La rimozione e lo smaltimento di materiali contenenti amianto (MCA) è regolamentata dall'art. 34 del D.lgs. 277/91, che prevede la stesura di un piano di lavoro da parte dell'impresa appaltata per i lavori, secondo procedure di sicurezza finalizzate alla protezione dei lavoratori dell'impresa stessa e dell'ambiente. Entro novanta giorni il dipartimento di Prevenzione di competenza, se lo ritiene opportuno, rilascia le prescrizioni ritenute necessarie ed in seguito effettua la vigilanza sulle modalità di lavoro.

La norma citata si applica per qualunque tipologia di MCA (compatti o friabili), ed anche nel caso vengano prodotte modeste o modestissime quantità di rifiuti contenenti amianto (RCA). Pertanto accade, con una certa frequenza, che i proprietari di strutture di piccole dimensioni da demolire o da ristrutturare (es. piccole tettoie), od anche in caso di rinvenimento sul proprio terreno di frammenti di lastre di cemento-amianto, debbano sopportare notevoli difficoltà per il rispetto della legge, dovendo affidare i lavori ad imprese specializzate (che spesso richiedono oneri aggiuntivi anche per la stesura del piano di lavoro), oltre ai tempi non brevi necessari per l'approvazione del piano stesso. In mancanza di una regolamentazione di questi casi vi è la possibilità reale, già verificata, che il proprietario cerchi di disfarsi dei RCA in modo abusivo, contribuendo all'inquinamento ambientale ed esponendosi a rischi per la salute.

Vi è quindi la necessità di snellire le procedure dell'ente di controllo in particolari situazioni, nelle quali la natura e la quantità dei materiali fanno ritenere che, adottando opportune semplici precauzioni, il rischio reale sia contenuto.
Gli indirizzi della Regione Veneto sulla questione e a cui si fa riferimento anche nelle norme successive, sono contenuti nella DGRV n. 5455/96, che recita: “E' auspicabile, per la microraccolta del rifiuto costituito da amianto in matrice cementizia o resinoide, derivante esclusivamente da abitazioni civili e da insediamenti civili, escludendo tassativamente l'origine industriale e/o artigianale e comunque per superfici di tale tipologia di rifiuto inferiori a 50 mq, che le aziende municipalizzate di Igiene Urbana e/o i consorzi pubblici di smaltimento dei rifiuti urbani, istituiscano un servizio di raccolta e di trasporto. I rifiuti provenienti dalla microraccolta possono essere smaltiti in discarica autorizzata anche senza essere accompagnati dal piano di lavoro di cui all'art. 34 del D.Lgs. n. 277/91. Con apposito provvedimento della Giunta regionale saranno definite specifiche norme transitorie per l'adeguamento degli impianti esistenti”.

Per i motivi accennati, si intende sollecitare le aziende specializzate nelle bonifiche da amianto e le aziende o i consorzi di trasporto e smaltimento dei rifiuti affinché offrano alla cittadinanza la possibilità di eliminare alcune tipologie di RCA, secondo procedure semplificate e comunque sicure, che di seguito verranno specificate ed illustrate.
La normativa vigente non esclude che la rimozione di piccole quantità di MCA venga effettuata direttamente anche da privati cittadini, fermi restando gli obblighi di legge riguardanti il trasporto e lo smaltimento.
Con il termine “microraccolta” non si vuole intendere solo l'attività di prelievo dei RCA confezionati a norma, ma anche l'insieme delle operazioni di rimozione o smontaggio dei MCA ed il loro confezionamento (“microrimozione”), sia che vengano effettuate da ditta specializzata, che dal singolo proprietario.
La tipologia dei manufatti che possono rientrare nelle caratteristiche della microraccolta sono:
  1. Lastre in cemento amianto (purché non danneggiate da incendio, eventi atmosferici straordinari o altro).
  2. Manufatti di vario tipo in matrice compatta che possono essere smontati senza provocare rotture polverulente o sbriciolamento (es. canne fumarie, vasche, ecc.), mattonelle in vinil amianto non in opera.
  3. Altri MCA in confezione originale (es. guanti, coperte, guarnizioni, ecc.).
  4. MCA di uso domestico (sottopentole, phon, teli da stiro, ecc.).

Provenienza, tipologia e quantità dei MCA (che devono provenire da insediamenti civili) costituiscono dei limiti che vanno individuate più sulle quantità e sulle modalità di esecuzione della bonifica. Pertanto si indicano le seguenti quantità massime:

  1. Lastre in cemento amianto (come sopra definite): superficie massima da rimuovere pari a 75 mq;
  2. Manufatti di vario tipo in matrice compatta (come sopra definiti): peso complessivo non superiore a 1.000 Kg;
  3. Altri MCA in confezione originale: peso non superiore a 10 Kg;
  4. MCA di uso domestico: peso non superiore a 5 Kg.

Gli interventi di smontaggio di manufatti posti in quota devono essere eseguiti unicamente dal basso, con uso di opera provvisionale a norma o di cesta sopraelevabile. L'altezza massima consentita del manufatto è pari a m 3 dal suolo.
Per tipologie di MCA non compresi nell'elenco, o per quantitativi che eccedono i limiti indicati va richiesto di volta in volta il parere dell'organo di vigilanza competente per territorio.

Microraccolta effettuata da impresa specializzata
L'impresa che intende effettuare il servizio di microraccolta dovrà predisporre un piano di lavoro generale (PLG), sulla falsariga del modello unico di cui al Decreto del Dirigente regionale della Direzione per la Prevenzione n. 265 del 28 aprile 2000 e dovrà presentarlo, una tantum (salvo variazioni), al Dipartimento di Prevenzione competente per territorio, con gli allegati di seguito elencati.
Il PLG, in particolare, dovrà definire:

  1. Gli scopi e le azioni da intraprendere durante i sopralluoghi preliminari, ad esempio dopo la segnalazione di rinvenimento di MCA abbandonati;
  2. Le modalità operative in caso di bonifica, rimozione, confezionamento e smaltimento dei materiali ammessi, suddivise a seconda delle categorie di MCA sopra definite.
  3. La modulistica per le comunicazioni allo SPISAL degli interventi (“Anagrafica di Intervento”), con anticipo di almeno due giorni (esclusi prefestivi e festivi), sull'esempio dell'Allegato 1.

In occasione della presentazione del PLG, l'Impresa dovrà fornire documentazione circa:

  1. Possesso delle autorizzazioni amministrative prescritte dalle leggi.
  2. Autorizzazione al trasporto dei RCA; autorizzazione al deposito provvisorio dei rifiuti, se previsto.
  3. Copia del registro di carico e scarico.
  4. Organizzazione generale e pianificazione dell'impresa relativamente al servizio di microraccolta, ad esempio: flussi informativi interni, composizione delle squadre di intervento per professionalità, rispetto dei previsti modi e termini di ritiro dei RCA, eventuali deleghe di poteri di direzione e coordinamento del personale, ecc.
  5. Adempimenti ai sensi dell'art. 24 D.Lgs 277/9: valutazione del rischio di esposizione dei lavoratori all'amianto.
  6. L'assunzione regolare dei dipendenti (allegare copia del Libro Matricola).
  7. Il possesso, da parte dei dipendenti, del Titolo di Abilitazione rilasciato al termine dei Corsi di formazione effettuati ai sensi dell'art. 10 del DPR 8 agosto 1994.
  8. Idoneità sanitaria dei lavoratori alla mansione specifica di “addetto alla rimozione di MCA”, rilasciata dal Medico Competente, aggiornata annualmente.
  9. Dotazione di dispositivi di protezione individuale (DPI) e collettiva (DPC); allegare elenco e caratteristiche tecniche di conformità.
  10. Dotazione di attrezzature e prodotti specifici, adatti ai lavori; allegare elenco e caratteristiche tecniche di conformità, se previste.
  11. Dotazione di un mezzo mobile da utilizzarsi come spogliatoio e dotazione di acqua in quantità sufficiente per potersi lavare dopo l'intervento.
  12. Dotazione di opere provvisionali tali da garantire il lavoro in quota in sicurezza (nel caso di tettoia con copertura in cemento- amianto, il lavoro in quota non deve essere superiore a 3 metri dal suolo).
  13. Definizione della (o delle) discarica autorizzata in cui smaltire in modo definitivo i rifiuti.

Microraccolta effettuata dal singolo cittadino
La legge non vieta che la rimozione di MCA venga effettuata in proprio dal singolo cittadino, qualora sia proprietario dei manufatti. Trattandosi di lavorazioni potenzialmente pericolose per la salute (si ricorda che l'amianto è un cancerogeno accertato), non si intende incentivare tale attività, ma si ritiene che, con opportuni accorgimenti e dotazioni, i lavori di smontaggio e confezionamento di MCA possano essere eseguiti in sicurezza, nei casi previsti, anche dal proprietario dei manufatti.
Nel caso in cui il cittadino intenda operare in proprio, anche al fine di un corretto smaltimento, è raccomandato di rivolgersi ad un'impresa già autorizzata e di seguire la seguente procedura:

1) Il proprietario richiede (anche telefonicamente) l'intervento dell'impresa.
2) Il tecnico dell'impresa, se necessario, effettua un sopralluogo in seguito:
  • fa compilare al proprietario la scheda di richiesta del servizio di microraccolta di RCA, sull'esempio dell'Allegato 2;
  • fornisce notizie sui materiali e consegna le istruzioni per il confezionamento dei RCA, sull'esempio dell'Allegato 3;
  • consegna l'elenco dei materiali occorrenti ed eventualmente un kit contenente i materiali stessi.

3) Dopo la rimozione, al momento della consegna dei RCA all'impresa viene compilata da parte del proprietario e dell'addetto dell'Impresa la seconda parte della Scheda di richiesta del Servizio di microraccolta di rifiuti contenenti amianto (Allegato 2 ).