Valutazione del rischio per amianto negli edifici e negli impianti industriali

Campionatore
La valutazione dei rischi si deve sviluppare attraverso una analisi dello stato in cui si trova il materiale contenente amianto la cui presenza in un edificio non comporta di per sé un pericolo per la salute degli occupanti: i rischi dipendono infatti dalla probabilità che il materiale rilasci nell'aria fibre di amianto che possono essere inalate dagli individui.

Se il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso, è estremamente improbabile che esista un pericolo apprezzabile di rilascio di fibre di amianto. Se invece il materiale viene danneggiato per interventi di manutenzione o per vandalismo si verifica un rilascio di fibre che costituisce un rischio potenziale. Analogamente se il materiale è in cattive condizioni, le vibrazioni dell'edificio, i movimenti di persone o macchine, le correnti d'aria possono causare il distacco di fibre legate debolmente al resto del materiale. Questo fenomeno si verifica anche per materiali apparentemente in buone condizioni, ma altamente friabili in cui la forza di coesione tra le fibre è molto scarsa.


Meccanismi fondamentali di rilascio e dispersione delle fibre all'interno di un edificio


FALLOUT
distacco dal materiale friabile, delle fibre legate più debolmente, determinato dalle sollecitazioni a cui è sottoposto il materiale per i movimenti dell'aria e le vibrazioni delle strutture, per infiltrazioni di acqua, per una cattiva qualità dell'istallazione o per i naturali fenomeni di invecchiamento. In ogni caso si tratta di un fenomeno di entità relativamente scarsa, ma costante.


IMPATTO
contatto diretto col materiale con il quale si verifica una dispersione di fibre in occasione di interventi di manutenzione che interessano direttamente i materiali di amianto o quando lo stesso viene danneggiato per vandalismo.
Spesso l'impatto è accidentale, come nel caso della manutenzione di attrezzature poste nelle immediate vicinanze In questi casi l'entità del rilascio di fibre dipende dal grado di danneggiamento e dalle caratteristiche del materiale, in particolare dalla friabilità e dalla forza di coesione e di adesione. Generalmente l'impatto causa un rilascio di fibre di elevata entità, ma occasionale e di breve durata. Di conseguenza quello che conta è soprattutto la frequenza di questo tipo di eventi. A tal fine è importante l'accessibilità del materiale in relazione al tipo di attività che si svolgono nell'edificio. In particolare se il materiale contenente amianto è facilmente accessibile da parte di tutti gli occupanti dell'edificio, se invece è accessibile solo nel caso di interventi di manutenzione e con quale frequenza sono effettuati tali interventi.


DISPERSIONE SECONDARIA
consiste nel risollevamento e nella dispersione in aria delle fibre rilasciate in conseguenza del fallout o dell'impatto. La dispersione secondaria è prodotta dalle attività di pulizia, dal movimento delle persone e dalla circolazione dell'aria. L'importanza del fenomeno dipende da un lato dalle attività svolte nell'ambiente e dall'altro dalla capacità del pavimento e delle pareti di trattenere le fibre di amianto . Per le buone caratteristiche aerodinamiche, le fibre sospese tendono a rimanere in aria per lungo tempo fino a determinare concentrazioni anche elevate, laddove si verificano rilevanti rilasci di fibre.

Ai fini del rilascio di fibre la caratteristica più importante di un materiale contenente amianto è quindi la sua friabilità (vd. Tabella).
Secondo il Decreto del Ministero della Sanità del 6 settembre 1994, relativo all'amianto negli edifici, si definiscono friabili i materiali che possono essere facilmente sbriciolati o ridotti in polvere con la semplice pressione manuale, mentre sono considerati compatti i materiali duri che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere solo con l'impiego di attrezzi meccanici. La friabilità dipende dalla tipologia della matrice. I materiali in matrice cementizia sono duri e compatti e rilasciano fibre con estrema difficoltà; viceversa i materiali applicati a spruzzo sono estremamente friabili e quindi di gran lunga più pericolosi.

Dove si può trovare l'amianto in un'abitazione?
  1. Intonaco
  2. Guarnizioni stufe
  3. Pannelli
  4. Coibentazione tubi
  5. Rivestimento camini
  6. Elettrodomestici
  7. Tubazioni idriche
  8. Materiali Isolanti
  9. Lastre di copertura
  10. Canne fumarie
  11. Serbatoi idrici

Galleria fotografica di alcuni materiali contenenti amianto


La corretta valutazione del rischio amianto richiede, solitamente, l'intervento di tecnici competenti che possono procedere a:

  • esame delle condizioni dell'installazione, al fine di stimare il pericolo di un rilascio di fibre dal materiale;
  • misura della concentrazione delle fibre di amianto aerodisperse all'interno dell'edificio (monitoraggio ambientale).

In fase di ispezione visiva dell'installazione, devono essere invece attentamente valutati:

  • il tipo e le condizioni dei materiali;
  • i fattori che possono determinare un futuro danneggiamento o degrado;
  • i fattori che influenzano la diffusione di fibre ed esposizione degli individui.

In corso di valutazione è possibile stabilire un indice di valutazione che indirizzerà verso il programma di bonifica da attuare. Di seguito viene presentato l'indice Versar utilizzato anche dall'E.P.A. statunitense applicabile alla maggior parte di materiali contenenti amianto e una scheda di valutazione (FORSIL 2) proposta da tecnici della prevenzione della Regione Toscana, che oltre agli aspetti direttamente legati alla contaminazione da fibre di amianto, tiene conto degli aspetti più eminentemente "infortunistici" legati al rischio di cadute dall'alto di coperture per sfondamento delle lastre a seguito di pedonamento.

Scheda FORSIL 2

Indice Versar

In base agli elementi raccolti per la valutazione possono delinearsi tre diversi tipi di situazioni:

a) Materiali integri non suscettibili di danneggiamento

Sono situazioni nelle quali non esiste pericolo di rilascio di fibre d'amianto in atto o potenziale o di esposizione degli occupanti, come ad esempio:
  • materiali non accessibili per la presenza di un efficace confinamento;
  • materiali in buone condizioni, non confinati ma comunque difficilmente accessibili agli occupanti;
  • materiali in buone condizioni, accessibili ma difficilmente danneggiabili per le caratteristiche proprie del materiale (duro e compatto);
  • non esposizione degli occupanti in quanto l'amianto si trova in aree non occupate dell'edificio.
In questi casi non è necessario un intervento di bonifica. Occorre, invece, un controllo periodico delle condizioni dei materiali e il rispetto di idonee procedure per le operazioni di manutenzione e pulizia dello stabile, al fine di assicurare che le attività quotidiane dell'edificio siano condotte in modo da minimizzare il rilascio di fibre di amianto.

Controsoffitto

b) Materiali integri suscettibili di danneggiamento

Sono situazioni nelle quali esiste pericolo di rilascio potenziale di fibre di amianto, come ad esempio:
  • materiali in buone condizioni facilmente danneggiabili dagli occupanti;
  • materiali in buone condizioni facilmente danneggiabili in occasione di interventi manutentivi;
  • materiali in buone condizioni esposti a fattori di deterioramento (vibrazioni, correnti d'aria, ecc.).
In situazioni di questo tipo, in primo luogo, devono essere adottati provvedimenti idonei a scongiurare il pericolo di danneggiamento e quindi attuare un programma di controllo e manutenzione. Se non è possibile ridurre significativamente i rischi di danneggiamento dovrà essere preso in considerazione un intervento di bonifica da attuare a medio termine.

Tubazione

c) Materiali danneggiati
Sono situazioni nelle quali esiste pericolo di rilascio di fibre di amianto con possibile esposizione degli occupanti, come ad esempio:

  • materiali a vista o comunque non confinati, in aree occupate dell'edificio, che si presentino:
  • danneggiati per azione degli occupanti o per interventi manutentivi;
  • deteriorati per effetto di fattori esterni (vibrazioni, infiltrazioni d'acqua, correnti d'aria, ecc.), deteriorati per degrado spontaneo;
  • materiali danneggiati o deteriorati o materiali friabili in prossimità dei sistemi di ventilazione.

Sono queste le situazioni in cui si determina la necessità di un'azione specifica da attuare in tempi brevi, per eliminare il rilascio in atto di fibre di amianto nell'ambiente.

Materiale danneggiato

I provvedimenti possibili possono essere:

  • restauro dei materiali: l'amianto viene lasciato in sede senza effettuare alcun intervento di bonifica vera e propria, ma limitandosi a riparare le zone danneggiate e/o ad eliminare le cause potenziali del danneggiamento (modifica del sistema di ventilazione in presenza di correnti d'aria che erodono il rivestimento, riparazione delle perdite d'acqua, eliminazione delle fonti di vibrazioni, interventi atti ad evitare il danneggiamento da parte degli occupanti). E' applicabile per materiali in buone condizioni che presentino zone di danneggiamento di scarsa estensione (inferiori al 10% della superficie di amianto presente nell'area interessata). E' il provvedimento di elezione per rivestimenti di tubi e caldaie o per materiali poco friabili di tipo cementizio, che presentino danni circoscritti. Nel caso di materiali friabili è applicabile se la superficie integra presenta sufficiente coesione da non determinare un rilascio spontaneo di fibre;

  • intervento di bonifica mediante rimozione, incapsulamento o confinamento dell'amianto. La bonifica può riguardare l'intera installazione o essere circoscritta alle aree dell'edificio o alle zone dell'installazione in cui si determina un rilascio di fibre.
    Dal momento in cui viene rilevata la presenza di materiali contenenti amianto in un edificio, è necessario che sia messo in atto un programma di controllo e manutenzione al fine di ridurre al minimo l'esposizione degli occupanti.