1.
Premessa
. pag. 2
2.
Introduzione
. pag. 3
3.
Principi e criteri adottati per la valutazione dei rischi ..
.. pag.
5
4. Dati
identificativi relativi al peschereccio
... pag. 8
5. Organizzazione e
ripartizione dei compiti
.. pag. 8
6.
Centri di pericolo
. pag. 10
7.
Attivitΰ lavorativa
pag. 13
8.
Individuazione delle azioni pericolose...
. pag. 15
9.
Valutazione dei rischi..
pag. 16
10. Misure di
prevenzione e protezione
...
. pag.
21
11. Programma di
miglioramento
. pag. 22
12. Note
finali
pag. 23
Allegato
I
... pag. 24
1. PREMESSA
Il
presente Documento θ stato redatto
conformemente allart.6, comma 1, lettera c), del D.Lgs.271/99 (Fig.1) e
costituisce una sezione specifica del Piano di Sicurezza che lArmatore ha
lobbligo di far redigere, al fine di testimoniare di aver assolto
al suo compito principale in materia di tutela dei lavoratori marittimi.
Al
Documento di valutazione dei rischi, infatti, θ collegata una serie di obblighi ai quali, in maniera piω o meno estesa, in
funzione della struttura organizzativa dellimpresa di pesca, lArmatore deve
adempiere improntando tutte quelle azioni tecniche, organizzative e procedurali
necessarie per mantenere e migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei
lavoratori marittimi a bordo.
La
valutazione θ riferita allambiente di lavoro, riprodotto nello schema dei Piani generali, informato in maniera dettagliata e specifica alle
sistemazioni di bordo aventi influenza per la salute e la sicurezza dei
lavoratori marittimi.
Lindividuazione
dei centri di pericolo θ consequenziale alle condizioni pericolose presenti con
larmamento ossia con le dotazioni tecniche e tecnologiche, nonchι
con lattrezzatura costituente il mestiere, di cui si fa cenno nella Specifica Tecnica.

Fig.1
Schema a blocchi
La presente relazione
(Valutazione dei Rischi), i Piani Generali e la Specifica Tecnica,
costituiscono il Piano di Sicurezza
che sarΰ conservato a bordo per
essere esibito durante le visite occasionali effettuate dagli organi di
vigilanza, inclusa quella di verifica, finalizzata al rilascio del Certificato di Sicurezza dellambiente di lavoro a bordo.
2.
INTRODUZIONE
La
struttura del presente documento θ conforme ai suggerimenti attinti sia dalle
linee guida elaborate dal Gruppo di Lavoro Tecnico dellOsservatorio della
Sicurezza (ISPESL) che da quelle del Coordinamento delle Regioni e delle
Province autonome tenendo, ovviamente, in debita considerazione il rapporto di
specialitΰ con il D.Lgs.298/99 e con il D.Lgs.626/94, nonchι
i suggerimenti inerenti ai rischi specifici di bordo, di cui ai suoi allegati.
La Valutazione dei Rischi Residui, costituisce quella sezione
documentale scritta, richiesta allArmatore, attestante che la valutazione dei
rischi θ stata effettuata tenendo conto delle
caratteristiche tecnicooperative della sua nave da pesca.
Nel
redigere tale documento, si θ tenuto conto del legame del D.Lgs.271/99 con le
altre normative in materia di tutela dei lavoratori e del fatto che il
recepimento delle Direttive Europee non aggiunge, da un punto di vista tecnico,
alcunchι alla normativa previgente,
la quale perς escludeva, in attesa o meno di disposizioni specifiche, le navi
da pesca. La Corte Suprema ne ha, daltra parte, affermato la totale
applicabilitΰ in quanto, anche per lazienda di pesca,
vale lart.2087 del Codice Civile.
Il
documento θ stato strutturato secondo i nuovi dettami
per la tutela dei lavoratori che impongono regole da far rispettare attraverso
lattuazione dei nuovi principi che hanno sostituito la vecchia logica del command and control, quali la formazione,
linformazione e la partecipazione.
La Valutazione dei Rischi Residui θ stata
svolta secondo la metodologia della scomposizione dellunitΰ produttiva in
sottosistemi delimitati (locali di lavoro, locali di servizio e locali
alloggio) in modo da comprendere tutte le varie fasi di vita a bordo durante le
bordate di pesca e, allo stesso
tempo, garantire una dettagliata indagine.
Per le singole valutazioni dei rischi si sono attivati i provvedimenti di prevenzione e protezione, indirizzati poi allelaborazione di interventi di bonifica secondo le prioritΰ indicate dallart. 5 del D.Lgs.271/99 (Fig.2).
Raggruppando
le problematiche dei singoli sottosistemi, si θ quindi giunti alla stesura
della relazione tecnica sulla valutazione dei rischi dellunitΰ
da pesca nel suo complesso.
Lorganizzazione
del Sistema di Sicurezza,
finalizzato a collaborare con lArmatore sia per la valutazione dei rischi che
per la predisposizione delle misure tecniche, organizzative e procedurali,
consente di gestire la sicurezza, implementarla e programmarla poichι, con le
nuove strutture messe in atto dalla riforma (riunione periodica, visite
annuali, apporti informali dei singoli lavoratori ,
consultazioni, ecc.) si innesca un flusso di informazioni ad anello chiuso.

Fig.2 Procedura seguita
3. PRINCIPI E
CRITERI ADOTTATI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
La
valutazione dei rischi deve consentire allArmatore di prendere i provvedimenti
effettivamente necessari per salvaguardare la sicurezza e la sanitΰ dei
lavoratori. Egli infatti ha il dovere di assicurarsi
che, in ciascun locale di bordo, la sicurezza e la sanitΰ dei lavoratori siano
garantiti per tutte le attivitΰ e le mansioni da essi svolte. Questi
provvedimenti comprendono:
Alla luce di quanto sopra, la valutazione dei rischi θ stata strutturata ed attuata in modo da aiutare lArmatore o il Comandante, che controllano lattivitΰ di bordo, a fare quanto segue:
Sulla base degli orientamenti generali adottati dallArmatore, nel presente documento sono riportate: la valutazione dei rischi, lorganizzazione interna della sicurezza e la sua gestione, nonchι le misure adottate ai fini del miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza a bordo, in aderenza agli artt.5 e 6 del D.Lgs.271/99.
Per
individuare i pericoli effettivi presenti a bordo, ossia quelli di interesse ai fini degli infortuni, la valutazione dei
rischi residui θ stata scorporata dai rischi riconosciuti dal legislatore e,
pertanto, oggetto di disposizioni specifiche.
Per
attuare tale differenziazione si rende necessario far riferimento alla normativa vigente (Allegato I) in materia
di sicurezza e salute a bordo, nonchι di sicurezza per
la navigazione e per la vita umana in mare.
Si
osservi, a tale riguardo, che
v
a bordo si effettuano lavorazioni che comportano:
· impiego di strumentazione elettronica e di radiotelecomunicazione non rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs.626/94 (attrezzature munite di videoterminali), del DPR 459/96 (direttiva macchine e marcature CE), della legge 791/77 (Direttiva BT) e D.Lgs.230/1995 (artt.111, 112 e 113 macchine a radiazioni ionizzanti);
·
impiego di sostanze rientranti nel campo di applicazione
del D.Lgs.55/97 (Scheda informativa - Composti e sostanze pericolose) ma non
del DM 28.1.92 (Schede di sicurezza per i preparati);
·
rischio elettrico dovuto alle modalitΰ dimpiego;
·
rischio da incendio dovuto a carenze di prevenzione e di
protezione passiva e/o attiva;
·
esposizione a rumore e vibrazioni;
·
impiego di piccole macchine utensili ed attrezzature
portatili durante le operazioni di manutenzione ordinaria;
·
utilizzo di attrezzature da traino;
·
movimentazione manuale dei carichi;
·
esposizione a fattori microclimatici severi;
·
impiego di macchine ed attrezzature non rientranti nel
campo di applicazione del DPR 459/96;
·
elevato rischio organizzativo ed operativo;
·
livelli di pericolo in funzione delle caratteristiche
tecnico-operative della nave.
v
a bordo non si effettuano attivitΰ che comportano limpiego di:
·
sostanze previste nella tabella in allegato allart. 33 del
D.P.R. 303/56;
·
amianto e piombo, di
cui al D.L.277/91;
·
radiazioni ionizzanti e non ionizzanti;
·
agenti cancerogeni di cui al Titolo VII del D.Lgs.626/94;
·
agenti biologici di cui al titolo VIII del D.Lgs.626/94;
·
microrganismi geneticamente modificati di cui ai
DD.LLgs.91/93 e 92/93;
·
2-naftilammina e suoi sali, 4-amminodifenile e suoi
sali, benzidina e suoi sali, 4-nitrodifenile di cui
al D.L.77/92;
·
gas tossici di cui al Regio Decreto 9.1.27 n.147 e
successive integrazioni;
·
apparecchi a pressione soggetti a collaudi e verifiche ed idroestrattori a forza centrifuga.
Per la valutazione dei
rischi, la nave da pesca θ stata considerata come unitΰ produttiva navigante ed
operante in condizioni ambientali variabili ma, comunque,
prevedibili. I pericoli intrinseci dellambiente di lavoro presentano un
livello di rischio periodico, il cui valore, a sua volta, θ strettamente legato
alle condizioni ambientali (mare, clima e periodo della giornata) ed alle modalitΰ operative, variabili, a loro volta, per tipologia
di pesca praticata.
Si sono individuati i luoghi di lavoro (Fig.3) e le diverse figure professionali facenti parte della gerarchia di bordo (Fig.4).
Al fine di impostare un
corretto processo di valutazione del rischio, capace di andare oltre le
enunciazioni di principio di linee guida, si θ analizzata lattivitΰ produttiva
a bordo, con particolare attenzione ai rapporti tra uomo, attrezzature e
ambiente, e le procedure operative tipiche del mestiere di pesca impiegato.
Questa analisi ha consentito
di mettere lArmatore ed il Comandante, ciascuno per le proprie
attribuzioni e competenze, nella condizione di adottare con la massima
tempestivitΰ le misure di prevenzione e protezione prescritte dalla normativa
vigente.
La redazione del documento
di valutazione dei rischi θ stata fatta dopo aver
esperito quanto previsto nelle quattro fasi seguenti:
In questo modo si θ giunti
alla definizione di un preciso modello operativo, realizzando un documento di
valutazione dei rischi, che prende in considerazione
le tipiche attivitΰ lavorative eseguite durante la bordata, in condizioni
meteorologiche prevedibili, senza entrare nel dettaglio delle zone di pesca
dove potrebbero sorgere degli eventi, con effetto sulla tutela dei lavoratori,
non analizzabili a priori.
Nel prendere in
considerazione le attivitΰ lavorative svolte a bordo dai lavoratori marittimi,
si θ fatto riferimento ai mestieri
riportati sulla licenza di pesca e praticati prevalentemente; in questo caso,
la valutazione dei rischi θ fatta alla luce del principio di massima cautela,
quantificando i rischi, inerenti allambiente di lavoro e comuni alle diverse
tipologie di pesca, relativi al mestiere
per il quale essi hanno un valore maggiore.
Sostanzialmente si perverrΰ ad una matrice di
valutazione di rischio unica, in cui i pericoli non sono valutati con
riferimento ad un unico sistema di pesca, ma tenendo conto di dove, negli altri
sistemi, essi hanno maggior peso ai fini della tutela dei lavoratori marittimi.
Inoltre, nellassegnare il valore ai suddetti indici si tiene conto anche della
modalitΰ espositiva che θ strettamente legata al
periodo dellanno in cui la specifica pesca viene praticata.
Tale documento dovrΰ essere
integrato da una serie di appendici, costituite dai resoconti sugli eventi in mare che hanno
o che potrebbero avere un effetto negativo sulla sicurezza e sulla salute dei
lavoratori a bordo (art. 3, comma 2, lettera g, D.Lgs.298/99).
Ciascuna appendice verrΰ registrata sia sul libro di bordo ed inviata
allAutoritΰ competente che sul registro di bordo.
4. DATI
IDENTIFICATIVI RELATIVI AL PESCHERECCIO
|
Nome
del Peschereccio |
|
|
Armatore |
|
|
Comandante |
|
|
Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza (RLS) |
|
|
Capitaneria di porto |
|
|
Attivitΰ
Principali di Pesca |
Attrezzi
da posta |
|
Responsabile
del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) |
|
|
Medico
Competente (MC) |
|
|
Lavoratori
Imbarcati |
|
|
Azienda
USL competente |
|
5.
ORGANIZZAZIONE E RIPARTIZIONE DEI COMPITI
Il peschereccio in oggetto θ adeguatamente attrezzato per lesercizio dellattivitΰ di pesca per la quale θ abilitato, in aderenza ai requisiti per la sicurezza della vita in mare.
Per
la compilazione del documento sulla sicurezza, risulta
conveniente schematizzare il peschereccio, evidenziando i locali di lavoro e
quelli di servizio, come mostrato in Fig.3.
In
relazione al fatto che lattuazione delle misure di sicurezza spetta al
responsabile delle operazioni di pesca e della vita a bordo, la competenza
sullattuazione delle misure di sicurezza viene ripartita, a seconda delle
competenze specifiche, tra lArmatore e il Comandante che costituiscono la linea operativa del Sistema di
Sicurezza.
Nellindividuare i fattori di rischio e le consequenziali misure di
sicurezza, siano esse preventive che protettive, lArmatore si θ avvalso della
collaborazione del Medico Competente
(MC) e del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), cui
spettano i compiti di cui agli artt.13 e 15 del D.Lgs.271/99. In Fig.4 θ
mostrata la gerarchia dellorganizzazione della sicurezza.
Nel redigere il documento,
si θ reso necessario considerare che una buona parte delle operazioni viene effettuata in navigazione e una parte in banchina
(manutenzioni, riparazioni attrezzi, sbarco del pescato) in presenza e con
interferenza di altri lavoratori, dipendenti o autonomi (D.Lgs.272/99).

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Fig.3
Schematizzazione del peschereccio ai fini della
sicurezza

6. CENTRI DI PERICOLO
I
centri di pericolo sono determinati dalla presenza di tutte quelle entitΰ
riportate sulla Specifica Tecnica aventi il potenziale di causare danni per i
soggetti esposti.
Nelle tabelle successive vengono riportati i centri di pericolo identificati.
Tab.1 Centri di pericolo nel luogo di lavoro
|
Energie Utilizzate |
Attrezzature Impiegate |
Sostanze Impiegate |
Componenti Mestiere |
Rifiuti |
|
Elettrica Elettromagnetica Idraulica Meccanica Termica |
Macchine motrici Macchine operatrici Impianto elettrico Impianto oleodinamico Impianto antincendio Impianto radiocomunicazioni Impianto nafta Attrezzature manuali |
Gasolio Olio lubrificante Olio idraulico |
Ancore Segnali di superficie Retini Nassini e altri tipi di trappole |
Oli esausti Batterie esauste |
Tab.2 Centri di pericolo per il luogo di lavoro
|
Navigazione |
Stabilitΰ |
Incendio |
Allagamento |
Segnalazione |
|
- Radar - Impianto GPS Ecoscandaglio - Bussola - Allarme motori |
- Capacitΰ delle cassa nafta - Posizionamento dei carichi rispetto al baricentro della nave |
- Dispositivi di protezione attiva |
- Pompa di sentina - Mezzi di salvataggio |
-Attrezzature Fanali - Sirena |
Nella Tab.3 vengono riportati i centri di pericolo effettivi presenti nei vari locali costituenti lambiente di lavoro, cosμ come definito dallart.3, comma 1, lettera p) del D.Lgs.271/99, differenziandone la tipologia di rischio (rischi trasversali, per la sicurezza e la salute).
|
FISICI |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Meccanici |
Termici |
Elettrici |
Rad.N.I |
Rumore |
Incendio |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
M1 |
M2 |
M3 |
M4 |
M5 |
M6 |
M7 |
M8 |
T1 |
T2 |
T3 |
T4 |
E1 |
E2 |
E4 |
R |
L |
I1 |
I2 |
I3 |
I4 |
||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||
|
STRUTTURALI |
CHIMICI |
BIOLOGICI |
CANCEROGENI |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Liquidi |
Aeriformi |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
S1 |
S2 |
S3 |
S4 |
S5 |
S6 |
S7 |
S8 |
S9 |
S10 |
S11 |
S12 |
S13 |
S14 |
L |
G |
B |
C |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
TRASVERSALI |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Organizzativi |
Operativi |
Ergonomici |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
OR1 |
OR2 |
OR3 |
OR4 |
OR5 |
OR6 |
OR7 |
OP1 |
OP2 |
OP3 |
OP4 |
OP5 |
OP6 |
E1 |
E2 |
E3 |
E4 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
RISCHI PER LA SICUREZZA
RISCHI PER LA SALUTE
RISCHI TRASVERSALI
LEGENDA
RISCHI FISICI
MECCANICI M1 MOVIMENTAZIONE
MANUALE CARICHI M2 VIBRAZIONI
CORPO INTERO M3 CADUTE DALLALTO (IN PROFONDITA O DA SCALE) M4 SCIVOLATE,
CADUTE IN PIANO M5 URTI,
COLPI, IMPATTI, COMPRESSIONI M6 ROTTURA CAVI, COLPI DI FIONDA, AVVOLGIMENTO M7 FERITE
E/O TRAUMA DA COMPONENTI DEL
MESTIERE M8 CADUTE
O TRASCINAMENO IN MARE TERMICI T1 FREDDO T2 CALORE T3 IRRAGGIAMENTO T4 CONGELAMENTO, COLPI DI
FREDDO ELETTRICI E1 CONFORMITΐ
DI PROGETTAZIONE E2 CONFORMITΐ
DI COSTRUZIONE E3 VERIFICHE
E CONTROLLI RADIAZIONI R RADIAZIONI NON IONIZZANTI RUMORE L LIVELLO DI ESPOSIZIONE INCENDIO E/O ESPLOSIONE I1 PREVENZIONE I2 PROTEZIONE ATTIVA I3 PROTEZIONE PASSIVA I4 SOSTANZE INFIAMMABILI, ESPLOSIVE |
RISCHI STRUTTURALI
S1 ILLUMINAZIONE POSTI DI LAVORO S2 TEMPERATURA LOCALI S3 STRUTTURA DEI POSTI DI LAVORO S4 IGIENE S5 AEREAZIONE POSTI DI LAVORO CHIUSI S6 VIE DI CIRCOLAZIONE ZONE DI PERICOLO S7 PAVIMENTI, PARETI, SOFFITTI S8 STABILITA E NAVIGABILITA S9 IMPIANTI IDRAULICI S10 SCALE E PASSERELLE DI IMBARCO S11 IMPIANTI SANITARI S12 IMPIANTO RADIOCOMUNICAZIONE S13 DISPOSITIVI DI SALVATAGGIO S14 SEGNALI DI SOCCORSO RISCHI CHIMICILIQUIDI L SOSTANZE CORROSIVE, TOSSICHE E NOCIVE AEREIFORMI G GAS RISCHI BIOLOGICI
B GRUPPO 1 |
RISCHI CANCEROGENI
C MATERIALI CONTENENTI AMIANTO RISCHI TRASVERSALI
ORGANIZZATIVI OR1 CARICO DI LAVORO OR2 MONITORAGGI E CONTROLLI OR3 MANUTENZIONI OR4 GESTIONE EMERGENZE OR5 ECOADEMPIMENTI OR6 DOCUMENTAZIONE AUTORIZZATIVA E CONCESSORIA OR7 PRONTO SOCCORSO OPERATIVI OP1 CONDIZIONI METEO CLIMATICHE OP2 CONDIZIONI DI NAVIGABILITA OP3 RISORSE UMANE IMBARCATE OP4 SISTEMI ASSISTENZA NAVIGAZIONE OP5 COMPONENTI ED ATTREZZI DI SOLLEVAMENTO OP6 TIPOLOGIA DI PESCA (AZIONI PERICOLOSE) ERGONOMICI E1 SISTEMI
SICUREZZA E AFFIDABILITΐ INFORMAZIONI E2 CONOSCENZE
E CAPACITA DEL PERSONALE E3 NORME
COMPORTAMENTALI E4 ISTRUZIONI
E COMUNICAZIONI |
7. ATTIVITΐ LAVORATIVA
Limbarcazione viene utilizzata essenzialmente
per la pesca con attrezzi da posta che, al fine di garantire allimpresa di
pesca una produttivitΰ per quanto possibile continua durante lanno, vengono
differenziati. Si usano, infatti , per un certo
periodo dallanno nassini e cestini, mentre per il
rimanente periodo i cosiddetti retini. I due tipi di mestieri, comunque, vengono svolti sempre separatamente.
Lo svolgimento dellattivitΰ di pesca si articola nella maniera appresso descritta. Verso le 16 χ17, limbarcazione lascia il porto e si dirige verso la zona dove posizionare lattrezzatura.
Con specifico riferimento alla pesca con i retini da fondo, normalmente, prima di uscire dal porto lequipaggio predispone una parte dellattrezzatura da calare per prima e collocando i contenitori (mastelli) nellarea di estrema poppa. Gli altri mastelli in totale sono 6 vengono lasciati nella zona di coperta di estrema prua, dove θ installata la macchina per il recupero.
Raggiunta la zona di
pesca, comunque compresa entro le 3 miglia (pesca costiera locale), tutta
lattrezzatura viene rapidamente calata da poppa con lausilio dellinerzia
della barca in leggero movimento in avanti. La zona operativa θ essenzialmente
quella poppa.
I retini sono armati con
una lima dei piombi ed una dei sugheri che ne garantiscono il loro posizionamento verticale in prossimitΰ del fondale (h = 3 m), mentre il loro fissaggio a
questultimo θ garantito da due ancore posizionate alle estremitΰ e segnalate
in superficie da altrettanti galleggianti con bandierina.
Larmamento θ costituito
da 48 reti di 50 m ciascuna; le reti sono raccolte in sei mastelli, ognuno dei quali ne contiene 8. La messa in mare viene
fatta per gruppi di 16 e, pertanto, ciascun gruppo viene segnalato con tre
galleggianti e calato in unarea marina assai ridotta (a volte uno di seguito allaltro).
Un capo del gruppo di
reti viene calato e posizionato sul fondo con
unancora (la posizione in superficie θ
segnalata da una boa), poi si lascia scivolare la rete in mare spostando
limbarcazione in avanti a circa 5 nodi; calata anche laltra estremitΰ
(svuotamento di un mastello, alla quale θ stata legata linizio del secondo
gruppo di reti, si inizia a sbarcare il contenuto del secondo mastello ed al
termine di questa operazione si ripete il posizionamento con una seconda ancora
e il relativo segnale.
Loperazione θ molto
rapida. Normalmente si impiegano 5 minuti per sbarcare
il contenuto di un mastello operazione completata in 30 minuti e ciς
permette il rientro in porto dellimbarcazione prima del tramonto. In media, la
durata delloperazione completa θ di 2 ore.
Il mattino seguente,
verso le 5:00, limbarcazione salpa nuovamente per
andare a recuperare la rete; questultima operazione θ meccanizzata perchι
viene fatta con il salparetini idraulico ed essa non
richiede, solitamente, alcun intervento delloperatore se non quello necessario
a raccogliere i gruppi di reti, ridotti ad un cordoncino contenente il pesce,
allinterno di ogni mastello.
Terminata loperazione
di raccolta di tutti i gruppi, limbarcazione si dirige nuovamente verso il
porto dove vi giunge mediamente verso le 7.00.
Qui i marinai iniziano
loperazione di «sbrocco» e sistemano il pescato; puliscono lattrezzatura (idropulitrice) e
la predispongono nuovamente per il pomeriggio. Ciς comporta unattivitΰ
lavorativa portuale di altre 2 ore circa.
Utilizzando le altre trappole (nassini,
cestini ecc), invece, le operazioni di cala, recupero ed escamento
vengono fatte tutte sul posto in cui si θ scelto di
posizionare tutta lattrezzatura, con un risparmio di bordate finalizzate alla
cala.
La pesca da posta, che viene praticata tutti i
giorni per circa 6 ore, si effettua entro le tre miglia dalla costa e non
interferisce con le attivitΰ di pesca di altri pescherecci. Essa risulta caratterizzata dalle seguenti fasi operative:
Diagramma di flusso del processo produttivo

DELLUNITA DELLUNITA A BORDO A BORDO







Per la natura specifica delle attivitΰ
nel settore della pesca, lorario di lavoro non potrΰ essere rigidamente
fissato: a bordo del M/P in esame esso si articola generalmente come segue:
|
Alle ore |
N° ore |
Progressivo Ore e Quantitΰ |
|
|
Partenza dal porto |
05:00 |
|
|
|
Durata media del trasferimento |
|
1 |
06:00 |
|
Durata media del recupero attrezzatura e della
cernita del pescato |
|
1 |
07:00 |
|
Partenza dalla zona di pesca per il porto |
07:00 |
|
|
|
Durata del rientro in porto |
|
1 |
|
|
Arrivo in porto |
8:00 |
|
|
|
Lavoro in banchina |
|
2 |
10:00 |
|
Partenza dal porto |
16:30 |
|
|
|
Durata media del trasferimento |
|
1 |
17:30 |
|
Durata media della cala dellattrezzatura |
|
0,5 |
18:00 |
|
Partenza dalla zona di pesca per il porto |
18:00 |
|
|
|
Durata del rientro in porto |
|
1 |
19:00 |
|
Arrivo in porto |
19:00 |
|
|
Le mansioni dellequipaggio, durante le varie
fasi della pesca, risultano indicate nella tabella
seguente:
|
|
A |
B |
C |
D |
E |
F |
G |
H |
L |
M |
|
Capopesca |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Marinaio |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
A = trasferimento
dal porto alla zona di pesca
B = preparazione
dellattrezzatura da pesca
C = messa
a mare dellattrezzatura da pesca
D = NON PERTINENTE
E = recupero dellattrezzatura da pesca
F = cernita
e confezione del pescato
G = NON PERTINENTE
H = sbarco
del pescato
L = lavoro
in porto
M = manutenzione
Impiego delle attrezzature
Le attrezzature e i macchinari funzionanti
durante le varie fasi di lavoro sopra elencate sono le seguenti:
|
|
Motore principale |
Generatore corrente continua |
Salparetinii |
|
A |
|
|
|
|
B |
|
|
|
|
C |
|
|
|
|
D |
|
|
|
|
E |
|
|
|
La definizione delle mansioni e lattribuzione
dei compiti nello svolgimento di questo tipo di pesca θ
ormai prassi consolidata dalle tradizioni per cui l 'attivitΰ lavorativa si
esplica in maniera tranquilla, secondo metodologie ampiamente sperimentate.
E' cura del Comandante controllare, allinizio di ogni bordata, sia le condizioni di integritΰ psico-fisica
di ciascun lavoratore prima di conferirgli mansioni specifiche, sia le
condizioni meteorologiche prevedibili nonchι le caratteristiche tecniche
operative della nave, a garanzia della sicurezza e della salute dei lavoratori.
8. INDIVIDUAZIONE DELLE
AZIONI PERICOLOSE
Lidentificazione delle azioni pericolose deriva dallesame del processo lavorativo con cui i lavoratori marittimi eseguono le loro mansioni a bordo del peschereccio; esse sono quelle di maggiore valenza perchι il potenziale danno deriva dallerrore umano che θ caratterizzato dalla piω alta frequenza di accadimento.
Tab.4 - Fattori di pericolo
dellattivitΰ
FASE DI LAVORO |
A cosa θ correlato |
Chi la puς provocare |
Dove |
Perchι |
|
TRASFERIMENTO |
Navigabilitΰ Segnalazione Rintracciabilitΰ Stabilitΰ |
Comandante |
In navigazione |
Manutenzioni Verifiche Controlli |
|
CALA |
Sicurezza Salute |
Equipaggio |
Locale di lavoro esterno |
Procedure DPI |
|
RECUPERO |
Sicurezza Salute Stabilitΰ |
Equipaggio |
Locale di lavoro esterno |
Procedure DPI |
|
SBARCO |
Salute |
Equipaggio |
Banchina |
Interferenze |
|
MANUTENZIONI |
Salute Sicurezza |
Equipaggio |
Banchina |
Organizzazione |
Nella valutazione dei rischi derivanti dalle
situazioni pericolose si θ tenuto conto di quanto segue:
9. VALUTAZIONE
DEI RISCHI
Non essendoci una procedura prestabilita per effettuare tale valutazione (ex art.4, comma 6, del D.Lgs.626/94) essa θ stata fatta previa consultazione del Medico Competente (lettera di nomina allegata) e del Responsabile del SPP (lettera di nomina allegata), per acquisire le loro valutazioni, informazioni e proposte.
Vengono riportati i precetti
normativi ai quali si fa piω frequentemente riferimento in materia di sicurezza
sul lavoro:
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Le matrici di valutazione (Tabb.8 e 9) mettono in relazione i pericoli, desunti dalla Tab.3, con le operazioni di lavoro specifiche messe in atto. In particolare la valutazione del rischio (Tab.9) viene effettuata mediante la determinazione dellindice di rischio (IR) ottenuto dal prodotto tra lindice di probabilitΰ (IP) e lindice di magnitudo (IM):
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Lindice IP θ un numero che identifica la posizione gabellare in una
matrice quadrata; linterpretazione del suo valore assoluto θ quella indicativa del peso che unanomalia o una tendenza al
negativo di un aspetto tecnico, organizzativo o gestionale nonchι ambientale,
assume nelle diverse fasi operative.
Lindice IM esprime lentitΰ della conseguenza che il verificarsi di una delle suddette situazioni incidentali o anomalie puς avere sulla salute e sulla sicurezza delle persone coinvolte, considerando che alcuni rischi antinfortunistici possono interessare il singolo o lintero equipaggio. Nella Tabb.5 e 6 vengono forniti i criteri di quantificazione degli indici di magnitudo e di probabilitΰ.
I
provvedimenti di prevenzione o di protezione dovranno essere realizzati secondo
criteri di prioritΰ stabiliti dallart.5 del D.Lgs.271/99, ed in funzione
dellindice di rischio, conformemente alle definizioni riportate in Tab.7.
Tab.5 - Scala dellindice di
probabilitΰ
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Valore |
Livello |
Criteri |
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Improbabile |
·
Lanomalia da eliminare potrebbe provocare un danno solo in
concomitanza con eventi poco probabili ed indipendenti ·
Non sono noti episodi giΰ verificatisi ·
Il verificarsi del danno susciterebbe incredulitΰ |
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2 |
Poco probabile |
·
Lanomalia da eliminare potrebbe provocare un danno solo in
circostanze sfortunate di eventi ·
Sono noti solo rarissimi episodi giΰ verificatisi ·
Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe sorpresa |
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3 |
Probabile |
·
Lanomalia da eliminare potrebbe provocare un danno anche se in modo
non automatico e/o diretto ·
E noto qualche episodio in cui a tale anomalia ha fatto seguito il
verificarsi di un danno ·
Il verificarsi del danno ipotizzato a causa dellanomalia
susciterebbe una moderata sorpresa |
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4 |
Altamente probabile |
·
Esiste una correlazione diretta tra lanomalia da eliminare ed il
verificarsi del danno ipotizzato ·
Si sono giΰ verificati danni conseguenti allanomalia evidenziata
nella struttura in esame o in altre simili ovvero in situazioni operative simili ·
Il verificarsi del danno a causa dellanomalia non susciterebbe
alcuno stupore. |
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Valore |
Livello |
Criteri |
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Lieve |
·
Infortunio o episodio di esposizione acuta
con inabilitΰ temporanea breve e rapidamente reversibile ·
Esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili |
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2 |
Medio |
·
Infortunio o episodio di esposizione acuta
con inabilitΰ temporanea anche lunga ma reversibile ·
Esposizione cronica con effetti reversibili ·
Infortunio con inabilitΰ temporanea anche lunga ma reversibile
riguardante lequipaggio intero |
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3 |
Grave |
·
Infortunio o episodio di esposizione acuta
con effetti di invaliditΰ permanente parziale ·
Esposizione cronica con effetti irreversibili e/o parzial-mente invalidanti ·
Infortunio con effetti dinvaliditΰ permanente parziale riguardante
lequipaggio intero |
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4 |
Molto grave |
·
Infortunio o episodio di esposizione acuta
con effetti letali o di invaliditΰ totale ·
Esposizione cronica con effetti letali e/o totalmente invalidanti ·
Infortunio con effetti letali o dinvaliditΰ totale riguardante
lequipaggio intero |
Tab.7 Prioritΰ
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PRIORITΐ |
IR |
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ALTA |
³ 9 |
Lintervento previsto θ da
realizzare con tempestivitΰ nei tempi tecnici strettamente necessari non
appena approvato il budget degli investimenti in cui andrΰ previsto lonere
dellintervento stesso. |
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MEDIA |
4 Έ 8 |
Lintervento previsto θ da
realizzare in tempi relativamente brevi, anche successivamente
a quelli stimati con prioritΰ alta. |
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BASSA |
£ 4 |
Intervento da inserire in
un programma di interventi a medio termine ma da
realizzare anche in tempi piω ristretti qualora sia possibile attuarlo
unitamente ad altri interventi piω urgenti. |

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4 |
8 |
12 |
16 |
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3 |
6 |
9 |
12 |
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2 |
4 |
6 |
8 |
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1 |
2 |
3 |
4 |
Fig.5 Visualizzazione dellIndice di rischio
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MATRICE DI VALUTAZIONE DELLA PROBABILITA' |
PERICOLI |
Condizioni meteo-climatiche |
Condizioni di navigabilitΰ |
Condizioni di stabilitΰ |
Impianto elettrico principale |
Impianto elettrico di
emergenza |
Pannelli di comando |
Aerazione locali accumulatori |
Sistemi elettronici
assistenza navigazione |
Controllo delle attrezzature di sollevamento |
Parti dei dispositivi di sollevamento |
Impianti di refrigerazione e ad aria compressa |
Apparecchi di cottura a GPL |
Bombole contenenti gas infiammabili |
Impianto di radiocomunicazione |
Vie ed uscite di sicurezza |
Rilevazione incendio
e lotta antincendio |
Controllo impianti idraulici |
Dispositivi di salvataggio e
sopravvivenza |
Aerazione dei posti di lavoro chiusi |
Temperatura dei locali |
Illuminazione naturale e artificiale
dei posti di lavoro |
Pavimenti, pareti e soffitti |
Vie di circolazione - Zone di
pericolo |
Struttura dei posti di lavoro |
Alloggi |
Impianti sanitari |
Pronto soccorso |
Scale e passerelle d'imbarco |
Dispositivi di protezione individuale |
Organizzazione sistema di sicurezza |
Carico di lavoro |
Manutenzioni |
Azioni tecniche |
Azioni gestionali |
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OPERAZIONI |
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IMBARCO E PARTENZA |
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1 |
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1 |
1 |
1 |
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