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INTRODUZIONE La composizione dell'aria negli ambienti di lavoro deve essere compatibile con il fabbisogno respiratorio dei soggetti che vi soggiornano: a tal fine occorre che siano assicurati il ricambio e l’eliminazione dell'aria viziata nonché dell'anidride carbonica prodotte dalla respirazione. Il ricambio può essere effettuato mediante gli appositi dispositivi di aerazione o di purificazione dell’aria, ovvero in modo naturale mediante l’apertura di finestre, porte o vetrate. Nei locali con inquinamento "non specifico" (dovuto alla sola presenza umana), il ricambio dell’aria deve soddisfare due esigenze: - essere adeguato, in termini quantitativi e qualitativi, a preservare lo stato di salute dei lavoratori; - non comportare sbalzi di temperatura. Nei locali con inquinamento "specifico" (provocato, cioè, dall’emissione di sostanze pericolose usate o prodotte durante la lavorazione), si deve provvedere anche ad eliminare i fattori nocivi, ogni volta che ciò sia tecnicamente possibile: - mediante sostituzione delle sostanze inquinanti con altri prodotti meno pericolosi; - captando gli inquinanti alla fonte. A ciò si provvede mediante gli impianti di ventilazione, che devono assicurare l’allontanamento degli inquinanti residui, nonché la immissione dell’aria di compensazione e supplementare per la eventuale evacuazione a seguito di incidenti. Nell’impianto di aspirazione, viceversa, dovranno essere opportunamente curati il posizionamento degli aspiratori alla fonte, il loro ingombro, il livello sonoro e la eliminazione di correnti di aria indotte. EFFETTI SULLA SALUTE L’inquinamento "non specifico" dell’aria può concorrere all’insorgenza di modesti disturbi per la salute (manifestazioni irritative o allergiche a carico dell’apparato otorinolaringoiatrico), mentre l’inquinamento "specifico" può provocare rilevanti conseguenze per la salute (malessere, asma, intossicazione, vere e proprie malattie da agenti tossici inalati.) che possono aggravarsi in relazione alla durata ed alla intensità dell’esposizione. I PRINCIPI DELLA PREVENZIONE In caso di eventuale utilizzazione negli ambienti di lavoro di prodotti inquinanti (come l’idrogeno arsenicato, il benzene, il bromuro di metile, il piombo) ovvero nel caso in cui vengano effettuati lavori quali la raschiatura, la sabbiatura a getto, la verniciatura o la pittura mediante polverizzazione, devono essere predisposti specifici, adeguati dispositivi di aerazione degli ambienti interessati o di aspirazione alla fonte. Si deve, altresì, fornire, per l’occasione, attrezzature di protezione individuale idonee ad affrontare le suddette situazioni di rischio, ed assicurare la manutenzione regolare degli impianti e dei dispositivi, per garantirne un costante livello di efficienza. Identici criteri debbono adottarsi anche per gli impianti di climatizzazione. NORMATIVA D. Lgs. n. 626 del 19/9/94, art. 32, comma 1, lett. b) e c), art.33, commi 6 e 7 (che ha sostituito gli artt. 9 e 11, D.P.R. n. 303 del 19/3/56 D.P.R. n. 303 del 19/3/56, artt. 20,21 D.P.R. n. 320 del 20/3/56, artt. 30/35, 61 D.P.R. n. 321 del 20/3/56, artt. 21 D.P.R. n. 164 del 17/1/56, art. 15 UNI 5104 ISO 7730/84 Attuazione direttive CEE sul miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro
Norme generali per l’igiene del lavoro art. 20 Difesa dell’aria dall’inquinamento con prodotti nocivi art. 21 Difesa contro le polveri Norme per la prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro in sotterraneo artt. 30/35 Ventilazione - Limitazione della temperatura interna art. 61 Velocità dell’aria Norme per la prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro nei cassoni ad aria compressa art. 21 Ricambio dell’aria Norme per la prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro nelle costruzioni art. 15 Presenza di gas negli scavi Impianti di condizionamento dell’aria. Norme per l’ordinazione, l’offerta ed il collaudo Comfort termoigrometrico negli ambienti |
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| ISPESL - Area Informazione - Ultimo aggiornamento: gennaio 2007 |