ISPESL

ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA SUL LAVORO

 



LINEE GUIDA PER LA

"VALUTAZIONE DEL RISCHIO"

D. L.vo 626/94

Applicazione agli Uffici Amministrativi della Pubblica Amministrazione delle Imprese e delle Aziende Private

Dipartimento ‘Igiene del Lavoro’ - Centro Ricerche ISPESL - Monteporzio Catone (RM)

 

La presente Linea Guida è stata elaborata, sulla base del Documento prodotto dall’Osservatorio dell’ISPESL per la tutela della sicurezza e la salute nelle Piccole e Medie Imprese, da:

F. Benvenuti Direttore del Dipartimento di Igiene del Lavoro

A. Di Mambro Dipartimento Omologazione

Tale lavoro è stato realizzato avendo come punto di riferimento le problematiche ed i rischi presenti negli Uffici Amministrativi compresi i Servizi ad essi collegati.

Quanto sopra nell’ambito di un programma di informazione sulla sicurezza e l’igiene nei luoghi di lavoro di cui al D. L.vo 626 avviato dall’I.S.P.E.S.L. attraverso le sue strutture dipartimentali.


Introduzione

 

Le ultime normative concernenti la tutela di valori essenziali quali l’Ambiente, la Sanità, la Salute, la Sicurezza tendono a dettare disposizioni complesse e diversificate sulle varie problematiche, destinate a valere sia per la Pubblica Amministrazione che per le Imprese e le Aziende Private.

La stessa Pubblica Amministrazione viene infatti considerata, in riferimento a tali normative ed in considerazione del quadro della nuova filosofia della privatizzazione, assimilabile agli operatori privati secondo criteri di 'produttività’ ‘efficienza’ ed ‘adempimenti’.

D’altronde queste normative hanno in comune una fase "definitoria" che fa da premessa al successivo "adempimento" della legge, adempimento che viene definito in conseguenza della prima fase e che viene affidato al Datore di Lavoro.

Il D.L.(vo) 626/94 segue ed esalta tale criterio, anche se si evince nel contesto una chiara tendenza ed uno spiccato riferimento alle problematiche di Sicurezza e di Salute presenti nell’ambito delle Aziende Private.

Ne deriva che la sua applicazione al settore della Pubblica Amministrazione comporta grandi difficoltà in relazione a peculiari aspetti burocratici della stessa, che non sono facilmente superabili.

Per dare una immediata esecuzione al disposto di legge la Pubblica Amministrazione dovrà infatti provvedere, necessariamente, con atti di natura regolamentare dotati di valenza giuridica ed un assetto organizzativo valido per l’espletamento dei nuovi compiti.

Quanto sopra si collega, peraltro, all’autonomia funzionale dei dirigenti pubblici prevista da D. L.(vo) 29/93.

In luogo di un unico organo con rappresentanza esterna responsabile dell’attività dell’ENTE (Ministro, Rettore, Presidente, etc.) si hanno più soggetti titolari di poteri autonomi, di compiti propri, di obblighi di risultato cui spetta, ad ogni effetto, la rappresentanza a la responsabilità di settore, ivi compresa la Sicurezza.

Il D.L.(vo) 626/24 pertanto diviene applicabile, sia nell’ambito ricognitivo-conoscitivo della Valutazione dei Rischi, sia in quello di regolamentazione della programmazione del piano di attuazione delle conseguenti misure di prevenzioni.

La fase di regolamentazione non può tuttavia essere attuata se non si procede alla precedente fase di "Valutazione dei rischi", nelle attività lavorative della Pubblica Amministrazione.

Al riguardo, in questa ‘Linea Guida’ ci si è impegnati a dare un vero e proprio ‘quadro di ricognizione’ dei Rischi lavorativi e dei Criteri procedurali necessari alla loro individuazione. In particolare si è proceduto ad una ricognizione dei Rischi negli Uffici Amministrativi della Pubblica Amministrazione che, peraltro, sono sovrapponibili, in termini di tipologia di attività e di rischi con quelli delle Imprese o delle Aziende Private.

Sommario

PREMESSA SIGNIFICATO DELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO

Capitolo I RICOGNIZIONE DEI RISCHI:


Capitolo II CRITERI PROCEDURALI


Capitolo III RIEPILOGO DELLE FASI DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI

Capitolo IV RICOGNIZIONE DEI RISCHI PRESENTI NEGLI UFFICI AMMINISTRATIVI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, DELLE IMPRESE E DELLE AZIENDE PRIVATE 19

Capitolo V DOCUMENTO DELLA SICUREZZA 25


Allegato n. 1 RISCHI PER LA SICUREZZA - ANTINFORTUNISTICI 32

Allegato n. 2 RISCHI PER LA SALUTE - IGIENICO AMBIENTALI 35

Allegato n. 3 RISCHI TRASVERSALI - ORGANIZZATIVI 39

Allegato n. 4 ESEMPI DI IDENTIFICAZIONE DI SORGENTI DI RISCHIO PER LA SICUREZZA (A) E LA SALUTE (B) 42

Allegato n. 5 ESEMPI DI INTERVENTI DI PREVENZIONE E MISURE DI SICUREZZA

IN CASO DI RISCHIO CHIMICO (A) FISICO (B) BIOLOGICO (C) 48

Allegato n. 6 SCHEDA RIEPILOGATIVA DEI DATI RELATIVI ALLA

RICOGNIZIONE DEI RISCHI ASSOCIATI AI VARI AMBIENTI DI LAVORO

DELLA STRUTTURA IN ESAME, IN RELAZIONE ALLE ATTIVITA’

OPERATIVE SVOLTE 52

PREMESSA

SIGNIFICATO DELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO

La "Valutazione del Rischio", così come prevista del D. L.gs. 626/94, va intesa come l’insieme di tutte quelle operazioni, conoscitive ed operative, che devono essere attuate per addivenire ad una ‘Stima del Rischio di esposizione ai fattori di pericolo per la sicurezza e la salute del personale, in relazione allo svolgimento delle lavorazioni.

La valutazione del Rischio è pertanto una operazione complessa che richiede, necessariamente, per ogni ambiente o posto di lavoro considerato, una serie di operazioni, successive e conseguenti tra loro, che dovranno prevedere:

Tale processo di valutazione può portare, per ogni ambiente o posto di lavoro considerato, ai seguenti risultati:

Nel primo caso non sussistono problemi connessi con lo svolgimento delle lavorazioni. Nel secondo caso la situazione deve essere mantenuta sotto controllo periodico. Nel terzo caso si dovranno attuare i necessari interventi di prevenzione e protezione secondo la scala di priorità prevista dall’art. 4 del Decreto Legislativo n° 626/94.

Per quanto detto, appare necessario che l’espletamento dell’intervento finalizzato alla valutazione del rischio sia condotto secondo ‘Linee Guida’ che devono prevedere precisi ‘criteri procedurali’, tali da consentire un omogeneo svolgimento delle varie fasi operative che costituiscono il processo di valutazione del Rischio.

Al riguardo, questa LINEA GUIDA prevede:

Sulla base delle indicazioni fornite dalla presente ‘Linea Guida’, il datore di lavoro, con la collaborazione del Servizio di Prevenzione e Protezione, del medico competente, se previsto, ed il coinvolgimento dei lavoratori tramite il rappresentante per la sicurezza, procederà allo svolgimento delle varie fasi di rilevazione dei rischi e quindi di compilazione delle schede riportate nel Capitolo V, che andranno a far parte del ‘Documento’.

Tali schede così come proposte permettono di riportare:

  1. una relazione sulla valutazione dei rischi effettuata nei vari ambienti o posti di lavoro, comprendente anche i criteri adottati per la sua definizione;
  2. la descrizione delle misure di Prevenzione e di Protezione attuate, in coerenza con i risultati della valutazione del Rischio;
  3. il programma di interventi integrati di prevenzione e protezione (tecnica, organizzativa, sanitaria) che si intendono eventualmente attuare al fine di completare e/o ottimizzare la tutela della sicurezza e della salute.

Quanto sopra in conformità con quanto richiesto dal Documento della Sicurezza previsto dal D. L.gs 626/94.

In Allegato si riportano:

Gli allegati riportati consentono un riferimento ampio e diversificato circa le tipologie dei Rischi lavorativi (Allegati 1-2-3).

Essi presentano altresì la indicazione delle sorgenti di Rischio e delle relative Misure di Sicurezza e/o degli Interventi di Prevenzione e Protezione (Allegati 4-5) da riportare nella proposta scheda di Ricognizione in rapporto con i Rischi effettivamente evidenziati (Allegato 6).


1. RICOGNIZIONE DEI RISCHI


CLASSIFICAZIONE E DEFINIZIONE DEI RISCHI

I Rischi lavorativi presenti negli ambienti di lavoro, in conseguenza dello svolgimento delle attività lavorative, possono essere divisi in tre grandi categorie:

A) RISCHI PER LA SICUREZZA DOVUTI A:
(Rischi di natura infortunistica

  • Strutture
  • Macchine
  • Impianti Elettrici
  • Sostanze pericolose
  • Incendio-esplosioni
B) RISCHI PER LA SALUTE DOVUTI A:
(Rischi di natura igienico ambientale)
  • Agenti Chimici
  • Agenti Fisici
  • Agenti Biologici
C) RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DOVUTI A:
(Rischi di tipo cosiddetto trasversale)
  • Organizzazione del lavoro
  • Fattori psicologici
  • Fattori ergonomici
  • Condizioni di lav. difficili


  1. RISCHI PER LA SICUREZZA
  2. I Rischi per la Sicurezza, o Rischi di natura infortunistica, sono quelli responsabili del potenziale verificarsi di incidenti o infortuni, ovvero di danni o menomazioni fisiche (più o meno gravi) subite dalle persone addette alle varie attività lavorative, in conseguenza di un impatto fisico-traumatico di diversa natura (meccanica, elettrica, chimica, termica, etc.).

    Le cause di tali rischi sono da ricercare almeno nella maggioranza dei casi, in un non idoneo assetto delle caratteristiche di sicurezza inerenti: l’ambiente di lavoro; le macchine e/o le apparecchiature utilizzate; le modalità operative; l’organizzazione del lavoro, etc.

    Lo studio delle cause e dei relativi interventi di prevenzione e/o protezione nei confronti di tali tipi di rischi deve mirare alla ricerca di un ‘Idoneo equilibrio bio-meccanico tra UOMO e STRUTTURA, MACCHINA, IMPIANTO sulla base dei più moderni concetti ergonomici.

    In allegato 1 si riportano una serie di esempi di rischi per la sicurezza.

  3. RISCHI PER LA SALUTE

    I Rischi per la salute, o Rischi igienico-ambientali, sono quelli responsabili della potenziale compromissione dell’equilibrio biologico del personale addetto ad operazioni o a lavorazioni che comportano l’emissione nell’ambiente di fattori ambientali di rischio, di natura chimica, fisica e biologica, con seguente esposizione del personale addetto.

    Le cause di tali rischi sono da ricercare nella insorgenza di non idonee condizioni igienico-ambientali dovute alla presenza di fattoriambientali di rischio generati dalle lavorazioni, (caratteristiche del processo e/o delle apparecchiature) e da modalità operative.

    Lo studio delle cause e dei relativi interventi di prevenzione e/o di protezione nei confronti di tali tipi di rischio deve mirare alla ricerca di un

    "Idoneo equilibrio bio-ambientale tra UOMO E AMBIENTE DI LAVORO".

    In allegato 2 si riportano una serie di esempi di rischi per la salute.

  4. RISCHI TRASVERSALI O ORGANIZZATIVI.


    Tali rischi, sono individuabili all’interno della complessa articolazione che caratterizza il rapporto tra ‘l’ operatore’ e "l’organizzazione del lavoro" in cui è inserito. Il rapporto in parola è peraltro immerso in un "quadro" di compatibilità ed interazioni che è di tipo oltre che ergonomico anche psicologico ed organizzativo.

    La coerenza di tale "quadro", pertanto può essere analizzata anche all’interno di possibili trasversalità tra rischi per la sicurezza e rischi per la salute.

    In allegato 3 si riportano una serie d’esempi di rischi trasversali.


2. CRITERI PROCEDURALI PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO


L’intervento operativo finalizzato alla valutazione del Rischio deve seguire linee guida che, come già detto, devono portare alla identificazione delle sorgenti di rischio, alla individuazione dei potenziali rischi di esposizione, in relazione alle modalità operative seguite, ed, infine, alla stima dei rischi di esposizione.

Al riguardo, vengono riportati, di seguito, le indicazioni relative alla esecuzione delle varie fasi operative.