Ti trovi in: INAIL / Ricerca / U.R.P. / Consultazione della raccolta
 

La legge 30 luglio 2010, n. 122 di conversione con modificazioni del D.L. 78/2010, prevede l'attribuzione all'INAIL delle funzioni già svolte dall'ISPESL.


Osservatorio ISPESL su Il Sole 24 ore

La presente raccolta contiene le relazioni pubblicate sulla rivista "Ambiente & Sicurezza" del Sole 24 Ore, a seguito dell'istituzione dell'Osservatorio ISPESL su iniziativa dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico. L'Osservatorio, grazie alla fattiva partecipazione dei dipartimenti dell'Istituto per l'individuazione delle tematiche e l'elaborazione delle relazioni, ha costituito una occasione importante, per quanti sono interessati alle problematiche della sicurezza dei luoghi di vita e di lavoro e della salute dei lavoratori, di essere informati tempestivamente sulle recenti normative, sulle procedure da seguire, sulle responsabilità connesse, sulle norme allo studio ed anche sulle prospettive future. Lo scopo dell'Osservatorio e della raccolta, conseguentemente, è quello di far conoscere "il parere dell'ISPESL" sugli argomenti di maggiore attualità nei settori di competenza.

2011

Prevenzione e Protezione

LAVORI IN QUOTA: I SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL'ALTO
Ing. Luca Rossi
L'esecuzione in sicurezza dei lavori in quota è subordinata, nella maggior parte dei casi, all'impiego di dispositivi di protezione collettiva. Qualora questo non sia possibile, é necessario che i lavoratori utilizzino idonei sistemi di protezione composti da diversi elementi. L'art. 115, D.Lgs. n. 81/2008, ha elencato gli "elementi" ma non ha evidenziato i "sistemi". Per comprendere meglio il dettato della norma può essere utile fare riferimento alla UNI EN 363:2008, «Dispositivi individuali per la protezione contro le cadute - Sistemi individuali per la protezione contro le cadute».
09/02/2011

I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE COLLETTIVA PER MONTARE I PREFABBRICATI IN SICUREZZA
Ing. Luca Rossi
Le problematiche di sicurezza relative al montaggio delle strutture prefabbricate coinvolgono l'uso dei DPC e dei DPI contro le cadute dall'alto. Questa attività è fra quelle in cui è più indicato l'utilizzo delle reti di sicurezza a patto che durante la fabbricazione delle strutture siano previsti idonei dispositivi che ne consentano l'ancoraggio. La circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale 20 gennaio 1982, n. 13, può fornire utili indicazioni riguardo l'effettuazione di questa specifica attività.
22/03/2011

LA NUOVA REGOLAMENTAZIONE SUI LAVORI ELETTRICI SOTTO TENSIONE
Fausto Di Tosto
L'attività dei lavori elettrici sotto tensione in alta tensione è stata fino a oggi un'attività concessa esclusivamente a pochissime aziende sulla base del D.M. 9 giugno 1980 e del D.M. 13 luglio 1990, n. 442. Queste concessioni costituivano, di fatto, deroghe alle norme generali di sicurezza in casi di comprovata efficacia di sistemi alternativi. L'emanazione del D.Lgs. n. 81/2008 ha sostanzialmente riconfermato l'assetto generale della sicurezza dei lavori elettrici rimandando, però, l'applicazione pratica, per quanto attiene il campo dei lavori sotto tensione in alta tensione, a successivi decreti attuativi. L'emanazione del decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali 4 febbraio 2011 ha stabilito i criteri per il rilascio delle autorizzazioni ai soggetti interessati all'effettuazione dei lavori sotto tensione in alta tensione con la contestuale abrogazione della regolamentazione pregressa aprendo, di fatto, la possibilità a tutte le aziende interessate (con i requisiti specifici richiesti) di poter operare nel campo dei lavori elettrici sotto tensione in alta tensione. Contestualmente, la nuova norma ha affrontato una serie di tematiche connesse al mondo dei lavori elettrici sotto tensione riconoscendo la necessità di regolamentare un settore molto particolare in relazione alle peculiari metodologie di lavoro che devono essere adottate, nonché alla elevata professionalità richiesta all'organizzazione aziendale e agli operatori del settore. Sono trattati alcuni aspetti dei lavori relativi principalmente alla prevenzione del rischio da shock elettrico e da arco elettrico anche se per questa tipologia di lavori devono essere considerati, da parte del datore di lavoro, anche altri tipi di rischi (per esempio, caduta dall'alto ecc.).
07/06/2011

TECNOLOGIE TRENCHLESS E RIDUZIONE DEI RISCHI
Luca Rossi
L'attività di scavo è, dopo i lavori in quota, quella che provoca il maggior numero di infortuni mortali nei cantieri temporanei o mobili. Per alcune attività, come la realizzazione di condotte interrate, è possibile l'adozione di tecnologie alternative denominate no dig o trenchless (letteralmente "senza scavo" o "senza trincea") che consentono più dei sistemi tradizionali (con opere di contrasto e di sostegno delle pareti) di ridurre e, in alcuni casi, di eliminare i rischi derivanti dalle lavorazioni.
07/06/2011

I FATTORI DI RISCHIO E LA NORMATIVA PER LA SICUREZZA DELLE SCALE PORTATILI
Luigi Cortis
Le scale portatili costituiscono un prodotto largamente impiegato sia sui luoghi di lavoro che in ambiente domestico. Sono utilizzate per la loro facile reperibilità e per la loro apparente versatilità in relazione a un modo istintivo di usarle che si rivela essere poi pericoloso. Pertanto, al fine di ridurre i rischi, è opportuno intervenire sul prodotto in fase progettuale e sulle istruzioni per l'uso in fase di utilizzo. Ambedue le fasi sono significative, in quanto, se con la formazione disposta dal D.Lgs. n. 81/2008 è possibile limitare i comportamenti pericolosi del lavoratore, in ambiente casalingo, dove l'informazione è presa poco in considerazione dall'utente, la riduzione del rischio è determinata principalmente dalla immissione sul mercato di un prodotto che abbia caratteristiche intrinseche capaci di ridurre il più possibile il rischio di infortunio, specialmente connesso a un uso improprio prevedibile.
05/07/2011

Sicurezza degli impianti

QUALI VERIFICHE SULL'IMPIANTO ELETTRICO PER LA PROTEZIONE DEGLI ADDETTI IN CANTIERE?
Bruno D'Ottavi
Le prescrizioni che ancora oggi continuano a essere effettuate nelle verifiche degli impianti elettrici per la protezione dai contatti indiretti dei lavoratori nei cantieri edili, che riguardano oltre il 30% dei rapporti di verifica effettuati, e la mancanza di chiarezza su alcune interpretazioni normative hanno portato alla necessità di redigere una guida che scaturisce da un'esperienza ormai quarantennale nella verifica della protezione dai contatti indiretti, che ha lo scopo di indirizzare il verificatore nel corretto controllo degli impianti di terra nei cantieri edili.
19/06/2011

2010

Ambiente

INTRUSIONE DI VAPORI DA SUOLO CONTAMINATO: UN APPROCCIO ALTERNATIVO PER LA VDR
Simona Berardi, Elisabetta Bemporad, Monica Gherardi, Mario Mariani
L'intrusione di vapori (vapor intrusion) è la migrazione di sostanze volatili dal sottosuolo all'interno di ambienti confinati. Le specie chimiche volatili presenti nei rifiuti interrati o nel suolo saturo (falda) o insaturo contaminato possono migrare attraverso il suolo insaturo stesso e raggiungere gli edifici sovrastanti alterando la qualità dell'aria indoor.
26/01/2010

Prevenzione e Protezione

D.M. 23 LUGLIO 2009 E ASCENSORI: PIÙ SICUREZZA PER LE INSTALLAZIONI ANTE D.P.R. N. 162/1999
Laura Tomassini
Con il D.M. 23 luglio 2009, in vigore dal 1° settembre 2009, il legislatore ha rilanciato l'edilizia con l'intenzione anche di migliorare la sicurezza degli ascensori installati prima dell'entrata in vigore del D.P.R. n. 162/1999.
26/01/2010

COME SI VALUTA IL RISCHIO DI SEPPELLIMENTO DURANTE LE ATTIVITÀ DI SCAVO IN CANTIERE?
Luigi Cortis, Luca Rossi
Anche in una attività apparentemente poco complessa ma ad alto rischio di infortunio, come quella di scavo, la valutazione dei rischi costituisce il punto di partenza fondamentale per la sua esecuzione in sicurezza.
09/02/2010

PUNTELLAMENTI IN SITUAZIONE DI EMERGENZA: NORME TECNICHE E TESTO UNICO
Luca Rossi
Le tecnologie adottate per la messa in sicurezza delle strutture dopo un'emergenza sono estremamente variegate e non sempre è possibile individuarle in maniera univoca, chiara ed esaustiva.
11/05/2010

ATTREZZATURE DI LAVORO IN SICUREZZA: I DISPOSITIVI MEDICI AI SENSI DEL TESTO UNICO
Giovanni Luca Amicucci
L'uso dei dispositivi medici all'interno delle strutture sanitarie è soggetto alle disposizioni contenute nel Capo I, Titolo III, Testo unico sicurezza, quando tali dispositivi sono attrezzature di lavoro.
17/08/2010

VALUTAZIONE DELLO STRESS LAVORO-CORRELATO: LA METODOLOGIA HSE NEL CONTESTO ITALIANO
Sergio Iavicoli
Lo stress è al secondo posto, dopo i disturbi muscolo-scheletrici, tra i problemi di salute correlati al lavoro, interessando il 22% dei lavoratori nell'Unione europea. Secondo alcune ricerche lo stress è causa del 50-60% del totale di giorni lavorativi persi; nel 2002, nella UE-15, il costo economico annuale dello stress lavoro-correlato è stato stimato in circa 20 miliardi di euro.
03/08/2010

2009
CORSO DI FORMAZIONE PER RSPP E ASPP: PROGRAMMA E SVILUPPO DEL MODULO A7 (I parte)
Giulio Lusardi
L'art. 17,D.Lgs. n. 81/2008 (ex art. 4,D.Lgs. n. 626/1994), ha previsto, prima di tutto, l'obbligo per il datore di lavoro «della valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del relativo documento»; il datore di lavoro ha l'obbligo, quindi, di effettuare l'analisi di tutte la condizioni lavorative che potrebbero essere causa di un potenziale danno per la sicurezza e la salute dei lavoratori.
22/12/2009

CORSO DI FORMAZIONE PER RSPP E ASPP: PROGRAMMA E SVILUPPO DEL MODULO A7 (II parte)
Giulio Lusardi
L'art. 17,D.Lgs. n. 81/2008 (ex art. 4,D.Lgs. n. 626/1994), ha previsto, prima di tutto, l'obbligo per il datore di lavoro «della valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del relativo documento»; il datore di lavoro ha l'obbligo, quindi, di effettuare l'analisi di tutte la condizioni lavorative che potrebbero essere causa di un potenziale danno per la sicurezza e la salute dei lavoratori.
22/12/2009

CORSO DI FORMAZIONE PER RSPP E ASPP: PROGRAMMA E SVILUPPO DEL MODULO A7 (III parte)
Giulio Lusardi
L'art. 17,D.Lgs. n. 81/2008 (ex art. 4,D.Lgs. n. 626/1994), ha previsto, prima di tutto, l'obbligo per il datore di lavoro «della valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del relativo documento»; il datore di lavoro ha l'obbligo, quindi, di effettuare l'analisi di tutte la condizioni lavorative che potrebbero essere causa di un potenziale danno per la sicurezza e la salute dei lavoratori.
22/12/2009

2008

Grandi rischi

Luoghi Di Lavoro con persone disabili: quali specificità per il piano di emergenza?
Marcello Tambone
In ottemperanza all'art. 4, D.Lgs. n. 626/1994, il datore di lavoro deve effettuare all'interno della sua azienda una valutazione dei rischi residui e, sulla base dei risultati, redigere il documento di valutazione dei rischi all'interno del quale deve evidenziare, oltre alle misure di prevenzione e protezione, il programma delle stesse al fine di garantire il miglioramento dei livelli di sicurezza nel tempo.
05/02/2008

Prevenzione e Protezione

Parapetti provvisori prefabbricati: manutenzione e messa in servizio
Luigi Cortis e Luca Rossi
I parapetti provvisori prefabbricati utilizzati nei cantieri edili sono opere provvisionali e costituiscono un dispositivo di protezione collettiva; se non correttamente ispezionati e manutenzionati, non assolvono in modo appropriato il compito di sistema collettivo di protezione dei bordi. È necessario individuare, quindi, i criteri che il datore di lavoro deve adottare per assicurare che questi dispositivi mantengano nel tempo le prestazioni dichiarate dal fabbricante.
06/05/2008

ADEMPIMENTI E REQUISITI DI SICUREZZA
Vittorio Mazzocchi e Luciano Di Donato
Requisiti di sicurezza e adempimenti in capo al datore per l'impiego di «qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto destinato ad essere usato durante il lavoro», questi i temi trattati dal Capo I, Titolo III, D.Lgs. n. 81/2008. Secondo quanto disposto all'art. 70, le attrezzature messe a disposizione dei lavoratori devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto; per quelle costruite, invece, in assenza di queste disposizioni, la conformità delle stesse deve essere riferita all'Allegato V, D.Lgs. n. 81/2008. Sono stati stabiliti anche gli obblighi del datore di lavoro che mette a disposizione dei propri lavoratori queste attrezzature, inerenti alla scelta, all'adozione di misure tecniche per la minimizzazione del rischio, alla rispondenza ai principi ergonomici degli ambienti lavorativi, alle verifiche di prima installazione e periodiche ecc.
01/07/2008

SICUREZZA ELETTRICA:LE NOVITÀ PER IL DATORE DI LAVORO
Fausto Di Tosto
Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, ha costituito l'attuazione dell'art. 1, legge 3 agosto 2007, n. 123, in base al quale il Governo era stato delegato ad adottare uno o più decreti legislativi per il riassetto e la riforma delle disposizioni vigenti in materia di salute e di sicurezza dei lavoratori. Questa delega aveva previsto puntuali confini entro i quali si dovesse operare, per esempio, per il riordino e il coordinamento delle disposizioni vigenti, per l'applicazione della normativa a tutti i lavoratori, per la semplificazione degli adempimenti meramente formali, per il riordino della normativa in materia di macchine, di impianti, di attrezzature di lavoro, di opere provvisionali, di DPI ecc. L'obiettivo previsto è risultato in parte vanificato a causa della ristrettezza dei tempi tecnici a disposizione dei Ministeri competenti e di tutti i soggetti che, a vario titolo, hanno partecipato ai lavori. Per questo motivo, infatti, al fine di poter sviluppare tematiche particolari, sono stati inseriti numerosi rimandi ai decreti attuativi di successiva emanazione.
01/07/2008

USO E SCELTA DEI DPI: QUALI CRITERI ADOTTARE
Luigi Cortis
La legge 3 agosto 2007, n. 123, e il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, cosiddetto Testo unico sicurezza, costituiscono le due recenti normative riguardanti la tutela della salute e la sicurezza sul lavoro. La prima ha disposto alcune misure in materia e ha delegato il Governo al riassetto e alla riforma della relativa normativa, mentre la seconda ne costituisce l'attuazione, mediante il riordino e il coordinamento in un unico testo. Prendendo in esame il Capo II, Titolo III, D.Lgs. n. 81/2008, «Uso dei dispositivi di protezione individuale», è immediatamente evidente che non esistono, nel nuovo provvedimento, novità rispetto alla precedente disciplina, tranne che per alcune indicazioni sulla valutazione dei DPI contenute nell'Allegato VIII.
01/07/2008

SICUREZZA NELLE STRUTTURE SANITARIE:
Sara Antignani, Antonio Di Mambro e Luigi Monica
Le strutture sanitarie sono organizzazioni complesse caratterizzate da numerose criticità difficilmente riscontrabili in altre realtà industriali. Tuttavia, queste strutture sono state storicamente sviluppate in relazione alle esigenze del territorio servito, con cambiamenti funzionali e infrastrutturali che spesso non hanno tenuto conto, in fase progettuale, degli aspetti della sicurezza e, divenute modernamente "imprese", con le conseguenti ripercussioni manageriali, presentano oggi carenze strutturali, tecnologiche, impiantistiche, organizzative e gestionali. Sarà presentato lo "stato" delle strutture sanitarie in Italia fornendo alcune valutazioni quantitative che evidenzino le criticità dei presidi ospedalieri, con particolare attenzione alle problematiche di sicurezza e di salute dei lavoratori. In quest'ottica si è proceduto alla rielaborazione dei risultati del dossier del programma di ispezioni dei NAS, ordinato dal Ministero della Salute, al fine di ottenere alcuni dati di sintesi e di confronto relativi alle strutture sanitarie di tutte le regioni italiane. Sarà presentata, quindi, un'analisi statistico-quantitativa delle criticità strutturali, tecnologiche, impiantistiche, organizzative e gestionali che attualmente caratterizzano le strutture sanitarie. I risultati sono di valido supporto per tutti quei soggetti che, a diverso titolo, sono coinvolti in attività di vigilanza e di controllo delle strutture sanitarie.
30/09/2008

2007

Ambiente

Classificazione e tecniche procedurali per la gestione dei rifiuti radioattivi
Elisabetta Bemporad, Mario Mariani e Carmine Zicari
L'Italia, con il referendum abrogativo sul nucleare del 1987, ha bandito l'utilizzo del nucleare per la sperimentazione e la produzione di energia elettrica. Tuttavia, ancora oggi, i rifiuti radioattivi provenienti dalle ex centrali nucleari sono custoditi in diversi siti italiani in condizione non dimassima sicurezza. Inoltre, resta ancora aperto il problema del decommissioning ovvero lo smantellamento, la rimozione e la decontaminazione di strutture e componenti degli ex impianti nucleari di potenza di Trino Vercellese (Vercelli), di Caorso (Piacenza), di Latina, del Garigliano (Caserta), e degli impianti del ciclo del combustibile di Saluggia (Vercelli), di Bosco Marengo (Alessandria), in Casaccia (Roma) e in Trisaia Rotondella (Matera).
03/07/2007

Igiene del lavoro

Per le esperienze locali sul D.Lgs. n. 257/2006 è già tempo di primi bilanci
Federica Paglietti e Sergio Malinconico
Sebbene non sia più possibile estrarre, importare, esportare, commercializzare e produrre amianto, prodotti di amianto o che lo contengono, sono ancora vive alcune attività che prevedono una manipolazione e una gestione di prodotti o di rifiuti che contengono asbesto. Poiché, con il passare degli anni, l'avanzamento dello stato di degrado di questo materiale comporta un notevole incremento del rilascio di fibre pericolose nell'ambiente aumentando il rischio di esposizione dei lavoratori e della popolazione, è stato emanato il decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 257, con la volontà di tutelare i lavoratori addetti alle attività di manutenzione, rimozione, smaltimento e trattamento dei rifiuti contenenti amianto, nonché di bonifica delle aree interessate dalla presenza del materiale pericoloso. Il nuovo provvedimento presenta, però, alcune difficoltà interpretative inerenti, per esempio, all'individuazione del lavoratore esposto, alle procedure autorizzative, all'esposizione e all'individuazione dei valori limite.
23/01/2007

Lavoratori ed esposizione a benzene: è ancora un problema attuale?
Giovanna Tranfo
Considerato dalla IARC come cancerogeno accertato, il benzene è il più semplice e il più utilizzato tra i composti organici aromatici. A livello industriale, deriva da processi di raffinazione del petrolio ed è utilizzato principalmente come materia prima per molti composti secondari. È anche un componente della benzina, della quale incrementa il potere antidetonante. Il benzene presente nell'aria ambiente proviene dai processi evaporativi e di combustione incompleta di natura sia antropica sia naturale.
30/10/2007

Prevenzione e Protezione

Valutazione rischi e tutela degli addetti nell'ambito delle lavorazioni sui tetti
Luca Rossi
Nel lavoro sui tetti la valutazione dei rischi rappresenta il presupposto indispensabile per l'esecuzione in sicurezza dell'opera, essendo non meno importante della conoscenza dei materiali da impiegare e delle tecniche da utilizzare. Il datore di lavoro deve provvedere all'analisi dei pericoli presenti sul luogo di lavoro e alla redazione del documento di valutazione del rischio, nel quale deve inserire tutte le misure individuate per l'eliminazione dello stesso.
27/12/2007

Sicurezza degli impianti

Cisterne e merci pericolose in classe 2 ADR: resta la competenza pubblica sui controlli
Vittorio Mazzocchi e Maurizio Aldo Pierdominici
Visita interna periodica alla presenza di tecnici degli ON in luogo di quella collegiale di ISPESL e degli uffici del SIIT; facoltà, per gli uffici dei SIIT competenti per le operazioni, di acquisire agli atti le dichiarazioni postverifica al fine di completare l'iter procedurale previsto dalla normativa vigente per la definizione delle richieste dei controlli periodici, senza procedere alla ripetizione dell'esame interno della cisterna; attenuazione della tendenza a servirsi, a tutti i costi, della rivalutazione di conformità; obbligo di attenersi, per le procedure da adottare nell'espletamento dei compiti assegnati, a quelle previste dalla norma UNI EN 12972/2002, esplicitamente citata allo scopo nel regolamento ADR 2005. Queste alcune delle novità contenute nel decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 27 aprile 2006 «Procedure relative ai controlli periodici delle cisterne destinate al trasporto di merci pericolose della classe 2 dell'ADR, effettuati da organismi notificati ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 2 febbraio 2002, n. 23, riconosciuti idonei».
20/02/2007

La verifica di primo impianto secondo il parere del Tribunale di Roma
Carlo Vito Magli
L'ordinanza del Tribunale Ordinario di Roma, sez. IX, 12maggio 2006, e quella del Tribunale civile di Roma, sez. IX, 5 luglio 2006 affrontano il delicato problema della sicurezza sul lavoro nell'ambito delle attrezzature a pressione fornendo una lucida ricostruzione giuridica dell'articolato quadro normativo di riferimento e degli ambiti di competenza riguardanti i soggetti che intervengono nel procedimento. Il sistema della sicurezza degli impianti a pressione, in ragione della delicatezza delle stesse e del pericolo di scoppio connesso all'utilizzo di questo tipo di apparecchiature, è improntato (come emerge anche dalle considerazioni svolte dai giudici di primo e secondo grado), verso un necessario coinvolgimento dei vari attori che, a diverso titolo, intervengono nelle varie fasi della vita delle apparecchiature (fabbricazionecostruzione, installazione, messa in servizio, verifiche periodiche), al fine di raggiungere il primario interesse della sicurezza nei luoghi di lavoro. È necessario, quindi, fornire un quadro della materia in merito alle competenze dei vari soggetti, coinvolti nel sistema. Di seguito si riporta la posizione dell'ISPESL.
06/02/2007

Presenza di polveri combustibili o esplodenti base della classificazione dei luoghi pericolosi
Gianluca Saputi
Il pericolo di esplosioni dovute a polveri combustibili viene spesso sottovalutato rispetto a quello dovuto ai liquidi e ai gas infiammabili, sebbene i danni causati possano essere anche maggiori. Le polveri combustibili che possono dare origine a esplosioni sono presenti in una gran parte delle industrie italiane come quella alimentare, chimica, metallurgica, della lavorazione del legno ecc.
20/02/2007

Apparecchi semplici a pressione: immissione sul mercato e utilizzazione
Franco Musilli
Il D.Lgs. n. 311/1991, di attuazione delle direttive n. 87/404/CE e n. 90/488/CE, ha fornito la definizione di recipiente semplice a pressione, stabilendone le condizioni di immissione sul mercato e l'utilizzazione. La materia era regolamentata in precedenza dal D.M. 21 maggio 1974, il quale aveva suscitato alcune proteste da parte dei costruttori stranieri di apparecchi semplici, poichè il provvedimentoministeriale prevedeva, da parte dell'ISPESL, una verifica di esclusione per alcuni recipienti, quelli di classe a), prima della commercializzazione. In conseguenza di questo, con D.M. 5 febbraio 1996, era stato precisato che l'obbligo di sottoporre questi recipienti a verifica prima dell'immissione sul mercato poteva non essere applicato agli apparecchi semplici se conformi alle direttive 87/404/CE e 90/488/CE e purché non venisse compromessa la sicurezza delle persone, degli animali domestici o dei beni.
14/08/2007

Sicurezza del Lavoro

Corso di formazione per RSPP e ASPP: programma e sviluppo dei contenuti del modulo A1
Giulio Lusardi
Presentazione del corso.
05/06/2007

Corso di formazione per RSPP e ASPP: programma e sviluppo dei contenuti delmodulo A2
Giulio Lusardi
I soggetti del sistema di prevenzione aziendale secondo il D.LGS. N. 626/1994: i compiti, gli obblicghi, le responsabilità civili e penali.
19/06/2007

Corso di formazione per RSPP e ASPP: programma e sviluppo dei contenuti della 2a parte del modulo A2 e delmodulo A3
Giulio Lusardi
IL SISTEMA PUBBLICO DELLA PREVENZIONE
31/07/2007

Il glossario della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro
Marcello Tambone
Il datore di lavoro di una azienda ha l'obbligo di garantire determinati livelli di sicurezza e di tutelare la salute dei suoi lavoratori, in ottemperanza di quanto disposto dal D.Lgs. n. 626/1994 e, nel caso di cantiere edile, del D.Lgs. n. 494/1996. Per fare questo, deve provvedere a una opportuna valutazione dei rischi aziendali, o del cantiere, ed elaborare un documento che contenga una relazione su questa valutazione, l'individuazione delle misure di protezione dai rischi evidenziati, sia collettive, sia individuali, e le soluzioni più idonee per il miglioramento progressivo dei livelli di sicurezza.
18/09/2007

Corso di formazione per RSPP e ASPP: programma e sviluppo dei contenuti delmodulo A4
Giulio Lusardi
La classificazione dei rischi in relazione alla normativa
27/11/2007

Sicurezza delle macchine

Macchine e sorveglianza del mercato: considerazioni e commenti dal IV rapporto
Antonio Di Mambro e Luigi Monica
L'ISPESL ha presentato, lo scorso 6 dicembre 2006, il IV rapporto biennale nell'ambito dello svolgimento delle attività di accertamento tecnico connesse all'azione di sorveglianza del mercato prevista dal D.P.R. n. 459/1996. Questa attività è stata condotta in stretta collaborazione con i soggetti "connessi" al campo di applicazione della "direttiva macchine", i Ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro e della Previdenza sociale e le Regioni. Il rapporto biennale è caratterizzato dall'analisi delle risultanze quali/quantitative delle attività di accertamento tecnico dell'ISPESL correlate anche all'attività di vigilanza effettuata dalle Regioni. Queste analisi sono finalizzate al trasferimento di queste risultanze, con l'intento di migliorare le caratteristiche del servizio degli addetti alla filiera della sorveglianza, oltre che della conoscenza, per i soggetti di settore coinvolti a diverso titolo. Il rapporto si è proposto, quindi, come un momento di approfondimento per la realizzazione di un sistema di flussi informativi che, in stretta sintonia progettuale tra i soggetti interessati, tende a strutturarsi sempre più come uno strumento evoluto di "servizio" oltre che di conoscenza.
22/05/2007

Sicurezza in cantiere

L'uso di parapetti provvisori e reti per la protezione dei bordi in sicurezza
Luigi Cortis e Luca Rossi
Il rischio di caduta dall'alto connesso con i lavori in quota sono la causa principale degli infortuni mortali nel settore dell'edilizia. È necessario che siano garantite, quindi, le opportune condizioni di sicurezza ed ergonomiche, al fine di tutelare il lavoratore addetto a particolari mansioni, per cui si rende necessario l'utilizzo di attrezzature idonee a garantirle.
06/03/2007

Sostanze pericolose

Valutazione del rischio e scheda di sicurezza alla base della procedura di registrazione
Pasquale Avino, Elisabetta Bemporad, MarioMariani, Elena Sturchio
Il 13 dicembre 2006 il Parlamento UE ha approvato definitivamente il regolamento REACH, la riforma della legislazione del settore della chimica, che entrerà in vigore dal 1° giugno 2007 in tutti gli Stati membri dell'UE. Il regolamento, pubblicato sulla G.U.C.E. L del 30 dicembre 2006, n. 396, potrà diventare effettiva dal 1° giugno 2007 per essere a regime completo entro il 2018. Il regolamento intende sottoporre a un regime di registrazione, di valutazione dei rischi e, in alcuni casi, di autorizzazione comunitaria, gran parte delle sostanze chimiche utilizzate nei mercati della Unione Europea a protezione della salute dei cittadini e dell'ambiente. Fino al 1981 si contavano oltre 100.000 prodotti chimici i cui rischi ambientali e sanitari non erano stati valutati. Successivamente, sono stati introdotti sulmercato oltre 4.300 prodotti chimici assoggettati a test di valutazione piuttosto rigorosi. Si stima che attualmente vi siano almeno 30.000 prodotti commerciali di cui spesso si sa poco o nulla.
17/04/2007

2006

Amianto

Per i materiali contenenti amianto le considerazioni sul D.M. 14 dicembre 2004
Sergio Malinconico e Federica Paglietti
La Comunità Europea in questi ultimi anni sta provvedendo all'emanazione di numerose direttive volte alla restrizione dell'utilizzo dell'amianto e dei Materiali Contenenti Amianto (MCA).
01/03/2006

Antincendio

Glossario dell'antincendio: un pratico aiuto per la condivisione delle informazioni
Marcello Tambone
Il datore di lavoro, in ottemperanza di quanto disposto dal D.Lgs. n. 626/1994, deve effettuare, al fine di provvedere alla sicurezza e alla tutela della salute dei lavoratori, una opportuna valutazione del rischio ed elaborare un documento che contenga una relazione sulla stessa valutazione, l'individuazione delle misure di protezione (inclusi i DPI) e le soluzioni mirate a un miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza. Con le stesse procedure, il datore valuta anche il livello di rischio di incendio dei luoghi di lavoro.
15/08/2006

Igiene del lavoro

Stesa dei conglomerati bituminosi: la proposta ISPESL per la prevenzione
Giovanna Tranfo
I "conglomerati bituminosi" sono materiali costituiti da miscele di bitume e materiali inerti (pietrisco, sabbie ecc.)mescolati per ottenere un prodotto per le pavimentazioni di strade, aeroporti e di aree che necessitano di superfici percorribili da automezzi.
08/01/2006

Personale addetto alla verniciatura: l'ISPESL richiama l'attenzione sui VOC
Ivano Ammoscato, Marialuisa Scarpelli, Daniela Sorrentino e Donatella Turbante
Uno studio dell'ISPESL ha voluto caratterizzare l'esposizione ai composti organici volatili (VOC) del personale addetto alla verniciatura, sia nella fase di preparazione della vernice, sia nella fase di spruzzo e in quella di lavaggio dell'aerografo, mansioni che sono state monitorate con lo stesso campionamento a causa della loro breve durata.
21/02/2006

Sull'esposizione professionale agli IPA quali rischi per gli asfaltatori?
Ivano Ammoscato, Marialuisa Scarpelli, Daniela Sorrentino e Donatella Turbante
La presenza permanente di cantieri lungo la rete autostradale A3 ha indotto l'ISPESL a svolgere alcune indagini sui rischi a cui risultano esposti i lavoratori del settore impiegati nell'applicazione di varie miscele di asfalto, sia per manutenzione sia per costruzione di strade.
21/02/2006

Dalla valutazione del rischio le strategie per la riduzione dell'esposizione
Pietro Nataletti
In generale, la valutazione dei rischi è un processo tecnico di conoscenza finalizzato alla riduzione e al controllo dei rischi attraverso una serie di interventi, tra i quali l'adozione di misure tecniche, organizzative e procedurali, l'effettuazione di controlli sanitari preventivi e periodici, la costante e adeguata informazione e formazione degli addetti.
07/04/2006

Esposizione ai farmaci pericolosi: dall'ISPESL le linee guida per la prevenzione
Giovanna Tranfo
Un farmaco, nato per curare una determinata patologia, non è mai privo di controindicazioni o di effetti collaterali negativi, riportati sia nei documenti di registrazione dello stesso, sia nel foglietto illustrativo che lo accompagna, allo scopo di evidenziare gli esiti negativi e positivi che potrebbe avere sulla salute del paziente.
03/07/2006

Su nanotecnologie e sicurezza occupazionale raccomandazioni per il controllo dell'esposizione
Giovanna Tranfo
La parola nanotecnologie contiene il prefisso "nano", utilizzato nel sistema mks delle unità di misura per indicare l'ordine di grandezza 10 E9, nanogrammo, nanometro, nanosecondo.
20/07/2006

Sulla valutazione del comfort termico sviluppi normativi e problemi aperti
Paolo Lenzuni
La valutazione del comfort e dello stress termico è un tema al quale, negli ultimi decenni, è stata dedicata una attenzione progressivamente crescente e sul quale esiste una estesa letteratura scientifica e medica.
31/10/2006

Incidenti rilevanti

Con il D.Lgs. 238, le procedure operative per la prevenzione degli incidenti rilevanti
Vincenzo Nastasi
La gran parte delle attività a rischio di incidente rilevante (processi chimici, petrolchimici, depositi di gas ecc.) utilizzano recipienti, tubazioni e altri componenti, sottoposti o suscettibili di essere sottoposti a pressione.
31/10/2006

Sicurezza degli impianti

Sugli elevatori trasferibili procedure di messa in servizio ed esercizio
Michele De Mattia e Leone Pera
Gli elevatori trasferibili non installati stabilmente sono gli apparecchi adibiti al sollevamento di sole cose, mediante un abitacolo, piattaforma o cabina, accessibile alle persone per le sole operazioni di carico e scarico o non accessibile alle persone, scorrevole su guide verticali o inclinate, costituiti da struttura unica staticamente indipendente dalle parti murarie e autoportante, che ha incorporati tutti gli organi necessari al proprio funzionamento, compresi i dispositivi di sicurezza, le apparecchiature per l'esercizio, le difese e le porte di piano.
08/01/2006

Le procedure di sicurezza per la verifica degli impianti elettrici
Gianluca Saputi
Alcune prove strumentali che si effettuano durante le verifiche degli impianti elettrici possono presentare dei rischi per l'incolumità sia del verificatore sia, in alcuni casi, per le persone comuni che si vengono a trovare inavvertitamente nei luoghi interessati dalle prove.
10/03/2006

Impianti elettrici di messa a terra: la mancata protezione dai contatti diretti
Laura Alimandi e Gianluca Saputi
Al fine di chiarire le responsabilità del personale ASL/ARPA, ISPESL e degli organismi abilitati impegnati nello svolgimento del servizio di verifica degli impianti elettrici di messa a terra e dei dispositivi di protezione dalle scariche atmosferiche assegnate dal D.P.R. n. 462/2001, è opportuno formulare una serie di considerazioni tecniconormative.
23/05/2006

Sicurezza domestica

Dall'Osservatorio epidemiologico un portale per la sicurezza domestica
Alba Rosa Bianchi, Stefania Massari, Patrizio Erba, Consiglia Montaruli
L'Osservatorio epidemiologico nazionale sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di vita del Dipartimento di Medicina del Lavoro dell'ISPESL, nell'intento di agevolare il rapporto con le persone, le associazioni di categoria e anche di favorire lo scambio di informazioni attraverso un utile impiego delle tecnologie informatiche e di internet presenta il suo nuovo portale.
18/04/2006

Sicurezza in cantiere

Scelta, uso e manutenzione dei DPI: così si prevengono le cadute dall'alto
Luigi Cortis
Il settore delle costruzioni è quello caratterizzato dal maggior numero di infortuni mortali dovuti, soprattutto, alle cadute dall'alto.
01/01/2006

Traumi da cadute dall'alto: quale ruolo per i dispositivi di protezione?
Luca Rossi
Le cadute dall'alto nel settore delle costruzioni provocano da anni il maggior numero di infortuni mortali, assume particolare importanza, pertanto, l'utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI) idonei.
18/04/2006

I sistemi di ancoraggio: progettazione e requisiti per la conformità
Luca Rossi
I sistemi di ancoraggio possono essere classificati secondo la direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, n. 89/106/CEE, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti i prodotti da costruzione, recepita in Italia dal D.P.R. n. 246/1993, o la direttiva del Consiglio 21 dicembre 1989, n. 89/686/CEE, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri sui dispositivi di protezione individuale, recepita in Italia dal D.Lgs. n. 475/1992.
26/12/2006

2004

Igiene del lavoro

Valutazione del rischio e misure preventive: il registro ISPESL di esposizione a cancerogeni
Alberto Scarselli, Massimo Nesti
In Italia, il D.Lgs. n. 66/2000 e successive modificazioni, definisce i criteri per la valutazione dell'esposizione professionale dei lavoratori ad agenti cancerogeni e/o mutageni, stabilendo una serie di misure preventive specifiche per minimizzare il rischio di esposizione professionale.
05/10/2004

Sicurezza in cantiere

DPI in cantiere: due schede di autovalutazione aiutano datori e RSPP nella verifica dei rischi
Luca Rossi
Le problematiche relative alla sicurezza nei cantieri edili coinvolgono direttamente i dispositivi di protezione individuale utilizzati negli stessi cantieri. In questo articolo viene fornita una ramica generale dello stato di applicazione in Italia delle direttive europee relative al miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori con riferimento ai dispositivi di protezione e viene proposto un modello per l'autovalutazione del Datore di Lavoro e del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione in merito alle verifiche, periodiche e non, che queste due figure devono svolgere per adempiere alla normativa di riferimento.
18/05/2004

2003

Ambiente

Nel decreto ministeriale 2 ottobre 2002, n. 261 la nuova strategia anti inquinamento atmosferico
Paolo Bragatto e Giovanni Scalisi
A breve distanza dal D.M. 20 settembre 2002 (per testo e commento si veda il n. 22/2002 di Ambiente&Sicurezza), è stato pubblicato il D.M. 1° ottobre 2002, n. 261; entrambi i provvedimenti rientrano tra i decreti attuativi del D.Lgs. n. 351/1999, nell'intento di completare l'adeguamento della legislazione italiana sulla tutela della qualità dell'aria ai parametri europei.
28/01/2003

Apparecchi a pressione

Valutazione di conformità secondo la PED: gli Organismi Notificati definiscono in proprio i criteri
Matteo Cannerozzi De Grazia
Con la direttiva PED il controllo della sicurezza delle appparecchiature a pressione è stato trasferito dalle singole Autorità degli Stati europei ai molteplici Organismi privati notificati, i quali definiranno, al loro interno, i propri criteri di interpretazione e di applicazione della stessa direttiva.
22/04/2003

Certificazione e qualità

Con la ISO 19011:2002, gestione e audit sia per la qualità che per l'ambiente
Duccio Ghidetti e Vittorio Vaccari
L' audit, o "verifica ispettiva", rappresenta uno strumento di importanza fondamentale per l'accertamento dell'efficace implementazione di sistemi di gestione per la qualità o di sistemi di gestione ambientale. Le norme delle serie ISO 9000 e ISO 14000, ormai applicate in tutto il mondo, ne hanno esteso enormemente l'utilizzazione.
22/07/2003

2002

Direttiva Macchine

Macchine usate e ricondizionate: gestione delle verifiche e della sicurezza
Roberto Cianotti
Sintesi di alcuni pareri dei Servizi della Commissione Europea sulla Direttiva Macchine.
26/02/2002

Igiene del lavoro

Con il futuro Piano Sanitario Nazionale verso la tutela della salute negli ambienti interni
Giuseppe Spagnoli e Rosabianca Trevisi
Con la Gazzetta Ufficiale del 27 novembre 2001 sono state pubblicate le Linee guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati (in S.O. n. 252 alla Gazzetta Ufficiale del 27 novembre 2001, n. 276), un documento di carattere generale atto a fornire indicazioni tecnico-scientifiche relativamente al problema dell'inquinamento indoor.
08/01/2002

Sicurezza degli impianti

La direttiva europea PED e il fascicolo tecnico del fabbricante
Matteo Cannerozzi de Grazia
Prima di immettere sul mercato europeo un'apparecchiatura a pressione o un insieme di apparecchiature a pressione che sono soggette ai requisiti essenziali di sicurezza (RES) della direttiva PED, il fabbricante è obbligato a sottoporre le stesse apparecchiaturte alle procedure di valutazione di conformità (Moduli).
25/06/2002

Sicurezza del Lavoro

Il regime delle verifiche per la sicurezza nei luoghi di lavoro: verso un nuovo indirizzo prevenzionistico
Roberto Cianotti
La riforma del sistema prevede il riordino e la semplificazione del sistema di controllo.
23/06/2002

Sicurezza della Macchine

Macchine usate e ricondizionate: gestione delle verifiche e della sicurezza
Roberto Cianotti
Le problematiche caratterizzanti l'applicazione della Direttiva Macchine, recepita con il D.P.R. n. 459/1996, hanno raggiunto livelli di interesse che testimoniano lo stato di maturità che caratterizza il quadro delle condizioni di gestione (costruzione-utilizzo-sorveglianza) della stessa direttiva.
26/02/2002

Sostanze pericolose

Formazione permanente per il monitoraggio e la bonifica di una delle sostanze pericolose più diffuse: il radon
Paolo Orlando
Dopo le notizie relative all'inquinamento prodotto da campi elettromagnetici, che tanto allarme ha creato nell'opinione pubblica, è balzato alla ribalta delle cronache un "nuovo" inquinante altrettanto pericoloso perché non percepibile dai nostri sensi: il radon.
26/11/2002

2001

Sicurezza delle macchine

Rischio di rovesciamento accidentale nei carrelli elevatori industriali
Roberto Cianotti
La direttiva europea 95/63/CE, recepita con D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 359, prevede che i carrelli, con uno o più operatori a bordo, siano adeguati con provvedimenti che limitino il danno derivante dal rovesciamento del carrello stesso.
13/11/2001



 INAIL Settore Ricerca - URP Ufficio Relazioni con il Pubblico - 2009 Realizzazione 

Valid HTML 4.0 Transitional Valid CSS!