Misure di prevenzione
Gli interventi atti a limitare la diffusione del virus in ambito occupazionale devono raggiungere i seguenti obiettivi [1]:
- ridurre la trasmissione del virus dall’individuo infetto al lavoratore
- ridurre il rischio che un lavoratore suscettibile si infetti
Questi obiettivi sono realizzabili mediante la messa in atto di tre tipi di misure:
- strutturali – riguardano l’ambiente nel quale viene effettuata l’attività lavorativa (es: barriere fisiche di protezione, superfici degli arredi rigide, presidi per il lavaggio delle mani, ...)
- organizzative – riguardano le procedure da adottare sul luogo di lavoro per informare e proteggere il lavoratore (es: istruzioni per il lavaggio delle mani, per la corretta igiene respiratoria...)
- comportamentali – riguardano gli atteggiamenti da intraprendere da parte del singolo lavoratore (es: utilizzo dei dispositivi di protezione individuale…).
Le misure di controllo devono essere contestualizzate negli specifici luoghi di lavoro; ogni tipo di intervento presenta vantaggi e svantaggi in termini di facilità di implementazione, efficacia e costi. E’ evidente che le misure maggiormente efficaci sono quelle che meglio possono essere adattate all’ambiente di lavoro e recepite dai lavoratori. Per esempio le misure igieniche e il distanziamento sociale possono essere praticate piuttosto facilmente e a basso costo, ma richiedono una modifica dei comportamenti individuali. D’altra parte installare barriere protettive di plastica o finestre passanti ha un costo per l’azienda/ente e richiede tempi più lunghi, sebbene a distanza possano risultare più efficaci per prevenire la trasmissione dell’infezione.
I DPI, laddove risulti vantaggioso utilizzarli, sono efficaci se correttamente indossati e rimossi da parte del lavoratore
Note
[1] Modificato da: Pandemic flu guidance for businesses: risk assessment in the occupational setting (File Pdf)
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