1. FASE DI LAVORAZIONE : STOCCAGGIO LASTRE 2. COD.INAIL : 7321 3. FATTORE DI RISCHIO : RISCHI DA CARENZE STRUTTURALI DELL'AMBIENTE DI LAVORO 4. CODICE DI RISCHIO : 5. N.ADDETTI : 56
DESCRIZIONE DELLA FASE: STOCCAGGIO LASTRE
Le lastre scaricate dal carrello portablocchi dopo la segagione, tramite mezzi di sollevamento (gru a cavalletto e gru semoventi), vengono spostate e collocate nella zona prescelta del piazzale su appositi cavalletti. Nei piazzali di lavorazione possono essere stoccate anche lastre provenienti da una segheria esterna all’unità locale.
Le lastre vengono movimentate a gruppi di 5-10 unità delle stesse dimensioni (provengono quasi sempre dallo stesso blocco per esigenze produttive) denominati pastelli"; l’imbracatura viene effettuata solitamente con due tiranti sistemati in prossimità dei margini laterali del pastello e convergenti al gancio dell’apparecchio di sollevamento.
L’operazione generalmente coinvolge due operatori addetti all’imbracatura ed un operatore addetto alla guida del mezzo di sollevamento.
Almeno uno dei due operatori addetti all’imbracatura deve possedere una competenza specifica riguardo a:
Il gruista deve conoscere:
Le lastre vengono disposte sui cavalletti in pastelli composti anche da 20-30 unità per ogni faccia del cavalletto stesso, ben equilibrate, con piede sufficiente ad impedirne il ribaltamento.
Successivamente, a seconda delle esigenze produttive, utilizzando gli stessi mezzi, le lastre vengono prelevate dai cavalletti ed avviate alla lavorazione.
DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO
Gru a cavalletto
Vengono definiti "gru a cavalletto" gli apparecchi di sollevamento in grado di movimentare il carico nello spazio e scorrenti su rotaie a terra.
Esso costituito da argano su carrello poggiante o sospeso a travi principali collegate a stilate, portanti la trave portaruote.
Ai fini del calcolo delle strutture in acciaio di apparecchi di sollevamento, come per i meccanismi, questi vengono raggruppati in classi in relazione ai compiti che devono assolvere durante la loro vita. Della classe dell'apparecchio si dovrà tener conto sia in fase di approvvigionamento, sia in fase di utilizzazione.
L’alimentazione elettrica del carrello di sollevamento avviene tramite festone sostenuto da carrellini scorrevoli entro una canalina zincata. I comandi della gru vengono dati tramite una tradizionale pulsantiera a filo pensile scorrevole lungo la trave della gru su apposita canalina zincata o tramite radiocomando. La vetustà delle gru a cavalletto presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Gru semoventi
La gru semovente composta da un telaio, montato su ruote gommate, costituito da una struttura monolitica elettrosaldata e realizzata in acciaio di qualità. Sopra il telaio installata la cabina operatore in cui si trovano dislocati tutti i comandi operativi per la movimentazione dei carichi e gli spostamenti della macchina. Collegato al telaio tramite spalle di sostegno installato un braccio realizzato in lamiera di acciaio ad elevata resistenza alla cui estremità collegato un gancio per il sollevamento. La struttura del braccio di tipo telescopico, costituita cioè da un elemento portante ed uno sfilo azionati da un pistone di sfilo a doppio effetto. Il braccio viene alzato tramite pistone di sollevamento a doppio effetto fissato al telaio ed all’elemento portante del braccio. Tutti i movimenti della gru avvengono tramite motore diesel il quale a sua volta mette in funzione una pompa idraulica che alimenti i circuiti idraulici. La vetustà delle gru semoventi presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO:
RISCHI DA CARENZE STRUTTURALI DELL'AMBIENTE DI LAVORO
La movimentazione dei materiali con mezzi di sollevamento e trasporto compare nelle statistiche infortunistiche al primo posto tra le lavorazioni più frequentemente in causa. Il rischio di schiacciamento può essere messo in relazione al luogo in cui avviene l’operazione (il piazzale e i reparti dove vengono portati i pastelli per la successiva lavorazione), ai mezzi in uso ed alle modalità operative. Il rischio che un addetto sia investito dal materiale che viene movimentato presente nel caso in cui:
DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO
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Descrizione fattore di rischio |
Danno atteso |
Stima del danno |
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DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO
NORME GENERALI DI SISTEMAZIONE DEI PIAZZALI
A - Le vie di transito devono essere ben definite, ben illuminate, sufficientemente ampie da permettere manovre agevoli, mantenute sgombre ed in ordine, livellate e prive di sconnessioni e pendenze pericolose.
B - Le vie di transito pedonali devono essere distinte da quelle dei mezzi meccanici e gli incroci vanno ridotti al minimo.
C - Per quanta possibile vanno tenute separate le vie di transito dei camion in arrivo dall'esterno da quelle dei mezzi di trasporto dei materiali dal deposito alle lavorazioni, dislocando i depositi in zona intermedia tra esterno ed aree di lavorazione.
D - I depositi devono essere distinti in settori specifici, a seconda del tipo di materiale: blocchi squadrati, blocchi informi, lastre.
E - Lo stivaggio dei blocchi deve avvenire in modo corretto lasciando spazio sufficiente per le manovre ed una buona visibilità da parte del gruista (70 cm tra una fila e l'altra).
F - I blocchi devono essere disposti su file composte ognuna da più strati, a seconda delle caratteristiche del blocco stesso: per i blocchi di granito, generalmente ben squadrati, possibile una disposizione anche su tre strati.
SUDDIVISIONE DEGLI SPAZI DESTINATI A DEPOSITO
Gli spazi devono essere ordinati in modo tale che siano suddivise le zone destinate al deposito dei vari tipi di materiali lapidei (blocchi squadrati, blocchi informi, lastre, materiali imballati o palettizzati, ecc.), così da definire anche nel miglior modo possibile il campo di azione degli apparecchi di sollevamento di diverso tipo (per esempio gru a cavalletto, gru semoventi) e da limitare al massimo il pericolo di interferenza tra gli stessi.
CORSIE PER I MEZZI DI TRASPORTO, PER CIRCOLAZIONE INTERNA E RELATIVA SEGNALETICA
Gli spazi di deposito devono essere dotati di corsie interne per i mezzi di trasporto ed i veicoli, indicate con segnaletica stradale ed antinfortunistica che consentano, ove possibile, un senso di circolazione rotatorio o con percorsi di ingresso ed uscita separati; i cartelli, sia stradali che antinfortunistici, devono essere ripetuti a regola d'arte entro l'area dell'insediamento.
Nei piazzali serviti da gru a cavalletto deve essere lasciata una corsia centrale parallela ai binari tale da consentire l'avvicinamento degli automezzi do trasporto o da permettere di effettuare lunghi spostamenti del materiali tenendoli il pro possibile vicino al terreno.
Le corsie non devono, per quanto possibile, attraversare i binari delle vie di corsa delle gru su rotaie; comunque in tali attraversamenti devono essere adottate misure atte ad evitare sobbalzi delle gru semoventi e collisioni con le gru a cavalletto.
Per segnalare adeguatamente questo pericolo, ed anche per essere certi che i blocchi vengano collocati alla giusta distanza dagli ingombri del carrelli della gru, le rotaie dei mezzi di sollevamento e movimentazione devono essere segnalate con due strisce a terra, indelebili, inamovibili, resistenti all'usura, ai carichi ed alle sollecitazioni generabili nella particolare situazione di lavoro.
Tali strisce devono essere poste ai lati del binari, realizzate in colore zebrato giallo-nero (Allegato V DPR 493/96 e art. 8 D.P.R. 547/1955), poste a distanza di almeno 70 cm non dall'asse del binario ma dall'ingombro massimo delta sagoma delta gru.. Tra le due strisce che delimitano cosi ogni binario deve essere vietato oltre che l'accatastamento di materiali, anche la sosta di mezzi, automezzi e persone, mediante avvisi e segnaletica, con particolare evidenza negli attraversamenti "inevitabili".
Le corsie per il transito dei veicoli e dei mezzi di trasporto, nonché tutti gli spazi destinati al passaggio delle persone o ad operazioni varie di movimentazione, devono essere tenuti sgombri da ogni tipo di materiale.
CONDIZIONI GENERALI DELLE SUPERFICI DI DEPOSITO
Le superfici destinate a deposito dei materiali lapidei devono essere ben livellate, con un fondo idoneo ai carichi pesanti.
E' necessario predisporre con attenzione le pendenze al fine di evitare il ristagno dell'acqua piovana e di lavorazione.
Per evitare il dilavamento dello strato superficiale e la formazione di buche e avvallamenti opportuno predisporre l'asfaltatura o la cementazione della superficie.
DEPOSITO DELLE LASTRE
Per il deposito le lastre possono essere disposte in pacchi, appoggiate di costa in posizione inclinata e su sistemi d’appoggio (cavalletti metallici denominate capre") tali da consentire la facile imbracatura e la perfetta stabilità delle lastre. La faccia della lastra di appoggio deve essere sempre sostenuta da cavalletti metallici o da supporti fissi ben dimensionati, sia come struttura sia come ampiezza delle basi di appoggio in relazione alla resistenza ammissibile del terreno o alle sollecitazioni massime generabili dalla movimentazione delle lastre, in modo da consentirne la perfetta stabilità. L’inclinazione delle lastre deve essere di 75°-80° rispetto al terreno e ogni imbracature deve essere separata dalle successive tramite spessori distanziali tali da consentire l’agevole passaggio delle brache.
Le lastre su cavalletti di appoggio devono essere collocate in file ordinate; tra ogni fila di lastre e quella adiacente, qualunque sia la loro dimensione, deve essere lasciato uno spazio libero laterale (alle teste delle lastre) di almeno 1m, in modo che gli addetti al sollevamento possano eseguire agevolmente la manovra delle brache intorno alle lastre e poi seguire visivamente gli spostamenti del carico tenendosi a distanza di sicurezza.
IMPATTO AMBIENTALE
Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI
1. FASE DI LAVORAZIONE : STOCCAGGIO LASTRE 2. COD.INAIL : 7321 3. FATTORE DI RISCHIO : RISCHI PER LA SALUTE ED IGIENICO AMBIENTALI: CLIMA 4. CODICE DI RISCHIO : 5. N.ADDETTI : 56
DESCRIZIONE DELLA FASE: STOCCAGGIO LASTRE
Le lastre scaricate dal carrello portablocchi dopo la segagione, tramite mezzi di sollevamento (gru a cavalletto e gru semoventi), vengono spostate e collocate nella zona prescelta del piazzale su appositi cavalletti. Nei piazzali di lavorazione possono essere stoccate anche lastre provenienti da una segheria esterna all’unità locale.
Le lastre vengono movimentate a gruppi di 5-10 unità delle stesse dimensioni (provengono quasi sempre dallo stesso blocco per esigenze produttive) denominati pastelli"; l’imbracatura viene effettuata solitamente con due tiranti sistemati in prossimità dei margini laterali del pastello e convergenti al gancio dell’apparecchio di sollevamento.
L’operazione generalmente coinvolge due operatori addetti all’imbracatura ed un operatore addetto alla guida del mezzo di sollevamento.
Almeno uno dei due operatori addetti all’imbracatura deve possedere una competenza specifica riguardo a:
Il gruista deve conoscere:
Le lastre vengono disposte sui cavalletti in pastelli composti anche da 20-30 unità per ogni faccia del cavalletto stesso, ben equilibrate, con piede sufficiente ad impedirne il ribaltamento.
Successivamente, a seconda delle esigenze produttive, utilizzando gli stessi mezzi, le lastre vengono prelevate dai cavalletti ed avviate alla lavorazione.
DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO: IL CLIMA
I piazzali per lo stoccaggio delle lastre si trovano tutti all’aperto, per cui anche le condizioni climatiche (pioggia, freddo d’inverno e caldo d’estate) possono influire sul normale svolgimento delle lavorazioni.
DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO
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Descrizione fattore di rischio |
Danno atteso |
Stima del danno |
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DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO
Dal momento che sul piazzale operano mezzi come la gru a cavalletto e la gru semovente, e per le dimensioni dei piazzali stessi, non pensabile di ricorrere ad idonea copertura per proteggere gli addetti dalle intemperie. In questo caso si può solo, per quanto riguarda la stagione invernale, ricorrere alla dotazione di dispositivi di protezione individuale quali giacca a vento, stivali, cappello impermeabile; per la stagione estiva può essere sufficiente che sia consentito al personale di usufruire di locali di riposo, come prevede il D.Lvo 626/94.
IMPATTO AMBIENTALE
Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI
1. FASE DI LAVORAZIONE : STOCCAGGIO LASTRE 2. COD.INAIL : 7321 3. FATTORE DI RISCHIO : RISCHI DA CARENZE DI SICUREZZA SU MACCHINE E APPARECCHIATURE 4. CODICE DI RISCHIO : 5. N.ADDETTI : 56
DESCRIZIONE DELLA FASE: STOCCAGGIO LASTRE
Le lastre scaricate dal carrello portablocchi dopo la segagione, tramite mezzi di sollevamento (gru a cavalletto e gru semoventi), vengono spostate e collocate nella zona prescelta del piazzale su appositi cavalletti. Nei piazzali di lavorazione possono essere stoccate anche lastre provenienti da una segheria esterna all’unità locale.
Le lastre vengono movimentate a gruppi di 5-10 unità delle stesse dimensioni (provengono quasi sempre dallo stesso blocco per esigenze produttive) denominati pastelli"; l’imbracatura viene effettuata solitamente con due tiranti sistemati in prossimità dei margini laterali del pastello e convergenti al gancio dell’apparecchio di sollevamento.
L’operazione generalmente coinvolge due operatori addetti all’imbracatura ed un operatore addetto alla guida del mezzo di sollevamento.
Almeno uno dei due operatori addetti all’imbracatura deve possedere una competenza specifica riguardo a:
Il gruista deve conoscere:
Le lastre vengono disposte sui cavalletti in pastelli composti anche da 20-30 unità per ogni faccia del cavalletto stesso, ben equilibrate, con piede sufficiente ad impedirne il ribaltamento.
Successivamente, a seconda delle esigenze produttive, utilizzando gli stessi mezzi, le lastre vengono prelevate dai cavalletti ed avviate alla lavorazione.
DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO
Gru a cavalletto
Vengono definiti "gru a cavalletto" gli apparecchi di sollevamento in grado di movimentare il carico nello spazio e scorrenti su rotaie a terra.
Esso costituito da argano su carrello poggiante o sospeso a travi principali collegate a stilate, portanti la trave portaruote.
Ai fini del calcolo delle strutture in acciaio di apparecchi di sollevamento, come per i meccanismi, questi vengono raggruppati in classi in relazione ai compiti che devono assolvere durante la loro vita. Della classe dell'apparecchio si dovrà tener conto sia in fase di approvvigionamento, sia in fase di utilizzazione.
L’alimentazione elettrica del carrello di sollevamento avviene tramite festone sostenuto da carrellini scorrevoli entro una canalina zincata. I comandi della gru vengono dati tramite una tradizionale pulsantiera a filo pensile scorrevole lungo la trave della gru su apposita canalina zincata o tramite radiocomando. La vetustà delle gru a cavalletto presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Gru semoventi
La gru semovente composta da un telaio, montato su ruote gommate, costituito da una struttura monolitica elettrosaldata e realizzata in acciaio di qualità. Sopra il telaio installata la cabina operatore in cui si trovano dislocati tutti i comandi operativi per la movimentazione dei carichi e gli spostamenti della macchina. Collegato al telaio tramite spalle di sostegno installato un braccio realizzato in lamiera di acciaio ad elevata resistenza alla cui estremità collegato un gancio per il sollevamento. La struttura del braccio di tipo telescopico, costituita cioè da un elemento portante ed uno sfilo azionati da un pistone di sfilo a doppio effetto. Il braccio viene alzato tramite pistone di sollevamento a doppio effetto fissato al telaio ed all’elemento portante del braccio. Tutti i movimenti della gru avvengono tramite motore diesel il quale a sua volta mette in funzione una pompa idraulica che alimenti i circuiti idraulici. La vetustà delle gru semoventi presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Sistemi per l'imbracatura: brache
Vengono comunemente usate imbracature costituite da funi metalliche alle cui estremità sono collegati due anelli che servono per l'inserimento nel gancio di sollevamento dopo aver imbracato le lastre; la scelta della lunghezza e portata delle brache condizionata dalla forma, dalle dimensioni e dal peso del carico.
Per la movimentazione di lastre lucidate e manufatti rifiniti, quando c’è l’esigenza di non danneggiare le finiture superficiali, vengono utilizzate brache in fibre sintetiche (poliammide, poliestere o propilene) il cui uso in sicurezza più complesso rispetto alle precedenti.
DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO:
RISCHI DA CARENZE DI SICUREZZA SU MACCHINE E APPARECCHIATURE
La movimentazione dei materiali con mezzi di sollevamento e trasporto compare nelle statistiche infortunistiche al primo posto tra le lavorazioni più frequentemente in causa. Gli infortuni sono spesso gravi o mortali e la modalità più ricorrente lo schiacciamento da parte del materiale. Gli infortuni di questo tipo sono in relazione sia con il luogo in cui avviene l’operazione (il piazzale in questo caso), che con i mezzi in uso e con le modalità operative. Relativamente alla sicurezza dei mezzi in uso, durante la movimentazione delle lastre, il rischio diventa elevato nelle seguenti situazioni:
I sistemi di imbracatura utilizzati nel settore sono essenzialmente brache in acciaio e, più raramente brache in fibra sintetica, di dimensioni variabili a seconda del carico da sollevare. Le carenze di sicurezza possono essere riassunte in:
DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO
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Descrizione fattore di rischio |
Danno atteso |
Stima del danno |
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DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO
Norme generali
I mezzi di sollevamento e trasporto devono risultare appropriati, per quanto riguarda la sicurezza, alla natura, alla forma ed al volume del carichi al cui sollevamento sono destinati, nonché alle condizioni di impiego con particolare riguardo alle fasi di avviamento e di arresto (rif. art. 168 547/55).
I freni devono essere regolarmente verificati e registrati in modo tale da assicurare il pronto arresto e la posizione di fermo del carico e del mezzo. Un'azione frenante deve essere graduale per evitare eccessive sollecitazioni dell'apparecchio o oscillazioni del carico (art. 173 D.P.R. 547/55).
I mezzi di sollevamento e trasporto, quando siano presenti specifiche condizioni di pericolo, devono essere provvisti di dispositivi di segnalazione acustici (clacson) e luminosi nonché di illuminazione del campo di manovra (art. 175 D.P.R. 547/55).
In ambienti rumorosi, l'avvisatore acustico deve avere una intensità sonora superiore alla rumorosità ambientale.
I posti di manovra devono permettere la perfetta visibilità di tutta la zona di manovra. Quando dal posto di manovra non possibile controllare la zona di azione del mezzo deve essere predisposto un servizio di segnalazioni svolte da lavoratori incaricati (art. 182 D.P.R. 547/55).
Gli organi di comando devono portare la chiara indicazione delle manovre a cui si riferiscono, essere facilmente azionabili, conformati e protetti in modo da impedire la messa in moto accidentale (art. 183 D.PR. 547/55). Le modalità di impiego degli apparecchi di sollevamento e di trasporto ed i segnali prestabiliti per 1'esecuzione delle manovre devono essere richiamati da avvisi chiaramente leggibili (art. 185 D.P.R. 547/55).
E’ buona norma dotare ogni mezzo di un suo libretto di manutenzione sul quale annotare le manutenzioni ordinarie e straordinarie che vengono effettuate, a firma di chi le fa.
L’approvvigionamento delle brache deve essere curato da apposito personale che periodicamente provvede alle necessità, in modo tale che siano sempre disponibili brache nuove di diversa lunghezza, della portata necessaria alle manovre comunemente effettuate e provviste degli accessori necessari all’uso in sicurezza (protezioni, paraspigoli, bilancini o altri accessori utili ad evitarne l’inclinazione e la deformazione).
IMPATTO AMBIENTALE
Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI
1. FASE DI LAVORAZIONE : STOCCAGGIO LASTRE 2. COD.INAIL : 7321 3. FATTORE DI RISCHIO : RISCHI DA CARENZE DI SICUREZZA 4. CODICE DI RISCHIO : 5. N.ADDETTI : 56
DESCRIZIONE DELLA FASE: STOCCAGGIO LASTRE
Le lastre scaricate dal carrello portablocchi dopo la segagione, tramite mezzi di sollevamento (gru a cavalletto e gru semoventi), vengono spostate e collocate nella zona prescelta del piazzale su appositi cavalletti. Nei piazzali di lavorazione possono essere stoccate anche lastre provenienti da una segheria esterna all’unità locale.
Le lastre vengono movimentate a gruppi di 5-10 unità delle stesse dimensioni (provengono quasi sempre dallo stesso blocco per esigenze produttive) denominati pastelli"; l’imbracatura viene effettuata solitamente con due tiranti sistemati in prossimità dei margini laterali del pastello e convergenti al gancio dell’apparecchio di sollevamento.
L’operazione generalmente coinvolge due operatori addetti all’imbracatura ed un operatore addetto alla guida del mezzo di sollevamento.
Almeno uno dei due operatori addetti all’imbracatura deve possedere una competenza specifica riguardo a:
Il gruista deve conoscere:
Le lastre vengono disposte sui cavalletti in pastelli composti anche da 20-30 unità per ogni faccia del cavalletto stesso, ben equilibrate, con piede sufficiente ad impedirne il ribaltamento.
Successivamente, a seconda delle esigenze produttive, utilizzando gli stessi mezzi, le lastre vengono prelevate dai cavalletti ed avviate alla lavorazione.
DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO:
RISCHI DA CARENZE DI SICUREZZA ELETTRICA
Tale pericolo può essere presente qualora il deposito su cui avvengono le operazioni di movimentazione con gru semoventi sia percorso da linee elettriche che abbiano un'altezza da terra tale da essere a portata del braccio della gru. Ciò può determinare la folgorazione del gruista in caso di contatto tra il braccio stesso della gru e i cavi elettrici in tensione.
DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO
Gru semoventi
La gru semovente composta da un telaio, montato su ruote gommate, costituito da una struttura monolitica elettrosaldata e realizzata in acciaio di qualità. Sopra il telaio installata la cabina operatore in cui si trovano dislocati tutti i comandi operativi per la movimentazione dei carichi e gli spostamenti della macchina. Collegato al telaio tramite spalle di sostegno installato un braccio realizzato in lamiera di acciaio ad elevata resistenza alla cui estremità collegato un gancio per il sollevamento. La struttura del braccio di tipo telescopico, costituita cioè da un elemento portante ed uno sfilo azionati da un pistone di sfilo a doppio effetto. Il braccio viene alzato tramite pistone di sollevamento a doppio effetto fissato al telaio ed all’elemento portante del braccio. Tutti i movimenti della gru avvengono tramite motore diesel il quale a sua volta mette in funzione una pompa idraulica che alimenti i circuiti idraulici.
DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO
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Descrizione fattore di rischio |
Danno atteso |
Stima del danno |
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DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO
Le misure di prevenzione possono consistere essenzialmente nella protezione della linea elettrica mediante apposite barriere, interramento o spostamento della linea stessa.
IMPATTO AMBIENTALE
Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI
1. FASE DI LAVORAZIONE : STOCCAGGIO LASTRE 2. COD.INAIL : 7321 3. FATTORE DI RISCHIO : RISCHI TRASVERSALI E ORGANIZZATIVI DOVUTI A COMPLESSITÀ DELLE MANOVRE E CARENZE DI CONTROLLO 4. CODICE DI RISCHIO : 5. N.ADDETTI : 56
DESCRIZIONE DELLA FASE: STOCCAGGIO LASTRE
Le lastre scaricate dal carrello portablocchi dopo la segagione, tramite mezzi di sollevamento (gru a cavalletto e gru semoventi), vengono spostate e collocate nella zona prescelta del piazzale su appositi cavalletti. Nei piazzali di lavorazione possono essere stoccate anche lastre provenienti da una segheria esterna all’unità locale.
Le lastre vengono movimentate a gruppi di 5-10 unità delle stesse dimensioni (provengono quasi sempre dallo stesso blocco per esigenze produttive) denominati pastelli"; l’imbracatura viene effettuata solitamente con due tiranti sistemati in prossimità dei margini laterali del pastello e convergenti al gancio dell’apparecchio di sollevamento.
L’operazione generalmente coinvolge due operatori addetti all’imbracatura ed un operatore addetto alla guida del mezzo di sollevamento.
Almeno uno dei due operatori addetti all’imbracatura deve possedere una competenza specifica riguardo a:
Il gruista deve conoscere:
Le lastre vengono disposte sui cavalletti in pastelli composti anche da 20-30 unità per ogni faccia del cavalletto stesso, ben equilibrate, con piede sufficiente ad impedirne il ribaltamento.
Successivamente, a seconda delle esigenze produttive, utilizzando gli stessi mezzi, le lastre vengono prelevate dai cavalletti ed avviate alla lavorazione.
DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO
Gru a cavalletto
Vengono definiti "gru a cavalletto" gli apparecchi di sollevamento in grado di movimentare il carico nello spazio e scorrenti su rotaie a terra.
Esso costituito da argano su carrello poggiante o sospeso a travi principali collegate a stilate portanti la trave portaruote.
Ai fini del calcolo delle strutture in acciaio di apparecchi di sollevamento, come per i meccanismi, questi vengono raggruppati in classi in relazione ai compiti che devono assolvere durante la loro vita. Della classe dell'apparecchio si dovrà tener conto sia in fase di approvvigionamento, sia in fase di utilizzazione.
L’alimentazione elettrica del carrello di sollevamento avviene tramite festone sostenuto da carrellini scorrevoli entro una canalina zincata. I comandi della gru vengono dati tramite una tradizionale pulsantiera a filo pensile scorrevole lungo la trave della gru su apposita canalina zincata o tramite radiocomando. La vetustà delle gru a cavalletto presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Gru semoventi
La gru semovente composta da un telaio, montato su ruote gommate, costituito da una struttura monolitica elettrosaldata e realizzata in acciaio di qualità. Sopra il telaio installata la cabina operatore in cui si trovano dislocati tutti i comandi operativi per la movimentazione dei carichi e gli spostamenti della macchina. Collegato al telaio tramite spalle di sostegno installato un braccio realizzato in lamiera di acciaio ad elevata resistenza alla cui estremità collegato un gancio per il sollevamento. La struttura del braccio di tipo telescopico, costituita cioè da un elemento portante ed uno sfilo azionati da un pistone di sfilo a doppio effetto. Il braccio viene alzato tramite pistone di sollevamento a doppio effetto fissato al telaio ed all’elemento portante del braccio. Tutti i movimenti della gru avvengono tramite motore diesel il quale a sua volta mette in funzione una pompa idraulica che alimenti i circuiti idraulici. La vetustà delle gru semoventi presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Sistemi per l'imbracatura: brache
Vengono comunemente usate imbracature costituite da funi metalliche alle cui estremità sono collegati due anelli che servono per l'inserimento nel gancio di sollevamento dopo aver imbracato le lastre; la scelta della lunghezza e portata delle brache condizionata dalla forma, dalle dimensioni e dal peso del carico.
Per la movimentazione di lastre lucidate e manufatti rifiniti, quando c’è l’esigenza di non danneggiare le finiture superficiali, vengono utilizzate brache in fibre sintetiche (poliammide, poliestere o propilene) il cui uso in sicurezza più complesso rispetto alle precedenti.
DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO: RISCHI TRASVERSALI E ORGANIZZATIVI
La movimentazione dei materiali con mezzi di sollevamento e trasporto compare nelle statistiche infortunistiche al primo posto tra le lavorazioni più frequentemente in causa. Il rischio di schiacciamento può essere messo in relazione al luogo in cui avviene l’operazione (il piazzale e i reparti dove vengono portati i pastelli per la successiva lavorazione), ai mezzi in uso ed alle modalità operative. Relativamente alle modalità operative il rischio più elevato quando:
DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO
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Descrizione fattore di rischio |
Danno atteso |
Stima del danno |
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DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO
Tenendo conto delle modalità d’uso, delle condizioni degli ambienti e dei carichi da sollevare si riportano di seguito le indicazioni tecniche e procedurali per l’utilizzo in sicurezza delle brache in tessuto sintetico.
Controllo preliminare
Ogni braca deve essere controllata prima dell’uso; non devono essere utilizzate brache danneggiate.
Condizioni di posizionamento e di utilizzo
Proteggere sempre le parti delle brache che vengono a contatto con elementi che possono danneggiarle.
Non incrociare o torcere le brache sotto tensione, non accorciare le brache facendo nodi, posizionarle in modo da non sollevare il carico piegandole nella zona di cucitura o di impalmatura.
Non introdurre in un’asola un elemento che possa danneggiarla. Utilizzare sempre dispositivi di aggancio lisce, senza estremità taglienti, di forma e dimensioni tali da non sovraccaricare la braca e le asole. Rispettare le condizioni definite dal costruttore per le condizioni di utilizzo delle asole.
Quando si usano più brache per sollevare un carico devono essere scelte dello stesso materiale e della stessa sezione. Se la lunghezza del carico richiede più brache, utilizzare un bilancino o altro dispositivo in modo che le brache risultino il più possibile verticali e che gli effetti del carico siano ripartiti uniformemente.
Condizioni di manovra
Il sollevamento deve essere realizzato in modo che il carico sia stabile. Per le brache utilizzate a scorsoio, prima di procedere al sollevamento, assicurarsi che le brache stringano bene il carico. Evitare gli strappi, non schiacciare le brache sotto il carico e non estrarle se impegnate sotto il carico.
Condizioni di conservazione
Non mettere le brache a contatto con agenti chimici, a contatto con il calore, non trascinarle su superfici ruvide e non passarvi sopra con le ruote di carrelli o veicoli. Mantenere le brache pulite e asciutte, quando sono sporche lavarle con acqua e farle asciugare. Dopo l’uso conservare le brache in apposito luogo appendendole ad agganci idonei in modo che non possano essere danneggiate tra un utilizzo e l’altro.
IMPATTO AMBIENTALE
Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI
1. FASE DI LAVORAZIONE : STOCCAGGIO LASTRE 2. COD.INAIL : 7321 3. FATTORE DI RISCHIO : RISCHI ERGONOMICI 4. CODICE DI RISCHIO : 5. N.ADDETTI : 56
DESCRIZIONE DELLA FASE: STOCCAGGIO LASTRE
Le lastre scaricate dal carrello portablocchi dopo la segagione, tramite mezzi di sollevamento (gru a cavalletto e gru semoventi), vengono spostate e collocate nella zona prescelta del piazzale su appositi cavalletti. Nei piazzali di lavorazione possono essere stoccate anche lastre provenienti da una segheria esterna all’unità locale.
Le lastre vengono movimentate a gruppi di 5-10 unità delle stesse dimensioni (provengono quasi sempre dallo stesso blocco per esigenze produttive) denominati pastelli"; l’imbracatura viene effettuata solitamente con due tiranti sistemati in prossimità dei margini laterali del pastello e convergenti al gancio dell’apparecchio di sollevamento.
L’operazione generalmente coinvolge due operatori addetti all’imbracatura ed un operatore addetto alla guida del mezzo di sollevamento.
Almeno uno dei due operatori addetti all’imbracatura deve possedere una competenza specifica riguardo a:
Il gruista deve conoscere:
Le lastre vengono disposte sui cavalletti in pastelli composti anche da 20-30 unità per ogni faccia del cavalletto stesso, ben equilibrate, con piede sufficiente ad impedirne il ribaltamento.
Successivamente, a seconda delle esigenze produttive, utilizzando gli stessi mezzi, le lastre vengono prelevate dai cavalletti ed avviate alla lavorazione.
DESCRIZIONE DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PER IL FATTORE DI RISCHIO
Gru a cavalletto
Vengono definiti "gru a cavalletto" gli apparecchi di sollevamento in grado di movimentare il carico nello spazio e scorrenti su rotaie a terra.
Esso costituito da argano su carrello poggiante o sospeso a travi principali collegate a stilate portanti la trave portaruote.
Ai fini del calcolo delle strutture in acciaio di apparecchi di sollevamento, come per i meccanismi, questi vengono raggruppati in classi in relazione ai compiti che devono assolvere durante la loro vita. Della classe dell'apparecchio si dovrà tener conto sia in fase di approvvigionamento, sia in fase di utilizzazione.
L’alimentazione elettrica del carrello di sollevamento avviene tramite festone sostenuto da carrellini scorrevoli entro una canalina zincata. I comandi della gru vengono dati tramite una tradizionale pulsantiera a filo pensile scorrevole lungo la trave della gru su apposita canalina zincata o tramite radiocomando. La vetustà delle gru a cavalletto presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Gru semoventi
La gru semovente composta da un telaio, montato su ruote gommate, costituito da una struttura monolitica elettrosaldata e realizzata in acciaio di qualità. Sopra il telaio installata la cabina operatore in cui si trovano dislocati tutti i comandi operativi per la movimentazione dei carichi e gli spostamenti della macchina. Collegato al telaio tramite spalle di sostegno installato un braccio realizzato in lamiera di acciaio ad elevata resistenza alla cui estremità collegato un gancio per il sollevamento. La struttura del braccio di tipo telescopico, costituita cioè da un elemento portante ed uno sfilo azionati da un pistone di sfilo a doppio effetto. Il braccio viene alzato tramite pistone di sollevamento a doppio effetto fissato al telaio ed all’elemento portante del braccio. Tutti i movimenti della gru avvengono tramite motore diesel il quale a sua volta mette in funzione una pompa idraulica che alimenti i circuiti idraulici. La vetustà delle gru semoventi presenti nel comprensorio della Versilia varia dai 15 ai 30 anni.
Sistemi per l'imbracatura: brache
Vengono comunemente usate imbracature costituite da funi metalliche alle cui estremità sono collegati due anelli che servono per l'inserimento nel gancio di sollevamento dopo aver imbracato le lastre; la scelta della lunghezza e portata delle brache condizionata dalla forma, dalle dimensioni e dal peso del carico.
Per la movimentazione di lastre lucidate e manufatti rifiniti, quando c’è l’esigenza di non danneggiare le finiture superficiali, vengono utilizzate brache in fibre sintetiche (poliammide, poliestere o propilene) il cui uso in sicurezza più complesso rispetto alle precedenti.
DESCRIZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO:
RISCHI ERGONOMICI
La movimentazione dei materiali con mezzi di sollevamento e trasporto compare nelle statistiche infortunistiche al primo posto tra le lavorazioni più frequentemente in causa. Gli infortuni sono spesso gravi o mortali e la modalità più ricorrente lo schiacciamento da parte del materiale. Gli infortuni di questo tipo sono in relazione sia con il luogo in cui avviene l’operazione (il piazzale in questo caso), che con i mezzi in uso e con le modalità operative. Relativamente alle modalità operative, evidente che il rischio diventa elevato quando i lavoratori sono incaricati di svolgere alcune operazioni di movimentazione senza possedere capacità e conoscenze adeguate: es. conoscenze e capacità che deve avere il gruista per coordinare gli imbracatori e per effettuare le manovre in sicurezza, conoscenza che devono avere gli imbracatori sulla scelta delle brache e sulle diminuizioni della portata determinate dalle modalità di imbracatura (angolo al vertice, spigoli, deformazioni ecc.).
DESCRIZIONE DEL DANNO ATTESO
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Descrizione fattore di rischio |
Danno atteso |
Stima del danno |
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DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PREVENZIONISTICI PER RIDURRE IL FATTORE DI RISCHIO
Per ridurre il fattore di rischio necessario che il personale che deve svolgere operazioni particolarmente pericolose come la movimentazione di lastre abbia delle caratteristiche idonee (esperienza, capacità decisionali, ecc.); tale personale deve ricevere informazione, formazione ed addestramento adeguati sulle procedure di lavoro collegate ai mezzi di sollevamento, sui sistemi di imbracatura e i loro rischi specifici, sulle precauzioni da prendere nelle operazioni non usuali.
IMPATTO AMBIENTALE
Il presente fattore di rischio non di nessuna rilevanza per quanto riguarda l’impatto con l’ambiente esterno.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI