- -E- -

 

Effetto del fondatore:  termine che si riferisce alla presenza in una popolazione di molti individui che possiedono lo stesso cromosoma, o la stessa regione di un cromosoma, che deriva da un singolo antenato.

Effetto di posizione:  termine che si riferisce  al cambiamento nell'espressione di un gene, dovuto alla sua traslocazione in un nuovo sito del genoma.  Per esempio, un gene precedentemente attivo può diventare inattivo se posto vicino all'eterocromatina.

Effettore:  organo, tessuto o cellula capace di reagire agli stimoli (per esempio, muscoli e ghiandole che trasformano gli impulsi motori in azione motoria).

Effettori, neuroni:  vedi neuroni effettori.

EGF:  vedi fattore di crescita epidermico (EGF).

Elettrochimico, gradiente:  vedi gradiente elettrochimico.

Elettroforesi:   metodo di separazione di macromolecole o particelle che, sottoposte all'azione di un campo elettrico in un gel o in un altro mezzo che funga da supporto, migrano in modo diverso a seconda della carica delle dimensioni e della forma.

Emale:  che ha relazione con il sangue o con il sistema vascolare o circolatorio.

Embriogenesi:  il processo di sviluppo dell'embrione.

Embrione:  giovane organismo in formazione, negli stadi di sviluppo che precedono lo sgusciamento dall'uovo o il parto.

Eme:  derivato porfirinico contenente ferro che forma il gruppo prostetico delle emoglobine e di enzimi come la catalasi e i citocromi.

Emofilia:  malattia ereditaria caratterizzata da un difetto della coagulazione del sangue.

Emoglobina:  la sostanza colorante degli eritrociti del sangue nei vertebrati e del plasma ematico in alcuni invertebrati: pigmento proteico contenente ferro che si combina con l'ossigeno e lo trasporta nei tessuti.

Endocitosi:  internalizzazione di macromolecole legate alla superficie esterna della membrana plasmatica per formazione di vescicole derivate dalla membrana stessa.   Endocitosi = pinocitosi e fagocitosi.

Endocitosi mediata da recettori:  captazione per pinocitosi di molecole che si legano a recettori specifici presenti sulla superficie cellulare.

Endocitotiche, vescicole:  vedi vescicole endocitotiche.

Endocrina, ghiandola:  vedi ghiandola endocrina (o a secrezione interna).

Endocrino:  che si riferisce a una ghiandola a secrezione interna (ghiandola endocrina) o al suo prodotto di secrezione (ormone) che si riversa nel sangue i nella linfa e influenza o regola gli altri organi del corpo.

Endoenergetica, reazione:  vedi reazione endoenergetica.

Endogeno:  che si origina all'interno, contrapposto ad esogeno.

Endonucleasi:  molecole proteiche (enzimi) che tagliano i legami all'interno di una catena di acido nucleico; possono essere specifiche per l'RNA o per il DNA a singolo filamento o a doppio filamento.

Endonucleasi (o enzimi) di restrizione: molecole proteiche che riconoscono brevi sequenze specifiche di DNA, in genere non metilato, e tagliano la doppia elica (a volte nel sito bersaglio, a volte da qualche altra parte a seconda del tipo).

Endoplasmatico, reticolo:  vedi  reticolo endoplasmatico.

Endoplasmatico ruvido, reticolo:  vedi  reticolo endoplasmatico ruvido.

Endoscheletro:  impalcatura o struttura interna di sostegno.  Contrapposto ad esoscheletro.

Endotelio (o tessuto endoteliale):  tessuto costituito da cellule appiattite, a contorni poligonali e accostate l'una all'altra, che tappezza la superficie interna dei vasi sanguigni, dei vasi linfatici e del cuore dei vertebrati.

Energia libera:  energia utilizzabile nei sistemi biologici che viene liberata in seguito a reazioni chimiche e può essere impiegata per il lavoro della cellula.

Enzima:  proteina complessa, prodotta dalle cellule viventi, che, in piccolissima quantità, accelera specifiche reazioni chimiche, quali l'idrolisi, l'ossidazione o la riduzione, senza essere consumata e senza partecipare alle reazioni stesse (catalizzatore).

Epatico:  del fegato, pertinente al fegato.

Epatite B, virus dell':  vedi virus dell'epatite B.

Epatocita:  tipo di cellula più importante del fegato.

Epidermico, fattore di crescita:  vedi fattore di crescita epidermico (EGF).

Epidermide:  strato cellulare esterno di un organismo, ad esempio lo strato esterno della pelle.

Epifisi:  ghiandola pineale (o corpo pineale), formazione dorsale del diencefalo dell'encefalo dei vertebrati.  Riferito anche all'estremità, o altra parte esterna, delle ossa lunghe, che ossifica separatamente.

Epitelio (tessuto epiteliale):  uno o più strati di cellule che rivestono una superficie o tappezzano una cavità.

Epstein-Barr, virus di:  vedi virus di Epstein-Barr.

Eredità:  l'insieme dei caratteri fisici e di altro genere che sono trasmessi dalle cellule germinali dei genitori alla progenie.

Ereditario: che è trasmesso per ereditarietà da una generazione alla successiva.

Eritrocita (o emazia, o globulo rosso):  cellula del sangue anucleata, caratteristica dei vertebrati.

Esocitosi:  e` il processo di secrezione delle proteine dall'interno di una cellula verso l'esterno per mezzo del trasporto in vescicole provenienti dal reticolo endoplasmatico al Golgi, da qui a vescicole di deposito, ed infine (in risposta ad un segnale regolatore) attraverso la membrana citoplasmatica.

Esocitotiche, vescicole:  vedi vescicole esocitotiche (o vescicole secretorie).

Esoenergetica, reazione:  vedi reazione esoenergetica.

Esone:  segmento del gene codificante per una catena polipeptidica.

Esoscheletro:  struttura esterna di sostegno o rivestimento esterno.  Contrapposto ad endoscheletro.

Esoso:  zucchero a sei atomi di carbonio.

Essenziale, gene:  vedi gene essenziale.

Eterocromatina:  porzione di cromatina che si trova permanentemente in condizione molto condensata e che non viene geneticamente espressa.   Può essere costitutiva o facoltativa.

Eterocromatina costitutiva:  termine che descrive lo stato inerte di sequenze permanentemente non espresse, di solito DNA satellite.

Eterocromatina facoltativa:  termine che descrive lo stato inerte di sequenze che esistono anche in copie attive, per esempio il cromosoma X nella femmina di mammifero.

Eterotrofo:  organismo che deve assorbire molecole organiche per coprire il proprio fabbisogno di carbonio.

Eterozigote:  condizione per la quale, in un organismo diploide, sono presenti in un gene due alleli diversi, specificanti forme diverse di una caratteristica fenotipica.  Contrapposto ad omozigote.

Eubatteri:  uno dei due gruppi principali dei batteri.

Eucariote:  organismo in cui il materiale genetico è delimitato da un sistema di membrane (il nucleo) che lo separano dal resto della cellula.

Eucromatina:  cromatina a struttura poco compatta, attiva nella trascrizione.

Evolutivo, orologio:  vedi orologio evolutivo.

Evoluzione:  il processo con cui gli organismi viventi sono diventati ciò che sono, e in cui le forme strutturalmente e funzionalmente complesse si sono originate da forme più semplici.

Extracellulare, matrice:  vedi matrice extracellulare.

Extranucleari, geni:  vedi geni extranucleari.