ISPESL

Piano delle Attività di Ricerca 2002

 

 

 

 

La pubblicazione del Piano delle Attività di Ricerca dell'ISPESL ha lo scopo di assicurare l'adeguata pubblicità al programma di ricerca proposto dall'Istituto e approvato dal Comitato Tecnico Scientifico onde favorire la partecipazione della comunità scientifica.

In base al DPR 18 aprile 1994, n. 441, le attività dell'ISPESL di cui all'art. 1 del Decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 268, sono integrate e coordinate con le competenze attribuite all'Istituto dall'art. 3 del DPR 31 luglio 1980, n. 619, dall'art. 2 della legge 12 agosto 1982, n. 597, dal DPR 27 maggio 1988, n.175, dal Decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277 e dal DPR 10 settembre 1982, n. 915.

In particolare le competenze, derivate dalla normativa menzionata, sono esercitate anche attraverso programmi di ricerca con e senza contributo finanziario.

L’ISPESL – Ufficio Protocollo di Via Urbana, 167 – 00184 Roma, dovrà ricevere improrogabilmente entro e non oltre le ore 12:00 del 15.11.2002 la richiesta di collaborazione da parte dei soggetti, che hanno intenzione di partecipare all’attività di ricerca.

La ricerca dovrà essere accompagnata da una relazione, in duplice copia, che individui il percorso di massima per il raggiungimento dell’obiettivo proposto e una documentazione relativa alle competenze e all’attività svolta nel settore d’interesse del soggetto proponente.

Le richieste dovranno contenere l’espressa dichiarazione dalla quale si evinca se l’ente è pubblico o privato e la sua natura giuridica, unitamente all’impegno a sottoscrivere presso la sede centrale di Roma, Via Urbana, 167, l’eventuale contratto dal 10 al 20 Dicembre 2002, nonché i seguenti dati:

-               domicilio dell’Ente

-               codice fiscale o partita IVA dell’Ente

-               nominativo del rappresentante legale dell’Ente abilitato alla firma del contratto

-               nominativo del responsabile scientifico della ricerca

-               estremi per il bonifico bancario a favore dell’Ente

I partecipanti alle iniziative di ricerca dovranno, inoltre, apporre in tutta la corrispondenza, compreso il frontespizio delle buste, il numero identificativo della ricerca (es. B18/DOC/02).

L’ente interessato a più ricerche dovrà presentare una richiesta per ciascuna di esse, avendo cura di tenere distinte le stesse e consegnando ciascuna proposta di ricerca in una sola busta, allegando alla stessa i documenti suindicati.

In riferimento all’affidamento delle procedure che attengono a ricerche di durata pluriennale, si precisa che l’importo posto a base del bando si riferisce all’intero programma di ricerca, ripartito equamente per ogni anno di durata della stessa.


A conclusione, si portano a conoscenza di tutti i soggetti interessati a partecipare alle ricerche proposte dall'ISPESL i criteri di valutazione disciplinati dal Comitato Interdipartimentale.

 

1)            Rispondenza complessiva della proposta, da esaminare, alla ricerca da assegnare

2)            Proprietà dell'impianto metodologico per lo sviluppo della ricerca

3)            Adeguatezza dell'articolazione delle varie fasi

4)            Rispondenza, in atti allegati, dei requisiti scientifici specifici del soggetto proponente ivi compreso il curriculum scientifico del Responsabile della Ricerca

5)        Validità delle strutture e infrastrutture del soggetto proponente

6)            Congruità dei costi presentati in relazione al contributo richiesto.


 

 

Ricerche tipo B

 

 

 

 

 

Bando delle Attività di Ricerca 2002

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ATTIVITÀ DI RICERCA IN COLLABORAZIONE


AREA TEMATICA n. 1: Sistemi di Gestione, compresa la gestione in qualità della Salute e Sicurezza, anche integrati, Audit Aziendale ed Analisi Costi/Benefici, in particolare nelle PMI

 

[B1/DTS/02]

Valutazione in fase di progettazione della misura della qualità dei prodotti

 

Motivazioni:

La necessità di dover monitorare e valutare il livello qualitativo di un prodotto, intesa come misura di efficacia, di efficienza e di rispondenza ad opportuni valori prestabiliti (requisiti), è divenuta negli ultimi anni un obiettivo irrinunciabile in tutti i settori del mondo produttivo, visto che è sempre più crescente la consapevolezza che la Qualità debba essere intesa come “Qualità Totale”, permeante tutti gli aspetti dell’azienda, ovvero come proprietà complessa di un prodotto.

 

Obiettivi:

Per questo motivo l’attività di monitoraggio e di verifica deve iniziare già nelle prime fasi dello sviluppo di un prodotto, ovvero a monte nella fase di progettazione, in cui è possibile correggere eventuali difetti/errori con costi decisamente inferiori rispetto a quelli che si dovrebbero sostenere effettuando le modifiche/correzioni quando è già stata avviata la produzione o quando il prodotto è sul mercato.

Questo nuovo approccio di misura della Qualità “a priori”, auspicato anche nelle nuove norme ISO 9000: 2000, può essere garantito prendendo in considerazione due aspetti sui quali si focalizzerà la ricerca:

 

-               sviluppo di metodologie (strumenti tecnici e strategici), collegate anche alle Vision 2000, per la valutazione delle proprietà caratterizzanti i prodotti, che forniscano al progettista delle indicazioni valide per il miglioramento e l’ottimizzazione dei prodotti stessi in maniera sistematica e completa;

-               definizione di indicatori che misurino gli aspetti legati alle prestazioni in termini di qualità di prodotto, di sistema, di costi, di soddisfazione del cliente, di miglioramento.

 

A seguito di quanto sviluppato precedentemente, l’obiettivo sarà quello di integrare e correlare fra loro i due aspetti, per una ottimizzazione (attraverso una procedura definita), della misura della qualità del prodotto, specificatamente nella fase di progettazione.

Al termine della ricerca sarà sviluppato un caso applicativo.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 41.316,55 + IVA

Durata biennale: primo anno

 


AREA TEMATICA n. 1: Sistemi di Gestione, compresa la gestione in qualità della Salute e Sicurezza, anche integrati, Audit Aziendale ed Analisi Costi/Benefici, in particolare nelle PMI

 

[B2/MDL/02]

Studio dell’impatto psicologico all’introduzione delle tecniche informatiche  nei procedimenti operativi della pubblica amministrazione locale su un  campione di comuni medio-piccoli in aree industrializzate

 

Motivazioni:

Metodologie, strumenti e tecniche per il miglioramento della informazione e della formazione.

Da sempre l’uso di nuovi strumenti di lavoro ha prodotto cambiamenti significativi non solo dal punto di vista tecnologico ed economico, ma anche sul versante dei sistemi di relazione.

L’introduzione delle tecnologie informatiche e del lavoro in rete, già analizzato nella grande impresa, necessita di ulteriori approfondimenti nell’ambito delle amministrazioni locali, situate in aree sociali di più difficile penetrazione e maggiormente resistenti al cambiamento.

 

Obiettivi:

-               valutazione dei livelli di stress connessi all’introduzione delle procedure informatiche e telematiche

-               predisposizione di idonei strumenti d’intervento e di prevenzione.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 75.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 1: Sistemi di Gestione, compresa la gestione in qualità della Salute e Sicurezza, anche integrati, Audit Aziendale ed Analisi Costi/Benefici, in particolare nelle PMI

 

[B3/DOC/02]

Progettazione del sistema di gestione della sicurezza in una grande azienda ospedaliera

 

Motivazioni:

-               attivare un processo organizzativo di miglioramento continuo verso un modello di ospedale sicuro come supporto alla qualità delle prestazioni

-               ridurre i costi causati da infortuni ed eventi avversi

-               aumentare la qualità di vita e di lavoro di pazienti e lavoratori

 

Obiettivi:

-               progettazione del Sistema di Gestione della Sicurezza

-               progettazione di un sistema integrato di comunicazione del rischio coerente con il Sistema di Gestione, che descriva anche i flussi informativi, codificati e non

-               progettazione di un sistema di individuazione, reporting, analisi, diagnosi di eventi avversi finalizzato al monitoraggio e al miglioramento continuo del sistema.

Le attività da realizzare nel corso del progetto dovranno essere le seguenti:

-               analisi dello stato attuale del sistema di prevenzione e gestione della sicurezza in un grande ospedale

-               definizione di un modello di gestione integrata della sicurezza per lo stesso nosocomio

-               sperimentazione “pilota” del suddetto modello, possibilmente d’intesa con una struttura ospedaliera che implementi il progetto, almeno in alcune delle parti più significative

-               valutazione dei risultati ottenuti e rimodulazione del modello

-               realizzazione del manuale su supporto informatico per una fruibilità ed esportabilità in altri siti che intendano implementare un modello di SGS.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 310.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 1 : Sistemi di Gestione, compresa la gestione in qualità della Salute e Sicurezza, anche integrati, Audit Aziendale ed Analisi Costi/Benefici, in particolare nelle PMI

 

[B4/DOC/02]

Analisi costi/benefici riguardante gli effetti della attuazione di un sistema di gestione della salute e sicurezza in tre comparti della PMI: AUTOCARROZZERIE, PESCA, LEGNO

 

Motivazioni:

L’introduzione dell’analisi costi/benefici della prevenzione nell’area tematica 1 del Piano di Attività dell’ISPESL intende sviluppare ulteriormente il percorso intrapreso da tempo e riguardante la valutazione dell’impatto economico relativo alla applicazione di misure di contenimento del rischio. Si rileva la necessità di fornire alla organizzazione aziendale, riferita a tutte le sue componenti, strumenti di valutazione e confronto tra i costi degli infortuni (costo per giornate di lavoro perse ed altri costi diretti e indiretti), i costi delle misure prevenzionali e l’accresciuta produttività dovuta a giornate di lavoro non perse, miglioramenti organizzativi, ecc.

 

Obiettivi:

Approfondire il rapporto tra applicabilità del sistema di gestione e bilancio costi/benefici con l’intento di poter sviluppare a fine percorso strumenti che permettano all’organizzazione aziendale di valutare i costi economici ed i risultati degli interventi di prevenzione. In una visuale di crescita della cultura della sicurezza e salute, il risultato dovrebbe portare ad una migliore percezione dell’utilità degli interventi di prevenzione. Per portare a termine la ricerca sarà necessario seguire gli sviluppi del progetto per almeno un biennio.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 330.536,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno


AREA TEMATICA n. 2: Sistema informativo. Innovazione e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio infortunistico

 

[B5/MDL/02]

Infortuni domestici: individuazione dei fattori che intervengono nella dinamica infortunistica e nelle condizioni di salute. Analisi delle relative conseguenze

 

Motivazioni:

Analisi epidemiologiche e rapporti tra lavoro, salute e sicurezza

 

Obiettivi:

Indagine domiciliare per l'accertamento ed individuazione dei fattori scatenanti l'accadimento infortunistico, le condizioni ambientali di riferimento e le conseguenze derivanti in termini di inabilità temporanea, permanente, morte.

Stima dei costi per la riabilitazione dei soggetti secondo campioni statisticamente significativi (circa 150 interviste per realtà regionale per anno) di persone infortunate secondo una distribuzione territoriale che vede il coinvolgimento di almeno tre aree regionali settentrionali, tre aree regionali centrali e tre aree regionali meridionali (per un totale di nove aree).

Tale indagine dovrà essere svolta sulla base di un protocollo concordato con l'ISPESL e dovrà essere condotta in maniera indipendente da ognuna delle 9 aree regionali a cui la ricerca verrà affidata.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 500.000,00 IVA compresa

da suddividere tra le 9 aree

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 2: Sistema informativo. Innovazione e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio infortunistico

 

[B6/DOC/02]

Progettazione e realizzazione di un servizio informativo su WEB dedicato alla salute e sicurezza delle donne nei luoghi di lavoro

 

Motivazioni:

In linea con il piano di lavoro dell’Agenzia Europea di Bilbao, si ravvisa l’esigenza di realizzare una vasta indagine sulle iniziative intraprese sul tema della salute e sicurezza sul lavoro delle donne.

 

Obiettivi:

Il progetto si propone la ricerca, la raccolta e la divulgazione in rete delle informazioni internazionali e nazionali, regionali e locali in materia di salute e sicurezza delle donne nei luoghi di lavoro.

Oggetto dello studio sarà quindi un’indagine a vasto raggio riguardante la normativa, la ricerca, la buona pratica, la letteratura esistente in materia, i collegamenti in rete di interesse e la realizzazione di un sito web dedicato in cui strutturare le informazioni raccolte.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 45.000,00 IVA compresa

Durata: annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 2: Sistema informativo. Innovazione e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio infortunistico

 

[B7/DOC/02]

Mappe di rischio infortunistico nei sistemi agricoli locali (oppure nei principali distretti agroindustriali) del Paese

 

Motivazioni:

Esigenza di formulare programmi mirati di prevenzione per aree omogenee non solo delimitate da confini amministrativi, bensì individuate sulla base delle caratteristiche strutturali del tessuto produttivo e dell'occupazione, organizzative ed ambientali, tenendo a base l’analogo studio effettuato per la regione Emilia-Romagna.

Elevata incidenza infortunistica per gli addetti del settore primario (e per quelli di alcuni settori di prima trasformazione dei prodotti di origine animale).

 

Obiettivi:

Individuazione, ai fini prevenzionali, dei macrofattori di rischio presenti nei principali sistemi agricoli locali italiani prendendo come modello di analisi una regione per ciascuna ripartizione geografica del Paese.

Lo studio sarà condotto prevalentemente con tecniche statistiche multivariate facendo ampio ricorso ai più recenti dati censuari, in corso di elaborazione (agricoltura 2000, popolazione e industria 2001) per la stima degli esposti al rischio e per le caratteristiche strutturali del tessuto produttivo.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 80.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 2: Sistema informativo. Innovazione e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio infortunistico

 

[B8/DOC/02]

Ricerca di buone pratiche presenti nei settori lavorativi della PMI relative a “Pesca, Movimentazione portuale merci, Macellazione carni”

 

Motivazioni:

Implementare la banca-dati “Profili di rischio dei comparti produttivi”, raccogliendo esempi di buone pratiche a livello tecnico-organizzativo nei settori suddetti al fine di potenziare il sistema informativo per le PMI.

 

Obiettivi:

Raccogliere le informazioni relative alle buone pratiche, sotto il profilo sia tecnico che organizzativo, ed alle misure per la riduzione del rischio delle “attività elementari” degli addetti, in modo da essere organizzate in data base compatibili con i data base già realizzati dall’ISPESL.

Per “buone pratiche” si intendono soluzioni tecniche e organizzative (Banca Nazionale delle Soluzioni), linee guida, procedure di sicurezza, liste di autovalutazione (Safety Checks).

 

N.B.: I soggetti interessati a partecipare a più ricerche debbono presentare una richiesta per ciascun comparto.

 

Finanziamento complessivo:  € 124.050,00 IVA compresa

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 41.350,00 per comparto IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 2: Sistema informativo. Innovazione e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio infortunistico

 

[B9/DOC/02]

Informazione, formazione e ricerca di buone pratiche in relazione alla esposizione degli addetti alle polveri di legno. Definizione delle tecniche di monitoraggio ambientale e biologico

 

Motivazioni:

Implementare la documentazione inerente tematiche di formazione, informazione ed esempi di buone pratiche” a livello tecnico-organizzativo nel settore legno al fine di potenziare il sistema informativo per le PMI

 

Obiettivi:

La ricerca deve individuare contenuti informativi-formativi per la riduzione del rischio specifico degli addetti del settore “Legno”. Vanno, inoltre, ricercate le buone pratiche, sotto il profilo sia tecnico che organizzativo, in modo da essere organizzate in data base compatibili con i data base già realizzati dall’ISPESL.

Per “buone pratiche” si intendono soluzioni tecniche e organizzative (Banca Nazionale delle Soluzioni), linee guida, procedure di sicurezza, liste di autovalutazione (Safety Checks)

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 93.000,00 IVA compresa

Durata: annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 2: Sistema informativo. Innovazione e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio infortunistico

 

[B10/DOC/02]

Analisi delle cause di infortuni e di malattie professionali per i lavoratori operanti nei cantieri stradali ed autostradali temporanei e mobili e realizzazione di linee guida tecnico-organizzative per la tutela della salute e sicurezza degli  addetti

 

Motivazioni:

Implementare, nel settore cantieri stradali ed autostradali temporanei e mobili, la documentazione inerente l’analisi degli infortuni e delle malattie professionali, e le procedure tecnico-organizzative per la tutela della salute e sicurezza degli addetti

 

Obiettivi:

La ricerca si propone di analizzare i rischi di infortunio e malattia professionale degli addetti nei cantieri temporanei e mobili e mettere a punto le relative linee guida di prevenzione per la tutela della salute e sicurezza. Il percorso di ricerca dovrà realizzare le seguenti fasi:

-               censimento dei protocolli di sicurezza sul lavoro già esistenti e individuazione della bibliografia relativa ai rischi specifici

-               analisi sul campo delle diverse tipologie di cantieri

-               analisi sul campo del profilo di rischio di questo comparto lavorativo (insieme delle unità lavorative locali che hanno un ciclo di lavoro simile o affine) secondo l’organizzazione del Data Base dei profili di rischio dell’ISPESL

-               standardizzazione dei protocolli relativi alle misure di protezione degli addetti

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 93.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 2: Sistema informativo. Innovazione e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio infortunistico

 

[B11/DOC/02]

I documenti multimediali di origine digitale (Digital Born)

 

Motivazioni:

La crescente produzione di documenti scientifici multimediali di origine digitale impone la realizzazione di un progetto finalizzato a predisporre la loro raccolta e conservazione nelle biblioteche degli enti di ricerca.

 

Obiettivi:

Porre le premesse per:

-               costituire raccolte di documenti scientifici multimediali di origine digitale nelle biblioteche di ricerca e facilitarne l’accesso e la consultazione telematica

-               fornire agli utenti dell’Istituto e ai ricercatori che sviluppano ricerche, la possibilità di rendere visibili nella rete tali documenti per una disseminazione allargata dei risultati scientifici.

Per quanto sopra, sarà necessario individuare le peculiarità concettuali, applicative e comunicative di tali documenti; inquadrare le problematiche applicative, comunicative e tecnologiche del loro trattamento e proporre indirizzi di soluzione, orientati allo sviluppo di raccolte di documenti solo digitali nella Biblioteca di ricerca; evidenziare la necessità di costituire un’architettura di collegamenti tra il knowledge management dell’ente di ricerca ed il sistema integrato della biblioteca dell’ente; estrarre e registrare i più significativi elementi informativi dei documenti digitali dell’ente per una loro descrizione documentale, a vantaggio di utenti ricercatori e PMI.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 103.292,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 2: Sistema informativo. Innovazione e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio infortunistico

 

[B12/DOC/02]

Raccolta e gestione dei dati genetici: realizzazione di una banca-dati, dedicata all’informazione ed all’educazione alla salute in ambito occupazionale

 

Motivazioni:

L’avvenuto sequenziamento del genoma umano e la sempre più ampia diffusione delle tecniche di biologia molecolare hanno aperto nuove prospettive per lo studio dei geni che determinano la predisposizione alle malattie o la suscettibilità individuale agli effetti tossici da agenti ambientali, cui il lavoratore può trovarsi esposto.

D’altra parte, se da un lato si pongono problemi tecnici per potenziare le metodologie e sviluppare test ad elevata sensibilità e specificità, dall’altro si pongono nuovi problemi, non esclusivamente tecnici, ma di ordine etico e legale, relativi alla gestione dei dati genetici, alla loro stessa acquisizione ed utilizzazione.

La conoscenza di questi aspetti riguarda da vicino non solo il personale che potrebbe essere sottoposto a screening genetico, ma anche i datori di lavoro e le Autorità preposte al controllo ed alla sorveglianza della salute sul posto di lavoro.

Si presenta dunque l’esigenza di approfondire questi temi, organizzare le conoscenze in materia e sviluppare un sistema per un’adeguata informazione del personale interessato.

 

Obiettivi:

progettazione e realizzazione di una banca-dati, dedicata all’informazione ed all’educazione alla salute in ambito occupazionale, in tema di rischio genetico. Valutazione del rischio percepito, elaborazione di linee-guida e produzione di materiale informativo (es. CD-ROM, opuscoli) sull’argomento.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 100.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 2: Sistema informativo. Innovazione e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio infortunistico

 

[B13/DOC/02]

Costruzione di una banca dati delle sostanze chimiche presenti nei processi produttivi e nel prodotto finale del comparto tessile

 

Motivazioni:

Le patologie allergiche e tumorali hanno registrato un notevole aumento negli ultimi anni.

Tale aumento è stato in parte associato all’esposizione ad alcune sostanze chimiche usate nel settore tessile, sia in fase di produzione che nel prodotto finito.

Si ravvisa quindi l’opportunità di costruire una banca dati delle sostanze chimiche, utilizzate per produrre i tessuti e di quelle che possono essere rilasciate in fase d’utilizzazione dei tessuti stessi.

 

Obiettivi:

Costruzione di una banca dati di tutte le sostanze chimiche, irritanti, sensibilizzanti, tossiche, cancerogene, teratogene, presenti nei cicli di produzione dei tessuti e di quelle che possono essere rilasciate in fase d’utilizzazione dei tessuti stessi.

Tale banca dati deve essere in grado di poter recepire un flusso aggiornato e accurato di tutte le sostanze utilizzate, nonché essere usufruibile da Autorità sanitarie, sindacali, associazioni di consumatori, società di produzione.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 200.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno


AREA TEMATICA n. 3: Formazione

 

[B14/DOC/02]

Produzione di pacchetti informativi/formativi specifici per i lavoratori nei settori produttivi: "Pesca, Movimentazione portuale merci, Macellazione carni”

 

Motivazioni:

In linea con le ricerche avviate nel Piano di Attività precedente, si è ravvisata la necessità di realizzare strumenti informativo/formativi che completino il percorso informativo dei profili di rischio per comparto.

 

Obiettivi:

Predisporre strumenti informativo/formativi per i lavoratori seguendo i profili di rischio dei singoli comparti produttivi appartenenti ai settori: pesca, movimentazione portuale merci, macellazione carni. Dovranno essere realizzati strumenti quali dispense, mini manuali, manuali per la sicurezza, video filmati, CD-ROM, guida per il tutor.

Tali strumenti dovranno essere correlati alla metodologia informativo/formativa più qualitativamente corretta.

 

N.B.: I soggetti interessati a partecipare a più ricerche debbono presentare una richiesta per ciascun comparto.

 

Finanziamento complessivo:  € 232.500,00 IVA compresa

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 77.500,00 per comparto IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 3: Formazione

 

[B15/DOC/02]

La percezione del rischio dei lavoratori extracomunitari

 

Motivazioni:

Dagli obblighi derivanti dalla normativa vigente (D.Lgs. 626/94 - D.Lgs. 494/96) in tema di informazione e formazione dei lavoratori scaturisce l’esigenza di prevedere una ricerca finalizzata a capire gli atteggiamenti e comportamenti dei lavoratori extracomunitari in situazioni di potenziale rischio e pericolo. In particolare, in vista delle Olimpiadi invernali del 2006 a Torino, l’attenzione dovrà essere rivolta a quei lavoratori, provenienti, in gran parte, dal Nord Africa, Sud Est Asiatico, dai Paesi dell’Est Europeo e Balcani, che si prevede saranno occupati nei vari cantieri delle località nelle quali si svolgeranno i giochi olimpici e, successivamente, nei settori dei trasporti, delle infrastrutture, nei servizi e nel settore turistico alberghiero. Oltre alle problematiche legate alla lingua, a forme di comunicazione e di sistemi di vita connessi alle differenze etniche, sociali, religiose ecc., saranno da considerare anche le problematiche legate alla non conoscenza delle normative e delle regole che governano il lavoro e i diritti e i doveri del lavoratore dipendente. Un altro grosso problema è legato alla percezione che ogni singolo lavoratore ha del rischio di infortunio o di malattia e dei comportamenti da adottare per non incorrere in situazioni pericolose per sé e per gli altri. Quanto verrà realizzato per la suddetta manifestazione dovrà essere, ovviamente, utilizzabile anche in altri contesti geografici.

 

Obiettivi:

Obiettivo principale è quello di mettere in condizione le aziende, che occupano manodopera extracomunitaria ed in particolare tutti i soggetti coinvolti nella programmazione e gestione della sicurezza nelle attività produttive e di servizio connesse ai lavori dei giochi olimpici invernali 2006 di Torino, di valutare il livello della percezione del rischio e la capacità di dominio dello stesso da parte dei lavoratori extracomunitari. All’obiettivo finale si dovrà giungere attraverso una serie di fasi intermedie costituite da:

-               una prima indagine preliminare qualitativa su un campione rappresentativo delle comunità di lavoratori

-               una ricerca quantitativa su un campione sufficientemente rappresentativo di lavoratori occupati in settori specifici

-               lo studio dei risultati dell’indagine.

Sulla base di tali indagini dovranno essere predisposte:

-               una proposta di metodologie formative e di supporti informativi adattati alla cultura e al livello di percezione del rischio dei vari gruppi

-               un percorso formativo per la formazione dei formatori per utilizzare in modo efficace i risultati della ricerca

-               la produzione di materiali didattici.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 155.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B16/MDL/02]

Superficie oculare e inquinamento microbico in attività lavorative del terziario

 

Motivazioni:

Il ruolo svolto da agenti chimici e fisici, a carico dell'apparato visivo è, nelle popolazioni lavorative del terziario, da tempo oggetto di studio. Molto più recente, invece, è l'attenzione rivolta ai possibili rapporti tra inquinamento biologico e superficie oculare. Le patologie oftalmiche ipotizzate sono congiuntiviti e cheratiti prevalentemente batteriche, sia in stato conclamato che subcronico.

La ricerca contribuisce allo sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

La ricerca è mirata alla valutazione dei rapporti che intercorrono, in attività del terziario, tra inquinamento microbico delle postazioni di lavoro ed effetti a livello oculare (superficie oculare), tramite l'effettuazione direttamente presso i luoghi di lavoro di prelievi sia ambientali che sul soggetto e correlando i dati dell'inquinamento batterico delle superfici di lavoro ottenuti con le patologie corneo-congiuntivali rilevate.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 35.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B17/MDL/02]

Definizione dei livelli di riferimento per il monitoraggio biologico dell’esposizione professionale e ambientale ad antiparassitari

 

Motivazioni:

Per quasi tutti gli antiparassitari attualmente impiegati in Italia e nell'UE sono teoricamente disponibili indicatori biologici di dose. Uno dei principali limiti all'impiego di tali indicatori in attività di monitoraggio routinarie è rappresentato dalla mancata disponibilità di valori di riferimento. Vi è quindi bisogno di una standardizzazione delle metodiche di misura e controllo.

 

Obiettivi:

La ricerca si pone l'obiettivo di definire i valori di riferimento per gli antiparassitari più utilizzati in agricoltura realizzando un'attività di monitoraggio biologico su larga scala, su campioni adeguati della popolazione generale, rappresentativi per età, sesso, abitudini personali e luoghi di residenza.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 80.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B18/MDL/02]

La prevenzione delle malattie work-related

 

Motivazioni:

Alla luce del sempre maggiore riconoscimento della natura professionale a patologie non tabellate e mal distinguibili da forme morbose comuni per la loro genesi multifattoriale è necessario individuare nuovi strumenti di prevenzione.

 

Obiettivi:

La finalità della ricerca risiede nell'individuazione dei criteri di prevenzione attraverso una approfondita analisi e valutazione dei rapporti intercorrenti tra attività lavorativa e malattie work-related, attraverso lo studio dei seguenti parametri: alterazioni anatomiche e funzionali della malattia, meccanismi patogenetici della stessa, rischi professionali con ruolo causale, processi mediante i quali i rischi realizzano la condizione patologica in esame.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 30.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B19/MDL/02]

Messa a punto e validazione di indicatori di verifica di efficacia del processo di riduzione dei rischi e dei danni connessi all'assistenza di pazienti non autosufficienti nei reparti di degenza delle strutture sanitarie derivante dall'applicazione dell'indice di esposizione MAPO

 

Motivazioni:

In ambito sanitario, dove si è evidenziato un rischio connesso alla movimentazione manuale di pazienti non autosufficienti, si è iniziato ad applicare metodi per la valutazione del rischio e per la rilevazione del danno, in particolare l'indice MAPO valuta il rischio da movimentazione manuale in relazione ad alcuni fattori che nel loro insieme caratterizzano l'esposizione lavorativa. Poco però si è fatto finora per verificare quanto il proprio operato, in termini di interventi realizzati, abbia prodotto effetti positivi e quanto si è dovuto spendere per raggiungerli.

Individuazione di nuovi strumenti di prevenzione.

 

Obiettivi:

Messa a punto di un sistema di verifica delle strategie preventive derivanti dall'applicazione del metodo di valutazione dell'esposizione MAPO, finalizzate alla riduzione del rischio e danno da movimentazione di pazienti nei reparti di degenza, che possa essere un utile strumento a supporto delle politiche della prevenzione messe in atto dai diversi livelli istituzionali al fine di indirizzare una migliore scelta allocativa delle risorse e promuovere la diffusione della cultura della verifica di efficacia in ambito sanitario.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL:  € 45.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B20/MDL/02]

Messa a punto di metodologie per la quantificazione del rischio da movimentazione manuale di pazienti nelle aree: blocchi operatori, pronto soccorso, servizi di fisiochinesiterapia e servizi ambulatoriali

 

Motivazioni:

Mentre sono state messe a punto varie metodologie per la valutazione del rischio da movimentazione manuale di pazienti nei reparti di degenza, non vi sono metodiche efficaci e validate per l'analisi di tale rischio nelle altre aree sanitarie quali: blocchi operatori, fisiochinesiterapia, pronto soccorso, ecc., dove comunque questo rischio esiste e probabilmente è anche di notevole intensità.

Individuazione di nuovi strumenti di prevenzione.

 

Obiettivi:

Progettazione e realizzazione di protocolli di rilevazione per l'identificazione dei determinanti del rischio da movimentazione di pazienti che concorrono a definire l'entità dell'esposizione. Realizzazione di modelli di calcolo che integrino i diversi determinanti del rischio con l'obiettivo di calcolare degli indici di esposizione per area specifica (blocchi operatori, pronto soccorso, servizi di fisiochinesiterapia e servizi ambulatoriali) e loro validazione.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 80.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B21/MDL/02]

Indagine conoscitiva tra consumo di alcool ed infortuni sul lavoro

 

Motivazioni:

Il fenomeno del consumo "moderato" di alcool è drammatico per la sua gravità, non tanto per i pochi casi di alcolismo conclamato nelle fabbriche, ma per il grandissimo numero di patologie correlate all'alcool e presumibilmente per il numero molto elevato di infortuni che possono derivare dal consumo "moderato" di alcool. Tra gli effetti di piccole dosi di alcool è infatti dimostrato l'innalzamento dell'autostima ed un falso senso di potenza e capacità che sono alla base di molti infortuni classificati come errore umano.

Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

Obiettivo della ricerca è lo studio del rapporto tra assunzione di alcool ed infortuni tramite:

-               l'indagine del consumo di alcool in soggetti che si rivolgono al pronto soccorso per infortuni sul lavoro

-               l'indagine del consumo di alcool in occasione di indagini di PG del Ministero del Lavoro e delle ULSS per infortunio grave

-               l'indagine del consumo di alcool in occasione della sorveglianza sanitaria di lavoratori da parte del medico competente.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 50.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B22/MDL/02]

Strategie per la prevenzione degli abusi sessuali e morali negli ambienti di lavoro

 

Motivazioni:

La violenza contro le donne (fisica, psicologica e sessuale) rappresenta un problema di dimensioni mondiali che oltrepassa tutte le barriere culturali, geografiche, sociali ed economiche. Nell’ultimo decennio è stato oggetto di importanti confronti internazionali: la Conferenza mondiale ONU sui diritti umani (1993), la Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (1994) e la IV Conferenza internazionale sulle donne (1995). La stima accurata della prevalenza per le diverse forme di violenza è difficile; in particolare negli ambienti di lavoro la “gerarchia di potere” è un ulteriore ostacolo alla denuncia dell’abuso. In anni recenti è stata sviluppata una serie di strumenti per quantificare l’entità, la gravità e la frequenza delle diverse forme di violenza. Risulta quindi di fondamentale importanza approfondire gli studi sulla tematica con l’obiettivo di sviluppare indicazioni sulla prevenzione delle violenze sessuali e morali negli ambienti di lavoro e sensibilizzare verso la materia ricercatori, legislatori ed operatori sanitari.

Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

Lo studio si propone di:

-               ottenere stime affidabili sulla prevalenza della violenza contro le donne negli ambienti di lavoro

-               documentare le conseguenze sulla salute psicologica degli abusi sessuali e morali negli ambienti di lavoro

-               individuare e comparare i fattori di rischio e i fattori protettivi per la violenza contro le donne negli ambienti di lavoro

-               studiare e confrontare le strategie di difesa adottate dalle donne che subiscono abusi sessuali e morali negli ambienti di lavoro.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 76.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B23/MDL/02]

Il lavoratore anziano: capacità funzionali, incidenza di malattie lavoro-correlate e usura da lavoro

 

Motivazioni:

L'invecchiamento della popolazione lavorativa è uno degli aspetti cruciali della società attuale; ciò soprattutto in relazione a tre aspetti: l'invecchiamento della popolazione generale, il progressivo spostamento dell'età di pensionamento e il basso tasso di occupazione giovanile. Il problema più urgente quindi riguarda il come mantenere al lavoro le persone con più di 50 anni, mantenendo una buona capacità di lavoro in relazione a buone condizioni di salute e professionali, le quali sono sostenute da soddisfacenti condizioni di lavoro (sia di tipo ambientale che relazionale) e da corretti stili di vita personali.

Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

La ricerca si pone gli obiettivi di:

-               valutare la capacità funzionale dell'individuo anziano mediante questionari e indici specifici da porre in relazione con la salute e le condizioni di lavoro

-               valutare in maniera clinico-epidemiologica l'usura da lavoro per l'attuazione di una strategia diretta alla realizzazione di una vecchiaia in buona salute.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 80.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B24/MDL/02]

Implementazione di un modello di analisi del rischio per la valutazione degli effetti sui lavoratori soggetti a rischi trasversali (fattori psicologici, organizzativi, burn out, stress, ecc.) in attività sanitarie critiche

 

Motivazioni:

Sui riflessi lavorativi negativi dei conflitti fra gli operatori sanitari, nonché sulla manifestazione della sindrome da burn-out in lavoratori chiamati a svolgere attività sanitarie critiche (Unità operative di Oncologia, di Terapia Intensiva, Gruppi Operatori, Servizi di primo contatto con il pubblico, ecc.) vi è una vasta letteratura medica e psicologica. Più recente è la individuazione di nuovi modelli di disagio lavorativo, fra i quali il più noto è quello che prende il nome di burn-out. Infatti il rapidissimo cambiamento dell'organizzazione del lavoro e della produttività, che nell'ultimo decennio ha interessato anche le aziende sanitarie, ha portato gli psicologi, gli psichiatri, i medici del lavoro, i sociologi, e, più in generale, coloro che si occupano di studiare il sistema gerarchico esistente, in una azienda e dei suoi riflessi sulla vita del lavoratore, ad individuare alcune gravi e reiterate distorsioni, capaci di incidere pesantemente sulla salute individuale degli operatori sanitari.

Cruciale ed innovativa risulta l'indagine, in termini di analisi del rischio, sulle fonti di pericolo, sulle tecniche di valutazione e sulle metodologie di attenuazione dei rischi per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro derivanti dall'integrazione uomo-ambiente, i cosiddetti rischi trasversali (organizzazione del lavoro, fattori psicologici, fattori ergonomici, condizioni di lavoro difficili e stressanti). Tali aspetti, pur risultando tra i più trascurati nelle aziende sanitarie, sono tuttavia all'origine di una gran parte degli incidenti e degli infortuni a pazienti ed operatori sanitari.

 

Obiettivi:

Obiettivo della ricerca è la predisposizione di indicatori per la rilevazione di comportamenti a rischio per i "fattori trasversali", la predisposizione di test psicologici "ad hoc" al fine di differenziare le condizioni di rischio ambientali da substrati personali per una valutazione aziendale più oggettiva e l'elaborazione di norme in tema di sicurezza e salubrità del lavoro

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 60.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B25/MDL/02]

Valutazione dell'incidenza delle malattie lavoro-correlate connesse con l'invecchiamento, con particolare attenzione alle malattie cardiovascolari, ai disordini muscoloscheletrici ed ai disordini adattativi, con calcolo del relativo impatto economico in relazione alle assenze per malattia

 

Motivazioni:

L'invecchiamento della popolazione lavorativa è uno degli aspetti cruciali della società attuale. Lo studio delle patologie professionali e di alcune patologie lavoro-correlate (muscolo-scheletriche e cardiovascolari) è oggetto della comune attività di sorveglianza sanitaria dei servizi di medicina del lavoro quando i lavoratori sono esposti a rischi specifici, ma normalmente non viene fatta una correlazione tra età del soggetto e patologie.

Importante invece sarebbe avere i dati relativi a questa correlazione tra età e patologie lavorative al fine di migliorare la comprensione dei processi fisio-patologici e patologici connessi con l'invecchiamento lavorativo.

Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

Lo studio si propone di:

-               stimare la prevalenza delle principali patologie associate all'invecchiamento in grado di influenzare significativamente l'attività lavorativa

-               correlare l'insorgenza di patologie professionali e malattie lavoro-correlate con l'età dei lavoratori

-               calcolare l'impatto economico in relazione alle assenze per malattia.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 76.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B26/MDL/02]

Studio del rapporto tra efficienza psicofisica del lavoratore e abitudini alimentari in relazione all'accadimento di eventi infortunistici

 

Motivazioni:

Considerando che generalmente l'organizzazione del lavoro pone una maggiore intensità delle attività lavorative nella fascia oraria mattutina, sembra siano ipotizzabili altri fattori dell'intensificarsi del fenomeno infortunistico. Tra questi, i fattori connessi all'assunzione di cibi e bevande durante il pasto di mezzogiorno, assumono una indiscutibile rilevanza che merita di essere esaminata e che risulta non essere sufficientemente indagata.

I dati relativi agli infortuni (INAIL, Censis) rilevano un incremento del numero e delle gravità degli eventi nella fascia oraria post-prandiale.

Analisi epidemiologiche e rapporti tra lavoro, salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

La tematica della ricerca dovrebbe essere analizzata prioritariamente con una preliminare indagine documentale nazionale ed europea incentrata sul rapporto tra efficienza psicofisica e principi nutrizionali. La ricerca dovrebbe quindi esaminare le abitudini alimentari di assunzione di cibi e bevande da parte dei lavoratori dei settori caratterizzati da un alto livello infortunistico: edilizia, trasporti, metalmeccanico, mediante analisi di menù aziendali, menù di catene di ristorazione ad alta frequentazione (es. autogrill) e attraverso interviste dirette ai lavoratori dei settori interessati, in particolare, nell'ambito delle piccole e medie imprese.

Al termine della ricerca si propone l'elaborazione di buone pratiche nutrizionali per il lavoratore.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 60.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B27/MDL/02]

Studio della correlazione magneto-elettroencefalografica ed elettromiografica nel sistema motorio. Aspetti fisiologici e recupero post-lesionale dopo eventi infortunistici avvenuti sul lavoro

 

Motivazioni:

Recenti dati sperimentali hanno evidenziato nel sistema motorio una correlazione tra attività corticale e attività elettromiografica definita sincronizzazione cortico-muscolare. Questo tipo di correlazione è ad elevata frequenza, nel range beta tra 25 e 40 Hz , e sembra correlata a specifici compiti motori, così come era stato già evidenziato nelle scimmie impegnate in particolari prove motorie. Tale sincronizzazione inoltre sembra essere precipuamente legata alla precisione richiesta dalla prova e probabilmente alla necessità di dosare correttamente la forza necessaria per l'esecuzione della prova stessa. Importante sarebbe studiare queste correlazioni al fine di utilizzare i risultati in programmi di riabilitazione di lavoratori infortunati anche al fine del loro reinserimento lavorativo.

Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

Il progetto di ricerca si propone di valutare prima di tutto:

1)             la presenza di variazioni di correlazione cortico-muscolare al variare dell'intensità della forza usata durante il mantenimento di una contrazione isometrica in adulti sani,

2)             eventuali differenze legate all'età del soggetto

Una volta ottenuti dei dati normativi si dovranno esaminare dei soggetti affetti da paresi postlesione da fatti traumatici, infortuni ecc, per :

1)             studiare la presenza di una eventuale differente riorganizzazione cortico-muscolare

2)             vedere se tale eventuale alterazione è correlata ad un deficit di forza muscolare

3)             seguire nel tempo l'evolvere delle eventuali riorganizzazioni della sincronizzazione cortico-muscolare nel passaggio dalla fase acuta alla fase sub-acuta e cronica post-lesionale

4)             studiare possibili metodiche di riabilitazione per migliorare il recupero funzionale e quindi il reinserimento lavorativo.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 90.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B28/DIL/02]

Apparecchiature a raggi X su mezzi mobili: aspetti di complessità tecnico-gestionale, garanzia e controlli di qualità, sicurezza e protezione degli operatori e della popolazione

 

Motivazioni:

L’utilizzo di apparecchiature a raggi X installate su mezzi mobili è in continua e costante crescita, sia nel settore industriale e sia nel campo delle esposizioni mediche.

Un siffatto utilizzo espone l’apparecchiatura ad uno “stress” tecnico certamente maggiore e può quindi comportare un più rapido degrado delle prestazioni: è pertanto importante elaborare strategie che consentano di mantenere i parametri tecnici delle apparecchiature su standard qualitativi adeguati, al fine anche di tutelare nel modo migliore la salute degli operatori addetti, della popolazione, e, nel caso di apparecchiature mediche, dei pazienti.

 

Obiettivi:

Ottenere un quadro chiaro e composito su tutti gli aspetti di complessità tecnico-gestionale correlati al funzionamento delle apparecchiature a raggi X installate su mezzi mobili ed operanti a fini medici, industriali e di ricerca, al fine di elaborare e divulgare protocolli operativi che consentano un’ottimizzazione delle prestazioni da ricercare sempre e comunque salvaguardando tutti gli aspetti di sicurezza e di tutela degli operatori e della popolazione.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL:  € 77.468,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B29/DIL/02]

Studio sul livello d’implementazione effettiva del recepimento della normativa antinfortunistica nei principali comuni capoluoghi di provincia italiani dopo il D. Lgs. 626/94

 

Motivazioni:

Verifica degli effetti del D. Lgs. 626/94 nei Comuni italiani.

 

Obiettivi:

Realizzare, attraverso la raccolta di informazioni ed indagini dirette presso le pubbliche amministrazioni locali interessate, una valutazione delle modalità effettive di applicazione delle normative in tema di prevenzione degli infortuni, degli eventuali ritardi rispetto alle tempistiche, alle modalità previste e quali effetti positivi ha prodotto l’introduzione del D. Lgs. 626/94.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 77.470,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B30/DIL/02]

Messa a punto di moduli e modelli formativi in attività lavorativa marittima. Approccio metodologico all’individuazione dei rischi

 

Motivazioni:

Metodologie di valutazione e monitoraggio dei rischi; tecniche di formazione frontale e a distanza.

 

Obiettivi:

Il problema quanto mai attuale relativo alla sicurezza a mare, riguarda non solo gli operatori del settore ma anche gli imprenditori. Infatti il legislatore nel 1991 con i decreti legislativi 271, 272, del 27 luglio e del 17 agosto, in riferimento ai rischi igienico sanitari ed infortunistici degli operatori del settore specifico, ha inteso includere tra gli “attori” della prevenzione a bordo, non solo i responsabili organizzativi ma anche i lavoratori. Per le caratteristiche intrinseche delle attività e degli ambienti nei quali gli operatori del settore lavorano, individuati i pericoli ed analizzati i punti critici dei diversi comparti, l’obiettivo principale è quello di mettere a punto sistemi di formazione fruibili rispetto alle differenti condizioni operative/territoriali (a terra, a mare, a bordo dei natanti, ecc.). Sarà altresì implementato un sistema di valutazione della efficacia formativa.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 51.647,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B31/DOC/02]

Realizzazione di un videotape ed eventuali prodotti multimediali collegati, contenente una sceneggiatura sui temi antinfortunistici, rivolto alla scuola materna, contestualizzata alle fiabe maggiormente conosciute

 

Motivazioni:

Sia da ricerche più recenti ed accurate che da apposita letteratura si evidenzia l’importanza di una precoce sensibilizzazione alle tematiche della sicurezza e della salute dei cittadini.

Si ritiene, pertanto, opportuno iniziare fin dalla scuola materna un excursus mirato a tale scopo.

 

Obiettivi:

La ricerca è finalizzata alla progettazione, realizzazione e distribuzione mediante diversi canali di un videotape ed eventuali prodotti multimediali collegati, contenente la sceneggiatura in un contesto di fiabe celebri, di tematiche antinfortunistiche particolarmente orientate ai bambini della fascia di età 3-6 anni.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 50.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B32/DOC/02]

Individuazione di canali di comunicazione diversi ed originali che rendano più accessibili e direttamente fruibili le tematiche riconducibili ai risultati della ricerca in materia di salute e sicurezza sul lavoro da parte dei lavoratori, degli operatori della sicurezza e dei non addetti ai lavori

 

Motivazioni:

Esiste l’esigenza di rendere più efficace il trasferimento dei risultati della ricerca, individuando strumenti comunicativi calibrati sui diversi target.

 

Obiettivi:

Il progetto si propone l’individuazione, sulla base di studi teorico-metodologici, oggetto di una precedente ricerca, di strumenti orientati ad attivare canali comunicativi che rendano più efficace e diretta la disseminazione dei risultati della ricerca di settore presso i lavoratori e il “pubblico” in generale, avvicinandolo alle evidenze tecnico-scientifiche.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 30.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[B33/DOC/02]

Progetto pilota per lo sviluppo della cultura della salute e sicurezza nelle scuole di un territorio circoscritto ( educazione alla salute )

 

Motivazioni:

Attraverso la ricerca intervento si intendono creare strumenti atti a sviluppare la cultura della salute e sicurezza degli allievi condivisi con i loro insegnanti.

 

Obiettivi:

La ricerca intervento si propone il perseguimento dei seguenti obiettivi:

-               recuperare le esperienze territoriali pregresse o già in essere

-               effettuare un’analisi delle esigenze di aggiornamento e/o di ausilio per gli insegnanti

-               progettazione e realizzazione degli interventi di aggiornamento e/o di ausilio relativi

-               analizzare i risultati.

Le scuole interessate saranno le elementari e le medie. Per poter realizzare al meglio questi obiettivi, la proposta dovrà articolarsi nell’ambito di un territorio preciso e circoscritto e con l’ausilio di una rete di supporto che abbia esperienza nel campo della sicurezza e salute in ambienti di lavoro e coinvolgere coloro che rivestono il ruolo pedagogico didattico nelle scuole prese in considerazione.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 309.876,00 IVA compresa

Durata triennale: primo anno


AREA TEMATICA n. 5: Cancerogenesi occupazionale

 

[B34/MDL/02]

Carcinomi delle fosse nasali e dei seni accessori nei lavoratori dell'industria conciaria: identificazione dei fattori di rischio, manifestazioni pre-cancerogene, cancerogene e valutazione della qualità della vita residua

 

Motivazioni:

Il carcinoma del naso e dei seni paranasali rappresenta una delle neoplasie maligne più strettamente correlate con le esposizioni professionali (settore del legno e mobile e della fabbricazione e riparazione di stivali e scarpe). Sorprendentemente, esistono solo poche segnalazioni per il settore conciario, in cui sono tuttavia utilizzati agenti cancerogeni (soprattutto tannini e sali di cromo) fortemente sospettati di essere responsabili degli eccessi finora accertati negli altri settori lavorativi. Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

Obiettivo della ricerca è quello di correlare l'identificazione di fattori cancerogeni certi o sospetti con alterazioni precoci della mucosa o manifestazioni neoplastiche delle fosse nasali e dei seni accessori rilevate in gruppi di lavoratori dell'industria conciaria. Poiché la disponibilità di più moderne tecniche diagnostico- terapeutiche può permettere una migliore sopravvivenza che in passato, la ricerca dovrà altresì valutare la qualità della vita residua nei soggetti trattati, anche in relazione all'indennizzo e alla eventuale prosecuzione del lavoro.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 60.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 


AREA TEMATICA n. 5: Cancerogenesi occupazionale

 

[B35/MDL/02]

Rischio occupazionale dei tumori maligni dei tessuti molli

 

Motivazioni:

I tumori dei tessuti molli ed in particolare i sarcomi sono una patologia maligna relativamente rara che in Italia colpisce annualmente circa 2000 nuovi pazienti l’anno.

Un notevole sconcerto è destato dal fatto che queste neoplasie interessano una fascia di pazienti giovani in età lavorativa.

Il caposaldo della terapia è costituito dalla chirurgia e dalla radioterapia a malattia conclamata, poco è conosciuto nel campo della eziopatogenesi e quindi della prevenzione.

 

Obiettivi:

Studio di fattibilità per l’individuazione di un modello prospettico dedicato alla rilevazione attiva dei fattori di rischio occupazionali coinvolti nella patogenesi dei sarcomi.

Nell’ambito di tale studio dovranno essere elaborati dei modelli sperimentali di suscettibilità all’induzione della patologia dei sarcomi.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 80.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 5: Cancerogenesi occupazionale

 

[B36/MDL/02]

Messa a punto e definizione di procedure e standard diagnostici ed anamnestici (Linee Guida) per la rilevazione, a livello regionale, dei casi di tumore dei seni nasali e paranasali e dei casi di angiosarcoma epatico, e fattibilità della attivazione di tali sistemi di sorveglianza epidemiologica

 

Motivazioni:

Metodologie di analisi e valutazione del rischio.

Attualmente è in via di completamento la rete nazionale di sorveglianza epidemiologica dei casi di mesotelioma maligno attraverso l’istituzione di Centri Operativi Regionali. In riferimento a quanto previsto dall’art. 71 - Registrazione tumori, D.Lgs. 626/94 e dall’art. 7 - Monitoraggio tumori, D.Lgs. 66/2000, la sorveglianza epidemiologica dei tumori di sospetta origine professionale dovrebbe essere estesa anche agli altri tumori associati specificamente ad esposizioni lavorative.

Al riguardo risulta particolarmente importante prendere in considerazione altre neoplasie “sentinella” quali i tumori dei seni nasali e paranasali e gli angiosarcomi epatici, ampliando così il quadro epidemiologico di riferimento ad altri tumori ad elevata frazione eziologica professionale.

 

Obiettivi:

Estendere ed implementare l’attività di sorveglianza epidemiologica del mesotelioma maligno ai tumori dei seni nasali e paranasali ed agli angiosarcomi epatici, assicurando esaustività e completezza alla rilevazione ed alla definizione della casistica di interesse (valutazione di fattibilità del sistema in alcune aree regionali italiane).

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 51.645,69 IVA compresa

Durata annuale

 


AREA TEMATICA n. 5: Cancerogenesi occupazionale

 

[B37/MDL/02]

Rilevazione ed approfondimento anamnestico dei casi di mesotelioma definiti ad “esposizione ignota” ( Linee Guida ISPESL Fogli di informazione : anno IX,1,1996 ) da sistemi di sorveglianza epidemiologica che utilizzano gli standard del Registro Nazionale dei Mesoteliomi

 

Motivazioni:

Analisi epidemiologiche e rapporti tra lavoro, salute e sicurezza.

La definizione anamestica dei casi raccolti e segnalati al Registro Nazionale dei Mesoteliomi dell’ISPESL dai Centri Operativi Regionali ha messo in evidenza una notevole percentuale di casi per i quali, per mancanza di informazioni o per insufficienti livelli di conoscenza, non è stato possibile definire l’esposizione che quindi risulta essere “ignota”. Tenuto conto che la quota di questi casi sembra essere in crescita e che tra gli scopi principali del Re.Na.M. vi è quello di individuare le ragioni dell’insorgenza del mesotelioma nella popolazione di riferimento, risulta di estrema importanza affrontare in modo specifico tale problematica al fine di individuare, ove possibile, situazioni espositive sconosciute o misconosciute ad amianto, o suggerire ulteriori ipotesi eziologiche.

 

Obiettivi:

-               indagare ed approfondire in modo analitico le storie lavorative ed extralavorative di tutti i casi ai quali è stata assegnato un livello di “esposizione ignota” , ovvero per i quali le informazioni sono incomplete o insufficienti per attribuire una definizione di esposizione lavorativa o extralavorativa ad amianto tra quelle previste dalle Linee Guida del Registro Nazionale dei Mesoteliomi

-               elaborare sistemi di definizione anamnestica ad hoc per specifiche attività lavorative ed extralavorative, ed applicarli alle casistiche dei Centri Operativi Regionali del Registro Nazionale dei Mesoteliomi.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 61.974,82 IVA compresa

Durata biennale: primo anno


AREA TEMATICA n. 6: Allergopatie professionali

 

[B38/MDL/02]

Valutazione dell'incidenza di manifestazioni allergiche nei settori agricoli della viticoltura ed olivocoltura

 

Motivazioni:

Mancano dati chiari sulla reale frequenza di disturbi di natura allergica - respiratori e/o dermatologici - nel settore agricolo, e i dati che sono disponibili sono sicuramente sottostimati. Inoltre "allergeni emergenti" stanno assumendo notevole importanza per la frequenza di sensibilizzazione nella popolazione comune e ancor più per la popolazione agricola.

Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza

 

Obiettivi:

Obiettivo della ricerca è la raccolta dei dati relativi ai disturbi di natura allergologica (respiratori e/o dermatologici) tramite un apposito questionario da somministrare ad un campione di lavoratori agricoli impiegati nei settori della viticoltura e della ulivocoltura. Per quei lavoratori che riferiranno manifestazioni allergiche si dovranno effettuare i relativi approfondimenti mirati (prick-test, patch-test, PRIST, RAST, PFR) avendo cura di saggiare gli allergeni con cui i lavoratori vengono abitualmente in contatto, tenendo presente anche le segnalazioni in letteratura di nuovi "allergeni emergenti".

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 35.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 

 


AREA TEMATICA n. 8: Lavoro interinale e lavori atipici

 

[B39/MDL/02]

Flessibilità e sicurezza: nuovi modelli organizzativi del lavoro e nuovi rischi per la salute

 

Motivazioni:

I cambiamenti che si stanno verificando nel mondo del lavoro, in relazione ad una domanda di maggiore flessibilità per rispondere alle differenti richieste del mercato, stanno avendo delle importanti ripercussioni sulla vita di individui, organizzazioni ed istituzioni.

La flessibilità offre senz’altro opportunità nuove e stimolanti, consente agli individui maggiore libertà di progettare e costruire identità professionali e percorsi nuovi e più a misura ma nello stesso tempo espone a nuovi rischi e pone problemi inediti sotto il profilo della tutela e della rappresentanza dei diversi interessi in gioco. C’è infatti una grande variabilità nel rapporto con la flessibilità: ci sono categorie di lavoratori che sono in grado di sfruttarne le opportunità, altre, più deboli, che ne subiscono solo gli aspetti negativi in termini di sfruttamento.

Si pongono quindi diversi problemi. In primo luogo quello della identificazione e riconoscimento di nuovi rischi: la nuova organizzazione del lavoro richiede una diversa organizzazione della prevenzione e nuove forme di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori; in secondo luogo quello della tutela che deve fornire strumenti di supporto e sostegno alle condizioni che rendono possibile l’esercizio di queste nuove modalità di lavoro, senza impedirne lo sviluppo.

Individuazione di nuovi strumenti di prevenzione.

Analisi epidemiologiche e rapporti tra lavoro, salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

La ricerca si propone di approfondire le conoscenze sul significato di flessibilità, sulle ripercussioni che essa ha sul piano individuale, organizzativo ed istituzionale, sulle modalità con cui le organizzazioni riescono ad adattarsi alle richieste di flessibilità, sia interna che esterna, e le ripercussioni sulla qualità del lavoro in particolare in relazione alla individuazione dei nuovi rischi per la sicurezza ad essa collegati.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 120.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 8: Lavoro interinale e lavori atipici

 

[B40/DOC/02]

Ideazione e sperimentazione di modelli di formazione e informazione sulla sicurezza dei lavoratori inseriti con contratti di lavoro atipici nei comparti: chimico e legno

 

Motivazioni:

Alto numero di lavoratori interinali che le aziende dei comparti chimico e legno utilizzano nel loro ciclo produttivo.

 

Obiettivi:

L’azione proposta, da realizzare su un campione significativo di imprese dei comparti chimico e legno caratterizzate da forte presenza di lavoratori interinali e/o a tempo parziale, si pone tre obiettivi fondamentali:

 

-               rilevare il fabbisogno formativo ed informativo presente in tali tipologie di imprese

-               progettare e testare modelli formativi ed informativi adeguati ai bisogni delle imprese

-               realizzare una esperienza pilota di formazione dei formatori aziendali.

 

N.B.: I soggetti interessati a partecipare a più ricerche debbono presentare una richiesta per ciascun comparto.

 

Finanziamento complessivo:  € 92.964,00 IVA compresa

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 46.482,00 IVA compresa per comparto

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 8: Lavoro interinale e lavori atipici

 

[B41/DIL/02]

Studio dell’esposizione professionale connessa all’impiego di lavoratori con  contratti interinali nei principali comuni del sud Italia

 

Motivazioni:

Valutazione dei rischi della nuova formula lavorativa con contratto interinale.

 

Obiettivi:

Sviluppare, attraverso l’analisi e la comparazione delle modalità di distribuzione del lavoro con contratti interinali negli uffici (workflow analysis), una valutazione dei criteri che consentono una migliore vivibilità nel luogo di lavoro per effetto della corretta allocazione degli uffici stessi o dello sfruttamento ottimale degli spazi e dei tempi in relazione ai flussi procedurali.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 77.470,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B42/DIPIA/02]

Messa a punto del modello fluidodinamico FLUENT per l’analisi delle conseguenze nel near-field di rilasci di sostanze tossiche da impianti industriali in presenza di ostacoli e/o strutture in grado di influenzare la dispersione in aria

 

Motivazioni:

Le conseguenze di eventi incidentali che comportano rilasci in aria di sostanze pericolose devono essere analizzate con maggiore dettaglio nelle immediate vicinanze della sorgente (near field) dove la dispersione può essere notevolmente influenzata dalla presenza di strutture ed ostacoli che possono generare zone di stagnazione.

Tipicamente i modelli utilizzati per l’analisi adottano ipotesi semplificative quali terreno piatto o assenza di strutture fisiche in vicinanza della sorgente; in termini di accuratezza l’approccio fluidodinamico è considerato quello più affidabile, benché oneroso per le conoscenze e le risorse di calcolo richieste.

L’applicazione del modello fluidodinamico individuato (FLUENT ) su un caso di interesse, consente di effettuare il confronto tra i risultati ottenuti con altri modelli a dispersione (Lagrangiani, Euleriani) che, per il medesimo problema, ricorrono ad un altre metodologie per la ricostruzione del campo micrometeorologico.

 

Obiettivi:

Scopo principale della ricerca è quello di realizzare un’applicazione di test che, utilizzando il modello fluidodinamico FLUENT, sia in grado si eseguire una modellazione tridimensionale della dispersione di una sostanza tossica inerte rilasciata da un impianto industriale reale nel quale siano presenti nei primi 500 m dal punto di emissione ostacoli e/o strutture impiantistiche in grado di influenzare la dispersione della sostanza emessa.

 

La ricerca dovrà comprendere:

-               estrazione di tutti i dati e parametri necessari per l’esecuzione della simulazione su un impianto di test scelto dall’ISPESL

-               simulazione modellistica di rilasci con diversi scenari a scelta dell’ISPESL

-               elaborazione e visualizzazione dei risultati ottenuti.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 30.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B43/DIPIA/02]

Modello di calcolo per la predizione della propagazione di calore e di fumi generati da un incidente in un insediamento produttivo collocato in una valle con centri abitati

 

Motivazioni:

Acquisire uno strumento di calcolo che permetta di prevedere le immissioni di sostanze nocive generate da incidenti in impianti industriali limitrofi a centri abitati e siti in una valle a topografia complessa.

 

Obiettivi:

-               stima dei tempi necessari alle sostanze emesse per raggiungere gli insediamenti umani

-               stima della distribuzione spazio - temporale dei campi di temperatura e delle concentrazioni dei fumi emessi dalle sostanze nocive a seguito di incidente

-               il modello di calcolo dovrà essere compatibile con il software Visual Digital Fortran.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 52.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B44/DIPIA/02]

Studio e valutazione del metabolismo, della crescita e della caratterizzazione genetica in ceppi microbici isolati da aree industriali contaminate

 

Motivazioni:

Sempre più numerose risultano in Italia le aree industriali dismesse, contaminate da diverse sostanze organiche ed inorganiche.

Spesso tali complessi vengono bonificati attraverso trattamenti microbiologici e riconvertiti per usi civili.

Il biorisanamento è spesso utilizzato quale tecnologia di elezione, in quanto sfrutta la notevole versatilità metabolica di alcuni microrganismi distribuiti nell’ambiente e capaci di degradare i composti inquinanti.

L’entità del processo biodegradativo dipende da diversi fattori tra cui, il tipo di microrganismo, la sua presenza nell’ambiente, le interazioni con il resto della comunità microbica, la struttura molecolare dell’inquinante. Uno dei punti focali per ottenere il massimo beneficio dal biorisanamento è costituito dalla conoscenza dei pathways metabolici e dei geni di operoni catabolici coinvolti nel catabolismo dei contaminanti più comuni.

 

Obiettivi:

Studio e valutazione della crescita su scala di laboratorio e impianto pilota, della caratterizzazione genetica e del metabolismo in ceppi microbici isolati da aree industriali contaminate.

I ceppi isolati ed identificati dovranno essere studiati a livello genico attraverso l’eventuale individuazione di geni plasmidici impegnati nel processo di detossificazione.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 26.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B45/DIPIA/02]

Sviluppo di una banca dati sperimentale sulle proprietà termochimiche delle sostanze integrata con informazioni sulle proprietà tossicologiche e sulle misure sanitarie da adottare sulla popolazione coinvolta in caso di dispersione accidentale

 

Motivazioni:

Le proprietà termochimiche delle sostanze per riconoscerne la tendenza a decomporre e/o a dare luogo a reazioni indesiderate con formazione imprevista, ma prevedibile con queste tecniche, di materia ed energia.

Le conseguenze di eventi incidentali di questo tipo possono essere mitigate attraverso la precoce identificazione di tali pericoli e, qualora l’evento infausto si manifestasse, attraverso la adozione di appropriate misure di intervento da programmare anche in relazione alle sostanze che si potrebbero formare.

 

Obiettivi:

Sviluppo di una banca dati sperimentale quale strumento per la identificazione dei pericoli connessi alla manipolazione di sostanze chimiche e individuazione delle modalità dell’intervento d’emergenza in caso di rilascio accidentale di sostanze chimiche pericolose.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 270.000,00 IVA compresa

Durata triennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B46/DIPIA/02]

Mappatura Acustica nazionale, mediante sistema informativo GIS (Geographic Information System)

 

Motivazioni:

La ricerca si propone di acquisire i piani di zonizzazione acustica comunale previsti dalla Legge Quadro 447 ed adattare le relative linee guida regionali ad uno standard comune per realizzare un riferimento georeferenziato su scala nazionale in materia di applicazione, caratterizzazione e gestione acustica del territorio.

Il sistema GIS è un sistema complesso molto adatto a queste finalità.

 

Obiettivi:

Mappatura acustica nazionale attraverso banche dati in formato GIS. Queste permetteranno sia una facile archiviazione e consultazione delle informazioni sia l’integrazione di dati relativi a metodi di indagine differenti tra loro.

Una volta realizzata, la banca dati GIS potrà essere facilmente implementata, aggiornata ed utilizzata come supporto per l’individuazione e gestione a livello nazionale, delle aree interessate ai piani degli interventi di contenimento ed abbattimento del rumore ferroviario e stradale previsti dal decreto 29/11/2000 “Criteri per la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore”.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 78.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B47/DIPIA/02]

Studio e messa a punto di tecnologie per l’isolamento acustico e il controllo della risonanza all’interno di tensostrutture a membrana pretesa

 

Motivazioni:

Nell’ottica delle attuali e future applicazioni delle membrane pretese esiste, tra l’altro, il problema del contenimento del rumore/disturbo all’interno di tali strutture.

Assume quindi grande interesse la ricerca se messa in relazione alla necessità di individuare una normativa di riferimento, che attualmente manca, non solo all’Italia ma anche all’Europa.

 

Obiettivi:

Il progetto di ricerca si prefigge lo scopo di fornire in materia una misura organica e dettagliata dei principali aspetti riguardanti la caratterizzazione dell’isolamento acustico e del riverbero negli ambienti pubblici realizzati con membrane pretese, al fine di studiare e mettere a punto soluzioni per tali problematiche, anche mediante indagini socio-acustiche basate sull’uso di idonei questionari, per la comprensione degli effetti di disturbo sugli esposti.

Si farà ampio uso di modellistica sperimentale in scala, opportunamente realizzata, per lo studio in laboratori certificati per le prove (camere anecoiche o riverberanti). Le informazioni ottenibili possono costituire un valido contributo per l’elaborazione di una norma italiana di riferimento.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 155.000,00 IVA compresa

Durata triennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B48/DIPIA - Dip. di Torino/02]

Analisi di sensibilità dei metodi di calcolo delle distanze di danno in caso di eventi incidentali considerati dal D.Lgs. 334 /99

 

Motivazioni:

Nell’ambito del controllo dei pericoli di incidente rilevante connessi con determinate sostanze pericolose, criteri differenti di scelta delle caratteristiche di riferimento per le stime delle conseguenze dei rilasci incidentali possono costituire elemento di criticità nella determinazione delle distanze di danno di cui al D.M. 9/5/01 attuativo dell’articolo 14 del D.Lgs. 334/99.

 

Obiettivi:

Disporre, per alcune sostanze di interesse - per le quali siano stati determinati sperimentalmente i parametri chimico-fisici e di trasporto - di un’analisi di sensibilità dei metodi impiegati per il calcolo delle distanze di danno in relazione ai valori scelti per caratterizzare i fenomeni incidentali e le relative conseguenze.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 80.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B49/DIPIA/02]

Confronto e integrazione tra tecniche di telerilevamento a immagine e misure a terra per lo studio di parametri chimico-fisici dell’atmosfera in aree ad elevata concentrazione industriale

 

Motivazioni:

La misura degli inquinanti in atmosfera viene di regola effettuata con strumentazioni che effettuano prelievi puntuali o misure integrate su percorsi lineari.

Le immagini telerilevate riescono a fornire informazioni quantitative sui parametri chimico-fisici dell’atmosfera che determinano effetti di assorbimento e diffusione della radiazione. La modalità di acquisizione spazialmente continua rende possibile anche la mappatura dei parametri misurati.

E’ quindi di interesse valutare la possibilità di integrare le misure al suolo con le informazioni fornite da telerilevamento e definire gli aspetti che traggono vantaggio dall’impiego integrato delle diverse tecniche.

 

Obiettivi:

Scopo principale della ricerca è verificare la possibilità di utilizzo di alcuni parametri chimico-fisici dell’atmosfera estratti da immagini telerilevate finalizzato all’integrazione di misure di inquinanti eseguite a terra con prelievi puntuali e su percorsi lineari.

La ricerca dovrà comprendere:

-               un approfondimento delle tecniche disponibili per la stima quantitativa di parametri chimico-fisici dell’atmosfera da immagini telerilevate, con particolare riferimento agli effetti di diffusione e assorbimento della radiazione

-               l’analisi di casi specifici in siti ad elevata concentrazione industriale, per i quali siano disponibili sia misure a terra che immagini da elaborare

-               il confronto sistematico e quantitativo delle informazioni ottenute con le diverse tecniche

-               la valutazione delle possibilità di integrazione tra le diverse misure.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 70.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B50/DIPIA/02]

Messa a punto di tecniche analitiche sperimentali per la validazione del contenuto informativo prodotto da tecniche GIS e da telerilevamento ad alta definizione in aree caratterizzate dalla presenza di insediamenti industriali e altre attività produttive

 

Motivazioni:

Le tecniche GIS e il telerilevamento ad alta definizione trovano diffusa applicazione nello studio del territorio anche per quanto riguarda le interazioni fra ambiente e insediamenti produttivi. Permane comunque la necessità di validare il contenuto informativo con dati di verità a terra.

 

Obiettivi:

Dovranno essere messe a punto specifiche e sensibili tecniche analitiche che consentano di validare, attraverso la determinazione di alcuni parametri significativi, dati telerilevati ottenuti da sensori di ultima generazione ad alta definizione e il contenuto informativo ottenuto utilizzando tecniche GIS. Queste tecniche dovranno ovviamente essere in grado di determinare i suddetti parametri, anche su un notevole numero di campioni in matrice naturale. Le metodologie dovranno essere poi applicate in alcune aree campione caratterizzate dalla presenza di insediamenti industriali ed altre attività produttive, con campagne di campionamento anche su base stagionale.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 150.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B51/DIPIA/02]

Studio sulla applicabilità del controllo passivo dissipativo mediante dispositivi a parametri meccanici costanti e variabili per la protezione sismica di componenti di impianti industriali situati in aree ad elevato rischio sismico

 

Motivazioni:

Nel territorio nazionale circa il 28% degli impianti industriali di cui al D.Lgs. 334/99 è localizzato in aree sismicamente attive. Appare quindi di notevole interesse lo studio di dispositivi di protezione sismica per ridurre i possibili effetti dell’interazione fra rischio industriale e rischio sismico, soprattutto per quanto concerne la tutela della salute dell’uomo e dell’ambiente.

 

Obiettivi:

Lo studio dovrà, in una prima fase, individuare le relazioni logiche e funzionali tra gli elementi componenti l’impianto ai fini della definizione di condizioni di malfunzionamento, e valutare la vulnerabilità sismica degli elementi componenti in funzione degli effetti delle azioni sismiche in relazione al rischio di incidente rilevante.

Successivamente, sulle tipologie selezionate, dovranno essere studiate, prima su modelli matematici semplici e poi di maggior dettaglio, le possibilità di applicazione del controllo passivo a parametri meccanici costanti e variabili, confrontandone modalità di applicazione ed efficacia di protezione.

In una seconda fase lo studio dovrà proporre dispositivi di controllo passivo e prevedere la realizzazione di un modello sperimentale in scala su cui condurre prove sperimentali.

Tali prove dovranno confermare l’efficacia e soprattutto l’affidabilità della tecnologia innovativa proposta. I prodotti attesi dalla ricerca consisteranno in: formulazione di una strategia per la definizione del rischio sismico di un impianto industriale; individuazione di alcune tipologie strutturali tipiche ed esame della vulnerabilità sismica; formulazione di modelli matematici delle tipologie selezionate; indagini parametriche di tipo numerico dalle quali emerga l’efficacia del controllo passivo; individuazione di dispositivi dissipativi da utilizzare nella sperimentazione dinamica e loro caratterizzazione meccanica; sperimentazione dinamica su di un modello in scala dal quale emerga l’affidabilità e l’efficacia del controllo passivo.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 220.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B52/DIPIA/02]

Studio di fattibilità finalizzato all’impiego di componenti impiantistici per la prevenzione di rilasci accidentali di sostanze tossiche da depositi di sostanze chimiche pericolose e/o da stabilimenti in cui si effettuano trattamenti meccanici di pulitura e lucidatura di manufatti in lega di alluminio

 

Motivazioni:

Necessità di proteggere depositi di sostanze chimiche pericolose da possibili rilasci e stabilimenti che effettuano trattamenti meccanici di pulitura e lucidatura di manufatti in lega di alluminio da eventuali esplosioni di polveri.

 

Obiettivi:

Utilizzo di componenti impiantistici in grado di impedire il passaggio di sostanze chimiche tossiche aerodisperse e/o polveri di alluminio dall’ambiente a rischio di rilascio a quelli da proteggere.

Realizzazione di una sezione sperimentale di prova e di una serie di analisi di laboratorio mirate alla rilevazione e alla misura delle concentrazioni di alcuni agenti chimici aerodispersi e/o polveri di particolare interesse.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL : € 60.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B53/DIPIA/02]

Definizione di gruppi della popolazione maggiormente suscettibili alle sostanze tossiche e messa a punto di modelli di estrapolazione per la protezione di tali gruppi da livelli di esposizione acuta susseguenti ad eventi incidentali verificatisi presso impianti industriali soggetti al D. Lgs. 334/99

 

Motivazioni:

Necessità di unificare i limiti di esposizione acuta alle sostanze tossiche.

 

Obiettivi:

Lo studio dovrà, in una prima fase, stabilire dei criteri per l’individuazione dei gruppi di popolazione maggiormente sensibili alle varie tipologie di sostanze tossiche. Si analizzerà quindi l’influenza dei vari aspetti della variabilità biologica (genere, età, polimorfismo genetico, caratteristiche fisiologiche, condizioni patologiche, abitudini di vita, ecc.).

Nella seconda fase si procederà, per tali gruppi di popolazione, allo studio dell’uso dei fattori di estrapolazione da utilizzare per proteggerli da livelli di esposizione acuta alle differenti sostanze tossiche.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 300.000,00 IVA compresa

Durata triennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B54/DIPIA/02]

Acidi organici in atmosfera: speciazione e identificazione dei processi di  emissione e formazione

 

Motivazioni:

Sviluppo delle conoscenze di base e della metodologia di analisi e valutazione del rischio connesso alla emissione degli acidi organici in atmosfera.

 

Obiettivi:

Obiettivo principale è la conoscenza dei livelli di concentrazione e delle evoluzioni temporali degli acidi organici semivolatili (n-alcanoici monocarbossilici e dicarbossilici; acidi aromatici mono-, di- e tricarbossilici) presenti in fase particellare in ambienti atmosferici caratterizzati da fonti emissive industriali, antropiche o naturali ovvero soggette a forte reattività fotochimica ed in grado di avere rilevanza tossicologica nei confronti della popolazione.

Un secondo aspetto della ricerca consisterà nella identificazione delle principali sorgenti e nella valutazione dei loro contributi relativi alla emissione primaria e alla generazione di acidi organici dai precursori. Infine, il contributo complessivo di emissioni naturali e antropogeniche o di reazioni fotochimiche alla presenza di carbonio organico in aree di diversa tipologia sarà oggetto di valutazione.

Devono essere inoltre previste campagne stagionali di misura ai fini della valutazione dell’influenza delle condizioni meteorologiche sulla valutazione di questo tipo di inquinamento.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 75.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B55/DIPIA/02]

Valutazione dell’andamento di sostanze esogene tossiche in atmosfera in zone in quota e vicine ad impianti industriali

 

Motivazioni:

-               sviluppo delle conoscenze di base e della metodologia di analisi e valutazione del rischio connesso alla emissione di sostanze esogene tossiche in atmosfera

-               standardizzazione delle metodiche di misura e controllo dell’inquinamento di sostanze esogene

-               aspetti epidemiologici nel rapporto tra lavoro e salute dei cittadini e sicurezza.

 

Obiettivi:

La conoscenza dell’andamento di sostanze esogene tossiche (benzene, polveri, metalli, fitofarmaci, ecc.) rappresenta un momento importante nello studio della qualità dell’aria, specialmente se questa conoscenza è investigata in zone in quota (500-800 metri) adibite ad uso agricolo e pastorizio.

Gli insediamenti produttivi che insistono su queste zone (specie se presenti a valle del sito) e il traffico autoveicolare permettono di studiare gli andamenti e gli effetti della dispersione degli inquinanti gassosi in atmosfera.

La possibilità di studiare questi fenomeni in zone considerate lontane ma influenzate da attività antropogeniche in generale, permette di comprendere bene il meccanismo di diffusione e trasporto degli inquinanti.

A questo scopo, devono essere previste campagne stagionali di misura ai fini della valutazione dell’influenza delle condizioni meteorologiche sulla valutazione di questo tipo di inquinamento.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 75.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B56/DIPIA/02]

Studio e messa a punto di un impianto pilota innovativo per il recupero a fini energetici di oli esausti di origine vegetale

 

Motivazioni:

Minimizzazione dei rifiuti e ottenimento di prodotti pregiati per impieghi energetici.

 
Obiettivi:
Progettazione, realizzazione e messa a punto di un impianto pilota per il recupero, da oli esausti vegetali, di prodotti pregiati per fini energetici quali ad esempio biocombustibili.

 

Contributo massimo erogabile dall'ISPESL: € 155.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B57/DIPIA/02]

Studio e sperimentazione di tecniche per l’ottimizzazione di piani di campionamento spaziale per la valutazione dell’interazione tra insediamenti produttivi ed ambiente

 

Motivazioni:

Momento molto importante in un progetto di monitoraggio ambientale è la fase di selezione dell’ubicazione dei punti di campionamento per il prelievo di campioni in base ai quali si ha la visione complessiva dello stato ambientale del sito. Campioni scelti accuratamente garantiscono la corretta caratterizzazione delle condizioni di un sito al fine di definire l’esposizione di bersagli umani ed ambientali alle sostanze inquinanti ed individuare le fonti di rischio Decreto Ministeriale 471/99 Allegato 2, sulle procedure di riferimento per il prelievo e l’analisi dei campioni per la caratterizzazione dei siti inquinati.

 
Obiettivi:

Studio, messa a punto e sperimentazione di tecniche innovative di analisi statistica per l’ottimizzazione di piani di campionamento spaziale per il monitoraggio ambientale, in relazione agli effetti di breve e lungo termine in siti caratterizzati dalla presenza di attività produttiva.

Lo scopo della ricerca è l’individuazione di una metodologia statistica di campionamento che possa essere applicata efficacemente per una più corretta caratterizzazione dello stato di salute del sito, per la localizzazione di bersagli umani ed ambientali e l’ottimizzazione dei costi e dei tempi di campionamento senza perdere in efficienza statistica delle stime.

 
Contributo massimo erogabile dall'ISPESL : € 55.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B58/DIPIA/02]

Analisi costi-benefici dello stoccaggio e/o smaltimento dei rifiuti industriali con particolare riferimento alle aziende di cui al D.Lgs. 334/99 e studio dell’impatto economico relativo

 

Motivazioni:

L’analisi costi-benefici è di grande ausilio per lo smaltimento dei rifiuti ma l’applicazione di questa tecnica, almeno in Italia, è ancora in evoluzione.

Tale tecnica, inoltre, può contribuire validamente alla salvaguardia della salute dell’uomo e dell’ambiente.

 
Obiettivi:
Valutare sotto il profilo dell’analisi economica l’impatto delle misure di intervento per lo smaltimento dei rifiuti industriali.
Impiego dell’analisi costi-benefici per valutare la convenienza economica di specifici investimenti per l’introduzione di tecnologie produttive tese alla riduzione sia di tipo qualitativo che quantitativo dei rifiuti industriali rispetto ad iniziative volte ad intervenire esclusivamente sui sistemi di smaltimento.

 

Contributo massimo erogabile dall'ISPESL: € 62.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B59/DIPIA/02]

Creazione di banche dati sulle caratteristiche di dettaglio stratigrafiche, meccaniche, idrauliche e geomorfologiche dei terreni in aree sismicamente attive interessate da impianti industriali a rischio di incidente rilevante

 

Motivazioni:

Nel territorio nazionale circa il 28% degli impianti industriali di cui al D.Lgs. 334/99 è localizzato in aree sismicamente attive. Gli effetti di un medesimo terremoto su un impianto possono variare in funzione delle caratteristiche dei terreni su cui la struttura è localizzata.

 

Obiettivi:

Acquisizione e validazione di dati di base (stratigrafici, idrogeologici, geotecnici e geomorfologici) provenienti da aree industriali esposte a rischio di incidente rilevante in aree a elevato rischio sismico e successiva elaborazione. Dovranno essere sviluppate metodologie per la definizione delle proprietà cinematiche e delle caratteristiche dinamiche delle onde sismiche durante il loro percorso attraverso differenti litologie, con particolare riguardo alla valutazione dei possibili fenomeni di liquefazione dei terreni, fenomeni gravitativi indotti e meccanismi di amplificazione dovuti a fenomeni di focalizzazione e di risonanza e loro potenziali effetti su insediamenti produttivi a rischio di incidente rilevante.

I risultati della ricerca, relativi possibilmente a più siti campione, dovranno essere forniti in un formato “standard” (tipo ARC/INFO - DXF, Excel).

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 150.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B60/DIPIA/02]

Effetti sulla salute umana e mitigazione di POP’s e VOC’s presenti nelle risorse idriche strategiche (criosfera e idrosfera) sul territorio italiano e provenienti da impianti o eventi da incidente rilevante. Realizzazione di una efficace rete di monitoraggio ai fini della prevenzione in un’area campione

 

Motivazioni:

Recupero e trasferimento delle conoscenze, attraverso lo sviluppo di strumenti e modelli per una corretta formazione, compresi gli ambienti di vita. I risultati della ricerca saranno in grado di orientare le scelte volte alla mitigazione del rischio esistente per insediamenti produttivi, anche ad alto rischio, in attività e volte alla corretta valutazione della vulnerabilità territoriale per la progettazione e realizzazione di nuovi insediamenti produttivi.

 

Obiettivi:

Valutazione del reale impatto sulla salute umana della presenza degli inquinanti in studio nella criosfera e, quindi, nell’idrofera. I risultati inerenti la ricerca, relativi ad almeno un sito campione rappresentativo della realtà geografica e territoriale italiana, dovranno essere forniti in un formato standard (tipo ARC/INFO - DXF, Excel).

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: 150.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B61/DIPIA/02]

Ricostruzione della circolazione idrica profonda, del circuito carsico e delle relative caratteristiche idrochimiche, anche con l’uso di traccianti, in aree carbonatiche caratterizzate dalla presenza di infrastrutture produttive dal notevole impatto

 

Motivazioni:

Recupero e trasferimento delle conoscenze, attraverso lo sviluppo di strumenti e modelli per una corretta formazione, compresi gli ambienti di vita. I risultati della ricerca saranno in grado di orientare le scelte volte alla mitigazione del rischio esistente per insediamenti produttivi, anche ad alto rischio, in attività e volte alla corretta valutazione della vulnerabilità territoriale per la progettazione e realizzazione di nuovi insediamenti produttivi.

 

Obiettivi:

Valutazione degli effetti sulla circolazione profonda e sulle caratteristiche idrochimiche delle acque di falda in aree caratterizzate da elevata vulnerabilità idrogeologica per la presenza di infrastrutture produttive ad elevato impatto. Valutazione delle possibilità di mitigare un eventuale rischio da contaminazione delle acque superficiali a partire dalla conoscenza dei principali parametri e caratteristiche idrogeologiche. I risultati inerenti la ricerca, relativi possibilmente ad almeno un sito campione rappresentativo della realtà geografica e territoriale italiana, dovranno essere forniti in un formato standard (tipo ARC/INFO - DXF, Excel).

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 50.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B62/DIPIA/02]

Elaborazione di schede tecniche relative alle operazioni unitarie condotte con maggiore frequenza nelle PMI italiane, contenenti, tra le altre, informazioni riguardanti principi, apparecchiature e loro equipaggiamento, sistemi di regolazione e controllo, schematizzazione grafica ed eventuali norme tecniche ad esse concernenti

 

Motivazioni:

Implementazione degli strumenti di valutazione degli elaborati predisposti dai gestori delle aziende che operano con le sostanze individuate dal D.Lgs. 334/99, fornendo ai valutatori della pubblica amministrazione impegnati sia nei CTR che nelle ispezioni, linee guida per la identificazione dei pericoli ad esse connessi.

Nello stesso tempo tale strumento potrà essere utilizzato nelle attività di formazione ed informazione indirizzate a quanti sono coinvolti, a vario titolo, nella conduzione di tali operazioni.

 

Obiettivi:

Acquisizione di un supporto informativo sulle operazioni fisiche e chimico-fisiche condotte a livello industriale sulle sostanze chimiche pericolose, finalizzato allo sviluppo di una metodologia per la identificazione e il controllo dei pericoli ad esse connesse.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 40.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B63/DIPIA/02]

Realizzazione di un Data Base delle Best Avalaible Techniques attualmente disponibili ed identificazione di quelle applicabili alle operazioni unitarie svolte con maggiore frequenza nelle PMI italiane, anche ai fini della riduzione del rischio associato alle tipologie industriali soggette al D.Lgs 334/99

 

Motivazioni:

Acquisizione di dati sulle migliori tecniche disponibili sul mercato internazionale - definite sulla base della Direttiva IPPC - per il contenimento di talune sostanze chimiche che possono presentare pericoli per la salute umana e l’ambiente, così come identificate dal D.Lgs. 334/99.

Valutazione delle caratteristiche di detti sistemi nella prospettiva dell’integrazione dei sistemi di gestione della salute, della sicurezza e dell’ambiente.

 

Obiettivi:

Selezione e catalogazione delle tecniche che possono influire sulla sicurezza di operazioni fisiche e chimico-fisiche condotte su sostanze chimiche pericolose.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 110.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B64/DIPIA/02]

Riconoscimento di componenti e sottoparti in un impianto industriale virtuale, descritto mediante strumenti CAD, CAE, PDM, al fine di evidenziare alcuni aspetti di criticità o attenzione per la sicurezza

 

Motivazioni:

Ricerca e recupero di particolari caratteristiche di un impianto industriale virtuale attraverso lo studio e l’utilizzo di strumenti informatici, nell’ottica di riconoscere le criticità dell’impianto ed aumentarne la sicurezza.

Rendere disponibile al Dipartimento metodologie e tecnologie correlate all’argomento.

 

Obiettivi :

Mediante l’uso di tecnologie informatiche, offerte da sistemi CAD, CAE, PDM, si può ottenere una completa descrizione del progetto-impianto.

Le differenti tipologie di informazioni che descrivono un impianto ideale, in particolare quelle geometriche, sono rielaborate ed interpretate nell’ottica di evidenziare componenti o sottoparti dell’impianto che potrebbero essere considerati critici in possibili eventi incidentali.

Un prototipo dimostrativo illustrerà le tecniche di ricerca geometrica studiate e i modelli adottati.

Il materiale prodotto sarà utilizzabile ai fini di formazione ed informazione.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL : € 125.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B65/DIPIA/02]

Messa a punto di un processo innovativo per la depurazione di effluenti industriali contaminati da metalli mirato alla generazione di fanghi classificabili come rifiuti non pericolosi

 

Motivazioni:

Gli attuali cicli di depurazione per effluenti contenenti metalli generano significative quantità di fanghi costituiti in larga misura da idrossidi. Tali fanghi sono classificabili come rifiuti pericolosi e come tali smaltibili in discariche ad elevato contenimento sempre più difficili da reperire e sempre meno accettabili dal punto di vista ambientale. Tra i nuovi processi di depurazione più sicuri da un punto di vista ambientale sono riportati approcci di precipitazione dei metalli pesanti in forma di solfuri che utilizzano l’attività catalitica dei batteri solfato riduttori (SRB).

 

Obiettivi:

-               realizzazione start-up e gestione continuativa di un reattore anaerobico a biomassa adesa (UASB/Biofiltro) colonizzato con SRB ed alimentato con reflui reali

-               determinazione delle caratteristiche degli effluenti depurati e dei fanghi di risulta in condizioni di esercizio ottimizzate

-               definizione ed eventuale testing di step di finissaggio dei reflui, privati dei metalli pesanti, per renderli idonei al riciclo all’interno della realtà produttiva o per lo scarico in corpi idrici superficiali

-               valutazioni finali dei risultati ottenuti in termini comparativi rispetto alle tecnologie attualmente disponibili.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 80.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B66/DIPIA/02]

Sviluppo di sistemi a biomassa adesa per la degradazione di composti alogenati

 

Motivazioni:

I sistemi di degradazione dei composti alogenati (percloroetilene, tricloroetene ecc.), sostanze notoriamente cancerogene ed ampiamente utilizzate a livello industriale, rivestono un’importanza prioritaria considerato il massivo inquinamento delle falde acquifere conseguente al loro rilascio nell’ambiente. D’altra parte, la prevenzione ambientale non può prescindere dallo sviluppo e adozione delle tecnologie più ecocompatibili ed economicamente sostenibili dalla collettività, come appunto quelle biotecnologiche.

 

Obiettivi:

-               studio e messa a punto della configurazione reattoristica e delle condizioni operative per la costruzione del biofilm con le specifiche attività degradative

-               definizione e caratterizzazione delle comunità microbiche responsabili della biodegradazione mediante metodologie molecolari.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 80.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B67/DIPIA/02]

Messa a punto di strumenti di calcolo per la valutazione del rischio di incidente rilevante associato al trasporto in condotta di sostanze pericolose

 

Motivazioni:

Tra le aree a rischio di incidente rilevante non esplicitamente incluse nella Direttiva Seveso II, rientra il trasporto in condotta di sostanze pericolose, nonostante alcuni incidenti abbiano dimostrato la potenziale pericolosità associata a questo tipo di trasporto. L’analisi della legislazione vigente nei vari stati membri della comunità europea mostra alcune carenze nella gestione del rischio relativo ai pipelines, soprattutto per quanto riguarda i sistemi di gestione della sicurezza, la pianificazione delle emergenze e la pianificazione d’uso del territorio.Si vogliono pertanto approfondire le problematiche relative alla valutazione del rischio posto da questo tipo di attività e contribuire agli sviluppi relativi all’implementazione della normativa che regola la materia.

 

Obiettivi:

Individuazione di “benchmarks” per lo sviluppo sostenibile di reti di pipelines in Italia sulla base dell’analisi del rischio associato ai pipelines.

Creazione di un software “user friendly” per la valutazione del rischio e delle conseguenze degli incidenti relativi ai pipelines.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 150.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[B68/DIPIA/02]

Utilizzazione di funghi micorrizici arbuscolari come indicatori di impatto ambientale

 

Motivazioni:

Durante la valutazione di impatto è essenziale stabilire l’effetto su organismi non target dei chemicals applicati sul suolo, fondamentali per l’attuazione di obiettivi di sostenibilità ambientale. In questo ambito possono essere utilizzati indicatori biologici in grado di rivelare il livello di rischio. Tali indicatori consistono in funghi simbionti benefici, micorrize arbuscolari.

 

Obiettivi:

L’obiettivo generale è quello di valutare l’estensione del rapporto indicatore micorrizico/ambiente antropizzato secondo un modello che prevede l’uso di Glomus mosseae.

Gli obiettivi di sviluppo comprendono:

-               la validazione di modelli recentemente messi a punto

-               screening di valutazione di impatto ambientale di chemicals su varietà selezionate.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: 20.000,00 IVA compresa

Durata annuale


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B69/DIL/02]

Caratterizzazione strutturale degli anfiboli fibrosi con tecnologie avanzate

 

Motivazioni:

Gli anfiboli rappresentano uno dei due gruppi mineralogici appartenenti all’amianto. Sono dei silicati fibrosi che morfologicamente si presentano al microscopio ottico ed elettronico in modo simile (fibre diritte ed aghiformi) e non sempre la loro composizione chimica fornisce un’indicazione specifica.

Il loro riconoscimento diventa essenziale quando si vuole studiare il meccanismo di azione di cancerogenesi delle fibre.

 

Obiettivi :

Individuazione di una metododica che caratterizzi univocamente dal punto di vista chimico e tossicologico gli anfiboli fibrosi.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL:  € 77.470,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B70/DIL/02]

Messa a punto di un biosensore per il monitoraggio biologico di campi elettromagnetici indoor capace di risposte in tempi inferiori ai 60 secondi

 

Motivazioni:

Il monitoraggio indoor del rischio biologico da campi elettromagnetici richiede l’esecuzione di test che forniscono risposte quasi sempre non coerenti con l’esigenza di rapidità al fine di interventi tempestivi: un biosensore capace di risposte in tempi inferiori al minuto potrebbe, pertanto, rappresentare un utile dispositivo da mettere a punto al fine di condurre indagini epidemiologiche e prevenzionistiche.

 

Obiettivi:

Il fine di tale ricerca è, sulla base delle motivazioni sopra riportate, la sperimentazione, in ambiente di lavoro, di un sensore respirometrico disegnato e messo a punto in laboratorio e basato sulla misura, in presenza e in assenza del campo da misurare, dell’attività respiratoria di cellule di lievito opportunamente immobilizzate.

Il trasduttore di segnale è un elettrodo di diffusione Clark per la misura dell’ossigeno o in alternativa di un elettrodo a diffusione gassosa per la misura di diossido di carbonio.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 25.823,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B71/DIL/02]

Esposizione professionale a rumore in agricoltura: valutazione del rischio, proposta di adeguamento normativo e sperimentazione di interventi tecnici per la riduzione del rischio

 

Motivazioni:

L’esposizione al rumore nel comparto agricolo rappresenta da sempre caratteristiche di complessità dovute ad esempio alla variabilità e alla stagionalità delle lavorazioni e alla sempre maggiore meccanizzazione dei processi produttivi. Inoltre, la metodologia per la valutazione del rischio rumore prevista in generale dal D.Lgs. 277/91 presenta difficoltà di applicazione per le categorie di lavoratori impiegati nel comparto.

 

Obiettivi:

-               realizzare una banca dati dei livelli di esposizione al rumore nel comparto agricolo

-               definire nuovi metodi di valutazione del rischio rumore per adeguare la normativa in vigore

-               valutazione dei possibili interventi tecnici per la riduzione del rischio di esposizione consentiti dalle attuali tecnologie di controllo del rumore.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 80.000,00 IVA compresa

Durata triennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B72/DIL/02]

Studio teorico e sperimentale del rumore aerodinamico generato da flussi di aria attraverso superfici di piccola dimensione per i suoi effetti sui conducenti di veicoli

 

Motivazioni:

Numerose categorie di operatori (ad es. i conducenti di veicoli a due e a quattro ruote) sono esposti a rumore aerodinamico nello svolgimento del proprio lavoro.

Dal punto di vista della valutazione del rischio tale esposizione presenta caratteristiche di complessità sia dal punto di vista teorico, in quanto non è ben nota la dipendenza dai parametri cinematica e geometrici del sistema, che metrologico in quanto il flusso dell’aria a carattere turbolento rende la misurazione del rumore estremamente variabile.

 

Obiettivi:

-               campagna di misurazioni del rumore generato da flussi d’aria turbolenti attraverso aperture di piccole dimensioni quali ad esempio finestrini di automezzi

-               analisi critica dei modelli teorici esistenti per il calcolo del rumore aerodinamico e sviluppo eventuale di modelli ad hoc in grado di riprodurre i dati sperimentali anche in funzione della potenza sonora e dei parametri fisici e geometrici

-               valutazione degli effetti del rumore aerodinamico sui conducenti di veicoli.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 60.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B73/DIL/02]

Studio per la messa a punto di un metodo che permetta una diagnosi dell’alterazione delle coperture in cemento-amianto tale da far prevedere a breve un possibile rilascio di fibre di amianto

 

Motivazioni:

Le coperture in cemento-amianto, in special modo quelle usurate, sono ad oggi una probabile fonte di inquinamento da amianto nell’ambiente urbano a causa dell’enorme diffusione di questo tipo di materiale.

 

Obiettivi:

Individuazione di metodi obiettivi e riproducibili del degrado delle coperture e la conseguente individuazione delle fasi iniziali del correlato rilascio delle fibre di amianto nell’atmosfera.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL:  € 61.976,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B74/MDL/02]

Sviluppo di procedure molecolari rapide per una determinazione precoce del contagio da parte di specie batteriche patogene implicate nel  bioterrorismo e nella guerra biologica in lavoratori del pronto intervento anti-bioterroristico ed in altre categorie professionali a rischio esposizionale

 

Motivazioni:

Standardizzazione di metodiche di misura e controllo.

 

Obiettivi:

Attualmente, non esistono procedure molecolari di ricerca di batteri associati al bioterrorismo che abbiano valenza diagnostica.

La ricerca riguarda quindi la messa a punto e standardizzazione di metodiche e protocolli sperimentali di identificazione batterica mediante tecniche di amplificazione genica, che consentano di determinare la presenza del DNA dell’agente infettivo se presente in basso numero di copie.

Nello specifico contesto l’obiettivo principale della ricerca è lo sviluppo di procedure molecolari rapide mirate alla determinazione precoce del contagio da parte di Bacillus anthracis, Francisella tularensis e Yersinia pestis in lavoratori del pronto intervento anti-bioterroristico ed in altri lavoratori a rischio di esposizione.

Tali tecniche dovranno essere dotate di elevata sensibilità (>/= a quella dell’esame colturale), economicamente sostenibili e principalmente in grado di rilevare l’agente nelle immediate fasi post-contagio.

Primo anno:

Sviluppo e verifica di tecniche qualitative di determinazione.

Secondo anno:

Sviluppo e verifica di tecniche quantitative di determinazione.

L’accettazione della proposta sarà subordinata alla disponibilità presso la sede delle ricerche di laboratori di livello BL-3 o superiore comprovata da adeguata documentazione.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL:  € 80.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B75/DIL/02]

Mappatura chimica di siti industriali contaminati da amianto mediante strumentazione portatile

 

Motivazioni:

Verifica degli effetti del D.M. 471/99.

 

Obiettivi:

Il progetto dovrà prevedere l’utilizzo di nuove strumentazioni di analisi e diagnostica a raggi X e LIBS (Laser Induced Breakdown Spectroscopy) per la caratterizzazione dei siti contaminati da sostanze pericolose, secondo il modello richiesto dal D. M. 471/99, direttamente sul sito.

Mediante nuovi strumenti portatili di analisi per fluorescenza X per diffrattrometrie RX e LIBS è infatti possibile caratterizzare il sito inquinato, analizzando in loco sia i diversi punti superficiali che le carote dei sondaggi, aumentando in modo considerevole la precisione della ricognizione e definendo meglio la strategia dell’intervento.

Il nuovo approccio permette di risparmiare enormemente sui costi e tempi di analisi senza limitare i punti di indagine, ma anzi aumentandoli in modo da avere un quadro completo della composizione in termini di sostanze inorganiche ed organiche presenti.

Le tecniche di indagine in sito potranno essere utilizzate anche per la caratterizzazione dei materiali trattati e per la verifica dell’avvenuto trattamento.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL:  € 30.988,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B76/DIL/02]

Valutazione dell’effetto sulla salute degli appartenenti al corpo di polizia municipale impiegati nella disciplina del traffico urbano

 

Motivazioni:

Verifica dei rischi sui lavoratori impegnati nel traffico urbano.

 

Obiettivi:

Per l’indagine sugli effetti sanitari dell’esposizione al traffico urbano, sono necessarie analisi sui composti aerodispersi, e dovranno, pertanto, essere analizzati in modo mirato diversi inquinanti responsabili della polluzione ambientale.

Le tecniche di prelievo dei campioni saranno mirate all’obiettivo e dovranno prevedere dosimetri personali, dosimetri ambientali e campagne di misura con mezzi mobili. I tempi di analisi saranno stabiliti secondo le necessità delle indagini; vale a dire in accordo con le esposizioni delle persone.

Si propone un progetto di ricerca che prevede la seguente determinante: che il richiedente sia collaborato da un Istituto ospedaliero di alta specializzazione nel settore pneumologico il quale dovrà prevedere le seguenti linee operative:

-               un questionario possibilmente già valicato per le COPD

-               indagine funzionale respiratoria ev. anche in situ previa telespirometria

-               secondo livello diagnostico dei casi considerati meritevoli di approfondimento

-               programmi di protezione dagli inquinanti e di smoking cessation

-               ipotesi di interventi preventivi, che siano indagati l’inquinamento da traffico urbano determinando i composti aerodispersi e quelli che sono direttamente inspirati dai vigili

-               che i dati rilevati dalle indagini siano correlati alla salute degli esposti utilizzando le tecniche note per le indagini epidemiologiche e cliniche

-               che sia determinata una linea guida per l’applicazione e la diffusione dello studio effettuato.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 77.470,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B77/DIL/02]

Valutazione dell’effetto sulla salute dei lavoratori addetti alla distribuzione di carburante dopo la eliminazione del piombo tetraetile

 

Motivazioni:

Verifica dei rischi dopo l’eliminazione della cosiddetta “benzina rossa”.

 

Obiettivi:

Per l’indagine sugli effetti sanitari dell’esposizione degli addetti alla distribuzione di carburante, sono necessarie analisi sui composti aerodispersi.

Le tecniche di prelievo dei campioni saranno misurate a mezzo di dosimetri personali ed ambientali. I tempi di analisi saranno stabiliti in accordo con le esposizioni degli addetti alla distribuzione di carburante.

Su queste brevi premesse si propone un progetto di ricerca che prevede: che il titolare del progetto sia e/o collaborato da un istituto ospedaliero di alta specializzazione nel settore pneumologico che dovrà prevedere le seguenti linee operative:

-               un questionario possibilmente già valicato per le COPD

-               indagine funzionale respiratoria ev. anche in situ previa telespirometria

-               secondo livello diagnostico dei casi considerati meritevoli di approfondimento

-               programmi di protezione dagli inquinanti e di smoking cessation

-               ipotesi di interventi preventivi, che siano indagati l’inquinamento da traffico urbano determinando i composti aerodispersi e quelli che sono direttamente inspirati dai vigili

-               che i dati rilevati dalle indagini siano correlati alla salute degli esposti utilizzando le tecniche note per le indagini epidemiologiche e cliniche

-               che sia determinata una linea guida per l’applicazione e la diffusione dello studio effettuato.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 61.976,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B78/MDL/02]

Strumenti interattivi per la documentazione su internet in materia di agenti chimici e biologici

 

Motivazioni:

L’esposizione ad agenti chimici e biologici in ambienti di vita e di lavoro rappresenta un importante rischio per la salute che necessita di essere ben conosciuto dagli operatori della prevenzione al fine di sviluppare una corretta, aggiornata ed utile attività di informazione al riguardo, e di mettere in atto validi piani di prevenzione, sorveglianza e controllo delle patologie correlate.

Inoltre la possibile minaccia di atti di terrorismo con impiego di agenti chimici e biologici determina una necessità di approfondimento della materia.

Nonostante siano numerosi i siti web di istituzioni mediche e scientifiche, civili e militari che si occupano specificamente di rischio chimico e biologico, biosicurezza e bioterrorismo, non è facile ricercare, selezionare e recuperare tra questa enorme mole di documenti ciò che è realmente utile e valido; neppure l’ausilio di importanti motori di ricerca in ambito scientifico come BioMedNet, Medlars, Science Direct permettono di selezionare ed utilizzare i principali siti (per accuratezza scientifica e fruibilità) per specifici argomenti.

Si evidenzia pertanto la necessità di produrre vere e proprie rotte di navigazione (attraverso l’analisi e il confronto incrociato dei link e da aggiornare costantemente nel tempo) su specifici argomenti, curati da esperti della materia, che permettano di giungere in tempi brevi alla descrizione ed al recupero dei documenti validi disponibili.

Individuazione di nuovi strumenti di prevenzione - Metodologie, strumenti e tecniche per il miglioramento dell’informazione e della formazione.

 

Obiettivi:

Obiettivo generale:

Individuazione su internet delle principali fonti, raccomandate per la loro accuratezza scientifica e per la fruibilità dell’informazione in esse contenuta, in materia di rischi da agenti chimici e biologici, biosicurezza e bioterrorismo.

Obiettivo specifico:

Realizzazione di uno strumento interattivo su CD per la documentazione su internet in materia di agenti chimici e biologici.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 42.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B79/MDL/02]

Valutazione dell’impatto delle condizioni del traffico urbano sulla salute dei lavoratori conducenti di mezzi di pubblico trasporto

 

Motivazioni:

Il traffico urbano può indurre effetti negativi sulla salute dei soggetti esposti per motivi professionali sia a livello del sistema respiratorio, per le emissioni dei veicoli, sia a livello cardiovascolare per gli effetti dello stress a cui è sottoposto il lavoratore durante i turni lavorativi.

I lavoratori più esposti alle influenze negative dello stress sono senz’altro i conducenti dei mezzi pubblici che, durante i turni di lavoro, devono esercitare una attenzione ad altissimo livello soprattutto nei periodi di maggiore frequenza di traffico urbano.

Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

Studiare gli effetti dello stress, derivante dall’esposizione durante l’attività lavorativa al traffico urbano, sul sistema cardiovascolare.

In particolare verificare l’associazione tra stress ed aritmie in relazione anche alle variabili: tipologia di lavoro e mezzo di trasporto, turni lavorativi, zone di traffico particolarmente intenso, con l’obiettivo di trarre delle indicazioni per programmare degli interventi preventivi per lo specifico settore lavorativo.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 80.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B80/DIL/02]

Controllo della qualità dell’aria in ambiente ospedaliero: strategie di indagine

 

Motivazioni:

Necessità di un supporto informativo di base per l’elaborazione di manuali per l’autocontrollo destinati alla gestione della qualità dell’aria in ambiente ospedaliero.

 

Obiettivi:

Messa a punto di modelli di studio per il controllo della qualità dell’aria indoor in ospedale.

In particolare lo studio riguarderà alcuni parametri fisici, chimici e biologici considerati indicativi della qualità dell’aria in ambiente ospedaliero.

I controlli fisici ambientali saranno effettuati mediante il rilevamento dei principali parametri microclimatici (temperatura, temperatura globotermometrica, velocità dell’aria, umidità dell’aria, indici di stress termico, ecc.).

I controlli chimici riguarderanno i principali inquinanti dell’ambiente ospedaliero, vale a dire i gas anestetici (protossido di azoto ed alogenati) nelle sale operatorie; l’aldeide formica nei laboratori di anatomia patologica; la glutaraldeide negli ambulatori di endoscopia.

I controlli microbiologici saranno di tipo quantitativo e qualitativo e saranno limitati alle zone dove il rischio effettivo è particolarmente elevato (sale operatorie e terapie intensive).

Lo studio riguarderà diverse strutture ospedaliere e consentirà l’acquisizione di dati utili per il miglioramento della qualità dell’aria indoor in ospedale.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL:  € 51.647,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B81/MDL/02]

Studio degli effetti di campi elettromagnetici su cellule dell'organismo umano e su singole componenti cellulari

 

Motivazioni:

Considerando che numerosi studi hanno suggerito (ma non dimostrato) che l'esposizione a campi elettromagnetici, in particolare a bassa frequenza (ELF), a livelli tali da non prefigurare rialzi termici o correnti indotte di entità sufficienti a determinare effetti acuti, possa tradursi in alterazioni biologiche sperimentalmente rilevabili, si è ritenuto interessante valutare questi effetti in alcune cellule umane e in singoli componenti delle cellule stesse.

Analisi epidemiologiche e rapporti tra lavoro, salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

Comprensione degli effetti di campi elettromagnetici sul funzionamento delle cellule viventi mediante lo studio delle variazioni della funzionalità cellulare e dell'attività di singole componenti cellulari (macromolecole biologicamente attive, come ad esempio un enzima) legate ad un'esposizione a radiazioni non ionizzanti nello spettro del campo delle onde elettromagnetiche, in particolare a bassa frequenza (ELF).

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 150.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B82/DIL/02]

Realizzazione di naso e lingua elettronici per la valutazione dello stato di un ambiente di lavoro

 

Motivazioni:

Sviluppo di una metodologia per la valutazione in tempi reali della qualità dell’ambiente lavorativo posto sotto osservazione.

 

Obiettivi:

Il naso elettronico è costituito da un assemblaggio di sensori diversi capaci di fornire un’impronta di risposte che, confrontata con uno standard di memoria del naso, consente una valutazione in tempi reali della qualità dell’ambiente sotto osservazione. I sensori di un naso elettronico sono costituiti generalmente da elettrodi allo stato solido di differente composizione chimica e quindi differente sensibilità rispetto ai componenti della matrice di studio.

Per semplificare il sistema si propone di operare con “nasi” e “lingue” di seconda generazione costituiti da un numero tale di risposte da consentire il prodursi di un’impronta di riconoscimento e valutazione.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 51.646,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B83/DIL/02]

Valutazione dell’esposizione a idrocarburi policiclici aromatici (IPA) in lavoratori esposti

 

Motivazioni:

-               valutazione dell’esposizione professionale agli inquinanti cancerogeni e non cancerogeni in un gruppo di lavoratori esposti

-               relazione tra inquinamento ambientale e salute dei lavoratori attraverso il monitoraggio di tali sostanze sia nell’ambiente confinato che sui lavoratori mediante l’uso di indicatori biologici (biomarchers) utilizzabili nella prevenzione degli effetti avversi.

 

Obiettivi:

Gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) rappresentano una classe di inquinanti dotati di effetti cancerogeni e mutageni anche nell’uomo.

Suddette sostanze, presenti nell’aria atmosferica dei centri urbani, sono un prodotto della combustione incompleta dei carburanti utilizzati nei motori a scoppio.

Tali inquinanti risultano maggiormente presenti quando l’uso degli autoveicoli avviene in ambienti confinati come le gallerie o particolari ambienti di lavoro: autorimesse, officine meccaniche ecc.

In particolare, negli ambienti di lavoro suddetti, gli inquinanti si concentrano raggiungendo livelli nettamente superiori e persistenti rispetto a quelli riscontrabili nell’aria esterna.

Pertanto, sembra opportuno la messa a punto di idonee tecniche di campionamento ed analisi degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) presenti nell’aria degli ambienti di lavoro a rischio.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 41.318,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B84/DIL/02]

Sviluppo e convalida di metodologie analitiche ultrasensibili (tecniche ifenate cromatografia-spettrometria di massa) per la determinazione di microinquinanti in matrici ambientali ed alimentari (fitoestrogeni e micotossine)

 

Motivazioni:

-               valutazione dell’apporto dei fitoestrogeni e micotossine

-               chiarire il ruolo che i fitoestrogeni assunti con la dieta giocano nei vari aspetti della salute e delle patologie.

 

Obiettivi:

Sviluppare un metodo che permetta l’identificazione di fitoestrogeni in alimenti ed in altre matrici, che renda possibile la valutazione dell’apporto di tali composti e che ne faciliti la ricerca nel chiarire il ruolo che i fitoestrogeni assunti con la dieta (o diversamente assorbiti per vie diverse) giocano nei vari aspetti della salute e delle patologie. Determinazione dei fitoestrogeni: daidzein, genistein, coumestrol, equol, b-sitosterol, and biochanin . Messa a punto di metodiche e procedure analitiche per il riconoscimento specifico e analisi quantitativa dei diversi target molecolari ad azione estrogeno-mimetica presenti in matrici alimentari. Verranno investigati tutti quei fattori che influenzano le analisi del tipo di dispersione della matrice solida: la natura della matrice del campione, la natura del supporto solido, la grandezza delle particelle, la modificazione della matrice, la natura del solvente eluente e la sequenza delle aggiunte. Per la valutazione quantitativa, saranno sviluppate procedure basate sulle tecniche di accoppiamento cromatografia liquida-spettrometria di massa.

Infine, sarà importante lo studio di validazione della metodologia applicata con particolare riguardo alla sensibilità e riproducibilità.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 51.646,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B85/DIL/02]

Caratterizzazione del particolato aerodisperso in ambienti industriali e di vita mediante tecniche termoanalitiche classiche o ifenate (accoppiate)

 

Motivazioni:

Individuazione di metodologie per la precoce determinazione del rischio in ambienti lavorativi industriali o del terziario.

Obiettivi:

Messa a punto di metodiche termoanalitiche per l’analisi di campioni di particolato raccolti su membrane filtranti in ambienti lavorativi industriali o del terziario, allo scopo di pervenire, con nuove metodologie, ad una precoce determinazione del rischio lavorativo.

Obiettivo della ricerca sarà pertanto la messa a punto di nuove metodologie analitico-strumentali atte ad una caratterizzazione quali-quantitativa di particolato aerodisperso.

Le tecniche termoanalitiche permettono una analisi sia qualitativa che quantitativa, senza un preventivo pretrattamento del campione come nella tradizionale gascromatografia. Nel caso in cui siano presenti più componenti nel campione in esame, la possibilità di accoppiare on-line la strumentazione termoanalitica, in particolare la termogravimetria, a tecniche strumentali come IR, MS, naso elettronico, GC, permette di poter completare la caratterizzazione termoanalitica mediante evolved gas analysis (EGA). Dalla sinergia delle serie di dati, la caratterizzazione acquista la specificità necessaria per la determinazione di analiti nocivi alla salute in ambienti di lavoro confinati potenzialmente a rischio.

In letteratura è reperibile attualmente un solo precedente specifico; in questo lavoro però, problemi di sensibilità avevano limitato l’applicazione della tecnica analitica a campioni di polveri depositati, fornendo perciò solo parziali ed indirette informazioni sul particolato aerodisperso.

Per il campionamento verranno utilizzate pompe TCR - Tecora modello LWS, con portafiltri da 47 mm e flussi di aspirazione dell’aria di 15 - 20 L/ min, per le determinazioni quantitative; per prove qualitative saranno utilizzate pompe ad alto flusso Staplex (General Metal Works) gestite elettronicamente per poter effettuare campionamenti continui o sequenziali per periodi anche superiori alle 24 ore.

In entrambi i casi sono scelti i filtri in fibra di vetro (Sartorius e Gelman), in modo che possano resistere al trattamento termico quanto più possibile. Attualmente sono stati effettuati solo campionamenti all’esterno, in area urbana, a diverse altezze (2 m e 20 m dal piano stradale) nel periodo invernale e volti principalmente a mettere a punto le metodiche ed a stimare l’incidenza dei vari parametri in gioco.

Le analisi termogravimetriche saranno effettuate su porzioni dei filtri dell’ordine di pochi mg con apparecchiatura Perkin Elmer TGA7, con condizioni diverse di analisi, in grado di operare in atmosfera di ossigeno o aria, stagnante o a flusso continuo, anche accoppiata a tecniche come FTIR, MS o naso elettronico.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL:  € 51.646,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B86/DIL/02]

Valutazione dell’esposizione lavorativa ad amianto nei cantieri TAV derivante dalla movimentazione di ciottolate appenninico contenente ofioliti

 

Motivazioni:

Verifica delle condizioni operative più sfavorevoli nella determinazione del rischio.

 

Obiettivi:

Misurazione dei livelli di esposizione lavorativa ad amianto nelle differenti fasi delle lavorazioni.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 41.318,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B87/DIL/02]

Messa a punto di un sistema per la valutazione dosimetrica in esposizioni prolungate a campi elettrici e magnetici non ionizzanti. Analisi di valori soglia per effetti patogeni

 

Motivazioni:

La dosimetria dei campi elettrici e magnetici non ionizzanti riveste un ruolo cruciale sia nelle valutazioni di rischio per i soggetti esposti, sia per la qualità e riproducibilità dei risultati ottenuti negli studi sperimentali in vivo e in vitro.

 

Obiettivi:

Analisi di fattibilità e realizzazione di un prototipo di dosimetro ambientale per esposizioni prolungate a campi elettrici e magnetici. Identificazione di eventuali valori soglia per effetti patogeni.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 100.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[B88/MDL/02]

Studio degli effetti dell'MTBE (metil-butil etere) sulla crescita, sopravvivenza e trasformazione di cellule in coltura

 

Motivazioni:

L'MTBE è un prodotto di sintesi il cui uso è notevolmente incrementato negli ultimi anni in quanto viene usato come antidetonante per le benzine.

L'MTBE è una sostanza tossica che determina effetti nocivi sull'animale, sperimentalmente provati, e sull'uomo, anche se non esistono studi univoci in questo senso.

Numerosi studi in letteratura hanno suggerito anche un possibile effetto cancerogenetico dell'MTBE ma i dati finora disponibili sono molto contrastanti.

Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

La ricerca si propone l'obiettivo di studiare gli effetti dell'MTBE sulla crescita di cellule in vitro, sulla progressione delle cellule attraverso il ciclo cellulare e sull'induzione di apoptosi, studiando anche i meccanismi molecolari che sono alla base dei fenomeni riscontrati e di indagare la capacità trasformante dell'MTBE.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 50.000,00 IVA compresa

Durata annuale


AREA TEMATICA n. 11: Messa a punto di modelli per lo studio della risposta immunitaria in relazione al cambiamento in atto degli stimoli di origine ambientale e occupazionale: ricadute in termini di strategie di prevenzione

 

[B89/MDL/02]

Studio del sistema immunitario in lavoratori esposti ad antiparassitari

 

Motivazioni:

I dati attualmente disponibili suggeriscono che alcuni antiparassitari sono in grado di modulare la funzione del sistema immunitario o verso un deficit nella risposta immune (immunosoppressione) o verso un suo incremento (manifestazioni allergiche ed autoimmuni), tra questi gli organofosforici, i ditiocarbammati, i carbammati, gli organoclorurati e gli organostannici.

Dal momento che gran parte della popolazione può essere esposta ad antiparassitari nell'ambiente di vita (residui) e/o di lavoro, lo studio degli effetti conseguenti all'esposizione a questi composti è di fondamentale importanza per lo sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

Lo studio è finalizzato alla valutazione del sistema immunitario di gruppi di lavoratori esposti ad antiparassitari ed alla determinazione dei livelli di esposizione (monitoraggio ambientale e biologico) non solo per la definizione di un possibile effetto, ma anche per la definizione di curve dose-risposta.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 80.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 11: Messa a punto di modelli per lo studio della risposta immunitaria in relazione al cambiamento in atto degli stimoli di origine ambientale e occupazionale: ricadute in termini di strategie di prevenzione

 

[B90/DIPIA/02]

Oncogenesi nei ratti indotta da esposizione a campi magnetici a frequenza industriale e a campi elettromagnetici a radiofrequenza o microonde

 

Obiettivi :

Dimostrare in via sperimentale l’eventuale effetto oncogeno sui ratti dell’esposizione cronica a campi magnetici e a campi elettromagnetici ad intensità inferiori ai valori limite attraverso una popolazione numericamente adeguata per la significatività della ricerca con impiego di sistema espositivo fornito dall’ISPESL.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 400.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 

 

 

 

 


AREA TEMATICA n. 12: Gestione in qualità dei servizi di prevenzione del S.S.N. e ottimizzazione dei flussi informativi tra i diversi livelli

 

[B91/DTS/02]

Valutazione e controllo del rischio per pazienti ed operatori, con riferimento all’alimentazione in continuità ed alla corretta trasmissione di segnali, in ambienti ospedalieri critici

 

Motivazioni:

L’esistenza di dispositivi ed impianti medici controllati da microprocessore, e la loro crescente diffusione in ambiente ospedaliero, impone l’analisi dei rischi, per il paziente e gli operatori, derivanti da difetti nell’alimentazione di tali apparati e/o nella trasmissione dei segnali medici da sensore ad apparato o da un apparato ad un altro.

In base al Decreto Legislativo sulla marcatura CE dei dispositivi medici, il soddisfacimento delle direttive sulla compatibilità elettromagnetica e bassa tensione, dovrebbe garantire l’immunità del funzionamento e della sicurezza di tali apparati dai fenomeni prima ricordati.

In realtà, l’effettiva sicurezza, ed i metodi di valutazione e controllo del rischio, anche legati all’adeguamento ai nuovi requisiti di sicurezza degli apparati già esistenti, non sono stati ancora investigati appieno.

 

Obiettivi:

L’obiettivo finale della ricerca è di investigare la valutazione ed il controllo del rischio associato a problemi dovuti alla corretta alimentazione ed alla corretta trasmissione dei segnali negli ambienti ospedalieri. L’obiettivo sarà raggiunto attraverso i seguenti obiettivi intermedi:

-               classificazione dei vari ambienti in relazione al rischio per il paziente e gli operatori, dovuti a guasti o anomalie imputabili principalmente a difetti dell’alimentazione o della trasmissione dei segnali medici

-               analisi statistica, su un campione adeguato, della frequenza di guasto e/o malfunzionamento degli apparati

-               valutazione dei rischi correlati

-               analisi dell’efficienza delle diverse misure di protezione per la riduzione del rischio.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 19.367,13 + IVA

Durata annuale

 

 

 


AREA TEMATICA n. 13: Affidabilità, manutenzione, conservazione. Verifica dell’efficacia di applicazioni tecnologiche e normative di prevenzione infortuni su impianti, macchine, strutture, attrezzature e sistemi

 

[B92/DTS/02]

Studio della propagazione di cricche di fatica di forma qualsiasi in campo elastoplastico. Attività di analisi e modellazione

 

Motivazioni:

Di recente molti sforzi di ricerca sono stati dedicati alla messa a punto di procedure affidabili per valutare la formazione e la propagazione di cricche di fatica in prossimità di concentrazioni di tensione. Tali procedure, basate sull’elaborazione di dati sperimentali e tutte derivanti da modificazioni della classica legge di Paris, richiedono la conoscenza del campo tensionale intorno alla cricca e la sua variazione sul fronte di essa per valutare, durante la propagazione, oltre all’aumento delle dimensioni della cricca stessa, anche il mutamento della sua forma. Le procedure descritte si prestano molto bene per la progettazione a tolleranza di danno: un abbinamento di modellistica e di controlli non distruttivi consente infatti di stabilire gli intervalli di ispezione su un componente in cui sia stato individuato un difetto.

Per estendere tali modelli alla previsione della vita complessiva di un pezzo inizialmente privo di difetti è necessario utilizzare dei modelli di nucleazione della cricca di fatica; in questo modo è possibile prevedere l’intera vita sommando il periodo necessario alla nucleazione di una macro-cricca al periodo di crescita vera e propria.

 

Obiettivi:

-               utilizzo di metodologia numerica, principalmente fondata sull’uso di modelli ad elementi finiti, in grado di valutare il campo tensionale tridimensionale intorno ad una cricca piana, di forma qualsiasi, posta in prossimità di una singolarità di forma, in pezza di varia geometria caricati ciclicamente

-               studio di enucleazione del difetto basato su modelli di tipo statico in grado di determinare le probabilità di enucleazione di un macro-difetto partendo da distribuzioni assegnate di microdifettosità.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 46.487,00 + IVA

Durata triennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 13: Affidabilità, manutenzione, conservazione. Verifica dell’efficacia di applicazioni tecnologiche e normative di prevenzione infortuni su impianti, macchine, strutture, attrezzature e sistemi

 

[B93/DTS/02]

Metodi e strumenti per l’analisi della sicurezza e della qualità di servizio di sistemi di controllo, connessi mediante rete di telecomunicazione

 

Motivazioni:

La presenza del software e di hardware sempre più complessi rende i sistemi di controllo particolarmente vulnerabili agli errori di progetto ed agli errori umani. Tale vulnerabilità si accresce per i sistemi di più alto livello, distribuiti e connessi mediante rete di telecomunicazione. Tali sistemi possono essere privi di confini definiti, mancanti di controllo centralizzato e con un numero, non completamente noto, di nodi, anche eterogenei, connessi in rete. Quindi, accanto alle proprietà tradizionali che caratterizzano i sistemi di tipo chiuso, come la disponibilità (intesa come prontezza all’uso), l’affidabilità (intesa come continuità di servizio), la sicurezza (intesa come la non occorrenza di eventi catastrofici), sono necessarie nuove proprietà per misurare la funzionalità di tali sistemi, in relazione alla loro alta connettività con rete di telecomunicazione.

Tra queste, la qualità del servizio, che può essere definita come l’insieme delle caratteristiche qualitative e quantitative necessarie per garantire la funzionalità di una applicazione, anche in presenza di funzionamento degradato della rete di telecomunicazione e dei suoi nodi costituenti.

L’analisi della qualità di servizio richiede l’adeguamento dei metodi e strumenti attualmente utilizzati per l’analisi di sistemi di tipo chiuso.

 

Obiettivi:

L’obiettivo finale della ricerca è di investigare nuovi metodi e strumenti adatti a valutare la sicurezza e la qualità di servizio di sistemi di controllo, connessi mediante rete di telecomunicazione. L’obiettivo sarà raggiunto attraverso i seguenti obiettivi intermedi:

-               comprensione delle caratteristiche qualitative e quantitative della sicurezza e della qualità di servizio di sistemi connessi mediante rete di telecomunicazione, con riferimento ad un Sistema Dimostratore

-               studio dei formalismi utilizzabili per modellare sia i nodi della rete che i collegamenti tra gli stessi

-               selezione degli strumenti di supporto alla modellazione

-               costruzione di un modello del Sistema Dimostratore con l’inserimento delle modalità di degradazione del Sistema ad analisi della sua sicurezza e qualità di servizio.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 18.075,99 + IVA

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 13: Affidabilità, manutenzione, conservazione. Verifica dell’efficacia di applicazioni tecnologiche e normative di prevenzione infortuni su impianti, macchine, strutture, attrezzature e sistemi

 

[B94/DOM/02]

Influenza dei condotti di scarico sul funzionamento e dimensionamento di valvole di sicurezza con flusso in bifase

 

Motivazioni:

Un accurato dimensiona:mento delle valvole di sicurezza che tenga conto anche delle condizioni allo scarico è fondamentale per assicurare la salvaguardia degli impianti industriali sui quali sono installate. Un loro corretto funzionamento consente di prevenire gli inconvenienti e i danni provocati da errori e disfunzioni accidentali che, alterando il funzionamento regolare dell’impianto, possono compromettere l’integrità dei componenti di processo con conseguenti pericoli per l’incolumità del personale oltre che, nel caso di possibili rilasci di sostanze tossiche, per le popolazioni prossime all’impianto e l’ambiente circostante. In questa situazione assume inoltre una particolare rilevanza il corretto dimensionamento di tutta la linea di scarico del fluido; le perdite di carico in questi tratti infatti, oltre a produrre sicuramente una riduzione della portata di scarico, possono comportare il raggiungimento di condizioni di criticità fuori della valvola, vanificando un dimensionamento della stessa che non ne tenga preventivamente conto.

 

Obiettivi:

L’attività sperimentale sarà svolta con valvole reali e/o modificate per ottenere condizioni di prova significative (riduzione dell’area di efflusso) fino a raggiungere, ove possibile, condizioni di efflusso critico. Le geometrie dei condotti di scarico saranno realizzate in modo da rappresentare delle configurazioni impiantistiche tipiche. Sia la valvola che i condotti saranno strumentati per rilevare i campi di pressione e di temperatura del fluido di processo (acqua).

In parallelo verrà svolta un’attività di analisi critica dei risultati con lo scopo di verificare le correlazioni di calcolo disponibili per il dimensionamento di questi componenti.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 38.734,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 13: Affidabilità, manutenzione, conservazione. Verifica dell’efficacia di applicazioni tecnologiche e normative di prevenzione infortuni su impianti, macchine, strutture, attrezzature e sistemi

 

[B95/DOM/02]

Funzionamento e dimensionamento delle valvole di regolazione con flusso in bifase

 

Motivazioni:

Per condizioni di efflusso iniziale saturo e basso titolo è attualmente difficile valutare la capacità e quindi effettuare il dimensionamento di una valvola di regolazione. Il titolo varia continuamente tra ingresso ed uscita con un trasferimento di energia tra le fasi. Sinteticamente si può dire che il liquido tenda ad evaporare nella fase di contrazione e a ricondensare a valle dell'otturatore. L'entità di questi due fenomeni dipenderà dalla geometria della valvola, dal tipo di fluido e delle sue condizioni di ingresso e di uscita dalla valvola. Inoltre il fluido può trovarsi, durante queste evoluzioni, in uno stato metastabile, ossia di non equilibrio termodinamico tra le fasi. Il corretto dimensionamento della valvola di regolazione è fondamentale per assicurare la salvaguardia degli impianti industriali sui quali sono installate.

 

Obiettivi:

L'attività sperimentale sarà svolta con valvole reali di piccole dimensioni per ottenere un ampio campo di condizioni di prova significative; ove possibile si cercherà di raggiungere condizioni di efflusso critico. I dati serviranno per valutare l'influenza dei parametri di esercizio sulla capacità della valvola e ad evidenziare eventuali fenomeni di oscillazione. In parallelo, verrà svolta un'attività di analisi critica dei risultati con lo scopo di verificare le correlazioni di calcolo disponibili per il dimensionamento di questi componenti.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 38.734,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 13: Affidabilità, manutenzione, conservazione. Verifica dell’efficacia di applicazioni tecnologiche e normative di prevenzione infortuni su impianti, macchine, strutture, attrezzature e sistemi

 

[B96/DOM/02]

Linee guida per la programmazione e manutenzione del sottosuolo per il miglioramento della sicurezza negli impianti con particolare riferimento a quelli di distribuzione del gas

 

Motivazioni:

Definizione di linee progettuali per la programmazione della progettazione e la manutenzione del sottosuolo. La ricerca si avvarrà della collaborazione di almeno un operatore del settore per una concreta sperimentazione delle linee progettuali definite.

 

Obiettivi:

Approfondimento delle seguenti specifiche di ricerca:

-        attività di manutenzione degli impianti sottosuolo

-        rischi correlati

-        la progettazione della sicurezza degli interventi

-        il coordinamento esecutivo

-        le attività di smantellamento delle coperture

-        siti con traffico veicolare

-        siti con traffico di cantiere

-        siti con movimento pedonale

-        lo scavo e l’individuazione degli impianti

-        l’intervento manutentivo

-        la segnalazione per futuri interventi

-        il rispetto delle distanze di sicurezza fra le linee sottosuolo

-        manutenzione degli elettrodotti ad alta tensione e dei gasdotti

-        tecniche di riduzione dei rischi

-        monitoraggio dei rischi residui.

Verranno seguiti i metodi della “Progettazione metodica”. Partendo dalla definizione del problema si procederà per analisi multivariate con l’ausilio di schemi di rappresentazione dei processi. Per la realizzazione di prototipi e la simulazione d’utilizzo ci si avvarrà della collaborazione di operatori dei comparti interessati.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 100.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 


AREA TEMATICA n.14 : Armonizzazione delle prassi tecnologiche dell’Istituto con i criteri imposti dalla evoluzione normativa nazionale o internazionale

 

[B97/DTS/02]

Studio di un modello di laboratorio chimico caratterizzato da un sistema qualità per lo svolgimento di prove di laboratorio su prodotti, integrato da un sistema per la tutela della salute e la sicurezza degli operatori

 

Motivazioni:

Si ravvisa l’esigenza di realizzare uno studio per l’emanazione di linee-guida in materia di gestione in qualità e di gestione in sicurezza dei laboratori chimici che effettuano il controllo dei prodotti industriali di interesse sanitario, per consentire un loro adeguamento agli attuali standard di funzionamento degli omologhi laboratori dell’Unione Europea.

Le linee-guida dovranno, altresì, promuovere l’armonizzazione su tutto il territorio nazionale delle attività di controllo dei suddetti laboratori.

 

Obiettivi:

Elaborazione di uno studio finalizzato alla realizzazione di un modello organizzativo-funzionale di un Laboratorio chimico per il controllo di prodotti industriali utilizzati nel settore sanitario, che coniuga i criteri di funzionamento e di qualità dei laboratori di prova stabiliti dalle norme europee UNI CEN EN 45001 e 17025 con le esigenze di tutela della salute degli operatori e della sicurezza nei luoghi di lavoro nel rispetto del D. Lgs. 626/94 e successive modifiche.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 41.316,55 + IVA

Durata annuale


AREA TEMATICA n. 15: Rischio di esposizione professionale ed ambientale a distruttori endocrini

 

[B98/MDL/02]

Valutazione di indicatori di effetti biologici nei vigili urbani esposti ad inquinanti atmosferici, quali possibili distruttori endocrini

 

Motivazioni:

L'aria urbana è inquinata da numerosi composti tossici che originano soprattutto dalla combustione di carburanti tossici, non vi sono dati esaurienti sugli effetti dell'esposizione a tali composti quali possibili distruttori endocrini.

Sviluppo di conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

L'obiettivo dello studio è valutare la potenziale attività di distruttori endocrini dei composti presenti nell'aria urbana quali inquinanti atmosferici prodotti dalla combustione di carburanti. I vigili urbani potranno essere studiati quale categoria lavorativa esposta a tali composti al fine di valutare gli effetti biologici dell'esposizione.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 100.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno


 

 

Ricerche tipo C

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ATTIVITÀ DI RICERCA IN COLLABORAZIONE CON CONTRIBUTO MODALE

PROGRAMMATE NEL 2002

Ricerche riservate agli Enti di cui all’art.21 comma 5 del DPR 441/94 (Università, Enti Pubblici di Ricerca o altri Enti Pubblici)


AREA TEMATICA n. 1: Sistemi di gestione, compresa la gestione in qualità, della salute e sicurezza, anche integrati, audit aziendale ed analisi costi/benefici, in particolare nelle PMI

 

[C1/MDL/02]

La sicurezza e la salute nelle strutture sanitarie: analisi degli strumenti di gestione, dell’organizzazione e dei fabbisogni formativi

 

Motivazioni:

In Italia, l’emanazione del D.Lgs. 626/94 ha determinato la nascita di una nuova fase evolutiva nella tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, introducendo, in modo chiaro, la programmazione delle attività di prevenzione tra i compiti dell’impresa.

La gestione della prevenzione richiede l’adozione di un sistema coerente di programmazione e controllo che a partire dalla valutazione del rischio preveda l’adozione di misure e procedure di prevenzione e protezione, l’organizzazione della sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti e l’attività di informazione e formazione. Il sistema così concepito necessita, per il raggiungimento degli obiettivi prevenzionistici, del coinvolgimento delle figure professionali che il D.Lgs. 626/94 individua in quest’ambito come protagonisti dell’organizzazione: datore di lavoro, responsabile del servizio di prevenzione e protezione, medico competente, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Nel mondo sanitario, anche a causa della spinta tecnologica e specialistica, vi è stata una enorme frammentazione delle competenze per rispondere a richieste sempre più complesse.

Questa frammentazione rende particolarmente difficile l’implementazione delle norme prevenzionistiche e quindi fortemente necessaria la collaborazione tra i diversi attori della prevenzione.

La ricerca sarà orientata allo studio dei modelli organizzativi di alcune importanti strutture sanitarie sul territorio nazionale.

Individuazione di nuovi strumenti di prevenzione - Metodologie, strumenti e tecniche per il miglioramento dell’informazione e della formazione.

 

Obiettivi:

Indagare i modelli organizzativi per la gestione della sicurezza e salute dei lavoratori già adottati in strutture sanitarie di rilievo nazionale.

Individuare specifici strumenti per l’integrazione delle attività lavorative con la gestione della sicurezza.

Individuare i fabbisogni formativi dei soggetti interessati all’utilizzo degli strumenti gestionali.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 160.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 


AREA TEMATICA n. 1: Sistemi di gestione, compresa la gestione in qualità, della salute e sicurezza, anche integrati, audit aziendale ed analisi costi/benefici, in particolare nelle PMI

 

[C2/MDL/02]

Studio sull’incidenza dei costi diretti e indiretti riferibili alle patologie da mobbing

 

Motivazioni:
Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e di sicurezza.

Il mobbing si è ormai affermato come un fenomeno sociale, tanto da mobilitare istituzioni, parti sociali, associazioni di categoria al fine di predisporre idonei strumenti d’intervento e di gestione. A differenza di altri paesi europei e internazionali, però, non esiste ancora in Italia una stima affidabile dei costi che detto fenomeno comporta.

 

Obiettivi:

-               organizzazione del materiale di ricerca e di studio disponibile ai livelli europeo, nazionale e regionale, al fine di ricostruire una casistica del fenomeno

-               costruzione di una griglia di analisi dei costi sociali del fenomeno, sia attraverso la raccolta documentale che attraverso un’indagine qualitativa.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 200.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno


AREA TEMATICA n. 2: Sistema Informativo. Innovazione e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l’elaborazione dei dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio infortunistico

 

[C3/DOC/02]

Definizione dei rischi di esposizione e delle misure di sicurezza e di tutela della salute nel settore dell’acquacoltura relativamente alle lavorazioni: molluschicoltura, gabbie galleggianti

 

Motivazioni:

In relazione alle esigenze di completezza dell’informazione, nell’ambito del Sistema Informativo Prevenzionale (S.I.PRE.) con riferimento al comparto acquacoltura, si ravvisa la necessità di integrare le informazioni contenute nella banca dati Profili di Rischio, comparto acquacoltura, con quelle provenienti dalla ricerca su due lavorazioni specifiche del comparto: molluschicoltura e gabbie galleggianti, maggiormente sviluppate nelle lagune e nelle zone costiere dell’alto Adriatico. A tale scopo è stato individuato, come soggetto referente, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, che è centro di riferimento nazionale per l’allevamento animale e, in particolare, centro di referenza nazionale per l’ittiopatologia.

 

Obiettivi:

Individuazione e definizione dei rischi connessi alle lavorazioni oggetto della ricerca (molluschicoltura, gabbie galleggianti) e alla filiera produttiva dei prodotti ittici. Produzione di linee guida inerenti i criteri e le misure di sicurezza e tutela della salute del personale addetto alle lavorazioni suddette. Corsi di informazione e formazione rivolti agli operatori del Sistema Sanitario Nazionale anche al fine di predisporre strumenti informativi e formativi per gli addetti ai settori dell’acquacoltura (allevamenti estensivi, intensivi, gabbie galleggianti, molluschicoltura).

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 51.646,00 IVA compresa

Durata annuale

 


AREA TEMATICA n. 3 : Formazione

 

[C4/DOC/02]

Aggiornamento ed adattamento alla situazione italiana del CD-ROM “Metodologìas sindicales para la identificaciòn de peligros y riesgos en los lugares de trabajo y el medio ambiente” prodotto dal Centro Internazionale di Formazione dell’O.I.L. di Torino

 

Motivazioni:

Fornire un ulteriore strumento per la formazione di base dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), implementando anche le competenze di tipo ambientale.

 

Obiettivi:

Il Centro internazionale di Formazione dell’O.I.L. di Torino ha prodotto un CD-ROM dal titolo “Metodologìas sindicales para la identificaciòn de peligros y riesgos en los lugares de trabajo y el medio ambiente”, composto da una Guida per il formatore, dai tre moduli di descrizione delle metodologie di lavoro e dalla documentazione di appoggio. Si propone l’aggiornamento e l’adattamento, oltre ovviamente la traduzione, del suddetto CD alla situazione italiana, prevedendo una maggiore articolazione di moduli e di contenuti specificati nelle linee guida indicate nell’allegato 1 alla presente scheda.

ALLEGATO n° 1: Linee guida per l’adattamento della nuova struttura del kit.

Guida per il formatore

Gli adattamenti e aggiornamenti da fare sono:

-               introduzione (utenza italiana e i nuovi obiettivi del kit)

-               contenuti (nuova struttura del kit)

-               obiettivi di sviluppo (quadro istituzionale italiano, nuova utenza; gli obiettivi saranno anche riportati nella home page del CD)

-               caratteristiche (descrizione della nuova struttura del kit e gli obiettivi specifici di ogni modulo)

-               destinatari (descrizione dei nuovi destinatari diretti e indiretti)

-               struttura dei moduli (adattamenti )

-               metodo attivo d’apprendimento (apprendimento continuo, apprendimento a distanza, nuovi metodi di facilitazione dell’apprendimento adulto)

-               tecniche didattiche (apprendimento a distanza)

-               valutazione (valutazione nella formazione continua)

-               servizi di formazione a distanza (da eliminare)

-               allegato 1: Esercitazioni ed attività didattiche (senza modifiche)

-               allegato 2: Esempio di un programma di corso (sostituzione per un esempio dell’ISPESL)

-               allegato 3: Materiali necessari (da eliminare)

-               allegato 4: Questionario di valutazione (sostituzione per un esempio ISPESL).

 

Modulo 1: Panorama economico lavorativo e nuove esigenze delle metodologie sindacali

Si tratta di un modulo completamente nuovo:

-               unità didattica 1: Il contesto economico che cambia

-               unità didattica 2: I luoghi di lavoro che cambiano

-               unità didattica 3: Rischi, pericoli che cambiano (integrazione delle vecchie unità 8 della mappa dei rischi e dell’unità 5 del ciclo di lavoro)

-               unità didattica 4: Danni alla salute che cambiano (integrazione della vecchia unità 2 della mappa dei rischi)

-               unità didattica 5: Lavoratori che cambiano

-               unità didattica 6: Il contesto ambientale

-               unità didattica 7: Verso l’impresa integrata

-               unità didattica 8: La legislazione in evoluzione

-               unità didattica 9: Nuove esigenze per l’individuazione dei rischi e dei pericoli (legata all’unità 3)

-               unità didattica 10: Informazioni di gruppi eterogenei (legata all’unità 4, registri individuali, trasferibili e confrontabili in gruppi eterogenei per esperienza, età, cultura, ecc.)

-               unità didattica 11: Ricostruzione intercontinentale dei cicli di lavoro (legata all’unità 2)

-               unità didattica 12: Nuove strategie e piani d’azione.

 

Modulo 2: Metodo della visualizzazione

Gli adattamenti o aggiornamenti da fare sono:

-               introduzione (senza modifiche)

-               unità didattica 1: Le basi teoriche (aggiornamento parziale sui metodi d’apprendimento adulto in contesto interculturale)

-               unità didattica 2: La salute e la sicurezza (aggiornamento sul concetto di salute e sicurezza in contesto globale

-               unità didattica 3: Contesto socioeconomico e salute (aggiornamento sul contesto economico globale, terziarizzazione, decentralizzazione)

-               unità didattica 4: L’organizzazione del lavoro e la salute (aggiornamento sul lavoro temporaneo e atipico)

-               unità didattica 5: Condizioni ambientali e salute (aggiornamento sui nuovi rischi e diversità culturale)

-               unità didattica 6: Il Piano d’azione (da eliminare, integrare nel modulo 5).

 

Modulo 3: La mappa dei rischi

Gli adattamenti e aggiornamenti da fare sono:

-               introduzione (da adattare alle nuove caratteristiche del metodo)

-               unità 1: Evoluzione del mondo del lavoro (da eliminare, integrare con l’unità 2 del Modulo 1)

-               unità didattica 2: I danni alla salute (da eliminare e trasferire all’unità 4 del modulo 1)

-               unità didattica 3: L’esperienza e i saperi dei lavoratori (da aggiornare sul carattere individuale della percezione del rischio e le sue conseguenze)

-               unità didattica 4: Il primo gruppo di fattori (da sintetizzare, le descrizioni dei rischi si riportano all’unità 3 del Modulo 1)

-               unità didattica 5: Il secondo gruppo di fattori (da sintetizzare, le descrizioni dei rischi si riportano all’unità 3 del Modulo 1)

-               unità didattica 6: Il terzo gruppo di fattori (da sintetizzare, aggiornamento sulla movimentazione manuale dei carichi; le descrizioni dei rischi si riportano all’unità 3 del Modulo 1)

-               unità didattica 7: Il quarto gruppo di fattori (da rifare in concordanza con le nuove forme di organizzazione del lavoro, approfondire il lavoro automatizzato e con videoterminali, considerare i lavori atipici e le nuove forme di contratto di lavoro; da sintetizzare e spostare le descrizioni dei rischi all’unità 3 del Modulo 1)

-               unità didattico 8: I rischi per la sicurezza (11 pagine da tradurre, 14 lucidi da tradurre, unificare con l’unità didattica 5 del Modulo 4 e inserirla nel Modulo 1)

-               unità didattica 9: Il questionario sulla salute (reimpostazione della versione originale del questionario di gruppo)

-               unità didattica 10: La mappa dei rischi (reimpostazione del metodo di elaborazione della mappa)

-               unità didattica 11: Il piano di lavoro (da eliminare e integrare assieme all’unità 6 del metodo di visualizzazione, dentro il modulo 5).

 

Modulo 4: Il ciclo di lavoro

Gli adattamenti e aggiornamenti da fare sono:

-               introduzione (da cambiare secondo le nuove caratteristiche del metodo)

-               unità didattica 1: L’approccio sistemico (da eliminare)

-               unità didattica 2: L’impresa e la sua organizzazione (da rifare, secondo nuovi approcci d’analisi dell’impresa, integrare all’unità 7 del Modulo 1)

-               unità didattica 3: Il lavoro e la salute (da eliminare e unificare con l’unità 4 del Modulo 1)

-               unità didattica 4: Gli attori della prevenzione (possibile integrazione con testi del Modulo 3 e inserimento nel Modulo 1)

-               unità didattica 5: I Rischi ambientali e organizzazione del lavoro (eliminare da questo modulo, unificare con l’unità didattica 8 del Modulo 3 e inserirla nel Modulo 1)

-               unità didattica 6: Il ciclo di lavoro (senza cambiamenti)

-               unità didattica 7: Descrizione analitica e analitica (senza cambiamenti)

-               unità didattica 8: Il modello di registrazione delle informazioni (senza cambiamenti)

-               unità didattica 9: Registrazione delle componenti tecnologiche ed ambientali del lavoro (senza cambiamenti)

-               unità didattica 10: Registrazione dei rischi e dei pericoli (senza cambiamenti)

-               unità didattica 11: Registrazione della valutazione dei rischi e i danni alla salute (senza cambiamenti)

-               unità didattica 12: Il piano di lavoro (eliminare da questo modulo, unificare con le unità didattica 6 del metodo di visualizzazione, l’unità 11 della mappa dei rischi e sviluppare nel Modulo 5)

-               unità didattica 13: L’impresa e l’ambiente (eliminare da questo modulo, sviluppare nel Modulo 6).

 

Modulo 5: Il piano d’azione e la consultazione

Si tratta di sviluppare le vecchie unità finali dei tre metodi e formare un modulo a sé:

-               introduzione (da preparare)

-               unità didattica 1: Definizione del problema (sviluppare sulla base delle vecchie unità sull’argomento)

-               unità didattica 2: Definizione delle strategie e degli obiettivi (sviluppare sulla base delle vecchie unità sull’argomento)

-               unità didattica 3: Programmazione, attuazione e verifica (sviluppare sulla base delle vecchie unità sull’argomento)

-               unità didattica 4: Tecnica e strumenti di consultazione e partecipazione (da fare ex-novo).

 

Modulo 6: L’impresa e gli ambienti di vita

Si tratta di sviluppare la vecchia unità 13 del metodo del ciclo di lavoro:

-               introduzione (ex-novo)

-               unità didattica 1: Impresa e contesto socio-ambientale

-               unità didattica 2: L’impatto ambientale dell’impresa (le emissioni in aria, le immissioni in acqua, i rifiuti, il rumore, sviluppare i contenuti di base)

-               unità didattica 3: Il ciclo di lavoro e l’inquinamento. Il modello di rilevazione dei dati (sviluppare i contenuti di base)

-               unità didattica 4: Strategie d’intervento e di negoziazione (contenuti nuovi).

 

Altre sezioni del CD ROM

-               sezione su siti Web: da eliminare e inserire siti nuovi in lingua italiana

-               sezione di materiale d’appoggio: da eliminare e sostituire con materiale italiano

-               sezione Convenzioni OIL da tradurre o da inserire in testi italiani

-               sezione manuali di Ginevra, da eliminare e sostituire con materiale in italiano, possibilmente i testi delle unità didattiche dei Moduli 3 e 4 che descrivono i vari rischi e pericoli.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 78.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 

 


AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro

 

[C5/DIL/02]

Creazione dei processi formativi sulla comunicazione del rischio biologico inerente l’igiene occupazionale

 

Motivazioni:

Attuazione di una strategia di intervento per la creazione di percorsi formativi-informativi sulla comunicazione del rischio biologico in ambito occupazionale utilizzando appropriate metodologie e programmi con il coinvolgimento attivo anche dei mass media.

 

Obiettivi:

Individuazione di un percorso informativo-formativo sul rischio biologico nell’ambiente lavorativo per l’acquisizione di un’adeguata coscienza di tale rischio, per un’opportuna trasmissione delle conoscenze inerenti la valutazione e prevenzione del suddetto rischio, nonché per un’appropriata sensibilizzazione sull’importanza del problema non solo per l’ambito occupazionale, ma anche per gli ambienti di vita in genere.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 92.964,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[C6/DIPIA/02]

Sviluppo di una codifica e di uno strumento software per l’analisi in profondità delle cause ricorrenti di incidenti negli impianti ad alto rischio, con particolare riferimento agli eventi sfiorati

 

Motivazioni:

Negli impianti a rischio di incidente rilevante si registra un elevato numero di incidenti e un ancor più elevato numero di “quasi incidenti”. Le gravi conseguenze ipotizzabili, evidenziano la necessità di uno strumento e di una codifica che consentano di analizzare tali incidenti e di identificare le cause remote(di radice) in modo selettivo per tipologie omogenee di eventi, al fine di progettare azioni correttive idonee e mirate. Lo strumento deve avere caratteristiche di flessibilità, in particolare per consentire cambiamenti delle codifiche che si dovessero evidenziare nel tempo.

 

Obiettivi:

Sviluppo di una codifica di categorizzazione con particolare riferimento ai “quasi eventi” o “eventi sfiorati”.

Sviluppo dello strumento software.

Sua implementazione di una popolazione campione di eventi.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 95.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[C7/DIPIA/02]

Rivelazione e controllo delle proprietà fisiche che si sviluppano all’interfaccia tra soluzioni elettrolitiche ed elettrodi metallici in presenza di campi elettromagnetici

 

Motivazioni:

Studio dei meccanismi fondamentali delle interazioni tra i campi elettromagnetici ed i sistemi biologici.

 

Obiettivi:

Realizzazione di un apparato sperimentale capace di provocare e rilevare fluttuazioni di corrente in una cella elettrolitica sottoposta a campi elettromagnetici pulsati per la rivelazione di frequenze specifiche ed intensità di campi elettromagnetici pulsati per i quali le diverse specie ioniche presenti in soluzione diano luogo a fluttuazioni nella corrente di elettrodo.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 50.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[C8/DIPIA/02]

Studio dell’effetto combinato del campo magnetico alternato e del campo magnetico statico, alle frequenze di risonanza di ciclotrone di ioni di rilevanza biologica, sull’accrescimento del sistema nervoso centrale

 

Motivazioni:

Recentemente è stato postulato (Zhadin et all. Biolectromagnetics 1999)

che l’effetto combinato tra campo magnetico statico ed alternato alla frequenza di risonanza di ciclotrone di vari ioni biologicamente attivi quali lo ione calcio, magnesio, potassio, cloro e litio, altera le capacità motorie del ratto adulto. Tale effetto risulta marcato già a valori dell’induzione magnetica molto bassi (50mT).

 

Obiettivi:

La ricerca deve avere come obiettivo quello di mettere a punto dei modelli animali od eucariotici come ad esempio il ratto neonato o colture di cellule del sistema nervoso centrale (SNC) sui quali studiare l’effetto della esposizione a varie frequenze ciclotroniche di risonanza in ambienti isolati dal campo magnetico terrestre (camera amagnetica). Particolare riguardo dovrà avere la messa a punto di modelli sperimentali atti a verificare cambiamenti fenotipici, neuronali e gliali, dovuti alla esposizione al campo magnetico alternato in assenza e presenza del campo magnetico terrestre ed al campo magnetico statico in combinazione con il campo magnetico alternato in assenza del campo geomagnetico. Inoltre dovranno essere eseguiti saggi di tossicità e di resistenza alle neurotossine, allo scopo di valutare la maturazione cellulare del SNC.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 77.500,00 IVA compresa

Durata annuale

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[C9/DIPIA/02]

Effetto dei campi elettromagnetici a bassa ed alta frequenza (modulata e non) sul processo di invecchiamento e degenerativo di cellule del sistema nervoso centrale

 

Motivazioni:

Con l’allungamento della vita dell’uomo, si è assistito ad un progressivo aumento della comparsa di sindromi degenerative a carico del sistema nervoso centrale. L’aumento dell’incidenza di tali sindromi non sembra essere dovuta esclusivamente all’aumento dell’età media, ma anche all’effetto di fattori ambientali a cui l’uomo è esposto nel corso della sua vita. Negli ultimi tempi numerose sono le evidenze di un effetto dei campi magnetici ed elettromagnetici sulla attività biochimica di enzimi e proteine. Tali campi sembrano quindi essere in grado di dialogare con le cellule dell’intero organismo, e specialmente con quelle del sistema nervoso centrale, la cui membrana presenta canali del calcio voltaggio dipendenti, sensibili alle variazioni del potenziale di membrana. Recentemente l’attenzione di molti ricercatori si è indirizzata verso l’analisi dell’interazione tra campi elettromagnetici ed il flusso degli ioni calcio attraverso la membrana citoplasmatica, fenomeno importantissimo nella regolazione del differenziamento neuronale. Il calcio rappresenta infatti il principale messaggero effettore in numerosi processi biologici tra i quali la trasmissione dell’impulso nervoso, la comunicazione sinaptica, la regolazione del potenziale di membrana, la proliferazione cellulare.

 

Obiettivi:

Lo scopo del progetto dovrà quindi essere lo studio dell’interazione tra campi elettromagnetici a basse ed alte frequenze, modulate e non, con linee neuronali e con cellule primarie espiantate dal cervelletto di adeguati modelli animali come ad esempio ratti neonati, con particolare riferimento alla modulazione dei processi di attivazione dei segnali molecolari che portano all’invecchiamento cellulare e quindi alla comparsa di malattie degenerative a carico del sistema nervoso centrale.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 77.500,00 IVA compresa

Durata annuale

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[C10/DIPIA/02]

Effetto dei campi magnetici a bassa frequenza e a frequenza di risonanza di ciclotrone sul differenziamento e la rigenerazione dell’apparato muscolo-scheletrico

 

Motivazioni:

Alcune ricerche hanno messo in evidenza come la esposizione a deboli campi magnetici a bassa frequenza sia risultata efficace nei processi di rigenerazione del nervo sciatico. Ulteriori studi hanno inoltre dimostrato un effetto dei campi magnetici a bassa frequenza sul differenziamento cellulare, e sulla possibilità di utilizzare detti campi per la rigenerazione di tessuti epiteliali. E’ noto che il danno ischemico a livello muscolare può essere riparato stimolando la proliferazione ed il differenziamento cellulare. In special modo detti campi possono essere utilizzati in sinergia con cellule staminali, capaci queste di ripopolare e di rigenerare il tessuto danneggiato e altri fattori di crescita come il fattore di crescita vascolo-endoteliale (VEG).

 

Obiettivi:

La ricerca ha come obiettivo quello di verificare se deboli campi elettromagnetici a bassa frequenza e alla risonanza di ciclotrone di ioni a rilevanza biologica possa stimolare la rigenerazione tissutale.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 36.500,00 IVA compresa

Durata annuale

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[C11/DIPIA/02]

Studio e caratterizzazione delle emissioni industriali di tensioattivi nel comparto atmosfera

 

Motivazioni:

Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza. Standardizzazione di metodiche di misura e controllo. Metodologia di analisi e valutazione del rischio. Analisi epidemiologiche e rapporto tra lavoro, salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

Scopo principale della ricerca è quello di evidenziare, attraverso la quantificazione dei flussi di massa, i volumi di inquinanti, tensioattivi, emessi in atmosfera tal quali. Bisognerà quindi che la ricerca presenti un censimento delle emissioni industriali, una localizzazione degli impianti, uno studio del destino e le eventuali modificazioni degli inquinanti stessi nei comparti aria, acqua e suolo con specifico riguardo alla individuazione e valutazione del danno nei confronti della popolazione esposta. Bisognerà inoltre inserire nello studio anche la determinazione delle emissioni diffuse diverse da quelle industriali (es. domestiche). La ricerca dovrà prevedere inoltre uno studio di percorso diretto ed indiretto relativo al ciclo biologico che vede l’uomo come ricettore.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 200.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative correlate

 

[C12/DIL/02]

Studio e sperimentazione sul campo degli interventi tecnici per la riduzione del rumore nelle piccole e medie imprese artigiane, con particolare riferimento alle tecniche di controllo attivo del rumore emesso dalle macchine

 

Motivazioni:

In vista dell’emanazione della nuova Direttiva Europea sul rumore, che porterà da 90 dB(A) a 87 dB(A) il limite massimo di esposizione professionale al lavoro, è necessario mettere in campo tutti gli strumenti di prevenzione tecnica attualmente disponibili in base al progresso tecnologico per ridurre i livelli di rischio alla fonte: i metodi di controllo attivo del rumore (ANC, Active Noise Control) costituiscono oggi un settore di ricerca e sperimentazione di indubbio interesse scientifico e tecnologico, in quanto sono in grado potenzialmente di ridurre significativamente e in modo innovativo i livelli di esposizione al rumore negli ambienti di lavoro. Scopo della ricerca sarà quindi di individuare e sviluppare, nei comparti tessile, metalmeccanico, legno ed estrattivo, le soluzioni di bonifica acustica ottimali frutto del migliore compromesso possibile tra i metodi passivi di controllo del rumore e il metodo ANC e di trasferire successivamente i risultati al SSN.

 

Obiettivi:

Il progetto si compone di varie fasi operative:

-               raccolta e studio della letteratura tecnica e scientifica in materia

-               individuazione delle aziende pilota presso le quali si svolgerà la sperimentazione

-               progettazione e realizzazione dei prototipi di sistemi ANC e valutazione dei risultati tecnici attesi

-               applicazione presso le aziende pilota dei suddetti prototipi e valutazione sperimentale delle prestazioni acustiche

-               divulgazione dei risultati tramite convegni e pubblicazioni, creazione di un eventuale database a disposizione del SSN e predisposizione di una eventuale seconda edizione del progetto per il 2003 per estendere e consolidare i risultati preliminari ottenuti nella prima fase.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 100.000,00 IVA compresa

Durata annuale

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[C13/DIL/02]

Monitoraggio ambientale e biologico dell’esposizione a gas e vapori anestetici negli ambulatori veterinari

 

Motivazioni:

Metodologie di analisi e valutazione del rischio.

Valutazione ambientale e rapporti tra lavoro, salute e sicurezza.

 

Obiettivi:

La consapevolezza che, durante gli interventi chirurgici condotti in anestesia generale per inalazione si possa avere la contaminazione dell’atmosfera dell’ambiente operatorio con i composti utilizzati, desta non poche preoccupazioni anche negli ambienti veterinari dove sempre più spesso viene adottata tale procedura anestetica. I farmaci utilizzati per l’anestesia inalatoria (isoflurano, enflurano, alitano e protossido di azoto) sono dotati di tossicità perenchimale imputabile al grado di liberi, nonché di metabolici intermedi reattivi. Le principali patologie segnalate in letteratura vanno da lievi sintomatologie (astenia, sonnolenza, nausea e cefalea) fino a disfunzioni organiche che, anche se non ancora ben correlate, vengono verosimilmente assimilate a danni epatobiliari, malattie del sistema reticoloendoteliale, diminuzione delle difese immunitarie. Le recenti raccomandazioni del Ministero della Salute (Circolare n. 5 del 14 marzo 1989) relative agli aspetti di igiene del lavoro connessi con l’anestesia generale per inalazione, sono estendibili anche agli ambulatori ed alle cliniche veterinarie in cui si effettuano gli interventi chirurgici con tale tecnica anestetica. Pertanto, si ritiene opportuno mettere a punto un idoneo protocollo per il monitoraggio ambientale e biologico dei gas e vapori anestetici per la valutazione del rischio presso le sale chirurgiche veterinarie.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 41.318,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[C14/DIL/02]

Valutazione dell’esposizione a silice cristallina nel settore delle costruzioni

 

Motivazioni:

-               Standardizzazione di metodiche di misura e controllo

-               Metodologie di analisi e valutazione del rischio

L’esposizione lavorativa a silice cristallina (SC) per via inalatoria rappresenta un serio pericolo per la salute dei lavoratori delle costruzioni, in quanto la sua inalazione può causare silicosi e, in base alla recente classificazione della IARC, anche cancro polmonare. L’insorgenza di queste patologie é strettamente dipendente dalle dimensioni aerodinamiche delle particelle di SC inalate. La silice cristallina é contenuta in molti materiali utilizzati nell’industria delle costruzioni come calcestruzzo, manufatti vari in muratura, sabbie, cementi, e suoli di vario genere. Diverse, quindi, sono le attività lavorative con potenziale rischio di esposizione a SC, comprese le operazioni di demolizione. Malgrado ciò nel settore delle costruzioni risultano particolarmente scarse le informazioni riguardanti i livelli di esposizione a SC, e in particolare risulta poco conosciuta la distribuzione dimensionale delle particelle aerodisperse di SC nelle tipiche operazioni lavorative.

 

Obiettivi:

Lo studio proposto si pone i seguenti obiettivi specifici:

-               la sperimentazione finalizzata alla standardizzazione di metodi per il campionamento della frazione respirabile e della frazione toracica delle polveri aerodisperse, in conformità alle nuove definizioni internazionali ISO-CEN-ACGIH

-               la messa a punto di un metodo analitico basato sulla diffattometria a raggi X (DRX) per la determinazione del contenuto delle diverse forme di SC nei campioni raccolti

-               l’applicazione della metodologia sviluppata alla determinazione dei livelli di esposizione tipici in determinati settori dell’industria delle costruzioni

-               la stima di fattori di correlazione tra i risultati storici e risultati attuali riguardanti i livelli di esposizione a SC

-               la stima corretta dei livelli di esposizione costituisce un dato indispensabile nel processo di valutazione del rischio.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 95.000,00 IVA compresa

Durata triennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[C15/DIL/02]

Determinazione del rischio ambientale connesso all'utilizzo di farmaci nell'industria zootecnica

 

Motivazioni:

Stima del rischio ambientale da FV per l’accertamento degli effetti dei FV, loro metaboliti o impurezze su sistemi predeterminati.

Verranno investigati tutti quei fattori che influenzano le analisi del tipo di dispersione della matrice solida: la natura della matrice del campione, la natura del supporto solido, la grandezza delle particelle, la modificazione della matrice, la natura del solvente eluente e la sequenza delle aggiunte.

 

Obiettivi:

Sviluppo di un metodo che permetta l’identificazione di FV in matrici complesse, predeterminate in base allo studio dei fattori e processi che controllano la dispersione degli FV nell’ambiente (suolo, acque, aria).

Verranno investigati tutti quei fattori che influenzano le analisi del tipo di dispersione della matrice solida: la natura della matrice del campione, la natura del supporto solido, la grandezza delle particelle, la modificazione della matrice, la natura del solvente eluente e la sequenza delle aggiunte.

Per la valutazione quantitativa, saranno sviluppate procedure basate sulle tecniche di accoppiamento cromatografia liquida-spettrometria di massa (tecniche ifenate).

Importante è lo studio di validazione della metodologia applicata con particolare riguardo alla sensibilità e riproducibilità.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 41.317,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[C16/DIL/02]

Operatori che utilizzano dispositivi uditivi ricetrasmittenti: valutazione del rischio rumore a cui sono esposti, adeguamento della normativa e interventi di prevenzione

 

Motivazioni:

L’esposizione al rumore di alcune categorie di lavoratori che impiegano dispositivi ricetrasmittenti quali ad esempio: telefoni, cuffie, microfoni auricolari, come strumento di lavoro è stato da sempre poco considerato, anche se il rischio può essere significativo e la popolazione degli esposti è in continuo aumento.

Del resto, la metodologia per la valutazione del rischio rumore prevista in generale dal D.Lgs. 277/91 è del tutto inadeguata per queste categorie di lavoratori.

 

Obiettivi:

-               definire nuovi metodi di misurazione e di valutazione del rischio

-               adeguare la normativa in vigore, anche alla luce della prossima emanazione della nuova direttiva europea sul rumore che comprenderà anche i lavoratori della navigazione marittima e aerea attualmente esclusi

-               valutazione dei possibili interventi tecnici per la riduzione del rischio di esposizione e per migliorare l’ergonomia dei dispositivi.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 50.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno

 

 


AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del rischio da agenti chimici, fisici e biologici

 

[C17/DIL/02]

Metodi innovativi di misura per la caratterizzazione della interazione tra mano e attrezzi vibranti

 

Motivazioni:

I meccanismi di trasmissione dell’energia meccanica dalla superficie vibrante di un attrezzo portatile e il sistema mano-braccio non sono ancora chiari.

Sicuramente l’accoppiamento biomeccanico gioca un ruolo rilevante, in particolare la forza di spinta e la forza di pressione esercitata dall’operatore sull’impugnatura dell’attrezzo. Le attuali tecniche di misura della vibrazione trasmessa alla mano, che si basano su misure puntuali di accelerazione non sono idonee, e servono quindi tecniche innovative in grado di rilevare su tutta la superficie di contatto altri parametri quali ad esempio la forza.

 

Obiettivi:

Sviluppo di metodi di misura atti a rilevare:

-               distribuzione spaziale della pressione di contatto tra mano e maniglia, sia in condizioni statiche che in condizioni dinamiche

-               vibrazione delle varie parti della superficie della mano; eventuali differenze con i tradizionali metodi di rilevazione dell’accelerazione tramite trasduttori montati sulla maniglia.

 

Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 50.000,00 IVA compresa

Durata biennale: primo anno