Ti trovi in: INAIL / Ricerca / ISPESL / Formazione / Documenti / Legislazione comunitaria
 Home

La legge 30 luglio 2010, n. 122 di conversione con modificazioni del D.L. 78/2010, prevede l'attribuzione all'INAIL delle funzioni già svolte dall'ISPESL.


Legislazione comunitaria

La nuova filosofia della prevenzione nelle normative CEE:
identificazione di contenuti scientifici per la formazione di operatori sanitari
della prevenzione e sicurezza sul lavoro
Trasposizione e produzione ipertestuale dei risultati
(Piano di attività ISPESL 1994)

Immagine copertina prodotto multimediale
Nota informativa
La ricerca è stata realizzata dal Dipartimento Documentazione, Informazione e Formazione dell’ISPESL, con la collaborazione dell’Università di Messina, Facoltà di Economia - Cattedra di Diritto del Lavoro - e della Società Sistem Form.

Obiettivo principale è stato quello di adeguare le competenze degli operatori delle ASL e dei Presidi Multizonali di Prevenzione rispetto alle nuove filosofie di approccio ai problemi della salute, igiene e sicurezza sul lavoro, contenute nelle normative comunitarie a partire dalla direttiva quadro 391/89. I sotto-obiettivi sono stati :
  • la definizione dei contenuti scientifici identificanti la nuova filosofia della sicurezza;
  • l’ampliamento delle competenze professionali degli operatori citati sulle normative comunitarie;
  • la delineazione di indicazioni per ulteriori processi di auto-apprendimento (bibliografia ragionata);
  • la realizzazione di un glossario ad uso operativo dei termini connessi alle normative comunitarie.

E’ stato realizzato un prodotto ipertestuale contenente i risultati della ricerca, che si articola nei seguenti otto capitoli:
  1. la tutela della salute dei lavoratori nel quadro dello sviluppo e del declino del Welfare State
  2. il contesto normativo di riferimento
  3. la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nel Codice civile
  4. la normativa statutaria (L. 20 maggio 19970, n. 300)
  5. azioni individuali e azioni collettive
  6. la normativa comunitaria e il suo impatto sull’ordinamento italiano
  7. sicurezza del lavoro e Codice penale
  8. la tutela amministrativa

Ciascun capitolo contiene una ricca bibliografia.

Le tematiche relative alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori sono considerate con una visione d’insieme (storica, giuridica, sociale, prevenzionale, ecc).
Il prodotto è dotato di un glossario di termini e concetti specifici ad uso degli operatori addetti al settore prevenzionale.
L’ipertesto presenta una parte grafica che ne rende più agevole la consultazione, ed è disponibile per il download.

Si riporta di seguito la sotto-articolazione dei capitoli sopracitati.


Capitolo 1
1.1 Premessa
1.2 Rilievi storici
1.2.1 Annotazioni di carattere storico
1.2.2 I modelli di assicurazione sociale come evoluzione logico-storica dei generali principi di assistenza ai poveri
1.3 Lo Stato sociale
1.3.1 Il diffondersi dello "Stato sociale"
1.3.2 L'emergere dei "diritti sociali"
1.3.3 Il sistema dei "diritti sociali": la loro incidenza sulla libertà e uguaglianza individuali
1.4 Il "Welfare State"
1.5 L'affermarsi della sicurezza sociale
1.5.1 Sicurezza sociale e ampliamento delle funzioni statali
1.5.2 Sicurezza sociale e benessere dei cittadini
1.6 I "diritti fondamentali"
1.7 Stato sociale e Stato di diritto
1.8 La rilevanza della "solidarietà sociale"
1.9 La "sicurezza sociale" come bene pubblico
1.10 Il sistema di sicurezza sociale quale strumento (anche) di direzione sociale
1.11 Un generale richiamo alla normativa costituzionale
1.12 Le strutture di un sistema di sicurezza sociale
1.13 La "sicurezza sociale" come bene in senso giuridico
1.14 La tutela antinfortunistica
1.14.1 Le origini della tutela antinfortunistica
1.14.2 La sua evoluzione fino al 1937
1.14.3 Il periodo dell'assestamento
1.14.4 Il primo dopoguerra
1.14.5 L'Italia del miracolo economico
1.14.6 Una nuova fase del processo evolutivo
1.14.7 Il T.U. 30 giugno 1965, n. 1124


Capitolo 2
2.1 La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nel Codice Civile
2.1.1 L'art. 2087 c.c. e il "diritto prevenzionale"
2.1.2 Ambito di applicazione e destinatari
2.1.3 Art. 2087 c.c. e contratto di lavoro subordinato
2.1.4 La natura prevenzionale dell'art. 2087 c.c.
2.2 La "legislazione tecnica" degli Anni Cinquanta
2.2.1 Definizione della legislazione tecnica
2.2.2 Ambito di applicazione e destinatari
2.2.3  Attori ed obblighi di sicurezza
2.2.3.1 I destinatari degli obblighi di sicurezza
2.2.3.2 La delega delle funzioni di sicurezza
2.2.3.3 I soggetti estranei al rapporto di lavoro
2.2.3.4 Gli obblighi dei lavoratori
2.2.4  La "tassatività" delle misure di sicurezza
2.3 Lo "Statuto dei lavoratori": ambiente di lavoro e "comunità di rischio"
2.3.1  La dimensione "collettiva" dell'interesse protetto
2.3.2  La titolarità dei diritti
2.3.3  Le rappresentanze dei lavoratori
2.3.3.1 Il ruolo delle RSA
2.3.3.2 Il potere ispettivo delle rappresentanze dei lavoratori
2.3.3.3 Il potere di promuovere l'attuazione delle misure di sicurezza
2.3.4  Azione sindacale e contrattazione collettiva
2.4 Azioni individuali e azioni collettive (artt. 2087 c.c. e  9, L. 20 maggio1970, n. 300 Statuto dei lavoratori)
2.4.1  Il potere di astensione (dal lavoro) del lavoratore
2.4.2  L'azione giudiziaria
2.4.3  L'azionabilità dell'art. 28 Statuto dei lavoratori
2.5  Sicurezza del lavoro e Codice Penale
2.5.1  L'art. 437 c.p.
2.5.2  La condotta e i suoi presupposti: collegamento con l'art. 2087 c.c.
2.5.3  L'art. 451 c.p.
2.5.4  Collegamento e rapporto tra c.p. e norme contravvenzionali
2.6 Prevenzione e intervento giudiziario nella legge n. 689/1981 e nel Codice di Procedura Penale. L'aggiornamento del sistema sanzionatorio nel D.Lgs. n. 758/1994. L'inchiesta infortunistica pretorile
2.6.1  La legge 24 novembre 1981, n. 689
2.6.2  La legge n. 689/1981 e l'art. 590 c.p.
2.6.3  L'oblazione "discrezionale"
2.6.4  L'art. 321 c.p.p.: sua rilevanza ed incidenza nel settore
2.7 La tutela amministrativa dell'ambiente di lavoro
2.7.1  La legge di riforma del S.S.N.
2.7.2  I compiti delle USL
2.7.3  I presidi multizonali di prevenzione
2.7.4  L'ISPESL
2.7.5  Le competenze di polizia giudiziaria dell'Ispettorato del lavoro
2.7.6  La legge delega 6 dicembre 1993, n. 489
2.8 Ambiente di lavoro e diritto comunitario
2.8.1  Politica sociale comunitaria e ambiente di lavoro
2.8.2  Le direttive degli Anni Ottanta
2.8.3  La direttiva quadro 1989/391
2.8.4  Attività di protezione e prevenzione nell'impresa
2.9 I decreti di recezione delle direttive comunitarie
2.9.1  Le fasi della recezione
2.9.2  Il D.Lgs. n. 277/1991
2.9.3  Il D.Lgs. n. 626/1994
2.9.3.1 L'emanazione del D.Lgs. n. 626/1994
2.9.3.2 I servizi di prevenzione e protezione
2.9.3.3 I diritti dei lavoratori e delle loro rappresentanze
2.9.3.4 Altri compiti degli organismi pubblici
2.9.4  Il D.Lgs. n. 242/1996
2.9.4.1 L'emanazione del D.Lgs. n. 242/1996
2.9.4.2 Il quadro determinatosi
2.9.4.3 Un'ulteriore considerazione (preliminare)


Capitolo 3
3.1 La normativa codicistica
3.1.1  L'art. 2087 c.c. quale fondamento e norma di chiusura
del sistema normativo vigente
3.2 L'area di applicazione dell'art. 2087 c.c.
3.2.1  I datori di lavoro (anche non imprenditori)
3.2.2  I datori di lavoro a domicilio
3.2.3  I datori di lavoro pubblici
3.3 L'obbligo di sicurezza ex art. 2087 c.c.
3.3.1  Definizione dell'obbligo di sicurezza ex art. 2087 c.c.
3.3.2  La diligenza "qualificata" dell'imprenditoria
3.3.3  L'adempimento dell'obbligo di sicurezza in base all'art. 2087 c.c.
3.4 Le linee guida della normativa codicistica
3.4.1  Le linee-guida della normativa e il relativo campo di efficacia
3.4.2  La sottostante "filosofia"
3.4.3  La legislazione tecnica e l'art. 2087 c.c.
3.4.4  Il campo di applicazione della legislazione tecnica
3.4.5  Il concetto di "lavoratore subordinato"
3.4.6  I lavoratori autonomi
3.5 I destinatari dell'obbligo di sicurezza
3.5.1  I destinatari degli obblighi di sicurezza. "Ripartizione" e "trasferimento" di tali obblighi
3.5.2  I principali destinatari degli obblighi di sicurezza
3.5.2.1 Il datore di lavoro
3.5.2.2 I dirigenti
3.5.2.3L'individuazione del "datore di lavoro" nelle persone giuridiche e negli enti collettivi
3.5.2.4 I soggetti obbligati nell'area degli appalti
3.5.2.5 Il caso particolare del lavoro temporaneo
3.5.2.6 Altri destinatari delle norme antinfortunistiche
3.5.2.7 Considerazioni su un particolare profilo innovativo: i lavoratori quali destinatari dell'obbligo di sicurezza
3.6 La delega delle funzioni
3.6.1  La delega di funzioni: natura ed efficacia
3.6.2  Condizioni e limiti di delegabilità degli obblighi di sicurezza
3.6.3  Il principio della "tassatività" delle misure di sicurezza
3.6.4  La "massima sicurezza tecnologicamente possibile"


Capitolo 4
4.1 Normativa codicistica e normativa statutaria
4.2 La "comunità di rischio"
4.3 I poteri delle rappresentanze dei lavoratori
4.3.1  Il potere di controllo
4.3.2  Il potere di promozione


Capitolo 5
5.1 L'auto-tutela del diritto alla sicurezza
5.2 La giustiziabilità del diritto alla sicurezza
5.2.1  L'azione di condanna
5.2.2  L'azione ex art. 700 c.p.c.
5.2.3  L'esecuzione in forma specifica
5.2.4  Il ricorso ex art. 28 Statuto dei lavoratori


Capitolo 6
6.1 L'evoluzione della normativa comunitaria
6.1.1  Politica sociale e tutela dell'ambiente di lavoro: gli artt. 117 e 118 del Trattato istitutivo della CEE
6.1.2  Il ricorso agli artt. 100, 235 e 115 del Trattato CEE
6.1.3  I successivi progressi comunitari nel settore della sicurezza del lavoro
6.1.4  L'evoluzione comunitaria
6.1.5  La prospettiva del "dopo Maastricht"
6.2 Le direttive fondamentali in materia di ambiente e sicurezza sul lavoro
6.2.1  I primi tentativi
6.2.2  La direttiva quadro 80/1107 e la sua attuazione
6.2.3  L'evoluzione della politica e delle tecniche di prevenzione nella direttiva-quadro 12 giugno 1989, n. 391
6.3 La normativa di recepimento delle direttive comunitarie
6.3.1  I decreti delegati n. 277/1991 e 77/1992
6.3.2  I "valori limite" di rischio nel decreto n. 277/1991
6.3.3  Il principio della massima sicurezza
6.4 Il completamento: i DD.Lgs. 626/1994 e 242/1996
6.4.1  La nuova normativa: D.Lgs. 626/1994 e D.Lgs. 242/1996
6.4.2  Un quadro d'insieme
6.4.3  L'impatto della nuova normativa
6.4.4  Il "nuovo" modello di sicurezza
6.4.5  Il momento partecipativo
6.4.6  La "programmazione" della sicurezza
6.5 Gli obblighi introdotti in attuazione della normativa comunitaria
6.5.1  Gli obblighi fondamentali del datore di lavoro: identificazione del soggetto
6.5.2  Titolarità del rapporto e responsabilità d'impresa
6.5.3  La valutazione dei rischi
6.5.3.1 L'analisi del rischio
6.5.3.2 Criteri e linee di riferimento
6.5.3.3 Il significato della valutazione del rischio
6.5.3.4 Classificazione e definizione dei rischi lavorativi
6.5.3.4.1  I rischi per la sicurezza
6.5.3.4.1.1 I rischi da carenze strutturali
6.5.3.4.1.2 I rischi da carenze di sicurezza su macchine e apparecchiature
6.5.3.4.1.3 I rischi da manipolazione di sostanze pericolose
6.5.3.4.1.4 I rischi da carenza di sicurezza elettrica
6.5.3.4.1.5 I rischi da incendio e/o esplosione
6.5.3.4.2  I rischi igienico-ambientali
6.5.3.4.3  I rischi trasversali per la sicurezza e la salute
6.5.3.5 Quadro di sintesi
6.5.4  La predisposizione del servizio di sicurezza e prevenzione
6.5.5  L'informazione e la formazione
6.6 Destinatari degli obblighi di prevenzione
6.6.1  Destinatari degli obblighi di prevenzione
6.6.2  I Servizi di prevenzione e protezione: integrazioni alla disciplina
comunitaria e riflessi degli obblighi di sicurezza
6.6.3  Il responsabile della sicurezza
6.7 Il rappresentante della sicurezza
6.7.1  Connotati essenziali del rappresentante della sicurezza
6.7.2  La rilevanza delle dimensioni aziendali
6.7.3  Le intese tra associazioni dei datori di lavoro e sindacati
6.7.4  Organismi paritetici
6.8 Riflessioni di sintesi e considerazioni finali sul tema
6.8.1  Riflessioni di sintesi
6.8.2  Quadro normativo e meccanismo di tutela
6.8.3  L'ampliamento dell'area di intervento normativo
6.8.4  L'angolo visuale dei prestatori di lavoro


Capitolo 7
7.1 La normativa penalistica
7.2 Sull'esigenza di una tutela penale
7.3 Reati di danno e reati di pericolo
7.4 L'art. 437 c.p.
7.4.1  Il testo normativo
7.4.2  I soggetti attivi del reato
7.4.3  La ripartizione dell'obbligo di sicurezza
7.4.4  La condotta
7.4.5  Le nozioni di "disastro" e di "infortunio"
7.4.6  Il "pericolo per l'incolumità pubblica"
7.4.7  Il reato di pericolo presunto
7.4.8  Il dolo
7.5 L'art. 451 c.p.
7.5.1  Il testo normativo
7.5.2  L'ambito di applicazione
7.6 Omicidio colposo e lesioni personali colpose
7.7 I rapporti tra i reati del c.p. e le contravvenzioni previste dalle leggi speciali


Capitolo 8
8.1 Ambiente di lavoro e riforma sanitaria
8.1.1  Annotazioni preliminari
8.1.2  Le funzioni di prevenzione
8.1.3  Le Unità Sanitarie Locali
8.1.4  La delega per il riordino della normativa
8.2 Le amministrazioni competenti
8.2.1  Definizione
8.2.2  Le USL
8.2.3  I Presidi multizonali di prevenzione
8.2.4 L'ISPESL - Istituto superiore di prevenzione e sicurezza del lavoro
8.2.5  L'Ispettorato del lavoro
8.3 I poteri
8.3.1  Il potere di accesso e di ispezione
8.3.2  Il potere di diffida
8.3.3  Il potere di disposizione
8.3.4  Diffida e azione penale


IL PRODOTTO IPERTESTUALE È DISPONIBILE PER IL DOWNLOAD.

 ISPESL - Area Formazione

Valid HTML 4.0 Transitional Valid CSS!