Ti trovi in: INAIL / Ricerca / Osservatorio / Rischi / Rischi fisici / Microclima




Risorse utili

 
 

Rischi per la salute

Microclima

Introduzione

Oggi più che in passato la popolazione urbana trascorre la maggior parte del proprio tempo in luoghi chiusi: casa, ufficio, scuola, centri commerciali, pertanto comprendere le cause che possono compromettere la salubrità di tali ambienti diventa una condizione fondamentale per mantenersi in buona salute.

In questa sezione dell’osservatorio si pone l’attenzione sulle caratteristiche “microclimatiche” che deve avere l’abitazione in modo che questa risulti “confortevole” in ogni stagione laddove per microclima si intende l’insieme dei parametri fisici che caratterizzano l’ambiente quali la temperatura dell’aria, la temperatura media radiante, l’umidità relativa, e la velocità dell’aria.

Dal punto di vista termico l’abitazione può essere considerata un “ambiente moderato” ovvero un luogo dove si può realisticamente raggiungere la sensazione di “benessere termico” cioè quella condizione, secondo una definizione largamente adottata nella letteratura scientifica, in cui una persona non solo non avverte sensazione di caldo o di freddo ma contemporaneamente esprime una sensazione mentale di completa soddisfazione per l’ambiente in cui si trova. In termini fisiologici questa condizione corrisponde ad un’attivazione minima dei meccanismi di termoregolazione, il cui obiettivo è mantenere costante la temperatura corporea intorno ai 37°C .

E’ noto che le condizioni climatiche esterne influenzano notevolmente l’ambiente confinato, ad esempio, la temperatura all’interno delle abitazioni può dipendere dall’alternarsi delle stagioni, dall’esposizione solare, dai venti e dai sistemi di climatizzazione e se non viene regolata a dovere può causare sensazioni di malessere o effetti dannosi per la salute delle persone, soprattutto per quelle categorie più sensibili come gli anziani, i malati cronici, i bambini molto piccoli e le donne in gravidanza.

L’esposizione ad un ambiente in cui uno o più parametri termici non sono adeguati e/o la qualità di aria indoor risulta scadente può comportare le seguenti sindromi, anche se nella letteratura scientifica la SBS è associata agli ambienti di lavoro:

  • Building Related Illnes (BRI) o “Malattia correlata all’edificio” ovvero patologie aventi un quadro clinico ben definito (alveoliti allergiche estrinseche, infezioni da virus e funghi, asma bronchiale, febbre da umidificatori, legionellosi) e per le quali può essere identificato uno specifico agente casuale. La patogenesi è di tipo allergico o tossico-infettivo e le manifestazioni non si risolvono rapidamente abbandonando l’ambiente;
  • Sick Building Syndrome (SBS) o “Sindrome dell’edificio malato” caratterizzata da un quadro clinico non facilmente riconducibile ad un unico agente causale: non si conosce un fattore eziologico ma si ipotizza che fattori di varia natura possano contribuire a determinare i sintomi descritti, i quali sono strettamente correlati con la permanenza nell’edificio e si risolvono o si attenuano rapidamente con l’allontanamento dallo stesso. Nel 1983 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha riconosciuto la SBS identificandone i principali sintomi tra cui: irritazioni delle mucose delle prime vie aeree, secchezza oculare e irritazione e/o secchezza della cute; lacrimazione, rinorrea; cefalea, difficoltà di concentrazione, ridotta capacità lavorativa; reattività ad allergeni e sostanze chimiche.

 
Copyright | Guida | Mappa | Usabilità e accessibilità | Gradimento | Realizzazione 

Valid HTML 4.0 Transitional Valid CSS!

Visitatori: 115195