ALLEGATO n°1


Allegato n.1 - Rischi per la sicurezza (A)

I Rischi per la Sicurezza si possono suddividere in diverse categorie:

     

A1

Rischi da carenze strutturali dell’Ambiente di Lavoro relativamente a:

  • Altezza dell’ambiente
  • Superficie dell’ambiente
  • Volume dell’ambiente
  • Illuminazione (normale e in emergenza)
  • Pavimenti (lisci o sconnessi)
  • Pareti (semplici o attrezzate: scaffalatura, apparecchiatura)
  • Solai (tenuta)
  • Soppalchi (destinazione, praticabilità, tenuta, portata)
  • Botole (visibili e con chiusura a sicurezza)
  • Uscite (in numero sufficiente in funzione del personale)
  • Porte (in numero sufficiente in funzione del personale)
  • Locali sotterranei (dimensioni, ricambi d’aria)

A2

Rischi da carenze di sicurezza su Macchine e Apparecchiature relativamente a:

  • Protezione degli organi di avviamento
  • Protezione degli organi di trasmissione
  • Protezione degli organi di lavoro
  • Protezione degli organi di comando
  • Macchine con marchio ‘CE’. Riferimento Direttiva Macchine (89/392 CEE emendata)
  • Macchine prive di marchio ‘CE’. Riferimento al D.P.R. 547/55
  • Protezione nell’uso di apparecchi di sollevamento
  • Protezione nell’uso di ascensori e montacarichi
  • Protezione nell’uso di apparecchi a pressione (bombole e circuiti)
  • Protezione nell’accesso a vasche, serbatoi, piscine e simili.

A3

Rischi da manipolazione di Sostanze pericolose:

  • Sostanze infiammabili
  • Sostanze corrosive
  • Sostanze comburenti
  • Sostanze esplosive.

A4

Rischi da carenza di Sicurezza Elettrica connessa a:

  • Idoneità del progetto
  • Idoneità d’uso
  • Impianti a sicurezza intrinseca in atmosfere a rischio di incendio e/o esplosione
  • Impianti speciali a caratteristiche di ridondanza.

A5

Rischi da Incendio e/o Esplosione per:

  • Presenza di materiali infiammabili d’uso
  • Presenza di armadi di conservazione (caratteristiche strutturali e di aerazione)
  • Presenza di depositi di materiali infiammabili (caratteristiche strutturali di ventilazione e di ricambi d’aria)
  • Carenza di sistemi antincendio
  • Carenza di segnaletica di sicurezza.


ALLEGATO n° 2


RISCHI PER LA SALUTE O IGIENICO AMBIENTALI

Allegato n. 2 - Rischi per la salute - igienico ambientali (B) I Rischi igienico ambientali si possono suddividere in Rischi derivanti da:

B1 Agenti Chimici

Rischi di esposizione connessi con l’impiego di sostanze chimiche, tossiche o nocive in relazione a:

B2 Agenti Fisici

Rischi da esposizione e grandezze fisiche che interagiscono in vari modi con l’organismo umano:


B3 Agenti biologici

Rischi connessi con l’esposizione (ingestione, contatto cutaneo, inalazione) a organismi e microrganismi patogeni o non, colture cellulari, endoparassiti umani, presenti nell’ambiente a seguito di emissione e/o trattamento e manipolazione.


ALLEGATO n° 3

RISCHI TRASVERSALI - ORGANIZZATIVI

Allegato n. 3 - Rischi trasversali o organizzativi (C)

Tali rischi sono essenzialmente dovuti a:

C1 ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO



C2 ATTORI PSICOLOGICI

C3 FATTORI ERGONOMICI



C4 CONDIZIONI DI LAVORO DIFFICILE



ALLEGATO n° 4

ESEMPI DI IDENTIFICAZIONE DI SORGENTI DI RISCHIO

PER LA SICUREZZA (A) E LA SALUTE (B)

A) Identificazione delle sorgenti di Rischio per la sicurezza:

Esempi

     

Rischi da Strutture:

Altezze:

< 3,00 m

 

Corridoi:

ingombri da ostacoli fissi o mobili

 

Pavimenti:

sconnessi

 

Scale:

senza protezione.

     
     

Rischi da Macchine:

Assenza di protezione su organi in movimento o parti elettriche.

     
     

Rischi Elettrici:

Possibilità di contatto con conduttori; presenza di impianti inidonei all’uso o inidonei alle atmosfere presenti dell’ambiente (corrosive, infiammabili, esplosive).

   
   

Rischi da Sostanze pericolose:

Sostanze indicate come pericolose dai simboli dell’etichettatura (vedi scheda sostanze chimiche pericolose) e conservati in quantità superiori ad una confezione commerciale per ogni sostanza pericolosa usata.

   
   

Rischi da Apparecchiature a pressione o sotto vuoto:

Presenza di bombole di gas compressi, in assenza di bombolaio e/o sistemi a pressione o sotto vuoto.

 

SCHEDE INFORMATIVE SULLE SOSTANZE CHIMICHE

SIMBOLI E INDICAZIONI DI PERICOLO

(Legge 29.5.1974 - n° 256)

 

Pericoli di Natura Fisica



ESPLOSIVO



Che può esplodere per effetto della fiamma o che è sensibile agli urti e agli attriti più dei dinitrobenzene.



COMBURENTE



Che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provoca una forte reazione esotermica



FACILMENTE INFIAMMABILE

Che a contatto con l'aria, a temperatura normale e senza ulteriore apporto di energia, può riscaldarsi e infiammarsi, ovvero:

che allo stato solido può facilmente infiammarsi per la rapida azione di una sorgerete di accensione e che continua a bruciare o a consumarsi anche dopo l'allontanamento della sorgente di accensione, ovvero:

che allo stato liquido ha il punto di infiammabilità inferiore ai 21° C, ovvero:

che allo stato gassoso si infiamma a contatto con l'aria a pressione normale, ovvero:

che a contatto con l’acqua umida, sprigiona gas facilmente infiammabile in quantità pericolose.

     

Pericoli di Natura Biologica



CORROSIVO




Che a contatto con i tessuti vivi, può esercitare su di essi un'azione distruttiva.



IRRITANTE



Che, pur non essendo corrosivo, può produrre al contatto immediato, prolungato o ripetuto con la pelle e le mucose una reazione infiammatoria.



TOSSICO




Che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea può comportare rischi gravi, acuti o cronici, ed anche la morte.



NOCIVO



Che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, può comportare rischi di gravità limitata.

Nota: Per sostanze INFIAMMABILI, non esiste alcun simbolo. La corretta indicazione per le sostanze infiammabili è la frase R 10, he non deve essere mai trattata come un simbolo.


B) Identificazione delle sorgenti di Rischio Igienico-ambientale

 

Rischi da Agenti chimici

Il rischio da possibile esposizione a sostanze chimiche sussiste quando nell’ambiente si manipola o si lavorano sostanze che sono indicate nell’etichettatura come tossiche o nocive (vedi scheda allegata) in quantità d’uso e con modalità tali da favorire l’esposizione al contatto cutaneo o l’emissione in aria (polveri, fumi, nebbie, gas e vapori) con conseguente rischio di inalazione. Il rischio è funzione di vari parametri quali:

 

Rischi da Agenti fisici:

Il rumore va valutato secondo i criteri previsti dal D. L.vo 277/91.

Il microclima va considerato nel caso di effettivo disagio (es. mancanza di riscaldamento, ambiente troppo umido, anomalo funzionamento dell’impianto di condizionamento con obiettiva sensazione di ‘disconfort’ o di malessere associato al suo funzionamento).

Le sorgenti di ultrasuoni si considerano sorgenti di rischio solo se di potenza superiore a 300 w con frequenza dell’ordine delle decine di Khz.

Radiazioni non ionizzanti

Le sorgenti di radiazioni non ionizzanti vanno considerate solo se emettono in ambienti confinati fasci di energia non ‘schermati’. La schermatura deve ‘blindare’ il fascio mediante strutture atte ad impedire la loro diffusione nell’ambiente e deve essere dotata di dispositivi di interdizione della erogazione del fascio, in caso di mancata chiusura della struttura.

In particolare:

 

Rischi da agenti biologici

Il rischio di possibile esposizione a questi agenti deriva dall’impiego di microrganismi, colture cellulari o endoparassiti umani. Va distinto l’impiego volontario, che consente il confronto con strutture ed ambienti a ciò dedicati, dall’esposizione involontaria a sorgenti di emissione incontrollate.

ALLEGATO n° 5

ESEMPI DI INTERVENTI DI PREVENZIONE E MISURE
DI SICUREZZA IN CASO DI RISCHIO
CHIMICO (A) FISICO (B) BIOLOGICO (C)

A) Interventi di prevenzione e misure di sicurezza in caso di Rischio Chimico
  1. Interventi di protezione dell’ambiente

    • cappe aspiranti
    • ventilazione amb. (R/h)
    • aspirazioni localizzate
    • lavorazioni a ciclo chiuso
    • automazione - Robot
    • sistemi di allarme
    • corretto impiego di sistemi di produzione

  2. Interventi di protezione personale

    • guanti
    • maschere
    • cappe di aspirazione;
    • corretto impiego delle apparecchiature e strumentazioni di laboratorio;
    • propipette;
    • pipettatrici automatiche;
    • materiali a perdere;
    • disponibilità di recipienti per deposito provvisorio dei rifiuti;

  3. Misure di sicurezza e organizzazione del lavoro
    • divieto di fumare
    • operazioni lontano da fiamme, da sorgenti di calore, da scintille;
    • formazione - informazione;
    • etichettatura;
    • scheda di sicurezza;
    • segnaletica di sicurezza;
    • servizi di sicurezza (docce di emergenza, lavaocchi, note di intervento di primo soccorso per le sostanze adoperate)
B) Interventi di prevenzione e misure di sicurezza in caso di Rischio Fisico
  1. Interventi di protezione dell’ambiente

    • controllo del microclima;
    • corretto funzionamento del sistema di condizionamento;
    • corretto funzionamento del sistema di insonorizzazione;
    • schermatura macchine;
    • controllo condizioni di emissione;
    • corretto funzionamento dell’avvisatore di miscele infiammabili (se necessario);
    • corretto funzionamento dell’impianto antincendio.

  2. Interventi di protezione personale

    • occhiali
    • schermi protettivi;
    • maschere per polveri;
    • cuffie insonorizzanti;
    • guanti;
    • caschi.
C) Interventi di prevenzione e misure di sicurezza in caso di Rischio Biologico
  1. Interventi di protezione dell’ambiente

    • controllo dell’accesso (per i liv. di cont. 3-4);
    • test periodici per verificare la corretta funzionalità delle aree di contenimento;
    • disinfezione (es. UV, ossido di etilene, formaldeide ecc.);
    • disinfestazione;
    • corretto funzionamento del sistema di filtrazione dell’aria;
    • corretto impiego dei sistemi di produzione.

  2. Interventi di protezione personale

    • maschere ed autorespiratori (se il contenimento da attuare lo richiede)
    • guanti;
    • cabine;
    • indumenti monouso;
    • cappe a flusso laminare;
    • docce e altri sistemi di lavaggio e disinfezione;
    • corretto impiego delle apparecchiature e strumentazioni di laboratorio;
    • propipette;
    • pipettatrici automatiche.

  3. Misure di sicurezza




ALLEGATO n° 6


SCHEDA RIEPILOGATIVA DEI DATI RELATIVI ALLA RICOGNIZIONE DEI RISCHI ASSOCIATI AI VARI AMBIENTI DI LAVORO DELLA STRUTTURA IN ESAME, IN RELAZIONE ALLE ATTIVITA’ OPERATIVE SVOLTE.

Allegato n° 6: Scheda riepilogativa della ricognizione dei Rischi associati ai vari ambienti di lavoro della struttura in esame.


SCHEDA DI RILEVAMENTO DEI RISCHI

AMBIENTE DI LAVORO (identificazione e destinazione):

CARATTERISTICHE STRUTTURALI (Superficie (S); Altezza (h); Superficie Finestra; R=SF/SP):

ATTIVITA’ SVOLTA:

 

Numero degli addetti:

 

 

(A)

 

RISCHI INFORTUNISTICI

 

STRUTTURALI

MECCANICI

(1)

ELETTRICI

(1)

ESPLOSIONI INCENDI
(1)

SOSTANZE PERICOLOSE

Pavimenti

Macchina

Impianto

Miscele

Corrosive

Pareti

Apparecchiatura

Utenza

Utenza

Irritanti

Uscite

Impianto

Sic. Intr.

Atm. INF/ESPL

Caustiche

Porte

Necrotizz.

Misure di Sicurezza

Misure di Sicurezza

Misure di Sicurezza

Misure di Sicurezza
D. I. P

Misure di Sicurezza
D. I. P.


(1) Per tali categorie si dovranno analizzare le SORGENTI di PERICOLO che potranno presentare, ognuno per proprio conto più RISCHI. A tale proposito sarà necessario tenere presente che tali RISCHI (es. elettrico, meccanico, termico, montaggio, disinformazione-avvertimento ecc.) potranno caratterizzarsi - per l’ambiente in cui si opera - anche a causa di una possibile correlazione ed interdipendenza tra le categorie indicate.


(B)

 

RISCHI IGIENICO-AMBIENTALI

 

 

AGENTI CHIMICI

AGENTI
FISICI

AGENTI BIOLOGICI

Polveri

Rumore

Batteri

Fumi

Vibrazioni

Funghi, Miceti

Nebbie

Microclima

Lieviti

Gas

R. N

Virus

Vapori

M. W.

Rickettsie

U. S.

Endoparassiti

Colture cellulari

Protozoi

Misure di Sicurezza
Int. Prev.
Int. Protez.

Misure di Sicurezza
Int. Prev.
Int. Protez.

Misure di Sicurezza
Int. Prev.
Int. Protez.

 

 

 

 

 

(C)

 

RISCHI TRASVERSALI O ORGANIZZATIVI

 

 

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

FATTORI PSICOLOGICI

FATTORI ERGONOMICI

CONDIZIONI DI LAVORO DIFFICILI

 

 

1) Sono comprese le misure di sicurezza