Legislazione comunitaria
La nuova filosofia della prevenzione nelle normative CEE:
identificazione di contenuti scientifici per la formazione di operatori sanitari
della prevenzione e sicurezza sul lavoro
Trasposizione e produzione ipertestuale dei risultati
(Piano di attività ISPESL 1994)
Nota
informativa
La ricerca è stata realizzata dal Dipartimento Documentazione, Informazione
e Formazione dell’ISPESL, con la collaborazione dell’Università di Messina,
Facoltà di Economia - Cattedra di Diritto del Lavoro - e della Società Sistem
Form.
Obiettivo principale è stato quello di adeguare le competenze degli operatori
delle ASL e dei Presidi Multizonali di Prevenzione rispetto alle nuove filosofie
di approccio ai problemi della salute, igiene e sicurezza sul lavoro, contenute
nelle normative comunitarie a partire dalla direttiva quadro 391/89. I sotto-obiettivi
sono stati :
-
la definizione dei contenuti
scientifici identificanti la nuova filosofia della sicurezza;
-
l’ampliamento delle competenze
professionali degli operatori citati sulle normative comunitarie;
-
la delineazione di indicazioni
per ulteriori processi di auto-apprendimento (bibliografia ragionata);
-
la realizzazione di un glossario
ad uso operativo dei termini connessi alle normative comunitarie.
E’ stato realizzato un prodotto ipertestuale contenente i risultati della ricerca,
che si articola nei seguenti otto capitoli:
-
la tutela della salute
dei lavoratori nel quadro dello sviluppo e del declino del Welfare State
-
il contesto normativo
di riferimento
-
la tutela della salute
e sicurezza nei luoghi di lavoro nel Codice civile
-
la normativa statutaria
(L. 20 maggio 19970, n. 300)
-
azioni individuali e azioni
collettive
-
la normativa comunitaria
e il suo impatto sull’ordinamento italiano
-
sicurezza del lavoro e
Codice penale
-
la tutela amministrativa
Ciascun capitolo contiene una ricca bibliografia.
Le tematiche relative alla tutela della salute e sicurezza
dei lavoratori sono considerate con una visione d’insieme (storica, giuridica,
sociale, prevenzionale, ecc).
Il prodotto è dotato di un glossario di termini e concetti specifici ad uso
degli operatori addetti al settore prevenzionale.
L’ipertesto presenta una parte grafica che ne rende più agevole la consultazione,
ed è disponibile per il download.
Si riporta di seguito la sotto-articolazione
dei capitoli sopracitati.
Capitolo 1
1.1 Premessa
1.2 Rilievi storici
1.2.1 Annotazioni di carattere storico
1.2.2 I modelli di assicurazione sociale come evoluzione logico-storica dei generali principi di assistenza ai poveri
1.3 Lo Stato sociale
1.3.1 Il diffondersi dello "Stato sociale"
1.3.2 L'emergere dei "diritti sociali"
1.3.3 Il sistema dei "diritti sociali": la loro incidenza sulla libertà e uguaglianza individuali
1.4 Il "Welfare State"
1.5 L'affermarsi della sicurezza sociale
1.5.1 Sicurezza sociale e ampliamento delle funzioni statali
1.5.2 Sicurezza sociale e benessere dei cittadini
1.6 I "diritti fondamentali"
1.7 Stato sociale e Stato di diritto
1.8 La rilevanza della "solidarietà sociale"
1.9 La "sicurezza sociale" come bene pubblico
1.10 Il sistema di sicurezza sociale quale strumento (anche) di direzione sociale
1.11 Un generale richiamo alla normativa costituzionale
1.12 Le strutture di un sistema di sicurezza sociale
1.13 La "sicurezza sociale" come bene in senso giuridico
1.14 La tutela antinfortunistica
1.14.1 Le origini della tutela antinfortunistica
1.14.2 La sua evoluzione fino al 1937
1.14.3 Il periodo dell'assestamento
1.14.4 Il primo dopoguerra
1.14.5 L'Italia del miracolo economico
1.14.6 Una nuova fase del processo evolutivo
1.14.7 Il T.U. 30 giugno 1965, n. 1124
Capitolo 2
2.1 La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nel Codice Civile
2.1.1 L'art. 2087 c.c. e il "diritto prevenzionale"
2.1.2 Ambito di applicazione e destinatari
2.1.3 Art. 2087 c.c. e contratto di lavoro subordinato
2.1.4 La natura prevenzionale dell'art. 2087 c.c.
2.2 La "legislazione tecnica" degli Anni Cinquanta
2.2.1 Definizione della legislazione tecnica
2.2.2 Ambito di applicazione e destinatari
2.2.3 Attori ed obblighi di sicurezza
2.2.3.1 I destinatari degli obblighi
di sicurezza
2.2.3.2 La delega delle funzioni
di sicurezza
2.2.3.3 I soggetti estranei al rapporto
di lavoro
2.2.3.4 Gli obblighi dei lavoratori
2.2.4 La "tassatività" delle misure
di sicurezza
2.3 Lo "Statuto dei lavoratori":
ambiente di lavoro e "comunità di rischio"
2.3.1 La dimensione "collettiva"
dell'interesse protetto
2.3.2 La titolarità dei diritti
2.3.3 Le rappresentanze dei lavoratori
2.3.3.1 Il ruolo delle RSA
2.3.3.2 Il potere ispettivo delle
rappresentanze dei lavoratori
2.3.3.3 Il potere di promuovere l'attuazione
delle misure di sicurezza
2.3.4 Azione sindacale e contrattazione
collettiva
2.4 Azioni individuali e azioni collettive (artt. 2087 c.c. e 9, L. 20 maggio1970, n. 300 Statuto dei lavoratori)
2.4.1 Il potere di astensione
(dal lavoro) del lavoratore
2.4.2 L'azione giudiziaria
2.4.3 L'azionabilità dell'art.
28 Statuto dei lavoratori
2.5 Sicurezza del lavoro e Codice Penale
2.5.1 L'art. 437 c.p.
2.5.2 La condotta e i suoi presupposti:
collegamento con l'art. 2087 c.c.
2.5.3 L'art. 451 c.p.
2.5.4 Collegamento e rapporto
tra c.p. e norme contravvenzionali
2.6 Prevenzione e intervento giudiziario
nella legge n. 689/1981 e nel Codice di Procedura
Penale. L'aggiornamento del sistema sanzionatorio
nel D.Lgs. n. 758/1994. L'inchiesta infortunistica pretorile
2.6.1 La legge 24 novembre 1981,
n. 689
2.6.2 La legge n. 689/1981 e l'art.
590 c.p.
2.6.3 L'oblazione "discrezionale"
2.6.4 L'art. 321 c.p.p.: sua rilevanza
ed incidenza nel settore
2.7 La tutela amministrativa dell'ambiente
di lavoro
2.7.1 La legge di riforma del
S.S.N.
2.7.2 I compiti delle USL
2.7.3 I presidi multizonali di
prevenzione
2.7.4 L'ISPESL
2.7.5 Le competenze di polizia
giudiziaria dell'Ispettorato del lavoro
2.7.6 La legge delega 6 dicembre
1993, n. 489
2.8 Ambiente di lavoro e diritto comunitario
2.8.1 Politica sociale comunitaria
e ambiente di lavoro
2.8.2 Le direttive degli Anni
Ottanta
2.8.3 La direttiva quadro 1989/391
2.8.4 Attività di protezione e
prevenzione nell'impresa
2.9 I decreti di recezione delle direttive
comunitarie
2.9.1 Le fasi della recezione
2.9.2 Il D.Lgs. n. 277/1991
2.9.3 Il D.Lgs. n. 626/1994
2.9.3.1 L'emanazione del D.Lgs. n.
626/1994
2.9.3.2 I servizi di prevenzione
e protezione
2.9.3.3 I diritti dei lavoratori
e delle loro rappresentanze
2.9.3.4 Altri compiti degli organismi
pubblici
2.9.4 Il D.Lgs. n. 242/1996
2.9.4.1 L'emanazione del D.Lgs. n.
242/1996
2.9.4.2 Il quadro determinatosi
2.9.4.3 Un'ulteriore considerazione
(preliminare)
Capitolo 3
3.1 La normativa codicistica
3.1.1 L'art. 2087 c.c. quale fondamento
e norma di chiusura
del sistema
normativo vigente
3.2 L'area di applicazione dell'art.
2087 c.c.
3.2.1 I datori di lavoro (anche
non imprenditori)
3.2.2 I datori di lavoro a domicilio
3.2.3 I datori di lavoro pubblici
3.3 L'obbligo di sicurezza ex art. 2087
c.c.
3.3.1 Definizione dell'obbligo
di sicurezza ex art. 2087 c.c.
3.3.2 La diligenza "qualificata"
dell'imprenditoria
3.3.3 L'adempimento dell'obbligo
di sicurezza in base all'art. 2087 c.c.
3.4 Le linee guida della normativa codicistica
3.4.1 Le linee-guida della normativa
e il relativo campo di efficacia
3.4.2 La sottostante "filosofia"
3.4.3 La legislazione tecnica
e l'art. 2087 c.c.
3.4.4 Il campo di applicazione
della legislazione tecnica
3.4.5 Il concetto di "lavoratore
subordinato"
3.4.6 I lavoratori autonomi
3.5 I destinatari dell'obbligo di sicurezza
3.5.1 I destinatari degli obblighi
di sicurezza. "Ripartizione" e "trasferimento"
di tali obblighi
3.5.2 I principali destinatari
degli obblighi di sicurezza
3.5.2.1 Il datore di lavoro
3.5.2.2 I dirigenti
3.5.2.3L'individuazione del
"datore di lavoro" nelle persone giuridiche e negli enti collettivi
3.5.2.4 I soggetti obbligati nell'area
degli appalti
3.5.2.5 Il caso particolare del lavoro
temporaneo
3.5.2.6 Altri destinatari delle norme
antinfortunistiche
3.5.2.7 Considerazioni su un particolare
profilo innovativo: i lavoratori
quali destinatari dell'obbligo di sicurezza
3.6 La delega delle funzioni
3.6.1 La delega di funzioni: natura
ed efficacia
3.6.2 Condizioni e limiti di delegabilità
degli obblighi di sicurezza
3.6.3 Il principio della "tassatività"
delle misure di sicurezza
3.6.4 La "massima sicurezza
tecnologicamente possibile"
Capitolo 4
4.1 Normativa codicistica e normativa
statutaria
4.2 La "comunità di rischio"
4.3 I poteri delle rappresentanze dei
lavoratori
4.3.1 Il potere di controllo
4.3.2 Il potere di promozione
Capitolo 5
5.1 L'auto-tutela del diritto alla sicurezza
5.2 La giustiziabilità del diritto alla
sicurezza
5.2.1 L'azione di condanna
5.2.2 L'azione ex art. 700 c.p.c.
5.2.3 L'esecuzione in forma specifica
5.2.4 Il ricorso ex art. 28 Statuto
dei lavoratori
Capitolo 6
6.1 L'evoluzione della normativa comunitaria
6.1.1 Politica sociale e tutela
dell'ambiente di lavoro: gli artt. 117 e 118 del
Trattato istitutivo della CEE
6.1.2 Il ricorso agli artt. 100,
235 e 115 del Trattato CEE
6.1.3 I successivi progressi comunitari
nel settore della sicurezza del lavoro
6.1.4 L'evoluzione comunitaria
6.1.5 La prospettiva del "dopo
Maastricht"
6.2 Le direttive fondamentali in materia
di ambiente e sicurezza sul lavoro
6.2.1 I primi tentativi
6.2.2 La direttiva quadro 80/1107
e la sua attuazione
6.2.3 L'evoluzione della politica
e delle tecniche di prevenzione nella direttiva-quadro
12 giugno 1989, n. 391
6.3 La normativa di recepimento delle
direttive comunitarie
6.3.1 I decreti delegati n. 277/1991
e 77/1992
6.3.2 I "valori limite"
di rischio nel decreto n. 277/1991
6.3.3 Il principio della massima
sicurezza
6.4 Il completamento: i DD.Lgs. 626/1994
e 242/1996
6.4.1 La nuova normativa: D.Lgs.
626/1994 e D.Lgs. 242/1996
6.4.2 Un quadro d'insieme
6.4.3 L'impatto della nuova normativa
6.4.4 Il "nuovo" modello
di sicurezza
6.4.5 Il momento partecipativo
6.4.6 La "programmazione"
della sicurezza
6.5 Gli obblighi introdotti in attuazione
della normativa comunitaria
6.5.1 Gli obblighi fondamentali
del datore di lavoro: identificazione
del soggetto
6.5.2 Titolarità del rapporto
e responsabilità d'impresa
6.5.3 La valutazione dei rischi
6.5.3.1 L'analisi del rischio
6.5.3.2 Criteri e linee di riferimento
6.5.3.3 Il significato della valutazione
del rischio
6.5.3.4 Classificazione e definizione
dei rischi lavorativi
6.5.3.4.1 I rischi per la sicurezza
6.5.3.4.1.1 I rischi da carenze strutturali
6.5.3.4.1.2 I rischi da carenze di sicurezza
su macchine e apparecchiature
6.5.3.4.1.3 I rischi da manipolazione di
sostanze pericolose
6.5.3.4.1.4 I rischi da carenza di sicurezza
elettrica
6.5.3.4.1.5 I rischi da incendio e/o esplosione
6.5.3.4.2 I rischi igienico-ambientali
6.5.3.4.3 I rischi trasversali per la
sicurezza e la salute
6.5.3.5 Quadro di sintesi
6.5.4 La predisposizione del servizio
di sicurezza e prevenzione
6.5.5 L'informazione e la formazione
6.6 Destinatari degli obblighi di prevenzione
6.6.1 Destinatari degli obblighi
di prevenzione
6.6.2 I Servizi di prevenzione
e protezione: integrazioni alla disciplina
comunitaria
e riflessi degli obblighi di sicurezza
6.6.3 Il responsabile della sicurezza
6.7 Il rappresentante della sicurezza
6.7.1 Connotati essenziali del
rappresentante della sicurezza
6.7.2 La rilevanza delle dimensioni
aziendali
6.7.3 Le intese tra associazioni
dei datori di lavoro e sindacati
6.7.4 Organismi paritetici
6.8 Riflessioni di sintesi e considerazioni
finali sul tema
6.8.1 Riflessioni di sintesi
6.8.2 Quadro normativo e meccanismo
di tutela
6.8.3 L'ampliamento dell'area
di intervento normativo
6.8.4 L'angolo visuale dei prestatori
di lavoro
Capitolo 7
7.1 La normativa penalistica
7.2 Sull'esigenza di una tutela penale
7.3 Reati di danno e reati di pericolo
7.4 L'art. 437 c.p.
7.4.1 Il testo normativo
7.4.2 I soggetti attivi del reato
7.4.3 La ripartizione dell'obbligo
di sicurezza
7.4.4 La condotta
7.4.5 Le nozioni di "disastro"
e di "infortunio"
7.4.6 Il "pericolo per l'incolumità
pubblica"
7.4.7 Il reato di pericolo presunto
7.4.8 Il dolo
7.5 L'art. 451 c.p.
7.5.1 Il testo normativo
7.5.2 L'ambito di applicazione
7.6 Omicidio colposo e lesioni personali
colpose
7.7 I rapporti tra i reati del c.p. e
le contravvenzioni previste dalle leggi speciali
Capitolo 8
8.1 Ambiente di lavoro e riforma sanitaria
8.1.1 Annotazioni preliminari
8.1.2 Le funzioni di prevenzione
8.1.3 Le Unità Sanitarie Locali
8.1.4 La delega per il riordino
della normativa
8.2 Le amministrazioni competenti
8.2.1 Definizione
8.2.2 Le USL
8.2.3 I Presidi multizonali di
prevenzione
8.2.4 L'ISPESL - Istituto
superiore di prevenzione e sicurezza del lavoro
8.2.5 L'Ispettorato del lavoro
8.3 I poteri
8.3.1 Il potere di accesso e di
ispezione
8.3.2 Il potere di diffida
8.3.3 Il potere di disposizione
8.3.4 Diffida e azione penale
IL PRODOTTO IPERTESTUALE È DISPONIBILE PER
IL DOWNLOAD.
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