1. FASE DI LAVORAZIONE : MOVIMENTAZIONE MATERIALI ALL'INTERNO DEI REPARTI
2. COD.INAIL           : 7321
3. FATTORE DI RISCHIO  : RISCHI DA CARENZE STRUTTURALI DELL'AMBIENTE DI LAVORO: SPAZI RISTRETTI
4. CODICE DI RISCHIO   : 
5. N.ADDETTI           : 205

DESCRIZIONE DELLA FASE:

MOVIMENTAZIONE MATERIALI ALL’INTERNO DEI REPARTI

Dal piazzale di stoccaggio le lastre vengono prelevate per mezzo di gru semoventi e gru a cavalletto ed avviate alle lavorazioni all’interno dei reparti, nei quali si trovano stoccate sia le lastre ancora da lavorare, sia il prodotto della lavorazione, sia materiale di scarto ed attrezzature varie. Di norma le lastre da avviare alla lavorazione vengono portate e stoccate all’ingresso del reparto utilizzando una gru semovente; in alcuni casi la gru semovente entra dentro il reparto e deposita il materiale nella zona di carico di ogni singola macchina operatrice; in altri casi, se i corridoi di transito non consentono il transito della semovente, il materiale viene movimentato dall’ingresso del reparto al carico delle macchine operatrici con carroponte, nei pochi laboratori che ne dispongono o con gru a bandiera. In seguito gli addetti alle macchine utilizzano per il carico e lo scarico gru a bandiera munite di ventose o pinze come organi di presa; le macchine più recenti per la lavorazione delle lastre sono quasi sempre dotate di un sistema di carico/scarico automatico. Per la movimentazione del prodotto finito fuori dal reparto viene effettuato il percorso inverso rispetto a quello descritto. I prodotti lavorati di dimensioni contenute sono stoccati in pallets e movimentati tramite carrelli elevatori.

DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO

Gru semoventi

La gru semovente composta da un telaio, montato su ruote gommate, costituito da una struttura monolitica elettrosaldata e realizzata in acciaio di qualità. Sopra il telaio installata la cabina operatore in cui si trovano dislocati tutti i comandi operativi per la movimentazione dei carichi e gli spostamenti della macchina. Collegato al telaio tramite spalle di sostegno installato un braccio realizzato in lamiera di acciaio ad elevata resistenza alla cui estremità collegato un gancio per il sollevamento. La struttura del braccio di tipo telescopico, costituita cioè da un elemento portante ed uno sfilo azionati da un pistone di sfilo a doppio effetto. Il braccio viene alzato tramite pistone di sollevamento a doppio effetto fissato al telaio ed all’elemento portante del braccio. Tutti i movimenti della gru avvengono tramite motore diesel il quale a sua volta mette in funzione una pompa idraulica che alimenti i circuiti idraulici. La vetustà delle gru semoventi presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.

Gru a ponte

Essenzialmente la gru a ponte risulta composta dai seguenti elementi:

ponte scorrevole: costituito da una o due travi principali, a parete piena o a traliccio, irrigidite da travi di controvento e collegate a due travi di testata portanti ciascuna due o quattro ruote di scorrimento a doppio bordino; la traslazione del ponte avviene tramite argano elettrico.

carrello: costituito da telaio in profilati e lamiera montato su 4 ruote, scorrevole su guide poste in genere sui correnti superiori delle travi principali e portante gli argani per il sollevamento dei carichi e per la propria traslazione.

argano di sollevamento: equipaggiato con bozzello con gancio, funi di vario diametro montate in modo tale che in genere i tratti portanti siano minimo quattro.

I comandi alla gru vengono trasmessi tramite pulsantiera pensile o radiocomando.

Le gru a ponte presenti nel comparto hanno un’età lavorativa che varia dai 10÷12 fino ai 25 anni.

Carrello elevatore

Le caratteristiche costruttive del carrello elevatore (muletto) consistono in un gruppo mobile provvisto di ruote e posto di guida ed in un gruppo di sollevamento, entrambi azionati da un unico motore a combustione interna o elettrico. Il gruppo di sollevamento costituito da montanti fissi e mobili a funzionamento oleodinamico. I montanti mobili recano alla base una piastra metallica alla quale vengono applicate forche in acciaio per il sollevamento e trasporto dei materiali. I comandi per gli spostamenti e per il sollevamento/discesa del carico sono posti nel posto guida. I carrelli elevatori hanno un’età lavorativa massima di 7÷8 anni.

Gru a bandiera

La gru a bandiera a rotazione manuale in versione a colonna" realizzata per la movimentazione delle merci all’interno del reparto: solleva verticalmente il carico nello spazio tramite il gancio dell’unità di sollevamento (paranco a catena elettrico) e per mezzo degli accessori idonei per tale operazione (ventosa, pinza o funi). La gru a bandiera trasla il carico nello spazio lungo l’asse radiale del braccio per mezzo del carrello (elettrico o manuale) e copre un’area di lavoro delimitata dal raggio di rotazione del braccio. Le gru a bandiera presenti nel comparto hanno un’età lavorativa che può variare da gru di recente costruzione a gru aventi al massimo 15 anni.

Carrello carico/scarico automatico

Si tratta di un carrello basculante per il trasferimento delle lastre di granito dal cavalletto provvisorio di deposito alla rulliera della linea di lucidatura nell’operazione di carico, dalla rulliera al cavalletto provvisorio nell’operazione di scarico. E’ costituito da un telaio metallico, entro il quale si trovano rulli e ventose che sono utilizzate per le operazioni di carico e scarico. Per l’operazione di carico il carrello, che si muove a seguito di un comando che dipende dalla programmazione della lucidatrice, si avvicina alla lastra da caricare in posizione verticale e, tramite le ventose, carica la lastra stessa tornando poi in posizione orizzontale: quindi i rulli iniziano a muoversi e la lastra viene caricata sul piano di scorrimento della lucidatrice. L’operazione si svolge in senso inverso durante lo scarico di una lastra lucidata.

DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO:

RISCHI DA CARENZE STRUTTURALI DELL’AMBIENTE DI LAVORO

SPAZI RISTRETTI

Nei reparti di lavorazione delle lastre, frequentemente i corridoi di transito e le zone di manovra non hanno spazi adeguati a causa della presenza di materiale stoccato in modo disordinato e dell’eccessivo affollamento di macchine operatrici nei reparti. Le aziende del settore lapideo in Versilia soffrono di una cronica carenza di spazi, in parte imputabile alle caratteristiche urbanistiche del territorio, in parte alla crescita disordinata delle aziende negli ultimi 30-40 anni. Ciò comporta pericoli di investimento del personale da parte dei mezzi di sollevamento (carrelli elevatori e gru semoventi) che si trovano ad operare negli spazi ristretti o investimenti da parte di carichi sospesi.

DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO

Descrizione fattore di rischio

Danno atteso

Stima del danno

  • Spazi ristretti per le manovre nei corridoi di transito

  • Investimento e schiacciamento di parti del corpo
  • Grave, frequenza bassa
  • DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO

    Nei vari reparti per le lavorazioni delle lastre si deve provvedere a segnalare in modo adeguato le corsie di transito ed i posti di manovra e provvedere che tali zone restino libere da materiale, a verificare periodicamente il mantenimento degli spazi di manovra in rapporto alle macchine per la movimentazione che vi debbono operare, al loro ingombro, al loro raggio d’azione.

    IMPATTO AMBIENTALE

    Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.

    RIFERIMENTI LEGISLATIVI

    
    1. FASE DI LAVORAZIONE : MOVIMENTAZIONE MATERIALI ALL'INTERNO DEI REPARTI
    2. COD.INAIL           : 7321
    3. FATTORE DI RISCHIO  : RISCHI TRASVERSALI E ORGANIZZATIVI: NORME DI COMPORTAMENTO
    4. CODICE DI RISCHIO   : 
    5. N.ADDETTI           : 205
    

    DESCRIZIONE DELLA FASE:

    MOVIMENTAZIONE MATERIALI ALL’INTERNO DEI REPARTI

    Dal piazzale di stoccaggio le lastre vengono prelevate per mezzo di gru semoventi e gru a cavalletto ed avviate alle lavorazioni all’interno dei reparti, nei quali si trovano stoccate sia le lastre ancora da lavorare, sia il prodotto della lavorazione, sia materiale di scarto ed attrezzature varie. Di norma le lastre da avviare alla lavorazione vengono portate e stoccate all’ingresso del reparto utilizzando la gru semovente: in seguito gli addetti alle macchine utilizzano per la movimentazione gru a bandiera munite di organi di presa quali ventose, oppure le macchine possono essere dotate di un sistema di carico/scarico automatico (es. lucidatrici). Per la movimentazione del prodotto finito, a seconda delle sue caratteristiche, vengono utilizzati: sistemi di scarico automatico o gru a bandiera munite di ventose per le lastre lucidate, oppure gru a bandiera munite di ventose per prodotti di ridotte dimensioni come ad es. i piani da cucina. Nel primo caso le lastre finite vengono prelevate di nuovo da gru semovente, mentre nel secondo caso di norma i materiali vengono spostati tramite carrelli elevatori.

    DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO

    Gru semoventi

    La gru semovente composta da un telaio, montato su ruote gommate, costituito da una struttura monolitica elettrosaldata e realizzata in acciaio di qualità. Sopra il telaio installata la cabina operatore in cui si trovano dislocati tutti i comandi operativi per la movimentazione dei carichi e gli spostamenti della macchina. Collegato al telaio tramite spalle di sostegno installato un braccio realizzato in lamiera di acciaio ad elevata resistenza alla cui estremità collegato un gancio per il sollevamento. La struttura del braccio di tipo telescopico, costituita cioè da un elemento portante ed uno sfilo azionati da un pistone di sfilo a doppio effetto. Il braccio viene alzato tramite pistone di sollevamento a doppio effetto fissato al telaio ed all’elemento portante del braccio. Tutti i movimenti della gru avvengono tramite motore diesel il quale a sua volta mette in funzione una pompa idraulica che alimenti i circuiti idraulici. La vetustà delle gru semoventi presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.

    Gru a cavalletto

    Vengono definiti "gru a cavalletto" gli apparecchi di sollevamento in grado di movimentare il carico nello spazio e scorrenti su rotaie a terra.

    Esso costituito da argano su carrello poggiante o sospeso a travi principali collegate a stilate portanti la trave portaruote.

    Ai fini del calcolo delle strutture in acciaio di apparecchi di sollevamento, come per i meccanismi, questi vengono raggruppati in classi in relazione ai compiti che devono assolvere durante la loro vita. Della classe dell'apparecchio si dovrà tener conto sia in fase di approvvigionamento, sia in fase di utilizzazione.

    L’alimentazione elettrica del carrello di sollevamento avviene tramite festone sostenuto da carrellini scorrevoli entro una canalina zincata. I comandi della gru vengono dati tramite una tradizionale pulsantiera a filo pensile scorrevole lungo la trave della gru su apposita canalina zincata o tramite radiocomando. La vetustà delle gru a cavalletto presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.

    Carrello elevatore

    Le caratteristiche costruttive del carrello elevatore (muletto) consistono in un gruppo mobile provvisto di ruote e posto di guida ed in un gruppo di sollevamento, entrambi azionati da un unico motore a combustione interna o elettrico. Il gruppo di sollevamento costituito da montanti fissi e mobili a funzionamento oleodinamico. I montanti mobili recano alla base una piastra metallica alla quale vengono applicate forche in acciaio per il sollevamento e trasporto dei materiali. I comandi per gli spostamenti e per il sollevamento/discesa del carico sono posti nel posto guida. I carrelli elevatori hanno un’età lavorativa massima di 7÷8 anni.

    DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO:

    RISCHI TRASVERSALI E ORGANIZZATIVI

    NORME DI COMPORTAMENTO

    All’interno dei reparti dove viene effettuata la lavorazione delle lastre di granito (lucidatura, taglio, ecc.) si possono presentare pericoli di carattere infortunistico dovuti a comportamenti rischiosi da parte degli addetti che operano sui mezzi di sollevamento: ad es. velocità troppo elevata dei mezzi, velocità troppo elevata di spostamento dei carichi sospesi, comportamenti imprudenti.

    DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO

    Descrizione fattore di rischio

    Danno atteso

    Stima del danno

    • Velocità elevata durante le manovre con i mezzi di sollevamento, manovre rischiose

  • Investimento e schiacciamento
  • Grave o mortale, frequenza media
  • DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO

    Le misure di prevenzione consistono nell’instaurare procedure di lavoro codificate che prevedano per gli addetti l’obbligo di mantenersi a velocità ridotta durante le operazioni di movimentazione e di rispettare le procedure fissate; per raggiungere tale obiettivo sarà necessario sottoporre gli addetti ad adeguata formazione/addestramento.

    IMPATTO AMBIENTALE

    Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.

    RIFERIMENTI LEGISLATIVI

    
    1. FASE DI LAVORAZIONE : MOVIMENTAZIONE MATERIALI ALL'INTERNO DEI REPARTI
    2. COD.INAIL           : 7321
    3. FATTORE DI RISCHIO  : RISCHI TRASVERSALI E ORGANIZZATIVI: CARENZA DI MANUTENZIONE DELLE ATTREZZATURE USATE PER LA MOVIMENTAZIONE
    4. CODICE DI RISCHIO   : 
    5. N.ADDETTI           : 205
    

    DESCRIZIONE DELLA FASE:

    MOVIMENTAZIONE MATERIALI ALL’INTERNO DEI REPARTI

    Dal piazzale di stoccaggio le lastre vengono prelevate per mezzo di gru semoventi e gru a cavalletto ed avviate alle lavorazioni all’interno dei reparti, nei quali si trovano stoccate sia le lastre ancora da lavorare, sia il prodotto della lavorazione, sia materiale di scarto ed attrezzature varie. Di norma le lastre da avviare alla lavorazione vengono portate e stoccate all’ingresso del reparto utilizzando la gru semovente: in seguito gli addetti alle macchine utilizzano per la movimentazione gru a bandiera munite di organi di presa quali ventose, oppure le macchine possono essere dotate di un sistema di carico/scarico automatico (es. lucidatrici). Per la movimentazione del prodotto finito, a seconda delle sue caratteristiche, vengono utilizzati: sistemi di scarico automatico o gru a bandiera munite di ventose per le lastre lucidate, oppure gru a bandiera munite di ventose per prodotti di ridotte dimensioni come ad es. i piani da cucina. Nel primo caso le lastre finite vengono prelevate di nuovo da gru semovente, mentre nel secondo caso di norma i materiali vengono spostati tramite carrelli elevatori.

    DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO

    Gru semoventi

    La gru semovente composta da un telaio, montato su ruote gommate, costituito da una struttura monolitica elettrosaldata e realizzata in acciaio di qualità. Sopra il telaio installata la cabina operatore in cui si trovano dislocati tutti i comandi operativi per la movimentazione dei carichi e gli spostamenti della macchina. Collegato al telaio tramite spalle di sostegno installato un braccio realizzato in lamiera di acciaio ad elevata resistenza alla cui estremità collegato un gancio per il sollevamento. La struttura del braccio di tipo telescopico, costituita cioè da un elemento portante ed uno sfilo azionati da un pistone di sfilo a doppio effetto. Il braccio viene alzato tramite pistone di sollevamento a doppio effetto fissato al telaio ed all’elemento portante del braccio. Tutti i movimenti della gru avvengono tramite motore diesel il quale a sua volta mette in funzione una pompa idraulica che alimenti i circuiti idraulici. La vetustà delle gru semoventi presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.

    Gru a cavalletto

    Vengono definiti "gru a cavalletto" gli apparecchi di sollevamento in grado di movimentare il carico nello spazio e scorrenti su rotaie a terra.

    Esso costituito da argano su carrello poggiante o sospeso a travi principali collegate a stilate portanti la trave portaruote.

    Ai fini del calcolo delle strutture in acciaio di apparecchi di sollevamento, come per i meccanismi, questi vengono raggruppati in classi in relazione ai compiti che devono assolvere durante la loro vita. Della classe dell'apparecchio si dovrà tener conto sia in fase di approvvigionamento, sia in fase di utilizzazione.

    L’alimentazione elettrica del carrello di sollevamento avviene tramite festone sostenuto da carrellini scorrevoli entro una canalina zincata. I comandi della gru vengono dati tramite una tradizionale pulsantiera a filo pensile scorrevole lungo la trave della gru su apposita canalina zincata o tramite radiocomando. La vetustà delle gru a cavalletto presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.

    Carrello elevatore

    Le caratteristiche costruttive del carrello elevatore (muletto) consistono in un gruppo mobile provvisto di ruote e posto di guida ed in un gruppo di sollevamento, entrambi azionati da un unico motore a combustione interna o elettrico. Il gruppo di sollevamento costituito da montanti fissi e mobili a funzionamento oleodinamico. I montanti mobili recano alla base una piastra metallica alla quale vengono applicate forche in acciaio per il sollevamento e trasporto dei materiali. I comandi per gli spostamenti e per il sollevamento/discesa del carico sono posti nel posto guida. I carrelli elevatori hanno un’età lavorativa massima di 7÷8 anni.

    DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO:

    RISCHI TRASVERSALI E ORGANIZZATIVI

    CARENZA DI MANUTENZIONE DELLE ATTREZZATURE

    USATE PER LA MOVIMENTAZIONE

    All’interno dei reparti dove viene effettuata la lavorazione delle lastre di granito durante la movimentazione possono verificarsi infortuni dovuti a carenze dei mezzi di sollevamento (es. cattivo funzionamento dei fine-corsa, dei sistemi di frenatura, scarsa visibilità dal posto di manovra) e degli organi di presa derivanti da inadeguata manutenzione e controllo (es. usura, deformazione e danneggiamento delle funi, brache, usate per il sollevamento, usura delle guarnizioni in gomma delle ventose).

    DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO

    Descrizione fattore di rischio

    Danno atteso

    Stima del danno

    • Manutenzione inadeguata dei mezzi di sollevamento e delle altre attrezzature

  • Investimento e schiacciamento di parti del corpo
  • Grave, frequenza media
  • DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO

    Le misure di prevenzione consistono nell’instaurare programmi di controllo e manutenzione dei mezzi e delle attrezzature per il sollevamento, individuando e formando adeguatamento le persone incaricate a svolgere tali compiti. Per quanto riguarda i sistemi di imbracatura, poiché sono soggetti ad usura e detrioramento veloce, si devono mettere a disposizione degli addetti un numero adeguato di sistemi di imbracatura di ricambio.

    IMPATTO AMBIENTALE

    Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.

    RIFERIMENTI LEGISLATIVI