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Dimensione del problema
Il fenomeno dei tumori di origine professionale rappresenta, per il nostro Paese, un importante tema di sanità pubblica oggi ampiamente sottovalutato.
Oltre 4 milioni di lavoratori sono esposti quotidianamente a sostanze cancerogene. Ogni anno si possono stimare in Italia circa 6.000 casi di tumore indotto da esposizioni ad agenti cancerogeni in ambito lavorativo. Fra questi spiccano i casi di tumore del polmone e di mesotelioma (un tumore ad alta letalità che insorge nella maggioranza dei casi a carico della pleura polmonare) indotti da esposizione a fibre aerodisperse di amianto, i tumori del naso e i casi di angiosarcoma epatico (rispettivamente associati all’esposizione a polveri di legno e cloruro di vinile monomero), i tumori della vescica, della laringe, del fegato e le leucemie per i quali la componente di rischio dovuto ad esposizioni professionali è assai minore ma comunque consistente.
Le ragioni della difficile identificazione, e quindi della prevenzione, risiedono in numerosi fattori oggettivi fra i quali la lunga latenza tra esposizione e malattia (mediamente intorno ai 20 anni ma che può arrivare anche fino a 40 anni), la frequente assenza di un’attenzione alla storia professionale dei soggetti nel momento della diagnosi, la multifattorialità delle neoplasie e la conseguente difficoltà ad isolare i casi da attribuire al sospetto fattore professionale. L’inadeguato livello di identificazione dei tumori professionali impedisce di monitorare la diffusione dei rischi oncogeni nei luoghi di lavoro e quindi di implementare e verificare l’efficacia delle misure di prevenzione.
La Campagna
La Campagna informativa per la prevenzione dei tumori nei luoghi di lavoro nasce da un accordo siglato dal Ministero della Salute-Dipartimento
della Prevenzione e Comunicazione- Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria e dall'ISPESL, quale Organo tecnico scientifico del
Servizio Sanitario Nazionale, nell'ambito dei Programmi di Ricerca Finalizzata CCM (www.ccm-network.it).
L'obiettivo generale è lo sviluppo di un percorso informativo e di aggiornamento professionale che, agendo su più livelli,
vada a interessare i principali soggetti coinvolti nella prevenzione delle patologie neoplastiche correlate alle attività lavorative.
Nell'ambito della Campagna sono stati realizzati una serie di prodotti scientifici, destinati a diversi livelli, derivati dallo studio,
ricerca e sinergia dei ricercatori del Dipartimento Medicina del Lavoro dell'ISPESL, sotto la direzione del Dott. Sergio Iavicoli,
Direttore del dipartimento.
Obiettivi e target
In particolare, la Campagna si propone di identificare quelle categorie professionali e/o settori lavorativi che vedono la presenza di particolari fattori di rischio di natura cancerogena e di sensibilizzare i lavoratori, le figure della prevenzione (datori di lavoro, responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, medici competenti), i medici di base, le società scientifiche, le parti sociali, sulla problematica rappresentata dai tumori professionali e di fornire validi strumenti sia per la valutazione e la gestione del rischio cancerogeno nei luoghi di lavoro, secondo l'attuale dettato normativo, che per una adeguata identificazione e gestione diagnostica, terapeutica e normativo-procedurale dei soggetti esposti a sostanza cancerogene e dei casi di neoplasie lavoro-correlate.
Il messaggio
Il messaggio che si vuole veicolare è la necessità di coinvolgimento attivo e diretto dei soggetti interessati
alla prevenzione nonché di presa di coscienza e consapevolezza "a tutti i livelli" che è soprattutto con la "prevenzione"
che il fenomeno delle neoplasie lavoro-correlate può essere combattuto.
Non a caso lo slogan scelto è
La vita è l'opera d'arte più importante. Tuteliamola.
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