- Linee guida vibrazioni (File tipo Adobe Pdf, 1,8 Mb)
E' noto che l'esposizione umana a vibrazioni meccaniche puņ rappresentare
un fattore di rischio rilevante per i lavoratori esposti.
L'angiopatia e l'osteoartropatia da vibranti sono riconosciute come
malattie professionali dalla Commissione dell'Unione Europea
(90/326/EEC, Annex I, voci 505.01 e 505.02) e dalla legislazione del
nostro Paese (D.P.R. 336/94: (i) voce 52 della tabella delle malattie
professionali nell'industria; (ii) voce 27 della tabella delle malattie professionali
nell'agricoltura, limitatamente alle lavorazioni forestali con
uso di motoseghe portatili). Le sole osteoangioneurosi da vibranti
costituiscono nel nostro Paese la quinta causa di malattia professionale
indennizzata dall'INAIL. Tuttavia in Italia non esistono ancora disposizioni
normative specifiche in materia di rischio da esposizione a
vibrazioni, che definiscano una politica generale di prevenzione in termini
di misure tecniche, organizzative e procedurali tese alla tutela dei
lavoratori esposti a vibrazioni, analogamente a quanto prevede il
D.Lgs.277/91 in relazione all'esposizione lavorativa al rumore. D'altra
parte, l'obbligo di valutare il rischio e di attuare le appropriate misure di
prevenzione, protezione e sorveglianza sanitaria, stabilito in generale
per tutti i fattori di rischio dal D.Lgs.626/94, vale anche per l'esposizione
professionale alle vibrazioni. Va ricordato in proposito che per questo
agente di rischio è ancora in vigore l'articolo 24 del DPR 303/56
"Rumori e scuotimenti" che recita: "Nelle lavorazioni che producono
scuotimenti, vibrazioni o rumori dannosi ai lavoratori, devono adottarsi
i provvedimenti consigliati dalla tecnica per diminuirne l'intensità".
A livello europeo, è stata pubblicata nel 1993 sulla Gazzetta Ufficiale
della Comunità Europea una "Proposta di Direttiva del Consiglio sulle
norme minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori
ai rischi derivanti dagli agenti fisici" n. 93/C77/02, successivamente
modificata dalla Proposta di Direttiva n. 94/C230/03. Tale Proposta
riguarda l'esposizione professionale ad una serie di agenti fisici tra cui
le vibrazioni meccaniche trasmesse al sistema mano-braccio e al
corpo intero, e si inquadra nell'ambito delle direttive sociali emesse in
applicazione della direttiva quadro sui luoghi di lavoro 89/391/CEE.
Allo stato attuale è in corso di preparazione una nuova versione della
direttiva e non è possibile prevederne la data di pubblicazione sulla
Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee. Va comunque tenuto presente
che alcuni orientamenti sono stati già recepiti dal DPR 459/96
"Direttiva Macchine" (recepimento della direttiva comunitaria
89/392/CEE), che adotta per le vibrazioni trasmesse al corpo intero e
al sistema mano-braccio gli stessi livelli di azione assunti dalla
Proposta di Direttiva sugli Agenti Fisici 93/C77/02, come verrà discusso
in dettaglio nel seguito.
In mancanza di riferimenti di legge specifici, ai fini della valutazione
del rischio è necessario ricorrere alle norme di buona tecnica. Il principale
riferimento per la misurazione e la valutazione del rischio di
esposizione professionale alle vibrazioni al sistema mano-braccio è
costituito dallo standard ISO 5349: 2001 (attualmente in fase di revisione),
che è anche norma europea sperimentale ENV 25349: 1992.
Per quanto riguarda le vibrazioni al corpo intero, il riferimento tecnico
per la misurazione e la valutazione del rischio di esposizione professionale
è costituito dallo standard ISO 2631-1: 1997.
Nel tentativo di colmare l'attuale carenza di criteri valutativi ai fini della
prevenzione del rischio da esposizione a vibrazioni, un rischio che
determina il 4-5% delle malattie professionali indennizzate dall'INAIL,
ed in ottemperanza ad uno dei propri scopi istituzionali, l'ISPESL ha
attivato uno specifico Gruppo di Lavoro, cui ha affidato l'incarico prioritario
di proporre Linee Guida per la valutazione del rischio da esposizione
a vibrazioni e la redazione dei rapporti di valutazione.
L'obiettivo di queste Linee Guida è pertanto quello di fornire uno
schema di riferimento che orienti le aziende ed i loro consulenti ad
una risposta corretta agli adempimenti attualmente fissati dalla legge
relativamente al rischio vibrazioni, tenendo anche conto del dibattito
tecnico e scientifico che si è sviluppato sull'argomento nell'ultimo
periodo.
La prima parte delle Linee Guida è dedicata alle vibrazioni trasmesse
al sistema mano-braccio, mentre la seconda parte tratta delle vibrazioni
trasmesse al corpo.
Resta inteso che non appena sarà emanata da parte dell'Unione
Europea una apposita direttiva sull'esposizione professionale alle
vibrazioni, attualmente in fase di avanzata definizione, le presenti
Linee Guida saranno allineate a quanto disposto nella direttiva.
Riferimento
Dott. Pietro Nataletti:pietro.nataletti@ispesl.it
(*) Le modifiche apportate riguardano esclusivamente
i par.: premessa, 1.3, 1.4, 1.5, 1.5.1, 2.5.1
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