Intervento di SANTE PERTICARO, Direttore Centrale Vigilanza e Prevenzione

        IPSEMA, sul tema :

 

    DAI RILIEVI INFORTUNISTICI ALCUNE IPOTESI PER IL MONDO DELLA PESCA

 

 

 

            L’IPSEMA – un Ente pubblico non economico nato nel 1994 -  raccoglie (com’è noto) le competenze assicurative che sul territorio nazionale sino ad allora  erano esercitate dalle  tre Casse Marittime (Tirrena, Adriatica e Meridionale) ed esplica  la  sua missione contro gli infortuni sul lavoro che occorrono anche al personale  marittimo e – per quanto riguarda la pesca – a tutela dei pescatori, “ ad eccezione ” –scriveva il Direttore Generale del Ministero del Lavoro nel 1997 – “ dei pescatori associati ed autonomi addetti alla piccola pesca, imbarcati su natanti non superiori alle 10 tonnellate di stazza lorda, la cui tutela assicurativa è, invece, attribuita dalla legge n.250/1958, all’INAIL “ .

 

            Svolgendo questo ruolo, il nostro Ente è qui, oggi, in grado di presentare i  rilievi sugli infortuni capitati nell’ultimo triennio,  da cui poter evincere  – di conseguenza – alcune osservazioni che attengono puntualmente tanto alle carenze delle imbarcazioni, quanto alle necessità che sono emergenti  per ciò che riguarda la formazione dello stesso  personale di  bordo .

 

Poiché  è ora possibile svolgere un  puntuale ed analogo ragionamento per i dati INAIL (che l’ISPESL, con un apprezzabile lavoro, puntualmente  pubblicato sulle  pagine web del sito dell’Istituto, già mette a disposizione),  ciascuno oggi è in grado di possedere

 

                                     I.      L’INTERA FENOMENOLOGIA INFORTUNISTICA RIGUARDANTE  IL SETTORE DELLA PESCA IN ITALIA .

 

E’ così  possibile avere la conferma di quanto prima era solo  intuito e cioè che, per quanto riguarda il comparto,

 

o       SONO NECESSARIE ALMENO DUE TIPOLOGIE DI ATTREZZATURE DI IMMEDIATO SOCCORSO (una per  emergenza, a due distanze radicalmente  diverse l’una dall’altra)  e

 

o       TRE PERCORSI FORMATIVI COMPLETI PER IL PERSONALE DI BORDO ADDETTO ALLA SORVEGLIANZA ED ALLA ASSISTENZA SANITARIA, ATTINENTI A :

 

-          LA PESCA COSTIERA ,

-         LA PESCA MEDITERRANEA   ed, infine,

-         LA PESCA OLTRE GLI STRETTI .

 

Mutuando,  in questo modo, l’impostazione fiscale in atto nel nostro Paese .

 

 

 

            Per quanto concerne invece

 

                                  II.      LE PARTI DELLE IMBARCAZIONI DOVE POTER CONCENTRARE LO SFORZO  DI INVESTIMENTO IN MATERIA DI SICUREZZA PER UNA PREVENZIONE INFORTUNISTICA  DI QUALITA’,

 

 

  è ormai comunemente acquisito essere la poppa la parte critica delle imbarcazioni da pesca (dove i cavi sono in tensione per vari motivi), ed è  proprio su  di essa che andrebbero concentrati gli sforzi di investimento, oltre che – naturalmente – sull’incentivazione affinché i pescatori usino maggiormente  i dispositivi di protezione individuale (DPI)  .

 

                                                           ^^^^^^^^^^^^^

 

            Giunti a questo punto occorre porsi altre due domande (che appaiono concatenate tra loro),  essenziali strategicamente per la pesca , e cioè :

 

Ø      QUALI OSTACOLI INCONTRA, NEL COMPARTO, UNA STRATEGIA DI MESSA IN SICUREZZA DELLE IMBARCAZIONI ?       e

 

Ø      COME RIUSCIRE A SUPERARLI ?

 

E’ dalla risposta che si riuscirà a dare ad essi che dipenderà buona parte della strategia di prevenzione e - su questo aspetto -   concludo le mie riflessioni .

 

A me pare che il blocco agli investimenti di sicurezza  nel mondo della pesca

 

                               III.      SIA DOVUTO ALLA PARZIALE ED IMPERFETTA ATTUAZIONE DEL COSIDDETTO “CONTRATTO ALLA PARTE”, che pure avrebbe delle buone potenzialità da esplicare .                 Mi spiego .

 

Lavorare attorno ad una nuova stesura dell’articolo 18 del CCNL della pesca (al fine

 di incentivare la prevenzione) potrebbe  significare che, se per un certo periodo di tempo, l’armatore  -dato il buon livello del pescato- non ha dovuto ricorrere alle guarentigie retributive previste per il lavoratore al 2° comma,  è perché in quel momento  la sua attività  è stata  in grado di produrre dei buoni  attivi remunerativi  .

Ecco che, proprio  allora , sarebbe opportuno che  una parte percentuale del valore del pescato dovesse essere obbligatoriamente  investita nella  sicurezza dell’imbarcazione .

 

 

                                               ==================

 

            In questo modo pure l’armatore  potrà     - utilizzando pienamente una strategia che si sta già, sempre più,  affermando anche da noi  ( il”Bonus – Malus” tariffario,  che è negli auspici comuni sia  del nostro CdA che del nostro CIV) -    ottenere un  ristoro economico da quanto investito in sicurezza :  perché esso avrebbe  prodotto delle  conseguenze assicurative  positive  per quanto attiene alla pratica diminuzione del  personale infortunato a causa di  incidenti capitati di anno in anno .