiegate nelle lavorazioni in serie di scalini e davanzali e in tutti quei prodotti ove richiesto un intervento di finitura sulle coste. Lavorano utilizzando acqua come lubrificante e necessitano quindi di un apposito sistema di raccolta e riciclo delle acque di lavorazione. Le lucidacoste presenti nel comparto hanno una età che varia dai 5 ai 10 anni.

    Slottatrice / kerfatrice

    Sono macchine equipaggiate con mandrini atti alla realizzazione degli alloggi per gli ancoraggi nei rivestimenti di edifici.

    Con esse possibile realizzare nei pannelli da rivestimento, tutti i tipi di sedi quali kerf-slot-fori, ed inoltre possibile programmarne la posizione e la relativa profondità di esecuzione.

    Lavorano utilizzando acqua come lubrificante e necessitano quindi di un apposito sistema di raccolta e riciclo delle acque di lavorazione. Le slottatrici e le kerfatrici presenti nel comparto hanno una età che varia dai 7 ai 10 anni.

    Gru a bandiera

    La gru a bandiera a rotazione manuale in versione a colonna" realizzata per la movimentazione delle merci all’interno del reparto: solleva verticalmente il carico nello spazio tramite il gancio dell’unità di sollevamento (paranco a catena elettrico) e per mezzo degli accessori idonei per tale operazione (ventosa, pinza o funi). La gru a bandiera trasla il carico nello spazio lungo l’asse radiale del braccio per mezzo del carrello (elettrico o manuale) e copre un’area di lavoro delimitata dal raggio di rotazione del braccio. Le gru a bandiera presenti nel comparto hanno una età che può variare da gru di recente costruzione a gru aventi al massimo 10÷15 anni.

    DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO

    RISCHI PER LA SALUTE E IGIENICO AMBIENTALI:

    AGENTI FISICI - RUMORE

    Le macchine per la rifinitura delle lastre di granito producono livelli di rumore più o meno elevati a seconda dell’utensile che viene utilizzato. Il rumore dovuto all’impatto dei diversi utensili sul materiale e, in misura minore, prodotto dai motori e dal movimento dei mandrini; gli addetti sono esposti a livelli di rumore, espresso come Lep,d, compresi tra 86-95 DbA.

    DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO

    Descrizione e stima

    Danno atteso

    Stima del danno

    Esposizione a livelli di rumore elevati

    • Ipoacusia

    • grave, frequenza alta.

    DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO

    Quando le caratteristiche costruttive della macchina lo permettono e il tipo di lavorazione lo consente possibile realizzare interventi di insonorizzazione mediante la realizzazione di box fonoisolanti/fonoassorbenti che racchiudono solamente la zona di lavoro dei mandrini e dei portautensili.

    IMPATTO AMBIENTALE

    Nel caso di macchine la cui zona operativa sia racchiusa in cabine o box fonisolanti/fonoassorbenti, il livello di rumore che si misura immediatamente fuori dei locali dove avvengono le lavorazioni varia dai 75 agli 80 BA. Nel caso di macchine non cappate il livello di rumore raggiunge anche gli 85 dBA. Comunque nella maggior parte dei laboratori del comprensorio della Versilia, le insonorizzazioni effettuate dalle ditte e la distanza poi tra le sorgenti di rumore e le civili abitazioni, generalmente riconducono l’impatto ad un livello molto basso.

    RIFERIMENTI LEGISLATIVI

    
    1. FASE DI LAVORAZIONE : FINITURA A MACCHINA
    2. COD.INAIL           : 7321
    3. FATTORE DI RISCHIO  : RISCHI PER LA SALUTE E IGIENICO AMBIENTALI-AGENTI FISICI:POLVERE
    4. CODICE DI RISCHIO   : 
    5. N.ADDETTI           : 89
    

    DESCRIZIONE DELLA FASE: FINITURA A MACCHINA

    Le lastre ottenute dalla segagione, dopo aver subito un trattamento superficiale e di taglio, possono essere sottoposte a delle operazioni di finitura atte a renderle più gradevoli esteticamente e più funzionali.

    Un’operazione di finitura può essere svolta con le seguenti macchine:

    La movimentazione materiali di servizio alla macchina viene assicurata mediante gru a bandiera munite di organi di presa vari: ventose, pinze, brache.

    DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO

    Lucidacoste

    Sono macchine costituite da una serie di mandrini portanti utensili abrasivi i quali levigano e lucidano le coste, smussano gli spigoli e realizzano mediante disco diamantato, i gocciolatoi.

    In alcune macchine possibile avere l'oscillazione dei mandrini con i quali si possono levigare e lucidare le coste dandogli una forma rotondeggiante detta "a toro". Sono macchine che vengono impiegate nelle lavorazioni in serie di scalini e davanzali e in tutti quei prodotti ove richiesto un intervento di finitura sulle coste. Lavorano utilizzando acqua come lubrificante e necessitano quindi di un apposito sistema di raccolta e riciclo delle acque di lavorazione. Le lucidacoste presenti nel comparto hanno una età che varia dai 5 ai 10 anni

    Slottatrice / kerfatrice

    Sono macchine equipaggiate con mandrini atti alla realizzazione degli alloggi per gli ancoraggi nei rivestimenti di edifici.

    Con esse possibile realizzare nei pannelli da rivestimento, tutti i tipi di sedi quali kerf-slot-fori, ed inoltre possibile programmarne la posizione e la relativa profondità di esecuzione.

    Lavorano utilizzando acqua come lubrificante e necessitano quindi di un apposito sistema di raccolta e riciclo delle acque di lavorazione. Le slottatrici e le kerfatrici presenti nel comparto hanno una età che varia dai 7 ai 10 anni.

    DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO

    RISCHI PER LA SALUTE E IGIENICO AMBIENTALI

    AGENTI CHIMICI: POLVERE

    La polvere prodotta dall’azione degli utensili sul materiale, poiché la zona di lavoro continuamente irrorata con acqua, la polvere viene per lo più abbattuta dall’acqua; una parte si diffonde nell’ambiente mista ad acqua in fine nebulizzazione. Nell’anno 1997 sono stati effettuati campionamenti da questa Unità Operativa per valutare l’esposizione a silice degli addetti alla finitura a macchina. Sono state interessate n° 7 aziende per un totale di 21 addetti e le misure sono state effettuate utilizzando campionatori personali, membrane in estere di cellulosa diametro 20 mm porosità 0,8 m e le relative analisi sono state effettuate con diffrattometro a raggi X. In tutti i campioni, rilevati per la durata di un semiturno, le quantità di silice libera cristallina si sono rivelate al di sotto di 0,008 mg/m3.

    DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO

    Descrizione e stima

    Danno atteso

    Stima del danno

    • Polvere contenente silice

    • Silicosi

    • Grave, frequenza bassa

    DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO

    Dal momento che dalle indagini effettuate nelle aziende sopra riportate per verificare l’esposizione a silice libera cristallina degli addetti emerso che il rischio a livelli molto bassi, non sono previste misure di prevenzione aggiuntive per abbattere ulteriormente tale rischio. Le acque di lavorazione provvedono infatti ad abbattere la polvere che si produrrebbe durante le operazioni di finitura a macchina.

    IMPATTO AMBIENTALE

    Le acque di lavorazione, contenenti anche la polvere, vengono immesse in un circuito di purificazione durante il quale vengono separate dai vari residui (fanghi), i quali a loro volta vengono filtrati e pressati e successivamente stoccati in appositi contenitori e spediti in discariche autorizzate per rifiuti speciali. Le acque pulite tornano nel circuito di lavorazione e sono riutilizzate per abbattere il rischio polvere.

    RIFERIMENTI LEGISLATIVI