Dati statistici
Introduzione

La sezione dedicata ai dati statistici vuole essere l’occasione per offrire un quadro descrittivo della sicurezza e salute del settore Pesca. Al momento vengono presentati tabelle e grafici che focalizzano l’attenzione sulla Piccola pesca, ovvero l’attività esercitata entro le 6 miglia dalla costa con imbarcazioni di stazza inferiore alle 10 tsl, che ricade sotto la tutela assicurativa dell’Inail per gli infortuni e le malattie professionali. Per completezza viene sinteticamente illustrato anche l’andamento degli infortuni accaduti a bordo delle imbarcazioni di stazza lorda superiore a 10 tsl, tutelati dall’Ipsema.

I dati presentati costituiscono una prima “vista” degli incidenti che avvengono nel corso delle attività di pesca. E’ intenzione del gruppo di lavoro proseguire nell’approfondimento delle condizioni di sicurezza a bordo, offrendo una rassegna la più ampia possibile ed utilizzando tutte le fonti in materia. In tal senso, questo spazio sarà reso disponibile per quelle iniziative di indagine, anche a carattere locale, effettuate da studiosi e operatori del settore.

Per quanto riguarda i dati presentati, le tabelle da 1 a 4 illustrano le caratteristiche strutturali del settore Pesca, sia in termini di addetti che di capacità operativa della flotta peschereccia. Le tabelle successive, come detto, fanno riferimento agli infortuni della Piccola pesca, settore che nel nostro paese assume particolare importanza, dal momento che ben l’83% delle imbarcazioni da pesca (tab. 3) ha un tonnellaggio inferiore a 10 tsl.

Al fine di poter avere una misura del rischio infortunistico del settore, sono stati calcolati gli indici di frequenza rapportando la media annua degli infortuni avvenuti nel triennio 1997-99 al numero di pescatori nel 1998 (tab. 5, fonte Inail). Il ricorso ad una media annua riduce l’influenza di fluttuazioni particolari tra un anno e l’altro. Il vantaggio maggiore che si ha nel calcolare l’indice di frequenza è dato dalla possibilità di effettuare confronti diretti con altri settori di attività, oppure diversi ambiti territoriali (ad esempio Regioni, Province, Compartimenti marittimi) od ancora tra periodi di tempo differenti.

Nella tabella 6 sono stati calcolati gli indici di frequenza settoriali che fanno riferimento ai soli operai (fonte Ispesl), intesi come coloro che svolgono prevalentemente attività manuali e comunque non da scrivania. In tal modo anche se il periodo di riferimento è meno recente, triennio 1995-97, il confronto con l’indice della Piccola pesca è più appropriato. All’interno delle tabelle 5 e 6 è interessante osservare il diverso livello di rischio del settore nel caso in cui si considerino tutti gli infortuni avvenuti oppure solo quelli con esito più grave, mortale in particolare (cfr. anche i relativi grafici). La tabella 7 illustra un confronto su scala regionale per quanto riguarda il rischio infortunistico nella Piccola pesca.

Dopo l’illustrazione dei dati basati su indici di frequenza, sono state predisposte le tabelle contenenti i dati assoluti degli infortuni che, se pur poco utili per una lettura comparata, consentono di mettere in luce alcune particolarità del fenomeno infortunistico, valide come indicazioni per ulteriori analisi statistiche. In particolare, sono presentate le tabelle 8 e 9 con le serie storiche degli infortuni negli ultimi anni, accompagnate da un più interessante grafico che illustra l’andamento stagionale, ottenuto come media mensile degli infortuni avvenuti tra il 1994 ed il 1999 (le fluttuazioni degli infortuni nel corso dei mesi dell’anno riflettono il corso delle attività di pesca, ma lasciano spazio a considerazioni su alcuni picchi della curva). La tabella 10 riporta come cambia il peso percentuale degli infortuni più gravi secondo le classi d’età. Nella tabella 11 è presentata la suddivisione degli infortuni in base all’ora lavorativa.

Le tabelle 12 e 13 riportano le coppie forma-agente e natura-sede degli infortuni, ordinate secondo l’indice sintetico di gravità (ISG). Questo indice misura  contemporaneamente sia la gravità che la frequenza dell’evento, infatti il suo valore è dato dal totale dei giorni convenzionali di assenza dal lavoro (per una data coppia) considerando insieme gli infortuni con esito temporaneo, permanente e mortale. Le coppie forma-agente consentono di avere una illustrazione sintetica delle modalità di accadimento, ovvero come è avvenuto l’infortunio e quale elemento materiale, l’agente, è intervenuto.

Conclude la rassegna la tabella relativa alle malattie riconosciute dall’Inail. Il basso numero di riconoscimenti nell’arco di tempo considerato apre la delicata problematica delle informazioni attualmente disponibili in materia di patologie lavoro-correlate. Maggiori conoscenze del fenomeno, svincolate dai vincoli imposti per il riconoscimento a fini assicurativi, sono quanto mai necessarie per l’attuazione di opportune attività di prevenzione. In questo senso l’Ispesl è impegnato nella costituzione di una rete di sorveglianza delle malattie di origine professionale, che ha trovato una prima sperimentazione nei programmi delle regioni Lombardia e Toscana.