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Il software SE.PRO. (Settori Lavorativi)
L'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro (ISPESL) è impegnato dal 1990, unitamente alle Regioni italiane, nella costruzione di un Sistema Informativo Prevenzionale (S.I.PRE.), con l'obiettivo di fornire una visione armonica ed integrata dei fenomeni collegati alla tutela della salute dei lavoratori ed ai rischi a cui sono esposti in relazione a specifiche attività produttive, e finalizzato ad indirizzare l'attività di prevenzione, ricerca, proposta normativa e formazione.
Il recepimento delle direttive 92/58/CEE e 92/57/CEE, riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la conseguente emanazione del D.Lgs 626/94 hanno sancito la centralità dell'impresa e, per essa, delle varie figure individuate nelle attività di pianificazione e di gestione della sicurezza nel processo produttivo:
  • il datore di lavoro
  • il medico competente
  • il responsabile del servizio di prevenzione e di protezione (RSPP)
  • il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS)
  • i lavoratori stessi.

Quale primo passo nell'ambito delle attività di adeguamento del S.I.PRE. alle novità introdotte dal D.Lgs. 626/94 e al fine di semplificare ulteriormente l'accesso alle notizie contenute nel sistema informativo medesimo, si è convenuto di riorganizzare i codici ATECO91 per "settori lavorativi", aggregati secondo caratteristiche di omogeneità delle varie lavorazioni. L'individuazione di tali settori consente di fornire dati ed informazioni maggiormente mirati al nuovo profilo di utenza, rappresentato dalle imprese e dalle varie figure anzidette: infatti, queste potranno riconoscersi più facilmente nel proprio settore lavorativo e utilizzare al meglio le informazioni presenti nel S.I.PRE., sia per la fondamentale attività di valutazione del rischio che per la dovuta attività di informazione/formazione dei lavoratori sui pericoli ai quali sono esposti; inoltre, sarà possibile confrontare il rischio presente nel settore di appartenenza con quello di tutti gli altri e, a parità di settore, valutare le differenze su base territoriale.
D'altra parte, ulteriori esigenze informative comportano la necessità, per il S.I.PRE, di individuare dettagliati "comparti" produttivi: ossia l'insieme delle unità locali dei luoghi di lavoro dove si svolgono cicli di lavorazione simili o affini; in particolare, per ciascun "comparto" saranno descritti il "ciclo di lavorazione" ed il "profilo di rischio", quest'ultimo non solo a livello descrittivo ma anche in termini di misura (frequenza di accadimento).
Data la complessità del mondo del lavoro, la classificazione dei settori lavorativi elaborata dall'ISPESL costituisce quindi un'utile guida per i gruppi di ricerca attualmente impegnati nell'individuazione dei suddetti "comparti" produttivi. Infatti, questi ultimi identificano dei sottogruppi dei settori stessi.
Al momento, i dati per l'analisi del rischio infortunistico sono disponibili secondo la ripartizione dei codici ATECO91; pertanto, la nuova classificazione costituisce di fatto il riferimento principale della base dati del S.I.PRE., rappresentando l'elemento di congiunzione tra i diversi archivi del sistema informativo:
  • anagrafe delle aziende
  • infortuni
  • malattie professionali
  • esposti al rischio
  • ciclo lavorativo e relativo profilo di rischio
  • soluzioni
  • monitoraggio ambientale e degli esposti.

Una delle esigenze soddisfatte dall'ATECO91 è la comparabilità tra la classificazione nazionale e quelle comunitarie e, quindi, tra le statistiche elaborate nel nostro paese e quelle europee.
La ripartizione delle attività economiche effettuata dall'ISPESL, oltre ad offrire un valido supporto per l'analisi dei fenomeni infortunistici e delle malattie professionali, consente di effettuare confronti su scala internazionale proprio grazie al fatto di adottare la codificazione ATECO91: quest'ultima esigenza è quanto mai pressante nel quadro del mercato unico europeo, considerato anche il ruolo dell'ISPESL quale Focal point nazionale della European Agency for Safety and Health at Work, che ha sede a Bilbao.
Occorre sottolineare, peraltro, come la classificazione per "settori lavorativi" non sia di per sé un nuovo prodotto, ma una riaggregazione dei codici ATECO91 secondo un diverso criterio: la lavorazione omogenea caratterizzata da un rischio infortunistico o di malattia professionale simile; inoltre, non va tralasciato il fatto che tale criterio contrasta in parte con il carattere della classificazione ATECO91, che è di tipo merceologico.
D'altronde, il problema dei raffronti internazionali pone un vincolo insuperabile, per cui la classificazione dei "settori lavorativi" sulla base dei codici ATECO91, piuttosto che con codici e diciture create ex-novo, è in sintonia con gli obiettivi sopra indicati ed è ampiamente efficace a livello di macro-analisi.
La classificazione ATECO91, rispecchiando la NACE Rev.1 della Comunità europea, fornisce una struttura ad albero delle attività economiche articolata in:
  • sezioni e sottosezioni (con codice alfanumerico)
  • divisioni, gruppi, classi e categorie (a codice numerico).

Queste ultime non sono contemplate dalla NACE Rev.1, infatti sono state aggiunte dall'ISTAT al fine di soddisfare le esigenze nazionali di dettaglio disaggregando il quarto livello della classificazione comunitaria.
Nella lista dei "settori lavorativi" individuati dall'ISPESL i codici riportati in elenco per ciascun settore sono quelli riferiti al massimo dettaglio disponibile nell'ATECO91 (le relative descrizioni sono stata troncate per esigenze di stampa): ad esempio, se per un "settore lavorativo" un codice ATECO91 arriva fino alla quarta cifra numerica significa che la classe cui esso si riferisce non è disaggregata in categorie; analogamente, se nel "settore lavorativo" è presente un codice di tre cifre significa che non esistono ulteriori scomposizioni in classi e categorie, per quel tipo di attività, nell'ATECO91.
Per la definizione dei "settori lavorativi" omogenei si è tenuto conto, oltre che delle conoscenze e delle esperienze maturate dall'ISPESL, anche delle indicazioni fornite da fonti di classificazione diverse e da associazioni di impresa. Ne deriva che il criterio di omogeneità adottato per l'individuazione dei settori è la risultante di più fattori quali:
  • le categorie della classificazione ATECO91 che caratterizzano le associazioni di CONFINDUSTRIA, in quanto descrittive dell'articolazione delle imprese industriali;
  • le lavorazioni individuate dall'INAIL a fini assicurativi nella classificazione delle voci di tariffa;
  • la ripartizione dei comparti di contrattazione sindacale;
  • l'aggregazione in classi delle categorie ATECO91.

I fattori sopraelencati hanno contribuito insieme nella ricerca e nella definizione dei "settori lavorativi" omogenei.
Nei casi di evidente trasversalità delle lavorazioni rispetto ai codici delle voci ATECO91 (ossia quando un codice è attribuibile a più ambiti lavorativi), si è scelto di assegnare una stessa voce a non più di due distinti settori. Questo implica una suddivisione del dato statistico relativo a questo tipo di voce (ad esempio, il numero di infortuni, lavoratori o altro, della voce 45.32: Lavori di isolamento andrà ripartito tra il settore lavorativo 301: Costruzioni edili ed il settore 305: Installazione di impianti e macchine).
I "settori lavorativi" individuati dall'ISPESL sono 113 in totale; in particolare, 5 sono i settori del ramo "primario" (agricoltura, allevamento, ecc.), 78 quelli del ramo "produttivo" (miniere, industrie, costruzioni, ecc.) e 30 i settori afferenti al ramo del "commercio e servizi" (compresa la pubblica amministrazione).
Per agevolare l'utilizzo della classificazione è stato realizzato un ausilio informatizzato che consente di ricercare i settori ed i codici ATECO91 (con le descrizioni complete e dettagliate), sia tramite codice che attraverso descrittori, nonché di conoscere la composizione del settore o i settori in cui uno stesso ATECO91 è presente.
In conclusione, il presente allegato rappresenta una fotografia dell'universo lavorativo allo stato attuale, secondo l'ottica dei processi produttivi omogenei. L'inevitabile innovazione tecnologica e l'evoluzione dell'organizzazione del lavoro non escludono, tuttavia, un tempestivo aggiornamento nella definizione dei "settori lavorativi" e nell'attribuzione dei codici ATECO91 a ciascuno di esso. Sarà cura dell'ISPESL, attraverso ulteriori analisi, adeguare la classificazione alle nuove esigenze informative e agli approfondimenti che emergeranno dall'individuazione dei comparti produttivi e dei relativi profili di rischio.

Autori
G. Campo, A. Draicchio, M. Marconi, M. Passerini
M. Carlizza, A. Paradisi, A. Luciani (collaborazione tecnico-informatica)
ISPESL - Dipartimento Documentazione, Informazione e Formazione




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