< Linee guida - Laboratori scientifici (2/4)
CAPITOLO 4


(A) - RICOGNIZIONE DEI RISCHI PRESENTI NEGLI UFFICI AMMINISTRATIVI
(B) - RICOGNIZIONE DEI RISCHI PRESENTI NEI LABORATORI


La ricognizione dei Rischi proposta nelle schede che seguono evidenzia, per ciascuna delle attività, i Rischi per la sicurezza (Rischi infortunistici) e Rischi per la salute (Rischi igienico ambientali ed organizzativi). Per ognuno di essi vengono riportati i corrispondenti interventi di prevenzione e/o protezione o la eventuale misura di sicurezza più adeguata alla risoluzione della problematica emersa.

(A) - RICOGNIZIONE DEI RISCHI, MISURE DI SICUREZZA E INTERVENTI DI PREVENZIONE NEGLI UFFICI AMMINISTRATIVI

ATTIVITA’ LAVORATIVA

RISCHI PER LA SICUREZZA -
(R. ANTINFORTUNISTICI) E MISURE DI PREVENZIONE

RISCHI PER LA SALUTE. RISCHI IGIENICO AMBIENTALI E ORGANIZZATIVI

MISURE DI SICUREZZA, INTERVENTI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

LAVORO D’UFFICIO

Strutture:

  • altezza (h) soffitti
  • numero porte e uscite
  • rapporto superf./finestre
  • ingombro e ostacoli
  • soppalchi (h, uso e stabilità)
  • luce emergenza
  • pareti attrezzate (ingombri e urti)

Impianti elettrici:

  • normative di impiego ed utilizzo

Microclima:

  • temperatura, U. R., ventilazione.

¨

Condizionamento aria:

  • temperatura, U. R., ventilazione;
  • quantità di aria e ricambi orari;
  • aumento di CO2 e di v.o.c. per scarso numero di ricambi orari o eccesso di riciclo
  • inquinamento microbico (es. legionella).

¨

  • Controllo ed intervento sui parametri

¨

  • Preferibilmente a totale ricambio d’aria, o comunque massimo riciclo 30%
  • Controllo: CO2 < 0,1% º 1000 ppm, T 18°-20° C, U.R. = 50± 5%
  • Ventilazione v = 0,1 - 0,2 m/sec., portata Q = 20 m3 /h/pers


¨

 

(Norme CEI, L. 46/90).

Qualità dell’aria:

  • inquinamento in door

Fotocopiatrice:

- ozono O3 (lampade)

- formaldeide (carta patinata)

- polvere di toner

- idrocarburi volatili (v.o.c.).

¨

Ambiente ampio, ventilato e manutenzione:

  • efficienza e sostituzione periodica dei filtri
  • cambio e smaltimento del toner (appalto d’opera tramite ditta autorizzata)

¨

   

Mobili d’ufficio in truciolato:

  • formaldeide
  • monomeri isocianici

¨

  • Ventilazione


¨

   

Liquidi e prodotti per pulizia mobili:

  • emissione nel tempo di:

- alcoli; - cellosolve

- fenoli; - v.o.c.

¨

  • Utilizzo di prodotti non irritanti
  • Uso moderato
  • Specifica di appalto d’opera

 


¨

   

Rivestimenti e moquette:

  • formaldeide
  • acrilati
  • v.o.c.

¨

  • Pulizia idonea
  • Idoneo numero di ricambi d’aria

 

 

¨

   

Coibentanti:

  • fibre di lana di vetro
  • lana di roccia
  • fibre di amianto (in caso di ambienti con protezione incendio)

¨

  • Controllo emissione polvere e fibre per usura o per interventi tecnici (perforazione, tagli, ecc.)

 

 

¨

   

Carte autocopianti:

uffici copia e centri meccanografici

¨

  • Tipologia priva di P.C.B.

 

¨

   

Videoterminali (VDT):

  • Problematiche ergonomiche ed oftalmologiche (postura e schermi)
  • Sedile a cinque appoggi con spalliera e sedili regolabili;
  • posizionamento antiriflesso da luce artificiale o naturale (illuminotecnica)
  • U. R. > 40%
  • assenza di inquinanti chimici
  • ventilazione ambiente < 0,1 m. sec
  •        

    LAVORO DI SPORTELLO

    Strutture:

    • altezza (h) soffitti
    • numero porte e uscite

    Illuminazione

     

    ¨

    • Oltre 1000 lux (tenendo conto del VDT)

    ¨

     
    • rapporto superf./finestre
    • ingombro e ostacoli
    • soppalchi (h, uso e stabilità)
    • luce emergenza
    • pareti attrezzate (ingombri e urti)

    Impianti elettrici:

    • normative di impiego ed utilizzo (Norme CEI, L. 46/90).

    Lavoro usurante e ripetitivo

    • stress da pubblico
    • rischi di patologia infettiva

     

     

     

    • Turnazione e procedure standardizzate e non complesse
    • protezione mediante separazione con lastre antirapina e anticontagio (microfoni, griglie)

     

     

     

    ATTIVITA’ LAVORATIVA

    RISCHI PER LA SICUREZZA -
    (R. ANTINFORTUNISTICI) E MISURE DI PREVENZIONE

    RISCHI PER LA SALUTE. RISCHI IGIENICO AMBIENTALI E ORGANIZZATIVI

    MISURE DI SICUREZZA, INTERVENTI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

       

    Videoterminali (VDT):

    • Problematiche ergonomiche ed oftalmologiche (postura e schermi)

     

     

     

     

     

    ¨

     

    • Sedile a cinque appoggi con spalliera e sedili regolabili;
    • posizionamento antiriflesso da luce artificiale o naturale (illuminotecnica)
    • U. R. > 40%
    • assenza di inquinanti chimici
    • ventilazione ambiente < 0,1 m. sec

    ¨

     

       

    Microclima:

    • temperatura, U. R., ventilazione

    ¨

    • Controllo ed intervento sui parametri

    ¨

       

    Condizionamento aria:

    • temperatura, U. R., ventilazione;
    • quantità di aria e ricambi orari;
    • - aumento di CO2 e di v.o.c. per scarso numero di ricambi orari o eccesso di riciclo
    • inquinamento microbico (es. legionella).

    ¨

    • Preferibilmente a totale ricambio d’aria, o comunque massimo riciclo 30%
    • Controllo: CO2 < 0,1% º 1000 ppm, T = 18°-20°C, U.R. = 50± 5%
    • Ventilazione v = 0,1 - 0,2 m/sec., portata Q = 20 m3 /h/pers


    ¨

       

    Carte autocopianti:

    • uffici copia e centri meccanografici

    ¨

    • Tipologia priva di P.C.B.

     

    ¨

           

    LAVORO D’ARCHIVIO

    Strutture:

    • altezza (h) soffitti
    • numero porte e uscite

    Illuminazione

     

    ¨

    • Controllo posizionamento numero dei corpi illuminanti

    ¨

     
    • rapporto superf./finestre
    • ingombro e ostacoli

    Microclima:

    • temperatura, U. R., ventilazione

    ¨

    • Controllo e intervento sui parametri


    ¨

     
    • soppalchi (h, uso e stabilità)
    • luce emergenza
    • pareti attrezzate (ingombri e urti)

    Qualità dell’aria

    • polveri e bioaerosol

    ¨

    • Ricambi d’aria: 20-30 m3/h/pers

     

    ¨

     

    Scaffalature:

    • stabilità e posizionamento carico

    Pavimenti:

    • stabilità e antisdrucciolo

    Passaggi:

    • agevoli

    Impianto elettrico:

    • normative di impiego ed utilizzo (Norme CEI, L. 46/90).

    Sistema antincendio:

    • rilevatori e impianto antincendio

    Condizionamento aria:

    • temperatura, U. R., ventilazione;
    • quantità di aria e ricambi orari;
    • - aumento di CO2 e di v.o.c. per scarso numero di ricambi orari o eccesso di riciclo
    • inquinamento microbico (es. legionella).

    ¨

    Carte autocopianti:

    • uffici copia e centri meccanografici

    ¨

    • Preferibilmente a totale ricambio d’aria, o comunque massimo riciclo 30%
    • Controllo: CO2 < 0,1% º 1000 ppm, T=18°-20°C, U.R. = 50± 5%
    • Ventilazione v = 0,1 - 0,2 m/sec., portata Q = 20 m3 /h/pers

    ¨

    • Tipologia priva di P.C.B.

     

    ¨

     

     

     

    Videoterminali (VDT):

    • Problematiche ergonomiche ed oftalmologiche (postura e schermi)

     

     

     

     

     

    ¨

    • Sedile a cinque appoggi con spalliera e sedili regolabili;
    • posizionamento antiriflesso da luce artificiale o naturale (illuminotecnica)
    • U. R. > 40%
    • assenza di inquinanti chimici
    • ventilazione ambiente < 0,1 m. sec

    ¨

       

    Trasporto manuale dei carichi

    • 30 Kg agevolmente trasportabili disposti in modo equilibrato

     

     

    ATTIVITA’ LAVORATIVA

    RISCHI PER LA SICUREZZA -
    (R. ANTINFORTUNISTICI) E MISURE DI PREVENZIONE

    RISCHI PER LA SALUTE. RISCHI IGIENICO AMBIENTALI E ORGANIZZATIVI

    MISURE DI SICUREZZA, INTERVENTI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

           

    LAVORO DI MAGAZZINO

     

    Strutture:

    • altezza (h) soffitti
    • numero porte e uscite

    Illuminazione

     

    ¨

    • Controllo posizionamento numero dei corpi illuminanti

    ¨

     
    • rapporto superf./finestre
    • ingombro e ostacoli
    • soppalchi (h, uso e stabilità)

    Microclima:

    • temperatura, U. R., ventilazione

    ¨

    • Controllo e intervento sui parametri

    ¨

     
    • luce emergenza
    • pareti attrezzate (ingombri e urti)

    Qualità dell’aria

    • polveri e bioaerosol

    ¨

    • Ricambi d’aria: 20-30 m3/h/pers

     

    ¨

     

    Scaffalature:

    • stabilità e posizionamento carico

    Pavimenti:

    • stabilità e antisdrucciolo

    Passaggi:

    • agevoli

    Impianto elettrico:

    • normative di impiego ed utilizzo (Norme CEI, L. 46/90).

    Sistema antincendio:

    • rilevatori e impianto antincendio

    Condizionamento aria:

    • temperatura, U. R., ventilazione;
    • quantità di aria e ricambi orari;
    • aumento di CO2 e di v.o.c. per scarso numero di ricambi orari o eccesso di riciclo
    • inquinamento microbico (es. legionella).

    ¨

    Carte autocopianti:

    • uffici copia e centri meccanografici

    ¨

    • Preferibilmente a totale ricambio d’aria, o comunque massimo riciclo 30%
    • Controllo: CO2 < 0,1% º 1000 ppm, T=18°-20°c, U.R. = 50± 5%
    • Ventilazione v = 0,1 - 0,2 m/sec., portata Q = 20 m3 /h/pers





    ¨

    • Tipologia priva di P.C.B.


    ¨

       

    Videoterminali (VDT):

    • Problematiche ergonomiche ed oftalmologiche (postura e schermi)

     

     

     

     

     

    ¨

    • Sedile a cinque appoggi con spalliera e sedili regolabili;
    • posizionamento antiriflesso da luce artificiale o naturale (illuminotecnica)
    • R. > 40%
    • assenza di inquinanti chimici
    • ventilazione ambiente < 0,1 m. sec

    ¨

       

    Trasporto manuale dei carichi

    • 30 Kg agevolmente trasportabili disposti in modo equilibrato
           

    SERVIZI TECNOLOGICI PER MANUTENZIONE:

    Tipografia

    Officina

    Falegnameria

    Strutture:

    • a norma con sistemi di depurazione aria, acqua e smaltimento rifiuti

    Macchine:

    • rispondenza alle norme di sicurezza (DPR 547/55, Direttiva Macchine per le nuove)

    Impianto elettrico:

    • normative di impiego ed utilizzo (Norme CEI, L. 46/90).
    • rilevatori e impianto antincendio

    Rumore da macchine e da impianto

     

     

    ¨

    Inquinamento chimico:

    • polveri di legno
    • aerosol da oli minerali
    • vapori di solventi organici
    • contatto con sostanze irritanti, tossiche e nocive
  • Coibentazione, D.P.I., protezioni alle macchine e interventi sull’ambiente (schermi fonoassorbenti o fonoisolanti)
  • ¨

     

    • Aspirazione localizzata
    • ventilazione
    • D.P.I.
           

    SERVIZI ELABORAZIONE DATI

    Strutture

    • rispondenti alle destinazioni d’uso
    • pavimentazione sopraelevata (trasmissione di energia elettrica e impianto di ventilazione per raffreddamento delle apparecchiature informatiche)

    Impianto elettrico:

    • normative di impiego ed utilizzo (Norme CEI, L. 46/90).
    • a sicurezza ridondante

    Sistema antincendio:

    • rilevatori e impianto antincendio

    Condizionamento aria:

    • temperatura, U. R., ventilazione;
    • quantità di aria e ricambi orari;
    • aumento di CO2 e di v.o.c. per scarso numero di ricambi orari o eccesso di riciclo

    inquinamento microbico (es. legionella).

    ¨

    Qualità dell’aria

    • Preferibilmente a totale ricambio d’aria, o comunque massimo riciclo 30%
    • Controllo: CO2 < 0,1% º 1000 ppm, T=18°-20°C, U.R. 50± 5%
    • Ventilazione v = 0,1 - 0,2 m/sec., portata Q = 20 m3 /h/pers

    ¨

    • Ricambi d’aria: 20-30 m3/h/pers
    • in particolare in questi casi va esercitata una specifica attenzione alla compatibilità dell’aria prelevata dal sottopavimento (inquinamento chimico, microbico, ecc.)

     

     

    ATTIVITA’ LAVORATIVA

    TIPO DI IMPRESA

     

    PROCEDURE OPERATIVE

     

           

    APPALTI:

    • Appalto d’opera

     

     

    Es.: Imprese di pulizia

     

    Appaltatore: Capitolato d’appalto con rischi associati all’ambiente interessato

    Ditta Appaltatrice: Piano di lavoro che tiene conto di rischi di cui al capitolato

     

     

    • Ambedue concordano le modalità di esecuzione del piano e ne aggiornano insieme le modalità operative
  • Appalto di servizio
  •  

    Es.: Impresa di vigilanza

    Appaltatore: Capitolato d’appalto con rischi associati all’ambiente interessato

    Ditta Appaltatrice: Piano di lavoro che tiene conto dei rischi di cui al capitolato.

    • Ambedue concordano le modalità di esecuzione del piano e ne aggiornano insieme le modalità operative

    I rischi connessi con la specifica attività della Ditta appaltatrice sono di responsabilità della stessa Ditta che peraltro deve provvedere alla INFORMAZIONE, FORMAZIONE, SCELTA E ADDESTRAMENTO NELL’USO DI IDONEI MEZZI PERSONALI DI PROTEZIONE.

    ¨

    N.B. Per quanto attiene al personale esposto al VDT o che effettua la movimentazione manuale dei carichi o che è altresì esposto per tempi prolungati a fattori ambientali di rischio previsti dalla tabella delle malattie professionali è richiesta la visita medica periodica, secondo le modalità ed i protocolli sanitari messi a punto dal Medico Competente sulla base della Valutazione dei Rischi.



    (B) - RICOGNIZIONE DEI RISCHI NEI LABORATORI DEGLI ISTITUTI DI RICERCA


    ATTIVITA’ LAVORATIVA

    RISCHI PER LA SICUREZZA -
    (R. ANTINFORTUNISTICI)
    E MISURE DI PREVENZIONE

    RISCHI PER LA SALUTE. RISCHI IGIENICO AMBIENTALI E ORGANIZZATIVI

    MISURE DI SICUREZZA, INTERVENTI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

    B1 - ATTIVITA’ LAVORATIVE NEI LABORATORI CHIMICI

    STRUTTURE

    • altezza (h) soffitti
    • numero porte/uscite
    • rapporto superfici/finestre
    • ingombri ed ostacoli
    • soppalchi (altezza, uso e stabilità)
    • luce emergenza
    • pareti attrezzate (ingombri, urti, stabilità)

    AGENTI CHIMICI

     

    Sostanze chimiche manipolazione di:

    - reagenti acidi;

    - basici;

    - reagenti salini;

    - solventi organici;

    con:

     

     

    • Informazione sui rischi
    • formazione sulle modalità operative:

    - individuazione delle caratteristiche di pericolosità e di rischio associato attraverso l’esame dell’etichettatura

    - procedure stabilite dal responsabile del laboratorio

     
    • materiale da costruzione (grès, vetri temperati, materiali plastici)
  • rischi da contatto con sostanze caustiche, irritanti, tossico nocive;
  • procedure idonee e D.P.I. (guanti, occhiali, camici)
  •  
    • vie di uscita e percorsi di esodo
    • luce di emergenza
    • depositi reagenti, materiali infiammabili, tossici e nocivi
  • rischi da inalazione di sostanze irritanti, tossiche o nocive;
  • procedure idonee ed uso delle cappe di aspirazione (0,5 m/sec)
  •  
    • bombolai con segregazione tra gas incompatibili

    IMPIANTI ELETTRICI

    Normativa di impiego ed utilizzo (Norme CEI e L. 46/90)

    • impianti a sicurezza intrinseca materiali infiammabili
    • impianti ridondanti
    • impianti a gas combustibile (norma CIG)

    impianto distribuzione gas

    • rischi di inalazione da:

    - polveri (preparazione dei campioni)

    - fumi (prodotti della combustione ed emissione da strumentazione)

    - nebbie (spray, aerosolizzazione di solventi altobollenti - oli, glicoli, ecc.

    - gas e vapori (evaporazione di solventi volatili o prodotti di reazione);

    • cappa di aspirazione: (0,5 m/sec in ogni punto del vano libero)

     

     
    • laboratorio (ispezionabile con

    indicazione dei gas infiammabili -H2, rilevatore di gas infiammabile)

     

    IMPIANTI A PRESSIONE

    Autoclavi e strumentazione in pressione - Rischio esplosione - valvole di sicurezza con eventuale sistema di abbattimento gas (Norme ISO 29000-29004)

    • rischi da sostanze cancerogene;
  • procedure idonee, possibilmente a ciclo chiuso, ovvero senza possibilità di esposizione né per contatto né per inalazione. Lavorazioni con D.P.I. e sottocappa
  •  

    MATERIALI INFIAMMABILI O/E ESPLOSIVI

    • protezione dalle fiamme e dall’impianto elettrico - sistemi di allarme e antincendio

     

    MATERIALE CON IL RISCHIO DI TAGLIO

    • D.P.I.

     

     

    • rischi di emissioni chimiche provenienti dall’impiego di strumentazioni analitiche;
    • A..A.S. fumi tossici
    • fluorimetri - lampade U.V. (ozono)
    • gascromatografia (oli e solventi)

     

     

    • lavorazione sotto cappa o con cappe aspiranti localizzate.
       

    NOTE CONCLUSIVE


    L’attività nel laboratorio chimico comporta un rischio da esposizione a sostanze chimiche diversificate, difficilmente quantificabili, ma definibile come rischio da attività complessiva di laboratorio.


    Ne deriva la necessità di:

    • interventi di prevenzione strutturali, procedurali (informazione, formazione), organizzativi, interventi di protezione
    • sorveglianza sanitaria attraverso protocolli specifici o comunque correlati a rischi di esposizione o protocolli generalizzati comuni alle normali attività di laboratorio
    • Monitoraggio biologico, test di esposizione e di effetto

     

     

     

    ATTIVITA’ LAVORATIVA

    RISCHI PER LA SICUREZZA -
    (R. ANTINFORTUNISTICI) E MISURE DI PREVENZIONE

    RISCHI PER LA SALUTE. RISCHI IGIENICO AMBIENTALI E ORGANIZZATIVI

    MISURE DI SICUREZZA, INTERVENTI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

     

    RISCHI DA USTIONI

    • termiche (spie luminose)
    • chimiche (D.P.I.)

     

    AGENTI FISICI

    • Rischi da agenti fisici:
    • microclima, t, U.R., ventilazione

     

     

    • Controllo e misura dei parametri

    In caso di impianto di ventilazione e condizionamento.

    • Preferibilmente a totale ricambio d’aria, o comunque massimo riciclo 30%.
    • Controllo: CO2 < 0,1% º 1000 ppm, T 18°-20° C, U.R. = 50± 5%
    • Ventilazione v = 0,1 - 0,2 m/sec., portata Q = 20 m3 /h/pers

     

     

    RISCHI DI IMPLOSIONE

    • Apparecchiature funzionanti sottovuoto - protezione meccanica

     

     

    • rumore (apparecchiature rumorose, impianti di aspirazione e/o ventilazione)

     

     

    • isolamento acustico della macchina, insonorizzazione, schermatura e/o ambiente protetto;

     

     

    RISCHI DA PRESENZA OD USO CONTEMPORANEO DI SOSTANZE INCOMPATIBILI

    • acido + base
    • ossidante + riducente
    • soda + alluminio ® H2­
    • HCl + cianuri ® HCl ­
    • cloruro di tionile + H2O ® SO3 + HCl ® H2 SO4 + HCl
    • O2 + Sost. Org. ® Espl. ­

     

    NORMA PROCEDURALE

    le quantità di sostanze conservate in laboratorio devono essere inferiori mediamente a 5 volte il fabbisogno giornaliero, sia per motivi di sicurezza che igienico ambientali.

     

     

     

     

    • lluminazione

     

     

     

    • adeguamento dell’intensità alla tipologia del lavoro svolto (numero e posizione corpi illuminanti)

    DEPOSITO REAGENTI

     

    STRUTTURA con ventilazione forzata con rialzi di appoggio per contenitori di adeguata resistenza e pavimenti idonei al contenimento e al recupero

     

    • Rischio da contatto o inalazione specie in caso di emergenza.
  • Ventilazione di emergenza e D.P.I.
  • B2 - ATTIVITA’ NEI LABORATORI DI FISICA, CHIMICO-FISICI

    STRUTTURE

    • altezza (h) soffitti
    • numero porte/uscite
    • rapporto superfici/finestre
    • ingombri ed ostacoli

    AGENTI CHIMICI:

    • Rischi di esposizione ad eventuali sostanze utilizzate per la realizzazione di prove e/o apparati sperimentali

     

    • Come nei laboratori chimici con riferimento alle quantità ed al tipo di impegno

    - cappe di aspirazione

    - ventilazione R/h

    - D.P.I.

     
    • soppalchi (altezza, uso e stabilità)
    • luce emergenza
    • pareti attrezzate (ingombri, urti, stabilità)
    • materiale da costruzione (gres,

    RISCHIO DI EMERGENZA

    • Ventilazione emergenza
     

    vetri temperati, materiali plastici)

    • vie di uscita e percorsi di esodo
    • luce di emergenza
    • depositi reagenti, materiali infiammabili, tossici e nocivi

    AGENTI FISICI
    Rischi da agenti fisici

    • rumore, apparecchiature rumorose
  • isolamento acustico della macchina, insonorizzazione, schermatura e/o ambiente protetto;
  •  
    • norme igienico e igienico-ambientali per quanto attiene la superficie e la cubatura
  • microclima, t, U.R., ventilazione
  •  

     

     

     

    • ultrasuoni (P > 300 W, n > 10 KHZ)
  • T = 18°-20°C, U.R. @ 50± 5%, vent. 0,1 - 0,2 m/sec.
    Controllo impianti in caso di presenza di ventilazione e/o condizionamento.
  • Apparecchiatura schermata per evitare l’emissione verso l’esterno, in modo da garantire il rispetto dei limiti di riferimento igienico-ambientali (A.C.G.I.H.) per gli ultrasuoni
  •  

     

     

    ATTIVITA’ LAVORATIVA

    RISCHI PER LA SICUREZZA -
    (R. ANTINFORTUNISTICI) E MISURE DI PREVENZIONE

    RISCHI PER LA SALUTE. RISCHI IGIENICO AMBIENTALI E ORGANIZZATIVI

    MISURE DI SICUREZZA, INTERVENTI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

     
    • materiali compatibili con la sperimentazione fisica prevista
    • bombolai con segregazione tra gas incompatibili

     

    • illuminazione
  • adeguamento dell’intensità, alla tipologia del lavoro svolto (numero e posizione corpi illuminanti)
  •  

    IMPIANTI ELETTRICI

    Normativa di impiego ed utilizzo (Norme CEI e L. 46/90)

    • impianti a sicurezza intrinseca
    • impianti ridondanti
    • impianti a gas combustibile (norma CIG)
    • impianto distribuzione gas laboratorio (ispezionabile con indicazione dei gas

     

    RADIAZIONI IONIZZANTI

    • Sorgenti radiogene, uso di sostanze radioattive ecc.

     

    • Rispetto delle norme del D. L.gs. 230/95
     
    • indicazione dei gas infiammabili - H2, rilevatore di gas infiammabile)

     

    IMPIANTI A PRESSIONE

    (Autoclavi e strumentazione in pressione - Rischio esplosione)

    Norme ISO 29000-29004

     

    IMPIANTI SOTTOVUOTO

    protezione meccanica

     

    RADIAZIONI NON IONIZZANTI:

     

    Radiofrequenze

    Microonde

    Radiazione ottica

    Radiazione UV/B e UV/C

    Luce laser (classe 3)

     

     

     

    Le sorgenti di Radiazioni non ionizzanti che emettono fasci di energia all’esterno dell’apparecchiatura devono essere schermate in modo da blindare il fascio mediante idonee strutture che non ne consentano la diffusione nell’ambiente.

    Le apparecchiature devono essere dotate di dispositivi di interdizione della erogazione del fascio, in caso di mancata o difettosa chiusura della struttura di protezione.

    Per quell che concerne il controllo dell’ambiente di lavoro si fa riferimento a limiti di esposizione igienico-ambientali (A.C.G.I.H.).

           

    B3 - ATTIVITA’ IN LABORATORI BIOLOGICI E MICROBIOLOGICI

    STRUTTURE

    • altezza (h) soffitti
    • numero porte/uscite
    • rapporto superfici/finestre
    • ingombri ed ostacoli
    • soppalchi (altezza, uso e stabilità)
    • luce emergenza
    • pareti attrezzate (ingombri, urti,

    AGENTI CHIMICI:

    • Rischi di esposizione ad eventuali sostanze utilizzate per la realizzazione di prove e/o apparati sperimentali

     

    • Come nei laboratori chimici con riferimento alle quantità ed al tipo di impegno

    - cappe di aspirazione

    - ventilazione R/h

    - D.P.I.

     

     
    • stabilità)
    • materiale da costruzione (gres,

    RISCHIO DI EMERGENZA

    • Ventilazione emergenza
     

    vetri temperati, materiali plastici)

    • vie di uscita e percorsi di esodo
    • luce di emergenza
    • depositi reagenti, materiali infiammabili, tossici e nocivi,

    AGENTI FISICI
    Rischi da agenti fisici

    • rumore, apparecchiature rumorose

     

    • isolamento acustico della macchina, insonorizzazione, schermatura e/o ambiente protetto;

     

     
    • infettanti
    • norme igienico e igienico-ambientali per quanto attiene la superficie e la cubatura
    • materiali compatibili con la sperimentazione prevista
  • microclima, t, U.R., ventilazione
  •  

    • T = 18° C U.R. @ 50-55 %, vent. 0,1 - 0,2 m/sec.
      Controllo impianti in caso di presenza di ventilazione e/o condizionamento.

     

     
    • bombolai con segregazione tra gas incompatibili
  • illuminazione
  • adeguamento dell’intensità, alla tipologia del lavoro svolto (numero e posizione corpi illuminanti)
  •  

    IMPIANTI ELETTRICI

    Normativa di impiego ed utilizzo (Norme CEI e L. 46/90)

    • impianti a sicurezza intrinseca
    • impianti ridondanti
    • impianti a gas combustibile (norma CIG)
    • impianto distribuzione gas laboratorio (ispezionabile con indicazione dei gas infiammabili, H2) rivelatore di gas infiammabile

     

    RADIAZIONI IONIZZANTI

    • Sorgenti radiogene, uso di sostanze radioattive ecc.

     

    • Rispetto delle norme del D. L.gs. 230/95

     

     

     

    ATTIVITA’ LAVORATIVE

    RISCHI PER LA SICUREZZA -
    (RISCHI ANTINFORTUNISTICI) E MISURE DI PROTEZIONE

    RISCHI PER LA SALUTE
    (RISCHI IGIENICO-AMBIENTALI E ORGANIZZATIVI)

    MISURE DI SICUREZZA
    INTERVENTI DI PREVENZIONE

     

    IMPIANTI A PRESSIONE

    Autoclavi e strumentazione in pressione - Rischio esplosione - valvole di sicurezza con eventuale recupero gas.

    Norme ISO 29000-29004

     

       
     

    MATERIALE CON RISCHIO DI PUNTURE E TAGLIO

    vetrerie, siringhe ed altri oggetti taglienti anche potenzialmente infetti - D.P.I.

     

    RISCHI DA USTIONI

    • termiche (spie)
    • chimiche (dis)

     

    CONTENITORI DI RIFIUTI IN MATERIALE RIGIDO

    AGENTI BIOLOGICI

    La manipolazione di materiale biologico per attività di ricerca e/o di controllo, eseguite sia in ‘vitro’ che in ‘vivo’, comporta rischi di esposizione a organismi e/o microrganismi patogeni o non, naturali e/o geneticamente modificati:

    - batteri;

    - virus;

    - rickettsie;

    - alghe;

    - miceti;

    - protozoi;

    nonché di rischi diversificati connessi con la ‘collezione’ e ‘produzione’ di ‘colture cellulari’ e ‘endo parassiti umani’

     

    Le misure di Sicurezza e gli interventi di Prevenzione e/o Protezione devono essere preceduti da una accurata:

    - Informazione sui rischi

    - Formazione sulle modalità operative

    - Addestramento alle procedure operative

    - Misure di sicurezza.

    - Adozione dei livelli di ‘contenimento’: 1,2,3,4, a seconda della tipologia di agente Biologico.

    - Impianti di ventilazione con filtri Hepa (liv. di cont. 3-4);

    - Ambienti in depressione liv. di cont. 3-4

    - Cappe di aspirazione a flusso laminare

    - Finestre e/o dispositivi di controllo dall’esterno (liv. di cont. 4);

    - Superfici impermeabili di facile pulizia e disinfezione;

    - Trattamento dei reflui e dei rifiuti.

         

     

    INTERVENTI DI PROTEZIONE

    • Organizzazione del lavoro attraverso idonei criteri procedurali
    • Corretto impiego delle apparecchiature e strumentazioni
    • Controllo periodico degli imp. filtrazione
    • Disinfezione , sterilizzazione materiali e superfici:

    Es: -Ossido di etilene

    - Formaldeide

    - Glutaraldeide

    • Uso dispositivi di sicurezza
    • Propipette e siringhe di sicurezza
    • Pipettatrici automatiche
    • Automazione di laboratorio
    • Precauzioni universali (commissione AIDS)
    • Sorveglianza sanitaria
    • protocolli
    • test di esposizione e di effetto
    • esami diagnostici

     

    Normativa e permessi di riferimento per i laboratori:

    • Agibilità - art. 216 e 212 R.D. 1934.
    • Sicurezza e Igiene: D. L.(vo) 626/94, ex DPR 547/55, DPR 303/56 e D. L.(vo) 277/91.
    • Rifiuti L. 475/88: DPR 915/82; DM 14/12/1992.
    • Emissioni aeree DPR 203/88.
    • VVFF L. 818/84.
    • Autoclavi DPR 547/55.
    • Impianti elettrici DPR 547/55 + L. 46/90. Devono essere a regola d’arte con interruttori ad alta sensibilità (salvavita); dichiarazione di conformità alla L. 46/90.
    • Utilizzo sostanze radioattive D. L.(vo) 230/95 (ex 185/64).
    • Gas tossici R.D. 147/27 e successive interpretazioni e modifiche. Autorizzazione all’uso e patentino solo nel caso di impiego di grandi quantità.
    • Per i livelli di esposizione delle:

    - radiazioni non ionizzanti: ELF e VLF - raccomandazioni IRPA - INIRC 1988, CENELEC - CEI 50166 e succ.;

    - radiazione ottica e UVB, UVC - norme di buona tecnica IEC 825, CEI 76/2, ANSI Z 136.3;

    - RMN - D.M. 2/8/91, D.M. 3/8/93.

    • Requisiti di abitabilità: Domanda alla USL.
    • I rifiuti prodotti dal laboratorio chimico e microbiologico possono essere: tossici, nocivi e pericolosi (R.O.T. chimico clinica). I reflui civili del laboratorio vanno in fogna in quanto scarichi civili.
    • Registro (L. 475/88) e denuncia annuale al catasto (DM del 1992).
    • Per i rifiuti tossici e nocivi DPR 915/82.
    • Per i quantitativi di liquidi infiammabili superiori ai valori previsti dal DM 83/85: Certificato prevenzione incendi.
    • Recipienti a pressione: comunicazioni all’ISPESL, per capacità maggiori di 30 l.
    • Utilizzo delle sorgenti radioattive sigillate (Ni: 63 dei rilevatori gas-cromatografici e cattura di elettroni); comunicazione alla USL di competenza per detenzione.
    • Per la determinazione RIA è previsto un sistema di radioprotezione ed un contratto di consulenza con un Esperto qualificato.