SEGNALETICA SUI LUOGHI DI LAVORO
 
 
 
 
SEGNALETICA DI SICUREZZA
 
Negli ambienti di lavoro deve esistere una idonea segnaletica di sicurezza che informi adeguatamente i lavoratori di alcune condizioni di pericolo, di alcuni divieti, di comportamenti da adottare, ecc.

art. 4 DPR 547/55

art. 4 DPR 303/56

art. 4 D.Lgs. 277/91

art. 3 D.Lgs. 626/94

   
Scopo della segnaletica di sicurezza è quello di attirare in modo rapido e facilmente comprensibile l'attenzione su oggetti, situazioni e comportamenti che hanno rilevanza ai fini della sicurezza.
 
   
La segnaletica di sicurezza non sostituisce in alcun caso le necessarie misure di protezione.
Da sola non è sufficiente ad ottemperare agli obblighi di formazione ed informazione del personale. La sua efficacia, al contrario, dipende da una costante opera di formazione ed informazione delle persone alle quali essa può risultare utile.

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 493/96

 

   
La mancanza della necessaria segnaletica di sicurezza aumenta i pericoli all'interno dei luoghi di lavoro in quanto priva i lavoratori delle informazioni più semplici ed immediate sui pericoli e sulle modalità di affrontarli.
 
   
I segnali di sicurezza consistono, a seconda dei casi, in:
 
   
- cartelli che utilizzano combinazioni di forme, colori e simboli

D.Lgs. 493/96

- colori di sicurezza
 
- segnali acustici
 
- segnali ottici
 
- comunicazione verbale
 
- segnali gestuali
 
   
Determinate modalità di segnalazione possono essere utilizzate assieme, nelle seguenti combinazioni:

D.Lgs. 493/96

   
- segnali luminosi e segnali acustici;
 
- segnali luminosi e comunicazione verbale;
 
- segnali gestuali e comunicazione verbale.
 
 
 
 
 
PRINCIPI GENERALI SULLA SEGNALETICA DI SICUREZZA
alla luce del D.Lgs. 493/96 che recepisce la Direttiva 92/58/Cee
 
1.
La segnaletica di sicurezza va prevista quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti con mezzi tecnici di protezione o con misure, sistemi o metodi di organizzazione del lavoro.
2.
La segnaletica va predisposta tenendo conto della valutazione dei rischi effettuata in conformità all'art. 4 D.Lgs. 626/94.
3.
I lavoratori devono essere informati di tutte le misure da prendere nel settore della segnaletica di sicurezza e devono ricevere una formazione adeguata, sotto forma di istruzioni precise, relativamente alla segnaletica utilizzata sul luogo di lavoro.
4.
La segnaletica di sicurezza deve essere utilizzata solo per trasmettere quelle informazioni che hanno rapporto con la sicurezza.
5.
Si applica la segnaletica relativa al traffico stradale per il traffico di analogo tipo all'interno degli stabilimenti o imprese.
6.
Contenitori e tubazioni utilizzati per contenere e trasportare sostanze e/o preparati pericolosi vanno muniti dell'etichettatura prevista dalle direttive in materia.
7.
Deve essere:
-
evitato l'affollamento di segnali;
-
evitata la contemporaneità di segnali simili;
-
garantito un adeguato contrasto fra fondo e segnale;
-
garantite manutenzione, pulizia, revisione ed eventuale sostituzione;
-
garantiti numero adeguato, corretta distribuzione, corretta collocazione;
-
garantita alimentazione di emergenza per segnali che richiedono energia.
8.
Le segnalazioni devono tenere conto di eventuali limitazioni delle capacità visive o uditive dei lavoratori causate dall'uso di DPI.
 
 
 
 
CARTELLI E COLORI DI SICUREZZA
 
1.
Caratteristiche cromatiche conformi a normativa tecnica (es. Uni 7543).
2.
Vanno sistemati, tenendo conto di eventuali ostacoli, ad altezza e posizione appropriate rispetto all'angolo di visuale:
-
in luogo ben illuminato;
-
all'ingresso della zona interessata in caso di rischio generico;
-
nelle adiacenze di un rischio o oggetto specifico.
3.
Vanno rimossi quando cessa la causa che ne giustificava la presenza.
4.
In caso di cattiva illuminazione naturale devono essere utilizzati colori fosforescenti, materiali riflettenti e illuminazione artificiale.
 
Cartelli di divieto
Vietano un comportamento
Forma rotonda
Fondo bianco, simbolo nero, bordo e sbarra rossi
   
Cartelli di avvertimento
Avvertono di un rischio o pericolo
Forma triangolare
Fondo giallo, simbolo e bordo neri
   
Cartelli di prescrizione
Prescrivono un comportamento
Forma rotonda
Fondo azzurro, simbolo bianco
   
Cartelli di salvataggio
Danno indicazioni relative a vie e mezzi di soccorso
Forma quadrata o rettangolare
Fondo verde, simbolo bianco
   
Cartelli antincendio
Forniscono indicazioni su materiale antincendio
Forma quadrata o rettangolare
Fondo rosso, simbolo bianco
   
Cartelli di informazione
Forniscono un segnale diverso dai precedenti
Forma quadrata o rettangolare
Fondo azzurro, simbolo bianco
   
Cartelli complementari
Usati in associazione ai cartelli precedenti, forniscono ulteriori informazioni
 
Segnalazione di ostacoli o punti di pericolo:
 
Per segnalare rischi d'urto contro ostacoli, rischi di caduta di oggetti o di caduta, si usano il giallo alternato al nero o il rosso alternato al bianco a sbarre inclinate di circa 45° di ampiezza commisurata alle dimensioni dell'ostacolo.
 
 
 
SEGNALETICA PERMANENTE
 
Costituita da cartelli o colori di sicurezza:
 
CARTELLI per segnalare divieti, avvertimenti e prescrizioni, per indicare l'ubicazione ed identificare i mezzi di pronto soccorso.
 
CARTELLI O COLORE DI SICUREZZA (rosso) per indicare l'ubicazione ed identificare mezzi ed attrezzature antincendio.
 
CARTELLI O COLORE DI SICUREZZA per indicare i rischi di urto contro ostacoli o di caduta.
 
COLORE DI SICUREZZA (bianco o giallo) per indicare le vie di circolazione.
 
CARTELLI (ETICHETTE) su contenitori e tubazioni per sostanze pericolose.
 
oOo
 
SEGNALETICA OCCASIONALE
 
PERICOLO OCCASIONALE, CHIAMATA DI PERSONE PER UNA SPECIFICA AZIONE, SGOMBERO URGENTE DI PERSONE richiedono segnali acustici, luminosi e/o comunicazione verbale.
 
LA GUIDA DI PERSONE CHE EFFETTUANO MANOVRE IMPLICANTI RISCHIO va fatta per mezzo di segnali gestuali e/o comunicazioni verbali
 
oOo
 
COLORAZIONI DISTINTIVE DELLE TUBAZIONI
CONVOGLIANTI FLUIDI LIQUIDI O GASSOSI
(art. 244 DPR 547/55, circolare Min. Lav. 559/61 norma UNI 5634)
 
 

VERDE

=
Acqua

GRIGIO ARGENTO

=
Vapore ed acqua surriscaldata

AZZURRO

=
Aria

GIALLO OCRA

=
Gas anche liquefatti

ROSSO

=
Acqua antincendio

VIOLETTO

=
Acidi ed alcali

MARRONE

=
Olii minerali

BIANCO

=
Alta pressione
 
 
 
 
DIMENSIONI DEI CARTELLI DI SICUREZZA
(All. 2 D.Lgs. 493/96)
 
 
LxL
A>-------
2000
 
dove
 
A = superficie del cartello in mē
L = distanza (in metri) alla quale il segnale è ancora visibile
 
La formula è applicabile fino ad una distanza di circa 50 metri.
 
 
 
 
 
 
SEGNALE FORMA GEOMETRICA QUOTA
(in mm)
DISTANZA MAX DI PERCEZIONE (in m)
4 8 10 16 25


DIVIETO

 
D 110 160 260 420 650


AVVERTIMENTO

 
L 140 210 350 560 880


ANTINCENDIO
SALVATAGGIO
INFORMAZIONE
 
D 100 140 230 370 580
L 140 210 350 560 880
H 60 90 150 240 380


PRESCRIZIONE

 
D 110 160 260 420 650
 
 
 
 
 
 
FORMA
COLORE
     
 
ROSSO
 
 
DIVIETO
 
MATERIALE
ANTINCENDIO
 
GIALLO
 
ATTENZIONE:
AVVISO DI
PERICOLO
 
 
VERDE
 
   
DISPOSITIVI DI SOCCORSO
SITUAZIONI DI SICUREZZA
 
AZZURRO
 
 
PRESCRIZIONE
 
 
INFORMAZIONI
ISTRUZIONI
 
 
 
COLORI DI SICUREZZA
SIGNIFICATO O SCOPO
ESEMPI DI APPLICAZIONE
 
ROSSO

ARRESTO DIVIETO
SEGNALE DI ARRESTO
DISPOSITIVI DI ARRESTO DI EMERGENZA
SEGNALE DI DIVIETO
Questo colore viene impiegato anche per segnalare il materiale antincendio
 
 
GIALLO
 
 
ATTENZIONE!
PERICOLO LATENTE
SEGNALETICA DI PERICOLO
(INCENDIO, ESPLOSIONE, RADIAZIONI,
SOSTANZE CHIMICHE, ECC.)
SEGNALETICA DI SOGLIE,
PASSAGGI PERICOLOSI, OSTACOLI
 
 
VERDE
 
 
 
SITUAZIONE DI SICUREZZA
PRONTO SOCCORSO
 
SEGNALETICA DI PASSAGGI E DI USCITE DI SICUREZZA
DOCCE DI SOCCORSO DI SALVATAGGIO
 
 
AZZURRO
 
SEGNALE DI PRESCRIZIONE
INFORMAZIONI
 
OBBLIGO DI PORTARE UN EQUIPAGGIAMENTO INDIVIDUALE DI SICUREZZA
UBICAZIONE INFERMERIA
E' da considerare come colore di sicurezza solo in combinazione con simboli o con testo su segnali di prescrizione o di informazione con istruzioni tecniche di sicurezza
 
 
 
 
 
CARTELLI SEGNALETICI
D.Lgs. 493/96
 
 
SEGNALI DI DIVIETO
Vietato fumare
Vietato fumare
o usare fiamme libere
Vietato ai pedoni
Divieto di spegnere
con acqua
Acqua non potabile
SEGNALI DI PRESCRIZIONE
Protezione obbligatoria degli occhi
Casco di protezione obbligatoria
Protezione obbligatoria dell'udito
Protezione obbligatoria delle vie respiratorie
Calzature di sicurezza obbligatoria
Guanti di protezione obbligatoria
SEGNALI DI AVVERTIMENTO
Materiale infiammabile o alta temperatura
Materiale esplosivo
Sostanze velenose
Carrelli di movimentazione
Sostanze corrosive
Materiali radioattivi
Carichi sospesi
Tensione elettrica pericolosa
Pericolo generico
Raggi laser

SEGNALI DI SALVATAGGIO
Pronto soccorso
Pronto Soccorso
Uscita d'emergenza
Uscita d'emergenza
 
 
 
SEGNALI GESTUALI
D.Lgs. 493/96
 
Un segnale gestuale deve essere preciso, semplice, ampio, facile da eseguire e da comprendere e nettamente distinto da un altro segnale gestuale.
 
L'impiego contemporaneo delle due braccia deve farsi in modo simmetrico e per un singolo segnale gestuale.
 
La persona che emette i segnali, detta "segnalatore", impartisce, per mezzo di segnali gestuali, le istruzioni di manovra al destinatario dei segnali, detto "operatore".
 
Il segnalatore deve essere in condizioni di seguire con gli occhi la totalità delle manovre, senza essere esposto a rischi a causa di esse. Se ciò non è possibile, occorre prevedere più segnalatori ausiliari.
 
Il segnalatore deve rivolgere la propria attenzione esclusivamente al comando delle manovre e alla sicurezza dei lavoratori che si trovano nelle vicinanze.
 
Quando l'operatore non può eseguire con le dovute garanzie di sicurezza gli ordini ricevuti, deve sospendere la manovra in corso e chiedere nuove istruzioni.
 
 
 
 
 
GESTI CONVENZIONALI DA UTILIZZARE
 
Significato
Descrizione
Figura
 
A. Gesti generali
 
INIZIO
Attenzione
Presa di comando
Le due braccia sono aperte in senso orizzontale, le palme delle mani rivolte in avanti
ALT
Interruzione
Fine del movimento
Il braccio destro è teso verso l'alto, con la palma della mano destra rivolta in avanti
FINE
delle operazioni
Le due mani sono giunte all'altezza del petto
 
B. Movimenti verticali
 
SOLLEVARE
Il braccio destro, teso verso l'alto, con la palma della mano destra rivolta in avanti, descrive lentamente un cerchio
ABBASSARE
Il braccio destro, teso verso il basso, con la palma della mano destra rivolta verso il corpo, descrive lentamente un cerchio
DISTANZA VERTICALE
Le mani indicano la distanza
 
 
 
 
 
Significato
Descrizione
Figura
 
A. Movimenti orizzontali
 
AVANZARE
Entrambe le braccia sono ripiegate, le palme delle mani rivolte all'indietro; gli avambracci compiono movimenti lenti in direzione del corpo
RETROCEDERE
Entrambe le braccia piegate, le palme delle mani rivolte in avanti; gli avambracci compiono movimenti lenti che s'allontanano dal corpo
A DESTRA
rispetto al segnalatore
Il braccio destro, teso più o meno lungo l'orizzontale, con la palma della mano destra rivolta verso il basso, compie piccoli movimenti lenti nella direzione
A SINISTRA
rispetto al segnalatore
Il braccio sinistro, teso più o meno in orizzontale, con la palma della mano sinistra rivolta verso il basso, compie piccoli movimenti lenti nella direzione
DISTANZA
ORIZZONTALE
Le mani indicano la distanza
 
 
 
 
 
 
Significato
Descrizione
Figura
 
D. Pericolo
 
PERICOLO
Alt o arresto di emergenza
Entrambe le braccia tese verso l'alto; le palme delle mani rivolte in avanti
MOVIMENTO RAPIDO
I gesti convenzionali utilizzati per indicare i movimenti sono effettuati con maggiore rapidità
MOVIMENTO LENTO
I gesti convenzionali utilizzati per indicare i movimenti sono effettuati molto lentamente
 
 
 
 
 
 
 
ELENCO DELLE PRINCIPALI DISPOSIZIONI CHE RICHIEDONO
SEGNALAZIONI DI SICUREZZA
 
DPR 27 aprile 1955, n. 547
 
Art. 8
"Vie di circolazione, zone di pericolo, pavimenti e passaggi"
Segnalazione delle zone di pericolo e degli ostacoli
 
Art. 9
"Solai"
Indicazione della portata
 
Art. 10
"Aperture nel suolo e nelle pareti"
Segnalazione
 
Art. 11
"Posti di lavoro e passaggio"
Segnalazione del rischio di caduta materiale (se presente)
 
Art. 13
"Vie ed uscite di emergenza"
Segnalazione, se del caso, con illuminazione di emergenza
 
Art. 31
"Illuminazione sussidiaria"
Avviso di istruzione qualora questa non entri in funzione automaticamente
 
Artt. 33, 34 e 35
"Difesa contro gli incendi"
Segnalazione mezzi antincendio
Divieto di fumare in zone a rischio
Divieto di usare fiamme libere in zone a rischio
Divieto di usare acqua come mezzo antincendio in presenza di alta tensione o sostanze in grado di reagire violentemente con l'acqua
 
Art. 48
"Divieto di pulire, oliare, ingrassare organi in moto"
 
Art. 49
"Divieto di riparare e registrare organi in moto"
 
Art. 50
"Segregazione dei motori"
Divieto di accesso per i non addetti
 
Art. 53
"Organi di comando e arresto di macchine e sistemi complessi"
Segnalazione con mezzi ottici e/o acustici
Cartelli indicatori per i comandi dell'arresto e della segnalazione
 
 
 
Art. 54
"Avviamento dei motori"
Segnalazione acustica e/o ottica
Cartello richiamante l'obbligo della segnalazione
 
Art. 67
"Preavviso di avviamento di trasmissioni"
Segnale acustico
 
Art. 76
"Organi di comando per la messa in moto delle macchine"
Indicazione dei comandi di messa in moto ed arresto
 
Art. 80
"Preavviso di avviamento di macchine complesse"
Segnale acustico
 
Art. 86
"Mole abrasive"
Cartello con indicazioni di diametro max, numero di giri e tipo di impasto
 
Art. 171
"Mezzi di sollevamento"
Indicazione della portata massima
 
Art. 183
"Organi di comando dei mezzi di sollevamento e trasporto"
Indicazione delle manovre a cui servono
 
Art. 185
"Avvisi per le modalità delle manovre di mezzi di sollevamento"
Cartello recante istruzioni circa le modalità di manovra, portata e codice dei segnali prestabiliti per le manovre
 
Artt. 186 e 187
"Passaggi e posti di lavoro sotto carichi sospesi"
Segnali di pericolo nel campo d'azione dei mezzi di sollevamento
Segnali acustici e/o ottici per consentire l'allontanamento delle persone durante le manovre
 
Artt. 215, 224, 226 e 227
"Mezzi meccanici di trasporto e vie di transito"
Segnalazione di percorsi
Segnaletica stradale (limiti velocità, ecc.)
Segnalazione vie di transito che incrociano uscite o passaggi
Segnalazione di divieto di transito per vie di transito non percorribili
 
Art. 233
"Organi di comando e manovra di impianti ed apparecchi"
Indicazioni relative alla loro funzione
 
Artt. 236 e 237
"Lavori entro tubazioni, recipenti canalizzazioni, ecc."
Divieto di manovrare i dispositivi di chiusura ed isolamento
Divieto di usare fiamme libere se si sospetta presenza di gas
 
 
 
Art. 244
Contrassegnatura di tubazioni e canalizzazione contenenti liquidi e/o gas pericolosi
(Vedi anche:
-
numero 12/1960 del Foglio "Sicurezza nel lavoro" dell'Enpi
-
Circolare Ministero del Lavoro n. 559/61
-
Norme Uni 5634 e 4100
-
Decreto Legislativo 493/96
 
Art. 249
Indicazione di "vuoto" / "pieno" dei contenitori per il trasporto di sostanze o prodotti pericolosi
 
Art. 269
"Apparecchi elettrici"
Targa recante valori di tensione, intensità, tipo di corrente ed altre caratteristiche necessarie all'uso
 
Art. 287
"Quadri di distribuzione e manovra"
Indicazione dei circuiti cui si riferiscono gli organi di comando
 
Art. 303
"Locali contenenti accumulatori elettrici"
Divieto di fumare e di usare fiamme libere
 
Artt. 337, 338, 339, 342 e 343
"Officine e cabine elettriche, luoghi con impianti ad A.T."
 
Esposizione dello schema dell'impianto
Tabella con indicazione della colorazione dei conduttori e della relativa tensione
Sulla porta:
segnale di pericolo di morte
  divieto di usare acqua per spegnere incendi
  divieto di accesso alle persone non autorizzate
Divieto di depositare materiali non attinenti l'esercizio dell'impianto
Cartello recante istruzioni sui soccorsi ai colpiti da corrente elettrica
 
Art. 352
"Materie e prodotti pericolosi e nocivi: fabbricazione, manipolazione, utilizzazione, deposito"
Affissione di segnaletica informativa di carattere generale all'ingresso dello stabilimento
Affissione di disposizioni ed istruzioni specifiche nei luoghi di lavoro e presso singole macchine o apparecchi
 
Art. 367
"Investimento da liquidi corrosivi"
Segnalazione dei dispositivi di emergenza (docce con acqua o soluzioni neutralizzanti)
 
Artt. 369 e 387
"Maschere ed apparecchi respiratori"
Indicazione del luogo in cui sono conservati
 
 
 
Artt. 380-387
"Dispositivi di protezione individuale"
 
Obbligo di uso di:
-
dispositivi di:
 
  * protezione dei capelli (380)
  * protezione del capo (381)
  * protezione degli occhi (382)
  * protezione delle mani (383)
  * protezione dei piedi (384)
  * protezione di altre parti del corpo (385)
-
cinture di sicurezza (386)
 
-
maschere respiratorie (387)
 
 
 
 
 
DPR 19 marzo 1956, n. 303
 
Art. 4
"Obblighi dei datori di lavoro, dirigenti e preposti"
Informazioni sui rischi specifici e sulle misure di prevenzione
 
Art. 18
"Difesa dalle sostanze nocive"
Indicazione del contenuto dei recipienti (art. 355 DPR 547/55)
 
Artt. 27, 28, 29 e 30
"Servizi sanitari"
Apposizione di opportuni cartelli di salvataggio o soccorso
 
Art. 32
"Personale sanitario"
Nei casi previsti, cartello recante nominativo e recapito del medico o del Pronto Soccorso
 
 
 
 
D.Lgs. 15 agosto 1991, n. 277
 
Art. 33
"Operazioni lavorative particolari"
Cartelli segnaletici "ZONA AD ALTO RISCHIO - POSSIBILE PRESENZA DI POLVERE DI AMIANTO IN CONCENTRAZIONE SUPERIORE AI VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE"
 
Art. 41, 2° e 3° comma
"Misure organizzative, tecniche e procedurali"
Cartelli recanti avviso di possibilità di esposizione personale quotidiana maggiore di 90 dB(A) o avviso di Pressione acustica istantanea maggiore di 200 Pa.
Delimitazione delle aree con rischio di Lep,d > 90 o di Pressione > 200 Pa
 
 
Più articoli del decreto impongono l'obbligo di formazione e informazione sui rischi, nonché l'obbligo di protezioni individuali.
Ricorrendo le condizioni richieste, andranno predisposti cartelli recanti la prescrizione di uso dei DPI, cartelli recanti informazioni circa il corretto uso dei DPI, cartelli recanti il divieto di fumare, assumere cibi o bevande, ecc.
 
 
 
 
R.D. 15 marzo 1923, n. 692
 
Art. 12
Esposizione dell'orario di lavoro
 
 
 
 
 
DPR 7 gennaio 1956, n. 164
 
Art. 4
"Viabilità nei cantieri"
Segnalazioni opportune nelle vie di accesso e nei punti pericolosi non proteggibili
 
Art. 12
"Plateamento e sbancamento"
Divieto di presenza di operai sul ciglio dello scavo e nel raggio di azione dello scavatore.
Divieto di avvicinarsi alla base della parete di attacco.
 
Art. 15
"Presenza di gas negli scavi"
Divieto di usare fiamme libere
Obbligo di uso di DPI (maschere e respiratori, cinture di sicurezza con bretelle collegate a funi di salvataggio)
 
Art. 38
Divieto di gettare dall'alto gli elementi metallici dei ponteggi. Divieto di salire e scendere lungo i montanti
 
Art. 62
Divieto di transito lungo tratti di binario in pendenza