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La legge 30 luglio 2010, n. 122 di conversione con modificazioni del D.L. 78/2010, prevede l'attribuzione all'INAIL delle funzioni già svolte dall'ISPESL. Perito Industriale per la sicurezza
La ricerca "Corso di diploma ITIS - Perito Industriale per la sicurezza", progettata dal Dipartimento Documentazione, Informazione e Formazione è stata realizzata in collaborazione con il Centro Ricerche Studi Formazione "Leonardo da Vinci" di Viterbo. Si tratta di un corso pilota di Diploma ITIS "Perito industriale per la sicurezza", da esplicarsi nel triennio di indirizzo di un Istituto Tecnico aderente all'autonomia; è articolato in due volumi:
Volume 1
L'elaborazione del percorso è stata condotta attraverso tre direttrici fondamentali: l'analisi del contesto, la definizione del ruolo professionale e il progetto formativo vero e proprio. L'analisi del contesto mira a valutare, preventivamente, la fattibilità di questa iniziativa e la possibilità di tale scelta a livello scolastico intermedio. E' stato possibile così individuare identità, utilità e funzioni del Perito per la Sicurezza nel contesto socio - economico, aziendale e professionale; giustificare la presenza di questa figura nell'ottica di un inserimento occupazionale, (sia diretto, all'interno delle aziende, sia come consulenza esterna). E` stata attivata, poi, un'indagine (attraverso questionari appositamente predisposti) sulle PMI di due bacini territoriali di riferimento (Viterbo e Torino). In ultima istanza si è delineata la legislazione di riferimento e si sono definiti gli obiettivi in relazione ai settori cui deve rispondere l'azione formativa. L'analisi dei bisogni formativi intesi, quindi, come risposte "formative" ai bisogni del contesto, è stata integrata anche dall'analisi del contesto istituzionale della formazione scolastica, di fondamentale importanza, visto il grande cambiamento cui la scuola oggi va incontro, a partire dall'autonomia scolastica fino alla riforma dei cicli. In considerazione di questo cambiamento, che ha condotto la scuola ad una maggiore "licealizzazione" degli istituti tecnici, fornendo un più solido impianto culturale e una maggiore flessibilità alle esigenze del mercato, si è data fondamentale importanza alle potenzialità offerte dalla normativa sull'autonomia, che consentono di adeguare l'offerta formativa alle esigenze locali sul piano della operatività, innovazione e formazione continua. A tal fine il corso è stato progettato all'interno dell'Istituto Tecnico, basato su un biennio comune a tutti gli indirizzi tecnici ed un triennio dell'autonomia, impostato su tre aree principali: l'area comune, l'area di indirizzo o di settore e l'area flessibile. L'area comune presenta il curricolo di base nazionale; gli insegnamenti specifici sulla formazione alla sicurezza sono, invece, nella programmazione dell'area di indirizzo, in virtù del 15% delle ore curriculari, concesse come quota di variabilità; un'ulteriore implementazione del corso, in risposta alle specificità territoriali, potrà trovare destinazione nell'area flessibile destinata alla progettazione del singolo Istituto. Il corso si avvale di programmazione modulare, provvista di grande flessibilità, sia nei tempi di attuazione che nelle modalità di valutazione e di certificazione degli obiettivi raggiunti. Il quadro orario delle discipline trova una chiara definizione nella stesura analitica dei programmi (suddivisi in obiettivi, contenuti, risorse didattiche, verifica e valutazioni). Sono previste docenze di esperti nei differenti settori ed applicazione delle competenze in stage aziendali (153 ore di stage in 3 anni). Infine sono stati definiti criteri per la valutazione della sperimentazione. L'auspicio dell'ISPESL, in quanto promotore della cultura della sicurezza e della prevenzione non solo negli ambienti di lavoro, ma anche in quelli di vita e soprattutto nel mondo della scuola, dove vengono formati i futuri lavoratori, è che la sperimentazione possa essere effettuata per almeno un ciclo intero di triennio all'interno degli Istituti tecnici, avvalendosi dell'autonomia didattica e potenziando i rapporti tra scuola e mondo del lavoro (aziende e ordini professionali).
Il grande ruolo che la scuola può assumere, come trasmettitrice alle nuove generazioni di nuovi valori culturali e di stimoli ad una più stretta collaborazione con le strutture delegate alla prevenzione ed alla sicurezza sul lavoro, è ribadito dalla circolare n°122 del 19/04/2000, emanata dal Ministro della Pubblica Istruzione ed indirizzata ai Provveditori agli Studi ed ai Dirigenti delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.
I temi della salute e della sicurezza "non possono essere più trascurati, sminuiti o disattesi".
Per ulteriori informazioni e per richieste specifiche rivolgersi a:
ISPESL, Dipartimento Processi Organizzativi U.F. Formazione Via Alessandria 220/E - 00198 Roma Tel. 0644250648 - 0644251017 Fax 44250972 e-mail formazione@ispesl.it |
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ISPESL - Area Formazione
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