UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA "LA SAPIENZA"
Dipartimento ITACA - Innovazione Tecnologica nell’Architettura e Cultura dell’Ambiente
via Flaminia, 70 - 00196 Roma
FORMAZIONE DEL PERSONALE
PREPOSTO ALL’INTERVENTO FORMATIVO - INFORMATIVO
PER LA PREVENZIONE E SICUREZZA NELLE PMI
Ricerca commissionata dall’ISPESL ad ITACA in data 6 settembre 1995 n. 132/95
CAPITOLO 1
RSPP
ANALISI
PRELIMINARE
SULLA SITUAZIONE DI PARTENZA
La proposta formativa è conseguente ad una progressiva e dettagliata analisi della situazione di partenza su diversi fronti:
I. ANALISI DELLE "ATTESE" LEGISLATIVE, ISTITUZIONALI E SOCIALI CONNESSE AL RICONOSCIMENTO DELLA FIGURA PROFESSIONALE " RSPP ":
II. ANALISI DEI "FABBISOGNI FORMATIVI":
- "sapere" (conoscenze)
-"saper essere" (atteggiamenti facilitanti)
-"saper fare" (abilità pratiche)
III. RICOGNIZIONE DELL’OFFERTA FORMATIVA ESISTENTE PER LA FIRGURA DI RIFERIMENTO
IV. ANALISI DEI VINCOLO ESPLICITI ED IMPLICITI NELL’OFFERTA FORMATIVA
V. ANALISI DEI LIVELLI D’INGRESSO DEL TARGET GROUP E STRUMENTI DI ACCERTAMENTO PREVISTI:
CAPITOLO 2
RSPP
ANALISI DEL FABBISOGNO FORMATIVO
Contiene i paragrafi:
1
R-SPP - Attribuzioni ai sensi D.Lgs. 626/94 2 Identikit della figura professionale 3 Processi principali e interazioni con altri ruoli 4 Sottoprocessi o fasi e relativi specifici compiti 5 Quadro dei saperi professionali per specifico sottoprocesso
Cap. 2 - paragrafo 1
R-SPP
ATTRIBUZIONI AI SENSI D.Lgs. 626/94
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COMPETENZA |
MODALITA’ |
RIF. NORMATIVO |
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DOCUMENTATIVA |
Redazione del documento relativo a: |
Art. 9-1 |
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lettere a) b) c) |
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INFORMATIVA |
Obbligo di informazione ai lavoratori in merito a: |
art. 9-1 |
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lettera d) |
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lettera c) |
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art. 21 |
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lettera a) |
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lettera b) |
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lettera c) |
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lettera d) |
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lettera e) |
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lettera g) |
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Diritto di informazione da parte del datore di lavoro in merito a: |
art. 9-2 |
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lettera a) |
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lettera b) |
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lettera c) |
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lettera d) |
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lettera e) |
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VALUTATIVA |
Obbligo di: |
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art. 9-1, a) |
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art. 9-1, b) |
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artt. 12, 13 e 15 |
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art. 33-3 |
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art. 33-6,7,8 |
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art. 36 |
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art. 36 |
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art. 33-1 |
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art. 33-11 |
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artt. 40, 41 e 42 |
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PROGETTUALE |
Attività progettuale finalizzata a: |
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art. 9-1 lettera b) |
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art. 9-1 lettere c) e d) |
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RELAZIONALE, INFORMATIVA E |
Promozione della cultura della prevenzione e della sicurezza attraverso: |
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FORMATIVA |
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art. 17-1 lettera h) |
competente, almeno due volte l’anno; |
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art. 22-2 |
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Cap. 2 - paragrafo 2
R-SPP
Identikit della figura professionale
Al ruolo funzionale di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) sono connaturate attitudini e capacità adeguate alla direzione di un gruppo (S.P.P.) che collabora, sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale, con il Datore di Lavoro (D.L.) all’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro nell’azienda o unità produttiva, proteggendo la salute dei lavoratori, aumentandone il loro benessere fisico, psichico e sociale, riducendone od eliminandone l’esposizione ai rischi di danni alla salute.
Le attività e i compiti del R-SPP, dovranno integrarsi con quelli propri del datore di lavoro e del RLS, nonché del medico competente.
Tutte le attività mirate alla promozione della sicurezza dei lavoratori, di competenza esclusiva del D.L., il RSPP assume un ruolo di consulente, senza sollevare in alcun modo il D.L. dalle responsabilità attribuitegli dalla legge, diventandone al più corresponsabile, qualora commetta errori od omissioni di natura prettamente professionale.
Alle qualità tipicamente manageriali del RSPP (capacità di comunicare, informare-formare promuovendo lo sviluppo delle competenze, di gestire risorse, di prendere decisioni, di fronteggiare efficacemente gli imprevisti, ecc.) si devono necessariamente affiancare delle buone capacità metodologiche, progettuali, diagnostiche e decisionali in materia di valutazione dei rischi, ed inoltre conoscenze sia giuridiche che tecnico-scientifiche specifiche (sistemi di prevenzione, costruzione piani e programmi d’intervento, costruzione di strumenti, schede ed altro di analisi e verifica).
La prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro investe aree di conoscenza interdisciplinari (che non sono al momento oggetto di un curriculum di studi unico) ed inoltre ha raggiunto oggi un tale livello di approfondimento specialistico per cui di fatto non esistono "esperti" competenti in ognuna delle branche applicative possibili.
Peraltro, nella maggioranza dei casi reali, viene richiesta una competenza di base adeguata in ogni settore, mentre le eventuali professionalità specialistiche, in genere in numero limitato, possono essere all’occorrenza acquisite caso per caso.
La formazione dovrebbe favorire nei soggetti l’acquisizione di modelli cognitivi forti, soprattutto sul piano logico e metodologico (quelli che consentono la "navigazione" in qualsiasi mare), che rendono più sicuri e duraturi gli strumenti e le conoscenze tecniche, cui dovrà, comunque, riservarsi uno spazio adeguato.
Si ritiene allora opportuno dedicare parte del presente intervento formativo alla sistematizzazione delle conoscenze tecnico-scientifiche di base, in maniera da colmare le eventuali lacune che talvolta possono limitare le possibilità operative dei migliori specialisti.
Non è certo superfluo, inoltre, rilevare che nella realtà lavorativa esistono situazioni estremamente diversificate in termini di quantità e gravità dei rischi: non a caso il legislatore consente al D.L. di svolgere in prima persona i compiti propri del S.P.P. (e, per estensione, del RSPP) nei casi di limitata o addirittura inesistente rischiosità.
Le due figure, il DL e l’R-SPP, si differenziano l’una dall’altra particolarmente per la capacità di potere decisionale di cui sono portatrici: massima per la prima, modesta per la seconda.
Il livello scolastico del profilo assunto a riferimento, è in genere di tipo medio-alto (diploma superiore-laurea).
Nel caso di tecnici già presenti in azienda, la conoscenza del ciclo tecnologico è buona, mentre per quanto concerne le nozioni dei rischi specifici, esse saranno verosimilmente condizionate dalla matrice professionale di provenienza (ingegneristica vs. chimica fisica o biologica) e, come tali, carenti sull’uno o sull’altro versante. Scarse in generale le conoscenze dei processi interpersonali, degli aspetti comunicativi, della progettazione formativa-informativa.
Dal punto di vista motivazionale, la spinta più rilevante alla formazione potrebbe essere il timore di responsabilità non sufficientemente conosciute più che l’interesse ad apprendere una nuova professione, considerata sovente come aggiunta a quella preesistente, che permane.
Il RSPP riceve informazioni dal D.L. (v. fig. sotto) per poter svolgere efficacemente la propria funzione consultiva e propositiva.
R-SPP INPUT INFORMATIVI
r-spp
Nel ricevere le informazioni il RSPP ed i componenti del S.P.P. sono tenuti al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza. La necessità di informare i lavoratori e le altre componenti aziendali sui rischi cui essi sono esposti richiede pertanto un’attività scrupolosa di selezione, custodia e classificazione, anche ideando specifiche procedure e protocolli, per conseguire le finalità di prevenzione e protezione senza ledere il segreto industriale.
Cap. 2 - paragrafo 3
R-SPP
PROCESSI PRINCIPALI E INTERAZIONI CON ALTRI RUOLI
I principali processi in cui si esplica il ruolo del R-SPP sono collegati in una sequenza logica, secondo lo schema riportato in figura, anche se, di fatto, tutti i singoli processi interagiscono reciprocamente.
La verifica dei risultati conseguiti costituisce il feedback indispensabile per correggere e modificare ciascuno degli altri processi e pertanto viene dinamicamente attivata in qualsiasi momento e non soltanto dopo il completamento dei precedenti processi.
E’ infine evidente che la valutazione dei rischi e le azioni che ne conseguono sono globalmente da considerarsi un unico processo in continuo divenire, in quanto esso deve adeguarsi ai cambiamenti che sopraggiungono nella realtà aziendale, all’evoluzione delle conoscenze scientifiche e delle soluzioni tecnologiche, alla crescita delle aspettative di benessere e sicurezza da parte dei lavoratori e della società in generale.
Nella pagina successiva sono rappresentati i processi principali caratterizzanti l'attività del RSPP.
PROCESSI PRINCIPALI
FLOW-CHART
® ¯
(¯ )
comprendente l’implementazione ed il collaudo delle procedure di sicurezzaJ Con "eliminazione immediata dei rischi rimovibili e valutazioni quantitative dei soli rischi residui".
Interazioni con altri ruoli lavorativi
9
TIPOLOGIE DEI RAPPORTI PREVALENTI NELLE INTERAZIONI
Cap. 2 - paragrafo 4
R-SPP
sottoPROCESSI o fasi e relativi specifici compiti
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PROCESSO PRINCIPALE |
SOTTOPROCESSO (FASI) |
RUOLI INTERFUNZIONALI |
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Organizzazione S.P.P. |
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D.L. - Dirigenti Preposti RLS Medico competente |
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A |
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|
B |
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PROCESSO PRINCIPALE |
SOTTOPROCESSO (FASI) |
RUOLI INTERFUNZIONALI |
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Valutazione dei rischi |
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D.L. - Dirigenti Preposti RLS Medico competente |
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A |
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|
|
B |
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C |
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D |
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E |
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PROCESSO PRINCIPALE |
SOTTOPROCESSO (FASI) |
RUOLI INTERFUNZIONALI |
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Elaborazione misure prevenzione e procedure sicurezza |
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D.L. - Dirigenti Preposti Lavoratori RLS Medico competente |
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A |
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|
B |
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PROCESSO PRINCIPALE |
SOTTOPROCESSO (FASI) |
RUOLI INTERFUNZIONALI |
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Informazione, partecipazione e formazione dei lavoratori |
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D.L. - Dirigenti Preposti Lavoratori RLS Medico competente |
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A |
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|
B |
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PROCESSO PRINCIPALE |
SOTTOPROCESSO (FASI) |
RUOLI INTERFUNZIONALI |
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Supporto attuazione |
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D.L. - Dirigenti Preposti Lavoratori RLS Progettisti Fabbricanti Ditte esterne |
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PROCESSO PRINCIPALE |
SOTTOPROCESSO (FASI) |
RUOLI INTERFUNZIONALI |
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Verifica risultati |
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RLS Lavoratori Dirigenti Preposti Medico competente |
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A |
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Cap. 2 - paragrafo 5
R-SPP
QUADRO DEI "SAPERI" PROFESSIONALI
Individuati i compiti del RSPP con riferimento alle attività delle fasi del suo processo lavorativo, si procede ad identificare e rappresentare il fabbisogno di competenze (tavole seguenti).
A tal proposito, s’introducono cinque fattori di analisi della professionalità (¬ conversione di input in output, controllo del processo, ® regolazione delle varianze, ¯ mantenimento ed innovazione, ° governo del sistema interno-esterno). Rispetto a questi cinque fattori si procede alla lettura-interpretazione, per ciascuna fase del processo lavorativo del RSPP, delle tre dimensioni caratterizzanti qualsiasi azione formativa ("sapere" - "saper fare" - "saper essere").
I cinque fattori di professionalità secondo un’autorevole concezione (Butera, Serino), meglio rispondono ad interpretare il modello (sistematico) di "operatore di processo" (come dimensione professionale di superamento dell’"operatore meccanico"), e come modello concettuale di professionalità in grado d’interpretare la complessità dei cambiamenti in atto e in divenire.
Nelle tavole che seguono sono presi in esame alcune delle più significative fasi di processo (il completamento per tutte le sottofasi precedentemente individuate, è attualmente in corso)
L’analisi si conclude con un quadro riepilogativo delle aree di conoscenza legate al fabbisogno formativo del RSPP, che costituisce l’in-put per le successive scelte di progettazione formativa.
ANALISI DELLE COMPONENTI PROFESSIONALI DEL RUOLO R SPP
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componenti prof.li saperi |
TRASFORMAZIONE |
CONTROLLO DEL PROCESSO |
CONTROLLO DELLE VARIANZE |
MANTENIMENTO / INNOVAZIONE |
GOVERNO |
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SAPERE |
Possiede una cultura di base in materia di rischi negli ambienti di lavoro e conosce metodologie per la valutazione dei rischi e soluzioni per la loro riduzione o eliminazione. Ha conoscenza dell’organizzazione aziendale, dei processi produttivi, dei prodotti e delle materie prime dell’azienda in cui esercita il proprio ruolo. |
Ha nozione di massima del bagaglio culturale e curricolare delle figure professionali disponibili all’interno della azienda o sul mercato del lavoro. |
Possiede una conoscenza di base delle tecniche di comunicazione, nonché sulla gestione dei rapporti interpersonali e delle dinamiche di gruppo in ambienti lavorativi. |
Sa individuare le occasioni utili per mantenere elevati il coinvolgimento dei collaboratori negli obiettivi, la loro motivazione ed il loro interesse nei compiti ricevuti. |
Sa riconoscere le responsabilità e le attribuzioni proprie e dei propri collaboratori, inserendole appropriatamente nel contesto delle relazioni tra le componenti aziendali. |
|
SAPER FARE |
Sa individuare i rischi prevalenti nell’attività lavorativa in esame. Da questi, predisponendo un programma di massima degli interventi, sa dedurre quali e quante siano le professionalità necessarie per individuare, proporre ed attuare le misure di miglioramento. Sa contrattare con il D.L. l’assegnazione delle risorse che ritiene indispensabili per conseguire gli obiettivi prescelti. Sa delegare i compiti da svolgere, motivando e valorizzando le risorse umane assegnategli. |
Sa verificare le potenzialità ed i limiti personali dei propri collaboratori, cui attribuisce compiti commisurati alle rispettive capacità, rispetto a quanto previsto in fase di dimensionamento ed organizzazione del SPP. In conseguenza della verifica, adotta le necessarie misure correttive. |
Sa risolvere situazioni conflittuali tra i propri collaboratori o fra questi ed altre figure aziendali. Sollecita all’azione quelle persone che si rivelano restie o addirittura contrarie ad accettare o attuare i cambiamenti. |
Si mantiene aggiornato sui moderni stili di gestione delle risorse umane, tenendo conto dei fattori culturali e sociali che, evolvendosi, influenzano i rapporti professionali all’interno dei gruppi di lavoro. |
Sa ottenere la collaborazione delle altre figure aziendali per sostenere le proprie iniziative. Quando necessario, sa contestare agli altri con imparzialità gli errori e le mancanze che ostacolano i propri programmi, senza provocare risentimenti personali. |
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SAPER ESSERE |
Possiede capacità di sintesi per diagnosticare rapidamente la situazione di partenza in cui versa l’azienda (sotto il profilo dei rischi lavorativi) ed autorevolezza per rappresentarla efficacemente al D.L. |
E’ realistico ed obiettivo nella valutazione comparata degli obiettivi da conseguire e delle risorse di tempo, uomini e mezzi allo scopo necessarie. |
E’ perseverante e tenace nel perseguimento degli obiettivi, anche in presenza di difficoltà. Senza essere ostinato, modifica elasticamente la propria strategia per conseguire il medesimo risultato. |
Ha curiosità intellettiva, volontà di apprendere e determinazione a svolgere più efficacemente il proprio ruolo. |
E’ autorevole, non autoritario, con i componenti del SPP. E’ fermo e risoluto con le altre figure aziendali allorché deve difendere il proprio ruolo. |
ANALISI DELLE COMPONENTI PROFESSIONALI DEL RUOLO R SPP
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componenti prof.li saperi |
TRASFORMAZIONE |
CONTROLLO DEL PROCESSO |
CONTROLLO DELLE VARIANZE |
MANTENIMENTO / INNOVAZIONE |
GOVERNO |
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SAPERE |
Ha nozione dei moderni strumenti di hardware e software disponibili al giorno d’oggi per gestire archivi di informazioni, indirizzari, programmazione di attività E’ informato sulle tecniche per la trasmissione efficace delle informazioni agli adulti e su quelle relazioni, per ottenerle superando barriere psicologiche. |
Sa valutare il livello di aggiornamento, l’autorevolezza e l’utilizzabilità pratica delle fonti, dei canali e degli strumenti informativi prescelti, con riferimento alle problematiche di sicurezza presenti nell’azienda. |
Conosce i punti di forza e di debolezza di un sistema informativo basato su elaboratore elettronico, rispetto ad un sistema informativo di tipo cartaceo. |
Si mantiene aggiornato sulle tecniche di comunicazione innovative, quali quelle impiegate nel marketing, nella pubblicità, nella didattica, ecc.. |
Sa individuare quali referenti interni all’azienda siano utilizzabili come fonti informative e quali siano le procedure o le modalità per attuarle in modo sistematico. |
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SAPER FARE |
Sa pianificare e gestire le azioni necessarie per garantire il continuo flusso di informazioni dalle componenti aziendali al SPP e viceversa. Sa scegliere, implementare e manutenere i prodotti software idonei al trattamento delle informazioni. |
Sa verificare la rispondenza della struttura informativa alle esigenze operative. |
Sa modificare l’organizzazione del lavoro e gli strumenti adottati, escogitando soluzioni alternative per raccogliere e gestire i dati se si verificano imprevisti o difficoltà operative. |
Sa ideare nuove tipologie di informazioni utilizzabili o nuovi canali informativi attivabili. |
Interagisce con le componenti aziendali e con quelle esterne di riferimento, conquistandone, in un rapporto di fiducia e collaborazione reciproche, la disponibilità a fornire il materiale informativo richiesto o dovuto. |
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SAPER ESSERE |
Analitico e razionale nella scelta delle fonti e degli strumenti per ricevere e diffondere le informazioni. |
Critico nella scelta delle fonti informative e nella verifica successiva della loro attendibilità. |
Duttile nel tollerare variabilità nella maniera o nelle modalità con cui vengono trasmesse o possono essere acquisite le informazioni. |
Disponibile ed attento alle innovazioni tecnologiche e metodologiche in materia informatica. |
Chiaro nella enunciazione e fermo nella difesa del proprio ruolo, di fronte alle altre figure della organizzazione aziendale. |
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ANALISI DELLE COMPONENTI PROFESSIONALI DEL RUOLO R SPP
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componenti prof.li saperi |
TRASFORMAZIONE |
CONTROLLO DEL PROCESSO |
CONTROLLO DELLE VARIANZE |
MANTENIMENTO / INNOVAZIONE |
GOVERNO |
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SAPERE |
Ha nozione del processo produttivo e della organizzazione delle aziende in cui esercita il proprio ruolo. Sa riconoscere le strutture o figure aziendali che possono e devono fornire le informazioni (es. uff. acquisti, produzione, manutenzione, progettazione ..). E' informato sulle metodologie e sui contenuti per le valutazioni dei rischi lavorativi. |
Sa riconoscere attendibilità e completezza delle informazioni acquisite, nonché la loro efficacia al fine di consentire un controllo adeguato degli standard di sicurezza e salute presenti nelle realtà aziendali di competenza. |
Possiede una conoscenza di base sulle tecniche di comunicazione, di gestione dei rapporti interpersonali in ambito aziendale e sulle dinamiche di gruppo. |
E’ a conoscenza dei metodi, delle procedure e degli strumenti per la corretta manutenzione di archivi informativi elettronici e cartacei. |
Sa definire le tipologie delle informazioni che le altre componenti aziendali sono tenute a trasmettere o a rendere disponibili, e sa come imporre adeguatamente agli interessati tale diritto/dovere. |
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SAPER FARE |
Classifica correttamente ed efficacemente le informazioni, aggregandole e correlandole per ottenere risultati rappresentativi della realtà. Seleziona le informazioni utili, estraendole fra quelle ridondanti, dispersive, poco attendibili, scarsamente significative. Stabilisce contatti e intrattiene utili rapporti con i soggetti che detengono le informazioni (Dirigenti, preposti, lavoratori, medico competente, ecc.) Definisce i criteri da adottare per la valutazione dei rischi. |
Sa validare le fonti informative prescelte o semplicemente disponibili, anche controllandone la significatività rispetto agli obiettivi che con esse si intendono perseguire. |
Individua, controlla e corregge gli eventi che ostacolano il flusso informativo, sia dalle componenti aziendali, sia dai canali informativi esterni. |
Sa ideare nuove tipologie di informazioni utilizzabili o nuovi canali informativi attivabili. |
Si interfaccia con le altre componenti aziendali e con quelle esterne di riferimento, ottenendone la collaborazione e la disponibilità a fornire il materiale informativo richiesto. |
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SAPER ESSERE |
Ordinato e sistematico nell’utilizzo degli strumenti e delle fonti conoscitive. Scrupoloso e metodico nella raccolta e classificazione delle informazioni. Paziente e tenace nel sollecitare la fornitura dei dati richiesti, nei confronti delle figure aziendali che sono restie a farlo. |
Competente e critico nell’esame delle notizie e delle documentazioni pervenute. |
Duttile nel tollerare variabilità nella maniera o nei tempi con cui vengono trasmesse o possono essere acquisite le informazioni. |
Attento alle modifiche organizzative. Collaborativo ed accomodante nel tollerare gli scostamenti quali-quantitativi rispetto alle attese. |
Deciso ed autorevole nell’affermazione della propria funzione informativa di fronte agli altri ruoli aziendali. |
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ANALISI DELLE COMPONENTI PROFESSIONALI DEL RUOLO R SPP
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componenti prof.li saperi |
TRASFORMAZIONE |
CONTROLLO DEL PROCESSO |
CONTROLLO DELLE VARIANZE |
MANTENIMENTO / INNOVAZIONE |
GOVERNO |
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SAPERE |
Riconosce i rischi presenti nei comparti di propria competenza e ne sa valutare la gravità, probabilità ed impatto numerico (soggetti esposti). Conosce l’organizzazione del lavoro ed i processi tecnologici della/e azienda/e in cui esercita il proprio ruolo. Ha completa cognizione degli obblighi (formali e sostanziali) imposti dalla legge e dei limiti di esposizione accettabili. |
Conosce e dispone delle liste di controllo dei rischi presenti nell'azienda. |
Ha una conoscenza permanentemente aggiornata sulla situazione aziendale ed ha la capacità di cogliere le possibili conseguenze e l’impatto che i mutamenti in atto determinano sulla esposizione dei lavoratori ai rischi. |
E' informato sulle strumentazioni e sulle metodologie più moderne per eseguire misurazioni ed indagini di esposizione dei lavoratori ad agenti nocivi.. |
Conosce gli obblighi formali e sostanziali che le norme di legge pongono a carico del datore di lavoro, del Servizio di Prevenzione e Protezione e del medico competente. |
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SAPER FARE |
Sulla base dei criteri di valutazione adottati, individua i rischi attraverso un'azione programmata metodicamente che si esercita mediante sopralluoghi diretti nei luoghi di lavoro ed attraverso l'esame della documentazione disponibile. Controlla il rispetto della noramtiva e suggerisce gli interventi necessari per rimuovere tempestivamente le situazioni irregolari. |
Controlla le singole realtà lavorative, anche con l’ausilio di check list di settore. Esegue verifiche a campione delle informazioni raccolte per via documentale. |
Sa valutare l’adeguatezza delle misure di sicurezza esistenti, rispetto alle variazioni produttive, organizzative, ambientali, normative. |
Mantiene aggiornato il supporto informatico in cui registra i risultati dei controlli. Mantiene aggiornata ed efficiente la dotazione strumentale necessaria per le misure di esposizione |
Controlla l’adeguatezza quali-quantitativa degli adempimenti svolti dal medico competente, dal datore di lavoro e dal Servizio di Prevenzione e Protezione, con riferimento agli obblighi normativi. Ove necessario, sollecita interventi migliorativi. |
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SAPER ESSERE |
E’ equilibrato, preciso e metodico. Ha buone capacità di osservazione.
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E’ ordinato, sistematico ed attento ai dettagli. |
Ha capacità di analisi e senso di responsabilità. |
Ha curiosità intellettiva, volontà di apprendere e di far meglio. |
Ha capacità comunicative unite a doti di fermezza, quando necessario. |
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ANALISI DELLE COMPONENTI PROFESSIONALI DEL RUOLO R SPP
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componenti prof.li saperi |
TRASFORMAZIONE |
CONTROLLO DEL PROCESSO |
CONTROLLO DELLE VARIANZE |
MANTENIMENTO / INNOVAZIONE |
GOVERNO |
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SAPERE |
Ha una sufficiente cognizione dei contenuti lavorativi delle varie mansioni presenti in azienda. Di ciascuna, riconosce ed interpreta il possibile collegamento ai rischi lavorativi già individuati. Sa individuare i casi in cui i rischi determinano effetti negativi sinergici in danno del lavoratore. |
Distingue le informazioni importanti, pertinenti ed attendibili da quelle insignificanti, poco credibili o ridondanti. Ha nozione dei limiti individuali ammissibili previsti dalla normativa vigente. |
Riconosce le situazioni di ordine psicologico o i rapporti di forza di ruolo e di gerarchia che ostacolano la sincera rappresentazione della realtà da parte dei soggetti (deboli e forti) nella realtà aziendale. |
Ha notizia circa le modifiche che vengono apportate nel tempo alla struttura organizzativa dell’azienda, e ne tiene conto per correggere i dati occupazionali acquisiti in precedenza. |
Conosce gli obblighi formali e sostanziali che le norme di legge pongono a carico suo, del Servizio di Prevenzione e Protezione e del medico competente ed a carico del datore di lavoro, dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori. |
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SAPER FARE |
Per ogni lavoratore sa valutare qualitativamente e quantitativamente il quadro dei rischi cui questi è esposto, e sa aggregare i dati relativi a ciascun lavoratore, in maniera da ottenere una visione d’insieme della probabilità, gravità e diffusione dei singoli rischi presenti in azienda. Sa rappresentare in maniera facilmente leggibile i risultati della analisi precedente e ne dà adeguata pubblicità ai soggetti interessati. |
Confronta i risultati di indagini diagnostiche eseguite su gruppi omogenei di lavoratori con i dati storici e le rilevazioni ambientali eseguite in circostanze analoghe, verificando le possibili incongruenze fra i valori attesi e quelli effettivamente riscontrati. |
Controlla l’attendibilità delle informazioni acquisite e la loro influenza sui risultati globali della analisi, presupposto per la individuazione e pianificazione degli interventi correttivi. In caso di necessità, rimuove le condizioni che ostacolano il flusso informativo. |
Si mantiene informato ed aggiornato sulle tecniche e sulle disposizioni normative emanate per la quantificazione della esposizione dei lavoratori ai rischi. |
In presenza di esposizioni a rischi elevati, sa valorizzare il proprio ruolo consultivo in favore del D.L.. . Con ’autorevolezza, sa rappresentare efficacemente la situazione riscontrata e le possibili conseguenze. Sa sostenere con la necessaria fermezza l’esigenza di attuare gli interventi che si rendono opportuni. |
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SAPER ESSERE |
Ordinato e metodico nella raccolta e successivo trattamento delle informazioni in vario modo acquisite, al fine di dedurre un quadro aziendale complessivo dell’esposizione ai rischi da parte dei lavoratori. Sintetico ed efficace nella rappresentazione e nell’utilizzo dei risultati acquisiti. |
Critico ed attento nella cernita e nell’utilizzo del materiale informativo di interesse, in maniera da selezionare le informazioni necessarie per valutare correttamente la situazione esaminata. |
Ha una buona intuizione psicologica, unita a capacità di analisi e senso critico. |
E’ interessato ad apprendere le novità normative, tecniche e scientifiche in materia di esposizione ai rischi da lavoro. |
Sa essere responsabile e coerente, nell’assunzione di posizioni talvolta scomode o in contrasto con gli interessi immediati del D.L.. |
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ANALISI DELLE COMPONENTI PROFESSIONALI DEL RUOLO R SPP
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componenti prof.li saperi |
TRASFORMAZIONE |
CONTROLLO DEL PROCESSO |
CONTROLLO DELLE VARIANZE |
MANTENIMENTO / INNOVAZIONE |
GOVERNO |
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SAPERE |
E’ ben informato sulle tecniche e sui mezzi utilizzati per la bonifica dei rischi lavorativi. Ha una buona cognizione della realtà aziendale, in termini di processi produttivi, organizzazione del lavoro, flussi di prodotti e di materie prime, prospettive di mercato, situazione finanziaria e programmi di sviluppo. |
Conosce i limiti delle risorse che l’azienda può impegnare per il miglioramento delle condizioni di lavoro. |
E’ a conoscenza delle principali tecniche di comunicazione e di trattamento delle dinamiche di gruppo. |
E’ aggiornato sulle moderne soluzioni tecnologiche disponibili per la bonifica di situazioni lavorative a rischio. |
Conosce il valore ed i contorni del proprio mandato all’interno dell’azienda, e riconosce la sfera d’influenza ed i limiti degli altri ruoli con cui interagisce in azienda. |
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SAPER FARE |
Sa individuare ambienti o situazioni lavorative a rischio che consentono interventi di bonifica con costi economicamente accettabili e sa formulare proposte concretamente realizzabili. Sa elaborare e presentare proposte operative di riorganizzazione del lavoro. |
Confronta le proprie proposte operative con le risorse economiche disponibili ed i tempi necessari per realizzarle, anche in relazione a vincoli presenti in altri processi collegati. |
Sa rimuovere le condizioni che ostacolano l'attuazione delle proprie proposte da parte dell’azienda. |
Sa cogliere le occasioni più favorevoli ed adotta le modalità più opportune per presentare ed efficacemente sostenere le proprie soluzioni. |
Sa sollecitare e raccogliere suggerimenti e preferenze dai soggetti interessati ai cambiamenti. Sa rivolgere in maniera appropriata le proposte di cambiamento ai soggetti aziendali competenti. |
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SAPER ESSERE |
Ha senso pratico e spirito di osservazione, unite nel contempo a doti di originalità ed inventiva.
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Ha senso critico e capacità di analisi. |
Ha intraprendenza, fantasia e capacità decisionali. |
Ha voglia di conoscere, tempismo e determinatezza. |
Sa essere equilibrato, e pacato, ma nel contempo tenace, nel sostenere e difendere gli obiettivi del proprio mandato. |
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ANALISI DELLE COMPONENTI PROFESSIONALI DEL RUOLO R SPP
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componenti prof.li saperi |
TRASFORMAZIONE |
CONTROLLO DEL PROCESSO |
CONTROLLO DELLE VARIANZE |
MANTENIMENTO / INNOVAZIONE |
GOVERNO |
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SAPERE |
Conosce gli strumenti e le metodologie di base che si utilizzano per la programmazione delle attività (diagrammi di Gantt, P.E.R.T., ecc.), anche con l’ausilio dell’elaboratore elettronico. Ha nozione delle procedure aziendali, dei tempi e dei processi fondamentali occorrenti per la fornitura di beni materiali o di servizi da parte di Ditte esterne chiamate a realizzare gli interventi. |
Avendo cognizione della realtà aziendale in cui svolge il proprio ruolo (processi produttivi, organizzazione del lavoro, flussi di prodotti e di materie prime, prospettive di mercato, finanziarie e di sviluppo), ne sa riconoscere le implicazioni (vincoli ed obiettivi comuni) sui programmi di intervento. |
Ha esperienza degli scostamenti che si incontrano nella pratica tra i programmi e le loro concrete attuazioni: è in grado di tenerne conto, a livello di massima, nella previsione della durata di ogni singola fase operativa. |
Possiede un’infarinatura sulle moderne tecniche e sugli strumenti oggi disponibili in materia di programmazione lineare di attività. |
Sa distinguere le responsabilità ed i poteri del D.L. e dei vari soggetti aziendali, di cui conosce i principali processi di trasformazione. |
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SAPER FARE |
Sa redigere programmi di attuazione per gli interventi migliorativi, sia strutturali che organizzativi, quantificandone i tempi e definendone le possibili sequenze di realizzazione. Sa quantificare economicamente le risorse necessarie per la realizzazione dei programmi concordati. |
Sa valutare i risultati ottenibili, in termini di costo/beneficio, modificando le durate o le sequenze degli interventi, anche in relazione allo svolgimento delle altre attività aziendali.. |
Sa individuare gli eventi anomali che ostacolano il regolare raggiungimento degli obiettivi ed in tal caso sa predisporre percorsi alternativi per aggirare le difficoltà, anche modificando la sequenza delle operazioni. |
Mantiene aggiornato il programma degli interventi rispetto agli orientamenti ed alle scelte operate dal D.L. e dai dirigenti ed alle informazioni che gli pervengono dalle altre componenti aziendali. |
Consulta e coinvolge il D.L. ed i vari soggetti aziendali nelle scelte di programmazione degli interventi. |
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SAPER ESSERE |
Equilibrato nelle stime dei bisogni, dei tempi e dei costi. Ordinato e metodico nella stesura accurata dei programmi. |
E’ critico e vigile sugli sviluppi operativi e sulle implicazioni di ordine economico ed organizzativo conseguenti alle proprie scelte. |
E’ fantasioso e creativo nella prefigurazione delle ipotesi attuative e nella previsione dei possibili problemi. |
E’ intellettualmente curioso ed attento alla evoluzione tecnica e metodologica. |
Ha doti di comunicativa ed è capace di motivare gli altri verso gli obiettivi che sta perseguendo. |
ANALISI DELLE COMPONENTI PROFESSIONALI DEL RUOLO R SPP
|
componenti prof.li saperi |
TRASFORMAZIONE |
CONTROLLO DEL PROCESSO |
CONTROLLO DELLE VARIANZE |
MANTENIMENTO / INNOVAZIONE |
GOVERNO |
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SAPERE |
Riconosce gli obblighi informativi, documentali e formativi cui le varie componenti aziendali, le ditte esterne ed il medico competente sono tenute ad adempiere, ciascuno per le proprie competenze. Ha nozione delle tecniche impiegate per l'analisi dei fabbisogni informativi e formativi. |
Riesce a prefigurare i contenuti conoscitivi, operativi e caratteriali ch i destinatari degli interventi dovrebbero ricevere, per confrontarli con quelli effettivamente risultanti dalla analisi dei fabbisogni. |
Ha chiara consapevolezza dei ruoli aziendali e delle interrelazioni tra questi: ne tiene conto per valutare gli ostacoli e per ottenere aiuto per superarli. |
S'informa sulle moderne metodologie didattiche e sulle metodiche impiegate per la progettazione formativa. |
E' consapevole del proprio ruolo consultivo, ma anche di quello propulsore per la promozione in azienda dei contenuti prevenzionistici. |
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SAPER FARE |
Sa predisporre e mantenere in ordine la documentazione obbligatoria per legge. Conduce una attenta analisi dei fabbisogni formativi ed informativi delle varie componenti aziendali, li classifica e li rappresenta con chiarezza affinchè siano agevolmente utilizzati nelle scelte e pianificazioni degli interventi. |
Sa verificare le fonti informative prescelte o semplicemente disponibili, anche controllandone la attendibilità e la significatività rispetto agli obiettivi che con esse si intendono perseguire. |
Fronteggia e supera gli ostacoli che impediscono o ritardano la propria attività ricognitiva, spesso improvvisnado soluzioni e percorsi alternativi per conseguire i medesimi obiettivi. |
Utilizza al meglio le risorse che gli sono state assegnate e riesce a migliorarne l'operatività, anche curandone il continuo aggiornamento. |
Riesce ad imporre con cortese fermezza alle varie componenti aziendali il diritto/dovere di informativo e formativo, spiegando che costituiscono il presupposto indispensabile del processo di prevenzione. |
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SAPER ESSERE |
Analitico, ordinato e preciso nella individuazione sistematica dei fabbisogni informativi e formativi.
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Ha senso critico e lo utilizza senza mancare di praticità e realismo. |
Duttile nel tollerare variabilità nella maniera o nelle modalità con cui vengono trasmesse o possono essere acquisite le informazioni. |
E' culturalmente curioso ed è motivato ad aggiornarsi e ad aggiornare i propri collaboratori. |
Oltre ad essere un buon comunicatore, possiede sufficiente carisma per sostenere le azioni ed i programmi che richiedono il coinvolgimento altrui. |
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ANALISI DELLE COMPONENTI PROFESSIONALI DEL RUOLO R SPP
|
componenti prof.li saperi |
TRASFORMAZIONE |
CONTROLLO DEL PROCESSO |
CONTROLLO DELLE VARIANZE |
MANTENIMENTO / INNOVAZIONE |
GOVERNO |
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|
SAPERE |
Sa individuare e scegliere gli strumenti, le metodologie più appropriate, i qualificati fornitori di servizi che si rendono necessari per soddisfare la domanda informativa e formativa da parte delle varie componenti aziendali. |
Conosce gli obblighi che le norme di legge pongono a carico del datore di lavoro, dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori in ordine alle funzioni informative e formative. |
Possiede un’infarinatura sulle tecniche di comunicazione, nonché su quelle per la gestione dei rapporti interpersonali e delle dinamiche di gruppo in ambienti lavorativi. |
Si aggiorna sulle novità tecnologiche e metodologiche relative alle discipline della comunicazione e della formazione degli adulti. |
Ha cognizione delle organizzazioni pubbliche e private che operano in materia di prevenzione, nonché della loro disponibilità o eventuale mandato istituzionale a fornire informazione e formazione a terzi. |
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SAPER FARE |
Sa pianificare e gestire la realizzazione di programmi di informazione e di iniziative formative in favore dei lavoratori, compreso il supporto logistico, organizzativo, didattico, di coordinamento e ricerca dei docenti, di controllo di fattibilità di esercitazioni pratiche e di simulazioni, di verifica dei risultati. Sa ideare e realizzare campagne di sensibilizzazione per il coinvolgimento dei lavoratori nel processo per la sicurezza |
Verifica del puntuale e sostanziale adempimento degli obblighi informativi e formativi che gravano sulla responsabilità del D.L., ed immediata verifica dei risultati conseguiti, al compimento di ogni intervento. |
Individua, controlla e corregge gli eventi che ostacolano il flusso informativo verso i lavoratori e dai lavoratori. Risolve i problemi che disturbano o impediscono una coinvolta partecipazione dei lavoratori agli interventi formativi. |
Sa ideare nuove tipologie di informazioni utilizzabili o nuovi canali informativi attivabili. Sa mantenere efficienti ed utilizza efficacemente le risorse strumentali e strutturali ottenute e disponibili in azienda per le attività di informazione e formazione. |
Si sa collegare e coordinare con organismi esterni alla azienda che forniscono attività di informazione e/o formazione, gratuitamente o a pagamento, ed in tal caso sa valutarne i costi per l’azienda. |
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SAPER ESSERE |
Ha capacità organizzative e decisionali. Negli interventi di sensibilizzazione dimostra attitudini comunicative e motivazionali. |
E’ obiettivo nella verifica della qualità di quanto si realizza. Procede in modo ordinato e metodico nel controllo della idoneità degli interventi attuati rispetto agli obblighi previsti dalla legge. |
E’ tenace nel perseguimento degli obiettivi. Ha doti di fantasia ed inventiva utili per ideare soluzioni innovative e non convenzionali per superare le difficoltà. |
E’ creativo, intraprendente e desideroso di apprendere. |
E’ chiaro ed esauriente nella esplicitazione dei bisogni formativi o informativi agli eventuali fornitori. |
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ANALISI DELLE COMPONENTI PROFESSIONALI DEL RUOLO R SPP
|
componenti prof.li saperi |
TRASFORMAZIONE |
CONTROLLO DEL PROCESSO |
CONTROLLO DELLE VARIANZE |
MANTENIMENTO / INNOVAZIONE |
GOVERNO |
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|
SAPERE |
Conosce le tecniche e le metodologie di base che si utilizzano per la programmazione delle attività (diagrammi di Gantt, P.E.R.T., ecc.). Ha cognizione dei modelli organizzativi relativi alle ditte che eseguono lavori all'interno dell'azienda, e di questi sa ragionevolmente prevedere le durate e le modalità operative. |
Ha nozione delle variabili che influenzano lo svolgimento regolare del programma degli interventi migliorativi, sia all'interno che all'esterno di questo. |
Sa cogliere le conseguenze connesse ai mutamenti in atto e ne sa derivare gli aggiustamenti di rotta che consentiranno di raggiungere comunque e presto gli obiettivi. |
Conosce i canali informativi che gli assicurano il costante aggiornamento sulle tematiche prevenzionali.. |
Sa individuare le responsabilità, i poteri decisionali ed i limiti delle varie figure, interne ed esterne, che operano nella azienda e che interagiscono con essa. |
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|
SAPER FARE |
Dai programmi di intervento concordati sa estrarre altrettanti diagrammi temporali di esecuzione, che utilizza per eseguire controlli sullo stato di avanzamento e sul rispetto di quanto programmato. Coordina le attività espletate dalle ditte esterne o da lavoratori autonomi con quelle tipicamente aziendali, evitando la possibilità che insorgano rischi imprevisti per gli uni e per gli altri. |
Verifica l'andamento dei lavori e, appena possibile, valuta l'efficacia delle soluzioni introdotte e le confronta con gli obiettivi attesi. Tiene sotto controllo processi lavorativi contigui che possono influire sul programma degli interventi. |
Confronta il pinao degli interventi defineiti in precedenza con le possibili alternative o modifiche ce si rendono opportune alla luce di cambiamenti sopraggiunti nella realtà aziendale in epoca successiva a quella del progetto. |
Adegua se stesso e la propria organizzazione alle novità legislative, alle innovazioni scientifiche e tecnologiche ed alle indicazioni provenienti da organismi esterni accreditati. |
Si interfaccia con i dirigenti ed il D.L. da un lato, con le ditte esterne , i fornitori ed i lavoratori autonomi dall'altro, per ottenerne la collaborazione, lo scambio informativo reciproco ed il coordinamento operativo. |
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SAPER ESSERE |
Accurato nella valutazione delle possibili criticità provenienti dalla interazione delle attività programmate con quelle ordinarie dell'azienda.
|
Possiede spirito critico e capacità di osservazione. |
Ha capacità di analisi unite a buon senso ed inventiva. |
Curioso ed attento verso le innovazioni tecnologiche, scientifiche e normative. |
Ha dati di autorevolezza e di comunicativa. E' coerente con le proprie responsabilità. |
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ANALISI DELLE COMPONENTI PROFESSIONALI DEL RUOLO R SPP
|
componenti prof.li saperi |
TRASFORMAZIONE |
CONTROLLO DEL PROCESSO |
CONTROLLO DELLE VARIANZE |
MANTENIMENTO / INNOVAZIONE |
GOVERNO |
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|
SAPERE |
Conosce in maniera approfondita gli obblighi sia formali che sostanziali derivanti dalle leggi e dalle norme di buona tecnica vigenti. |
Sa distinguere le responsabilità dei vari soggetti aziendali e ne conosce i principali processi di trasformazione. |
Ha una conoscenza permanentemente aggiornata sulla situazione aziendale ed ha la capacità di cogliere le possibili conseguenze e l’impatto che i mutamenti in atto determinano sulla esposizione dei lavoratori ai rischi. |
E’ informato sulle novità normative, su soluzioni tecniche innovative per ridurre le esposizioni e sui progressi della scienza medica in materia di lavoro. |
Sa distinguere le responsabilità dei vari soggetti aziendali e ne conosce i principali processi di trasformazione. |
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SAPER FARE |
Verifica l’efficacia delle misure via via realizzate e, se necessario, suggerisce variazioni al programma. |
Sa valutare l’efficacia e la forza di impatto della propria azione nei confronti dei soggetti aziendali che hanno la responsabilità ed il compito di attuare i cambiamenti. |
Confronta il programma degli interventi, della informazione e della formazione definito in precedenza con quello che sarebbe invece ottimale, alla luce dei cambiamenti sopraggiunti nell’azienda in epoca successiva. |
Verifica l’adeguatezza delle soluzioni rispetto al progredire della tecnologia, delle conoscenze mediche e dell’evoluzione normativa. Ove possibile, propone gli adeguamenti. |
Si collega con i lavoratori, preposti e dirigenti per ottenere sostegno nell’azione di controllo sull’attuazione dei programmi migliorativi. |
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|
SAPER ESSERE |
E’ preciso, ordinato e ben organizzato nella attività di pianificazione dei controlli e soprattutto in quella successiva di verifica vera e propria. |
Possiede spirito critico e capacità di osservazione. |
Ha senso pratico, realismo e comunicativa. |
E’ creativo, intraprendente e desideroso di apprendere. |
Ha doti di comunicativa ed è capace di motivare gli altri verso gli obiettivi che sta perseguendo. |
|||||
|
MODULO |
1 |
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|
Programmazione Esecutiva |
UNITA' DIDATTICHE |
n. 6 |
||||
|
durata ore |
24 |
|||||
|
MODULO |
ORIENTAMENTO – Introduzione e sensibilizzazione al ruolo |
|||||
|
Obiettivi Generale (di Modulo) |
Al termine del Modulo, il partecipante sarà in grado di:
|
|||||
|
Obiettivi Specifici (di Unita' Didattiche) |
Al termine di ciascuna Unità Didattica, il partecipante sarà in grado di:
|
|||||
|
DURATA: 24 ORE |
MODULO 1 - ORIENTAMENTO |
||
|
O B I E T T I V I |
Introduzione e sensibilizzazione al ruolo |
||
Al termine del modulo, l'allievo sarà in grado di:
|
UNITA' DIDATTICA TITOLO |
TEMPI |
ARTICOLAZIONE |
MODALITA' |
||
|
ore |
contenuti |
metodologie |
strumenti |
||
|
1 INGRESSO E SENSIBILIZZAZIONE AL RUOLO (*) |
5 |
|
- Comunicazione dialogica - brain writing - lavoro individuale su test |
|
|
|
2 IL FENOMENO INFORTUNISTICO |
3 |
|
|
|
|
|
3 PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO |
5 |
|
|
|
|
|
4 LA NORMATIVA SPECIFICA |
5 |
|
|
|
|
|
UNITA' DIDATTICA TITOLO |
TEMPI |
ARTICOLAZIONE |
MODALITA' |
|
|
ore |
contenuti |
metodologie |
strumenti |
|
|
5 SOGGETTI SU CUI GRAVANO GLI OBBLIGHI DI SICUREZZA |
4 |
|
|
|
|
6 IL QUADRO NEGOZIALE |
2 |
|
|
|
(*): La UD 1/1 deve essere integrata alla UD 6a/1 (Modulo 6a Relazionale –Valutazione degli apprendimenti, UD 1 - La valutazione in ingresso)
|
MODULO |
2 |
|||||
|
Programmazione Esecutiva |
UNITA' DIDATTICHE |
n. 2 |
||||
|
durata ore |
6 |
|||||
|
MODULO |
CULTURA ORGANIZZATIVA - La sicurezza: fattore integrato al sistema organizzativo aziendale |
|||||
|
Obiettivi Generale (di Modulo) |
Al termine del Modulo, il partecipante sarà in grado di:
|
|||||
|
Obiettivi Specifici (di Unita' Didattiche) |
Al termine di ciascuna Unità Didattica, il partecipante sarà in grado di:
Saper individuare idonee strategie di organizzazione del ciclo produttivo e delle postazioni di lavoro, con l'obiettivo di perseguire la condizione di maggior sicurezza
|
|||||
|
DURATA: 6 ORE |
MODULO 2 - CULTURA ORGANIZZATIVA |
||
|
O B I E T T I V I |
La sicurezza: fattore integrato al sistema organizzativo aziendale |
||
Al termine del modulo l'allievo sarà in grado di:
|
UNITA' DIDATTICA TITOLO |
TEMPI |
ARTICOLAZIONE |
MODALITA' |
|
|
ore |
contenuti |
metodologie |
strumenti |
|
|
1 I FATTORI DI RISCHIO NELL'ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO DELLE P.M.I. |
2 |
|
- lezione frontale |
- testo |
|
2 LA CERTIFICAZIONE E LA QUALITA' COME STRUMENTI DI PREVENZIONE |
4 |
|
- lezione frontale |
|
|
MODULO |
3 |
|||||
|
Programmazione Esecutiva |
UNITA' DIDATTICHE |
n. 3 |
||||
|
durata ore |
16 |
|||||
|
MODULO |
METODOLOGICO DI BASE – La valutazione del rischio |
|||||
|
Obiettivi Generale (di Modulo) |
Al termine del Modulo, il partecipante sarà in grado di:
le azioni prioritarie di intervento per garantire migliori condizioni di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
|
|||||
|
Obiettivi Specifici (di Unita' Didattiche) |
Al termine di ciascuna Unità Didattica, il partecipante sarà in grado di:
|
|||||
|
DURATA: 16 ORE |
MODULO 3 - METODOLOGICO DI BASE |
||
|
O B I E T T I V I |
La valutazione del rischio |
||
Al termine del modulo l'allievo sarà in grado di:
le azioni prioritarie di intervento per garantire migliori condizioni di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
|
UNITA' DIDATTICA TITOLO |
TEMPI |
ARTICOLAZIONE |
MODALITA' |
||
|
ore |
contenuti |
metodologie |
strumenti |
||
|
1 ORIENTAMENTO ALLA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO |
6 |
|
|
|
|
|
2 IL RISCHIO DI ORIGINE CHIMICA –FISICA - BIOLOGICA |
5 |
|
|
|
|
|
3 LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI ORIGINE CHIMICA – FISICA - BIOLOGICA |
5 |
|
|
|
|
|
MODULO |
4 |
|||||
|
Programmazione Esecutiva |
UNITA' DIDATTICHE |
n. 10 |
||||
|
durata ore |
42 |
|||||
|
MODULO |
TECNICO – Rassegna dei rischi specifici |
|||||
|
Obiettivi Generale (di Modulo) |
Al termine del Modulo, il partecipante sarà in grado di:
|
|||||
|
Obiettivi Specifici (di Unita' Didattiche) |
Al termine di ciascuna Unità Didattica, il partecipante sarà in grado di: |
|||||
|
DURATA: 42 ORE |
MODULO 4 - TECNICO |
||
|
O B I E T T I V I |
Rassegna dei rischi specifici |
||
Al termine del modulo, l'allievo sarà in grado di:
|
UNITA' DIDATTICA TITOLO |
TEMPI |
ARTICOLAZIONE |
MODALITA' |
||
|
ore |
contenuti |
metodologie |
strumenti |
||
|
1/1a SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
|
1 |
|
Comunicazione frontale |
Testo |
|
|
1/1b SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
|
3 |
|
|
|
|
|
1/2a SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
|
1 |
|
Comunicazione frontale |
Testo |
|
|
UNITA' DIDATTICA TITOLO |
TEMPI |
ARTICOLAZIONE |
MODALITA' |
||
|
ore |
contenuti |
metodologie |
strumenti |
||
|
1/2b SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
|
2 |
|
Comunicazione frontale |
Testo |
|
|
1/3 SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
|
1 |
- I fattori microclimatici: la temperatura dell'aria, l'irraggiamento termico, la velocità dell'aria e l'umidità relativa. - I sistemi di ventilazione. - I sistemi di riscaldamento. - I sistemi di condizionamento dell'aria. |
Comunicazione frontale |
Lucidi Lavagna luminosa Testo |
|
|
1/4 SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
|
3 |
|
Comunicazione frontale |
Lucidi Lavagna luminosa Testo |
|
|
1/5 SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
|
1 |
|
-Comunicazione dialogica
|
Lucidi Lavagna luminosa Testo Scheda esercitazione |
|
|
1/6a SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
|
1 |
|
Comunicazione frontale |
||
|
1/6b SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
|
1 |
|
Comunicazione frontale |
Lucidi Lavagna luminosa Testo |
|
|
1/7a SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
|
1 |
|
Comunicazione frontale |
Lucidi Lavagna luminosa Testo |
|
|
UNITA' DIDATTICA TITOLO |
TEMPI |
ARTICOLAZIONE |
MODALITA' |
||
|
ore |
contenuti |
metodologie |
strumenti |
||
|
1/7b SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
|
1 |
|
Comunicazione frontale |
Lucidi Lavagna luminosa Testo |
|
|
1/7c SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
|
1 |
- Principali carenze organizzative e comportamentali alla base del rischio di incendio. - Il piano di emergenza. - Cartellonistica e segnaletica. - Individuazione e formazione degli addetti antincendio. - Porte, scale, ascensori e vie di fuga. - Attrezzature antincendio. - Impianti di spegnimento automatici. |
Comunicazione dialogica |
Lucidi Lavagna luminosa |
|
|
1/8a SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
|
2 |
- Le attrezzature di lavoro secondo il D.Lgs. 626/94. - Il significato della certificazione - Campo di applicazione del D.P.R. 459/96 - Procedure da attivare per ottenere il riconoscimento CE |
Comunicazione frontale |
Lucidi Lavagna luminosa Testo |
|
|
1/8b SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
|
2 |
- Le principali attrezzature dei comparti: lavanderia, legno, metalmeccanica, tessile, carrozzerie, costruzioni |
Comunicazione frontale |
Dispense EBER Lavagna luminosa Testo |
|
|
1/9 SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
|
4 |
|
Comunicazione frontale |
Lucidi Lavagna luminosa Testo |
|
|
2 RISCHIO DI ORIGINE CHIMICO-FISICO-BIOLOGICA sotto l'aspetto medico/tossicologico
|
4 |
- Intossicazioni da: agenti chimici, piombo, mercurio, arsenico, solventi industriali, resine sintetiche, polveri ed altri. - Patologie derivanti da agenti fisici: calore, rumore, radiazioni ionizzanti e non, laser, campi magnetici e ultrasuoni. - Patologie derivanti da agenti biologici: leptospirosi, tuleramia, epatite virale, tetano, AIDS e altri.
|
Comunicazione frontale |
Lucidi Lavagna luminosa Testo |
|
|
UNITA' DIDATTICA TITOLO |
TEMPI |
ARTICOLAZIONE |
MODALITA' |
||
|
ore |
contenuti |
metodologie |
strumenti |
||
|
3 RISCHIO AMIANTO |
2 |
|
Comunicazione frontale interattiva |
Lucidi Lavagna luminosa Testo |
|
|
4 IL RISCHIO PIOMBO |
2 |
|
Comunicazione frontale interattiva |
Lucidi Lavagna luminosa Testo |
|
|
5 ETICHETTATURA E IMBALLAGGIO SOSTANZE PERICOLOSE |
2 |
|
|
|
|
|
6 RISCHIO DI NATURA MENTALE |
1 |
|
|
||
|
7 RISCHIO DI NATURA MUSCOLARE |
2 |
- Identificazione della problematica
alla movimentazione manuale dei carichi. - Valutazione di azioni di sollevamento. - Valutazione di azioni di trasporto in piano di carichi e di traino e spinta. - Indicatori di rischio. - Principi di ergonomia.
|
|
|
|
|
8 ATTREZZATURE DI SOLLEVAMENTO E TRASPORTO |
1,30 |
|
Comunicazione frontale |
Lucidi Lavagna luminosa Testo |
|
|
UNITA' DIDATTICA TITOLO |
TEMPI |
ARTICOLAZIONE |
MODALITA' |
|
|
ore |
contenuti |
metodologie |
strumenti |
|
|
9 ATTREZZATURE A RISCHIO PARTICOLARE |
1,30 |
- I principali impianti, apparecchi, e recipienti soggetti a pressione. - Recipienti a pressione. - Generatori e recipienti per il vapore. - Impianti di riscaldamento. - Recipienti ed impianti per aria compressa. - Contenitori per gas compressi, liquefatti e disciolti.
|
Comunicazione frontale |
Lucidi Lavagna luminosa Testo |
|
10 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE |
1 |
- Identificazione e classificazione DPI - Obblighi legislativi: fabbricante, datore di lavoro e lavoratori |
Comunicazione frontale |
Lucidi Lavagna luminosa
|
|
MODULO |
5 |
|||||
|
Programmazione Esecutiva |
UNITA' DIDATTICHE |
n. 1 |
||||
|
durata ore |
12 |
|||||
|
MODULO |
RICHIAMO E APPROFONDIMENTO – Ricostruzione e feed-back per la valutazione del rischio |
|||||
|
Obiettivi Generale (di Modulo) |
Al termine del Modulo, il partecipante sarà in grado di:
|
|||||
|
Obiettivi Specifici (di Unita' Didattiche) |
Al termine di ciascuna Unità Didattica, il partecipante sarà in grado di: Individuare gli obiettivi ed i soggetti coinvolti Saper redigere il documento finale di valutazione |
|||||
|
DURATA: 12 ORE |
MODULO 5 - RICHIAMO E APPROFONDIMENTO |
||
|
O B I E T T I V I |
Ricostruzione feed-back per la valutazione del rischio |
||
Al termine del modulo, l'allievo sarà in grado di:
|
UNITA' DIDATTICA TITOLO |
TEMPI |
ARTICOLAZIONE |
MODALITA' |
||
|
ore |
contenuti |
metodologie |
strumenti |
||
|
1 PROJECT WORK |
12 |
- Richiamo ai contenuti del project work. - Richiamo ai rischi del comparto produttivo. - Richiamo alla redazione del documento di valutazione finale. |
-Comunicazione dialogica - Lavoro di gruppo |
- Lucidi - Lavagna luminosa
- Documento finale valutazione dei rischi |
|
|
MODULO |
6 |
|||||
|
Programmazione Esecutiva |
UNITA' DIDATTICHE |
n. 3 |
||||
|
durata ore |
13 |
|||||
|
MODULO |
RELAZIONALE – Competenze comunicative |
|||||
|
Obiettivi Generale (di Modulo) |
Al termine del Modulo, il partecipante sarà in grado di: |
|||||
|
Obiettivi Specifici (di Unita' Didattiche) |
Al termine di ciascuna Unità Didattica, il partecipante sarà in grado di:
|
|||||
|
DURATA: 13 ORE |
MODULO 6 - SVILUPPO RELAZIONALE |
||
|
O B I E T T I V I |
Competenze comunicative |
||
Al termine del modulo, l'allievo sarà in grado di:
|
UNITA' DIDATTICA TITOLO |
TEMPI |
ARTICOLAZIONE |
MODALITA' |
|
|
ore |
contenuti |
metodologie |
strumenti |
|
|
1 FORMARE E INFORMARE
|
4 |
|
-Comunicazione dialogica e frontale
|
|
|
UNITA' DIDATTICA TITOLO |
TEMPI |
ARTICOLAZIONE |
MODALITA' |
|
|
ore |
contenuti |
metodologie |
strumenti |
|
|
2 LA COMUNICAZIONE INTERPERSONALE |
4 |
|
-Comunicazione dialogica - lavoro individuale |
|
|
3 LA NEGOZIAZIONE |
5 |
|
|
|
|
MODULO |
6/a |
|||||
|
Programmazione Esecutiva |
UNITA' DIDATTICHE |
n. 2 |
||||
|
durata ore |
7 |
|||||
|
MODULO |
RELAZIONALE – La valutazione degli apprendimenti |
|||||
|
Obiettivi Generale (di Modulo) |
Al termine del Modulo, il partecipante sarà in grado di:
|
|||||
|
Obiettivi Specifici (di Unita' Didattiche) |
Al termine di ciascuna Unità Didattica, il partecipante sarà in grado di: Conoscere gli strumenti per il controllo e la correzione complessiva del proprio percorso di apprendimento; Conoscere gli strumenti per il controllo del percorso di formazione; Aver acquisito competenze comunicative
Fornire indicazioni relative allo svolgimento del corso in funzione della sua riprogettazione Aver acquisito competenze comunicative. |
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DURATA: 7 ORE |
MODULO 6/a - SVILUPPO RELAZIONALE |
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D I D A T T I C A |
Valutazione degli apprendimenti |
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Al termine del modulo, l'allievo sarà in grado di:
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UNITA' DIDATTICA TITOLO |
TEMPI |
ARTICOLAZIONE |
MODALITA' |
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ore |
contenuti |
metodologie |
strumenti |
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1 LA VALUTAZIONE IN INGRESSO (*)
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4 |
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-Comunicazione dialogica e discussione - esercitazione - ricerca d'aula |
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2 VALUTAZIONE IN USCITA |
3 |
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-Comunicazione dialogica e discussione - esercitazione |
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(*): La presente UD deve essere realizzata all'inizio del corso, subito dopo la presentazione dello stesso (rif. UD 1/1 Ingresso e sensibilizzazione)