Tabella 7

ESEMPIO DI PROCEDURA OPERATIVA PER LO SGANCIAMENTO

E L’AGGANCIAMENTO DEI RIMORCHI E SEMIRIMORCHI

 

Operazione di sganciamento dei rimorchi.

Scegliere un terreno piano o comunque con pendenza limitata. Posizionarsi in modo che l’autocarro sia in linea retta e azionare il freno di stazionamento.

Posizionare su un asse fisso del rimorchio gli appositi cunei di stazionamento e assicurarsi che il veicolo resti perfettamente immobile provando a disinserire qualche istante il freno di stazionamento.

Sganciare tutti i giunti (aria, elettrico, ecc. ...), azionare il dispositivo manuale di stazionamento del rimorchio, disinserire la sicura e togliere la spina dalla campana di giunzione.

Sganciare il veicolo motrice, reinserire la spina e la sicura nella campana.

N.B.

Assicurarsi sempre che fra la spina e la boccola della campana non ci sia gioco e che il freno di stazionamento manuale del rimorchio sia sempre funzionante.

Operazione di agganciamento dei rimorchi:

Posizionare il veicolo motrice anteriormente al rimorchio in modo che l’autotreno sia in linea retta e verificare che l’occhione del timone sia alla stessa altezza dell’incavo della campana.

Disinserire la spina dalla campana, retrocedere con il veicolo motrice fino a quando l’occhione del timone si appoggia all’interno della campana.

Azionare il freno di stazionamento, inserire la spina e la sicura nella campana e agganciare tutti i giunti (aria, elettrico, ecc. ...).

Disinserire il freno di stazionamento manuale del rimorchio e togliere i cunei.

E’ buona norma controllare prima di partire che non ci siano pneumatici sgonfi o bucati battendo con un martello sul fianco di ognuno.

N.B.

Verificare che l’arresto automatico del rimorchio sia efficiente:

dopo aver caricato d’aria i serbatoi, staccare i giunti aria e mettere in movimento l’autotreno; se il freno automatico funziona il rimorchio resta bloccato.

Collegamento giunti elettrici:

dopo aver collegato il giunto elettrico verificare che tutte le lampadine siano funzionanti.

 

Operazione di sganciamento dei semirimorchi:

Scegliere un terreno piano o comunque con pendenza limitata. Posizionarsi in modo che il trattore e il semirimorchio siano in linea retta, azionare il freno di stazionamento e sganciare i giunti (aria, elettrico ecc...).

Se trattasi di semirimorchio a sospensioni pneumatiche bisogna scaricare completamente le sospensioni.

Posizionare su un asse fisso del semirimorchio i cunei di stazionamento e abbassare le zanche del sollevatore telescopico fino a terra.

Liberare il perno dalla ganascia con l’apposita maniglia e poi sollevare di nuovo le zanche fino a che il semirimorchio non grava più sulle sospensioni posteriori del trattore evitando però che la contropiastra del semirimorchio si sollevi dalla ralla. (se la maniglia che aziona il chiavistello di sicurezza dovesse essere bloccata, provare a disinserire un istante il freno di stazionamento del trattore).

Azionare il dispositivo manuale di stazionamento del semirimorchio. Ora si può sganciare il trattore dal semirimorchio.

N.B.

Controllare frequentemente che il perno non abbia gioco nella ralla quando la ganascia è chiusa.

Operazione di agganciamento dei semirimorchi.

Posizionare il veicolo trattore anteriormente al semirimorchio e in linea retta con esso.

Verificare che la leva della ralla sia aperta e che il piano ralla sia almeno 5 cm. più basso della contropiastra del semirimorchio ma non troppo alto da cozzare con la parte anteriore del pianale.

Retrocedere con il trattore fino a far scattare il dispositivo automatico di bloccaggio della ganascia all’interno della ralla. Azionare il freno di stazionamento.

Agganciare il moschettone di sicurezza, collegare tutti i giunti (aria, elettrico ecc...).

Disinserire il freno di stazionamento manuale del semirimorchio e togliere i cunei. E’ buona norma controllare prima di partire che con ci siano pneumatici sgonfi o bucati battendo con un martello sul fianco di ognuno.

N.B.

Verificare che l’arresto automatico del semirimorchio sia efficiente: dopo aver caricato d’aria i serbatoi, staccare i giunti aria e mettere in movimento l’automezzo; se il freno automatico funziona il semirimorchio resta bloccato.

Collegamento giunti elettrici:

dopo aver collegato il giunto elettrico verificare che tutte le lampadine siano funzionanti.

Tabella 8

NORME TECNICHE E LEGISLATIVE PER L’USO,

LA MANUTENZIONE E LO STAZIONAMENTO

DEI CARRELLI ELEVATORI

 

Tipo carrello elevatore:

Ť Elettrico

Ť Diesel

Ť Benzina

Ť GPL (art. 221/547)

1)

E’ necessario che esista il libretto di uso e manutenzione

2)

Il carrello deve essere usato da persone che abbiano la qualifica di "mulettista", previo opportuno addestramento.

3)

A fine servizio, il muletto:

 

- deve essere bloccato

 

- devono essere tolte le chiavi

 

- deve essere impedito l’uso al personalenon autorizzato

 

art. 218/547)

4)

Manutenzione (artt. 179-374-375/547)

 

a) Oltre alla normale manutenzione devono essere effettuate verifiche alle catene ogni 3 (tre) mesi

 

b) Nella normale manutenzione annuale deve essere almeno verificata l’EFFICIENZA di:

 

- Freni

 

- Circuito idraulico

 

- Forche

 

- Ruote

 

- Montanti

 

- Protezioni antinfortunistiche

 

c) E’ opportuno che esista il libretto di Manutenzione interna in cui vengono registrati CRONOLOGICAMENTE gli interventi e le verifiche da personale specializzato.

5)

Verifiche dei dispositivi di sicurezza

 

a) I comandi relativi agli organi di sollevamento devono avere il ritorno automatico in posizione neutra (art. 183/547).

 

b) I comandi devono essere protetti (art. 183/547) contro interventi accidentali con:

 

- telai appositamente sagomati

 

- blocchi meccanici delle leve

 

- consensi elettrici supplementari.

 

c) Il posto di manovra deve essere protetto da un tettuccio che impedisce il passaggio di materiali anche minuti (n. ISO 6055, C.M.L. 9/79 - 65/80, art. 182/547).

 

d) La parte anteriore del carrello deve essere protetta da rete metallica o lastra trasparente.

 

e) Il carrello deve essere provvisto di sistema atto ad impedire una partenza accidentale

 

a continuare la propria corsa in caso di mancanza di operatore alle forche di scendere liberamente in caso di fermo motore (valvola di non ritorno).

 

f) Il carrello diesel deve essere provvisto di fermo del motore nel caso di disinserimento della chiave di accensione (art. 82, C.M.L. 254/76).

 

g) Deve essere previsto un blocco che impedisca alle forche di scendere liberamente in caso di fermo del motore (valvola di non ritorno).

 

h) Durante la discesa delle forche con il motore fermo e nel caso di distacco e/o fessurazioni di un condotto idraulico, è necessario che ci sia un dispositivo che rallenti la discesa delle forche (valvola parzializzatrice - artt. 174 e 192).

 

i) Nel caso di carrelloa GPL, le bombole e i tubi di adduzione del gas devono essere protetti da urti, strappi, ecc., con riparti rigidi (art. 221).

 

l) Nel carrello elettrico la batteria deve essere saldamente assicurata e bloccata con gli appositi fermi.

 

m) Il carrello a GPL deve essere parcheggiato quando non si usa:

 

- sotto tettoia esterna

 

- in garage chiuso

 

- in garage sotterraneo

 

- nel reparto produttivo

6)

Locale di ricarica

 

La zona ricarica delle batterie deve essere:

 

- in locale separato comunicante direttamente con l’esterno

 

- in locale separato e dotato di dispositivo di aspirazione e/o ventilazione funzionante contemporaneamente alla messa in carica delle batterie con punti di aspirazione collocati nella parte alta del locale

 

- gli interruttori, le lampade, le derivazioni, ecc., distanti fino a 3 metri dal punto di carica, devono essere del tipo AD.FT IP44

 

- le pinze di attacco devono essere dotate di dispositivo che consente il passaggio di corrente solo dopo il contatto con i morsetti della batteria

 

- deve essere esposta nella zona ricarica batterie la segnaletica di "vietato fumare o usare fiamme libere"

 

 

MOVIMENTAZIONE CON CARRELLI ELEVATORI

 

Il carrello elevatore deve sottostare alle norme di sicurezza come mezzo di trasporto, di sollevamento ed inoltre deve essere utilizzato in un ambiente che ne consenta un esercizio adeguato.

Nel considerare l’inserimento di un carrello in un ambiente si dovranno quindi valutare:

a)

la rispondenza del mezzo alle necessità operative: portata adeguata al carico, uso limitato ai soli mezzi a trazione elettrica in locali chiusi, protezioni AD per zone con pericolo di esplosione;

b)

l’efficacia del programma di manutenzione;

c)

l’adeguata formazione del personale;

d)

le condizioni di sicurezza dei percorsi;

e)

le norme ben definite di comportamento per gli operatori;

f)

le procedure per l’espletamento di tutte le operazioni necessarie all’uso dei carrelli: carica batterie, manipolazione acido solforico, ecc. I principali dispositivi di sicurezza installati sui carrelli elevatori sono:

1) la rete o la lastra anticesoiamento fissata sui montanti di sollevamento del carico (o sulla parte frontale della cabina);

2) il tettuccio di protezione del posto di guida contro le cadute di materiale dall’alto. Questa protezione nei carrelli con uomo a terra è sostituibile con una piastra reggicarico;

3) i dispositivi contro la discesa del carico in caso di mancanza di forza motrice;

4) i dispositivi di blocco istantaneo su tutti i tipi di carrello, anche Diesel;

5) i comandi dotati di protezione contro l’azionamento accidentale e con ritorno automatico in posizione neutra;

6) il dispositivo antiscarrucamento sulle pulegge superiori delle catene di sollevamento.

Altri dispositivi dovranno essere installati in casi particolari (esempio: uso di bombole di GPL). Il percorso dei carrelli dovrà avere una circolazione regolata, gli ostacoli, buche, chiazze di olio, inclinazioni eccessive o brusche andranno eliminati per quanto possibili dai percorsi.

Va posta attenzione alle curve cieche, mediante specchi, obbligo di segnali acustici e velocità moderata; tutti i passaggi (anche grigliati e passerelle) devono avere i necessari requisiti di portata.

In caso di rampe di carico per evitare la caduta dei carrelli, si useranno fermaruote per i mezzi da caricare, piazzali di carico con pendenze idonee, o perlomeno, l’eliminazione di pendenze che facciano allontanare i mezzi non frenanti dalle rampe di carico; si potranno anche installare cancelli automatici o semiautomatici aperti solo se è presente il mezzo da caricare.

Gli addetti ad operazioni di manutenzione che prevedono anche la carica degli accumulatori, devono essere sottoposti a visita medica periodica.

 

Tabella 9

 

ELENCO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

 

 

Da tenere sempre in buono stato su ogni automezzo e da usare nelle fasi di carico e scarico

:

- guanti in pelle

- elmetto di protezione

- scarpe antinfortunistiche

- equipaggiamento ADR (per trasporti di merci pericolose)

- bretelle rinforzanti in tessuto fluorescente a bandoliera o a incrocio

- giaccone impermeabile antipioggia.

 

In officina:

- tamponi o inserti auricolari

- cuffie antirumore

- visiere o occhiali

- mascherina antipolvere

- guanti in gomma in PVC antiacido

- mascherina con filtro per verniciatura

- scarpe antinfortunistiche

 

Tabella 10

 

ELENCO DEI DISPOSITIVI IN DOTAZIONE DELL’AUTOMEZZO

 

 

- Ceppi fermaruote

- Tendicinghie

- Cricchetti

- Stecche fermacarico

- Dotazione ADR (per trasporti di merci pericolose)

- Catene da neve

- Materiali in dotazione forniti dalla casa costruttrice dell’automezzo

- Cassetta di pronto soccorso (pacchetto di medicazione).

 

 

Tabella 11

ELENCO NON ESAUSTIVO DEI CONTROLLI

E PICCOLE MANUTENZIONI

Controlli giornalieri:

- perdite olio motore

- perdite liquido impianto sollevamento

- funzionamento tergicristalli

- funzionamento impianto tergifari

- funzionamento dell’impianto elettrico

- funzionamento dell’impianto di illuminazione

Controlli settimanali:

- perdite liquido impianto frenante

- livello dell’olio motore

- livello del liquido di raffreddamento motore

- livello del liquido dell’impianto frenante

- presenza di acqua di condensa nei serbatoi dell’aria

- ingrassaggio albero di trasmissione

- condizioni dei manicotti

- pressione ed usura pneumatici tubeless

- pressione, sostegno e usura pneumatici di scorta

- condizioni del pianale di carico

Controlli mensili:

- livello dell’acqua delle batterie

- ingrassaggio fuselli sterzo

- ingrassaggio spinotti balestre e stato balestre

- stato dei filtri dell’aria

- stato delle sospensioni pneumatiche

- funzionamento dei freni di servizio

- funzionamento del freno di stazionamento

- funzionamento e condizione attacchi rimorchio e semirimorchio

- condizione del telaio

Tabella 12

 

TABELLA PROGRAMMAZIONE MISURE

 

Il programma di attuazione delle misure di prevenzione e protezione viene redatto a seguito di tutte le indagini fatte riportate in ciascun punto del presente documento, tenendo conto delle caratteristiche dimensionali, strutturali e produttive dell’azienda e valutando la compatibilità con le risorse umane, economiche e finanziare disponibili.

 

TIPO DI INTERVENTO

DA

ATTUARE

ENTRO IL

MISURA TEMPORANEA

SOSTITUTIVA

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

 

DATA: ___________________

TIMBRO E FIRMA: ____________________