ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA DEL LAVORO

 

 

I.S.P.E.S.L.              PROGETTO SI.PRE.                                  REGIONI

 

 

BANCA NAZIONALE DEI PROFILI DI RISCHIO DI COMPARTO

 

 

 

1. COMPARTO

EDIFICI SCOLASTICI

 

2. CODICI ISTAT

0700

 

 

 

 

 

 

 

 

3. CODICE ISPESL

 

       (riservato all’ufficio)

 

 

             ZONA DI RILEVAZIONE

 

4. NAZIONALE:

ITA

 

5. REGIONALE

 

 

6. PROVINCIALE

 

 

7. USL

 

 

8.ANNO DI RILEVAZIONE

1

9

9

9

 

9. NUMERO  ADDETTI:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

9A. IMPIEGATI:

1200

uomini

2600

donne

 

 

 

 

 

9B. OPERAI:

100

uomini

500

donne

 

 

 

 

 

 

10. TOTALE AZIENDE

301

 

11. STRUTTURA DI RILEVAZIONE

IGEAM srl. – Servizi e studi per lo sviluppo sostenibile.

 

 

12. REFERENTE: Ing. Michele Casciani / dott. Piero Santantonio

 

             INDIRIZZO:

c/o IGEAM S.r.l. Via della Trasfigurazione 2

 

 

                         CAP:

00151

 

 

 

                    CITTA’:

Roma

 

 

           PROVINCIA:

Roma

 

 

 

            TELEFONO:

06-5327031

 

 

 

 

                         FAX:

06-53270330

 

 

 

 

                   E-MAIL:

igeam@tin.it

 

 

 

 

13. INFORTUNI:

 

TOTALE:

0

DI CUI MORTALI

 

 

14. MALATTIE PROFESSIONALI:

 

DENOMINAZIONE

N° CASI

COD. INAIL

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NOTE

Il rilievo degli infortuni non è stato possibile nel caso dell’indagine, per la diffusa incompletezza e frammentarietà dei dati.

Questa situazione è peraltro riscontrabile negli stessi dati forniti a tale riguardo dell’INAIL, di cui si è riportato nei paragrafi successivi. Anche per quanto riguarda le malattie professionali, queste non sono state rilevate nel caso dei sopralluoghi per i medesimi motivi.


1          Definizione del comparto di riferimento.

La presente ricerca riguarda gli istituti di istruzione materna, elementare e media in tutto il territorio nazionale.

E’ opportuno ricordare che, come indicato dall’art.1 commi 1 e 2 del D.M. n°382 del 29/9/98, le disposizioni del D.Lgs. 626/94 e successive modifiche ed integrazioni si applicano a tutte le istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado, relativamente al personale ed agli utenti delle medesime istituzioni, tenendo conto delle particolari esigenze connesse al servizio dalle stesse espletato” e che “sono equiparati ai lavoratori, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 626, gli allievi delle istituzioni scolastiche ed educative nelle quali i programmi e le attivita' di insegnamento prevedano espressamente la frequenza e l'uso di laboratori appositamente attrezzati, con possibile esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici, l'uso di macchine, apparecchi e strumenti di lavoro in genere ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali. L'equiparazione opera nei periodi in cui gli allievi siano effettivamente applicati alle strumentazioni o ai laboratori in questione. I predetti allievi non sono comunque computati, ai sensi del decreto legislativo n. 626, ai fini della determinazione del numero dei lavoratori dal quale il medesimo decreto fa discendere particolari obblighi.”.

Nella definizione del comparto sono state fatte delle considerazioni generali che sono qui premesse, anche al fine della valutazione della significativa statistica dei dati riportati.

Per le scuole materne, elementari e medie, le competenze relative alla proprietà e dunque alla manutenzione degli edifici sono in genere allocate nelle rispettive amministrazioni comunali di appartenenza, mentre per gli istituti di istruzione superiore, esclusi da questa ricerca, la competenza è delle rispettive amministrazioni provinciali.

Per quanto riguarda, invece, la gestione del personale, delle attrezzature e degli arredi, la competenza è ripartita tra le rispettive amministrazioni comunali per le scuole elementari e materne e le rispettive amministrazioni provinciali per le medie.

Tutto ciò vale ovviamente per la scuola pubblica.

E’ necessario ricordare, inoltre, che la scuola in Italia è sia pubblica che privata. Vi è una forte prevalenza della scuola pubblica nelle elementari e nelle secondarie di primo grado (già scuola dell'obbligo), mentre il numero di scuole materne private e pubbliche sono confrontabili, per numero  di edifici e per numerosità di allievi.

Nelle figure che seguono vengono presentati in forma grafica, per ciascuna regione italiana, i dati della distribuzione del numero di istituti scolastici e di classi per ciascuna tipologia di scuola, oltre ai dati di affollamento medio, espresso sia come rapporto tra il numero di alunni e il numero delle classi, sia come rapporto tra il numero di alunni e il numero di istituti scolastici della specifica tipologia.

Nelle cartine non sono presenti i dati relativi alla Valle d'Aosta ed al Trentino Alto Adige che, essendo regioni a statuto autonomo, in base al DL 24/7/1996 n°434 non sono di competenza dello Stato.

 

 

Scuole Materne

La distribuzione delle scuole materne sul territorio nazionale è abbastanza uniforme, infatti sia al nord che al centro che al sud sono presenti regioni con un numero di scuole appartenenti ad una delle tre categorie riportate in legenda, considerazione questa confermata dalla distribuzione del numero di classi.

Relativamente all’affollamento si evidenzia che il numero di alunni per classe è inferiore a 23 ed in nessuna regione le scuole materne hanno un numero di alunni superiore a 100.

In base ai dati elaborati risulta che le scuole di minore dimensione sono in Calabria, Abruzzo, Molise, Umbria e Friuli.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Scuole Elementari

Per quanto riguarda la distribuzione delle scuole elementari, dalle cartine emerge che il maggior numero di istituti si trova al centro-sud, in particolare nel Lazio, in Sicilia, Campania e Puglia, con l’unica eccezione al nord rappresentata dalla Lombardia.

In generale al maggior numero di scuole è associato il maggior numero di classi, solo in Abruzzo e nelle Marche il rapporto tra il numero di scuole ed il numero di classi evidenzia la presenza di scuole di dimensioni inferiori alla media.

L’affollamento delle scuole elementari risulta minore di quello delle scuole materne con una situazione generale di meno di 21 alunni per ciascuna classe, in particolare il Piemonte, il Veneto e la Calabria sono caratterizzate da un basso numero di studenti rispetto al numero delle classi.


 

 


 



Scuole Medie

La distribuzione delle scuole medie sul territorio Nazionale risulta essere piuttosto uniforme se si confronta il numero delle scuole e delle classi con l’estensione superficiale delle diverse Regioni.

Diverso è il discorso se si considera il numero di alunni presenti, il calcolo del valore medio per scuola e per classe indica, infatti, un minore affollamento delle scuole per le regioni del sud, in particolare in Calabria ed in Basilicata.

Al centro e al nord la situazione è più o meno equivalente con un numero medio di studenti per classe compreso tra 20 e 22 .

In generale le scuole Medie risultano meno affollate delle scuole elementari con un numero massimo di alunni per istituto pari a 330 per le medie e a 700 per le elementari. 

 

 

 

 



 



 

Gli istituti esistenti sono ripartiti come riportato nella tabella successiva, specificate per provincia e tipologia di scuola.

Macroregione

Regione

Provincia

N° Scuole Materne

N° Scuole Elementari

N° Scuole Medie

 

Nord

 

 

 

Piemonte

 

Alessandria

113

39

60

Asti

49

16

31

Biella

63

14

32

Cuneo

175

49

102

Novara

73

24

42

Torino

400

147

208

Verbano Cusio Ossola

51

12

26

Lombardia

 

Bergamo

111

67

157

Brescia

142

77

165

Como

77

34

72

Cremona

90

24

49

Lecco

44

20

38

Lodi

43

13

27

Milano

332

224

314

Pavia

96

31

71

Sondrio

64

18

36

Varese

160

40

99

Liguria

 

Genova

111

51

80

Imperia

61

16

24

La Spezia

55

16

32

Savona

64

19

33

Friuli Venezia Giulia

 

Gorizia

36

10

17

Pordenone

47

22

36

Trieste

49

17

26

Udine

160

40

82

(segue)

Macroregione

Regione

Provincia

Scuole Materne

Scuole Elementari

Scuole Medie

Nord

Veneto

 

Belluno

62

18

46

Venezia

110

57

95

Mantova

113

107

53

Padova

74

53

130

Rovigo

37

19

52

Treviso

63

50

101

Verona

105

56

104

Emilia Romagna

 

Bologna

131

191

86

Forlì

93

103

48

Ferrara

39

94

45

Modena

102

144

58

Parma

56

105

52

Piacenza

58

75

42

Ravenna

44

82

39

Reggio Emilia

54

134

58

Rimini

45

74

24

Centro

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Arezzo

91

115

58

Firenze

190

190

72

Grosseto

65

80

40

Siena

76

71

44

Livorno

52

65

31

Lucca

118

146

41

Massa

65

81

27

Pisa

108

134

53

Pistoia

64

80

28

Prato

35

45

18

Umbria

Perugia

248

247

108

Terni

70

79

37

(segue)

Macroregione

Regione

Provincia

Scuole Materne

Scuole Elementari

Scuole Medie

Centro

Molise

 

Campobasso

89

101

64

Isernia

53

62

30

Lazio

 

 

Frosinone

244

205

90

Latina

162

146

59

Rieti

81

81

36

Roma

492

671

328

Viterbo

84

90

60

Abruzzo

 

Pescara

109

90

46

L'Aquila

134

156

61

Chieti

159

147

77

Teramo

136

117

58

Marche

 

Ancona

154

134

60

Ascoli Piceno

124

132

65

Macerata

98

101

52

Pesaro

122

132

57

Sud

 

 

 

 

Campania

 

 

 

Avellino

198

190

118

Benevento

153

144

76

Caserta

250

297

140

Napoli

667

631

282

Salerno

501

445

196

Basilicata

 

Potenza

192

188

114

Matera

80

61

41

Calabria

 

Catanzaro

220

207

104

Cosenza

389

403

184

Crotone

81

70

40

Reggio Calabria

272

338

140

Vibo Valentia

119

112

64

(segue)

Macroregione

Regione

Provincia

Scuole Materne

Scuole Elementari

Scuole Medie

Sud

Puglia

 

Bari

359

254

139

Brindisi

140

81

45

Lecce

220

192

129

Foggia

187

136

98

Taranto

140

94

62

Sicilia

 

Agrigento

140

122

67

Caltanissetta

90

63

34

Catania

315

301

128

Trapani

148

157

54

Enna

86

60

31

Messina

306

349

151

Palermo

244

241

145

Ragusa

142

70

36

Siracusa

111

84

47

Sardegna

Cagliari

177

209

136

Nuoro

136

122

90

Oristano

73

68

52

Sassari

183

171

100

 

Le scuole nelle quali sono stati svolti i sopralluoghi, selezionate per la presente ricerca, sono complessivamente 301. Nella tabella successiva sono classificate per aree geografiche, regioni, provincie e tipologie di istituti.


 

 

Scuole Materne

Scuole Elementari

Scuole Medie

Nord (26)

Veneto (17)

Venezia (17)

4

10

3

Emilia Romagna (9)

Forlì (9)

3

3

3

Centro (89)

Toscana (14)

Siena (14)

3

8

3

Lazio (48)

Roma (26)

11

12

3

Rieti (22)

12

10

 

Marche (27)

Ancona (27)

15

8

4

Sud (185)

 

 

Campania (74)

Avellino (11)

4

4

3

Caserta (24)

9

10

5

Napoli (16)

7

6

3

Salerno (23)

10

10

3

Calabria (53)

Catanzaro (53)

21

24

8

Puglia (12)

Foggia (12)

6

2

4

Sicilia (47)

Trapani (47)

23

24

 

TOTALE

 

 

128

131

42

 

I dati si riferiscono a rilievi effettuati nel corso degli ultimi 3 anni (1997 – 1999).

 

Il campione preso come riferimento è dunque più consistente nelle regioni meridionali rispetto a quelle settentrionali, ed è concentrato nelle regioni in cui il numero di scuole è più elevato (Veneto, Lazio, Campania, Sicilia, Puglia) o in cui il rapporto scuole/alunni è alto (Calabria, Abruzzo) quindi il campione selezionato sarà ragionevolmente rappresentativo della situazione su scala nazionale.

Un riscontro diretto della significatività del campione si è avuto a posteriori constatando che nelle diverse realtà valutate ricorrono spesso le medesime situazioni di rischio ed è elevata la frequenza con la quale si sono presentate le stesse non conformità. Si noterà infatti, nei capitoli successivi in cui sono riportate le elaborazioni dei risultati della valutazione dei rischi per le scuole del campione esaminato, che le situazioni di non conformità si presentano con una frequenza, espressa in termini percentuali, o maggiore del 70% o minore del 30%, ovvero gli elementi di rischio individuati sono, rispetto alle scuole analizzate, o molto frequenti o poco frequenti.

Ciò è dovuto probabilmente anche al fatto che la sensibilità ai problemi della sicurezza del lavoro, le risorse per poterli mitigare o eliminare ed i meccanismi decisionali delle scuole del comparto preso in esame sono, in genere, equivalenti su tutto il territorio nazionale, dipendendo infatti da amministrazioni comunali che hanno meccanismi amministrativi, consuetudini, risorse nei bilanci in genere equivalenti. Sono stati tuttavia registrate talora situazioni o caratteristiche peculiari che sono state evidenziate.

Al fine di stimare correttamente l’esatta consistenza numerica della popolazione scolastica direttamente coinvolta nella presente ricerca, al numero di lavoratori e lavoratrici indicate nel frontespizio devono essere aggiunti gli allievi che frequentano le circa 300 scuole presa in esame.

Sulla base della media nazionale degli affollamenti di ciascun livello scolastico, la popolazione scolastica direttamente interessata dalla presente ricerca è di circa 110.000 unità.

 

 


2          Descrizione del ciclo produttivo e delle attività svolte dal comparto.

 

Le attività qui elencate sono svolte dai lavoratori (docenti, tecnici, ausiliari, personale amministrativo) a cui sono equiparati gli studenti, nei termini già indicati nel capitolo precedente.

La principale attività svolta nel comparto è ovviamente l'insegnamento e/o intrattenimento, ed è dunque svolta nelle aule ed eventualmente nei laboratori. Fanno da corollario a questa attività principale le attività sussidiarie con caratteristiche e rischi propri, quali:

·                                                                                                                                        il servizio mensa: generalmente presente nelle scuole materne ed elementari, pressoché assente nelle scuole medie. Lo svolgimento di questo servizio può comportare o meno la presenza di una cucina all’interno dell’Istituto perché spesso ci si serve di ditte che forniscono pasti precotti che vengono poi distribuiti agli studenti; 

·                                                                                                                                        l'attività ginnica: viene svolta nelle palestre o in alcuni casi nei giardini o nei campi sportivi di proprietà dell’istituto, questo tipo di attività è prevalentemente svolta dagli alunni delle scuole elementari e medie ed è seguita da docenti che hanno una formazione specifica;

·                                                                                                                                        l'attività di laboratorio: viene svolta in locali adeguatamente attrezzati per le attività da svolgere. Più frequentemente si incontrano laboratori nelle scuole medie per le quali il corso di studio può prevedere applicazioni pratiche delle materie studiate;

·                                                                                                                                        la pulizia dei locali: tale attività può essere svolta dai collaboratori scolastici (bidelli) o da personale addetto in funzione, soprattutto delle dimensioni della scuola. Le pulizie vengono svolte in tutti i locali dell’istituto generalmente al termine delle attività didattiche; 

·                                                                                                                                        l’attività di tipo amministrativo: è quella svolta dalla direzione e presso la segreteria dell’istituto, e può comportare l’uso di videoterminali.

Gli edifici scolastici ospitano, oltre alle attività principali sopra descritte, altre attività di carattere periodico e straordinario, che sono state comunque considerate nella presente ricerca per completezza.

Tali attività periodiche sono ad esempio:

· Elezioni e referendum.

· Cerimonie pubbliche religiose o laiche (seminari, conferenze ecc.).

In considerazione delle evidenti peculiarità del comparto considerato, per una migliore descrizione dei rischi nell’ambito dello schema imposto alla presente ricerca, l’analisi verrà eseguita non tanto per fasi del ciclo produttivo, che non sono ben identificabili, quanto per filoni di attività, poiché a ciascuna di esse si potranno riferire le specifiche attrezzature, le macchine e le sostanze utilizzate, i particolari fattori di rischio, i danni attesi, e quindi, con maggiore specificità, è possibile indicare gli interventi praticabili.

 

Nel seguito sono riportate le attività svolte nell’edificio scolastico, secondo le quali è stato articolato il presente lavoro di ricerca.


                                                         

 

 

 

 

 

 

3          Gruppi omogenei di lavoratori

Per quanto riguarda le figure professionali presenti è possibile individuare le seguenti:

· Personale direttivo: il Direttore didattico o il Preside che svolge un'attività paragonabile a un dirigente di azienda e che è coadiuvato da “fiduciari”, che sono presenti nelle scuole elementari e materne, composte da più plessi, che svolgono funzioni di coordinamento per conto del Capo d'istituto nelle sedi distaccate. Le attività svolte dal personale direttivo si collocano nell’ambito di quelle individuate per la FASE 6, e vengono svolte prevalentemente negli uffici. Pertanto, oltre ai rischi trasversali, legati alle condizioni generali dei locali in cui si svolge l’attività, il personale con mansioni direttive può essere esposto a rischi legati all’uso di videoterminali, allo stress derivante dalle responsabilità di cui è investito, ecc.

· Docente: svolge le attività didattiche ed educative utilizzando tutti i sussidi messi a disposizione dall'istituto, condivide con il Capo d'istituto la responsabilità della linea di insegnamento da adottare. Le attività sono prevalentemente svolte nelle aule, per quanto riguarda la didattica teorica (FASE 1) e alcune attività artistiche collaterali (FASE 3), nei laboratori tecnici (FASE 2), nel caso di esercitazioni pratiche, nelle palestre, nei giardini o nei campi sportivi dell’istituto, nel caso di attività ginnico sportiva (FASE 4). Compito specifico è svolto dagli insegnanti di sostegno (FASE 5), che hanno il compito specifico di seguire alunni con problemi particolari di apprendimento.

· Responsabile amministrativo/assistente amministrativo: si occupano della gestione amministrativa dell'istituto per ciò che attiene la gestione del personale, delle ditte esterne alle quali vengono appaltate alcune attività svolte all’interno dell’edificio o la fornitura di attrezzature, materiale per la didattica, ecc., sono inoltre nella maggior parte dei casi responsabili della revisione e dell’aggiornamento di tutta la documentazione relativa all’edificio scolastico. Anche queste attività, come per il personale direttivo, vengono svolte negli uffici (FASE 6) utilizzando attrezzature tipo fax, fotocopiatrici e videoterminali.

·        Assistente tecnico: coopera con il docente che utilizza il laboratorio (FASE 2), generalmente questa figura è presente nelle scuole medie, per le quali sono previste esercitazioni pratiche inerenti le materie del corso di studi. Le attività svolte non sono eccessivamente pericolose, tuttavia il tecnico addetto al controllo è sottoposto a specifici rischi legati all’utilizzo di attrezzi per l’esecuzione di piccoli lavori di falegnameria (seghe, martelli, chiodi, ecc.) oppure di materiale elettrico, oltre ovviamente a quelli legati alle condizioni generali dell’edificio relativamente all’igiene e alla sicurezza.

·        Cuoco: questa figura è presente nei casi in cui all’interno dell’istituto sia previsto il servizio di mensa (FASE 9), generalmente presente nelle scuole materne ed elementari. Il cuoco oltre ad occuparsi della preparazione quotidiana dei pasti, eventualmente coordinando il personale addetto ai servizi della cucina, è responsabile della conservazione dei generi alimentari, nel rispetto delle norme igieniche. I rischi a cui è sottoposto il personale addetto alla cucina sono legati alla specificità della mansione e alle attrezzature utilizzate.

·        Collaboratore scolastico: (Ex Bidello) provvede ai servizi generali della scuola (FASE 8), i suoi compito sono quelli legati all’accoglienza e alla sorveglianza degli alunni durante prima dell’inizio delle lezioni e durante gli intervalli, in alcuni casi alle pulizie dei locali dell’istituto, oltre a svolgere alcune commissioni su richiesta dei docenti (fotocopie, rifornimento di materiale di cancelleria, ecc.). I rischi a cui è sottoposto il personale addetto sono essenzialmente quelli connessi alle condizioni generali dell’edificio (rischi trasversali).

·        Studenti: secondo quanto già indicato nella definizione del comparto, gli studenti sono da considerarsi lavoratori se nelle loro attività è previsto l'uso di laboratori (scuole medie), per cui è possibile che siano esposti ad agenti chimici, fisici e biologici, oppure che vengano utilizzate attrezzature, compresi i videoterminali.

 

 


 

4          Valutazione dei rischi negli edifici scolastici

Nell’ambito della presente ricerca l’analisi dei fattori di rischio è stata svolta facendo riferimento ai singoli filoni di attività (fasi) elencati nel paragrafo precedente; ciò ha permesso di valutare i rischi e le interazioni tra questi nell'ambito delle fasi e delle attività. Il risultato di tale analisi è riportato nei capitoli successivi.

Alcuni rischi tuttavia sono valutabili con più efficacia se trattati trasversalmente a tutte le fasi o attività. Sono ad esempio i rischi legati, gli impianti elettrici, agli impianti di riscaldamento, di distribuzione del gas, alle misure gestionali per la lotta antincendio e le gestione delle emergenze, alle vie di esodo ecc.. A questi ci si riferirà nel seguito come “Rischi trasversali”.

L’esecuzione dei sopralluoghi presso le scuole del campione analizzato ha permesso di raccogliere sia i dati relativi ai rischi specifici di fase che ai rischi trasversali. Per ciascun elemento di rischio individuato è stato, quindi, possibile eseguire un’analisi statistica dei risultati, calcolando la frequenza con cui sono state riscontrate situazioni di non conformità. I risultati delle elaborazioni dei dati relativi ai fattori di rischio trasversali e specifici per le attività sono riportati nelle tabelle dei paragrafi che seguono.

I dati relativi a ciascun fattore di rischio sono stati elaborati suddividendo il territorio nazionale in tre macroregioni (Nord, Centro e Sud), nell’ambito delle quali è stata fatta una distinzione delle tre tipologie di istituti che sono oggetto della ricerca (Materne, Elementari e Medie). Le tabelle sono quindi strutturate in modo tale che per ciascuna categoria siano riportate le percentuali di non conformità rilevate relativamente ad ognuna delle macroregioni, ciò al fine di evidenziare problematiche comuni a tutte le aree geografiche e le eventuali specifiche situazioni critiche.

Nelle ultime tre colonne sono riportati i valori complessivi, su scala nazionale, delle non conformità individuate suddivise per tipologia di istituto, e questo consente di valutare se, relativamente a ciascun elemento di rischio, le condizioni relative all’igiene e alla sicurezza dei luoghi di lavoro sono più critiche per una categoria piuttosto che per un’altra.

Come già detto nel capitolo 1, i valori percentuali sono stati calcolati sui dati relativi ad un campione di circa 300 scuole; tali risultati sono da considerarsi rappresentativi della media nazionale con una approssimazione dell’ordine del 10 - 20 %, in ragione del fatto che, pur se il campione è numeroso, rappresenta tuttavia una percentuale comunque contenuta rispetto al numero complessivo di scuole.


Pertanto, la valutazione dei dati è stata fatta utilizzando le seguenti categorie interpretative:

 

% di non conformità

Proiezione nazionale o di macroregione della Stima della frequenza della non conformità o delle situazioni di rischio.

< 30%

Ricorrenza contenuta

(Frequenza bassa)

> 30 ma <70%

Ricorrenza sensibile

(Frequenza Media)

> 70%

Ricorrenza Rilevante

(Frequenza Alta)

 

a ciascuna delle quali è possibile associare un giudizio complessivo della situazione degli istituti scolastici, relativamente ai temi legati alla sicurezza ed all’igiene dei luoghi di lavoro.


4.1         Valutazione dei rischi trasversali

Nel presente paragrafo sono riportati gli aspetti principali di valutazione dei rischi trasversali, cioè di quella categoria di rischi che non attiene specificamente ad una delle fasi individuate, ma le riguarda tutta.

Tali rischi sono quelli principalmente relativi alle strutture, agli impianti, alle condizioni generali di sicurezza ed agli aspetti organizzativi.

Un esempio per tutti riguarda il rischio incendio, che nelle scuole è un rischio diffuso e solo marginalmente legato a fasi particolari, che interessa trasversalmente l’intera struttura scolastica sia dal punto di vista edilizio, che impiantistico, che organizzativo e gestionale.

Nei paragrafi relativi ai diversi fattori di rischio sono riportati gli esiti della campagna di monitoraggio compiuta sul campione di scuole.

Le voci che sono state inserite nelle tabelle relative a ciascun elemento di rischio sono una sintesi di una serie di elementi che per ciascun fattore sono state prese in considerazione.

La sintesi eseguita deriva dalla necessità di procedere ad una elaborazione statistica dei risultati della Valutazione dei Rischi eseguita sul campione utilizzato per la ricerca, pertanto, affinché gli i parametri utilizzati potessero fornire valori statisticamente significativi, è stato necessario sintetizzare in un'unica “voce” riportata in tabella più elementi.  

Per completezza si descriveranno in modo dettagliato quali sono gli elementi specifici implicitamente considerati nella valutazione del rischio.  


4.1.1        Requisiti strutturali ed impiantistici per la prevenzione incendi

Per ciò che riguarda il rischio incendio per la prevenzione incendi, gli edifici scolastici risultano soggetti ad una normativa specifica (D.M. del 26 AGOSTO 1992) e nel D.M. del 10/3/98 si fa esplicito riferimento alle scuole di ogni ordine e grado con più di 1000 persone presenti nell’elenco delle attività a rischio di incendio elevato.

Nel seguito si riportano gli elementi di valutazione specifica per ciascun ambito di prevenzione incendi.

4.1.1.1       Requisiti strutturali

Per quanto riguarda i requisiti strutturali, questi possono essere divisi in due gruppi principali: compartimentazione e vie di fuga.

Nell’analisi della “compartimentazione dei locali” devono essere considerati l’ubicazione dei locali ad uso scolastico e l’altezza degli edifici. In particolare, se le attività scolastiche si svolgono in locali ubicati “in edifici o locali esistenti, anche adiacenti, sottostanti o sovrastanti ad altri aventi destinazione diversa……” “devono essere separati…. (omissis)…. mediante strutture di caratteristiche almeno REI 120 senza comunicazioni.” Tale disposizione no è da considerarsi valida nel caso in cui per relazione diretta con altre attività sia necessaria la comunicazione con altri locali in questi casi “ è ammesso che la comunicazione avvenga mediante filtro a prova di fumo. Tali attività devono, comunque, avere accessi ed uscite indipendenti.”

In relazione all’altezza dell’edificio deve essere prevista una suddivisione in compartimenti, che possono comprendere anche più di un piano. Si deve nello specifico fare riferimento alla tabella A del D.M. del 26/8/92 riportata di seguito.

 

                                     Massima superficie

          Altezza antincendi          del compart. (m²)

 

fino a 12 m ..........................      6.000

da 12 m a 24 m .......................      6.000

da oltre 24 m a 32 m .................      4.000

da oltre 32 m a 54 m .................      2.000

 

 

E’ comunque necessario che le strutture abbiano una adeguata resistenza al fuoco, in particolare per gli edifici con altezza antincendio fino a 24 metri le strutture portanti e separanti devono garantire una resistenza al fuoco almeno REI 60, per gli edifici di altezza superiore, invece le strutture sia portanti che separanti devono garantire una resistenza almeno REI 90.

Le valutazioni relative all’idoneità delle vie di fuga e delle aree di transito devono prendere in considerazioni diversi elementi. Primo fra tutti il numero di persone che possono trovarsi contemporaneamente nello stesso locale o nella stessa area, perché il rispetto di certi limiti garantisce nelle situazioni di emergenza che l’esodo avvenga in condizioni di sicurezza. Relativamente all’affollamento massimo ipotizzabile il D.M. prevede:

-         aule: 26 persone/aula. Qualora le persone effettivamente presenti siano numericamente diverse dal valore desunto dal calcolo effettuato sulla base della densità di affollamento, l'indicazione del numero di persone deve risultare da apposita dichiarazione rilasciata sotto la responsabilità del titolare dell'attività;

-         aree destinate a servizi: persone effettivamente presenti + 20%;

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