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Rischi per la sicurezza

Rischio di esplosione

Il rischio di esplosione si presenta in quegli ambienti all'aperto od al chiuso in cui sono presenti gas, vapori e liquidi infiammabili ed anche polveri combustibili. L'esplosione è una reazione chimica di ossidazione molto veloce e violenta che genera un'onda di pressione, un gradiente termico e la proiezione di materiali. Fortunatamente le condizioni necessarie affinché avvenga un'esplosione non sono così facili da verificarsi, in quanto è richiesto per ogni sostanza uno specifico intervallo di concentrazione in aria e la presenza di una sorgente di accensione di energia sufficiente.

Si tratta in ogni caso di un tipo di rischio che deve essere considerato, ma soprattutto non sottovalutato, anche in ambienti differenti da quello lavorativo, dove per esempio per le normali esigenze quotidiane viene utilizzato gas combustibile, metano o gpl, conservato in bombole o fornito dalla rete, oppure benzine per apparecchiature e veicoli.

Anche applicazioni relative al fai da te ed all' hobbystica, dove si impiegano liquidi infiammabili come solventi di vernici o per la pulitura, possono richiedere, a seconda dei quantitativi e dell'ambiente, cautele per il deposito e la conservazione.

Si ricorda infine che si sono verificati per negligenza degli utenti, diversi casi di esplosione di batterie al piombo dovute all'idrogeno prodotto in fase di ricarica.

Questa sezione del sito si propone di fornire indicazioni ed informazioni per il trattamento, il deposito e l'utilizzo sicuro di sostanze infiammabili e combustibili e per la gestione e la pulizia degli ambienti di vita in cui queste vengono impiegate.

Rischio di esplosione ed incendio connesso con l’utilizzo in ambiente domestico di apparecchi a gas, gas e liquidi combustibili

Negli ambienti di tipo domestico vengono usualmente utilizzati gas metano o gpl per alimentare gli apparecchi di cottura o di riscaldamento (caldaie e stufe). In qualche caso abbastanza raro si utilizzano anche per l’illuminazione, specialmente in zone di campagna, come riserva in caso di mancanza dell’energia elettrica. Allo stesso modo possono essere presenti fluidi combustibili per esempio benzine per alimentare motori, pompe, utensili, piccoli gruppi elettrogeni ed anche combustibili liquidi specifici di particolare composizione chimica idonei per le stufe che devono riscaldare gli ambienti di vita. Chi si dedica al fai da te potrebbe anche avere in cantina o in qualche armadio solventi da usare sia come diluente che come agente per pulire o sgrassare. Infine è possibile che qualcuno provveda da sé alla ricarica delle batterie della macchina, operazione durante la quale si produce idrogeno.

Queste attività comportano come evidenziato l’utilizzo o la generazione di sostanze infiammabili che in presenza di una sorgente di innesco, per esempio una fiamma od una scintilla elettrica, possono provocare l’incendio e nel caso più sfortunato un’esplosione. Questo tipo di eventi pericolosi non sono poi così frequenti ma la possibilità che si verifichino non deve essere trascurata sia perché le statistiche hanno evidenziato una certa probabilità di accadimento sia perché il danno che ne consegue è sempre molto alto.

Potenziali fattori di rischio
I fattori di rischio per esplosione ed incendio che possono essere individuati negli ambienti di vita sono i seguenti:

  • installazione irregolare degli impianti e degli apparecchi;
  • mancanza di ventilazione naturale o forzata, locali chiusi e congestionati;
  • utilizzo scorretto;
  • manutenzione carente od inesistente, mancanza di pulizia;
  • stoccaggio o deposito di materiali infiammabili in condizioni pericolose.

Per installazione irregolare si intende quella che non viene fatta secondo la regola dell’arte che nel caso di impianti a gas e termici prevede l’impiego di ditte abilitate iscritte al registro delle imprese o all’albo delle imprese artigiane e la redazione della dichiarazione di conformità (D.Lgs. 37/08). In questa categoria comprendiamo qui anche l’utilizzo di apparecchi, componenti e materiali non conformi alle disposizioni di legge, della normativa e delle buone prassi.

La ventilazione è un elemento fondamentale per garantire non solo l’eliminazione dei fumi ma anche la dispersione e riduzione di concentrazione in aria della sostanza infiammabile. Costituisce un mezzo estremamente efficace per prevenire il rischio.

L’utilizzo che viene fatto dall’utente diventa un fattore di rischio se caratterizzato da errori, disattenzione, manipolazione, rimozione dei dispositivi di sicurezza ed uso scorretto degli apparecchi.

La manutenzione prevede il controllo e la verifica periodica di impianti ed apparecchi ed il ricambio delle parti usurate, scadute o danneggiate con parti idonee. La mancanza di pulizia è sia un segnale di scarsa manutenzione sia un campanello di allarme perché potrebbe avere come conseguenza la presenza di parti usurate (guarnizioni di tenuta del gas, tappi, etc.) ed ossidate (fori, perdite strutturali). Depositi consistenti di sporcizia e specialmente di polvere possono causare il riscaldamento eccessivo delle superfici che potrebbero così comportarsi da sorgente di accensione di una sostanza infiammabile eventualmente presente.

Lo stoccaggio, cioè il modo di conservare le sostanze potenzialmente pericolose (benzine, carburanti vari, solventi, bombole, etc.), può costituire un fattore di rischio quando, non correttamente effettuato, permette la dispersione nell’ambiente di liquidi e gas infiammabili (barattoli, bottiglie, taniche e recipienti aperti o non sigillati, rubinetti di bombole o di adduzione aperti, etc.). Anche il posizionamento deve essere adeguato, lontano da sorgenti di calore e dalla luce diretta del sole, da fonti elettriche di innesco e da soluzioni architettoniche che si comportano da trappola per la sostanza infiammabile e ne favoriscono l’accumulo (es. locali seminterrati per il gpl che è un gas più pesante dell’aria).

E’ bene inoltre ricordare che le sostanze infiammabili in contenitori non siano assolutamente accessibili o a portata di mano dei bambini.

In base a questi fattori deve essere fatta la valutazione del rischio, devono essere adottate le misure di prevenzione e protezione e fornite le necessarie raccomandazioni.

Valutazione del rischio e misure di protezione
E’ possibile anche per una persona che non sia un esperto del settore effettuare una sorta di valutazione del rischio in modo da avere sufficiente confidenza che le condizioni di sicurezza fondamentali siano rispettate. Certamente una verifica accurata potrà soltanto essere fatta da un tecnico specializzato ma alcuni aspetti fondamentali possono essere evidenziati dall’utente stesso.

Occorre innanzitutto fare in modo o verificare che la documentazione obbligatoria per legge (D.Lgs. 37/08) sia presente: si tratta del certificato di iscrizione alla camera di commercio della ditta installatrice, della dichiarazione di conformità e degli eventuali allegati. Effettuare questo controllo significa in sostanza avere una garanzia che l’impianto di adduzione del gas o l’impianto termico con la relativa caldaia sono stati installati a regola d’arte, che sono state rispettate le condizioni di posa richieste dalla normativa e che i materiali utilizzati sono idonei all’uso.

Gli apparecchi utilizzatori devono essere conformi alle direttive di prodotto applicabili e conseguentemente marcati CE: i piani di cottura e le caldaie murali a gas, per esempio, devono essere conformi alla direttiva 90/396/CEE (recepita con il DPR 661/96).

I fuochi degli apparecchi di cottura dotati di valvola di sicurezza che arresta il flusso del gas ai bruciatori in caso di spegnimento della fiamma garantiscono un elevato livello di sicurezza del prodotto.

La ventilazione richiesta dipende dai tipi di apparecchio installati ma poiché essa è necessaria per la combustione, per lo smaltimento dei prodotti di combustione e per la prevenzione della formazione di miscele di gas è consigliabile assicurarsi che sia sempre presente in maniera sufficiente. Dal punto di vista dell’efficienza la condizione migliore si avrebbe in presenza di due aperture nella parete del locale una in alto e l’altra in basso. Per una cucina è sufficiente un’apertura di ventilazione.

Per quanto riguarda il deposito di sostanze infiammabili, per esempio benzine, acetone, solventi è importante assicurarsi che i recipienti siano a tenuta, cioè chiusi ermeticamente, posti in posizione stabile, lontano da sorgenti di calore ed apparecchi elettrici. Qualora la loro conservazione avvenisse in un armadio chiuso bisogna preoccuparsi che quest’ultimo sia dotato di aperture che permettano la ventilazione.

Nel caso di bombole di gpl è bene ricordare che questo gas è più pesante dell’aria e tende ad accumularsi in basso: per questo motivo occorre evitare che eventuali perdite del gas si risolvano in un accumulo pericoloso, per esempio in seminterrati, fondo scale, garage e fosse di qualsiasi genere.

La ricarica delle batterie al piombo (come quelle della macchina) provoca per elettrolisi la formazione di una certa percentuale di idrogeno: bisogna evitare di avvicinare fiamme libere, per esempio quella di una sigaretta, in prossimità della batteria stessa. E’ accaduto che una batteria sia esplosa sul viso di un utente che per guardare lo stato degli elementi si era avvicinato con la sigaretta in bocca ai terminali della batteria dell’auto in ricarica.

Le benzine ed i carburanti in genere emettono vapori in diversa quantità. Poiché questi vapori sono infiammabili, quando si riempiono i serbatoi di apparecchi a motore o si ha dispersione di liquido è bene assicurarsi che le parti calde in prossimità al punto interessato siano calate sufficientemente di temperatura: un’accensione dei vapori provocherebbe un incendio altamente pericoloso difficile da estinguere subito e con conseguenze molto gravi.

Tutte le volte che si verifica uno spandimento di liquido infiammabile è bene provvedere subito alla sua eliminazione e sospendere ogni attività che ne potrebbe provocare l’accensione.

Per quanto riguarda la manutenzione bisogna verificare ad intervalli regolari lo stato delle apparecchiature rilevando i malfunzionamenti, le rotture, le ossidazioni e rivolgersi ad un tecnico specializzato per qualsiasi riparazioni evitando in ogni caso di provvedere personalmente.

Raccomandazioni
Alcune raccomandazioni per evitare l’incendio o l’esplosione negli ambienti domestici sono state date sopra insieme alle misure di prevenzione. Di seguito vengono riportati i seguenti suggerimenti:

  • controllare sempre la chiusura dei rubinetti del gas dopo l’utilizzo;
  • non fumare quando si usano sostanze infiammabili;
  • non utilizzare benzine, alcool e solventi per accendere il barbecue od il camino o fuochi in generale;
  • controllare sempre le fiamme accese e non lasciarle incustodite;
  • far verificare le caldaie secondo la periodicità stabilita;
  • verificare lo stato del tubo flessibile del gas (scadenza);
  • non posizionare carta od oggetti sulle superfici calde degli apparecchi;
  • se possibile evitare installazioni elettriche vicino ai lavelli ed ai piani di cottura delle cucine;
  • è consigliabile la presenza di un piccolo estintore.

Normativa di riferimento
La normativa di riferimento è quella del CEI e dell’UNI.

In particolare si ricordano le norme UNI 7129-1 ed UNI 7129-2 per gli impianti a gas.

 
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