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"CARTA 2000" SICUREZZA SUL LAVORO |
PORTO ANTICO GENOVA
3- 4 - 5 DICEMBRE 1999
INTRODUZIONE A "CARTA 2000"
La salute e la sicurezza sul lavoro sono limperativo che governo, istituzioni, amministrazioni locali e parti sociali si danno per il 2000. Rendere il lavoro sicuro, spezzare la tragica catena di infortuni e morti, è la necessità che accomuna lazione del governo, delle istituzioni locali e delle parti sociali. Il governo ha dato lavvio, questa estate, ad una vera e propria offensiva sulle politiche del lavoro. In pochi mesi sono stati compiuti significativi passi in avanti sul piano legislativo e sul piano operativo, con lintensificazione dellazione di vigilanza e di ispezione e con lo stimolo alla prevenzione e allemersione del lavoro nero.
Ma le leggi da sole non bastano. Deve proprio cambiare la cultura. La sicurezza dobbiamo insegnarla a scuola, perché entri nella coscienza profonda dei futuri lavoratori e dei futuri imprenditori. E nel patrimonio
dei valori delle persone che si deve insediare la cultura della sicurezza. Non solo regole da rispettare, non solo obblighi da adempiere, ma piena consapevolezza che lavorare in sicurezza, oltre a tutelare la vita umana, aumenta la ricchezza di un Paese, ne taglia alla radice una parte di costi sociali ed è motore per una sana competitività economica. Accanto alle leggi e alla vigilanza, affinché le regole siano rispettate, limpegno comune deve essere speso con particolare energia nella scuola e nel lavoro, per diffondere la cultura della prevenzione.
"Carta 2000" è il manifesto programmatico del governo, istituzioni, amministrazioni locali e parti sociali, per vincere una battaglia difficilissima. Nella "Carta" ci sono impegni concreti sul piano legislativo a cui adempiere in tempi rapidi e certi; cè lindividuazione di parametri condivisi e trasversali che aiutano tutte le parti a seguire una strada comune; cè il segno tangibile del salto di qualità che lavoratori e imprenditori, sindacati e istituzioni, devono compiere per voltare finalmente pagina. Il nostro obiettivo è quello di portare lItalia in Europa anche per quanto riguarda i livelli di incidenze degli infortuni sul lavoro, delle malattie professionali ed il loro costo sociale.
Non può esserci contrapposizione tra salute- sicurezza e difesa- sviluppo delloccupazione; occorre, a tal fine,rendere coerenti le politiche di crescita e di competitività con gli obiettivi della qualità della vita nei luoghi di lavoro.
PREMESSA
La promozione della sicurezza del lavoro, della prevenzione dei rischi occupazionali e la tutela della salute nei luoghi di lavoro rappresentano compiti fondamentali per uno stato sociale moderno.
Questi principi vanno tenuti in stretta relazione col diritto al benessere di tutti i cittadini anche nella loro veste di lavoratori.
A tutto questo si deve aggiungere lelevato costo che gli infortuni e le malattie professionali costituiscono per la comunità nel suo insieme.
E vero, peraltro, che la esplicazione di tali compiti non
caratterizza ancora, in maniera soddisfacente, la nostra realtà nazionale; da questa
considerazione nasce lesigenza di "Carta 2000 - Sicurezza sul Lavoro".
Il Governo, le Regioni, le Parti sociali sono impegnati a promuovere con forte rilievo nella gestione della strumentazione legislativa e finanziaria, la politica del lavoro in sicurezza, promovendo accordi sui seguenti capitoli
CAPITOLO 1
GLI IMPEGNI NORMATIVI
1) Armonizzazione della normativa vigente in materia di igiene e sicurezza del lavoro con quella di recepimento delle direttive europee, tenendo conto della specificità del sistema produttivo italiano (piccola e media impresa)
2)Definizione della normativa entro i primi sei mesi del 2000, per concludere liter della decretazione a completamento del D.Lgs. 626/94 e D.Lgs 277/91.
In particolare devono essere predisposti ed approvati urgentemente i decreti relativi alle seguenti materie:
D.Lgs. 626/94:
Art.25 Atto di indirizzo per la standardizzazione dellapplicazione della legislazione su tutto il territorio nazionale.(schema di decreto da esaminare in Commissione Consultiva il 15.12.99).
Art.15, comma 3 Decreto interministeriale sul pronto soccorso (approvato in Commissione Consultiva; richiesto assenso dei Ministeri concertanti, indi parere Consiglio Superiore di Sanità).
Art.45, comma 2 Decreto interministeriale concernente criteri per la scelta e luso dei dispositivi di protezione individuale ( approvato nellultima seduta della Commissione Consultiva).
Art.70 Decreto interministeriale concernente registro di esposizione e cartelle sanitarie dei lavoratori esposti a sostanze cancerogene (schema concertato dai Ministeri e approvato dalla Commissione Consultiva; in di attesa approvazione della Conferenza Stato- Regioni).
Art.71 Decreto interministeriale concernente il registro dei tumori da sostanze cancerogene. (schema di decreto predisposto dalla Sanità e allesame delle Regioni e delle Parti sociali).
Art.87 Decreto interministeriale concernente il registro di esposizione e cartelle sanitarie dei lavoratori esposti a sostanze biologiche. (schema concertato dai Ministeri e approvato dalla Commissione Consultiva; in attesa della approvazione della Conferenza- Stato Regioni).
Art.88 Decreto interministeriale concernente il registro dei casi di malattia e di decesso dovuti ad esposizione a sostanze biologiche (schema di decreto predisposto dalla Sanità e allesame delle Regioni e delle Parti sociali).
D.Lgs.277/91:
Art.36 DPCM Registro dei tumori (schema di decreto concertato dai Ministeri Sanità e Lavoro e approvato dalla Conferenza Stato- Regioni, allesame del garante per la privacy).
Artt.4,21,35,49 DPCM-registrazione dellesposizione dei lavoratori al piombo, allamianto, e al rumore (schema di decreto predisposto dal Ministero della Sanità e allesame del Ministero del Lavoro ).
Emanazione di una circolare interministeriale circa lapplicazione del D.Lgs.626/94 per i settori di cui allart.1, comma 2, per i quali non sono stati emanati i relativi decreti.
3)Decretazione prevista dal decreto legislativo concernente "Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 494/96"
4) Entro il primo semestre del 2000 concludere lattuazione del D.Lgs. del 17 agosto 1999 n. 334, relativo al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose (direttiva europea "Seveso 2").
In particolare devono essere predisposti ed approvati urgentemente i seguenti decreti e regolamenti:
5) Completamento della normativa per i settori a rischio
Per i settori maggiormente esposti a rischio si prevede la stesura di appositi provvedimenti legislativi che stabiliscano procedure particolari quali, ad esempio, il provvedimento proposto nelle attività delle cave.
6) Modifiche ed integrazioni della legislazione per le vittime del lavoro
Occorre modificare, integrare, ricostituire una legislazione di tutela per le vittime del lavoro e per gli esposti colpiti da patologie da lavoro, non più in grado di provvedere al sostentamento proprio e dei propri familiari. Devono essere previsti, in questi casi, interventi tesi a garantire la gratuità dell'assistenza sanitaria e delle prestazioni mediche necessarie, un corretto indennizzo alla famiglia, la piena garanzia per i figli di poter accedere a normali corsi di studio ,con piena copertura dei costi.
Di concerto con le Regioni occorre, inoltre, ridefinire i livelli di sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti ad agenti aventi effetti a lungo termine.
7) Normative in tema di appalti
Introdurre norme che evitino di considerare la procedura del "maggior ribasso" come elemento principale di valutazione per lassegnazione dellappalto.
Inserire, in tutta la normativa sugli appalti, lobbligo a non considerare comprimibili i costi per la sicurezza, codificandone, per ogni settore, caratteristiche e finalità.
Sostenere con appositi provvedimenti, orientamenti ed accordi, i titoli di vantaggio nelle opere di appalto, per chi propone elevati indici di sicurezza.
CAPITOLO 2
GLI IMPEGNI DEL PIANO SANITARIO NAZIONALE 1998 - 2000
Il Governo è impegnato a promuovere:
CAPITOLO 3
AZIONI DI FACILITAZIONE
"Carta 2000" si propone lintesa fra Governo, Regioni e Parti sociali per sostenere e facilitare le azioni di prevenzione attraverso:
Il Tavolo INAIL
La formazione per una nuova cultura della prevenzione.
1) Attuazione tavolo INAIL
Attuazione di concertazione tra Governo, Regioni, INAIL e Parti sociali con particolare riferimento agli elementi di premialità per le imprese che operano in sicurezza; lattivazione del riconoscimento del danno biologico, la revisione tariffaria, ecc.
2) Semplificazione delle procedure
Individuazione ed adozione degli atti di semplificazione della normativa e delle procedure di applicazione in materia di sicurezza , nonché di incentivazione alladesione al sistema volontario di gestione dellambiente e della sicurezza, previsto dal regolamento CEE 29/6/93, n. 1836 e successive modificazioni (EMAS), con particolare attenzione alle piccole e medie imprese, privilegiando gli aspetti sostanziali della prevenzione rispetto a quelli formali.
3) Cultura della prevenzione e formazione per la salute e sicurezza del lavoro
OBBLIGO SCOLASTICO
Il Governo, ad integrazione di quanto già avviato in materia, si impegna a definire lintroduzione nelle attività scolastiche di informazioni relative alla salute e sicurezza nonché ove possibile e necessario di una rilettura dei programmi di studio, al fine della implementazione della cultura della prevenzione dei rischi negli ambienti di vita e di lavoro nei curricula relativi ai settori interessati, anche con leventuale utilizzo di strumenti informatici e con una significativa partecipazione dellOsservatorio permanente per la sicurezza nelle scuole, costituito presso il Ministero della Pubblica Istruzione.
COMPETENZE DEL MINISTERO DEL LAVORO SULLA FORMAZIONE
Lintervento in materia di formazione alla salute ed alla sicurezza, di competenza del Ministero del Lavoro, si articola su più livelli.
Esso prevede interventi più direttamente legati ai Contratti di lavoro ed interventi con altre finalità.
Una ulteriore articolazione va poi prevista in rapporto al fatto che la formazione adempia o meno allobbligo formativo e, pertanto, sia rivolto a giovani fino ai 18 anni o meno.
APPRENDISTATO:
La normativa sullapprendistato, in corso di elaborazione, nellambito della delega (attribuita al Ministero del Lavoro) sulla riforma degli ammortizzatori sociali, prevede che lapprendista debba acquisire, attraverso la formazione certificata, specifiche competenze, in materia di salute e sicurezza, articolate in rapporto allattività lavorativa da svolgere.
Al fine di determinare un indirizzo generale, sono in corso di attuazione i decreti previsti dallart.16 della legge 196/97.
Si ricorda, infine, che, sulla base della nuova normativa sui contratti a finalità formativa, il contratto di apprendistato dovrà diventare lo strumento largamente prevalente di immissione dei giovani al lavoro.
La formazione per gli apprendisti va articolata su due livelli:
Con le Regioni è, quindi, necessario ridefinire gli standard sulla base delle esperienze regionali più avanzate.
Ciò permetterà la definizione di indirizzi di validità nazionale, sulla base dei quali le Regioni si attiveranno per la certificazione dei crediti formativi, relativa alla salute e alla sicurezza.
FORMAZIONE CONTINUA
In merito alle risorse da utilizzare in applicazione della legge 223/93, uno dei temi previsti riguardava "LA SALUTE, SICUREZZA E AMBIENTE DI LAVORO". Il 20 per cento dei progetti finalizzati hanno dato risposta alla domanda di competenze specifiche in queste materie ed hanno riguardato soprattutto le micro/ piccole / medie imprese.
Partendo dalle esperienze fatte si può predisporre una strategia articolata, finalizzata alla realizzazione di modelli formativi specifici che tengano conto delle dimensioni di impresa, settori di attività in relazione al Prodotto/processo. Tutto ciò va legato allimpatto ambientale e alle norme di qualità (ISO ecc.) che risultano sempre più legate alla tutela della salute e della sicurezza.
La predisposizione di strumenti di formazione a distanza può rendere più efficace ed omogeneo lintervento di adeguamento.
FORMAZIONE ORGANISMI PARITETICI
Una scelta fondamentale di Governo e Regioni è quella di affidare a queste strutture, legittimando la scelta con accordi, sostenendola nei provvedimenti legislativi e consentendo, agli organismi paritetici, costituiti ai sensi della 626/94 e successivi accordi applicativi, la promozione indirizzo e controllo della formazione, gestita attraverso strutture tecniche presenti nel territorio ed anche, eventualmente, attraverso il supporto dei dipartimenti di prevenzione delle ASL e degli Istituti Centrali.
Anche in questo caso devono essere concordati livelli e certificazioni, accogliendo i criteri delle sperimentazioni più avanzate in sede regionale.
FORMAZIONE NEL CASO DI LAVORATORI INTERINALI
Anche in questi casi va stipulato un accordo che regoli i livelli dellattività formativa articolata per i settori di attività e la successiva certificazione.Nella attuazione operativa del fondo per la formazione del lavoro interinale vanno dedicate risorse a tale formazione.
FORMAZIONE NELLE ATTIVITA A MAGGIORE RISCHIO
Relativamente alla formazione per le attività a maggior rischio dei settori dellagricoltura, delledilizia, delle attività portuali, dei trasporti e delle attività estrattive si concorda sullobbligo di formare preventivamente, attraverso lutilizzo degli strumenti di bilateralità, allinserimento lavorativo ogni singolo lavoratore che acceda alle attività predette, con qualsiasi contratto e condizione lavorativa (anche lavoratori autonomi).
Anche in questo caso vanno concordati i parametri e le modalità attuative di effettuazione della formazione.
FORMAZIONE R.L.S.- R.L.S.T.
Un percorso privilegiato deve avere la formazione dei "Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza" (R.L.S. R.L.S.T.), in particolare verificando la formazione nei settori maggiormente esposti al rischio.
In questo caso i livelli devono essere dimensionati su basi più precise e riguardare mediamente ogni anno la formazione del 30% degli R.L.S R.L.S.T.. producendo una certificazione di qualità della formazione.
I costi di tale formazione vedranno la concorrenza dello Stato e la gestione sarà affidata agli strumenti della bilateralità.
RAFFORZAMENTO DEL RUOLO DEGLI R.L.S. R.L.S.T.
Crediamo opportuno suggerire un rafforzamento del ruolo degli R.L.S. R.L.S.T. che preveda la risoluzione concordata di tre grandi questioni:
CAPITOLO 4
Promozione e controllo della Pubblica Amministrazione sulligiene, la sicurezza e le condizioni di lavoro
Il Governo, le Regioni e le Parti sociali concordano circa la necessità di attivare tutti gli strumenti di coordinamento previsti in materia di sicurezza sul lavoro stipulando, entro gennaio 2000, un protocollo quadro, da implementare a livello, regionale e locale che definisca procedure certe per la consultazione preventiva e tempestiva delle parti sociali e degli organismi paritetici, regionali e provinciali (di cui allart.20 D.Lgs. 626/94) in ordine al funzionamento ed alle attività dei coordinamenti regionali e delle loro eventuali articolazioni.
Inoltre si ritiene necessario:
Nellattività del Governo, delle Regioni e degli Enti Nazionali vanno introdotti alcuni elementi certi di lavoro.
Monitoraggio conoscitivo dell applicazione del D.Lgs. 626/94 e diffusione dei risultati: