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Premessa |
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La pesca è un settore
per il quale il Parlamento europeo ha chiesto maggiore sicurezza, con
riguardo agli aspetti della prevenzione, della formazione professionale e del
ricorso alle tecnologie più moderne per i dispositivi dei
salvataggio. |
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A regolamentare il
settore sono intervenute diverse convenzioni e
raccomandazioni a livello internazionale, elaborate soprattutto
dall’Organizzazione mondiale del lavoro (ILO) e dall’Organizzazione marittima
internazionale (IMO), non ancora del tutto applicate. Non è da meno la
legislazione comunitaria con due direttive sulla sicurezza dei pescherecci
che, tuttavia, nell’insieme non coprono che l’11%
del settore. |
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Il comparto della pesca
marittima nazionale è stato recentemente oggetto di adeguamento
normativo, con l’entrata in vigore del D.Lgs. del 27 luglio 1999 n° 271,
relativo alla salute e sicurezza dei lavoratori marittimi imbarcati su navi
mercantili da pesca nazionali e del D.Lgs n° 298 del 1999,
di attuazione della Direttiva 93/103/CE relativa alle prescrizioni minime di
sicurezza e salute per il lavoro a bordo delle navi da pesca. |
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La normativa molto
recente comporta alcuni problemi interpretativi per gli addetti. |
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Sicuramente un primo
aiuto a risolvere alcuni problemi applicativi, nelle more dell’istituendo
Comitato Tecnico permanente di cui all’art.30 del D.Lgs.271/99, può venire dalla predisposizione di Linee Guida per l’applicazione del
suddetto decreto, che siano frutto di un lavoro
sinergico tra tutti i soggetti interessati. |
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A tale scopo il Dipartimento Documentazione
Informazione e Formazione dell’ISPESL, ha collaborato con il
gruppo di lavoro costituito da CNR ISMAR di Ancona, ASL 7 di Ancona
Servizio PSAL, ASL 12 di S. Benedetto del Tronto
Servizio PSAL e ASL 9 di Grosseto servizio PSAL, al fine dell’elaborazione di una proposta
di “Linee guida per l’applicazione del D.Lgs 271/99
nel comparto della pesca” che è attualmente all’esame del Coordinamento Tecnico delle Regioni e
delle Province Autonome per la Prevenzione nei Luoghi di Lavoro. |
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Tra i vari capitoli in cui sono organizzate le linee
guida, uno riguarda i criteri e gli orientamenti da seguire per una formazione efficace ed efficiente. |
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La proposta per i
criteri per una corretta formazione è stata elaborata prendendo in
considerazione: |
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dati e
informazioni specifiche di settore quali: |
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i bisogni formativi che scaturiscono da quanto indicato nel D.Lgs
271/99 e D.Lgs 298/99; |
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le indicazioni contenute nel documento “Formazione
in materia di sicurezza e sanità nel settore della pesca” della Comunità europee (1993); |
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i dati statistici relativi agli infortuni; |
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gli studi di settore; |
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il quadro economico ed organizzativo del mondo della
pesca professionale in Italia; |
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le informazioni ulteriori derivanti dallo sviluppo diretto
delle conoscenze su: ciclo lavorativo,
fasi lavorative, macchine ed
attrezzi della pesca, organizzazione del lavoro, modalità lavorative, ambiente di lavoro, rischi specifici, ecc,
attraverso imbarchi a bordo di navi da pesca ; |
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le informazioni contenute in documenti di Valutazione del
Rischio; |
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le indicazioni che
scaturiscono da interviste ad attori privilegiati (pescatori, comandanti,
armatori) su: forza lavoro, aspetti
del lavoro, infortuni, informazione e formazione, aspetti di salute e stili
di vita, aspetti sociali, ecc
.L’indagine conoscitiva è stata realizzata tramite l’elaborazione, la diffusione e la rielaborazione di un
apposito questionario presso le marinerie dell’Adriatico centrale (Ancona, Fano e Senigallia), la marineria di Mazara del Vallo e a
breve interesserà alcune marinerie della costa ligure. |
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indicazioni
presenti in documenti, standard e norme che pur non essendo vigenti, in quanto non ratificati o non
applicabili al settore pesca,
rappresentano comunque un utile riferimento di
norme di buona tecnica, quali: |
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le indicazioni contenute nel Documento n. 3 Linee Guida su
Titolo I “La formazione dei soggetti delle prevenzione secondo il D.Lgs 626/94 criteri ed orientamenti” redatte dal
Coordinamento Tecnico per la Prevenzione degli Assessorati alla Sanità delle
Regioni e Province Autonome; |
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le indicazioni contenute
nel Decreto Ministeriale 16/1/97 “Contenuti minimi della formazione dei lavoratori, dei rappresentanti per la sicurezza, dei
datori di lavoro”; |
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le indicazioni contenute nel Decreto Ministeriale
16/1/97 “Contenuti minimi della formazione dei lavoratori, dei rappresentanti
per la sicurezza, dei datori di lavoro”; |
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le indicazioni contenute nel documento “La
formazione nel settore della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro”,
della Comunità europee (1992); |
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“The Fishermen’s Competency Cerificates Convention” n. 125 (1966) dell’ILO,
la convenzione IMO “Standards of Training, Cerification and Watchkeeping
for Fishing Vessel Personnel” (STCW-F 1995), standard internazionali
; |
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“Document for Guidance on Training and Certification of
Fishing Vessel Personnel” della FAO/ILO/IMO (edizione 2001), la
raccomandazione “The Vocational Training (Fishermen) Recommendation” n.
126 (1966) dell’ILO, documenti guida internazionali per la formazione dei
lavoratori a bordo di navi da pesca; |
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le norme e i regolamenti
vigenti in Italia relativi ai requisiti minimi di formazione e alla
certificazione della gente di
mare. Queste norme derivano dalla ratifica (con Legge 739/85) della
Convenzione STCW (Standard of Training, Certification and Watchkeeping)
e successivi emendamenti. |
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Le informazioni sono
state rielaborate considerando le peculiarità del settore pesca in Italia: flotta
frammentata in un elevato numero di piccoli battelli, alta età media della
flotta, i molti sistemi di pesca
utilizzati, l’organizzazione del lavoro ed il livello tecnologico
estremamente differenziati, ecc. |
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Al fine di ricevere
dagli utenti indicazioni e suggerimenti utili al loro miglioramento, i
contenuti generali relativi alla formazione sono stati riportati nell’apposita sezione Figure
del box Formazione. |