1. FASE DI LAVORAZIONE : STOCCAGGIO BLOCCHI 2. COD.INAIL : 7321 3. FATTORE DI RISCHIO : RISCHI DA CARENZE STRUTTURALI DELL'AMBIENTE DI LAVORO 4. CODICE DI RISCHIO : 5. N.ADDETTI : 42
DESCRIZIONE DELLA FASE: STOCCAGGIO DEI BLOCCHI
I blocchi arrivano nelle unità locali su camion e vengono scaricati direttamente nel piazzale blocchi, utilizzando gru a cavalletto o gru semovente; l’imbracatura viene eseguita con due tiranti alloggiati sotto la base del blocco e convergenti al gancio conformato ad ancora dell’apparecchio di sollevamento. L’operazione generalmente coinvolge due operatori addetti all’imbracatura ed un operatore addetto alla guida del mezzo di sollevamento.
Almeno uno dei due operatori addetti all’imbracatura del blocco deve possedere una competenza specifica riguardo a:
- scelta dei tiranti in relazione al peso ed alle dimensioni del blocco
- sistemazione dei tiranti.
Il gruista deve conoscere:
- l’uso corretto dell’apparecchio di sollevamento
- i criteri e le modalità per eseguire in sicurezza le manovre.
I blocchi vengono disposti su file composte ognuna da più strati, a seconda delle caratteristiche del blocco stesso: per i blocchi di granito, che come già detto hanno per lo più forma regolare, possibile una disposizione anche su tre strati.
La sequenza operativa generalmente la seguente:
I piazzali di deposito dei blocchi sono generalmente provvisti di una gru a cavalletto che di conseguenza il mezzo più frequentemente usato per la movimentazione; in questo caso spesso la funzione del gruista viene svolta da uno dei due imbracatori munito di una pulsantiera o di un radiocomando per la manovra della gru.
Dal piazzale, i blocchi vengono poi movimentati per essere avviati alla lavorazione. La scelta del blocco da prelevare viene effettuata da un dirigente preposto dall’azienda sulla base delle esigenze di produzione; la preparazione del piano di appoggio del blocco viene effettuata dagli operatori addetti alla fase di lavoro successiva ( riquadratura" o preparazione carrello" per la segagione). Per il resto, le operazioni necessarie sono analoghe a quelle descritte per lo scarico camion.
DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO
Gru a cavalletto
Vengono definiti "gru a cavalletto" gli apparecchi di sollevamento in grado di movimentare il carico nello spazio e scorrenti su rotaie a terra.
E’ costituita da argano su carrello poggiante o sospeso a travi principali collegate a stilate portanti la trave portaruote.
Ai fini del calcolo delle strutture in acciaio di apparecchi di sollevamento, come per i meccanismi, questi vengono raggruppati in classi in relazione ai compiti che devono assolvere durante la loro vita. Della classe dell'apparecchio si dovrà tener conto sia in fase di approvvigionamento, sia in fase di utilizzazione.
L’alimentazione elettrica del carrello di sollevamento avviene tramite festone sostenuto da carrellini scorrevoli entro una canalina zincata. I comandi della gru vengono dati tramite una tradizionale pulsantiera a filo pensile scorrevole lungo la trave della gru su apposita canalina zincata o tramite radiocomando. La vetustà delle gru a cavalletto presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Gru semoventi
La gru semovente composta da un telaio, montato su ruote gommate, costituito da una struttura monolitica elettrosaldata e realizzata in acciaio di qualità. Sopra il telaio installata la cabina operatore in cui si trovano dislocati tutti i comandi operativi per la movimentazione dei carichi e gli spostamenti della macchina. Collegato al telaio tramite spalle di sostegno installato un braccio realizzato in lamiera di acciaio ad elevata resistenza alla cui estremità collegato un gancio per il sollevamento. La struttura del braccio di tipo telescopico, costituita cioè da un elemento portante ed uno sfilo azionati da un pistone di sfilo a doppio effetto. Il braccio viene alzato tramite pistone di sollevamento a doppio effetto fissato al telaio ed all’elemento portante del braccio. Tutti i movimenti della gru avvengono tramite motore diesel il quale a sua volta mette in funzione una pompa idraulica che alimenti i circuiti idraulici. La vetustà delle gru semoventi presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO:
RISCHI DA CARENZE STRUTTURALI DELL'AMBIENTE DI LAVORO
La movimentazione dei materiali con mezzi di sollevamento e trasporto compare nelle statistiche infortunistiche al primo posto tra le lavorazioni più frequentemente in causa. Gli infortuni sono spesso gravi o mortali e la modalità più ricorrente lo schiacciamento da parte del materiale. Gli infortuni di questo tipo sono in relazione sia con il luogo in cui avviene l’operazione (il piazzale in questo caso), che con i mezzi in uso e con le modalità operative. Relativamente allo stato del piazzale, il rischio che un addetto sia investito dal materiale che viene movimentato particolarmente elevato nel caso in cui:
DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO
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Descrizione fattore di rischio |
Danno atteso |
Stima del danno |
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DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO
NORME GENERALI DI SISTEMAZIONE DEI PIAZZALI
A - Le vie di transito devono essere ben definite, ben illuminate, sufficientemente ampie da permettere manovre agevoli, mantenute sgombre ed in ordine, livellate e prive di sconnessioni e pendenze pericolose.
B - Le vie di transito pedonali devono essere distinte da quelle dei mezzi meccanici e gli incroci vanno ridotti al minimo.
C - Per quanta possibile vanno tenute separate le vie di transito dei camion in arrivo dall'esterno da quelle dei mezzi di trasporto dei materiali dal deposito alle lavorazioni, dislocando i depositi in zona intermedia tra esterno ed aree di lavorazione.
D - I depositi devono essere distinti in settori specifici, a seconda del tipo di materiale: blocchi squadrati, blocchi informi, lastre.
E - Lo stivaggio dei blocchi deve avvenire in modo corretto lasciando spazio sufficiente per le manovre ed una buona visibilità da parte del gruista (70 cm tra una fila e l'altra).
F - I blocchi devono essere disposti su file composte ognuna da più strati, a seconda delle caratteristiche del blocco stesso: per i blocchi di granito, generalmente ben squadrati, possibile una disposizione anche su tre strati.
SUDDIVISIONE DEGLI SPAZI DESTINATI A DEPOSITO
Gli spazi devono essere ordinati in modo tale che siano suddivise le zone destinate al deposito dei vari tipi di materiali lapidei (blocchi squadrati, blocchi informi, lastre, materiali imballati o palettizzati, ecc.), così da definire anche nel miglior modo possibile il campo di azione degli apparecchi di sollevamento di diverso tipo (per esempio gru a cavalletto, gru semoventi) e da limitare al massimo il pericolo di interferenza tra gli stessi.
CORSIE PER I MEZZI DI TRASPORTO, PER CIRCOLAZIONE INTERNA E RELATIVA SEGNALETICA
Gli spazi di deposito devono essere dotati di corsie interne per i mezzi di trasporto ed i veicoli, indicate con segnaletica stradale ed antinfortunistica che consentano, ove possibile, un senso di circolazione rotatorio o con percorsi di ingresso ed uscita separati; i cartelli, sia stradali che antinfortunistici, devono essere ripetuti a regola d'arte entro l'area dell'insediamento.
Nei piazzali serviti da gru a cavalletto deve essere lasciata una corsia centrale parallela ai binari tale da consentire l'avvicinamento degli automezzi do trasporto o da permettere di effettuare lunghi spostamenti del materiali tenendoli il pro possibile vicino al terreno.
Le corsie non devono, per quanto possibile, attraversare i binari delle vie di corsa delle gru su rotaie; comunque in tali attraversamenti devono essere adottate misure atte ad evitare sobbalzi delle gru semoventi e collisioni con le gru a cavalletto.
Per segnalare adeguatamente questo pericolo, ed anche per essere certi che i blocchi vengano collocati alla giusta distanza dagli ingombri del carrelli della gru, le rotaie dei mezzi di sollevamento e movimentazione devono essere segnalate con due strisce a terra, indelebili, inamovibili, resistenti all'usura, ai carichi ed alle sollecitazioni generabili nella particolare situazione di lavoro.
Tali strisce devono essere poste ai lati del binari, realizzate in colore zebrato giallo-nero (Allegato V DPR 493/96 e art. 8 D.P.R. 547/1955), poste a distanza di almeno 70 cm non dall'asse del binario ma dall'ingombro massimo delta sagoma delta gru.. Tra le due strisce che delimitano cosi ogni binario deve essere vietato oltre che l'accatastamento di materiali, anche la sosta di mezzi, automezzi e persone, mediante avvisi e segnaletica, con particolare evidenza negli attraversamenti "inevitabili".
Le corsie per il transito dei veicoli e dei mezzi di trasporto, nonché tutti gli spazi destinati al passaggio delle persone o ad operazioni varie di movimentazione, devono essere tenuti sgombri da ogni tipo di materiale.
CONDIZIONI GENERALI DELLE SUPERFICI DI DEPOSITO
Le superfici destinate a deposito dei materiali lapidei devono essere ben livellate, con un fondo idoneo ai carichi pesanti.
E' necessario predisporre con attenzione le pendenze al fine di evitare il ristagno dell'acqua piovana e di lavorazione.
Per evitare il dilavamento dello strato superficiale e la formazione di buche e avvallamenti opportuno predisporre l'asfaltatura o la cementazione delta superficie.
DEPOSITO DEI BLOCCHI SQUADRATI
Disposizione in verticale (strati)
I blocchi squadrati, qualsiasi dimensione essi abbiano, devono essere appoggiati solo sul terreno o su un altro blocco squadrato, sempre con la superficie maggiore, in strati ordinati dal blocco più grande al più piccolo.
E' buona norma che gli strati dei blocchi squadrati non superino mai due blocchi sovrapposti ed eccezionalmente tre, con la limitazione che la superficie superiore del secondo non superi i due metri di altezza. Ciò per limitare il più possibile l'uso di scale per l'imbracatura del terzo blocco.
II primo blocco (base dello strato) deve essere sempre appoggiato perfettamente in piano orizzontale su due o più traverse di legno interposte a regola d'arte tra blocco e superficie di appoggio.
Le traverse devono avere lunghezza pari alla larghezza del blocco e comunque mai inferiore del 10% di tale larghezza, devono essere robuste, simili a quelle per uso di corsa ferroviaria.
Le traverse devono avere una superficie orizzontale di appoggio sufficiente in rapporto al prevedibile carico dello strato ed alla resistenza del terreno, in modo tale che non si possano provocare pericolosi sprofondamenti nel terreno stesso.
I blocchi degli strati superiori a quello di base devono sempre essere appoggiati e calzati a regola d'arte su quelli sottostanti; devono essere usate zeppe di legno duro e mai scaglie di materiali lapidei. Sia le traversine che gli spessori e le zeppe devono essere tenute in ottimo stato di conservazione e sostituite prontamente quando mostrino cenni di deterioramento.
Disposizione sul piano orizzontale (file)
I blocchi devono essere collocati in file ordinate; tra le file dei blocchi, qualunque sia la loro dimensione, deve essere lasciato uno spazio libero tale che gli addetti al sollevamento possano eseguire agevolmente la manovra delle brache intorno ad esso e poi seguire visivamente gli spostamenti del blocco stesso allontanandosi prontamente e tenendosi a distanza di sicurezza (artt. 8 e 15 D.P.R. 547 1955).
IMPATTO AMBIENTALE
Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI
1. FASE DI LAVORAZIONE : STOCCAGGIO BLOCCHI 2. COD.INAIL : 7321 3. FATTORE DI RISCHIO : RISCHI PER LA SALUTE E IGIENICO-AMBIENALE: CLIMA 4. CODICE DI RISCHIO : 5. N.ADDETTI : 42
DESCRIZIONE DELLA FASE: STOCCAGGIO DEI BLOCCHI
I blocchi arrivano nelle unità locali su camion e vengono scaricati direttamente nel piazzale blocchi, utilizzando gru a cavalletto o gru semovente; l’imbracatura viene eseguita con due tiranti alloggiati sotto la base del blocco e convergenti al gancio conformato ad ancora dell’apparecchio di sollevamento. L’operazione generalmente coinvolge due operatori addetti all’imbracatura ed un operatore addetto alla guida del mezzo di sollevamento.
Almeno uno dei due operatori addetti all’imbracatura del blocco deve possedere una competenza specifica riguardo a:
- scelta dei tiranti in relazione al peso ed alle dimensioni del blocco
- sistemazione dei tiranti.
Il gruista deve conoscere:
- l’uso corretto dell’apparecchio di sollevamento
- i criteri e le modalità per eseguire in sicurezza le manovre.
I blocchi vengono disposti su file composte ognuna da più strati, a seconda delle caratteristiche del blocco stesso: per i blocchi di granito, che come già detto hanno per lo più forma regolare, possibile una disposizione anche su tre strati.
La sequenza operativa generalmente la seguente:
I piazzali di deposito dei blocchi sono generalmente provvisti di una gru a cavalletto che di conseguenza il mezzo più frequentemente usato per la movimentazione; in questo caso spesso la funzione del gruista viene svolta da uno dei due imbracatori munito di una pulsantiera o di un radiocomando per la manovra della gru.
Dal piazzale, i blocchi vengono poi movimentati per essere avviati alla lavorazione. La scelta del blocco da prelevare viene effettuata da un dirigente preposto dall’azienda sulla base delle esigenze di produzione; la preparazione del piano di appoggio del blocco viene effettuata dagli operatori addetti alla fase di lavoro successiva ( riquadratura" o preparazione carrello" per la segagione). Per il resto, le operazioni necessarie sono analoghe a quelle descritte per lo scarico camion.
DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO:
RISCHI PER LA SALUTE E IGIENICO-AMBIENTALI: IL CLIMA
I piazzali per lo stoccaggio dei blocchi si trovano tutti all’aperto, per cui anche le condizioni climatiche (pioggia, freddo d’inverno e caldo-umido d’estate) possono influire sul normale svolgimento delle lavorazioni.
DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO
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Descrizione fattore di rischio |
Danno atteso |
Stima del danno |
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DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO
Dal momento che sul piazzale operano mezzi come la gru a cavalletto e la gru semovente e per le dimensioni dei piazzali stessi, non pensabile di ricorrere ad idonea copertura per proteggere gli addetti dalle intemperie. In questo caso si può solo, per quanto riguarda la stagione invernale, ricorrere alla dotazione di dispositivi di protezione individuale quali giacca a vento, stivali, cappello impermeabile; per la stagione estiva può essere sufficiente che sia consentito al personale di usufruire di locali di riposo, come prevede il D.Lvo 626/94.
IMPATTO AMBIENTALE
Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI
1. FASE DI LAVORAZIONE : STOCCAGGIO BLOCCHI 2. COD.INAIL : 7321 3. FATTORE DI RISCHIO : RISCHI DA CARENZE DI SICUREZZA SU MACCHINE E APPARECCHIATURE 4. CODICE DI RISCHIO : 5. N.ADDETTI : 42
DESCRIZIONE DELLA FASE: STOCCAGGIO DEI BLOCCHI
I blocchi arrivano nelle unità locali su camion e vengono scaricati direttamente nel piazzale blocchi, utilizzando gru a cavalletto o gru semovente; l’imbracatura viene eseguita con due tiranti alloggiati sotto la base del blocco e convergenti al gancio conformato ad ancora dell’apparecchio di sollevamento. L’operazione generalmente coinvolge due operatori addetti all’imbracatura ed un operatore addetto alla guida del mezzo di sollevamento.
Almeno uno dei due operatori addetti all’imbracatura del blocco deve possedere una competenza specifica riguardo a:
- scelta dei tiranti in relazione al peso ed alle dimensioni del blocco
- sistemazione dei tiranti.
Il gruista deve conoscere:
- l’uso corretto dell’apparecchio di sollevamento
- i criteri e le modalità per eseguire in sicurezza le manovre.
I blocchi vengono disposti su file composte ognuna da più strati, a seconda delle caratteristiche del blocco stesso: per i blocchi di granito, che come già detto hanno per lo più forma regolare, possibile una disposizione anche su tre strati.
La sequenza operativa generalmente la seguente:
I piazzali di deposito dei blocchi sono generalmente provvisti di una gru a cavalletto che di conseguenza il mezzo più frequentemente usato per la movimentazione; in questo caso spesso la funzione del gruista viene svolta da uno dei due imbracatori munito di una pulsantiera o di un radiocomando per la manovra della gru.
Dal piazzale, i blocchi vengono poi movimentati per essere avviati alla lavorazione. La scelta del blocco da prelevare viene effettuata da un dirigente preposto dall’azienda sulla base delle esigenze di produzione; la preparazione del piano di appoggio del blocco viene effettuata dagli operatori addetti alla fase di lavoro successiva ( riquadratura" o preparazione carrello" per la segagione). Per il resto, le operazioni necessarie sono analoghe a quelle descritte per lo scarico camion.
DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO
Gru a cavalletto
Vengono definiti "gru a cavalletto" gli apparecchi di sollevamento in grado di movimentare il carico nello spazio e scorrenti su rotaie a terra.
Esso costituito da argano su carrello poggiante o sospeso a travi principali collegate a stilate portanti la trave portaruote.
Ai fini del calcolo delle strutture in acciaio di apparecchi di sollevamento, come per i meccanismi, questi vengono raggruppati in classi in relazione ai compiti che devono assolvere durante la loro vita. Della classe dell'apparecchio si dovrà tener conto sia in fase di approvvigionamento, sia in fase di utilizzazione.
L’alimentazione elettrica del carrello di sollevamento avviene tramite festone sostenuto da carrellini scorrevoli entro una canalina zincata. I comandi della gru vengono dati tramite una tradizionale pulsantiera a filo pensile scorrevole lungo la trave della gru su apposita canalina zincata o tramite radiocomando.
La vetustà delle gru a cavalletto presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Gru semoventi
La gru semovente composta da un telaio, montato su ruote gommate, costituito da una struttura monolitica elettrosaldata e realizzata in acciaio di qualità. Sopra il telaio installata la cabina operatore in cui si trovano dislocati tutti i comandi operativi per la movimentazione dei carichi e gli spostamenti della macchina. Collegato al telaio tramite spalle di sostegno installato un braccio realizzato in lamiera di acciaio ad elevata resistenza alla cui estremità collegato un gancio per il sollevamento. La struttura del braccio di tipo telescopico, costituita cioè da un elemento portante ed uno sfilo azionati da un pistone di sfilo a doppio effetto. Il braccio viene alzato tramite pistone di sollevamento a doppio effetto fissato al telaio ed all’elemento portante del braccio. Tutti i movimenti della gru avvengono tramite motore diesel il quale a sua volta mette in funzione una pompa idraulica che alimenti i circuiti idraulici. La vetustà delle gru semoventi presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Sistemi per l'imbracatura: brache
Trattasi di funi metalliche alle cui estremità sono collegati due anelli che servono per l'inserimento nel gancio di sollevamento dopo aver imbracato il blocco; la scelta della lunghezza e portata delle brache condizionata dalla forma, dalle dimensioni e dal peso del carico.
DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO:
RISCHI DA CARENZE DI SICUREZZA SU MACCHINE E APPARECCHIATURE
La movimentazione dei materiali con mezzi di sollevamento e trasporto compare nelle statistiche infortunistiche al primo posto tra le lavorazioni più frequentemente in causa. Gli infortuni sono spesso gravi o mortali e la modalità più ricorrente lo schiacciamento da parte del materiale. Gli infortuni di questo tipo sono in relazione sia con il luogo in cui avviene l’operazione (il piazzale in questo caso), che con i mezzi in uso e con le modalità operative. Relativamente alla sicurezza dei mezzi in uso, il rischio diventa elevato nelle seguenti situazioni:
I sistemi di imbracatura utilizzati nel settore sono essenzialmente brache in acciaio di dimensioni variabili a seconda del carico da sollevare. Le carenze di sicurezza possono essere riassunte in:
DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO
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Descrizione fattore di rischio |
Danno atteso |
Stima del danno |
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DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO
Norme generali
I mezzi di sollevamento e trasporto devono risultare appropriati, per quanto riguarda la sicurezza, alla natura, alla forma ed al volume del carichi al cui sollevamento sono destinati, nonché alle condizioni di impiego con particolare riguardo alle fasi di avviamento e di arresto (rif. art. 168 547/55).
I freni devono essere regolarmente verificati e registrati in modo tale da assicurare il pronto arresto e la posizione di fermo del carico e del mezzo. Un'azione frenante deve essere graduale per evitare eccessive sollecitazioni dell'apparecchio o oscillazioni del carico (art. 173 D.P.R. 547/55).
I mezzi di sollevamento e trasporto, quando siano presenti specifiche condizioni di pericolo, devono essere provvisti di dispositivi di segnalazione acustici (clacson) e luminosi nonché di illuminazione del campo di manovra (art. 175 D.P.R. 547/55).
In ambienti rumorosi, l'avvisatore acustico deve avere una intensità sonora superiore alla rumorosità ambientale.
I posti di manovra devono permettere la perfetta visibilità di tutta la zona di manovra. Quando dal posto di manovra non possibile controllare la zona di azione del mezzo deve essere predisposto un servizio di segnalazioni svolte da lavoratori incaricati (art. 182 D.P.R. 547/55).
Gli organi di comando devono portare la chiara indicazione delle manovre a cui si riferiscono, essere facilmente azionabili, conformati e protetti in modo da impedire la messa in moto accidentale (art. 183 D.PR. 547/55). Le modalità di impiego degli apparecchi di sollevamento e di trasporto ed i segnali prestabiliti per 1'esecuzione delle manovre devono essere richiamati da avvisi chiaramente leggibili (art. 185 D.P.R. 547/55).
E’ buona norma dotare ogni mezzo di un suo libretto di manutenzione sul quale annotare le manutenzioni ordinarie e straordinarie che vengono effettuate, a firma di chi le fa.
L’approvvigionamento delle brache deve essere curato da apposito personale che periodicamente provvede alle necessità, in modo tale che siano sempre disponibili brache nuove di diversa lunghezza e della portata necessaria alle manovre comunemente effettuate.
IMPATTO AMBIENTALE
Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI
1. FASE DI LAVORAZIONE : STOCCAGGIO BLOCCHI 2. COD.INAIL : 7321 3. FATTORE DI RISCHIO : RISCHI DA CARENZE DI SICUREZZA ELETTRICA 4. CODICE DI RISCHIO : 5. N.ADDETTI : 42
DESCRIZIONE DELLA FASE: STOCCAGGIO DEI BLOCCHI
I blocchi arrivano nelle unità locali su camion e vengono scaricati direttamente nel piazzale blocchi, utilizzando gru a cavalletto o gru semovente; l’imbracatura viene eseguita con due tiranti alloggiati sotto la base del blocco e convergenti al gancio conformato ad ancora dell’apparecchio di sollevamento. L’operazione generalmente coinvolge due operatori addetti all’imbracatura ed un operatore addetto alla guida del mezzo di sollevamento.
Almeno uno dei due operatori addetti all’imbracatura del blocco deve possedere una competenza specifica riguardo a:
- scelta dei tiranti in relazione al peso ed alle dimensioni del blocco
- sistemazione dei tiranti.
Il gruista deve conoscere:
- l’uso corretto dell’apparecchio di sollevamento
- i criteri e le modalità per eseguire in sicurezza le manovre.
I blocchi vengono disposti su file composte ognuna da più strati, a seconda delle caratteristiche del blocco stesso: per i blocchi di granito, che come già detto hanno per lo più forma regolare, possibile una disposizione anche su tre strati.
La sequenza operativa generalmente la seguente:
I piazzali di deposito dei blocchi sono generalmente provvisti di una gru a cavalletto che di conseguenza il mezzo più frequentemente usato per la movimentazione; in questo caso spesso la funzione del gruista viene svolta da uno dei due imbracatori munito di una pulsantiera o di un radiocomando per la manovra della gru.
Dal piazzale, i blocchi vengono poi movimentati per essere avviati alla lavorazione. La scelta del blocco da prelevare viene effettuata da un dirigente preposto dall’azienda sulla base delle esigenze di produzione; la preparazione del piano di appoggio del blocco viene effettuata dagli operatori addetti alla fase di lavoro successiva ( riquadratura" o preparazione carrello" per la segagione). Per il resto, le operazioni necessarie sono analoghe a quelle descritte per lo scarico camion.
DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO:
RISCHI DA CARENZE DI SICUREZZA ELETTRICA
Tale pericolo può essere presente qualora il deposito su cui avvengono le operazioni di movimentazione con gru semoventi sia percorso da linee elettriche che abbiano un'altezza da terra tale da essere a portata del braccio della gru. Ciò può determinare la folgorazione del gruista in caso di contatto tra il braccio stesso della gru e i cavi elettrici in tensione.
DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO
Gru semoventi
La gru semovente composta da un telaio, montato su ruote gommate, costituito da una struttura monolitica elettrosaldata e realizzata in acciaio di qualità. Sopra il telaio installata la cabina operatore in cui si trovano dislocati tutti i comandi operativi per la movimentazione dei carichi e gli spostamenti della macchina. Collegato al telaio tramite spalle di sostegno installato un braccio realizzato in lamiera di acciaio ad elevata resistenza alla cui estremità collegato un gancio per il sollevamento. La struttura del braccio di tipo telescopico, costituita cioè da un elemento portante ed uno sfilo azionati da un pistone di sfilo a doppio effetto. Il braccio viene alzato tramite pistone di sollevamento a doppio effetto fissato al telaio ed all’elemento portante del braccio. Tutti i movimenti della gru avvengono tramite motore diesel il quale a sua volta mette in funzione una pompa idraulica che alimenti i circuiti idraulici. La vetustà delle gru semoventi presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO
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Descrizione fattore di rischio |
Danno atteso |
Stima del danno |
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DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO
Le misure di prevenzione possono consistere essenzialmente nella protezione della linea elettrica mediante apposite barriere, interramento o spostamento della linea stessa.
IMPATTO AMBIENTALE
Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI
1. FASE DI LAVORAZIONE : STOCCAGGIO BLOCCHI 2. COD.INAIL : 7321 3. FATTORE DI RISCHIO : RISCHI TRASVERSALI E ORGANIZZATIVI: ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO 4. CODICE DI RISCHIO : 5. N.ADDETTI : 42
DESCRIZIONE DELLA FASE: STOCCAGGIO DEI BLOCCHI
I blocchi arrivano nelle unità locali su camion e vengono scaricati direttamente nel piazzale blocchi, utilizzando gru a cavalletto o gru semovente; l’imbracatura viene eseguita con due tiranti alloggiati sotto la base del blocco e convergenti al gancio conformato ad ancora dell’apparecchio di sollevamento. L’operazione generalmente coinvolge due operatori addetti all’imbracatura ed un operatore addetto alla guida del mezzo di sollevamento.
Almeno uno dei due operatori addetti all’imbracatura del blocco deve possedere una competenza specifica riguardo a:
- scelta dei tiranti in relazione al peso ed alle dimensioni del blocco
- sistemazione dei tiranti.
Il gruista deve conoscere:
- l’uso corretto dell’apparecchio di sollevamento
- i criteri e le modalità per eseguire in sicurezza le manovre.
I blocchi vengono disposti su file composte ognuna da più strati, a seconda delle caratteristiche del blocco stesso: per i blocchi di granito, che come già detto hanno per lo più forma regolare, possibile una disposizione anche su tre strati.
La sequenza operativa generalmente la seguente:
I piazzali di deposito dei blocchi sono generalmente provvisti di una gru a cavalletto che di conseguenza il mezzo più frequentemente usato per la movimentazione; in questo caso spesso la funzione del gruista viene svolta da uno dei due imbracatori munito di una pulsantiera o di un radiocomando per la manovra della gru.
Dal piazzale, i blocchi vengono poi movimentati per essere avviati alla lavorazione. La scelta del blocco da prelevare viene effettuata da un dirigente preposto dall’azienda sulla base delle esigenze di produzione; la preparazione del piano di appoggio del blocco viene effettuata dagli operatori addetti alla fase di lavoro successiva ( riquadratura" o preparazione carrello" per la segagione). Per il resto, le operazioni necessarie sono analoghe a quelle descritte per lo scarico camion.
DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO:
RISCHI TRASVERSALI E ORGANIZZATIVI: ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
La movimentazione dei materiali con mezzi di sollevamento e trasporto compare nelle statistiche infortunistiche al primo posto tra le lavorazioni più frequentemente in causa. Gli infortuni sono spesso gravi o mortali e la modalità più ricorrente lo schiacciamento da parte del materiale. Gli infortuni di questo tipo sono in relazione sia con il luogo in cui avviene l’operazione (il piazzale in questo caso), che con i mezzi in uso e con le modalità operative.
Relativamente alle modalità operative, qualora all'interno della ditta non siano previsti sistemi di controllo delle procedure di lavoro e del buon funzionamento degli aspetti attinenti alla sicurezza (il controllo e la sistemazione dei piazzali, la disponibilità e lo stato delle imbracature, i programmi di manutenzione dei mezzi di sollevamento, le istruzioni e procedure per gli addetti, ecc. ) si possono verificare situazioni di pericolo che possono determinare infortuni.
DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO
Gru a cavalletto
Vengono definiti "gru a cavalletto" gli apparecchi di sollevamento in grado di movimentare il carico nello spazio e scorrenti su rotaie a terra.
Esso costituito da argano su carrello poggiante o sospeso a travi principali collegate a stilate portanti la trave portaruote.
Ai fini del calcolo delle strutture in acciaio di apparecchi di sollevamento, come per i meccanismi, questi vengono raggruppati in classi in relazione ai compiti che devono assolvere durante la loro vita. Della classe dell'apparecchio si dovrà tener conto sia in fase di approvvigionamento, sia in fase di utilizzazione.
L’alimentazione elettrica del carrello di sollevamento avviene tramite festone sostenuto da carrellini scorrevoli entro una canalina zincata. I comandi della gru vengono dati tramite una tradizionale pulsantiera a filo pensile scorrevole lungo la trave della gru su apposita canalina zincata o tramite radiocomando. La vetustà delle gru a cavalletto presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Gru semoventi
La gru semovente composta da un telaio, montato su ruote gommate, costituito da una struttura monolitica elettrosaldata e realizzata in acciaio di qualità. Sopra il telaio installata la cabina operatore in cui si trovano dislocati tutti i comandi operativi per la movimentazione dei carichi e gli spostamenti della macchina. Collegato al telaio tramite spalle di sostegno installato un braccio realizzato in lamiera di acciaio ad elevata resistenza alla cui estremità collegato un gancio per il sollevamento. La struttura del braccio di tipo telescopico, costituita cioè da un elemento portante ed uno sfilo azionati da un pistone di sfilo a doppio effetto. Il braccio viene alzato tramite pistone di sollevamento a doppio effetto fissato al telaio ed all’elemento portante del braccio. Tutti i movimenti della gru avvengono tramite motore diesel il quale a sua volta mette in funzione una pompa idraulica che alimenti i circuiti idraulici. La vetustà delle gru semoventi presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Sistemi per l'imbracatura: brache
Trattasi di funi metalliche alle cui estremità sono collegati due anelli che servono per l'inserimento nel gancio di sollevamento dopo aver imbracato il blocco; la scelta della lunghezza e portata delle brache condizionata dalla forma, dalle dimensioni e dal peso del carico.
DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO
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Descrizione fattore di rischio |
Danno atteso |
Stima del danno |
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DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO
Le aziende devono definire procedure di lavoro sicure e instaurare sistemi di controllo, tramite personale esperto, della sistemazione dei piazzali, della disponibilità e dello stato delle imbracature, dei programmi di manutenzione dei mezzi di sollevamento, ed approntare idonei programmi per l'informazione, la formazione e l'addestramento continuo degli addetti.
Si riporta di seguito un esempio delle procedure di lavoro che le aziende devono preoccuparsi di definire, adattare alle esigenze particolari della propria azienda e curare che siano conosciute e praticate dai dirigenti e dagli operai.
CORRETTE MODALITA’ OPERATIVE
- I tiranti vanno scelti in funzione del carico, del quale fondamentale conoscere il peso. E' quindi buona norma scrivere su ogni blocco il suo peso con vernice spray fin dal momento dello scarico dal camion.
- Il tirante scelto va preventivamente ispezionato per verificarne le condizioni di usura.
- Una volta posizionati i tiranti, gli imbracatori devono allontanarsi prima di dare il consenso al gruista.
- Occorre esaminare il gancio dell'apparecchio di sollevamento, per accertarne le condizioni del becco e del dispositivo obbligatorio di chiusura.
- Si procede infine all'imbracatura vera e propria passando i tiranti attorno al blocco e allacciandoli al gancio. L'agganciamento o lo sganciamento dei tiranti deve essere fatto solo a gancio fermo.
- A imbraco terminato si deve arretrare in posizione di sicurezza rispetto ad eventuali oscillazioni del carico e dare il comando al gruista di iniziare il sollevamento lentamente e soltanto di poco. In questa fase va controllata la corrispondenza dell'imbracatura a quanto voluto (sia come entrata in azione di tutti i tratti sia come tenuta generate) e la buona equilibratura del carico.
- Effettuata la revisione dell'imbracatura, può essere iniziato il trasferimento del carico: gruista e imbracatori devono porsi a distanza di sicurezza dal carico e da tutta la sua traiettoria di spostamento. Nel trasferimento sono vietati i tiri obliqui. Il trasferimento del carico deve avvenire prima verticalmente e poi orizzontalmente evitando le inclinazioni, che sono pericolose perché danno luogo a cambiamenti di equilibrio del carico ed aumenti di sollecitazione dei mezzi d'imbracatura. Se gli imbracatori sono più di uno, soltanto uno di essi può dare i segnali al manovratore. La partenza, i successivi movimenti e gli arresti devono essere graduali e non bruschi. Il carico sospeso non va guidato con le mani ma con funi o ganci, non va quindi spinto ma solo tirato, evitando di sostarvi sotto o vicino.
- Si deve scegliere il posto più idoneo per il deposito del carico. I blocchi vanno stivati correttamente come descritto in precedenza.
- Prima del deposito devono essere alloggiati adeguati traversi di legno duro. Il deposito del carico deve essere fatto lentamente per poterlo posizionare con esattezza nel luogo prescelto. Poco prima che appoggi, il gruista deve fermare il mezzo di sollevamento ed eventualmente attendere che venga corretta la posizione dei traversi. Ad un cenno degli imbracatori abbassa definitivamente il carico. Solo a carico stabile si possono togliere i tiranti.
- Dopo l'uso i tiranti non vanno abbandonati per terra dove (oltre a poter causare infortunio a chi vi inciampi) vengono danneggiati da parte di veicoli o persone oppure dal contatto con acidi, sabbia, polvere, acqua; vanno invece riportati ai posti ad essi riservati. I tiranti danneggianti vanno consegnati al personale incaricato che provvede alla verifica o alla sostituzione.
- Per evitare gli infortuni caratteristici della sua professione e dovuti al contatto con i mezzi per l'imbracatura e col carico, l'imbracatore deve essere equipaggiato con i seguenti mezzi di protezione individuale:
1) guanti di cuoio a simili
2) calzature di sicurezza
3) casco
4) giubbetto a soprammaniche fluorescenti se necessario (gruista lontano).
- Sul luogo di lavoro deve essere affisso un cartello che richiami l'indicazione dei segnali convenzionali tra l'imbracatore e il gruista.
- Il personale addetto alla movimentazione dei blocchi deve essere correttamente formato sulle procedure operative; tali procedure devono essere predisposte in forma scritta e comunicate verbalmente ai lavoratori (art. 4 e art. 185 del DPR 547/55 e art. 4 DPR 493/96).
- E' una norma di prudenza che il gruista non svolga contemporaneamente la mansione di imbracatore, cosi da poter essere in una posizione sufficientemente lontana dal blocco che gli permetta la massima visibilità della zona di manovra.
IMPATTO AMBIENTALE
Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI
1. FASE DI LAVORAZIONE : STOCCAGGIO BLOCCHI 2. COD.INAIL : 7321 3. FATTORE DI RISCHIO : RISCHI EROGONOMICI 4. CODICE DI RISCHIO : 5. N.ADDETTI : 42
DESCRIZIONE DELLA FASE: STOCCAGGIO DEI BLOCCHI
I blocchi provenienti dalla cava vengono scaricati dal camion direttamente nel piazzale della ditta, utilizzando gru a cavalletto o gru semovente: l’imbracatura viene eseguita con due tiranti alloggiati sotto la base del blocco e convergenti al gancio fatto ad ncora dell’apparecchio di sollevamento. L’operazione generalmente coinvolge due operatori addetti all’imbracatura ed un operatore addetto alla guida del mezzo di sollevamento.
Almeno uno dei due operatori addetti all’imbracatura del blocco deve possedere una competenza specifica riguardo a:
- scelta dei tiranti in relazione al peso ed alle dimensioni del blocco
- sistemazione dei tiranti
Il gruista deve conoscere:
- l’uso corretto dell’apparecchio di sollevamento
- i criteri e le modalità per eseguire in sicurezza le manovre
I blocchi vengono disposti su file composte ognuna da più strati, a seconda delle caratteristiche del blocco stesso: per i blocchi di granito, che come già detto hanno per lo più forma regolare, possibile una disposizione anche su tre strati. A seconda della commessa, utilizzando i mezzi sopra detti, il blocco viene prelevato dalla fila ed avviato alla lavorazione.
DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO:
RISCHI ERGONOMICI
La movimentazione dei materiali con mezzi di sollevamento e trasporto compare nelle statistiche infortunistiche al primo posto tra le lavorazioni più frequentemente in causa. Gli infortuni sono spesso gravi o mortali e la modalità più ricorrente lo schiacciamento da parte del materiale. Gli infortuni di questo tipo sono in relazione sia con il luogo in cui avviene l’operazione (il piazzale in questo caso), che con i mezzi in uso e con le modalità operative. Relativamente alle modalità operative, evidente che il rischio diventa elevato quando i lavoratori sono incaricati di svolgere alcune operazioni di movimentazione dei blocchi senza possedere capacità e conoscenze adeguate: es. conoscenze e capacità che deve avere il gruista per coordinare gli imbracatori e per effettuare le manovre in sicurezza, conoscenza che devono avere gli imbracatori sulla scelta delle brache e sulle diminuizioni della portata determinate dalle modalità di imbracatura (angolo al vertice, spigoli, ecc.).
DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO
Gru a cavalletto
Vengono definiti "gru a cavalletto" gli apparecchi di sollevamento in grado di movimentare il carico nello spazio e scorrenti su rotaie a terra.
Esso costituito da argano su carrello poggiante o sospeso a travi principali collegate a stilate portanti la trave portaruote.
Ai fini del calcolo delle strutture in acciaio di apparecchi di sollevamento, come per i meccanismi, questi vengono raggruppati in classi in relazione ai compiti che devono assolvere durante la loro vita. Della classe dell'apparecchio si dovrà tener conto sia in fase di approvvigionamento, sia in fase di utilizzazione.
L’alimentazione elettrica del carrello di sollevamento avviene tramite festone sostenuto da carrellini scorrevoli entro una canalina zincata. I comandi della gru vengono dati tramite una tradizionale pulsantiera a filo pensile scorrevole lungo la trave della gru su apposita canalina zincata o tramite radiocomando. La vetustà delle gru a cavalletto presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Gru semoventi
La gru semovente composta da un telaio, montato su ruote gommate, costituito da una struttura monolitica elettrosaldata e realizzata in acciaio di qualità. Sopra il telaio installata la cabina operatore in cui si trovano dislocati tutti i comandi operativi per la movimentazione dei carichi e gli spostamenti della macchina. Collegato al telaio tramite spalle di sostegno installato un braccio realizzato in lamiera di acciaio ad elevata resistenza alla cui estremità collegato un gancio per il sollevamento. La struttura del braccio di tipo telescopico, costituita cioè da un elemento portante ed uno sfilo azionati da un pistone di sfilo a doppio effetto. Il braccio viene alzato tramite pistone di sollevamento a doppio effetto fissato al telaio ed all’elemento portante del braccio. Tutti i movimenti della gru avvengono tramite motore diesel il quale a sua volta mette in funzione una pompa idraulica che alimenti i circuiti idraulici. La vetustà delle gru semoventi presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Sistemi per l'imbracatura: brache
Trattasi di funi metalliche alle cui estremità sono collegati due anelli che servono per l'inserimento nel gancio di sollevamento dopo aver imbracato il blocco; la scelta della lunghezza e portata delle brache condizionata dalla forma, dalle dimensioni e dal peso del carico.
DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO
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Descrizione fattore di rischio |
Danno atteso |
Stima del danno |
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DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO
Per ridurre il fattore di rischio necessario che il personale che deve svolgere operazioni particolarmente pericolose come la movimentazione di blocchi del peso di decine di tonnellate abbia delle caratteristiche idonee (esperienza, capacità decisionali, ecc.); tale personale deve ricevere informazione, formazione ed addestramento adeguati sulle procedure di lavoro collegate ai mezzi di sollevamento e sui sistemi di imbracatura.
IMPATTO AMBIENTALE
Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI
1. FASE DI LAVORAZIONE : STOCCAGGIO BLOCCHI 2. COD.INAIL : 7321 3. FATTORE DI RISCHIO : RISCHI DOVUTI A CONDIZIONI DI LAVORO DIFFICILI 4. CODICE DI RISCHIO : 5. N.ADDETTI : 42
DESCRIZIONE DELLA FASE: STOCCAGGIO DEI BLOCCHI
I blocchi arrivano nelle unità locali su camion e vengono scaricati direttamente nel piazzale blocchi, utilizzando gru a cavalletto o gru semovente; l’imbracatura viene eseguita con due tiranti alloggiati sotto la base del blocco e convergenti al gancio conformato ad ancora dell’apparecchio di sollevamento. L’operazione generalmente coinvolge due operatori addetti all’imbracatura ed un operatore addetto alla guida del mezzo di sollevamento.
Almeno uno dei due operatori addetti all’imbracatura del blocco deve possedere una competenza specifica riguardo a:
- scelta dei tiranti in relazione al peso ed alle dimensioni del blocco
- sistemazione dei tiranti.
Il gruista deve conoscere:
- l’uso corretto dell’apparecchio di sollevamento
- i criteri e le modalità per eseguire in sicurezza le manovre.
I blocchi vengono disposti su file composte ognuna da più strati, a seconda delle caratteristiche del blocco stesso: per i blocchi di granito, che come già detto hanno per lo più forma regolare, possibile una disposizione anche su tre strati.
La sequenza operativa generalmente la seguente:
I piazzali di deposito dei blocchi sono generalmente provvisti di una gru a cavalletto che di conseguenza il mezzo più frequentemente usato per la movimentazione; in questo caso spesso la funzione del gruista viene svolta da uno dei due imbracatori munito di una pulsantiera o di un radiocomando per la manovra della gru.
Dal piazzale, i blocchi vengono poi movimentati per essere avviati alla lavorazione. La scelta del blocco da prelevare viene effettuata da un dirigente preposto dall’azienda sulla base delle esigenze di produzione; la preparazione del piano di appoggio del blocco viene effettuata dagli operatori addetti alla fase di lavoro successiva ( riquadratura" o preparazione carrello" per la segagione). Per il resto, le operazioni necessarie sono analoghe a quelle descritte per lo scarico camion.
DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO:
RISCHI DOVUTI A CONDIZIONI DI LAVORO DIFFICILI
Tale rischio si presenta quando le condizioni di lavoro variano significativamente rispetto alle procedure standard (es. si debba movimentare blocchi che presentano una forma molto irregolare oppure di peso superiore alla portata dei mezzi di sollevamento).
DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO
Gru a cavalletto
Vengono definiti "gru a cavalletto" gli apparecchi di sollevamento in grado di movimentare il carico nello spazio e scorrenti su rotaie a terra.
Esso costituito da argano su carrello poggiante o sospeso a travi principali collegate a stilate portanti la trave portaruote.
Ai fini del calcolo delle strutture in acciaio di apparecchi di sollevamento, come per i meccanismi, questi vengono raggruppati in classi in relazione ai compiti che devono assolvere durante la loro vita. Della classe dell'apparecchio si dovrà tener conto sia in fase di approvvigionamento, sia in fase di utilizzazione.
L’alimentazione elettrica del carrello di sollevamento avviene tramite festone sostenuto da carrellini scorrevoli entro una canalina zincata. I comandi della gru vengono dati tramite una tradizionale pulsantiera a filo pensile scorrevole lungo la trave della gru su apposita canalina zincata o tramite radiocomando. La vetustà delle gru a cavalletto presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Gru semoventi
La gru semovente composta da un telaio, montato su ruote gommate, costituito da una struttura monolitica elettrosaldata e realizzata in acciaio di qualità. Sopra il telaio installata la cabina operatore in cui si trovano dislocati tutti i comandi operativi per la movimentazione dei carichi e gli spostamenti della macchina. Collegato al telaio tramite spalle di sostegno installato un braccio realizzato in lamiera di acciaio ad elevata resistenza alla cui estremità collegato un gancio per il sollevamento. La struttura del braccio di tipo telescopico, costituita cioè da un elemento portante ed uno sfilo azionati da un pistone di sfilo a doppio effetto. Il braccio viene alzato tramite pistone di sollevamento a doppio effetto fissato al telaio ed all’elemento portante del braccio. Tutti i movimenti della gru avvengono tramite motore diesel il quale a sua volta mette in funzione una pompa idraulica che alimenti i circuiti idraulici. La vetustà delle gru semoventi presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Sistemi per l'imbracatura: brache
Trattasi di funi metalliche alle cui estremità sono collegati due anelli che servono per l'inserimento nel gancio di sollevamento dopo aver imbracato il blocco; la scelta della lunghezza e portata delle brache condizionata dalla forma, dalle dimensioni e dal peso del carico.
DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO
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Descrizione fattore di rischio |
Danno atteso |
Stima del danno |
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DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO
Per ridurre il rischio necessario che nella ditta siano operativi protocolli che prevedano, in situazioni difficili, il coinvolgimento di personale esperto ( es. capopiazzale ) che, valutata la situazione, impartisce le direttive al personale e, se del caso, prevede l'utilizzo di attrezzature e mezzi eccezionali (es. richiesta di intervento di un mezzo di sollevamento con portata superiore a quella dei mezzi presenti in ditta).
IMPATTO AMBIENTALE
Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI