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Campi elettrodomestici in ambiente lavorativo
Il massiccio sviluppo dell'elettronica in tutti i settori tecnologici e lavorativi,
in generale, ha fatto in modo che l'uomo si trovi immerso quotidianamente in
campi elettromagnetici di diverse frequenze ed intensità anche nel proprio ambiente
di lavoro.
(già il D.Lgs 626/94 affermava esplicitamente che le radiazioni
elettromagnetiche emesse da una unità video devono essere ridotte al minimo).
Fonti di emissione a Radiofrequenze:
- Sistemi
per saldatura dielettrica e trattamenti termici ad induzione elettromagnetica;
- Apparati
elettromedicali per diatermia, risonanza magnetica, chirurgia con elettrobisturi
ad alta frequenza (con esposizione di pazienti, personale medico, infermieristico
e tecnico).
- Apparecchiature
scientifiche (spettrografi magnetici, ciclotroni e sistemi di perfusione nucleare).
- Apparecchiature
per la disinfestazione delle granaglie.
- Sistemi di broadcasting.
- Impiantistica
della telefonia cellulare.
- Utilizzo di telefonia cellulare.
-
Apparecchiature Wafers (microcip di memoria RF).
- Impiantistica
radar (es. torri di controllo).
- Attrezzature
forze armate (radar, carri armati, ecc.).
Fonti di emissione a basse frequenze:
- Apparecchiature
per l'essiccazione della ceramica.
- Apparecchiature
presenti nelle cabine di conduzione dei treni.
- Tutte le sorgenti "elettroniche" presenti nell'ambiente
lavorativo (televisori, telefoni cordless, cellulari, elettrodomestici vari).
La
prevenzione e la limitazione dei possibili rischi da esposizione a campi elettromagnetici
in ambiente lavorativo è basata su alcune
regole
fondamentali.
È essenziale seguire le istruzioni e le indicazioni riportate sulla segnaletica
in uso ed osservare le procedure di lavoro suggerite dal servizio di prevenzione
e protezione.
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