1. COMPARTO : FONDERIE DI GHISA DI II FUSIONE IN TERRA NELLA PROVINCIA DI FIRENZE 2. CODICI ISTAT : 27.51 3. CODICE ISPESL :ZONA DI RILEVAZIONE 4. NAZIONALE : 5. REGIONALE : 6. PROVINCIALE : FIRENZE 7. USL : N.10 FIRENZE 8. ANNO RILEVAZIONE : 1995 9. NUMERO ADDETTI 9A. IMPIEGATI : 20 uomini 15 donne 9B. OPERAI : 210 uomini 10. N.AZIENDE : 6 11. STRUTTURA DI RILEVAZIONE : ARPAT - SETTORE TECNICO CEDIF VIA BARACCA,9 - 50127 FIRENZE 12. REFERENTE QUALIFICA : NOME : STEFANO COGNOME : BECCASTRINI INDIRIZZO : VIA BARACCA, 9 CAP : 50127 CITTÀ : FIRENZE PROVINCIA : FI TELEFONO : 055/32061 - 055/3206357 FAX : 055/3206367 E-MAIL : g.banchi@arpat.toscana.it 13. INFORTUNI: TOTALE DI CUI MORTALI 14. MALATTIE PROFESSIONALI
| DENOMINAZIONE | N.CASI | COD.INAIL |
|---|---|---|
| PNEUMOCONIOSI (SILICOSI) | ||
| IPOACUSIA DA RUMORE | ||
NOTE:
Nella presente ricerca si prende in esame il comparto produttivo delle fonderie di ghisa di seconda fusione in terra, nella provincia di Firenze.
Questo comparto produttivo consta, nella provincia di Firenze, di 6 aziende per un totale di circa 273 dipendenti. Queste aziende si possono meglio descrivere come segue:
Nelle suddette aziende, quasi tutti i dipendenti (circa il 95%) sono addetti alla produzione, solo una piccola parte (circa il 5%) sono addetti agli uffici. Di questi, alcuni sono impiegati tecnici che quindi si muovono anche tra i reparti di produzione, pertanto anche loro sono esposti agli stessi rischi degli operai anche se in misura minore. Gli impiegati puramente amministrativi sono quindi un numero molto esiguo.
Da dati non recenti che verranno in seguito riesaminati, poiché è in corso in piano mirato di prevenzione nel comparto da parte del CEDIF-ARPAT e di Aziende Sanitarie della Toscana, risultavano in Italia circa 400 imprese con 25.000 occupati.
I dati in nostro possesso riguardo al fenomeno infortunistico rilevati da fonti non ufficiali, perché gli enti preposti non sono stati fino ad ora in grado di fornirli scorporati per il comparto come da noi individuato, riferendoci al quinquennio 1989 - 1993, sono i seguenti:
In base ai dati attualmente disponibili, l'indice di frequenza di infortuni (N° infortuni x 106 / N° ore lavorate), varia negli anni esaminati da 195 a 215, e l'indice di gravità (N° giornate effettivamente perse con inabilità di almeno 1 giorno escluso il giorno di accadimento/ N° ore lavorate) si mantiene intorno a 4 - 5 che sono sensibilmente più alti di quelli riferiti alle industrie metallurgiche complessivamente sia nell'area interessata che in Toscana.
Gli infortuni che hanno superato i 90 giorni sono stati dovuti ad ustioni per schizzi di ghisa fusa.
I dati relativi alle malattie professionali sono stati riportati fase per fase.
2. DESCRIZIONE GENERALE DEL CICLO DI LAVORAZIONE
2.1 gENERALITA' E CLASSIFICAZIONE DELLE fonderie di 2° fusione.
Nelle fonderie di 2° fusione, il metallo proviene dall'altoforno sotto forma di pani. Questi vengono nuovamente fusi per poi essere colati in stampi per ottenere il "getto", cioè il pezzo che si intende realizzare. Il tipo di materiale che costituisce lo stampo varia a seconda del tipo di getto.
Le fonderie di seconda fusione possono essere classificate nelle seguenti tre categorie principali:
Le differenze tra le suddette tipologie sono sostanzialmente relative a:
Nel nostro studio ci occuperemo delle "fonderie di ghisa di seconda fusione in terra".
Generalmente non viene utilizzata una sola qualità di ghisa, perché in tal modo si possono ottenere pezzi che possiedono le qualità meccaniche desiderate. Insieme ai pani provenienti dall'altoforno vengono fusi anche gli scarti della fonderia stessa e talvolta anche rottami di ghisa, come ad esempio parti meccaniche provenienti da demolizioni.
2.2 DESCRIZIONE DEL CICLO LAVORATIVO PER UNA FONDERIA IN TERRA.
Il diagramma a blocchi delle lavorazioni per una fonderia di 2° fusione in terra, può essere schematizzato come nella figura seguente. Riportiamo qui una breve descrizione dell'intero ciclo, mentre si entrerà più in dettaglio nella terza parte, quando si analizzeranno i rischi e le soluzioni per le singole fasi lavorative.
Il modello è una riproduzione dell'oggetto che si vuole ottenere. Per produzioni in grande serie il modello viene realizzato in leghe metalliche leggere, altrimenti in legno. Il modello serve per la formatura, cioè per realizzare la forma vuota di materiale refrattario che servirà per la colata del metallo.
Le macchine di formatura vengono caricate tramite tramogge alimentate con la terra di fonderia a mezzo di nastri trasportatori. La forma si ottiene introducendo il modello e costipando la terra di fonderia entro appositi telai in ferro o in ghisa, chiamati staffe. Per ogni oggetto che si vuole produrre è necessario realizzare due "metà forme" le quali, una volta chiuse tramite ganci, costituiscono il guscio nel quale viene colato il metallo fuso.
Quando il pezzo da ottenere è cavo, la forma dovrà contenere un'anima. Essa è una forma che riproduce esattamente le parti dell'oggetto che devono restare vuote; l'anima viene realizzata mediante la cassa d'anima costruita anch'essa nella prima parte ciclo (formatura anime). La cassa d'anima è un modello in legno che contiene spazi vuoti corrispondenti all'anima che si vuole ottenere.
Dopo il costipamento, viene estratto il modello e la forma viene rifinita nella fase di ramolaggio durante la quale si introduce anche l'eventuale anima in caso l'oggetto da ottenere presenti una cavità interna.
La fusione del metallo avviene in forni a cubilotto oppure crogioli o anche in forni elettrici. La colata nelle forme si realizza a mezzo di contenitori metallici con rivestimento interno costituito da refrattario, detti siviere.
Le forme così riempite vengono fatte raffreddare e trasportate in zona distaffatura dove sono poste su griglie vibranti sulle quali vengono aperte le staffe. La maggior parte della terra costituente la forma cade nella tramoggia sottostante e inviata al recupero nell'impianto di preparazione terre.
Il getto viene inviato al completo "sterramento" e svuotamento delle cavità e quindi alle operazioni finali del ciclo che consistono nella granigliatura, nella sbavatura - smaterozzatura - molatura e nella eventuale verniciatura. Durante la granigliatura i pezzi vengono investiti da una graniglia di abrasivo o di acciaio ed escono perfettamente puliti. La sbavatura consiste nella eliminazione a mezzo di mole portatili o seghe a nastro delle bavature che si formano nei punti di giunzione tra le varie parti della forma e la smaterozzatura nella eliminazione delle materozze, cioè della parte di fusione compresa tra foro di colata e oggetto, mentre la molatura è l'operazione di finitura delle superfici del getto.
I pezzi finiti vengono quindi avviati all'imballaggio per essere spediti al cliente.
3. ANALISI DEI RISCHI E DELLE SOLUZIONI
3.1 ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE "PREPARAZIONE MODELLI".
Nella "modelleria" sono presenti tutti i fattori di rischio di una falegnameria pertanto non ce ne occupiamo nella presente analisi rimandando a documenti specifici per quel comparto, tanto più che molte fonderie producono conto terzi ed è il cliente stesso che fornisce il modello dell'oggetto che egli stesso commissiona.
Vengono anche realizzati modelli in fibra di vetro, contemplando le specifiche tecnologie produttive e quindi i rischi propri di tali lavorazioni.
Riferimenti normativi specifici: Norma tecnica UNI 473 (Modelli per fonderia e relative attrezzature ausiliarie).
1. FASE DI LAVORAZIONE : STOCCAGGIO E PREPARAZIONE TERRE
2. COD.INAIL :
3. FATTORE DI RISCHIO : Rischi per la salute e igienico ambientali: esposizione a rumore; esposizione a polveri di silice libera cristallina, grafite, argilla, amidi pregelatinizzati, ossidi di ferro, gesso.
Rischi per la sicurezza (carenze di sicurezza su macchine: lavoro in prossimità di organi meccanici in movimento
4. CODICE DI RISCHIO :
5. N.ADDETTI :
3.3 ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE "STOCCAGGIO E PREPARAZIONE TERRE".
3.3.1 DESCRIZIONE DELLA FASE "STOCCAGGIO E PREPARAZIONE TERRE".
Alla terra di fonderia si richiedono in ogni caso le seguenti proprietà:
La terra di fonderia è costituita da una miscela di sabbia silicea e di agglomeranti (detti anche leganti) i quali possono essere inorganici (principalmente argilla, talvolta gesso, ecc..) oppure organici (resine naturali sintetiche, oli autoessiccativi vegetali o di pesce, melasso, ecc...) Il componente di base della terra di fonderia è sempre la sabbia silicea, ed a questa vengono aggiunti altri componenti a seconda del tipo di formatura.
La sabbia silicea è in genere costituita da SiO2 (quarzo) al 90 - 99% e la parte rimanente da Al2O3, FeO, CaO+MgO ed alcali. La sabbia silicea viene fornita essiccata in sacchi di carta ed ha l'aspetto di granuli di varie dimensioni e forme. Esistono vari tipi che si diversificano tra loro esclusivamente per tagli granulometrici: dalla più fine alla più grossa sono tutte comprese tra 0,1 e 0,8 mm per il 90%. In genere si utilizzano sabbie lavate quasi esenti da polvere. La polvere contenuta è circa l'1% ed ha dimensioni inferiori ai 75 micron. Di questa polvere, la frazione respirabile ha dimensioni minori a 10 o 5 micron.
Gli oli di pesce autoessicativi sono utilizzati come leganti organici. Si tratta di acidi grassi ed esteri di acidi grassi superiori non saturi. L'aspetto è oleoso di colore bruno scuro e odore sgradevole. Normalmente viene fornito in fusti di acciaio.
Gli oli vegetali autoessicativi sono utilizzati come leganti organici. Si tratta di miscele di oli vegetali di diverso tipo e provenienza, hanno aspetto oleoso e colore molto variabile. Vengono forniti in fusti di acciaio o di plastica.
Il gesso viene utilizzato come legante inorganico nelle miscele per forme ed anime. Si tratta di solfato di calcio sotto forma di polvere di colore bianco o avorio la cui composizione chimica è CaSO4· 2H2O ; viene fornito in sacchi di carta o plastica.
Gli ossidi di ferro vengono utilizzati come additivi nelle miscele per forme ed anime e nelle sabbie prerivestite per evitare o ridurre taluni difetti di superficie (pin-holes, crestine, ecc...). Vengono forniti in sacchi di carta o di plastica o in fustini ed hanno l'aspetto di polvere di colore diverso che va dal rossiccio al bruno scuro. La composizione è generalmente di Fe2O3, FeO e Fe3O4 presenti in percentuale dal 65 al 92% e la parte rimanente è costituita da SiO2, Al2O3, CaO e MgO.
- per la formatura "a verde" si aggiungono: argilla (a base di montmorillonite) utilizzata come legante inorganico, nero minerale (costituito da carbon fossile in polvere del tipo litantrace a lunga fiamma, idrocarburi vari, acqua, zolfo e ceneri) e talvolta si utilizzano amidi pregelatinizzati come leganti organici. A volte vengono utilizzati delle miscele già pronte con un minimo di 60% di bentonite (costituita da silico-alluminati di calcio e di sodio e acqua) ed il resto di nero minerale e a volte con aggiunta di resine sintetiche e/o naturali ad elevato rapporto carbonio / idrogeno. La terra, prima della utilizzazione, subisce i seguenti trattamenti:
- per la formatura "a resina" si aggiungono: resine sintetiche (fenoliche o fenolfuraniche) e catalizzatori (acido solforico) che servono ad accelerare la reazione chimica tra i componenti. La terra destinata alla formatura in resina viene preparata e immediatamente utilizzata, perché con il passare del tempo e quindi con l'avanzare della reazione chimica, la miscela perde la sua caratteristica di plasmabilità. Per questo motivo i fattori di rischio relativi alla preparazione terre per la formatura a resina sono riferiti e quindi descritti al paragrafo relativo alla formatura.
La terra eccedente dai vari impianti di formatura e di distaffatura (descritti più avanti), viene recuperata tramite nastri trasportatori e sottoposta ad un trattamento di deferrizzazione in un apposito impianto, poi viene vagliata tramite appositi vagli rotanti ed infine stoccata in silos o tramogge per poi essere successivamente rimescolata nella macchina per molazzatura (detta anche "molazza").
3.3.2 DESCRIZIONE ATTREZZATURE E MACCHINE NELLA FASE "STOCCAGGIO E PREPARAZIONE TERRE "
3.3.3 FATTORI DI RISCHIO NELLA FASE "STOCCAGGIO E PREPARAZIONE TERRE "
I fattori di rischio in questa fase sono principalmente costituiti da:
I valori di rumore dovuti alla macchina molazzatrice in genere non sono tali da costituire un problema prioritario.
3.3.4 DANNO ATTESO E RILEVATO NELLA FASE "STOCCAGGIO E PREPARAZIONE TERRE"
I quadri patologici descritti sono propri di esposizioni a polveri con contenuto siliceo relativamente basso alle quali si associa l'azione di altri agenti patogeni per l'apparato respiratorio quali fumi, polveri non silicotigene, agenti chimici, fino a configurare il quadro di una pneumoconiosi da polveri miste caratterizzata da lentezza di evoluzione e relativa benignità clinica almeno nei soggetti in cui non si associ una sindrome bronco ostruttiva cronica sulla quale hanno effetto negativo anche fattori extra professionali quali il fumo da sigaretta.
-comprendere dispositivi di comando chiaramente individuabili, ben visibili e rapidamente accessibili,
-provocare l'arresto del processo pericoloso nel tempo più breve possibile, senza creare rischi supplementari,
-eventualmente avviare, o permettere di avviare, alcuni movimenti di salvaguardia.
Quando si smette di azionare il comando dell'arresto di emergenza dopo un ordine di arresto detto ordine deve essere mantenuto da un blocco del dispositivo di arresto di emergenza, sino al suo sblocco; non deve essere possibile ottenere il blocco del dispositivo senza che quest'ultimo generi un ordine di arresto; lo sblocco del dispositivo deve essere possibile soltanto con una apposita manovra e non deve riavviare la macchina, ma soltanto autorizzarne la rimessa in funzione.
La tazza deve essere protetta; la cinghia di trasmissione del moto deve essere segregata chiudendola con un coperchio dotato di dispositivo di blocco che, in caso di apertura, comandi l'arresto della macchina.
3.3.6 APPALTI ESTERNI PER LA FASE "STOCCAGGIO E PREPARAZIONE TERRE"
In genere questa fase non è appaltata.
3.7.7 VALORI TVL-TWA PER LE SOSTANZE TRATTATE IN QUESTO ARGOMENTO (FASE " STOCCAGGIO E PREPARAZIONE TERRE")
Il TVL della silice libera cristallina (quarzo) respirabile è 0,1 mg/m3 per un periodo di esposizione di 8 ore.
3.3.7 RIFERIMENTI NORMATIVI PER LA FASE "STOCCAGGIO E PREPARAZIONE TERRE"
In questa fase, l'impatto sull'ambiente circostante è determinato principalmente dalla polvere che proviene dall'impianto chiuso ed automatico di stoccaggio e preparazione terre posto sotto aspirazione. La soluzione consiste nell'adottare un impianto di abbattimento a filtri a maniche o altri idonei sistemi.
1. FASE DI LAVORAZIONE : FORMATURA "A VERDE" CON IMPIANTO AUTOMATICO
2. COD.INAIL :
3. FATTORE DI RISCHIO : Rischi per la salute e igienico ambientali:
esposizione a rumore;
esposizione a polveri di silice libera cristallina, grafite.
Rischi per la sicurezza (carenze di sicurezza su macchine:
lavoro in prossimità di organi meccanici in movimento
4. CODICE DI RISCHIO :
5. N.ADDETTI :
3.4 ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE "FORMATURA A VERDE" CON IMPIANTO AUTOMATICO.
3.4.1 DESCRIZIONE DELLA FASE DI LAVORAZIONE "FORMATURA A VERDE" CON IMPIANTO AUTOMATICO
La composizione della terra di fonderia utilizzata per la formatura a verde è stata descritta nel paragrafo relativo alla preparazione terre. La terra viene preparata con impianti automatici per produzioni di serie, o altrimenti, con operazioni manuali (si veda il paragrafo "preparazione terre").
La forma viene ottenuta costipando la terra nella staffa. Essa viene riempita in parte per caduta dalla tramoggia di carico, in parte per deposizione manuale.
La formatura a verde è detta anche "formatura automatica", in quanto viene eseguita tramite apposite macchine formatrici chiamate "presso-scossa" che scuotono e comprimono la terra intorno al modello. Gli addetti alla formatura automatica prendono le staffe vuote e le pongono sul piano della macchina, sorvegliano la caduta della terra dai silos nella staffa, la spargono a mano, e dopo l'azione della macchina controllano la costipazione della terra. La staffa viene quindi capovolta automaticamente e sottoposta a vibrazioni per estrarne il modello.
3.4.2 DESCRIZIONE ATTREZZATURE E MACCHINE, FASE "FORMATURA A VERDE" CON IMPIANTO AUTOMATICO
3.4.3 FATTORI DI RISCHIO NELLA FASE "FORMATURA A VERDE" CON IMPIANTO AUTOMATICO
I principali fattori di rischio in questa fase possono essere così individuati :
3.4.4 DANNO ATTESO E RILEVATO NELLA FASE "FORMATURA A VERDE" CON IMPIANTO AUTOMATICO
3.4.5 INTERVENTI PREVENZIONISTICI NELLA FASE "FORMATURA A VERDE" CON IMPIANTO AUTOMATICO
3.4.6 APPALTI ESTERNI PER LA FASE "FORMATURA A VERDE" CON IMPIANTO AUTOMATICO
In genere questa fase non è appaltata.
3.4.7 RIFERIMENTI NORMATIVI PER LA FASE "FORMATURA A VERDE" CON IMPIANTO AUTOMATICO
3.4.8 IMPATTO ESTERNO per la fase "FORMATURA A VERDE" CON IMPIANTO AUTOMATICO
In questa fase, l'impatto sull'ambiente circostante è determinato principalmente dalla polvere che proviene dall'impianto chiuso ed automatico di formatura posto sotto aspirazione. La soluzione consiste nell'adottare un impianto di abbattimento dotato di precipitatore elettrostatico o filtri a maniche o captatori meccanici multicellulari.
1. FASE DI LAVORAZIONE : FORMATURA MANUALE IN SABBIA-RESINA"
2. COD.INAIL :
3. FATTORE DI RISCHIO : Rischi per la salute e igienico ambientali:
esposizione a vapori di fenolo libero, formaldeide libera, alcool furfurilico;
esposizione a rumore;
esposizione a vibrazioni mano-braccio.
esposizione a polveri di terra di fonderia.
Rischi trasversali o organizzativi:
ritmi di lavoro eccessivi;
posture scorrette.
Rischi da manipolazione di sostanze pericolose.
4. CODICE DI RISCHIO :
5. N.ADDETTI :
3.5 ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE "FORMATURA MANUALE IN SABBIA-RESINA"
3.5.1 DESCRIZIONE DELLA FASE DI LAVORAZIONE "FORMATURA MANUALE IN SABBIA- RESINA"
La formatura in resina è detta anche "formatura manuale" viene effettuata manualmente a differenza della formatura a verde dove si utilizzano le macchine formatrici. Gli addetti posano il modello dentro la staffa la riempiono con la terra proveniente per caduta dai silos, la spianano a mano e con pestelli pneumatici rendono più uniforme e consistente la terra costipata intorno al modello.
La formatura in resina differisce inoltre dalla formatura a verde, oltre che per i componenti della terra, soprattutto per il fatto che i leganti (in questo caso resine e catalizzatori) vengono aggiunti alla sabbia immediatamente prima della formatura.
Le resine fenoliche impiegate sono prodotti di condensazione tra fenolo e formaldeide, la cui composizione chimica è determinata da policondensati fenolo-formaldeide, fenolo libero, formaldeide libera, additivi di vario tipo secondo gli impieghi.
Spesso si utilizza resina ureico-furanica, anche detta resina di condensazione tra alcool furfurilico, formaldeide e urea.
Le resine vengono fornite allo stato solido sotto forma di scaglie o polvere oppure allo stato liquido in soluzione alcolica idroalcolica o emulsione acquosa. Le resine solide sono fornite in sacchi di carta o plastica o anche in contenitori di cartone o di materiali sintetici, mentre le resine in soluzione vengono fornite in fusti di acciaio o in apposite cisterne attrezzate per il travaso a mezzo di pompe. In ogni caso i contenitori di resine fenoliche riportano l'etichettatura speciale obbligatoria per prodotti tossici e nocivi.
Il catalizzatore è costituito da una soluzione acquosa di acidi solfonici e solforici a bassa viscosità. Essi sono composti da acido paratoluensolfonico e acido solforico.
3.5.2 DESCRIZIONE ATTREZZATURE E MACCHINE, FASE "FORMATURA MANUALE IN SABBIA- RESINA"
3.5.3 FATTORI DI RISCHIO NELLA FASE "FORMATURA MANUALE IN SABBIA- RESINA"
I principali fattori di rischio in questa fase sono:
L'alcool furfurilico è classificato come Xn (nocivo) ; R20 (nocivo per inalazione); R21 (nocivo a contatto con la pelle); R22 (nocivo per ingestione).
La formaldeide è classificato come T (tossico); R23/24/25 (tossico per inalazione/ingestione/contatto con la pelle); R40 (possibilità di effetti irreversibili); R43 (può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle).
L'etichettatura della soluzione acquosa di acidi solfonici e solforici a bassa viscosità riporta le frasi S14 (conservare lontano da resine), S26 (in caso di contatto con gli occhi lavare immediatamente ed abbondantemente con acqua e consultare un medico), S37 / 39 (usare guanti adatti e proteggersi gli occhi e la faccia).
3.5.4 DANNO ATTESO E RILEVATO NELLA FASE "FORMATURA MANUALE IN SABBIA- RESINA"
3.5.5 INTERVENTI PREVENZIONISTICI NELLA FASE "FORMATURA MANUALE IN SABBIA- RESINA"
Per ridurre l'esposizione sia ai vapori che alle polveri è necessaria l'installazione di impianti di aspirazione, sistemi di ventilazione naturale e l'utilizzo di D.P.I. L'impianto di aspirazione deve essere progettato adeguatamente in quanto se non vengono dimensionati correttamente i parametri geometrici in relazione alla velocità di aspirazione, si possono avere ricondense di prodotti infiammabili nelle tubazioni dell'impianto stesso.
3.5.6 APPALTI ESTERNI PER LA FASE "FORMATURA MANUALE IN SABBIA- RESINA"
In genere questa fase non è appaltata.
3.7.7 VALORI TVL-TWA PER LE SOSTANZE TRATTATE IN QUESTO ARGOMENTO ("FORMATURA MANUALE IN SABBIA- RESINA")
3.5.7 RIFERIMENTI NORMATIVI PER LA FASE "FORMATURA MANUALE IN SABBIA- RESINA"
3.5.8 IMPATTO ESTERNO per la fase "FORMATURA MANUALE IN SABBIA- RESINA"
In questa fase, l'impatto sull'ambiente circostante è determinato principalmente dall'emissione di vapori organici ed anche dalla emissione di polvere che proviene dall'impianto di aspirazione localizzata e generale del reparto di formatura a verde. La soluzione consiste nell'adottare un impianto di abbattimento costituito da depolveratori ad umido di tipo centrifugo o di tipo Venturi. I fanghi prodotti dall'impianto di abbattimento, vengono convogliati alle vasche di decantazione, per poi essere inviati allo smaltimento.
1. FASE DI LAVORAZIONE : PRODUZIONE DI ANIME
2. COD.INAIL :
3. FATTORE DI RISCHIO : Rischi per la salute e igienico ambientali:
esposizione a vapori (cianidrici, fenolo libero, formaldeide libera, ammoniaca, acqua, alcool furfurilico), gas (CO, CO2), fumi (idrocarburi) ;
esposizione a rumore;
esposizione a vibrazioni mano-braccio;
esposizione a calore radiante;
esposizione a polveri.
Rischi da apparecchiature a pressione:
utilizzo di bombole di CO2.
Rischi da manipolazione di sostanze pericolose.
4. CODICE DI RISCHIO :
5. N.ADDETTI :
3.6 ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE "PRODUZIONE DI ANIME"
3.6.1 DESCRIZIONE DELLA FASE DI LAVORAZIONE "PRODUZIONE DI ANIME"
L'anima è una forma che riproduce esattamente le parti cave dell'oggetto che si intende produrre. Essa si ottiene costipando la terra in un contenitore detto "cassa d'anima", nel quale sono previsti spazi vuoti in corrispondenza delle suddette parti cave. Talvolta prima di essere utilizzate, le anime vengono verniciate con la stessa vernice utilizzata per le forme (si veda il paragrafo sulla verniciatura).
La formatura delle anime può avvenire con diverse procedimenti alternativi:
In questo procedimento si utilizza sabbia di fonderia mescolata a resina, la quale reagisce tramite l'insufflazione di un opportuno catalizzatore gassoso.
La resina impiegata è a due componenti: uno è generalmente una resina fenolica disciolta in un apposito solvente e l'altro componente è costituito da poliisocianati anch'essi disciolti in un solvente. Il punto di infiammabilità di questi agglomeranti è intorno a 45 - 50 °C.
I catalizzatori usati sono ammine alifatiche. Si tratta di sostanze infiammabili e tali da poter formare miscele esplosive. Le ammine vengono diluite mediante anidride carbonica.
Più in dettaglio, la miscela è costituita da: sabbia silicea, cromite, zircone, olivina, ecc..., prerivestita di leganti organici; resina termoindurente tipo novolacca ottenuta facendo reagire fenolo e formaldeide; esametilen-tetrammina come catalizzatore; lubrificanti quali stearato di zinco o di calcio. Si presenta in forma di granuli di varie dimensioni, fornita asciutta in sacchi di carta o di plastica o in contenitori metallici e non.
Come distaccante per le anime dalle relative casse-d'anima, si utilizzano siliconi i quali vengono forniti liquidi o sotto forma di emulsione o in pasta. In genere sono forniti in contenitori di metallo o di plastica o, quando sono liquidi, in fusti.
3.6.2 DESCRIZIONE ATTREZZATURE E MACCHINE, FASE "PRODUZIONE DI ANIME"
3.6.3 FATTORI DI RISCHIO NELLA FASE "PRODUZIONE DI ANIME"
I principali fattori di rischio si possono così individuare:
I principali fattori di rischio si possono così individuare:
I principali fattori di rischio si possono così individuare:
Per la formatura delle anime in resina i fattori di rischio sono gli stessi della formatura delle forme in resina, si veda pertanto tale paragrafo.
3.6.4 DANNO ATTESO E RILEVATO NELLA FASE "PRODUZIONE DI ANIME"
3.6.5 INTERVENTI PREVENZIONISTICI NELLA FASE "PRODUZIONE DI ANIME"
3.6.6 APPALTI ESTERNI PER LA FASE "PRODUZIONE DI ANIME"
Alcune fonderie talvolta ricorrono a ditte esterne per la produzione delle anime, specie nel caso in cui gli venga richiesta la produzione di piccoli pezzi fabbricati in serie, mentre la produzione propria è prevalentemente di pezzi non in serie.
3.6.8 IMPATTO ESTERNO per la fase "FORMATURA A RESINA"
In questa fase, l'impatto sull'ambiente circostante è determinato principalmente dall'emissione di vapori e polveri che provengono dall'impianto di aspirazione localizzata e generale del reparto di formatura anime. La soluzione consiste nell'adottare un impianto di abbattimento costituito da depolveratori ad umido di tipo centrifugo o di tipo Venturi. I fanghi prodotti dall'impianto di abbattimento, vengono convogliati alle vasche di decantazione, per poi essere inviati allo smaltimento.
1. FASE DI LAVORAZIONE : VERNICIATURA
2. COD.INAIL :
3. FATTORE DI RISCHIO : Rischi per la salute e igienico ambientali:
esposizione a vapori (solventi organici);
esposizione a polveri (residuo secco delle vernici).
Rischi da manipolazione di sostanze pericolose.
4. CODICE DI RISCHIO :
5. N.ADDETTI :
3.7 ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE "VERNICIATURA"
3.7.1 DESCRIZIONE DELLA FASE DI LAVORAZIONE "VERNICIATURA"
La verniciatura può venire ad inserirsi in più punti del ciclo produttivo, come si è evidenziato nello schema a blocchi: può essere effettuata sui getti finiti quando richiesto dal cliente, ma più spesso è una operazione funzionale al ciclo stesso. Infatti, per impedire la adesione del getto alla forma, dopo la formatura a resina le forme e le anime vengono sottoposte a finitura mediante verniciatura e successiva flambatura.
La vernice impiegata per forme ed anime può essere di vario tipo. Si tratta di vernici refrattarie la cui composizione chimica è determinata da: una carica minerale (esempio: grafite, olivina, cromite, mica, silicato di zirconio e di sodio, ecc...); sospensivi (spesso si tratta di carbossimetilcellulosa, alginati sodici e resine di vario tipo); solventi (alcool - metilico o isopropilico o isobutilico -, acetone, trielina, ecc...); eventuali antifermentativi (benzoato di sodio, ecc...). Data la varietà dei prodotti, per le altre caratteristiche e le etichettature si rimanda alle specifiche del fornitore. L'aspetto di queste vernici può essere: polvere, paste, liquidi a base di acqua o solventi organici.
La preparazione della vernice può avvenire in fonderia ad esempio utilizzando mica macinata e alcool isobutilico. Talvolta invece viene utilizzato intonaco refrattario all'alcool in forma di pasta fluida, il quale contiene le seguenti sostanze pericolose per la salute: isobutanolo, isopropanolo, acetone.
La mica viene fornita in sacchi di carta. Si tratta di un prodotto non combustibile costituito da silicati di alluminio e potassio di forma cristallina, dall'aspetto di polvere fine di colore giallognolo.
L'alcool isobutilico è un prodotto facilmente infiammabile, nocivo per inalazione. Viene fornito in fusti di acciaio o plastica, contenitori di vetro o allo stato sfuso in cisterne.
La verniciatura viene eseguita in cabine di verniciatura con pistole ad aria compressa oppure a pennello.
3.7.2 DESCRIZIONE ATTREZZATURE E MACCHINE, FASE "VERNICIATURA"
3.7.3 FATTORI DI RISCHIO NELLA FASE "VERNICIATURA"
Dato che le vernici comprendono prodotti di vastissima formulazione, i fattori di rischio sono di diverso tipo e pertanto per essere ben individuati, si deve verificare nello specifico quali sono i componenti delle vernici utilizzate in ogni singola azienda.
Ciò premesso, si riportano di seguito i principali fattori di rischio in questa fase:
Altra causa di sviluppo di polveri è la manipolazione durante lo stoccaggio, il prelievo e il dosaggio di prodotti in polvere utilizzati nella preparazione delle vernici.
3.7.6 APPALTI ESTERNI PER LA FASE "VERNICIATURA"
La verniciatura può essere appaltata a ditte esterne quando viene effettuata sui getti finiti. Invece, quando la verniciatura viene effettuata su forme ed anime, viene effettuata all'interno dell'azienda, a meno che non venga appaltata all'esterno anche la produzione delle anime.
3.7.7 VALORI TVL-TWA PER LE SOSTANZE TRATTATE IN QUESTO ARGOMENTO (FASE "VERNICIATURA")
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Il TVL-TWA dell'isobutanolo è 150 mg/m3.
Il TVL-TWA dell'isopropanolo è 985 mg/m3 e il TLV-STEL è 1230 mg/m3 .
Il TVL-TWA dell'acetone è 1780 mg/m3 e il TLV-STEL è 2375 mg/m3
3.7.8 RIFERIMENTI NORMATIVI PER LA FASE "VERNICIATURA
3.7.8 IMPATTO ESTERNO per la fase "VERNICIATURA"
In questa fase, l'impatto sull'ambiente circostante è determinato principalmente dall'emissione di vapori e polveri che provengono dall'impianto di aspirazione localizzata della cabina di verniciatura. La soluzione consiste nell'adottare un impianto di abbattimento costituito da depolveratori ad umido di tipo centrifugo o di tipo Venturi. I fanghi prodotti dall'impianto di abbattimento, vengono convogliati alle vasche di decantazione, per poi essere inviati allo smaltimento.
1. FASE DI LAVORAZIONE : RAMOLAGGIO
2. COD.INAIL :
3. FATTORE DI RISCHIO : Rischi per la salute e igienico ambientali:
esposizione a vapori (solventi organici);
esposizione a polveri (silice, talco, licopodio, grafite).
Rischi trasversali o organizzativi:
movimentazione manuale dei carichi
4. CODICE DI RISCHIO :
5. N.ADDETTI :
3.8 ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE "RAMOLAGGIO"
3.8.1 DESCRIZIONE DELLA FASE DI LAVORAZIONE "RAMOLAGGIO"
Il ramolaggio è una operazione manuale, eseguita in ciascun tipo di formatura. Consiste nel rifinire le forme, eventualmente pulirle con aria compressa, introdurre le anime quando necessarie, praticare i fori di colata e di fuoriuscita dei gas, applicare i distaccanti. Questi ultimi possono essere vernici, in genere applicate a pennello o pistole a spruzzo e poi essiccate con fiamma.
Una volta che le forme sono state così preparate, si provvede ad unire le due parti della staffa in modo da costituire il "guscio" nel quale colare il metallo fuso.
3.8.2 DESCRIZIONE ATTREZZATURE E MACCHINE, FASE "RAMOLAGGIO"
3.8.3 FATTORI DI RISCHIO NELLA FASE "RAMOLAGGIO"
I fattori rischio principali sono i seguenti:
3.8.4 DANNO ATTESO E RILEVATO NELLA FASE "RAMOLAGGIO"
3.8.4.3 Il talco se inalato a lungo può portare ad una forma di pneumoconiosi: la talcosi.
3.8.4.6 Nel caso di movimentazione manuale dei carichi si possono avere danni al rachide.
3.8.6 APPALTI ESTERNI PER LA FASE "RAMOLAGGIO"
Normalmente questa fase non viene appaltata.
3.8.7 IMPATTO ESTERNO per la fase "RAMOLAGGIO"
Polveri e vapori captati dall'impianto di aspirazione vengono convogliati all'impianto di abbattimento ad umido, come precedentemente descritto.
1. FASE DI LAVORAZIONE : FUSIONE
2. COD.INAIL :
3. FATTORE DI RISCHIO : Rischi per la salute e igienico ambientali:
esposizione a vapori (metalli), gas (nitrosi, anidride solforosa, acido fluoridrico, CO, CO2);
esposizione a polveri (sodio cloruro, sodio fluoruro, criolite sodica);
esposizione a microclima sfavorevole;
esposizione a radiazioni luminose infrarosse;
esposizione a rumore.
Rischi per la sicurezza:
lavoro in prossimità di superfici calde.
Rischi trasversali o organizzativi:
movimentazione manuale dei carichi
4. CODICE DI RISCHIO :
5. N.ADDETTI :
3.9 ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE "FUSIONE"
3.9.1 DESCRIZIONE DELLA FASE DI LAVORAZIONE "FUSIONE"
Questa fase consiste nel riscaldare il metallo (o la lega) per portarlo dallo stato solido allo stato liquido ed innalzarne la temperatura fino alla temperatura di colata, superiore alla temperatura di fusione, in modo che il metallo si mantenga liquido fino a che non si è completata la colata nelle forme.
La fusione avviene nei forni fusori, che possono essere di diverso tipo, e sono descritti al punto successivo.
Nel bagno di metallo fuso vengono aggiunti periodicamente, sia in forno che in siviera:
Come fondente per bronzi alluminio e ottoni al manganese e al silicio, si utilizzano composti in polvere costituiti da criolite sodica (fluoruro doppio di sodio e alluminio come componente principale e, come componenti secondari, fluoruro di calcio e fluoruro di sodio).
Il caricamento dei forni avviene generalmente in modo automatico dall'alto, mentre lo spostamento del crogiolo e la colata sono effettuate in parte a mano in parte con l'aiuto di un paranco.
I forni vengono alimentati con metallo in forma di lingotti, barre o di rottame meccanico, nonché con gli eventuali scarti di produzione.
L'impianto di caricamento è costituito da trasportatori a nastro che da pinze automatiche.
3.9.2 DESCRIZIONE ATTREZZATURE E MACCHINE, FASE "FUSIONE"
I forni fusori possono essere classificati in due categorie principali:
Il forno impiegato dipende dalle particolari applicazioni in relazione al tipo di lega da fondere, al tipo di produzione (piccola / grande, continua / intermittente, costante / variabile), alla qualità del prodotto fuso, alla disponibilità della fonte calorica.
3.9.3 FATTORI DI RISCHIO NELLA FASE "FUSIONE"
Il processo di fusione comporta molti fattori di rischio. I principali possono essere così individuati:
La temperatura ambientale elevata è determinata principalmente dal calore radiante emanato dai forni, in particolare in prossimità della bocca. Inoltre la temperatura eccessiva ostacola l'utilizzo dei D.P.I. quali cuffie, occhiali, ecc...
3.9.4 DANNO ATTESO E RILEVATO NELLA FASE "FUSIONE"
Lo sforzo fisico elevato degli addetti alla fusione peggiora le conseguenze della esposizione alle alte temperature.
In un' indagine precedentemente effettuata in una fonderia che occupava n.5 addetti alla fusione sono state riscontrate n. 2 pneumoconiosi (silicosi) e n.4 ipoacusie da rumore.
3.9.5 INTERVENTI PREVENZIONISTICI NELLA FASE "FUSIONE"
I forni fusori devono essere dotati di idoneo ed efficace sistema di aspirazione localizzato.
La zona di caricamento automatico del forno deve essere protetta dal rischio di caduta del materiale.
3.9.6 APPALTI ESTERNI PER LA FASE "FUSIONE"
Questa fase non viene appalta, in quanto è la fase centrale di tutto il ciclo produttivo.
3.9.7 RIFERIMENTI NORMATIVI PER LA FASE "FUSIONE"
3.9.8 IMPATTO ESTERNO nella fase "FUSIONE"
Le emissioni di polveri, gas e vapori, prodotte dal forno a cubilotto captate dall'impianto di aspirazione, richiedono l'abbattimento ad umido in impianti resistenti alla corrosione da parte dell'acido solforoso, a causa della anidride solforosa presente. Devono seguire poi elettrofiltri o filtri a maniche. Le acque di lavaggio dell'impianto di abbattimento, devono essere neutralizzate e depurate. Le acque di raffreddamento del forno a cubilotto, immesse nei corpi idrici, possono produrre un impatto negativo sull'ambiente a causa del forte calore (inquinamento termico delle acque). Le soffianti dell'aria comburente possono produrre un sensibile impatto da rumore sull'ambiente esterno.
Le polveri, gas e vapori, emesse dai forni ad arco, captati dall'impianto di aspirazione, vengono abbattute generalmente in un impianto a secco.
1. FASE DI LAVORAZIONE : COLATA
2. COD.INAIL :
3. FATTORE DI RISCHIO : Rischi per la salute e igienico ambientali:
esposizione a vapori e fumi;
esposizione a polveri (sodio cloruro, sodio fluoruro, criolite sodica);
esposizione a microclima sfavorevole;
esposizione a radiazioni luminose infrarosse;
esposizione a rumore.
Rischi per la sicurezza:
lavoro in prossimità di superfici calde.
Rischi trasversali o organizzativi:
movimentazione meccanica dei carichi;
movimentazione materiali ad alta temperatura;
transito in ambiente pericoloso.
4. CODICE DI RISCHIO :
5. N.ADDETTI :
3.10 ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE "COLATA"
3.10.1 DESCRIZIONE DELLA FASE DI LAVORAZIONE "COLATA"
Una volta che il metallo è stato fuso, prima di procedere della colata vera e propria, si provvede alla "scorificazione", cioè alla eliminazione delle scorie eventualmente presenti, in genere facendole cadere in una fossa antistante il forno.
Il metallo fuso, dopo la scorificazione, viene versato nelle siviere e quindi trasportato nelle linee di colata dove sono già state predisposte le staffe provenienti dal reparto di formatura.
La movimentazione delle siviere piene di metallo fuso, avviene mediante ausili meccanici quali paranchi, carro-ponte o carrelli elevatori, ma in certi casi anche manualmente.
In genere, per colare il metallo fuso nella staffa, la siviera viene inclinata manualmente da due operatori.
Negli impianti semiautomatici il rovesciamento della siviera avviene tramite un paranco elettrico azionato con pulsantiera elettrica.
Le operazioni di colata per realizzare pezzi di grandi dimensioni comporta per gli addetti dover lavorare a quote diverse da quelle del pavimento. In tale caso vengono utilizzate apposite attrezzature (impalcature, ecc..)
3.10.2 DESCRIZIONE ATTREZZATURE E MACCHINE, FASE "COLATA"
3.10.3 FATTORI DI RISCHIO NELLA FASE "COLATA"
I principali fattori di rischio connessi a questa operazione sono:
La resina ureico-furanica utilizzata nelle terre di fonderia nella formatura a resina, ad alta temperatura può sviluppare prodotti di decomposizione pericolosi quali: ossido di carbonio, fenoli sostituiti, formaldeide, idrocarburi alifatici ed aromatici, NOx (vari ossidi di azoto), ammoniaca e tracce di HCN (acido cianidrico).
3.10.4 DANNO ATTESO E RILEVATO NELLA FASE "COLATA"
3.10.5 INTERVENTI PREVENZIONISTICI NELLA FASE "COLATA"
Gli apparecchi di sollevamento con portata superiore a 200 Kg. devono essere sottoposti a verifica di primo impianto da parte dell'ISPESL e una volta l'anno da parte della Azienda Sanitaria Locale.
3.10.6 APPALTI ESTERNI PER LA FASE "COLATA"
Questa fase non viene appalta, in quanto è una fase centrale di tutto il ciclo produttivo.
3.10.7 VALORI TVL-TWA PER LE SOSTANZE TRATTATE IN QUESTO ARGOMENTO (FASE "COLATA").
Secondo le raccomandazioni ACGIH, gli IPA eventualmente presenti nell'ambiente di lavoro non devono superare 0,2 mg/m3 di aria (TLV ). Per l'alcool furfurilico il valore TLV-TWA è 40 mg/m3, e il valore TLV-STEL è 60 mg/m3. Per la formaldeide TLV-C = 0,37 mg/m3 .
3.10.7 RIFERIMENTI NORMATIVI PER LA FASE "COLATA"
Norma tecnica UNI 8491 (Prodotti refrattari formati per fonderia. Filtri di colata per impedire l'entrata delle scorie nel getto).
3.10.8 IMPATTO ESTERNO per la fase "COLATA".
Vapori, fumi, gas e polveri derivanti dalle siviere di colata, devono essere abbattuti in impianti ad umido. E' comunque possibile l'emissione in atmosfera di gas incondensabili e polveri residue. Le acque di lavaggio devono essere convogliate all'impianto di depurazione.
1. FASE DI LAVORAZIONE : MANUTENZIONE FORNI E SIVIERE
2. COD.INAIL :
3. FATTORE DI RISCHIO : Rischi per la salute e igienico ambientali:
esposizione a polveri silicotigene;
esposizione a vibrazioni mano-braccio
esposizione a rumore.
Rischi trasversali o organizzativi:
movimentazione manuale dei carichi.
Rischi da manipolazione di prodotti pericolosi.
4. CODICE DI RISCHIO :
5. N.ADDETTI :
3.11 ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE "MANUTENZIONE FORNI e SIVIERE"
3.11.1 DESCRIZIONE DELLA FASE DI LAVORAZIONE "MANUTENZIONE FORNI e SIVIERE"
Gli aspetti più importanti della manutenzione per una fonderia in terra di seconda fusione sono relativi alla manutenzione dei forni e delle siviere.
Nei forni è necessario il periodico rifacimento del refrattario; questo comporta la precedente demolizione del refrattario vecchio tramite l'utilizzo di martelli pneumatici.
Alla fine della giornata di lavoro, per i cubilotti e i forni rotativi, viene effettuata una parziale manutenzione del refrattario mediante l'introduzione di una miscela costituita da terra francese, terra refrattaria, e castina nel forno ancora caldo; tale miscela viene fatta sciogliere e quindi nuovamente solidificare in un punto del forno progressivamente diverso ogni giorno. In tale modo, si ottiene ciclicamente il completo e continuo rifacimento del refrattario del forno.
Periodicamente è comunque necessaria la demolizione del refrattario per sostituirlo completamente.
Il materiale impiegato per tale operazione è terra refrattaria (detta "pigiata") che viene applicata con l'ausilio di dime e poi compressa, leggermente umida, con utensile pneumatico da un operatore che lavora all'interno del forno. Con lo stesso sistema viene periodicamente rifatto l'anello refrattario della bocca del forno, soggetto a particolare usura.
Tra i materiali impiegati per il refrattario dei forni vi sono:
3.11.2 DESCRIZIONE ATTREZZATURE E MACCHINE, FASE "MANUTENZIONE FORNI e SIVIERE"
3.11.3 FATTORI DI RISCHIO NELLA FASE "MANUTENZIONE FORNI e SIVIERE"
3.11.4 DANNO ATTESO E RILEVATO NELLA FASE "MANUTENZIONE FORNI e SIVIERE"
3.11.4.3 L'esposizione a vibrazioni mano - braccio, determina danni alla circolazione, ai nervi e alle articolazioni degli arti superiori. Il fumo da sigaretta e il freddo eccessivo aggravano i danni circolatori dovuti alle vibrazioni.
A seconda del peso del pezzo da movimentare, è necessario l'utilizzo di ausili per la movimentazione (paranchi, carro-ponte, carrelli), ovvero la movimentazione in due addetti. E' di particolare importanza l'informazione e la formazione alle procedure ed alle posture corrette da assumere durante la movimentazione dei pezzi. Sono inoltre necessari D.P.I. (scarpe di sicurezza con punta metallica).
3.11.5 INTERVENTI PREVENZIONISTICI NELLA FASE "MANUTENZIONE FORNI e SIVIERE"
3.11.6 APPALTI ESTERNI PER LA FASE "MANUTENZIONE FORNI e SIVIERE"
Questa fase può essere appaltata a ditte esterne.
3.11.7 IMPATTO ESTERNO PER LA FASE "MANUTENZIONE FORNI e SIVIERE"
Le polveri captate dall'impianto di aspirazione localizzata a bocchette mobile e dall'impianto di aspirazione generale dell'ambiente di lavorazione, vengono convogliate all'impianto di abbattimento a secco.
1. FASE DI LAVORAZIONE : DISTAFFATURA
2. COD.INAIL :
3. FATTORE DI RISCHIO : Rischi per la salute e igienico ambientali:
esposizione a polveri silicotigene;
esposizione a fumi e vapori;
esposizione a rumore.
Rischi trasversali o organizzativi:
movimentazione manuale dei carichi.
4. CODICE DI RISCHIO :
5. N.ADDETTI :
3.11 ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE "DISTAFFATURA"
3.11.1 DESCRIZIONE DELLA FASE DI LAVORAZIONE "DISTAFFATURA"
Dopo la colata, le staffe vengono lasciate raffreddare (fino a 200-300°C), solitamente poste su binari in prossimità dell'impianto di distaffatura, dove prima si estrae la forma dalla staffa è poi dalla forma si estrae il getto. Per estrarre la forma dalla staffa si utilizzano macchine "a pugno" oppure griglie vibranti. La forma viene quindi posta su griglie vibranti in modo che la terra cada sotto la griglia e venga così avviata al recupero verso l'impianto di preparazione terre. Il getto viene quindi inviato alla operazione di disterratura, mentre la staffa viene riportata alla linea di formatura.
3.11.2 DESCRIZIONE ATTREZZATURE E MACCHINE, FASE "DISTAFFATURA"
3.11.3 FATTORI DI RISCHIO NELLA FASE "DISTAFFATURA"
I principali fattori di rischio in questa fase sono:
3.11.4 DANNO ATTESO E RILEVATO NELLA FASE "DISTAFFATURA"
I danni attesi sono gli stessi sopra descritti per le altre fasi dove si ritrovano gli stessi fattori di rischio.
3.11.5 INTERVENTI PREVENZIONISTICI NELLA FASE "DISTAFFATURA"
Chiusura dell'impianto di distaffatura a griglia vibrante, mediante un sistema cabina-tunnel insonorizzato con materiale fonoisolante - fonoassorbente e posto in depressione grazie ad un sistema di aspirazione delle polveri, gas e fumi prodotti; il tunnel racchiude un sistema automatico di trasferimento dei pezzi estratti dalle staffe, i quali vengono trasferiti dalla griglia ai cassoni mediante un elettromagnete mobile. L'effetto positivo della soluzione è duplice:
Nel caso di una distaffatrice per pezzi di grandi dimensioni, la segregazione della distaffatrice avviene mediante cabina posta in depressione da un idoneo sistema di aspirazione.
Per la riduzione della esposizione al rumore è necessario rivestire i cassoni utilizzati per la raccolta dei pezzi con materiali elastici smorzanti. Dato che in questa fase i pezzi sono ancora caldi, non e' possibile utilizzare per tale scopo gomma o plastica quindi in alcune fonderie sono state adottate griglie a maglie in lamiera stirata, montata all'interno del cassone in modo da rimanere sufficientemente distanziata dalla parete esterna del cassone realizzata in lamiera spessa.
A seconda del peso del pezzo da movimentare, è necessario l'utilizzo di ausili per la movimentazione (paranchi, carro-ponte, carrelli), ovvero la movimentazione in due addetti. E' di particolare importanza l'informazione e la formazione alle procedure ed alle posture corrette da assumere durante la movimentazione dei pezzi. Sono inoltre necessari D.P.I. (scarpe di sicurezza con punta metallica).
3.11.6 APPALTI ESTERNI PER LA FASE "DISTAFFATURA"
In genere questa fase non viene appaltata.
3.11.7 RIFERIMENTI NORMATIVI PER LA FASE "DISTAFFATURA"
Le polveri, specie quelle fini silicotigene emesse dall'impianto di distaffatura e captate dall'impianto di aspirazione devono essere inviate ad impianti di abbattimento a secco costituiti da filtri elettrostatici o a maniche.
1. FASE DI LAVORAZIONE : DISTERRATURA
2. COD.INAIL :
3. FATTORE DI RISCHIO : Rischi per la salute e igienico ambientali:
esposizione a polveri silicotigene;
esposizione a vibrazioni mano-braccio;
esposizione a rumore.
Rischi trasversali o organizzativi:
movimentazione manuale dei carichi.
4. CODICE DI RISCHIO :
5. N.ADDETTI :
3.12 ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE "DISTERRATURA"
3.12.1 DESCRIZIONE DELLA FASE DI LAVORAZIONE "DISTERRATURA"
La disterratura è l'operazione durante la quale si completa la eliminazione della terra residua di forma e dell'anima ancora rimaste sulla superficie del getto. Per lo svuotamento delle parti cave del getto viene utilizzato un martellino pneumatico.
3.12.2 DESCRIZIONE ATTREZZATURE E MACCHINE, FASE "DISTERRATURA"
3.12.2.1 Martellino pneumatico: E' un piccolo martello pneumatico.
3.12.3 FATTORI DI RISCHIO NELLA FASE "DISTERRATURA"
I fattori di rischio in questa operazione sono essenzialmente dovuti a:
3.12.4 DANNO ATTESO E RILEVATO NELLA FASE "DISTERRATURA"
L'esposizione a vibrazioni mano - braccio, determina danni alla circolazione, ai nervi e alle articolazioni degli arti superiori. Il fumo da sigaretta e il freddo eccessivo aggravano i danni circolatori dovuti alle vibrazioni.
3.12.5 INTERVENTI PREVENZIONISTICI NELLA FASE "DISTERRATURA"
3.12.6 APPALTI ESTERNI PER LA FASE "DISTERRATURA"
Questa fase può essere appaltata a ditta esterna, specie quando viene appaltata anche la smaterozzatura - sbavatura.
Le polveri emesse captate dall'impianto di aspirazione durante la disterratura devono essere inviate ad impianti di abbattimento a secco costituiti da filtri elettrostatici o a maniche.
1. FASE DI LAVORAZIONE : GRANIGLIATURA
2. COD.INAIL :
3. FATTORE DI RISCHIO : Rischi per la salute e igienico ambientali:
esposizione a polveri silicotigene e ossidi di ferro;
esposizione a rumore.
4. CODICE DI RISCHIO :
5. N.ADDETTI :
3.13 ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE "GRANIGLIATURA"
3.13.1 DESCRIZIONE DELLA FASE DI LAVORAZIONE "GRANIGLIATURA"
La granigliatura, detta anche sabbiatura, consiste nel pulire i pezzi investendoli con una graniglia di abrasivo o di acciaio. Questa operazione viene eseguita tramite macchine dette sabbiatrici e talvolta manualmente. In questo ultimo caso la sabbiatura avviene in una camera nella quale l'operatore sabbia i pezzi utilizzando l'aria compressa come fluido propulsore dei getti di graniglia.
La graniglia può essere sferica angolare o cilindrica di diversa granulometria, e viene fornita in sacchi di juta o di plastica.
3.13.2 DESCRIZIONE ATTREZZATURE E MACCHINE, FASE "GRANIGLIATURA"
Le macchine sabbiatrici possono essere di diversi tipi a seconda delle dimensioni dei pezzi da sabbiare:
3.13.3 FATTORI DI RISCHIO NELLA FASE "GRANIGLIATURA"
I principali fattori di rischio possono essere così elencati:
Ad esempio nel caso di una sabbiatrice per pezzi di dimensioni ridotte, si è operato con tre distinti interventi:
I materiali fonoassorbenti utilizzati sono gomma telata e schiuma poliuretanica.
E' da prevedere la periodica sostituzione della gomma telata quando risulti che si è troppo deteriorata.
3.13.6 APPALTI ESTERNI PER LA FASE "GRANIGLIATURA"
Questa fase talvolta può essere appaltata.
3.13.7. IMPATTO ESTERNO PER LA FASE "GRANIGLIATURA"
Le polveri captate dall'impianto di aspirazione durante la granigliatura contengono silice libera cristallina e devono subire una pre-separazione con ciclone e successivamente inviate ad un depolverizzatore ad umido. Le acque di lavaggio devono essere inviate all'impianto di trattamento e le melme prodotte inviate allo smaltimento.
1. FASE DI LAVORAZIONE : SMATEROZZATURA E SBAVATURA
2. COD.INAIL :
3. FATTORE DI RISCHIO : Rischi per la salute e igienico ambientali:
esposizione a polveri (metallo, gommalacca, gomma, resine sintetiche, carburo di silicio, corindoni);
esposizione a vibrazioni mano-braccio;
esposizione a microclima sfavorevole;
esposizione a rumore.
Rischi per la sicurezza (carenze di sicurezza alla macchine):
lavoro in prossimità di organi meccanici in movimento
Rischi trasversali o organizzativi:
lavoro in posture scorrette;
movimentazione manuale dei carichi.
4. CODICE DI RISCHIO :
5. N.ADDETTI :
3.14 ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE "SMATEROZZATURA e SBAVATURA"
3.14.1 DESCRIZIONE DELLA FASE DI LAVORAZIONE "SMATEROZZATURA e SBAVATURA"
La smaterozzatura consiste nella eliminazione delle materie dei getti, cioè della parte di fusione compresa tra foro di colata e oggetto, e può essere eseguita mediante diverse attrezzature e macchine, descritte al successivo paragrafo.
La sbavatura è l'operazione durante la quale si provvede alla rifinitura e levigatura, detta anche smerigliatura, dei pezzi e viene eseguita generalmente con mole a nastro e mole portatili. Dopo la lavorazione i pezzi di piccole dimensioni vengono ammucchiati gettandoli in cassoni metallici.
3.14.2 DESCRIZIONE ATTREZZATURE E MACCHINE, FASE "SMATEROZZATURA e SBAVATURA"
I composti utilizzati come abrasivi delle mole sono costituiti da:
3.14.3 FATTORI DI RISCHIO NELLA FASE "SMATEROZZATURA e SBAVATURA"
I fattori di rischio sono essenzialmente i seguenti:
3.14.4 DANNO ATTESO E RILEVATO NELLA FASE "SMATEROZZATURA e SBAVATURA"
L'esposizione a vibrazioni mano - braccio, determina danni alla circolazione, ai nervi e alle articolazioni degli arti superiori. Il fumo da sigaretta e il freddo eccessivo aggravano i danni circolatori dovuti alle vibrazioni.
3.14.5 INTERVENTI PREVENZIONISTICI NELLA FASE "SMATEROZZATURA e SBAVATURA"
Per ridurre il rumore e ed anche le vibrazioni sono state adottate in alcune aziende smaterozzatrici idrauliche a cuneo . La soluzione modifica sostanzialmente le modalità di lavoro in quanto l'operazione non verte più nel taglio ma nella rottura delle materozze le quali vengono divelte dal pezzo. Le forme di fusione sono state parzialmente modificate per facilitare questo tipo di operazione.
Inoltre i cassoni dove vengono gettati i pezzi dopo la lavorazione, devono essere rivestiti internamente in gomma o in lamiera forata, al fine di evitare che l'urto del pezzo sul cassone lo faccia risuonare producendo l'effetto tipico di una campana .
3.14.6 APPALTI ESTERNI PER LA FASE "SMATEROZZATURA e SBAVATURA"
Questa fase può essere appalta a ditta esterna.
3.14.7 RIFERIMENTI NORMATIVI PER LA FASE "SMATEROZZATURA e SBAVATURA"
Norme tecniche UNI 4012, UNI 4013, UNI 4014 (Seghe circolari per materiali metallici).
Norme tecniche UNI 7749, UNI 5758 : ISO 666 (Mole a disco).
Le polveri emesse captate dall'impianto di aspirazione durante questa fase devono essere inviate ad impianti di abbattimento a secco costituiti da filtri elettrostatici o a maniche.
INDICE GENERALE RIFERIMENTI NORMATIVI
GLOSSARIO
TLV - VALORI LIMITE DI SOGLIA
I TLV, valori limite di soglia, indicano, per ognuna delle sostanze elencate, le concentrazioni delle sostanze aerodisperse alle quali si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possa rimanere esposta ripetutamente giorno dopo giorno senza effetti negativi per la salute. Tuttavia, a causa della notevole variabilità della sensibilità individuale, una piccola percentuale di lavoratori può accusare disagio in presenza di alcune sostanze le cui concentrazioni siano pari o inferiori ai TLV e, in una più piccola percentuale di individui, si può osservare un effetto più marcato per l'aggravarsi di condizioni preesistenti o per l'insorgere di una malattia professionale. Il fumo di tabacco è nocivo per diverse ragioni. Il fumo può incrementare gli effetti biologici delle sostanze chimiche presenti nell'ambiente di lavoro e può ridurre i meccanismi di difesa dell'organismo contro le sostanze tossiche.
Alcuni individui possono inoltre essere ipersuscettibili o sensibili in modo fuori dal comune a talune sostanze in conseguenza di fattori genetici, età, abitudini personali (fumo, alcool, altre droghe), cure mediche o esposizioni pregresse. Tali lavoratori possono risultare non adeguatamente protetti contro effetti avversi per la salute da parte di sostanze presenti a concentrazioni pari o inferiori ai TLV. Il medico del lavoro deve valutare il grado di protezione addizionale consigliabile per tali soggetti.
DEFINIZIONE
valore limite di soglia- media ponderata nel tempo (TLV-TWA): concentrazione media ponderata nel tempo, su una giornata lavorativa convenzionale di otto ore e su 40 ore lavorative settimanali, alla quale quasi tutti i lavoratori possono essere ripetutamente esposti, giorno dopo giorno, senza effetti negativi.