ISPESL
Piano delle Attività di Ricerca
2002
La pubblicazione del Piano delle Attività
di Ricerca dell'ISPESL ha lo scopo di assicurare l'adeguata pubblicità al
programma di ricerca proposto dall'Istituto e approvato dal Comitato Tecnico
Scientifico onde favorire la partecipazione della comunità
scientifica.
In base al DPR 18 aprile 1994, n. 441, le
attività dell'ISPESL di cui all'art. 1 del Decreto legislativo 30 giugno 1993,
n. 268, sono integrate e coordinate con le competenze attribuite all'Istituto
dall'art. 3 del DPR 31 luglio 1980, n. 619, dall'art. 2 della legge 12 agosto
1982, n. 597, dal DPR 27 maggio 1988, n.175, dal Decreto legislativo 15 agosto
1991, n. 277 e dal DPR 10 settembre 1982, n. 915.
In particolare le competenze, derivate
dalla normativa menzionata, sono esercitate anche attraverso programmi di
ricerca con e senza contributo finanziario.
L’ISPESL – Ufficio Protocollo di Via
Urbana, 167 – 00184 Roma, dovrà ricevere improrogabilmente entro e non oltre le
ore 12:00 del 15.11.2002 la richiesta di collaborazione da parte dei soggetti,
che hanno intenzione di partecipare all’attività di
ricerca.
La ricerca dovrà essere accompagnata da una
relazione, in duplice copia, che individui il percorso di massima per il
raggiungimento dell’obiettivo proposto e una documentazione relativa alle
competenze e all’attività svolta nel settore d’interesse del soggetto
proponente.
Le richieste dovranno contenere l’espressa
dichiarazione dalla quale si evinca se l’ente è pubblico o privato e la sua
natura giuridica, unitamente all’impegno a sottoscrivere presso la sede centrale
di Roma, Via Urbana, 167, l’eventuale contratto dal 10 al 20 Dicembre 2002,
nonché i seguenti dati:
-
domicilio
dell’Ente
-
codice
fiscale o partita IVA dell’Ente
-
nominativo
del rappresentante legale dell’Ente abilitato alla firma del
contratto
-
nominativo
del responsabile scientifico della ricerca
-
estremi per
il bonifico bancario a favore dell’Ente
I partecipanti alle iniziative di ricerca
dovranno, inoltre, apporre in tutta la corrispondenza, compreso il frontespizio
delle buste, il numero identificativo della ricerca (es.
B18/DOC/02).
L’ente interessato a più ricerche dovrà
presentare una richiesta per ciascuna di esse, avendo cura di tenere distinte le
stesse e consegnando ciascuna proposta di ricerca in una sola busta, allegando
alla stessa i documenti suindicati.
In riferimento all’affidamento delle
procedure che attengono a ricerche di durata pluriennale, si precisa che
l’importo posto a base del bando si riferisce all’intero programma di ricerca,
ripartito equamente per ogni anno di durata della
stessa.
A conclusione, si portano a conoscenza di
tutti i soggetti interessati a partecipare alle ricerche proposte dall'ISPESL i
criteri di valutazione disciplinati dal Comitato
Interdipartimentale.
1)
Rispondenza complessiva della proposta, da esaminare, alla ricerca da
assegnare
2)
Proprietà dell'impianto metodologico per lo sviluppo della
ricerca
3)
Adeguatezza dell'articolazione delle varie fasi
4)
Rispondenza, in atti allegati, dei requisiti scientifici specifici del
soggetto proponente ivi compreso il curriculum scientifico del Responsabile
della Ricerca
5)
Validità delle strutture e infrastrutture del soggetto
proponente
6)
Congruità dei costi presentati in relazione al contributo
richiesto.
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Ricerche tipo
B |
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Bando
delle Attività di Ricerca 2002
ATTIVITÀ DI RICERCA IN
COLLABORAZIONE
AREA TEMATICA n. 1: Sistemi di Gestione, compresa la gestione in
qualità della Salute e Sicurezza, anche integrati, Audit Aziendale ed Analisi
Costi/Benefici, in particolare nelle PMI
[B1/DTS/02]
Valutazione in
fase di progettazione della misura della qualità dei prodotti
Motivazioni:
La necessità di dover monitorare e valutare il livello qualitativo di un prodotto, intesa come misura di efficacia, di efficienza e di rispondenza ad opportuni valori prestabiliti (requisiti), è divenuta negli ultimi anni un obiettivo irrinunciabile in tutti i settori del mondo produttivo, visto che è sempre più crescente la consapevolezza che la Qualità debba essere intesa come “Qualità Totale”, permeante tutti gli aspetti dell’azienda, ovvero come proprietà complessa di un prodotto.
Obiettivi:
Per questo motivo l’attività di monitoraggio e di verifica deve iniziare già nelle prime fasi dello sviluppo di un prodotto, ovvero a monte nella fase di progettazione, in cui è possibile correggere eventuali difetti/errori con costi decisamente inferiori rispetto a quelli che si dovrebbero sostenere effettuando le modifiche/correzioni quando è già stata avviata la produzione o quando il prodotto è sul mercato.
Questo nuovo approccio di misura della Qualità “a priori”, auspicato anche nelle nuove norme ISO 9000: 2000, può essere garantito prendendo in considerazione due aspetti sui quali si focalizzerà la ricerca:
- sviluppo di metodologie (strumenti tecnici e strategici), collegate anche alle Vision 2000, per la valutazione delle proprietà caratterizzanti i prodotti, che forniscano al progettista delle indicazioni valide per il miglioramento e l’ottimizzazione dei prodotti stessi in maniera sistematica e completa;
- definizione di indicatori che misurino gli aspetti legati alle prestazioni in termini di qualità di prodotto, di sistema, di costi, di soddisfazione del cliente, di miglioramento.
A seguito di quanto sviluppato precedentemente, l’obiettivo sarà quello di integrare e correlare fra loro i due aspetti, per una ottimizzazione (attraverso una procedura definita), della misura della qualità del prodotto, specificatamente nella fase di progettazione.
Al termine della
ricerca sarà sviluppato un caso applicativo.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 41.316,55 + IVA
Durata biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 1: Sistemi di Gestione, compresa la gestione in
qualità della Salute e Sicurezza, anche integrati, Audit Aziendale ed Analisi
Costi/Benefici, in particolare nelle PMI
[B2/MDL/02]
Studio
dell’impatto psicologico all’introduzione delle tecniche informatiche nei procedimenti operativi della
pubblica amministrazione locale su un
campione di comuni medio-piccoli in aree
industrializzate
Motivazioni:
Metodologie,
strumenti e tecniche per il miglioramento della informazione e della
formazione.
Da sempre l’uso
di nuovi strumenti di lavoro ha prodotto cambiamenti significativi non solo dal
punto di vista tecnologico ed economico, ma anche sul versante dei sistemi di
relazione.
L’introduzione
delle tecnologie informatiche e del lavoro in rete, già analizzato nella grande
impresa, necessita di ulteriori approfondimenti nell’ambito delle
amministrazioni locali, situate in aree sociali di più difficile penetrazione e
maggiormente resistenti al cambiamento.
Obiettivi:
- valutazione dei livelli di stress connessi all’introduzione delle procedure informatiche e telematiche
- predisposizione di idonei strumenti d’intervento e di prevenzione.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
75.000,00 IVA compresa
Durata annuale
AREA TEMATICA n. 1: Sistemi di Gestione, compresa la gestione in
qualità della Salute e Sicurezza, anche integrati, Audit Aziendale ed Analisi
Costi/Benefici, in particolare nelle PMI
[B3/DOC/02]
Progettazione
del sistema di gestione della sicurezza in una grande azienda
ospedaliera
Motivazioni:
- attivare un processo organizzativo di miglioramento continuo verso un modello di ospedale sicuro come supporto alla qualità delle prestazioni
- ridurre i costi causati da infortuni ed eventi avversi
- aumentare la qualità di vita e di lavoro di pazienti e lavoratori
Obiettivi:
- progettazione del Sistema di Gestione della Sicurezza
- progettazione di un sistema integrato di comunicazione del rischio coerente con il Sistema di Gestione, che descriva anche i flussi informativi, codificati e non
- progettazione di un sistema di individuazione, reporting, analisi, diagnosi di eventi avversi finalizzato al monitoraggio e al miglioramento continuo del sistema.
Le attività da realizzare nel corso del progetto dovranno essere le seguenti:
-
analisi dello
stato attuale del sistema di prevenzione e gestione della sicurezza in un grande
ospedale
-
definizione di
un modello di gestione integrata della sicurezza per lo stesso
nosocomio
-
sperimentazione “pilota”
del suddetto modello, possibilmente d’intesa con una struttura ospedaliera che
implementi il progetto, almeno in alcune delle parti più
significative
-
valutazione dei risultati
ottenuti e rimodulazione del modello
- realizzazione del manuale su supporto informatico per una fruibilità ed esportabilità in altri siti che intendano implementare un modello di SGS.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
310.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 1 : Sistemi di Gestione, compresa la gestione in
qualità della Salute e Sicurezza, anche integrati, Audit Aziendale ed Analisi
Costi/Benefici, in particolare nelle PMI
[B4/DOC/02]
Analisi
costi/benefici riguardante gli effetti della attuazione di un sistema di
gestione della salute e sicurezza in tre comparti della PMI: AUTOCARROZZERIE,
PESCA, LEGNO
Motivazioni:
L’introduzione dell’analisi costi/benefici
della prevenzione nell’area tematica 1 del Piano di Attività dell’ISPESL intende
sviluppare ulteriormente il percorso intrapreso da tempo e riguardante la
valutazione dell’impatto economico relativo alla applicazione di misure di
contenimento del rischio. Si rileva la necessità di fornire alla organizzazione
aziendale, riferita a tutte le sue componenti, strumenti di valutazione e
confronto tra i costi degli infortuni (costo per giornate di lavoro perse ed
altri costi diretti e indiretti), i costi delle misure prevenzionali e
l’accresciuta produttività dovuta a giornate di lavoro non perse, miglioramenti
organizzativi, ecc.
Obiettivi:
Approfondire il rapporto tra applicabilità del sistema di gestione e bilancio costi/benefici con l’intento di poter sviluppare a fine percorso strumenti che permettano all’organizzazione aziendale di valutare i costi economici ed i risultati degli interventi di prevenzione. In una visuale di crescita della cultura della sicurezza e salute, il risultato dovrebbe portare ad una migliore percezione dell’utilità degli interventi di prevenzione. Per portare a termine la ricerca sarà necessario seguire gli sviluppi del progetto per almeno un biennio.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
330.536,00 IVA compresa
AREA TEMATICA n. 2: Sistema informativo. Innovazione e
potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione di
dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio
infortunistico
[B5/MDL/02]
Infortuni
domestici: individuazione dei fattori che intervengono nella dinamica
infortunistica e nelle condizioni di salute. Analisi delle relative
conseguenze
Motivazioni:
Analisi epidemiologiche e rapporti tra lavoro, salute e
sicurezza
Obiettivi:
Indagine domiciliare per l'accertamento ed individuazione dei fattori scatenanti l'accadimento infortunistico, le condizioni ambientali di riferimento e le conseguenze derivanti in termini di inabilità temporanea, permanente, morte.
Stima dei costi per la riabilitazione dei soggetti secondo campioni statisticamente significativi (circa 150 interviste per realtà regionale per anno) di persone infortunate secondo una distribuzione territoriale che vede il coinvolgimento di almeno tre aree regionali settentrionali, tre aree regionali centrali e tre aree regionali meridionali (per un totale di nove aree).
Tale indagine dovrà essere
svolta sulla base di un protocollo concordato con l'ISPESL e dovrà essere
condotta in maniera indipendente da ognuna delle 9 aree regionali a cui la
ricerca verrà affidata.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 500.000,00 IVA compresa
da suddividere tra le 9 aree
Durata biennale: primo
anno
AREA TEMATICA n. 2:
Sistema informativo. Innovazione
e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione
di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio
infortunistico
[B6/DOC/02]
Progettazione e
realizzazione di un servizio informativo su WEB dedicato alla salute e sicurezza
delle donne nei luoghi di lavoro
Motivazioni:
In linea con il
piano di lavoro dell’Agenzia Europea di Bilbao, si ravvisa l’esigenza di
realizzare una vasta indagine sulle iniziative intraprese sul tema della salute
e sicurezza sul lavoro delle donne.
Obiettivi:
Il progetto si
propone la ricerca, la raccolta e la divulgazione in rete delle informazioni
internazionali e nazionali, regionali e locali in materia di salute e sicurezza
delle donne nei luoghi di lavoro.
Oggetto dello studio
sarà quindi un’indagine a vasto raggio riguardante la normativa, la ricerca, la
buona pratica, la letteratura esistente in materia, i collegamenti in rete di
interesse e la realizzazione di un sito web dedicato in cui strutturare le
informazioni raccolte.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
45.000,00 IVA compresa
Durata: annuale
AREA TEMATICA n. 2:
Sistema informativo. Innovazione
e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione
di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio
infortunistico
[B7/DOC/02]
Mappe di
rischio infortunistico nei sistemi agricoli locali (oppure nei principali
distretti agroindustriali) del Paese
Motivazioni:
Esigenza di formulare programmi mirati di
prevenzione per aree omogenee non solo delimitate da confini amministrativi,
bensì individuate sulla base delle caratteristiche strutturali del tessuto
produttivo e dell'occupazione, organizzative ed ambientali, tenendo a base
l’analogo studio effettuato per la regione Emilia-Romagna.
Elevata incidenza
infortunistica per gli addetti del settore primario (e per quelli di alcuni
settori di prima trasformazione dei prodotti di origine
animale).
Obiettivi:
Individuazione, ai fini prevenzionali, dei
macrofattori di rischio presenti nei principali sistemi agricoli locali italiani
prendendo come modello di analisi una regione per ciascuna ripartizione
geografica del Paese.
Lo studio sarà condotto prevalentemente con
tecniche statistiche multivariate facendo ampio ricorso ai più recenti dati
censuari, in corso di elaborazione (agricoltura 2000, popolazione e industria
2001) per la stima degli esposti al rischio e per le caratteristiche strutturali
del tessuto produttivo.
Contributo massimo erogabile
dall’ISPESL: € 80.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 2:
Sistema informativo. Innovazione
e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione
di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio
infortunistico
[B8/DOC/02]
Ricerca di buone pratiche presenti nei settori lavorativi
della PMI relative a “Pesca, Movimentazione portuale merci, Macellazione
carni”
Motivazioni:
Implementare la banca-dati “Profili di rischio dei
comparti produttivi”, raccogliendo esempi di buone pratiche a livello
tecnico-organizzativo nei settori suddetti al fine di potenziare il sistema
informativo per le PMI.
Obiettivi:
Raccogliere le
informazioni relative alle buone pratiche, sotto il profilo sia tecnico che
organizzativo, ed alle misure per la riduzione del rischio delle “attività
elementari” degli addetti, in modo da essere organizzate in data base
compatibili con i data base già realizzati dall’ISPESL.
Per “buone
pratiche” si intendono soluzioni tecniche e organizzative (Banca Nazionale delle
Soluzioni), linee guida, procedure di sicurezza, liste di autovalutazione
(Safety Checks).
N.B.: I soggetti
interessati a partecipare a più ricerche debbono presentare una richiesta per
ciascun comparto.
Finanziamento complessivo: € 124.050,00 IVA compresa
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 41.350,00 per comparto IVA compresa
Durata
annuale
AREA TEMATICA n. 2:
Sistema informativo. Innovazione
e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione
di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio
infortunistico
[B9/DOC/02]
Informazione,
formazione e ricerca di buone pratiche in relazione alla esposizione degli
addetti alle polveri di legno. Definizione delle tecniche di monitoraggio
ambientale e biologico
Motivazioni:
Implementare la documentazione inerente tematiche di formazione, informazione ed esempi di buone pratiche” a livello tecnico-organizzativo nel settore legno al fine di potenziare il sistema informativo per le PMI
Obiettivi:
La ricerca deve
individuare contenuti informativi-formativi per la riduzione del rischio
specifico degli addetti del settore “Legno”. Vanno, inoltre, ricercate le buone
pratiche, sotto il profilo sia tecnico che organizzativo, in modo da essere
organizzate in data base compatibili con i data base già realizzati dall’ISPESL.
Per “buone
pratiche” si intendono soluzioni tecniche e organizzative (Banca Nazionale delle
Soluzioni), linee guida, procedure di sicurezza, liste di autovalutazione
(Safety Checks)
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 93.000,00 IVA compresa
Durata: annuale
AREA TEMATICA n. 2:
Sistema informativo. Innovazione
e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione
di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio
infortunistico
[B10/DOC/02]
Analisi delle
cause di infortuni e di malattie professionali per i lavoratori operanti nei
cantieri stradali ed autostradali temporanei e mobili e realizzazione di linee
guida tecnico-organizzative per la tutela della salute e sicurezza degli addetti
Motivazioni:
Implementare, nel settore cantieri stradali ed
autostradali temporanei e mobili, la documentazione inerente l’analisi degli
infortuni e delle malattie professionali, e le procedure tecnico-organizzative
per la tutela della salute e sicurezza degli addetti
Obiettivi:
La ricerca si
propone di analizzare i rischi di infortunio e malattia professionale degli
addetti nei cantieri temporanei e mobili e mettere a punto le relative linee
guida di prevenzione per la tutela della salute e sicurezza. Il percorso di
ricerca dovrà realizzare le seguenti fasi:
-
censimento dei
protocolli di sicurezza sul lavoro già esistenti e individuazione della
bibliografia relativa ai rischi specifici
-
analisi sul
campo delle diverse tipologie di cantieri
-
analisi sul
campo del profilo di rischio di questo comparto lavorativo (insieme delle unità
lavorative locali che hanno un ciclo di lavoro simile o affine) secondo
l’organizzazione del Data Base dei profili di rischio
dell’ISPESL
-
standardizzazione
dei protocolli relativi alle misure di protezione degli
addetti
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 93.000,00 IVA compresa
Durata annuale
AREA TEMATICA n. 2:
Sistema informativo. Innovazione
e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione
di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio
infortunistico
[B11/DOC/02]
I documenti multimediali
di origine digitale (Digital Born)
Motivazioni:
La crescente produzione di documenti scientifici multimediali
di origine digitale impone la realizzazione di un progetto finalizzato a
predisporre la loro raccolta e conservazione nelle biblioteche degli enti di
ricerca.
Obiettivi:
Porre le premesse per:
- costituire raccolte di documenti scientifici multimediali di origine digitale nelle biblioteche di ricerca e facilitarne l’accesso e la consultazione telematica
- fornire agli utenti dell’Istituto e ai ricercatori che sviluppano ricerche, la possibilità di rendere visibili nella rete tali documenti per una disseminazione allargata dei risultati scientifici.
Per quanto sopra, sarà necessario individuare le
peculiarità concettuali, applicative e comunicative di tali documenti;
inquadrare le problematiche applicative, comunicative e tecnologiche del loro
trattamento e proporre indirizzi di soluzione, orientati allo sviluppo di
raccolte di documenti solo digitali nella Biblioteca di ricerca; evidenziare la
necessità di costituire un’architettura di collegamenti tra il knowledge
management dell’ente di ricerca ed il sistema integrato della biblioteca
dell’ente; estrarre e registrare i più significativi elementi informativi dei
documenti digitali dell’ente per una loro descrizione documentale, a vantaggio
di utenti ricercatori e PMI.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 103.292,00 IVA compresa
AREA TEMATICA n. 2:
Sistema informativo. Innovazione
e potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione
di dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio
infortunistico
[B12/DOC/02]
Raccolta e
gestione dei dati genetici: realizzazione di una banca-dati, dedicata
all’informazione ed all’educazione alla salute in ambito
occupazionale
Motivazioni:
L’avvenuto sequenziamento del genoma umano e la sempre più ampia diffusione delle tecniche di biologia molecolare hanno aperto nuove prospettive per lo studio dei geni che determinano la predisposizione alle malattie o la suscettibilità individuale agli effetti tossici da agenti ambientali, cui il lavoratore può trovarsi esposto.
D’altra parte, se da un lato si pongono problemi tecnici per potenziare le metodologie e sviluppare test ad elevata sensibilità e specificità, dall’altro si pongono nuovi problemi, non esclusivamente tecnici, ma di ordine etico e legale, relativi alla gestione dei dati genetici, alla loro stessa acquisizione ed utilizzazione.
La conoscenza di questi aspetti riguarda da vicino non solo il personale che potrebbe essere sottoposto a screening genetico, ma anche i datori di lavoro e le Autorità preposte al controllo ed alla sorveglianza della salute sul posto di lavoro.
Si presenta dunque l’esigenza di approfondire questi temi, organizzare le conoscenze in materia e sviluppare un sistema per un’adeguata informazione del personale interessato.
Obiettivi:
progettazione e realizzazione di una banca-dati, dedicata all’informazione ed all’educazione alla salute in ambito occupazionale, in tema di rischio genetico. Valutazione del rischio percepito, elaborazione di linee-guida e produzione di materiale informativo (es. CD-ROM, opuscoli) sull’argomento.
Contributo massimo
erogabile dall’ISPESL: € 100.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 2: Sistema informativo. Innovazione e
potenziamento degli strumenti informativi per la valutazione e l'elaborazione di
dati rilevati sul territorio per la prevenzione del rischio
infortunistico
[B13/DOC/02]
Costruzione di
una banca dati delle sostanze chimiche presenti nei processi produttivi e nel
prodotto finale del comparto tessile
Motivazioni:
Le patologie allergiche e tumorali hanno
registrato un notevole aumento negli ultimi anni.
Tale aumento è stato in parte associato
all’esposizione ad alcune sostanze chimiche usate nel settore tessile, sia in
fase di produzione che nel prodotto finito.
Si ravvisa quindi l’opportunità di costruire
una banca dati delle sostanze chimiche, utilizzate per produrre i tessuti e di
quelle che possono essere rilasciate in fase d’utilizzazione dei tessuti
stessi.
Obiettivi:
Costruzione di una banca dati di tutte le sostanze chimiche, irritanti, sensibilizzanti, tossiche, cancerogene, teratogene, presenti nei cicli di produzione dei tessuti e di quelle che possono essere rilasciate in fase d’utilizzazione dei tessuti stessi.
Tale banca dati deve essere in grado di poter recepire un
flusso aggiornato e accurato di tutte le sostanze utilizzate, nonché essere
usufruibile da Autorità sanitarie, sindacali, associazioni di consumatori,
società di produzione.
Contributo massimo erogabile
dall’ISPESL: € 200.000,00 IVA
compresa
Durata biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 3: Formazione
[B14/DOC/02]
Produzione di
pacchetti informativi/formativi specifici per i lavoratori nei settori
produttivi: "Pesca, Movimentazione portuale merci, Macellazione
carni”
Motivazioni:
In linea con le ricerche
avviate nel Piano di Attività precedente, si è ravvisata la necessità di
realizzare strumenti informativo/formativi che completino il percorso
informativo dei profili di rischio per comparto.
Obiettivi:
Predisporre
strumenti informativo/formativi per i lavoratori seguendo i profili di rischio
dei singoli comparti produttivi appartenenti ai settori: pesca, movimentazione
portuale merci, macellazione carni. Dovranno essere realizzati strumenti quali
dispense, mini manuali, manuali per la sicurezza, video filmati, CD-ROM, guida
per il tutor.
Tali strumenti
dovranno essere correlati alla metodologia informativo/formativa più
qualitativamente corretta.
N.B.: I soggetti
interessati a partecipare a più ricerche debbono presentare una richiesta per
ciascun comparto.
Finanziamento complessivo: € 232.500,00 IVA compresa
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 77.500,00 per comparto IVA compresa
Durata
annuale
AREA TEMATICA n. 3: Formazione
[B15/DOC/02]
La percezione
del rischio dei lavoratori extracomunitari
Motivazioni:
Dagli obblighi
derivanti dalla normativa vigente (D.Lgs. 626/94 - D.Lgs. 494/96) in tema di
informazione e formazione dei lavoratori scaturisce l’esigenza di prevedere una
ricerca finalizzata a capire gli atteggiamenti e comportamenti dei lavoratori
extracomunitari in situazioni di potenziale rischio e pericolo. In particolare,
in vista delle Olimpiadi invernali del 2006 a Torino, l’attenzione dovrà essere
rivolta a quei lavoratori, provenienti, in gran parte, dal Nord Africa, Sud Est
Asiatico, dai Paesi dell’Est Europeo e Balcani, che si prevede saranno occupati
nei vari cantieri delle località nelle quali si svolgeranno i giochi olimpici e,
successivamente, nei settori dei trasporti, delle infrastrutture, nei servizi e
nel settore turistico alberghiero. Oltre alle problematiche legate alla lingua,
a forme di comunicazione e di sistemi di vita connessi alle differenze etniche,
sociali, religiose ecc., saranno da considerare anche le problematiche legate
alla non conoscenza delle normative e delle regole che governano il
lavoro e i diritti e i doveri del lavoratore dipendente. Un altro grosso
problema è legato alla percezione che ogni singolo lavoratore ha del rischio di
infortunio o di malattia e dei comportamenti da adottare per non incorrere in
situazioni pericolose per sé e per gli altri. Quanto verrà realizzato per la
suddetta manifestazione dovrà essere, ovviamente, utilizzabile anche in altri
contesti geografici.
Obiettivi:
Obiettivo principale è
quello di mettere in condizione le aziende, che occupano manodopera
extracomunitaria ed in particolare tutti i soggetti coinvolti nella
programmazione e gestione della sicurezza nelle attività produttive e di
servizio connesse ai lavori dei giochi olimpici invernali 2006 di Torino, di
valutare il livello della percezione del rischio e la capacità di dominio dello
stesso da parte dei lavoratori extracomunitari. All’obiettivo finale si dovrà
giungere attraverso una serie di fasi intermedie costituite
da:
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 155.000,00 IVA compresa
Durata
annuale
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B16/MDL/02]
Superficie
oculare e inquinamento microbico in attività lavorative del
terziario
Motivazioni:
Il ruolo svolto da agenti chimici e fisici, a carico dell'apparato visivo è, nelle popolazioni lavorative del terziario, da tempo oggetto di studio. Molto più recente, invece, è l'attenzione rivolta ai possibili rapporti tra inquinamento biologico e superficie oculare. Le patologie oftalmiche ipotizzate sono congiuntiviti e cheratiti prevalentemente batteriche, sia in stato conclamato che subcronico.
La ricerca
contribuisce allo sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e
sicurezza.
Obiettivi:
La ricerca è mirata alla valutazione dei rapporti che intercorrono, in attività del terziario, tra inquinamento microbico delle postazioni di lavoro ed effetti a livello oculare (superficie oculare), tramite l'effettuazione direttamente presso i luoghi di lavoro di prelievi sia ambientali che sul soggetto e correlando i dati dell'inquinamento batterico delle superfici di lavoro ottenuti con le patologie corneo-congiuntivali rilevate.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
35.000,00 IVA compresa
Durata annuale
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B17/MDL/02]
Definizione dei
livelli di riferimento per il monitoraggio biologico dell’esposizione
professionale e ambientale ad antiparassitari
Motivazioni:
Per quasi tutti
gli antiparassitari attualmente impiegati in Italia e nell'UE sono teoricamente
disponibili indicatori biologici di dose. Uno dei principali limiti all'impiego
di tali indicatori in attività di monitoraggio routinarie è rappresentato dalla
mancata disponibilità di valori di riferimento. Vi è quindi bisogno di una
standardizzazione delle metodiche di misura e controllo.
Obiettivi:
La ricerca si pone l'obiettivo di definire i valori di riferimento per gli antiparassitari più utilizzati in agricoltura realizzando un'attività di monitoraggio biologico su larga scala, su campioni adeguati della popolazione generale, rappresentativi per età, sesso, abitudini personali e luoghi di residenza.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
80.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo
anno
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B18/MDL/02]
La prevenzione
delle malattie work-related
Motivazioni:
Alla luce del sempre maggiore riconoscimento della natura professionale a patologie non tabellate e mal distinguibili da forme morbose comuni per la loro genesi multifattoriale è necessario individuare nuovi strumenti di prevenzione.
Obiettivi:
La finalità della ricerca risiede nell'individuazione dei criteri di prevenzione attraverso una approfondita analisi e valutazione dei rapporti intercorrenti tra attività lavorativa e malattie work-related, attraverso lo studio dei seguenti parametri: alterazioni anatomiche e funzionali della malattia, meccanismi patogenetici della stessa, rischi professionali con ruolo causale, processi mediante i quali i rischi realizzano la condizione patologica in esame.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
30.000,00 IVA compresa
Durata
annuale
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B19/MDL/02]
Messa a punto e validazione di indicatori di
verifica di efficacia del processo di riduzione dei rischi e dei danni connessi
all'assistenza di pazienti non autosufficienti nei reparti di degenza delle
strutture sanitarie derivante dall'applicazione dell'indice di esposizione
MAPO
Motivazioni:
In ambito sanitario, dove si è evidenziato un rischio connesso alla movimentazione manuale di pazienti non autosufficienti, si è iniziato ad applicare metodi per la valutazione del rischio e per la rilevazione del danno, in particolare l'indice MAPO valuta il rischio da movimentazione manuale in relazione ad alcuni fattori che nel loro insieme caratterizzano l'esposizione lavorativa. Poco però si è fatto finora per verificare quanto il proprio operato, in termini di interventi realizzati, abbia prodotto effetti positivi e quanto si è dovuto spendere per raggiungerli.
Individuazione di nuovi strumenti di prevenzione.
Obiettivi:
Messa a punto di un sistema di verifica delle strategie preventive derivanti dall'applicazione del metodo di valutazione dell'esposizione MAPO, finalizzate alla riduzione del rischio e danno da movimentazione di pazienti nei reparti di degenza, che possa essere un utile strumento a supporto delle politiche della prevenzione messe in atto dai diversi livelli istituzionali al fine di indirizzare una migliore scelta allocativa delle risorse e promuovere la diffusione della cultura della verifica di efficacia in ambito sanitario.
Contributo massimo erogabile
dall’ISPESL: € 45.000,00 IVA
compresa
Durata annuale
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B20/MDL/02]
Messa a punto
di metodologie per la quantificazione del rischio da movimentazione manuale di
pazienti nelle aree: blocchi operatori, pronto soccorso, servizi di
fisiochinesiterapia e servizi ambulatoriali
Motivazioni:
Mentre sono state messe a punto varie metodologie per la valutazione del rischio da movimentazione manuale di pazienti nei reparti di degenza, non vi sono metodiche efficaci e validate per l'analisi di tale rischio nelle altre aree sanitarie quali: blocchi operatori, fisiochinesiterapia, pronto soccorso, ecc., dove comunque questo rischio esiste e probabilmente è anche di notevole intensità.
Individuazione di nuovi strumenti di prevenzione.
Obiettivi:
Progettazione e realizzazione di protocolli di rilevazione per l'identificazione dei determinanti del rischio da movimentazione di pazienti che concorrono a definire l'entità dell'esposizione. Realizzazione di modelli di calcolo che integrino i diversi determinanti del rischio con l'obiettivo di calcolare degli indici di esposizione per area specifica (blocchi operatori, pronto soccorso, servizi di fisiochinesiterapia e servizi ambulatoriali) e loro validazione.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
80.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo
anno
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B21/MDL/02]
Indagine
conoscitiva tra consumo di alcool ed infortuni sul
lavoro
Motivazioni:
Il fenomeno del consumo "moderato" di alcool è drammatico per la sua gravità, non tanto per i pochi casi di alcolismo conclamato nelle fabbriche, ma per il grandissimo numero di patologie correlate all'alcool e presumibilmente per il numero molto elevato di infortuni che possono derivare dal consumo "moderato" di alcool. Tra gli effetti di piccole dosi di alcool è infatti dimostrato l'innalzamento dell'autostima ed un falso senso di potenza e capacità che sono alla base di molti infortuni classificati come errore umano.
Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.
Obiettivi:
Obiettivo della ricerca è lo studio del rapporto tra assunzione di alcool ed infortuni tramite:
- l'indagine del consumo di alcool in soggetti che si rivolgono al pronto soccorso per infortuni sul lavoro
- l'indagine del consumo di alcool in occasione di indagini di PG del Ministero del Lavoro e delle ULSS per infortunio grave
- l'indagine del consumo di alcool in occasione della sorveglianza sanitaria di lavoratori da parte del medico competente.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
50.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo
anno
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B22/MDL/02]
Strategie per
la prevenzione degli abusi sessuali e morali negli ambienti di
lavoro
Motivazioni:
La violenza contro le donne (fisica, psicologica e sessuale) rappresenta un problema di dimensioni mondiali che oltrepassa tutte le barriere culturali, geografiche, sociali ed economiche. Nell’ultimo decennio è stato oggetto di importanti confronti internazionali: la Conferenza mondiale ONU sui diritti umani (1993), la Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (1994) e la IV Conferenza internazionale sulle donne (1995). La stima accurata della prevalenza per le diverse forme di violenza è difficile; in particolare negli ambienti di lavoro la “gerarchia di potere” è un ulteriore ostacolo alla denuncia dell’abuso. In anni recenti è stata sviluppata una serie di strumenti per quantificare l’entità, la gravità e la frequenza delle diverse forme di violenza. Risulta quindi di fondamentale importanza approfondire gli studi sulla tematica con l’obiettivo di sviluppare indicazioni sulla prevenzione delle violenze sessuali e morali negli ambienti di lavoro e sensibilizzare verso la materia ricercatori, legislatori ed operatori sanitari.
Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.
Obiettivi:
Lo studio si
propone di:
- ottenere stime affidabili sulla prevalenza della violenza contro le donne negli ambienti di lavoro
- documentare le conseguenze sulla salute psicologica degli abusi sessuali e morali negli ambienti di lavoro
- individuare e comparare i fattori di rischio e i fattori protettivi per la violenza contro le donne negli ambienti di lavoro
- studiare e confrontare le strategie di difesa adottate dalle donne che subiscono abusi sessuali e morali negli ambienti di lavoro.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
76.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo
anno
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B23/MDL/02]
Il lavoratore
anziano: capacità funzionali, incidenza di malattie lavoro-correlate e usura da
lavoro
Motivazioni:
L'invecchiamento della popolazione lavorativa è uno degli aspetti cruciali della società attuale; ciò soprattutto in relazione a tre aspetti: l'invecchiamento della popolazione generale, il progressivo spostamento dell'età di pensionamento e il basso tasso di occupazione giovanile. Il problema più urgente quindi riguarda il come mantenere al lavoro le persone con più di 50 anni, mantenendo una buona capacità di lavoro in relazione a buone condizioni di salute e professionali, le quali sono sostenute da soddisfacenti condizioni di lavoro (sia di tipo ambientale che relazionale) e da corretti stili di vita personali.
Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.
Obiettivi:
La ricerca si pone gli obiettivi di:
- valutare la capacità funzionale dell'individuo anziano mediante questionari e indici specifici da porre in relazione con la salute e le condizioni di lavoro
-
valutare in maniera clinico-epidemiologica l'usura da
lavoro per l'attuazione di una strategia diretta alla realizzazione di una
vecchiaia in buona salute.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
80.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B24/MDL/02]
Implementazione
di un modello di analisi del rischio per la valutazione degli effetti sui
lavoratori soggetti a rischi trasversali (fattori psicologici, organizzativi,
burn out, stress, ecc.) in attività sanitarie critiche
Motivazioni:
Sui riflessi lavorativi negativi dei conflitti fra gli operatori sanitari, nonché sulla manifestazione della sindrome da burn-out in lavoratori chiamati a svolgere attività sanitarie critiche (Unità operative di Oncologia, di Terapia Intensiva, Gruppi Operatori, Servizi di primo contatto con il pubblico, ecc.) vi è una vasta letteratura medica e psicologica. Più recente è la individuazione di nuovi modelli di disagio lavorativo, fra i quali il più noto è quello che prende il nome di burn-out. Infatti il rapidissimo cambiamento dell'organizzazione del lavoro e della produttività, che nell'ultimo decennio ha interessato anche le aziende sanitarie, ha portato gli psicologi, gli psichiatri, i medici del lavoro, i sociologi, e, più in generale, coloro che si occupano di studiare il sistema gerarchico esistente, in una azienda e dei suoi riflessi sulla vita del lavoratore, ad individuare alcune gravi e reiterate distorsioni, capaci di incidere pesantemente sulla salute individuale degli operatori sanitari.
Cruciale ed
innovativa risulta l'indagine, in termini di analisi del rischio, sulle fonti di
pericolo, sulle tecniche di valutazione e sulle metodologie di attenuazione dei
rischi per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro derivanti
dall'integrazione uomo-ambiente, i cosiddetti rischi trasversali (organizzazione
del lavoro, fattori psicologici, fattori ergonomici, condizioni di lavoro
difficili e stressanti). Tali aspetti, pur risultando tra i più trascurati nelle
aziende sanitarie, sono tuttavia all'origine di una gran parte degli incidenti e
degli infortuni a pazienti ed operatori sanitari.
Obiettivi:
Obiettivo
della ricerca è la predisposizione di indicatori per la rilevazione di
comportamenti a rischio per i "fattori trasversali", la predisposizione di test
psicologici "ad hoc" al fine di differenziare le condizioni di rischio
ambientali da substrati personali per una valutazione aziendale più oggettiva e
l'elaborazione di norme in tema di sicurezza e salubrità del lavoro
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
60.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo
anno
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B25/MDL/02]
Valutazione
dell'incidenza delle malattie lavoro-correlate connesse con l'invecchiamento,
con particolare attenzione alle malattie cardiovascolari, ai disordini
muscoloscheletrici ed ai disordini adattativi, con calcolo del relativo impatto
economico in relazione alle assenze per malattia
Motivazioni:
L'invecchiamento della popolazione lavorativa è uno degli aspetti cruciali della società attuale. Lo studio delle patologie professionali e di alcune patologie lavoro-correlate (muscolo-scheletriche e cardiovascolari) è oggetto della comune attività di sorveglianza sanitaria dei servizi di medicina del lavoro quando i lavoratori sono esposti a rischi specifici, ma normalmente non viene fatta una correlazione tra età del soggetto e patologie.
Importante invece sarebbe avere i dati relativi a questa correlazione tra età e patologie lavorative al fine di migliorare la comprensione dei processi fisio-patologici e patologici connessi con l'invecchiamento lavorativo.
Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.
Obiettivi:
Lo studio si propone di:
- stimare la prevalenza delle principali patologie associate all'invecchiamento in grado di influenzare significativamente l'attività lavorativa
- correlare l'insorgenza di patologie professionali e malattie lavoro-correlate con l'età dei lavoratori
- calcolare l'impatto economico in relazione alle assenze per malattia.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
76.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo
anno
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B26/MDL/02]
Studio del
rapporto tra efficienza psicofisica del lavoratore e abitudini alimentari in
relazione all'accadimento di eventi infortunistici
Motivazioni:
Considerando che generalmente l'organizzazione del lavoro pone una maggiore intensità delle attività lavorative nella fascia oraria mattutina, sembra siano ipotizzabili altri fattori dell'intensificarsi del fenomeno infortunistico. Tra questi, i fattori connessi all'assunzione di cibi e bevande durante il pasto di mezzogiorno, assumono una indiscutibile rilevanza che merita di essere esaminata e che risulta non essere sufficientemente indagata.
I dati relativi agli infortuni (INAIL, Censis) rilevano un incremento del numero e delle gravità degli eventi nella fascia oraria post-prandiale.
Analisi epidemiologiche e rapporti tra lavoro, salute e
sicurezza.
Obiettivi:
La tematica della ricerca dovrebbe essere analizzata prioritariamente con una preliminare indagine documentale nazionale ed europea incentrata sul rapporto tra efficienza psicofisica e principi nutrizionali. La ricerca dovrebbe quindi esaminare le abitudini alimentari di assunzione di cibi e bevande da parte dei lavoratori dei settori caratterizzati da un alto livello infortunistico: edilizia, trasporti, metalmeccanico, mediante analisi di menù aziendali, menù di catene di ristorazione ad alta frequentazione (es. autogrill) e attraverso interviste dirette ai lavoratori dei settori interessati, in particolare, nell'ambito delle piccole e medie imprese.
Al termine della ricerca si propone l'elaborazione di buone pratiche nutrizionali per il lavoratore.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
60.000,00 IVA compresa
Durata biennale:
primo anno
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B27/MDL/02]
Studio della
correlazione magneto-elettroencefalografica ed elettromiografica nel sistema
motorio. Aspetti fisiologici e recupero post-lesionale dopo eventi
infortunistici avvenuti sul lavoro
Motivazioni:
Recenti dati sperimentali hanno evidenziato nel sistema
motorio una correlazione tra attività corticale e attività elettromiografica
definita sincronizzazione cortico-muscolare. Questo tipo di correlazione è ad
elevata frequenza, nel range beta tra 25 e 40 Hz , e sembra correlata a
specifici compiti motori, così come era stato già evidenziato nelle scimmie
impegnate in particolari prove motorie. Tale sincronizzazione inoltre sembra
essere precipuamente legata alla precisione richiesta dalla prova e
probabilmente alla necessità di dosare correttamente la forza necessaria per
l'esecuzione della prova stessa. Importante sarebbe studiare queste correlazioni
al fine di utilizzare i risultati in programmi di riabilitazione di lavoratori
infortunati anche al fine del loro reinserimento lavorativo.
Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.
Obiettivi:
Il progetto di ricerca si propone di valutare prima di tutto:
1) la presenza di variazioni di correlazione cortico-muscolare al variare dell'intensità della forza usata durante il mantenimento di una contrazione isometrica in adulti sani,
2) eventuali differenze legate all'età del soggetto
Una volta ottenuti dei dati normativi si dovranno esaminare dei soggetti affetti da paresi postlesione da fatti traumatici, infortuni ecc, per :
1) studiare la presenza di una eventuale differente riorganizzazione cortico-muscolare
2) vedere se tale eventuale alterazione è correlata ad un deficit di forza muscolare
3) seguire nel tempo l'evolvere delle eventuali riorganizzazioni della sincronizzazione cortico-muscolare nel passaggio dalla fase acuta alla fase sub-acuta e cronica post-lesionale
4) studiare possibili metodiche di riabilitazione per migliorare il recupero funzionale e quindi il reinserimento lavorativo.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
90.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo
anno
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B28/DIL/02]
Apparecchiature
a raggi X su mezzi mobili: aspetti di complessità tecnico-gestionale, garanzia e
controlli di qualità, sicurezza e protezione degli operatori e della
popolazione
Motivazioni:
L’utilizzo di apparecchiature a raggi X installate su mezzi mobili è in continua e costante crescita, sia nel settore industriale e sia nel campo delle esposizioni mediche.
Un siffatto utilizzo espone l’apparecchiatura ad uno “stress” tecnico certamente maggiore e può quindi comportare un più rapido degrado delle prestazioni: è pertanto importante elaborare strategie che consentano di mantenere i parametri tecnici delle apparecchiature su standard qualitativi adeguati, al fine anche di tutelare nel modo migliore la salute degli operatori addetti, della popolazione, e, nel caso di apparecchiature mediche, dei pazienti.
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B29/DIL/02]
Obiettivi:
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B30/DIL/02]
Metodologie di valutazione e monitoraggio dei rischi;
tecniche di formazione frontale e a distanza.
Obiettivi:
Il problema
quanto mai attuale relativo alla sicurezza a mare, riguarda non solo gli
operatori del settore ma anche gli imprenditori. Infatti il legislatore nel 1991
con i decreti legislativi 271, 272, del 27 luglio e del 17 agosto, in
riferimento ai rischi igienico sanitari ed infortunistici degli operatori del
settore specifico, ha inteso includere tra gli “attori” della prevenzione a
bordo, non solo i responsabili organizzativi ma anche i lavoratori. Per le
caratteristiche intrinseche delle attività e degli ambienti nei quali gli
operatori del settore lavorano, individuati i pericoli ed analizzati i punti
critici dei diversi comparti, l’obiettivo principale è quello di mettere a punto
sistemi di formazione fruibili rispetto alle differenti condizioni
operative/territoriali (a terra, a mare, a bordo dei natanti, ecc.). Sarà
altresì implementato un sistema di valutazione della efficacia
formativa.
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B31/DOC/02]
Realizzazione
di un videotape ed eventuali prodotti multimediali collegati, contenente una
sceneggiatura sui temi antinfortunistici, rivolto alla scuola materna,
contestualizzata alle fiabe maggiormente conosciute
Motivazioni:
Sia da ricerche
più recenti ed accurate che da apposita letteratura si evidenzia l’importanza di
una precoce sensibilizzazione alle tematiche della sicurezza e della salute dei
cittadini.
Si ritiene,
pertanto, opportuno iniziare fin dalla scuola materna un excursus mirato a tale
scopo.
Obiettivi:
La ricerca è
finalizzata alla progettazione, realizzazione e distribuzione mediante diversi
canali di un videotape ed eventuali prodotti multimediali collegati, contenente
la sceneggiatura in un contesto di fiabe celebri, di tematiche
antinfortunistiche particolarmente orientate ai bambini della fascia di età 3-6
anni.
Contributo
massimo erogabile dall’ISPESL: € 50.000,00 IVA compresa
Durata
annuale
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B32/DOC/02]
Individuazione
di canali di comunicazione diversi ed originali che rendano più accessibili e
direttamente fruibili le tematiche riconducibili ai risultati della ricerca in
materia di salute e sicurezza sul lavoro da parte dei lavoratori, degli
operatori della sicurezza e dei non addetti ai lavori
Motivazioni:
Esiste l’esigenza di
rendere più efficace il trasferimento dei risultati della ricerca, individuando
strumenti comunicativi calibrati sui diversi target.
Obiettivi:
Il progetto si
propone l’individuazione, sulla base di studi teorico-metodologici, oggetto di
una precedente ricerca, di strumenti orientati ad attivare canali comunicativi
che rendano più efficace e diretta la disseminazione dei risultati della ricerca
di settore presso i lavoratori e il “pubblico” in generale, avvicinandolo alle
evidenze tecnico-scientifiche.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
30.000,00 IVA compresa
Durata annuale
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza negli
ambienti di vita e di lavoro
[B33/DOC/02]
Progetto pilota
per lo sviluppo della cultura della salute e sicurezza nelle scuole di un
territorio circoscritto ( educazione alla salute )
Motivazioni:
Attraverso la ricerca intervento si intendono
creare strumenti atti a sviluppare la cultura della salute e sicurezza degli
allievi condivisi con i loro insegnanti.
Obiettivi:
La ricerca intervento si propone il
perseguimento dei seguenti obiettivi:
-
recuperare le
esperienze territoriali pregresse o già in essere
-
effettuare
un’analisi delle esigenze di aggiornamento e/o di ausilio per gli
insegnanti
-
progettazione e
realizzazione degli interventi di aggiornamento e/o di ausilio
relativi
-
analizzare i
risultati.
Le scuole interessate saranno le elementari e
le medie. Per poter realizzare al meglio questi obiettivi, la proposta dovrà
articolarsi nell’ambito di un territorio preciso e circoscritto e con l’ausilio
di una rete di supporto che abbia esperienza nel campo della sicurezza e salute
in ambienti di lavoro e coinvolgere coloro che rivestono il ruolo pedagogico
didattico nelle scuole prese in considerazione.
Contributo
massimo erogabile dall’ISPESL: € 309.876,00 IVA compresa
Durata
triennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 5: Cancerogenesi
occupazionale
[B34/MDL/02]
Carcinomi delle
fosse nasali e dei seni accessori nei lavoratori dell'industria conciaria:
identificazione dei fattori di rischio, manifestazioni pre-cancerogene,
cancerogene e valutazione della qualità della vita
residua
Motivazioni:
Il carcinoma del naso e dei seni paranasali rappresenta una delle neoplasie maligne più strettamente correlate con le esposizioni professionali (settore del legno e mobile e della fabbricazione e riparazione di stivali e scarpe). Sorprendentemente, esistono solo poche segnalazioni per il settore conciario, in cui sono tuttavia utilizzati agenti cancerogeni (soprattutto tannini e sali di cromo) fortemente sospettati di essere responsabili degli eccessi finora accertati negli altri settori lavorativi. Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.
Obiettivi:
Obiettivo
della ricerca è quello di correlare l'identificazione di fattori cancerogeni
certi o sospetti con alterazioni precoci della mucosa o manifestazioni
neoplastiche delle fosse nasali e dei seni accessori rilevate in gruppi di
lavoratori dell'industria conciaria. Poiché la disponibilità di più moderne
tecniche diagnostico- terapeutiche può permettere una migliore sopravvivenza che
in passato, la ricerca dovrà altresì valutare la qualità della vita residua nei
soggetti trattati, anche in relazione all'indennizzo e alla eventuale
prosecuzione del lavoro.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
60.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo
anno
AREA TEMATICA n. 5: Cancerogenesi
occupazionale
[B35/MDL/02]
Rischio
occupazionale dei tumori maligni dei tessuti molli
Motivazioni:
I tumori dei tessuti molli ed in particolare i sarcomi sono una patologia maligna relativamente rara che in Italia colpisce annualmente circa 2000 nuovi pazienti l’anno.
Un notevole sconcerto è destato dal fatto che queste neoplasie interessano una fascia di pazienti giovani in età lavorativa.
Il caposaldo della terapia è costituito dalla chirurgia e dalla radioterapia a malattia conclamata, poco è conosciuto nel campo della eziopatogenesi e quindi della prevenzione.
Obiettivi:
Studio di fattibilità per l’individuazione di un modello prospettico dedicato alla rilevazione attiva dei fattori di rischio occupazionali coinvolti nella patogenesi dei sarcomi.
Nell’ambito di tale studio dovranno essere elaborati dei modelli sperimentali di suscettibilità all’induzione della patologia dei sarcomi.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
80.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo
anno
AREA TEMATICA n. 5: Cancerogenesi
occupazionale
[B36/MDL/02]
Messa a punto e
definizione di procedure e standard diagnostici ed anamnestici (Linee Guida) per
la rilevazione, a livello regionale, dei casi di tumore dei seni nasali e
paranasali e dei casi di angiosarcoma epatico, e fattibilità della attivazione
di tali sistemi di sorveglianza epidemiologica
Motivazioni:
Metodologie di analisi e valutazione del rischio.
Attualmente
è in via di completamento la rete nazionale di sorveglianza epidemiologica dei
casi di mesotelioma maligno attraverso l’istituzione di Centri Operativi
Regionali. In riferimento a quanto previsto dall’art. 71 - Registrazione tumori,
D.Lgs. 626/94 e dall’art. 7 - Monitoraggio tumori, D.Lgs. 66/2000, la
sorveglianza epidemiologica dei tumori di sospetta origine professionale
dovrebbe essere estesa anche agli altri tumori associati specificamente ad
esposizioni lavorative.
Al
riguardo risulta particolarmente importante prendere in considerazione altre
neoplasie “sentinella” quali i tumori dei seni nasali e paranasali e gli
angiosarcomi epatici, ampliando così il quadro epidemiologico di riferimento ad
altri tumori ad elevata frazione eziologica professionale.
Obiettivi:
Estendere ed implementare l’attività di sorveglianza epidemiologica del mesotelioma maligno ai tumori dei seni nasali e paranasali ed agli angiosarcomi epatici, assicurando esaustività e completezza alla rilevazione ed alla definizione della casistica di interesse (valutazione di fattibilità del sistema in alcune aree regionali italiane).
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
51.645,69 IVA compresa
Durata annuale
AREA TEMATICA n. 5: Cancerogenesi
occupazionale
[B37/MDL/02]
Rilevazione ed
approfondimento anamnestico dei casi di mesotelioma definiti ad “esposizione
ignota” ( Linee Guida ISPESL Fogli di informazione : anno IX,1,1996 ) da sistemi
di sorveglianza epidemiologica che utilizzano gli standard del Registro
Nazionale dei Mesoteliomi
Motivazioni:
Analisi epidemiologiche e rapporti tra lavoro, salute e sicurezza.
La
definizione anamestica dei casi raccolti e segnalati al Registro Nazionale dei
Mesoteliomi dell’ISPESL dai Centri Operativi Regionali ha messo in evidenza una
notevole percentuale di casi per i quali, per mancanza di informazioni o per
insufficienti livelli di conoscenza, non è stato possibile definire
l’esposizione che quindi risulta essere “ignota”. Tenuto conto che la quota di
questi casi sembra essere in crescita e che tra gli scopi principali del
Re.Na.M. vi è quello di individuare le ragioni dell’insorgenza del mesotelioma
nella popolazione di riferimento, risulta di estrema importanza affrontare in
modo specifico tale problematica al fine di individuare, ove possibile,
situazioni espositive sconosciute o misconosciute ad amianto, o suggerire
ulteriori ipotesi eziologiche.
Obiettivi:
- indagare ed approfondire in modo analitico le storie lavorative ed extralavorative di tutti i casi ai quali è stata assegnato un livello di “esposizione ignota” , ovvero per i quali le informazioni sono incomplete o insufficienti per attribuire una definizione di esposizione lavorativa o extralavorativa ad amianto tra quelle previste dalle Linee Guida del Registro Nazionale dei Mesoteliomi
- elaborare sistemi di definizione anamnestica ad hoc per specifiche attività lavorative ed extralavorative, ed applicarli alle casistiche dei Centri Operativi Regionali del Registro Nazionale dei Mesoteliomi.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
61.974,82 IVA compresa
Durata biennale:
primo anno
AREA TEMATICA n. 6: Allergopatie
professionali
[B38/MDL/02]
Valutazione
dell'incidenza di manifestazioni allergiche nei settori agricoli della
viticoltura ed olivocoltura
Motivazioni:
Mancano dati chiari sulla reale frequenza di disturbi di natura allergica - respiratori e/o dermatologici - nel settore agricolo, e i dati che sono disponibili sono sicuramente sottostimati. Inoltre "allergeni emergenti" stanno assumendo notevole importanza per la frequenza di sensibilizzazione nella popolazione comune e ancor più per la popolazione agricola.
Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza
Obiettivi:
Obiettivo della ricerca è la raccolta dei dati relativi ai disturbi di natura allergologica (respiratori e/o dermatologici) tramite un apposito questionario da somministrare ad un campione di lavoratori agricoli impiegati nei settori della viticoltura e della ulivocoltura. Per quei lavoratori che riferiranno manifestazioni allergiche si dovranno effettuare i relativi approfondimenti mirati (prick-test, patch-test, PRIST, RAST, PFR) avendo cura di saggiare gli allergeni con cui i lavoratori vengono abitualmente in contatto, tenendo presente anche le segnalazioni in letteratura di nuovi "allergeni emergenti".
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
35.000,00 IVA compresa
Durata annuale
AREA TEMATICA n. 8: Lavoro interinale e lavori
atipici
[B39/MDL/02]
Flessibilità e
sicurezza: nuovi modelli organizzativi del lavoro e nuovi rischi per la
salute
Motivazioni:
I cambiamenti
che si stanno verificando nel mondo del lavoro, in relazione ad una domanda di
maggiore flessibilità per rispondere alle differenti richieste del mercato,
stanno avendo delle importanti ripercussioni sulla vita di individui,
organizzazioni ed istituzioni.
La flessibilità
offre senz’altro opportunità nuove e stimolanti, consente agli individui
maggiore libertà di progettare e costruire identità professionali e percorsi
nuovi e più a misura ma nello stesso tempo espone a nuovi rischi e pone problemi
inediti sotto il profilo della tutela e della rappresentanza dei diversi
interessi in gioco. C’è infatti una grande variabilità nel rapporto con la
flessibilità: ci sono categorie di lavoratori che sono in grado di sfruttarne le
opportunità, altre, più deboli, che ne subiscono solo gli aspetti negativi in
termini di sfruttamento.
Si pongono
quindi diversi problemi. In primo luogo quello della identificazione e
riconoscimento di nuovi rischi: la nuova organizzazione del lavoro richiede una
diversa organizzazione della prevenzione e nuove forme di tutela della salute e
sicurezza dei lavoratori; in secondo luogo quello della tutela che deve fornire
strumenti di supporto e sostegno alle condizioni che rendono possibile
l’esercizio di queste nuove modalità di lavoro, senza impedirne lo sviluppo.
Individuazione di nuovi strumenti di prevenzione.
Analisi epidemiologiche e rapporti tra lavoro, salute e sicurezza.
Obiettivi:
La ricerca si
propone di approfondire le conoscenze sul significato di flessibilità, sulle
ripercussioni che essa ha sul piano individuale, organizzativo ed istituzionale,
sulle modalità con cui le organizzazioni riescono ad adattarsi alle richieste di
flessibilità, sia interna che esterna, e le ripercussioni sulla qualità del
lavoro in particolare in relazione alla individuazione dei nuovi rischi per la
sicurezza ad essa collegati.
Contributo
massimo erogabile dall’ISPESL: € 120.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo
anno
AREA TEMATICA n. 8: Lavoro interinale e lavori
atipici
[B40/DOC/02]
Ideazione e
sperimentazione di modelli di formazione e informazione sulla sicurezza dei
lavoratori inseriti con contratti di lavoro atipici nei comparti: chimico e
legno
Motivazioni:
Alto numero di lavoratori interinali che le
aziende dei comparti chimico e legno utilizzano nel loro ciclo
produttivo.
Obiettivi:
L’azione proposta, da realizzare su un
campione significativo di imprese dei comparti chimico e legno caratterizzate da
forte presenza di lavoratori interinali e/o a tempo parziale, si pone tre
obiettivi fondamentali:
-
rilevare il
fabbisogno formativo ed informativo presente in tali tipologie di
imprese
-
progettare e
testare modelli formativi ed informativi adeguati ai bisogni delle
imprese
-
realizzare una
esperienza pilota di formazione dei formatori aziendali.
N.B.: I soggetti
interessati a partecipare a più ricerche debbono presentare una richiesta per
ciascun comparto.
Finanziamento complessivo: € 92.964,00 IVA compresa
Contributo
massimo erogabile dall’ISPESL: € 46.482,00 IVA compresa per
comparto
Durata annuale
AREA TEMATICA n. 8: Lavoro interinale e lavori
atipici
[B41/DIL/02]
Obiettivi:
Sviluppare, attraverso l’analisi e la comparazione delle
modalità di distribuzione del lavoro con contratti interinali negli uffici
(workflow analysis), una valutazione dei criteri che consentono una migliore
vivibilità nel luogo di lavoro per effetto della corretta allocazione degli
uffici stessi o dello sfruttamento ottimale degli spazi e dei tempi in relazione
ai flussi procedurali.
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B42/DIPIA/02]
Messa a punto
del modello fluidodinamico FLUENT per l’analisi delle conseguenze nel near-field
di rilasci di sostanze tossiche da impianti industriali in presenza di ostacoli
e/o strutture in grado di influenzare la dispersione in
aria
Motivazioni:
Le conseguenze di eventi incidentali che comportano rilasci in aria di sostanze pericolose devono essere analizzate con maggiore dettaglio nelle immediate vicinanze della sorgente (near field) dove la dispersione può essere notevolmente influenzata dalla presenza di strutture ed ostacoli che possono generare zone di stagnazione.
Tipicamente i modelli utilizzati per l’analisi adottano ipotesi semplificative quali terreno piatto o assenza di strutture fisiche in vicinanza della sorgente; in termini di accuratezza l’approccio fluidodinamico è considerato quello più affidabile, benché oneroso per le conoscenze e le risorse di calcolo richieste.
L’applicazione del modello fluidodinamico individuato (FLUENT ) su un caso di interesse, consente di effettuare il confronto tra i risultati ottenuti con altri modelli a dispersione (Lagrangiani, Euleriani) che, per il medesimo problema, ricorrono ad un altre metodologie per la ricostruzione del campo micrometeorologico.
Obiettivi:
Scopo principale della ricerca è quello di realizzare un’applicazione di test che, utilizzando il modello fluidodinamico FLUENT, sia in grado si eseguire una modellazione tridimensionale della dispersione di una sostanza tossica inerte rilasciata da un impianto industriale reale nel quale siano presenti nei primi 500 m dal punto di emissione ostacoli e/o strutture impiantistiche in grado di influenzare la dispersione della sostanza emessa.
La ricerca dovrà comprendere:
- estrazione di tutti i dati e parametri necessari per l’esecuzione della simulazione su un impianto di test scelto dall’ISPESL
- simulazione modellistica di rilasci con diversi scenari a scelta dell’ISPESL
- elaborazione e visualizzazione dei risultati ottenuti.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 30.000,00 IVA compresa
Durata annuale
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B43/DIPIA/02]
Modello di
calcolo per la predizione della propagazione di calore e di fumi generati da un
incidente in un insediamento produttivo collocato in una valle con centri
abitati
Motivazioni:
Acquisire uno strumento di calcolo che permetta di
prevedere le immissioni di sostanze nocive generate da incidenti in impianti
industriali limitrofi a centri abitati e siti in una valle a topografia
complessa.
Obiettivi:
- stima dei tempi necessari alle sostanze emesse per raggiungere gli insediamenti umani
- stima della distribuzione spazio - temporale dei campi di temperatura e delle concentrazioni dei fumi emessi dalle sostanze nocive a seguito di incidente
- il modello di calcolo dovrà essere compatibile con il software Visual Digital Fortran.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 52.000,00 IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B44/DIPIA/02]
Studio e
valutazione del metabolismo, della crescita e della caratterizzazione genetica
in ceppi microbici isolati da aree industriali
contaminate
Motivazioni:
Sempre più numerose risultano in Italia le aree
industriali dismesse, contaminate da diverse sostanze organiche ed inorganiche.
Spesso tali complessi vengono bonificati attraverso
trattamenti microbiologici e riconvertiti per usi civili.
Il biorisanamento è spesso utilizzato quale tecnologia
di elezione, in quanto sfrutta la notevole versatilità metabolica di alcuni
microrganismi distribuiti nell’ambiente e capaci di degradare i composti
inquinanti.
L’entità del processo biodegradativo dipende da diversi
fattori tra cui, il tipo di microrganismo, la sua presenza nell’ambiente, le
interazioni con il resto della comunità microbica, la struttura molecolare
dell’inquinante. Uno dei punti focali per ottenere il massimo beneficio dal
biorisanamento è costituito dalla conoscenza dei pathways metabolici e dei geni
di operoni catabolici coinvolti nel catabolismo dei contaminanti più comuni.
Obiettivi:
Studio e valutazione della crescita su scala di laboratorio e impianto pilota, della caratterizzazione genetica e del metabolismo in ceppi microbici isolati da aree industriali contaminate.
I ceppi isolati ed identificati dovranno essere studiati a livello genico attraverso l’eventuale individuazione di geni plasmidici impegnati nel processo di detossificazione.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 26.000,00 IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B45/DIPIA/02]
Sviluppo di una
banca dati sperimentale sulle proprietà termochimiche delle sostanze integrata
con informazioni sulle proprietà tossicologiche e sulle misure sanitarie da
adottare sulla popolazione coinvolta in caso di dispersione
accidentale
Motivazioni:
Le proprietà termochimiche delle sostanze per riconoscerne la tendenza a decomporre e/o a dare luogo a reazioni indesiderate con formazione imprevista, ma prevedibile con queste tecniche, di materia ed energia.
Le conseguenze di eventi incidentali di questo tipo possono essere mitigate attraverso la precoce identificazione di tali pericoli e, qualora l’evento infausto si manifestasse, attraverso la adozione di appropriate misure di intervento da programmare anche in relazione alle sostanze che si potrebbero formare.
Obiettivi:
Sviluppo di una banca dati sperimentale quale strumento per la identificazione dei pericoli connessi alla manipolazione di sostanze chimiche e individuazione delle modalità dell’intervento d’emergenza in caso di rilascio accidentale di sostanze chimiche pericolose.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 270.000,00 IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B46/DIPIA/02]
Mappatura
Acustica nazionale, mediante sistema informativo GIS (Geographic Information
System)
Motivazioni:
La ricerca si propone di acquisire i piani di zonizzazione acustica comunale previsti dalla Legge Quadro 447 ed adattare le relative linee guida regionali ad uno standard comune per realizzare un riferimento georeferenziato su scala nazionale in materia di applicazione, caratterizzazione e gestione acustica del territorio.
Il sistema GIS è un sistema complesso molto adatto a queste finalità.
Obiettivi:
Mappatura acustica nazionale attraverso banche dati in
formato GIS. Queste permetteranno sia una facile archiviazione e consultazione
delle informazioni sia l’integrazione di dati relativi a metodi di indagine
differenti tra loro.
Una volta realizzata, la banca dati GIS potrà essere
facilmente implementata, aggiornata ed utilizzata come supporto per
l’individuazione e gestione a livello nazionale, delle aree interessate ai piani
degli interventi di contenimento ed abbattimento del rumore ferroviario e
stradale previsti dal decreto 29/11/2000 “Criteri per la predisposizione, da
parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o
delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e
abbattimento del rumore”.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 78.000,00 IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B47/DIPIA/02]
Studio e messa
a punto di tecnologie per l’isolamento acustico e il controllo della risonanza
all’interno di tensostrutture a membrana pretesa
Motivazioni:
Nell’ottica delle attuali e
future applicazioni delle membrane pretese esiste, tra l’altro, il problema del
contenimento del rumore/disturbo all’interno di tali strutture.
Assume quindi grande
interesse la ricerca se messa in relazione alla necessità di individuare una
normativa di riferimento, che attualmente manca, non solo all’Italia ma anche
all’Europa.
Obiettivi:
Il progetto di
ricerca si prefigge lo scopo di fornire in materia una misura organica e
dettagliata dei principali aspetti riguardanti la caratterizzazione
dell’isolamento acustico e del riverbero negli ambienti pubblici realizzati con
membrane pretese, al fine di studiare e mettere a punto soluzioni per tali
problematiche, anche mediante indagini socio-acustiche basate sull’uso di idonei
questionari, per la comprensione degli effetti di disturbo sugli esposti.
Si farà ampio
uso di modellistica sperimentale in scala, opportunamente realizzata, per lo
studio in laboratori certificati per le prove (camere anecoiche o riverberanti).
Le informazioni ottenibili possono costituire un valido contributo per
l’elaborazione di una norma italiana di riferimento.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 155.000,00
IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B48/DIPIA -
Dip. di Torino/02]
Analisi di
sensibilità dei metodi di calcolo delle distanze di danno in caso di eventi
incidentali considerati dal D.Lgs. 334 /99
Motivazioni:
Nell’ambito del controllo dei pericoli di incidente
rilevante connessi con determinate sostanze pericolose, criteri differenti di
scelta delle caratteristiche di riferimento per le stime delle conseguenze dei
rilasci incidentali possono costituire elemento di criticità nella
determinazione delle distanze di danno di cui al D.M. 9/5/01 attuativo
dell’articolo 14 del D.Lgs. 334/99.
Obiettivi:
Disporre, per
alcune sostanze di interesse - per le quali siano stati determinati
sperimentalmente i parametri chimico-fisici e di trasporto - di un’analisi di
sensibilità dei metodi impiegati per il calcolo delle distanze di danno in
relazione ai valori scelti per caratterizzare i fenomeni incidentali e le
relative conseguenze.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 80.000,00
IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B49/DIPIA/02]
Confronto e integrazione tra tecniche di telerilevamento a
immagine e misure a terra per lo studio di parametri chimico-fisici
dell’atmosfera in aree ad elevata concentrazione
industriale
Motivazioni:
La misura degli inquinanti in atmosfera viene di regola effettuata con strumentazioni che effettuano prelievi puntuali o misure integrate su percorsi lineari.
Le immagini telerilevate riescono a fornire informazioni quantitative sui parametri chimico-fisici dell’atmosfera che determinano effetti di assorbimento e diffusione della radiazione. La modalità di acquisizione spazialmente continua rende possibile anche la mappatura dei parametri misurati.
E’ quindi di interesse valutare la possibilità di integrare le misure al suolo con le informazioni fornite da telerilevamento e definire gli aspetti che traggono vantaggio dall’impiego integrato delle diverse tecniche.
Obiettivi:
Scopo principale della ricerca è verificare la possibilità di utilizzo di alcuni parametri chimico-fisici dell’atmosfera estratti da immagini telerilevate finalizzato all’integrazione di misure di inquinanti eseguite a terra con prelievi puntuali e su percorsi lineari.
La ricerca
dovrà comprendere:
-
un
approfondimento delle tecniche disponibili per la stima quantitativa di
parametri chimico-fisici dell’atmosfera da immagini telerilevate, con
particolare riferimento agli effetti di diffusione e assorbimento della
radiazione
-
l’analisi di
casi specifici in siti ad elevata concentrazione industriale, per i quali siano
disponibili sia misure a terra che immagini da elaborare
-
il confronto
sistematico e quantitativo delle informazioni ottenute con le diverse
tecniche
-
la valutazione
delle possibilità di integrazione tra le diverse misure.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 70.000,00
IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B50/DIPIA/02]
Messa a punto
di tecniche analitiche sperimentali per la validazione del contenuto informativo
prodotto da tecniche GIS e da telerilevamento ad alta definizione in aree
caratterizzate dalla presenza di insediamenti industriali e altre attività
produttive
Motivazioni:
Le tecniche GIS e il telerilevamento ad alta definizione trovano diffusa applicazione nello studio del territorio anche per quanto riguarda le interazioni fra ambiente e insediamenti produttivi. Permane comunque la necessità di validare il contenuto informativo con dati di verità a terra.
Obiettivi:
Dovranno essere messe a punto specifiche e sensibili tecniche analitiche che consentano di validare, attraverso la determinazione di alcuni parametri significativi, dati telerilevati ottenuti da sensori di ultima generazione ad alta definizione e il contenuto informativo ottenuto utilizzando tecniche GIS. Queste tecniche dovranno ovviamente essere in grado di determinare i suddetti parametri, anche su un notevole numero di campioni in matrice naturale. Le metodologie dovranno essere poi applicate in alcune aree campione caratterizzate dalla presenza di insediamenti industriali ed altre attività produttive, con campagne di campionamento anche su base stagionale.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 150.000,00
IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B51/DIPIA/02]
Studio sulla
applicabilità del controllo passivo dissipativo mediante dispositivi a parametri
meccanici costanti e variabili per la protezione sismica di componenti di
impianti industriali situati in aree ad elevato rischio
sismico
Motivazioni:
Nel territorio nazionale circa il 28% degli impianti industriali di cui al D.Lgs. 334/99 è localizzato in aree sismicamente attive. Appare quindi di notevole interesse lo studio di dispositivi di protezione sismica per ridurre i possibili effetti dell’interazione fra rischio industriale e rischio sismico, soprattutto per quanto concerne la tutela della salute dell’uomo e dell’ambiente.
Obiettivi:
Lo studio dovrà, in una prima fase, individuare le relazioni logiche e funzionali tra gli elementi componenti l’impianto ai fini della definizione di condizioni di malfunzionamento, e valutare la vulnerabilità sismica degli elementi componenti in funzione degli effetti delle azioni sismiche in relazione al rischio di incidente rilevante.
Successivamente, sulle tipologie selezionate, dovranno essere studiate, prima su modelli matematici semplici e poi di maggior dettaglio, le possibilità di applicazione del controllo passivo a parametri meccanici costanti e variabili, confrontandone modalità di applicazione ed efficacia di protezione.
In una seconda fase lo studio dovrà proporre dispositivi di controllo passivo e prevedere la realizzazione di un modello sperimentale in scala su cui condurre prove sperimentali.
Tali prove dovranno confermare l’efficacia e soprattutto l’affidabilità della tecnologia innovativa proposta. I prodotti attesi dalla ricerca consisteranno in: formulazione di una strategia per la definizione del rischio sismico di un impianto industriale; individuazione di alcune tipologie strutturali tipiche ed esame della vulnerabilità sismica; formulazione di modelli matematici delle tipologie selezionate; indagini parametriche di tipo numerico dalle quali emerga l’efficacia del controllo passivo; individuazione di dispositivi dissipativi da utilizzare nella sperimentazione dinamica e loro caratterizzazione meccanica; sperimentazione dinamica su di un modello in scala dal quale emerga l’affidabilità e l’efficacia del controllo passivo.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 220.000,00
IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B52/DIPIA/02]
Studio di
fattibilità finalizzato all’impiego di componenti impiantistici per la
prevenzione di rilasci accidentali di sostanze tossiche da depositi di sostanze
chimiche pericolose e/o da stabilimenti in cui si effettuano trattamenti
meccanici di pulitura e lucidatura di manufatti in lega di
alluminio
Motivazioni:
Necessità di proteggere depositi di sostanze chimiche
pericolose da possibili rilasci e stabilimenti che effettuano trattamenti
meccanici di pulitura e lucidatura di manufatti in lega di alluminio da
eventuali esplosioni di polveri.
Obiettivi:
Utilizzo di componenti impiantistici in grado di impedire il passaggio di sostanze chimiche tossiche aerodisperse e/o polveri di alluminio dall’ambiente a rischio di rilascio a quelli da proteggere.
Realizzazione di una sezione sperimentale di prova e di una serie di analisi di laboratorio mirate alla rilevazione e alla misura delle concentrazioni di alcuni agenti chimici aerodispersi e/o polveri di particolare interesse.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL : € 60.000,00
IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B53/DIPIA/02]
Definizione di gruppi della popolazione maggiormente
suscettibili alle sostanze tossiche e messa a punto di modelli di estrapolazione
per la protezione di tali gruppi da livelli di esposizione acuta susseguenti ad
eventi incidentali verificatisi presso impianti industriali soggetti al D. Lgs.
334/99
Motivazioni:
Necessità di unificare i limiti di esposizione acuta alle sostanze tossiche.
Obiettivi:
Lo studio dovrà, in una prima fase, stabilire dei
criteri per l’individuazione dei gruppi di popolazione maggiormente sensibili
alle varie tipologie di sostanze tossiche. Si analizzerà quindi l’influenza dei
vari aspetti della variabilità biologica (genere, età, polimorfismo genetico,
caratteristiche fisiologiche, condizioni patologiche, abitudini di vita,
ecc.).
Nella seconda fase si procederà, per tali gruppi di
popolazione, allo studio dell’uso dei fattori di estrapolazione da utilizzare
per proteggerli da livelli di esposizione acuta alle differenti sostanze
tossiche.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 300.000,00
IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B54/DIPIA/02]
Acidi organici
in atmosfera: speciazione e identificazione dei processi di emissione e
formazione
Motivazioni:
Sviluppo delle conoscenze di base e della metodologia di analisi e valutazione del rischio connesso alla emissione degli acidi organici in atmosfera.
Obiettivi:
Obiettivo principale è la conoscenza dei livelli di
concentrazione e delle evoluzioni temporali degli acidi organici semivolatili
(n-alcanoici monocarbossilici e dicarbossilici; acidi aromatici mono-, di- e
tricarbossilici) presenti in fase particellare in ambienti atmosferici
caratterizzati da fonti emissive industriali, antropiche o naturali ovvero
soggette a forte reattività fotochimica ed in grado di avere rilevanza
tossicologica nei confronti della popolazione.
Un secondo aspetto della ricerca consisterà nella
identificazione delle principali sorgenti e nella valutazione dei loro
contributi relativi alla emissione primaria e alla generazione di acidi organici
dai precursori. Infine, il contributo complessivo di emissioni naturali e
antropogeniche o di reazioni fotochimiche alla presenza di carbonio organico in
aree di diversa tipologia sarà oggetto di valutazione.
Devono essere inoltre previste campagne stagionali di
misura ai fini della valutazione dell’influenza delle condizioni meteorologiche
sulla valutazione di questo tipo di inquinamento.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 75.000,00
IVA compresa
Durata biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B55/DIPIA/02]
Motivazioni:
- sviluppo delle conoscenze di base e della metodologia di analisi e valutazione del rischio connesso alla emissione di sostanze esogene tossiche in atmosfera
- standardizzazione delle metodiche di misura e controllo dell’inquinamento di sostanze esogene
- aspetti epidemiologici nel rapporto tra lavoro e salute dei cittadini e sicurezza.
Obiettivi:
La conoscenza dell’andamento di sostanze esogene tossiche (benzene, polveri, metalli, fitofarmaci, ecc.) rappresenta un momento importante nello studio della qualità dell’aria, specialmente se questa conoscenza è investigata in zone in quota (500-800 metri) adibite ad uso agricolo e pastorizio.
Gli insediamenti produttivi che insistono su queste zone (specie se presenti a valle del sito) e il traffico autoveicolare permettono di studiare gli andamenti e gli effetti della dispersione degli inquinanti gassosi in atmosfera.
La possibilità di studiare questi fenomeni in zone considerate lontane ma influenzate da attività antropogeniche in generale, permette di comprendere bene il meccanismo di diffusione e trasporto degli inquinanti.
A questo scopo, devono essere previste campagne stagionali di misura ai fini della valutazione dell’influenza delle condizioni meteorologiche sulla valutazione di questo tipo di inquinamento.
Contributo massimo
erogabile dall’ISPESL: € 75.000,00 IVA compresa
Durata
biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B56/DIPIA/02]
Studio e messa
a punto di un impianto pilota innovativo per il recupero a fini energetici di
oli esausti di origine vegetale
Motivazioni:
Minimizzazione dei rifiuti e ottenimento di prodotti pregiati per impieghi energetici.
Contributo massimo erogabile dall'ISPESL: € 155.000,00
IVA compresa
Durata biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B57/DIPIA/02]
Studio e
sperimentazione di tecniche per l’ottimizzazione di piani di campionamento
spaziale per la valutazione dell’interazione tra insediamenti produttivi ed
ambiente
Motivazioni:
Momento molto importante in un progetto di monitoraggio ambientale è la fase di selezione dell’ubicazione dei punti di campionamento per il prelievo di campioni in base ai quali si ha la visione complessiva dello stato ambientale del sito. Campioni scelti accuratamente garantiscono la corretta caratterizzazione delle condizioni di un sito al fine di definire l’esposizione di bersagli umani ed ambientali alle sostanze inquinanti ed individuare le fonti di rischio Decreto Ministeriale 471/99 Allegato 2, sulle procedure di riferimento per il prelievo e l’analisi dei campioni per la caratterizzazione dei siti inquinati.
Studio, messa a punto e sperimentazione di tecniche innovative di analisi statistica per l’ottimizzazione di piani di campionamento spaziale per il monitoraggio ambientale, in relazione agli effetti di breve e lungo termine in siti caratterizzati dalla presenza di attività produttiva.
Lo scopo della ricerca è l’individuazione di una metodologia statistica di campionamento che possa essere applicata efficacemente per una più corretta caratterizzazione dello stato di salute del sito, per la localizzazione di bersagli umani ed ambientali e l’ottimizzazione dei costi e dei tempi di campionamento senza perdere in efficienza statistica delle stime.
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B58/DIPIA/02]
Analisi
costi-benefici dello stoccaggio e/o smaltimento dei rifiuti industriali con
particolare riferimento alle aziende di cui al D.Lgs. 334/99 e studio
dell’impatto economico relativo
Motivazioni:
L’analisi costi-benefici è di grande ausilio per lo smaltimento dei rifiuti ma l’applicazione di questa tecnica, almeno in Italia, è ancora in evoluzione.
Tale tecnica, inoltre, può contribuire validamente alla salvaguardia della salute dell’uomo e dell’ambiente.
Contributo massimo erogabile
dall'ISPESL: € 62.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B59/DIPIA/02]
Creazione di
banche dati sulle caratteristiche di dettaglio stratigrafiche, meccaniche,
idrauliche e geomorfologiche dei terreni in aree sismicamente attive interessate
da impianti industriali a rischio di incidente
rilevante
Motivazioni:
Nel territorio
nazionale circa il 28% degli impianti industriali di cui al D.Lgs. 334/99 è
localizzato in aree sismicamente attive. Gli effetti di un medesimo terremoto su
un impianto possono variare in funzione delle caratteristiche dei terreni su cui
la struttura è localizzata.
Obiettivi:
Acquisizione e validazione di dati di base (stratigrafici, idrogeologici, geotecnici e geomorfologici) provenienti da aree industriali esposte a rischio di incidente rilevante in aree a elevato rischio sismico e successiva elaborazione. Dovranno essere sviluppate metodologie per la definizione delle proprietà cinematiche e delle caratteristiche dinamiche delle onde sismiche durante il loro percorso attraverso differenti litologie, con particolare riguardo alla valutazione dei possibili fenomeni di liquefazione dei terreni, fenomeni gravitativi indotti e meccanismi di amplificazione dovuti a fenomeni di focalizzazione e di risonanza e loro potenziali effetti su insediamenti produttivi a rischio di incidente rilevante.
I risultati della ricerca, relativi possibilmente a più siti campione, dovranno essere forniti in un formato “standard” (tipo ARC/INFO - DXF, Excel).
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 150.000,00
IVA compresa
Durata biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B60/DIPIA/02]
Effetti sulla salute umana e
mitigazione di POP’s e VOC’s presenti nelle risorse idriche strategiche
(criosfera e idrosfera) sul territorio italiano e provenienti da impianti o
eventi da incidente rilevante. Realizzazione di una efficace rete di
monitoraggio ai fini della prevenzione in un’area
campione
Motivazioni:
Recupero e trasferimento delle conoscenze, attraverso lo sviluppo di strumenti e modelli per una corretta formazione, compresi gli ambienti di vita. I risultati della ricerca saranno in grado di orientare le scelte volte alla mitigazione del rischio esistente per insediamenti produttivi, anche ad alto rischio, in attività e volte alla corretta valutazione della vulnerabilità territoriale per la progettazione e realizzazione di nuovi insediamenti produttivi.
Obiettivi:
Contributo massimo
erogabile dall’ISPESL: € 150.000,00 IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B61/DIPIA/02]
Ricostruzione
della circolazione idrica profonda, del circuito carsico e delle relative
caratteristiche idrochimiche, anche con l’uso di traccianti, in aree
carbonatiche caratterizzate dalla presenza di infrastrutture produttive dal
notevole impatto
Motivazioni:
Recupero e trasferimento delle conoscenze, attraverso lo sviluppo di strumenti e modelli per una corretta formazione, compresi gli ambienti di vita. I risultati della ricerca saranno in grado di orientare le scelte volte alla mitigazione del rischio esistente per insediamenti produttivi, anche ad alto rischio, in attività e volte alla corretta valutazione della vulnerabilità territoriale per la progettazione e realizzazione di nuovi insediamenti produttivi.
Obiettivi:
Valutazione degli effetti sulla circolazione profonda e sulle caratteristiche idrochimiche delle acque di falda in aree caratterizzate da elevata vulnerabilità idrogeologica per la presenza di infrastrutture produttive ad elevato impatto. Valutazione delle possibilità di mitigare un eventuale rischio da contaminazione delle acque superficiali a partire dalla conoscenza dei principali parametri e caratteristiche idrogeologiche. I risultati inerenti la ricerca, relativi possibilmente ad almeno un sito campione rappresentativo della realtà geografica e territoriale italiana, dovranno essere forniti in un formato standard (tipo ARC/INFO - DXF, Excel).
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
50.000,00 IVA compresa
Durata annuale
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B62/DIPIA/02]
Elaborazione di
schede tecniche relative alle operazioni unitarie condotte con maggiore
frequenza nelle PMI italiane, contenenti, tra le altre, informazioni riguardanti
principi, apparecchiature e loro equipaggiamento, sistemi di regolazione e
controllo, schematizzazione grafica ed eventuali norme tecniche ad esse
concernenti
Motivazioni:
Implementazione degli strumenti di valutazione degli elaborati predisposti dai gestori delle aziende che operano con le sostanze individuate dal D.Lgs. 334/99, fornendo ai valutatori della pubblica amministrazione impegnati sia nei CTR che nelle ispezioni, linee guida per la identificazione dei pericoli ad esse connessi.
Nello stesso tempo tale strumento potrà essere utilizzato nelle attività di formazione ed informazione indirizzate a quanti sono coinvolti, a vario titolo, nella conduzione di tali operazioni.
Obiettivi:
Acquisizione di un supporto informativo sulle operazioni fisiche e chimico-fisiche condotte a livello industriale sulle sostanze chimiche pericolose, finalizzato allo sviluppo di una metodologia per la identificazione e il controllo dei pericoli ad esse connesse.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 40.000,00
IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B63/DIPIA/02]
Realizzazione
di un Data Base delle Best Avalaible Techniques attualmente disponibili ed
identificazione di quelle applicabili alle operazioni unitarie svolte con
maggiore frequenza nelle PMI italiane, anche ai fini della riduzione del rischio
associato alle tipologie industriali soggette al D.Lgs
334/99
Motivazioni:
Acquisizione di dati
sulle migliori tecniche disponibili sul mercato internazionale - definite sulla
base della Direttiva IPPC - per il contenimento di talune sostanze chimiche che
possono presentare pericoli per la salute umana e l’ambiente, così come
identificate dal D.Lgs. 334/99.
Valutazione delle
caratteristiche di detti sistemi nella prospettiva dell’integrazione dei sistemi
di gestione della salute, della sicurezza e dell’ambiente.
Obiettivi:
Selezione e
catalogazione delle tecniche che possono influire sulla sicurezza di operazioni
fisiche e chimico-fisiche condotte su sostanze chimiche
pericolose.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 110.000,00
IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B64/DIPIA/02]
Riconoscimento
di componenti e sottoparti in un impianto industriale virtuale, descritto
mediante strumenti CAD, CAE, PDM, al fine di evidenziare alcuni aspetti di
criticità o attenzione per la sicurezza
Motivazioni:
Ricerca e recupero di particolari caratteristiche di un impianto industriale virtuale attraverso lo studio e l’utilizzo di strumenti informatici, nell’ottica di riconoscere le criticità dell’impianto ed aumentarne la sicurezza.
Rendere disponibile al Dipartimento metodologie e tecnologie correlate all’argomento.
Obiettivi :
Mediante l’uso di tecnologie informatiche, offerte da sistemi CAD, CAE, PDM, si può ottenere una completa descrizione del progetto-impianto.
Le differenti tipologie di informazioni che descrivono un impianto ideale, in particolare quelle geometriche, sono rielaborate ed interpretate nell’ottica di evidenziare componenti o sottoparti dell’impianto che potrebbero essere considerati critici in possibili eventi incidentali.
Un prototipo dimostrativo illustrerà le tecniche di ricerca geometrica studiate e i modelli adottati.
Il materiale prodotto sarà utilizzabile ai fini di formazione ed informazione.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL : €
125.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B65/DIPIA/02]
Messa a punto
di un processo innovativo per la depurazione di effluenti industriali
contaminati da metalli mirato alla generazione di fanghi classificabili come
rifiuti non pericolosi
Motivazioni:
Gli attuali cicli di depurazione per effluenti contenenti metalli generano significative quantità di fanghi costituiti in larga misura da idrossidi. Tali fanghi sono classificabili come rifiuti pericolosi e come tali smaltibili in discariche ad elevato contenimento sempre più difficili da reperire e sempre meno accettabili dal punto di vista ambientale. Tra i nuovi processi di depurazione più sicuri da un punto di vista ambientale sono riportati approcci di precipitazione dei metalli pesanti in forma di solfuri che utilizzano l’attività catalitica dei batteri solfato riduttori (SRB).
Obiettivi:
- realizzazione start-up e gestione continuativa di un reattore anaerobico a biomassa adesa (UASB/Biofiltro) colonizzato con SRB ed alimentato con reflui reali
- determinazione delle caratteristiche degli effluenti depurati e dei fanghi di risulta in condizioni di esercizio ottimizzate
- definizione ed eventuale testing di step di finissaggio dei reflui, privati dei metalli pesanti, per renderli idonei al riciclo all’interno della realtà produttiva o per lo scarico in corpi idrici superficiali
- valutazioni finali dei risultati ottenuti in termini comparativi rispetto alle tecnologie attualmente disponibili.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 80.000,00
IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B66/DIPIA/02]
Sviluppo di
sistemi a biomassa adesa per la degradazione di composti
alogenati
Motivazioni:
I sistemi di degradazione dei composti alogenati (percloroetilene, tricloroetene ecc.), sostanze notoriamente cancerogene ed ampiamente utilizzate a livello industriale, rivestono un’importanza prioritaria considerato il massivo inquinamento delle falde acquifere conseguente al loro rilascio nell’ambiente. D’altra parte, la prevenzione ambientale non può prescindere dallo sviluppo e adozione delle tecnologie più ecocompatibili ed economicamente sostenibili dalla collettività, come appunto quelle biotecnologiche.
Obiettivi:
- studio e messa a punto della configurazione reattoristica e delle condizioni operative per la costruzione del biofilm con le specifiche attività degradative
- definizione e caratterizzazione delle comunità microbiche responsabili della biodegradazione mediante metodologie molecolari.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 80.000,00 IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B67/DIPIA/02]
Messa a punto
di strumenti di calcolo per la valutazione del rischio di incidente rilevante
associato al trasporto in condotta di sostanze
pericolose
Motivazioni:
Tra le aree a
rischio di incidente rilevante non esplicitamente incluse nella Direttiva Seveso
II, rientra il trasporto in condotta di sostanze pericolose, nonostante alcuni
incidenti abbiano dimostrato la potenziale pericolosità associata a questo tipo
di trasporto. L’analisi della legislazione vigente nei vari stati membri della
comunità europea mostra alcune carenze nella gestione del rischio relativo ai
pipelines, soprattutto per quanto riguarda i sistemi di gestione della
sicurezza, la pianificazione delle emergenze e la pianificazione d’uso del
territorio.Si vogliono pertanto approfondire le problematiche relative alla
valutazione del rischio posto da questo tipo di attività e contribuire agli
sviluppi relativi all’implementazione della normativa che regola la
materia.
Obiettivi:
Individuazione di “benchmarks” per lo sviluppo sostenibile di reti di pipelines in Italia sulla base dell’analisi del rischio associato ai pipelines.
Creazione di un software “user friendly” per la valutazione del rischio e delle conseguenze degli incidenti relativi ai pipelines.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 150.000,00
IVA compresa
Durata biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 9: Emissioni ed immissioni da insediamenti
produttivi e metodologie innovative correlate
[B68/DIPIA/02]
Utilizzazione
di funghi micorrizici arbuscolari come indicatori di impatto
ambientale
Motivazioni:
Durante la valutazione di
impatto è essenziale stabilire l’effetto su organismi non target dei chemicals
applicati sul suolo, fondamentali per l’attuazione di obiettivi di sostenibilità
ambientale. In questo ambito possono essere utilizzati indicatori biologici in
grado di rivelare il livello di rischio. Tali indicatori consistono in funghi
simbionti benefici, micorrize arbuscolari.
Obiettivi:
L’obiettivo generale
è quello di valutare l’estensione del rapporto indicatore micorrizico/ambiente
antropizzato secondo un modello che prevede l’uso di Glomus
mosseae.
Gli obiettivi di
sviluppo comprendono:
-
la validazione
di modelli recentemente messi a punto
-
screening di
valutazione di impatto ambientale di chemicals su varietà
selezionate.
Contributo massimo
erogabile dall’ISPESL: € 20.000,00 IVA compresa
Durata
annuale
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B69/DIL/02]
Motivazioni:
Obiettivi
:
Individuazione
di una metododica che caratterizzi univocamente dal punto di vista chimico e
tossicologico gli anfiboli fibrosi.
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B70/DIL/02]
Motivazioni:
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B71/DIL/02]
Motivazioni:
L’esposizione al rumore nel comparto
agricolo rappresenta da sempre caratteristiche di complessità dovute ad esempio
alla variabilità e alla stagionalità delle lavorazioni e alla sempre maggiore
meccanizzazione dei processi produttivi. Inoltre, la metodologia per la
valutazione del rischio rumore prevista in generale dal D.Lgs. 277/91 presenta
difficoltà di applicazione per le categorie di lavoratori impiegati nel
comparto.
Obiettivi:
-
realizzare una
banca dati dei livelli di esposizione al rumore nel comparto
agricolo
-
definire nuovi
metodi di valutazione del rischio rumore per adeguare la normativa in
vigore
Durata triennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B72/DIL/02]
Studio teorico
e sperimentale del rumore aerodinamico generato da flussi di aria attraverso
superfici di piccola dimensione per i suoi effetti sui conducenti di
veicoli
Motivazioni:
Obiettivi:
-
campagna di
misurazioni del rumore generato da flussi d’aria turbolenti attraverso aperture
di piccole dimensioni quali ad esempio finestrini di
automezzi
-
analisi critica
dei modelli teorici esistenti per il calcolo del rumore aerodinamico e sviluppo
eventuale di modelli ad hoc in grado di riprodurre i dati
sperimentali anche in funzione della potenza sonora e dei parametri fisici e
geometrici
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B73/DIL/02]
Motivazioni:
Obiettivi:
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B74/MDL/02]
Sviluppo di
procedure molecolari rapide per una determinazione precoce del contagio da parte
di specie batteriche patogene implicate nel bioterrorismo e nella guerra biologica
in lavoratori del pronto intervento anti-bioterroristico ed in altre categorie
professionali a rischio esposizionale
Motivazioni:
Standardizzazione
di metodiche di misura e controllo.
Obiettivi:
Attualmente, non esistono procedure molecolari di ricerca di batteri associati al bioterrorismo che abbiano valenza diagnostica.
La ricerca riguarda quindi la messa a punto e standardizzazione di metodiche e protocolli sperimentali di identificazione batterica mediante tecniche di amplificazione genica, che consentano di determinare la presenza del DNA dell’agente infettivo se presente in basso numero di copie.
Nello specifico contesto l’obiettivo principale della ricerca è lo sviluppo di procedure molecolari rapide mirate alla determinazione precoce del contagio da parte di Bacillus anthracis, Francisella tularensis e Yersinia pestis in lavoratori del pronto intervento anti-bioterroristico ed in altri lavoratori a rischio di esposizione.
Tali tecniche dovranno essere dotate di elevata sensibilità (>/= a quella dell’esame colturale), economicamente sostenibili e principalmente in grado di rilevare l’agente nelle immediate fasi post-contagio.
Primo anno:
Sviluppo e verifica di tecniche qualitative di determinazione.
Secondo anno:
Sviluppo e verifica di tecniche quantitative di determinazione.
L’accettazione
della proposta sarà subordinata alla disponibilità presso la sede delle ricerche
di laboratori di livello BL-3 o superiore comprovata da adeguata
documentazione.
Contributo massimo erogabile
dall’ISPESL: € 80.000,00 IVA
compresa
Durata biennale: primo
anno
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B75/DIL/02]
Mappatura
chimica di siti industriali contaminati da amianto mediante strumentazione
portatile
Motivazioni:
Obiettivi:
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B76/DIL/02]
Obiettivi:
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B77/DIL/02]
Verifica dei rischi
dopo l’eliminazione della cosiddetta “benzina rossa”.
Obiettivi:
Durata biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B78/MDL/02]
Strumenti
interattivi per la documentazione su internet in materia di agenti chimici e
biologici
Motivazioni:
L’esposizione ad agenti chimici e biologici in ambienti di
vita e di lavoro rappresenta un importante rischio per la salute che necessita
di essere ben conosciuto dagli operatori della prevenzione al fine di sviluppare
una corretta, aggiornata ed utile attività di informazione al riguardo, e di
mettere in atto validi piani di prevenzione, sorveglianza e controllo delle
patologie correlate.
Inoltre la possibile minaccia di atti di terrorismo con
impiego di agenti chimici e biologici determina una necessità di approfondimento
della materia.
Nonostante siano numerosi i siti web di istituzioni mediche
e scientifiche, civili e militari che si occupano specificamente di rischio
chimico e biologico, biosicurezza e bioterrorismo, non è facile ricercare,
selezionare e recuperare tra questa enorme mole di documenti ciò che è realmente
utile e valido; neppure l’ausilio di importanti motori di ricerca in ambito
scientifico come BioMedNet, Medlars, Science Direct permettono di selezionare ed
utilizzare i principali siti (per accuratezza scientifica e fruibilità) per
specifici argomenti.
Si evidenzia pertanto la necessità di produrre vere e
proprie rotte di navigazione (attraverso l’analisi e il confronto incrociato dei
link e da aggiornare costantemente nel tempo) su specifici argomenti, curati da
esperti della materia, che permettano di giungere in tempi brevi alla
descrizione ed al recupero dei documenti validi disponibili.
Individuazione di nuovi strumenti di prevenzione - Metodologie, strumenti e tecniche per il miglioramento dell’informazione e della formazione.
Obiettivi:
Obiettivo generale:
Individuazione su internet delle principali fonti,
raccomandate per la loro accuratezza scientifica e per la fruibilità
dell’informazione in esse contenuta, in materia di rischi da agenti chimici e
biologici, biosicurezza e bioterrorismo.
Obiettivo specifico:
Realizzazione
di uno strumento interattivo su CD per la documentazione su internet in materia
di agenti chimici e biologici.
Contributo massimo erogabile
dall’ISPESL: € 42.000,00 IVA compresa
Durata biennale:
primo anno
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B79/MDL/02]
Valutazione
dell’impatto delle condizioni del traffico urbano sulla salute dei lavoratori
conducenti di mezzi di pubblico trasporto
Motivazioni:
Il traffico urbano può indurre effetti negativi sulla salute dei soggetti esposti per motivi professionali sia a livello del sistema respiratorio, per le emissioni dei veicoli, sia a livello cardiovascolare per gli effetti dello stress a cui è sottoposto il lavoratore durante i turni lavorativi.
I lavoratori più esposti alle influenze negative dello stress sono senz’altro i conducenti dei mezzi pubblici che, durante i turni di lavoro, devono esercitare una attenzione ad altissimo livello soprattutto nei periodi di maggiore frequenza di traffico urbano.
Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.
Obiettivi:
Studiare gli effetti dello stress, derivante dall’esposizione durante l’attività lavorativa al traffico urbano, sul sistema cardiovascolare.
In particolare verificare l’associazione tra stress ed aritmie in relazione anche alle variabili: tipologia di lavoro e mezzo di trasporto, turni lavorativi, zone di traffico particolarmente intenso, con l’obiettivo di trarre delle indicazioni per programmare degli interventi preventivi per lo specifico settore lavorativo.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
80.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo
anno
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B80/DIL/02]
Necessità di un
supporto informativo di base per l’elaborazione di manuali per l’autocontrollo
destinati alla gestione della qualità dell’aria in ambiente
ospedaliero.
Obiettivi:
Messa a punto di modelli di studio per il controllo
della qualità dell’aria indoor in ospedale.
In particolare lo studio riguarderà alcuni parametri
fisici, chimici e biologici considerati indicativi della qualità dell’aria in
ambiente ospedaliero.
I controlli fisici ambientali saranno effettuati
mediante il rilevamento dei principali parametri microclimatici (temperatura,
temperatura globotermometrica, velocità dell’aria, umidità dell’aria, indici di
stress termico, ecc.).
I controlli chimici riguarderanno i principali
inquinanti dell’ambiente ospedaliero, vale a dire i gas anestetici (protossido
di azoto ed alogenati) nelle sale operatorie; l’aldeide formica nei laboratori
di anatomia patologica; la glutaraldeide negli ambulatori di endoscopia.
I controlli microbiologici saranno di tipo quantitativo
e qualitativo e saranno limitati alle zone dove il rischio effettivo è
particolarmente elevato (sale operatorie e terapie intensive).
Lo studio riguarderà diverse strutture ospedaliere e
consentirà l’acquisizione di dati utili per il miglioramento della qualità
dell’aria indoor in ospedale.
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B81/MDL/02]
Studio degli
effetti di campi elettromagnetici su cellule dell'organismo umano e su singole
componenti cellulari
Motivazioni:
Considerando che numerosi studi hanno suggerito (ma non dimostrato) che l'esposizione a campi elettromagnetici, in particolare a bassa frequenza (ELF), a livelli tali da non prefigurare rialzi termici o correnti indotte di entità sufficienti a determinare effetti acuti, possa tradursi in alterazioni biologiche sperimentalmente rilevabili, si è ritenuto interessante valutare questi effetti in alcune cellule umane e in singoli componenti delle cellule stesse.
Analisi epidemiologiche e rapporti tra lavoro, salute e
sicurezza.
Obiettivi:
Comprensione degli effetti di
campi elettromagnetici sul funzionamento delle cellule viventi mediante lo
studio delle variazioni della funzionalità cellulare e dell'attività di singole
componenti cellulari (macromolecole biologicamente attive, come ad esempio un
enzima) legate ad un'esposizione a radiazioni non ionizzanti nello spettro del
campo delle onde elettromagnetiche, in particolare a bassa frequenza
(ELF).
Contributo massimo erogabile
dall’ISPESL: € 150.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B82/DIL/02]
Sviluppo
di una metodologia per la valutazione in tempi reali della qualità dell’ambiente
lavorativo posto sotto osservazione.
Obiettivi:
Il naso elettronico è costituito da un assemblaggio di sensori diversi capaci di fornire un’impronta di risposte che, confrontata con uno standard di memoria del naso, consente una valutazione in tempi reali della qualità dell’ambiente sotto osservazione. I sensori di un naso elettronico sono costituiti generalmente da elettrodi allo stato solido di differente composizione chimica e quindi differente sensibilità rispetto ai componenti della matrice di studio.
Per semplificare il sistema si propone di operare con “nasi”
e “lingue” di seconda generazione costituiti da un numero tale di risposte da
consentire il prodursi di un’impronta di riconoscimento e valutazione.
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B83/DIL/02]
- valutazione dell’esposizione professionale agli inquinanti cancerogeni e non cancerogeni in un gruppo di lavoratori esposti
Obiettivi:
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B84/DIL/02]
Sviluppo e
convalida di metodologie analitiche ultrasensibili (tecniche ifenate
cromatografia-spettrometria di massa) per la determinazione di microinquinanti
in matrici ambientali ed alimentari (fitoestrogeni e
micotossine)
-
valutazione dell’apporto
dei fitoestrogeni e micotossine
-
chiarire il ruolo che i
fitoestrogeni assunti con la dieta giocano nei vari aspetti della salute e delle
patologie.
Obiettivi:
Sviluppare un metodo che permetta l’identificazione di fitoestrogeni in alimenti ed in altre matrici, che renda possibile la valutazione dell’apporto di tali composti e che ne faciliti la ricerca nel chiarire il ruolo che i fitoestrogeni assunti con la dieta (o diversamente assorbiti per vie diverse) giocano nei vari aspetti della salute e delle patologie. Determinazione dei fitoestrogeni: daidzein, genistein, coumestrol, equol, b-sitosterol, and biochanin . Messa a punto di metodiche e procedure analitiche per il riconoscimento specifico e analisi quantitativa dei diversi target molecolari ad azione estrogeno-mimetica presenti in matrici alimentari. Verranno investigati tutti quei fattori che influenzano le analisi del tipo di dispersione della matrice solida: la natura della matrice del campione, la natura del supporto solido, la grandezza delle particelle, la modificazione della matrice, la natura del solvente eluente e la sequenza delle aggiunte. Per la valutazione quantitativa, saranno sviluppate procedure basate sulle tecniche di accoppiamento cromatografia liquida-spettrometria di massa.
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B85/DIL/02]
Individuazione di
metodologie per la precoce determinazione del rischio in ambienti lavorativi
industriali o del terziario.
Obiettivi:
Messa a punto di metodiche termoanalitiche per l’analisi
di campioni di particolato raccolti su membrane filtranti in ambienti lavorativi
industriali o del terziario, allo scopo di pervenire, con nuove metodologie, ad
una precoce determinazione del rischio lavorativo.
Obiettivo della ricerca sarà pertanto la messa a punto di nuove metodologie analitico-strumentali atte ad una caratterizzazione quali-quantitativa di particolato aerodisperso.
Le tecniche termoanalitiche permettono una analisi sia qualitativa che quantitativa, senza un preventivo pretrattamento del campione come nella tradizionale gascromatografia. Nel caso in cui siano presenti più componenti nel campione in esame, la possibilità di accoppiare on-line la strumentazione termoanalitica, in particolare la termogravimetria, a tecniche strumentali come IR, MS, naso elettronico, GC, permette di poter completare la caratterizzazione termoanalitica mediante evolved gas analysis (EGA). Dalla sinergia delle serie di dati, la caratterizzazione acquista la specificità necessaria per la determinazione di analiti nocivi alla salute in ambienti di lavoro confinati potenzialmente a rischio.
In letteratura è reperibile attualmente un solo precedente specifico; in questo lavoro però, problemi di sensibilità avevano limitato l’applicazione della tecnica analitica a campioni di polveri depositati, fornendo perciò solo parziali ed indirette informazioni sul particolato aerodisperso.
Per il campionamento verranno utilizzate pompe TCR - Tecora modello LWS, con portafiltri da 47 mm e flussi di aspirazione dell’aria di 15 - 20 L/ min, per le determinazioni quantitative; per prove qualitative saranno utilizzate pompe ad alto flusso Staplex (General Metal Works) gestite elettronicamente per poter effettuare campionamenti continui o sequenziali per periodi anche superiori alle 24 ore.
In entrambi i casi sono scelti i filtri in fibra di vetro (Sartorius e Gelman), in modo che possano resistere al trattamento termico quanto più possibile. Attualmente sono stati effettuati solo campionamenti all’esterno, in area urbana, a diverse altezze (2 m e 20 m dal piano stradale) nel periodo invernale e volti principalmente a mettere a punto le metodiche ed a stimare l’incidenza dei vari parametri in gioco.
Le analisi termogravimetriche saranno effettuate su porzioni dei filtri dell’ordine di pochi mg con apparecchiatura Perkin Elmer TGA7, con condizioni diverse di analisi, in grado di operare in atmosfera di ossigeno o aria, stagnante o a flusso continuo, anche accoppiata a tecniche come FTIR, MS o naso elettronico.
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B86/DIL/02]
Valutazione
dell’esposizione lavorativa ad amianto nei cantieri TAV derivante dalla
movimentazione di ciottolate appenninico contenente
ofioliti
Motivazioni:
Verifica delle
condizioni operative più sfavorevoli nella determinazione del
rischio.
Obiettivi:
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B87/DIL/02]
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[B88/MDL/02]
Studio degli
effetti dell'MTBE (metil-butil etere) sulla crescita, sopravvivenza e
trasformazione di cellule in coltura
Motivazioni:
L'MTBE è un prodotto di sintesi il cui uso è
notevolmente incrementato negli ultimi anni in quanto viene usato come
antidetonante per le benzine.
L'MTBE è una sostanza tossica che determina effetti
nocivi sull'animale, sperimentalmente provati, e sull'uomo, anche se non
esistono studi univoci in questo senso.
Numerosi studi in letteratura hanno suggerito anche un
possibile effetto cancerogenetico dell'MTBE ma i dati finora disponibili sono
molto contrastanti.
Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.
Obiettivi:
La ricerca si propone l'obiettivo di studiare gli effetti dell'MTBE sulla crescita di cellule in vitro, sulla progressione delle cellule attraverso il ciclo cellulare e sull'induzione di apoptosi, studiando anche i meccanismi molecolari che sono alla base dei fenomeni riscontrati e di indagare la capacità trasformante dell'MTBE.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 50.000,00 IVA compresa
Durata
annuale
[B89/MDL/02]
Studio del
sistema immunitario in lavoratori esposti ad antiparassitari
Motivazioni:
I dati attualmente disponibili suggeriscono che alcuni antiparassitari sono in grado di modulare la funzione del sistema immunitario o verso un deficit nella risposta immune (immunosoppressione) o verso un suo incremento (manifestazioni allergiche ed autoimmuni), tra questi gli organofosforici, i ditiocarbammati, i carbammati, gli organoclorurati e gli organostannici.
Dal momento che gran parte della popolazione può essere esposta ad antiparassitari nell'ambiente di vita (residui) e/o di lavoro, lo studio degli effetti conseguenti all'esposizione a questi composti è di fondamentale importanza per lo sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.
Obiettivi:
Lo studio è
finalizzato alla valutazione del sistema immunitario di gruppi di lavoratori
esposti ad antiparassitari ed alla determinazione dei livelli di esposizione
(monitoraggio ambientale e biologico) non solo per la definizione di un
possibile effetto, ma anche per la definizione di curve dose-risposta.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
80.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo
anno
[B90/DIPIA/02]
Oncogenesi nei
ratti indotta da esposizione a campi magnetici a frequenza industriale e a campi
elettromagnetici a radiofrequenza o microonde
Obiettivi :
Dimostrare in via sperimentale l’eventuale effetto oncogeno sui ratti dell’esposizione cronica a campi magnetici e a campi elettromagnetici ad intensità inferiori ai valori limite attraverso una popolazione numericamente adeguata per la significatività della ricerca con impiego di sistema espositivo fornito dall’ISPESL.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 400.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 12:
Gestione in qualità dei servizi di prevenzione del S.S.N. e
ottimizzazione dei flussi informativi tra i diversi livelli
[B91/DTS/02]
Valutazione e
controllo del rischio per pazienti ed operatori, con riferimento
all’alimentazione in continuità ed alla corretta trasmissione di segnali, in
ambienti ospedalieri critici
Motivazioni:
L’esistenza di
dispositivi ed impianti medici controllati da microprocessore, e la loro
crescente diffusione in ambiente ospedaliero, impone l’analisi dei rischi, per
il paziente e gli operatori, derivanti da difetti nell’alimentazione di tali
apparati e/o nella trasmissione dei segnali medici da sensore ad apparato o da
un apparato ad un altro.
In base al Decreto Legislativo sulla
marcatura CE dei dispositivi medici, il soddisfacimento delle direttive sulla
compatibilità elettromagnetica e bassa tensione, dovrebbe garantire l’immunità
del funzionamento e della sicurezza di tali apparati dai fenomeni prima
ricordati.
In realtà, l’effettiva sicurezza, ed i metodi
di valutazione e controllo del rischio, anche legati all’adeguamento ai nuovi
requisiti di sicurezza degli apparati già esistenti, non sono stati ancora
investigati appieno.
Obiettivi:
L’obiettivo finale della ricerca è di investigare la valutazione ed il controllo del rischio associato a problemi dovuti alla corretta alimentazione ed alla corretta trasmissione dei segnali negli ambienti ospedalieri. L’obiettivo sarà raggiunto attraverso i seguenti obiettivi intermedi:
- classificazione dei vari ambienti in relazione al rischio per il paziente e gli operatori, dovuti a guasti o anomalie imputabili principalmente a difetti dell’alimentazione o della trasmissione dei segnali medici
- analisi statistica, su un campione adeguato, della frequenza di guasto e/o malfunzionamento degli apparati
- valutazione dei rischi correlati
-
analisi dell’efficienza delle diverse misure di
protezione per la riduzione del rischio.
Contributo massimo erogabile
dall’ISPESL: € 19.367,13 + IVA
Durata annuale
AREA TEMATICA n. 13:
Affidabilità, manutenzione, conservazione.
Verifica dell’efficacia di applicazioni tecnologiche e normative di prevenzione
infortuni su impianti, macchine, strutture, attrezzature e sistemi
[B92/DTS/02]
Studio della
propagazione di cricche di fatica di forma qualsiasi in campo elastoplastico.
Attività di analisi e modellazione
Motivazioni:
Di
recente molti sforzi di ricerca sono stati dedicati alla messa a punto di
procedure affidabili per valutare la formazione e la propagazione di cricche di
fatica in prossimità di concentrazioni di tensione. Tali procedure, basate
sull’elaborazione di dati sperimentali e tutte derivanti da modificazioni della
classica legge di Paris, richiedono la conoscenza del campo tensionale intorno
alla cricca e la sua variazione sul fronte di essa per valutare, durante la
propagazione, oltre all’aumento delle dimensioni della cricca stessa, anche il
mutamento della sua forma. Le procedure descritte si prestano molto bene per la
progettazione a tolleranza di danno: un abbinamento di modellistica e di
controlli non distruttivi consente infatti di stabilire gli intervalli di
ispezione su
un
componente in cui sia stato individuato un difetto.
Per estendere tali modelli alla previsione della vita complessiva di un pezzo inizialmente privo di difetti è necessario utilizzare dei modelli di nucleazione della cricca di fatica; in questo modo è possibile prevedere l’intera vita sommando il periodo necessario alla nucleazione di una macro-cricca al periodo di crescita vera e propria.
Obiettivi:
-
utilizzo di
metodologia numerica, principalmente fondata sull’uso di modelli ad elementi
finiti, in grado di valutare il campo tensionale tridimensionale intorno ad una
cricca piana, di forma qualsiasi, posta in prossimità di una singolarità di
forma, in pezza di varia geometria caricati ciclicamente
-
studio di
enucleazione del difetto basato su modelli di tipo statico in grado di
determinare le probabilità di enucleazione di un macro-difetto partendo da
distribuzioni assegnate di microdifettosità.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
46.487,00 + IVA
AREA TEMATICA n. 13:
Affidabilità, manutenzione, conservazione.
Verifica dell’efficacia di applicazioni tecnologiche e normative di prevenzione
infortuni su impianti, macchine, strutture, attrezzature e sistemi
[B93/DTS/02]
Metodi e
strumenti per l’analisi della sicurezza e della qualità di servizio di sistemi
di controllo, connessi mediante rete di
telecomunicazione
Motivazioni:
La presenza del
software e di hardware sempre più complessi rende i sistemi di controllo
particolarmente vulnerabili agli errori di progetto ed agli errori umani. Tale
vulnerabilità si accresce per i sistemi di più alto livello, distribuiti e
connessi mediante rete di telecomunicazione. Tali sistemi possono essere privi
di confini definiti, mancanti di controllo centralizzato e con un numero, non
completamente noto, di nodi, anche eterogenei, connessi in rete. Quindi, accanto
alle proprietà tradizionali che caratterizzano i sistemi di tipo chiuso, come la
disponibilità (intesa come prontezza all’uso), l’affidabilità (intesa come
continuità di servizio), la sicurezza (intesa come la non occorrenza di eventi
catastrofici), sono necessarie nuove proprietà per misurare la funzionalità di
tali sistemi, in relazione alla loro alta connettività con rete di
telecomunicazione.
Tra queste, la
qualità del servizio, che può essere definita come l’insieme delle
caratteristiche qualitative e quantitative necessarie per garantire la
funzionalità di una applicazione, anche in presenza di funzionamento degradato
della rete di telecomunicazione e dei suoi nodi
costituenti.
L’analisi della qualità di servizio richiede l’adeguamento dei metodi e strumenti attualmente utilizzati per l’analisi di sistemi di tipo chiuso.
Obiettivi:
L’obiettivo finale della ricerca è di investigare nuovi metodi e strumenti adatti a valutare la sicurezza e la qualità di servizio di sistemi di controllo, connessi mediante rete di telecomunicazione. L’obiettivo sarà raggiunto attraverso i seguenti obiettivi intermedi:
- comprensione delle caratteristiche qualitative e quantitative della sicurezza e della qualità di servizio di sistemi connessi mediante rete di telecomunicazione, con riferimento ad un Sistema Dimostratore
- studio dei formalismi utilizzabili per modellare sia i nodi della rete che i collegamenti tra gli stessi
-
selezione degli strumenti di supporto alla
modellazione
-
costruzione di un modello del Sistema Dimostratore con
l’inserimento delle modalità di degradazione del Sistema ad analisi della sua
sicurezza e qualità di servizio.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 18.075,99 +
IVA
Durata
biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 13:
Affidabilità, manutenzione, conservazione.
Verifica dell’efficacia di applicazioni tecnologiche e normative di prevenzione
infortuni su impianti, macchine, strutture, attrezzature e sistemi
[B94/DOM/02]
Influenza dei
condotti di scarico sul funzionamento e dimensionamento di valvole di sicurezza
con flusso in bifase
Motivazioni:
Un
accurato dimensiona:mento delle valvole di sicurezza che tenga conto anche delle
condizioni allo scarico è fondamentale per assicurare la salvaguardia degli
impianti industriali sui quali sono installate. Un loro corretto funzionamento
consente di prevenire gli inconvenienti e i danni provocati da errori e
disfunzioni accidentali che, alterando il funzionamento regolare dell’impianto,
possono compromettere l’integrità dei componenti di processo con conseguenti
pericoli per l’incolumità del personale oltre che, nel caso di possibili rilasci
di sostanze tossiche, per le popolazioni prossime all’impianto e l’ambiente
circostante. In questa situazione assume inoltre una particolare rilevanza il
corretto dimensionamento di tutta la linea di scarico del fluido; le perdite di
carico in questi tratti infatti, oltre a produrre sicuramente una riduzione
della portata di scarico, possono comportare il raggiungimento di condizioni di
criticità fuori della valvola, vanificando un dimensionamento della stessa che
non ne tenga preventivamente conto.
Obiettivi:
L’attività
sperimentale sarà svolta con valvole reali e/o modificate per ottenere
condizioni di prova significative (riduzione dell’area di efflusso) fino a
raggiungere, ove possibile, condizioni di efflusso critico. Le geometrie dei
condotti di scarico saranno realizzate in modo da rappresentare delle
configurazioni impiantistiche tipiche. Sia la valvola che i condotti saranno
strumentati per rilevare i campi di pressione e di temperatura del fluido di
processo (acqua).
In parallelo
verrà svolta un’attività di analisi critica dei risultati con lo scopo di
verificare le correlazioni di calcolo disponibili per il dimensionamento di
questi componenti.
Contributo
massimo erogabile dall’ISPESL: € 38.734,00 IVA
compresa
Durata annuale
AREA TEMATICA n. 13:
Affidabilità, manutenzione, conservazione.
Verifica dell’efficacia di applicazioni tecnologiche e normative di prevenzione
infortuni su impianti, macchine, strutture, attrezzature e sistemi
[B95/DOM/02]
Funzionamento
e dimensionamento delle valvole di regolazione con flusso in
bifase
Motivazioni:
Per
condizioni di efflusso iniziale saturo e basso titolo è attualmente difficile
valutare la capacità e quindi effettuare il dimensionamento di una valvola di
regolazione. Il titolo varia continuamente tra ingresso ed uscita con un
trasferimento di energia tra le fasi. Sinteticamente si può dire che il liquido
tenda ad evaporare nella fase di contrazione e a ricondensare a valle
dell'otturatore. L'entità di questi due fenomeni dipenderà dalla geometria della
valvola, dal tipo di fluido e delle sue condizioni di ingresso e di uscita dalla
valvola. Inoltre il fluido può trovarsi, durante queste evoluzioni, in uno stato
metastabile, ossia di non equilibrio termodinamico tra le fasi. Il corretto
dimensionamento della valvola di regolazione è fondamentale per assicurare la
salvaguardia degli impianti industriali sui quali sono
installate.
Obiettivi:
L'attività
sperimentale sarà svolta con valvole reali di piccole dimensioni per ottenere un
ampio campo di condizioni di prova significative; ove possibile si cercherà di
raggiungere condizioni di efflusso critico. I dati serviranno per valutare
l'influenza dei parametri di esercizio sulla capacità della valvola e ad
evidenziare eventuali fenomeni di oscillazione. In parallelo, verrà svolta
un'attività di analisi critica dei risultati con lo scopo di verificare le
correlazioni di calcolo disponibili per il dimensionamento di questi
componenti.
Contributo
massimo erogabile dall’ISPESL: € 38.734,00 IVA
compresa
Durata annuale
AREA TEMATICA n. 13:
Affidabilità, manutenzione, conservazione.
Verifica dell’efficacia di applicazioni tecnologiche e normative di prevenzione
infortuni su impianti, macchine, strutture, attrezzature e sistemi
[B96/DOM/02]
Linee guida
per la programmazione e manutenzione del sottosuolo per il miglioramento della
sicurezza negli impianti con particolare riferimento a quelli di distribuzione
del gas
Motivazioni:
Definizione di
linee progettuali per la programmazione della progettazione e la manutenzione
del sottosuolo. La ricerca si avvarrà della collaborazione di almeno un
operatore del settore per una concreta sperimentazione delle linee progettuali
definite.
Obiettivi:
Approfondimento delle seguenti specifiche di ricerca:
- attività di manutenzione degli impianti sottosuolo
- rischi correlati
- la progettazione della sicurezza degli interventi
- il coordinamento esecutivo
- le attività di smantellamento delle coperture
- siti con traffico veicolare
- siti con traffico di cantiere
- siti con movimento pedonale
- lo scavo e l’individuazione degli impianti
- l’intervento manutentivo
- la segnalazione per futuri interventi
- il rispetto delle distanze di sicurezza fra le linee sottosuolo
- manutenzione degli elettrodotti ad alta tensione e dei gasdotti
- tecniche di riduzione dei rischi
- monitoraggio dei rischi residui.
Verranno seguiti i metodi della “Progettazione metodica”. Partendo dalla definizione del problema si procederà per analisi multivariate con l’ausilio di schemi di rappresentazione dei processi. Per la realizzazione di prototipi e la simulazione d’utilizzo ci si avvarrà della collaborazione di operatori dei comparti interessati.
Contributo
massimo erogabile dall’ISPESL: € 100.000,00 IVA
compresa
Durata
biennale: primo anno
AREA TEMATICA n.14 : Armonizzazione delle prassi tecnologiche
dell’Istituto con i criteri imposti dalla evoluzione normativa nazionale o
internazionale
[B97/DTS/02]
Studio di un
modello di laboratorio chimico caratterizzato da un sistema qualità per lo
svolgimento di prove di laboratorio su prodotti, integrato da un sistema per la
tutela della salute e la sicurezza degli operatori
Motivazioni:
Si ravvisa
l’esigenza di realizzare uno studio per l’emanazione di linee-guida in materia
di gestione in qualità e di gestione in sicurezza dei laboratori chimici che
effettuano il controllo dei prodotti industriali di interesse sanitario, per
consentire un loro adeguamento agli attuali standard di funzionamento degli
omologhi laboratori dell’Unione Europea.
Le linee-guida
dovranno, altresì, promuovere l’armonizzazione su tutto il territorio nazionale
delle attività di controllo dei suddetti laboratori.
Obiettivi:
Elaborazione di
uno studio finalizzato alla realizzazione di un modello organizzativo-funzionale
di un Laboratorio chimico per il controllo di prodotti industriali utilizzati
nel settore sanitario, che coniuga i criteri di funzionamento e di qualità dei
laboratori di prova stabiliti dalle norme europee UNI CEN EN 45001 e 17025 con
le esigenze di tutela della salute degli operatori e della sicurezza nei luoghi
di lavoro nel rispetto del D. Lgs. 626/94 e successive modifiche.
Contributo
massimo erogabile dall’ISPESL: € 41.316,55 + IVA
Durata annuale
AREA TEMATICA n. 15: Rischio di esposizione professionale ed
ambientale a distruttori endocrini
[B98/MDL/02]
Valutazione di
indicatori di effetti biologici nei vigili urbani esposti ad inquinanti
atmosferici, quali possibili distruttori endocrini
Motivazioni:
L'aria urbana è inquinata da numerosi composti tossici che originano soprattutto dalla combustione di carburanti tossici, non vi sono dati esaurienti sugli effetti dell'esposizione a tali composti quali possibili distruttori endocrini.
Sviluppo di conoscenze di base in materia di salute e sicurezza.
Obiettivi:
L'obiettivo dello studio è valutare la potenziale attività di distruttori endocrini dei composti presenti nell'aria urbana quali inquinanti atmosferici prodotti dalla combustione di carburanti. I vigili urbani potranno essere studiati quale categoria lavorativa esposta a tali composti al fine di valutare gli effetti biologici dell'esposizione.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
100.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo
anno
|
|
Ricerche tipo
C |
|
ATTIVITÀ DI RICERCA IN
COLLABORAZIONE CON CONTRIBUTO MODALE
PROGRAMMATE NEL
2002
Ricerche riservate agli Enti
di cui all’art.21 comma 5 del DPR 441/94 (Università, Enti Pubblici di Ricerca o
altri Enti Pubblici)
AREA TEMATICA n. 1: Sistemi di gestione, compresa la gestione in
qualità, della salute e sicurezza, anche integrati, audit aziendale ed analisi
costi/benefici, in particolare nelle PMI
[C1/MDL/02]
La sicurezza e
la salute nelle strutture sanitarie: analisi degli strumenti di gestione,
dell’organizzazione e dei fabbisogni formativi
Motivazioni:
In Italia, l’emanazione del D.Lgs. 626/94 ha determinato la nascita di una nuova fase evolutiva nella tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, introducendo, in modo chiaro, la programmazione delle attività di prevenzione tra i compiti dell’impresa.
La gestione della prevenzione richiede l’adozione di un sistema coerente di programmazione e controllo che a partire dalla valutazione del rischio preveda l’adozione di misure e procedure di prevenzione e protezione, l’organizzazione della sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti e l’attività di informazione e formazione. Il sistema così concepito necessita, per il raggiungimento degli obiettivi prevenzionistici, del coinvolgimento delle figure professionali che il D.Lgs. 626/94 individua in quest’ambito come protagonisti dell’organizzazione: datore di lavoro, responsabile del servizio di prevenzione e protezione, medico competente, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
Nel mondo sanitario, anche a causa della spinta tecnologica e specialistica, vi è stata una enorme frammentazione delle competenze per rispondere a richieste sempre più complesse.
Questa frammentazione rende particolarmente difficile l’implementazione delle norme prevenzionistiche e quindi fortemente necessaria la collaborazione tra i diversi attori della prevenzione.
La ricerca sarà orientata allo studio dei modelli organizzativi di alcune importanti strutture sanitarie sul territorio nazionale.
Individuazione di nuovi strumenti di prevenzione - Metodologie, strumenti e tecniche per il miglioramento dell’informazione e della formazione.
Obiettivi:
Indagare i modelli organizzativi per la gestione della sicurezza e salute dei lavoratori già adottati in strutture sanitarie di rilievo nazionale.
Individuare specifici strumenti per l’integrazione delle attività lavorative con la gestione della sicurezza.
Individuare i fabbisogni formativi dei soggetti
interessati all’utilizzo degli strumenti gestionali.
Contributo
massimo erogabile dall’ISPESL: € 160.000,00 IVA compresa
Durata
biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 1: Sistemi di gestione, compresa la gestione in
qualità, della salute e sicurezza, anche integrati, audit aziendale ed analisi
costi/benefici, in particolare nelle PMI
[C2/MDL/02]
Studio
sull’incidenza dei costi diretti e indiretti riferibili alle patologie da
mobbing
Il mobbing si è ormai affermato come un fenomeno sociale, tanto da mobilitare istituzioni, parti sociali, associazioni di categoria al fine di predisporre idonei strumenti d’intervento e di gestione. A differenza di altri paesi europei e internazionali, però, non esiste ancora in Italia una stima affidabile dei costi che detto fenomeno comporta.
Obiettivi:
- organizzazione del materiale di ricerca e di studio disponibile ai livelli europeo, nazionale e regionale, al fine di ricostruire una casistica del fenomeno
- costruzione di una griglia di analisi dei costi sociali del fenomeno, sia attraverso la raccolta documentale che attraverso un’indagine qualitativa.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
200.000,00 IVA compresa
Durata biennale: primo
anno
AREA TEMATICA n. 2: Sistema
Informativo. Innovazione e potenziamento degli strumenti informativi per la
valutazione e l’elaborazione dei dati rilevati sul territorio per la prevenzione
del rischio infortunistico
[C3/DOC/02]
Definizione
dei rischi di esposizione e delle misure di sicurezza e di tutela della salute
nel settore dell’acquacoltura relativamente alle lavorazioni: molluschicoltura,
gabbie galleggianti
Motivazioni:
In relazione
alle esigenze di completezza dell’informazione, nell’ambito del Sistema
Informativo Prevenzionale (S.I.PRE.) con riferimento al comparto acquacoltura,
si ravvisa la necessità di integrare le informazioni contenute nella banca dati
Profili di Rischio, comparto acquacoltura, con quelle provenienti dalla ricerca
su due lavorazioni specifiche del comparto: molluschicoltura e gabbie
galleggianti, maggiormente sviluppate nelle lagune e nelle zone costiere
dell’alto Adriatico. A tale scopo è stato individuato, come soggetto referente,
l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, che è centro di
riferimento nazionale per l’allevamento animale e, in particolare, centro di
referenza nazionale per l’ittiopatologia.
Obiettivi:
Individuazione e
definizione dei rischi connessi alle lavorazioni oggetto della ricerca
(molluschicoltura, gabbie galleggianti) e alla filiera produttiva dei prodotti
ittici. Produzione di linee guida inerenti i criteri e le misure di sicurezza e
tutela della salute del personale addetto alle lavorazioni suddette. Corsi di
informazione e formazione rivolti agli operatori del Sistema Sanitario Nazionale
anche al fine di predisporre strumenti informativi e formativi per gli addetti
ai settori dell’acquacoltura (allevamenti estensivi, intensivi, gabbie
galleggianti, molluschicoltura).
Contributo massimo
erogabile dall’ISPESL: € 51.646,00 IVA compresa
Durata
annuale
AREA
TEMATICA n. 3 : Formazione
[C4/DOC/02]
Aggiornamento
ed adattamento alla situazione italiana del CD-ROM “Metodologìas sindicales para
la identificaciòn de peligros y riesgos en los lugares de trabajo y el medio
ambiente” prodotto dal Centro Internazionale di Formazione dell’O.I.L. di
Torino
Motivazioni:
Fornire un
ulteriore strumento per la formazione di base dei Rappresentanti dei Lavoratori
per la Sicurezza (RLS), implementando anche le competenze di tipo ambientale.
Obiettivi:
Il Centro
internazionale di Formazione dell’O.I.L. di Torino ha prodotto un CD-ROM dal
titolo “Metodologìas sindicales para la identificaciòn de peligros y riesgos en
los lugares de trabajo y el medio ambiente”, composto da una Guida per il
formatore, dai tre moduli di descrizione delle metodologie di lavoro e dalla
documentazione di appoggio. Si propone l’aggiornamento e l’adattamento, oltre
ovviamente la traduzione, del suddetto CD alla situazione italiana, prevedendo
una maggiore articolazione di moduli e di contenuti specificati nelle linee
guida indicate nell’allegato 1 alla presente scheda.
ALLEGATO n° 1: Linee guida per l’adattamento della
nuova struttura del kit.
Guida per il formatore
Gli adattamenti e aggiornamenti da fare
sono:
-
introduzione (utenza
italiana e i nuovi obiettivi del kit)
-
contenuti (nuova struttura
del kit)
-
obiettivi di sviluppo
(quadro istituzionale italiano, nuova utenza; gli obiettivi saranno anche
riportati nella home page del CD)
-
caratteristiche
(descrizione della nuova struttura del kit e gli obiettivi specifici di ogni
modulo)
-
destinatari (descrizione
dei nuovi destinatari diretti e indiretti)
-
struttura dei moduli
(adattamenti )
-
metodo attivo
d’apprendimento (apprendimento continuo, apprendimento a distanza, nuovi metodi
di facilitazione dell’apprendimento adulto)
-
tecniche didattiche
(apprendimento a distanza)
-
valutazione (valutazione
nella formazione continua)
-
servizi di formazione a
distanza (da eliminare)
-
allegato 1: Esercitazioni ed
attività didattiche (senza modifiche)
-
allegato 2: Esempio di un
programma di corso (sostituzione per un esempio
dell’ISPESL)
-
allegato 3: Materiali
necessari (da eliminare)
-
allegato 4: Questionario di
valutazione (sostituzione per un esempio ISPESL).
Modulo 1: Panorama economico lavorativo e nuove esigenze
delle metodologie sindacali
Si tratta di un modulo completamente
nuovo:
- unità didattica 1: Il contesto economico che cambia
- unità didattica 2: I luoghi di lavoro che cambiano
- unità didattica 3: Rischi, pericoli che cambiano (integrazione delle vecchie unità 8 della mappa dei rischi e dell’unità 5 del ciclo di lavoro)
- unità didattica 4: Danni alla salute che cambiano (integrazione della vecchia unità 2 della mappa dei rischi)
- unità didattica 5: Lavoratori che cambiano
- unità didattica 6: Il contesto ambientale
- unità didattica 7: Verso l’impresa integrata
- unità didattica 8: La legislazione in evoluzione
-
unità didattica 9: Nuove esigenze per l’individuazione dei rischi e
dei pericoli (legata all’unità 3)
- unità didattica 10: Informazioni di gruppi eterogenei (legata all’unità 4, registri individuali, trasferibili e confrontabili in gruppi eterogenei per esperienza, età, cultura, ecc.)
- unità didattica 11: Ricostruzione intercontinentale dei cicli di lavoro (legata all’unità 2)
- unità didattica 12: Nuove strategie e piani d’azione.
Modulo 2: Metodo della
visualizzazione
Gli adattamenti o aggiornamenti da fare sono:
- introduzione (senza modifiche)
- unità didattica 1: Le basi teoriche (aggiornamento parziale sui metodi d’apprendimento adulto in contesto interculturale)
- unità didattica 2: La salute e la sicurezza (aggiornamento sul concetto di salute e sicurezza in contesto globale
- unità didattica 3: Contesto socioeconomico e salute (aggiornamento sul contesto economico globale, terziarizzazione, decentralizzazione)
- unità didattica 4: L’organizzazione del lavoro e la salute (aggiornamento sul lavoro temporaneo e atipico)
- unità didattica 5: Condizioni ambientali e salute (aggiornamento sui nuovi rischi e diversità culturale)
- unità didattica 6: Il Piano d’azione (da eliminare, integrare nel modulo 5).
Modulo 3: La mappa dei
rischi
Gli adattamenti e aggiornamenti da fare sono:
- introduzione (da adattare alle nuove caratteristiche del metodo)
- unità 1: Evoluzione del mondo del lavoro (da eliminare, integrare con l’unità 2 del Modulo 1)
- unità didattica 2: I danni alla salute (da eliminare e trasferire all’unità 4 del modulo 1)
- unità didattica 3: L’esperienza e i saperi dei lavoratori (da aggiornare sul carattere individuale della percezione del rischio e le sue conseguenze)
- unità didattica 4: Il primo gruppo di fattori (da sintetizzare, le descrizioni dei rischi si riportano all’unità 3 del Modulo 1)
- unità didattica 5: Il secondo gruppo di fattori (da sintetizzare, le descrizioni dei rischi si riportano all’unità 3 del Modulo 1)
- unità didattica 6: Il terzo gruppo di fattori (da sintetizzare, aggiornamento sulla movimentazione manuale dei carichi; le descrizioni dei rischi si riportano all’unità 3 del Modulo 1)
- unità didattica 7: Il quarto gruppo di fattori (da rifare in concordanza con le nuove forme di organizzazione del lavoro, approfondire il lavoro automatizzato e con videoterminali, considerare i lavori atipici e le nuove forme di contratto di lavoro; da sintetizzare e spostare le descrizioni dei rischi all’unità 3 del Modulo 1)
- unità didattico 8: I rischi per la sicurezza (11 pagine da tradurre, 14 lucidi da tradurre, unificare con l’unità didattica 5 del Modulo 4 e inserirla nel Modulo 1)
- unità didattica 9: Il questionario sulla salute (reimpostazione della versione originale del questionario di gruppo)
- unità didattica 10: La mappa dei rischi (reimpostazione del metodo di elaborazione della mappa)
- unità didattica 11: Il piano di lavoro (da eliminare e integrare assieme all’unità 6 del metodo di visualizzazione, dentro il modulo 5).
Modulo 4: Il ciclo di
lavoro
Gli adattamenti e aggiornamenti da fare
sono:
- introduzione (da cambiare secondo le nuove caratteristiche del metodo)
- unità didattica 1: L’approccio sistemico (da eliminare)
- unità didattica 2: L’impresa e la sua organizzazione (da rifare, secondo nuovi approcci d’analisi dell’impresa, integrare all’unità 7 del Modulo 1)
- unità didattica 3: Il lavoro e la salute (da eliminare e unificare con l’unità 4 del Modulo 1)
- unità didattica 4: Gli attori della prevenzione (possibile integrazione con testi del Modulo 3 e inserimento nel Modulo 1)
- unità didattica 5: I Rischi ambientali e organizzazione del lavoro (eliminare da questo modulo, unificare con l’unità didattica 8 del Modulo 3 e inserirla nel Modulo 1)
- unità didattica 6: Il ciclo di lavoro (senza cambiamenti)
- unità didattica 7: Descrizione analitica e analitica (senza cambiamenti)
- unità didattica 8: Il modello di registrazione delle informazioni (senza cambiamenti)
- unità didattica 9: Registrazione delle componenti tecnologiche ed ambientali del lavoro (senza cambiamenti)
- unità didattica 10: Registrazione dei rischi e dei pericoli (senza cambiamenti)
- unità didattica 11: Registrazione della valutazione dei rischi e i danni alla salute (senza cambiamenti)
- unità didattica 12: Il piano di lavoro (eliminare da questo modulo, unificare con le unità didattica 6 del metodo di visualizzazione, l’unità 11 della mappa dei rischi e sviluppare nel Modulo 5)
- unità didattica 13: L’impresa e l’ambiente (eliminare da questo modulo, sviluppare nel Modulo 6).
- introduzione (da preparare)
- unità didattica 1: Definizione del problema (sviluppare sulla base delle vecchie unità sull’argomento)
- unità didattica 2: Definizione delle strategie e degli obiettivi (sviluppare sulla base delle vecchie unità sull’argomento)
- unità didattica 3: Programmazione, attuazione e verifica (sviluppare sulla base delle vecchie unità sull’argomento)
- unità didattica 4: Tecnica e strumenti di consultazione e partecipazione (da fare ex-novo).
Modulo 6: L’impresa e gli ambienti di
vita
Si
tratta di sviluppare la vecchia unità 13 del metodo del ciclo di
lavoro:
- introduzione (ex-novo)
- unità didattica 1: Impresa e contesto socio-ambientale
- unità didattica 2: L’impatto ambientale dell’impresa (le emissioni in aria, le immissioni in acqua, i rifiuti, il rumore, sviluppare i contenuti di base)
- unità didattica 3: Il ciclo di lavoro e l’inquinamento. Il modello di rilevazione dei dati (sviluppare i contenuti di base)
- unità didattica 4: Strategie d’intervento e di negoziazione (contenuti nuovi).
Altre sezioni del CD ROM
- sezione su siti Web: da eliminare e inserire siti nuovi in lingua italiana
- sezione di materiale d’appoggio: da eliminare e sostituire con materiale italiano
- sezione Convenzioni OIL da tradurre o da inserire in testi italiani
- sezione manuali di Ginevra, da eliminare e sostituire con materiale in italiano, possibilmente i testi delle unità didattiche dei Moduli 3 e 4 che descrivono i vari rischi e pericoli.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: €
78.000,00 IVA compresa
AREA TEMATICA n. 4: Cultura della salute e sicurezza
negli ambienti di vita e di lavoro
[C5/DIL/02]
Creazione dei
processi formativi sulla comunicazione del rischio biologico inerente l’igiene
occupazionale
Motivazioni:
Attuazione
di una strategia di intervento per la creazione di percorsi
formativi-informativi sulla comunicazione del rischio biologico in ambito
occupazionale utilizzando appropriate metodologie e programmi con il
coinvolgimento attivo anche dei mass media.
Obiettivi:
Individuazione
di un percorso informativo-formativo sul rischio biologico nell’ambiente
lavorativo per l’acquisizione di un’adeguata coscienza di tale rischio, per
un’opportuna trasmissione delle conoscenze inerenti la valutazione e prevenzione
del suddetto rischio, nonché per un’appropriata sensibilizzazione
sull’importanza del problema non solo per l’ambito occupazionale, ma anche per
gli ambienti di vita in genere.
Contributo
massimo erogabile dall’ISPESL: € 92.964,00 IVA compresa
Durata biennale: primo
anno
AREA TEMATICA n. 9:
Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative
correlate
[C6/DIPIA/02]
Sviluppo di una
codifica e di uno strumento software per l’analisi in profondità delle cause
ricorrenti di incidenti negli impianti ad alto rischio, con particolare
riferimento agli eventi sfiorati
Motivazioni:
Negli impianti a rischio di incidente rilevante si registra un elevato numero di incidenti e un ancor più elevato numero di “quasi incidenti”. Le gravi conseguenze ipotizzabili, evidenziano la necessità di uno strumento e di una codifica che consentano di analizzare tali incidenti e di identificare le cause remote(di radice) in modo selettivo per tipologie omogenee di eventi, al fine di progettare azioni correttive idonee e mirate. Lo strumento deve avere caratteristiche di flessibilità, in particolare per consentire cambiamenti delle codifiche che si dovessero evidenziare nel tempo.
Obiettivi:
Sviluppo di una codifica di categorizzazione con particolare riferimento ai “quasi eventi” o “eventi sfiorati”.
Sviluppo dello strumento software.
Sua implementazione di una popolazione campione di eventi.
Contributo massimo erogabile
dall’ISPESL: € 95.000,00
IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9:
Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative
correlate
[C7/DIPIA/02]
Rivelazione e
controllo delle proprietà fisiche che si sviluppano all’interfaccia tra
soluzioni elettrolitiche ed elettrodi metallici in presenza di campi
elettromagnetici
Motivazioni:
Studio dei meccanismi fondamentali delle interazioni tra i campi elettromagnetici ed i sistemi biologici.
Obiettivi:
Realizzazione di un apparato sperimentale capace di provocare e rilevare fluttuazioni di corrente in una cella elettrolitica sottoposta a campi elettromagnetici pulsati per la rivelazione di frequenze specifiche ed intensità di campi elettromagnetici pulsati per i quali le diverse specie ioniche presenti in soluzione diano luogo a fluttuazioni nella corrente di elettrodo.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 50.000,00 IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9:
Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative
correlate
[C8/DIPIA/02]
Studio
dell’effetto combinato del campo magnetico alternato e del campo magnetico
statico, alle frequenze di risonanza di ciclotrone di ioni di rilevanza
biologica, sull’accrescimento del sistema nervoso
centrale
Motivazioni:
Recentemente è stato postulato
(Zhadin et all. Biolectromagnetics 1999)
che l’effetto combinato tra
campo magnetico statico ed alternato alla frequenza di risonanza di ciclotrone
di vari ioni biologicamente attivi quali lo ione calcio, magnesio, potassio,
cloro e litio, altera le capacità motorie del ratto adulto. Tale effetto risulta
marcato già a valori dell’induzione magnetica molto bassi (50mT).
Obiettivi:
La ricerca deve avere come obiettivo quello di mettere a punto dei modelli animali od eucariotici come ad esempio il ratto neonato o colture di cellule del sistema nervoso centrale (SNC) sui quali studiare l’effetto della esposizione a varie frequenze ciclotroniche di risonanza in ambienti isolati dal campo magnetico terrestre (camera amagnetica). Particolare riguardo dovrà avere la messa a punto di modelli sperimentali atti a verificare cambiamenti fenotipici, neuronali e gliali, dovuti alla esposizione al campo magnetico alternato in assenza e presenza del campo magnetico terrestre ed al campo magnetico statico in combinazione con il campo magnetico alternato in assenza del campo geomagnetico. Inoltre dovranno essere eseguiti saggi di tossicità e di resistenza alle neurotossine, allo scopo di valutare la maturazione cellulare del SNC.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 77.500,00 IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9:
Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative
correlate
[C9/DIPIA/02]
Effetto dei
campi elettromagnetici a bassa ed alta frequenza (modulata e non) sul processo
di invecchiamento e degenerativo di cellule del sistema nervoso
centrale
Motivazioni:
Con l’allungamento della vita dell’uomo, si è assistito ad un progressivo aumento della comparsa di sindromi degenerative a carico del sistema nervoso centrale. L’aumento dell’incidenza di tali sindromi non sembra essere dovuta esclusivamente all’aumento dell’età media, ma anche all’effetto di fattori ambientali a cui l’uomo è esposto nel corso della sua vita. Negli ultimi tempi numerose sono le evidenze di un effetto dei campi magnetici ed elettromagnetici sulla attività biochimica di enzimi e proteine. Tali campi sembrano quindi essere in grado di dialogare con le cellule dell’intero organismo, e specialmente con quelle del sistema nervoso centrale, la cui membrana presenta canali del calcio voltaggio dipendenti, sensibili alle variazioni del potenziale di membrana. Recentemente l’attenzione di molti ricercatori si è indirizzata verso l’analisi dell’interazione tra campi elettromagnetici ed il flusso degli ioni calcio attraverso la membrana citoplasmatica, fenomeno importantissimo nella regolazione del differenziamento neuronale. Il calcio rappresenta infatti il principale messaggero effettore in numerosi processi biologici tra i quali la trasmissione dell’impulso nervoso, la comunicazione sinaptica, la regolazione del potenziale di membrana, la proliferazione cellulare.
Obiettivi:
Lo scopo del progetto dovrà quindi essere lo studio dell’interazione tra campi elettromagnetici a basse ed alte frequenze, modulate e non, con linee neuronali e con cellule primarie espiantate dal cervelletto di adeguati modelli animali come ad esempio ratti neonati, con particolare riferimento alla modulazione dei processi di attivazione dei segnali molecolari che portano all’invecchiamento cellulare e quindi alla comparsa di malattie degenerative a carico del sistema nervoso centrale.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 77.500,00 IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9:
Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative
correlate
[C10/DIPIA/02]
Effetto dei
campi magnetici a bassa frequenza e a frequenza di risonanza di ciclotrone sul
differenziamento e la rigenerazione dell’apparato
muscolo-scheletrico
Motivazioni:
Alcune ricerche hanno messo in
evidenza come la esposizione a deboli campi magnetici a bassa frequenza sia
risultata efficace nei processi di rigenerazione del nervo sciatico. Ulteriori
studi hanno inoltre dimostrato un effetto dei campi magnetici a bassa frequenza
sul differenziamento cellulare, e sulla possibilità di utilizzare detti campi
per la rigenerazione di tessuti epiteliali. E’ noto che il danno ischemico a
livello muscolare può essere riparato stimolando la proliferazione ed il
differenziamento cellulare. In special modo detti campi possono essere
utilizzati in sinergia con cellule staminali, capaci queste di ripopolare e di
rigenerare il tessuto danneggiato e altri fattori di crescita come il fattore di
crescita vascolo-endoteliale (VEG).
Obiettivi:
La ricerca ha come obiettivo
quello di verificare se deboli campi elettromagnetici a bassa frequenza e alla
risonanza di ciclotrone di ioni a rilevanza biologica possa stimolare la
rigenerazione tissutale.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 36.500,00 IVA compresa
Durata annuale
AREA TEMATICA n. 9:
Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative
correlate
[C11/DIPIA/02]
Studio e
caratterizzazione delle emissioni industriali di tensioattivi nel comparto
atmosfera
Motivazioni:
Sviluppo delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza. Standardizzazione di metodiche di misura e controllo. Metodologia di analisi e valutazione del rischio. Analisi epidemiologiche e rapporto tra lavoro, salute e sicurezza.
Obiettivi:
Scopo principale della ricerca è quello di evidenziare, attraverso la quantificazione dei flussi di massa, i volumi di inquinanti, tensioattivi, emessi in atmosfera tal quali. Bisognerà quindi che la ricerca presenti un censimento delle emissioni industriali, una localizzazione degli impianti, uno studio del destino e le eventuali modificazioni degli inquinanti stessi nei comparti aria, acqua e suolo con specifico riguardo alla individuazione e valutazione del danno nei confronti della popolazione esposta. Bisognerà inoltre inserire nello studio anche la determinazione delle emissioni diffuse diverse da quelle industriali (es. domestiche). La ricerca dovrà prevedere inoltre uno studio di percorso diretto ed indiretto relativo al ciclo biologico che vede l’uomo come ricettore.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 200.000,00 IVA compresa
AREA TEMATICA n. 9:
Emissioni ed immissioni da insediamenti produttivi e metodologie innovative
correlate
[C12/DIL/02]
Studio e
sperimentazione sul campo degli interventi tecnici per la riduzione del rumore
nelle piccole e medie imprese artigiane, con particolare riferimento alle
tecniche di controllo attivo del rumore emesso dalle
macchine
Motivazioni:
In vista dell’emanazione della nuova
Direttiva Europea sul rumore, che porterà da 90 dB(A) a 87 dB(A) il limite
massimo di esposizione professionale al lavoro, è necessario mettere in campo
tutti gli strumenti di prevenzione tecnica attualmente disponibili in base al
progresso tecnologico per ridurre i livelli di rischio alla fonte: i metodi di
controllo attivo del rumore (ANC, Active Noise Control) costituiscono
oggi un settore di ricerca e sperimentazione di indubbio interesse scientifico e
tecnologico, in quanto sono in grado potenzialmente di ridurre
significativamente e in modo innovativo i livelli di esposizione al rumore negli
ambienti di lavoro. Scopo della ricerca sarà quindi di individuare e sviluppare,
nei comparti tessile, metalmeccanico, legno ed estrattivo, le soluzioni di
bonifica acustica ottimali frutto del migliore compromesso possibile tra i
metodi passivi di controllo del rumore e il metodo ANC e di trasferire
successivamente i risultati al SSN.
Obiettivi:
Il progetto si compone di varie fasi
operative:
- raccolta e studio della letteratura tecnica e scientifica in materia
- individuazione delle aziende pilota presso le quali si svolgerà la sperimentazione
- progettazione e realizzazione dei prototipi di sistemi ANC e valutazione dei risultati tecnici attesi
- applicazione presso le aziende pilota dei suddetti prototipi e valutazione sperimentale delle prestazioni acustiche
-
divulgazione dei risultati tramite convegni e
pubblicazioni, creazione di un eventuale database a disposizione del SSN e
predisposizione di una eventuale seconda edizione del progetto per il 2003 per estendere e consolidare i risultati
preliminari ottenuti nella prima fase.
Contributo massimo erogabile dall’ISPESL: € 100.000,00 IVA compresa
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[C13/DIL/02]
Monitoraggio
ambientale e biologico dell’esposizione a gas e vapori anestetici negli
ambulatori veterinari
Motivazioni:
Metodologie di analisi e
valutazione del rischio.
Valutazione
ambientale e rapporti tra lavoro, salute e sicurezza.
Obiettivi:
La
consapevolezza che, durante gli interventi chirurgici condotti in anestesia
generale per inalazione si possa avere la contaminazione dell’atmosfera
dell’ambiente operatorio con i composti utilizzati, desta non poche
preoccupazioni anche negli ambienti veterinari dove sempre più spesso viene
adottata tale procedura anestetica. I farmaci utilizzati per l’anestesia
inalatoria (isoflurano, enflurano, alitano e protossido di azoto) sono dotati di
tossicità perenchimale imputabile al grado di liberi, nonché di metabolici
intermedi reattivi. Le principali patologie segnalate in letteratura vanno da
lievi sintomatologie (astenia, sonnolenza, nausea e cefalea) fino a disfunzioni
organiche che, anche se non ancora ben correlate, vengono verosimilmente
assimilate a danni epatobiliari, malattie del sistema reticoloendoteliale,
diminuzione delle difese immunitarie. Le recenti raccomandazioni del Ministero
della Salute (Circolare n. 5 del 14 marzo 1989) relative agli aspetti di igiene
del lavoro connessi con l’anestesia generale per inalazione, sono estendibili
anche agli ambulatori ed alle cliniche veterinarie in cui si effettuano gli
interventi chirurgici con tale tecnica anestetica. Pertanto, si ritiene
opportuno mettere a punto un idoneo protocollo per il monitoraggio ambientale e
biologico dei gas e vapori anestetici per la valutazione del rischio presso le
sale chirurgiche veterinarie.
Contributo
massimo erogabile dall’ISPESL: € 41.318,00 IVA compresa
Durata
biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[C14/DIL/02]
Valutazione
dell’esposizione a silice cristallina nel settore delle
costruzioni
Motivazioni:
-
Standardizzazione
di metodiche di misura e controllo
-
Metodologie di
analisi e valutazione del rischio
L’esposizione
lavorativa a silice cristallina (SC) per via inalatoria rappresenta un serio
pericolo per la salute dei lavoratori delle costruzioni, in quanto la sua
inalazione può causare silicosi e, in base alla recente classificazione della
IARC, anche cancro polmonare. L’insorgenza di queste patologie é strettamente
dipendente dalle dimensioni aerodinamiche delle particelle di SC inalate. La
silice cristallina é contenuta in molti materiali utilizzati nell’industria
delle costruzioni come calcestruzzo, manufatti vari in muratura, sabbie,
cementi, e suoli di vario genere. Diverse, quindi, sono le attività lavorative
con potenziale rischio di esposizione a SC, comprese le operazioni di
demolizione. Malgrado ciò nel settore delle costruzioni risultano
particolarmente scarse le informazioni riguardanti i livelli di esposizione a
SC, e in particolare risulta poco conosciuta la distribuzione dimensionale delle
particelle aerodisperse di SC nelle tipiche operazioni
lavorative.
Obiettivi:
Lo studio proposto si pone i seguenti
obiettivi specifici:
-
la
sperimentazione finalizzata alla standardizzazione di metodi per il
campionamento della frazione respirabile e della frazione toracica delle polveri
aerodisperse, in conformità alle nuove definizioni internazionali
ISO-CEN-ACGIH
-
la messa a
punto di un metodo analitico basato sulla diffattometria a raggi X (DRX) per la
determinazione del contenuto delle diverse forme di SC nei campioni
raccolti
-
l’applicazione
della metodologia sviluppata alla determinazione dei livelli di esposizione
tipici in determinati settori dell’industria delle
costruzioni
-
la stima di
fattori di correlazione tra i risultati storici e risultati attuali riguardanti
i livelli di esposizione a SC
-
la
stima corretta dei livelli di esposizione costituisce un dato indispensabile nel
processo di valutazione del rischio.
Contributo
massimo erogabile dall’ISPESL: € 95.000,00 IVA compresa
Durata
triennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[C15/DIL/02]
Determinazione
del rischio ambientale connesso all'utilizzo di farmaci nell'industria
zootecnica
Motivazioni:
Stima
del rischio ambientale da FV per l’accertamento degli effetti dei FV, loro
metaboliti o impurezze su sistemi predeterminati.
Verranno
investigati tutti quei fattori che influenzano le analisi del tipo di
dispersione della matrice solida: la natura della matrice del campione, la
natura del supporto solido, la grandezza delle particelle, la modificazione
della matrice, la natura del solvente eluente e la sequenza delle
aggiunte.
Obiettivi:
Sviluppo di un metodo che permetta l’identificazione di FV in matrici complesse, predeterminate in base allo studio dei fattori e processi che controllano la dispersione degli FV nell’ambiente (suolo, acque, aria).
Verranno
investigati tutti quei fattori che influenzano le analisi del tipo di
dispersione della matrice solida: la natura della matrice del campione, la
natura del supporto solido, la grandezza delle particelle, la modificazione
della matrice, la natura del solvente eluente e la sequenza delle
aggiunte.
Per
la valutazione quantitativa, saranno sviluppate procedure basate sulle tecniche
di accoppiamento cromatografia liquida-spettrometria di massa (tecniche
ifenate).
Importante
è lo studio di validazione della metodologia applicata con particolare riguardo
alla sensibilità e riproducibilità.
Contributo
massimo erogabile dall’ISPESL: € 41.317,00 IVA compresa
Durata
biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[C16/DIL/02]
Operatori
che utilizzano dispositivi uditivi ricetrasmittenti: valutazione del rischio
rumore a cui sono esposti, adeguamento della normativa e interventi di
prevenzione
Motivazioni:
L’esposizione al rumore di alcune categorie di lavoratori che impiegano dispositivi ricetrasmittenti quali ad esempio: telefoni, cuffie, microfoni auricolari, come strumento di lavoro è stato da sempre poco considerato, anche se il rischio può essere significativo e la popolazione degli esposti è in continuo aumento.
Del resto, la metodologia per la
valutazione del rischio rumore prevista in generale dal D.Lgs. 277/91 è del
tutto inadeguata per queste categorie di lavoratori.
Obiettivi:
-
definire nuovi metodi di
misurazione e di valutazione del rischio
-
adeguare la normativa in
vigore, anche alla luce della prossima emanazione della nuova direttiva europea
sul rumore che comprenderà anche i lavoratori della navigazione marittima e
aerea attualmente esclusi
-
valutazione dei possibili
interventi tecnici per la riduzione del rischio di esposizione e per migliorare
l’ergonomia dei dispositivi.
Contributo
massimo erogabile dall’ISPESL: € 50.000,00 IVA compresa
Durata
biennale: primo anno
AREA TEMATICA n. 10: Identificazione, misura e valutazione del
rischio da agenti chimici, fisici e biologici
[C17/DIL/02]
Metodi
innovativi di misura per la caratterizzazione della interazione tra mano e
attrezzi vibranti
Motivazioni:
I meccanismi di trasmissione dell’energia meccanica dalla superficie vibrante di un attrezzo portatile e il sistema mano-braccio non sono ancora chiari.
Sicuramente l’accoppiamento biomeccanico gioca un ruolo rilevante, in particolare la forza di spinta e la forza di pressione esercitata dall’operatore sull’impugnatura dell’attrezzo. Le attuali tecniche di misura della vibrazione trasmessa alla mano, che si basano su misure puntuali di accelerazione non sono idonee, e servono quindi tecniche innovative in grado di rilevare su tutta la superficie di contatto altri parametri quali ad esempio la forza.
Obiettivi:
Sviluppo di
metodi di misura atti a rilevare:
- distribuzione spaziale della pressione di contatto tra mano e maniglia, sia in condizioni statiche che in condizioni dinamiche
-
vibrazione
delle varie parti della superficie della mano; eventuali differenze con i
tradizionali metodi di rilevazione dell’accelerazione tramite trasduttori
montati sulla maniglia.
Contributo
massimo erogabile dall’ISPESL: € 50.000,00 IVA compresa
Durata
biennale: primo anno