( 1) D.M. 1 settembre 1998, Ministero della Sanità, Disposizioni relative alla classificazione, imballaggio ed etichettatura di sostanze pericolose in recepimento della direttiva 97/69/CE. G.U. n.27 del 19.11.98 e Circolare n.°4 /2000.




( 2) Esistono in commercio diversi materiali fibrosi e non-fibrosi meno pericolosi per la salute che possono spesso rappresentare efficaci sostituti delle FCR e che devono essere tenuti in considerazione. Usualmente per le coibentazioni, le temperature di utilizzo risultano decisive per la possibilità di usare materiali diversi: la lana di vetro e di roccia (Etichettatura: Nocivo, Frasi di Rischio: “R40: Possibilità di effetti cancerogeni - prove insufficienti” ed “R38: Irritante per la pelle”) sono materiali fibrosi utilizzabili sino a 300° C ; per applicazioni tra i 300° ed i 600° C sono utilizzabili le lane minerali e le “superlane” (superwool o lane minerali con un contenuto in ossidi alcalino-terrosi superiore al 18%. Queste possono avere la stessa etichettatura delle altre lane.); da 600° a 900° C è ancora possibile, in particolari circostanze, usare le superlane; al di sopra di tali temperature risultano usate le policristalline (fibre in mullite), che comunque non sono attualmente una praticabile alternativa alle FCR (sia dal punto di vista dei costi che del rischio).




( 3 ) Si sottolinea che in assenza di limiti nella normativa italiana, diversi contratti di lavoro fanno specifico riferimento ai limiti statunitensi; ad esempio, l'art.44 del C.C.N.L. dei lavoratori della chimica, rimanda esplicitamente ai valori limite di soglia e agli indici biologici di esposizione emanati, oltre che a livello nazionale ed europeo, dall' ACGIH.




( 4) Si può fare riferimento a:
  • WHO Reference methods for measuring airborne man made mineral fibres, Copenhagen , 1997;
  • SO/FDIS 14966/2002.
    Esistono comunque diversi metodi di campionamento e di analisi emanati da istituzioni ed enti, come:
  • HSE Guidance Note EH 40 Occupational exposure limits, 1998 ; HSE: MSHS n.°87, Fibres in air, 1998;
  • ECFIA (European Ceramic Fibres Association), 1999;
  • NIOSH, Method 7400/1989, 7402,7500;
  • EPA, 40 CFR, Part.499, 1993





( 5) Durante i lavori di manutenzione o durante la rimozione di materassini /pannelli, in particolare in luoghi od impianti chiusi, come un forno e/o una fornace, è possibile prevedere alti livelli di polverosità ambientale ed oltre ad un confinamento statico, sarà necessario attivarne uno dinamico, sia per impedire una significativa fuoriuscita di fibre dal cantiere, sia per diminuire l'esposizione degli addetti. L'aria estratta e quella immessa dovranno prevedere sistemi di filtraggio adeguati (filtri assoluti, tipo HEPA o Type H).




(6 ) Si ricorda inoltre che lo schermo di protezione per gli occhi e per la faccia deve rispondere alle specifiche EN previste per tali DPI. E' inoltre importante ricordare che tali filtri non proteggono da gas e vapori e che non sono sufficienti per atmosfere in cui vi è carenza di ossigeno (meno del 17 %). E' inoltre vivamente raccomandato che gli operatori addetti alle lavorazioni con FCR siano privi di barba e baffi per evitare una non perfetta tenuta della protezione respiratoria.




(7 ) D.M. 2 maggio 2001, Allegato 4 - “Indumenti protettivi da agenti chimici solidi, liquidi e gassosi pericolosi. Raccomandazioni per la selezione, l'uso e la manutenzione.”




( 8) Il deposito in discarica dei rifiuti contenenti fibre minerali artificiali, indipendentemente dalla loro classificazione, come pericolosi e non, può avvenire in discariche per rifiuti non pericolosi, come previsto dal Decreto 13/3/2003 e dal D.Lgs. 36/2003, purchè destinati a celle appositamente dedicate. La coltivazione delle celle deve avvenire in modo da evitare la frantumazione dei rifiuti che in ogni caso debbono essere ricopertiti in giornata al fine di evitare la dispersione di fibre.