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Gestione del fumo di tabacco in azienda

La gestione del fumo di tabacco è il modo concreto di trattare un rischio per la salute in maniera efficace offrendo ai lavoratori informazione e consulenza sull’argomento al fine di proteggere i non fumatori dal fumo passivo, proporre la disassuefazione ai fumatori attivi ed evitare l’iniziazione al fumo dei non fumatori.

Il fumo di tabacco può provocare sul posto di lavoro:
  1. maggiori assenze per malattia;
  2. aumento di incidenti e infortuni;
  3. riduzione della produzione (pause per fumare);
  4. contrasti con i colleghi non fumatori;
  5. possibile interazione fra i prodotti del fumo di tabacco (circa 4000 sostanze chimiche di cui alcune cancerogene) e i fattori di rischio occupazionale con maggiore probabilità di insorgenza di patologie;
  6. possibile azione dei prodotti del fumo sui beni aziendali con azioni di tipo chimico e meccanico (sulle lenti, su parti metalliche, su parti di strumenti meccanici di precisione, …);
  7. necessità di costruire, eventualmente, locali separati per fumatori e loro manutenzione;
  8. aumento delle spese aziendali per pulizia e manutenzione.
Una politica aziendale sul fumo di tabacco può determinare per i lavoratori i seguenti vantaggi:
  1. miglioramento delle condizioni di salute
  2. miglioramento delle relazioni con i colleghi (benessere personale e di gruppo)
  3. miglioramento dell’ambiente di lavoro
  4. promozione della salute
e per l’azienda:
  1. aumento della produttività
  2. miglioramento dell’immagine dell’azienda
  3. diminuzione dei conflitti aziendali
  4. diminuzione spese (es. un lavoratore fumatore: 6 sig/die x 30 min./die x 8,64/ ora = 1037 euro/anno)

La politica antifumo può limitarsi alla creazione di un piano che abbia il fine del semplice rispetto del divieto oppure può essere uno strumento di promozione della salute in azienda.

Nel primo caso il progetto sarà improntato per diffondere informazioni ai dipendenti sul rispetto della normativa, i divieti, le sanzioni, l’informazione sui danni da fumo attivo e passivo e avrà come obiettivo la difesa dei lavoratori dal fumo passivo.

Il progetto di promozione della salute oltre al rispetto della normativa sul posto di lavoro per la tutela dei non fumatori si prefigge anche l’intento di aiutare i fumatori presenti in azienda a smettere coinvolgendo il Medico Competente (ove previsto dalla normativa vigente), le AUSL, i centri territoriali antifumo, il personale sanitario e non che possa essere di aiuto e supporto al fumatore che decida di smettere.

PRINCIPI PER LA GESTIONE
AZIENDALE DEL PROBLEMA FUMO


  • RISPETTO del DIVIETO (CARTELLONISTICA)
  • TUTELA DEI NON FUMATORI (VIGILANZA)
  • RISPETTO DEI FUMATORI (PAUSE, SPAZI, …)
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO DOVE SI FUMA
  • SORVEGLIANZA SANITARIA DEGLI ESPOSTI A FUMO PASSIVO
  • INFORMAZIONE E FORMAZIONE
  • INIZIATIVE DI PROMOZIONE DELLA SALUTE

COME STRUTTURARE UNA POLITICA AZIENDALE

Una politica aziendale deve essere strutturata in modo da fornire adeguata informazione ai lavoratori, sostegno costante e informazioni sui soggetti e le strutture a cui rivolgersi.

A questo fine appare essenziale:
  • Costituire un Gruppo di Lavoro Aziendale con la partecipazione dei lavoratori
  • Valutare la situazione esistente nella propria azienda (sopralluoghi, questionari, …)
  • Scegliere fra divieto assoluto o parziale ( locali per fumatori)
  • Definire obiettivi (divieto o promozione della salute) e piano d’azione
  • Redigere il regolamento (regole, divieti, spazi fumo, referenti, sanzioni, …)
  • Comunicare a tutti la politica aziendale (cartelli, incontri, …)
  • Offrire programmi per smettere di fumare (interni o esterni all’azienda)
  • Riproporre periodicamente l’esperienza
  • Monitorare l’attuazione del progetto (punti critici)
  • Valutare i risultati a breve e lungo termine (6-12 mesi)
(Da: “Verso un’azienda libera dal fumo” Regione Veneto, R. Piemonte, Min. Salute CCM, 2007)

Il Gruppo di lavoro, istituito dalla direzione aziendale, sarà costituito possibilmente da rappresentanti dei diversi settori aziendali (reparti, manutenzione, personale, ufficio tecnico, economato, …), dal medico competente (ove previsto) dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione, dal rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, da lavoratori volontari ed eventualmente da rappresentanti dei servizi territoriali (AUSL).
All’interno del gruppo dovrà essere nominato un referente che curerà i rapporti con la direzione aziendale nelle varie fasi del progetto.
Sarebbe importante definire dei ruoli che possano persistere anche nel caso di cessazione degli incarichi.
Prima di stendere il progetto verrà valutata la situazione presente in azienda per quanto riguarda l’abitudine del fumo di tabacco (presenza di fumatori, contrasti con i non fumatori, sistemazione di portacenere esterni, …) e il rispetto del divieto anche con uso di check list.

CHECK LIST

Valutazione del rischio rispetto al fumo nell’ambiente di lavoro (può essere utilizzata da RSPP, Medico competente)
Consulta (File Pdf)

Fumo in azienda (per il Medico competente)
Consulta (File Pdf)

L’opinione dei lavoratori potrebbe essere raccolta tramite la formulazione di un questionario da distribuire via mail o con il cedolino dello stipendio. Lo stesso può essere fatto periodicamente durante la realizzazione del progetto per verificare gli effetti della politica antifumo. Un’azione di propaganda sul progetto può essere effettuata tramite gli stessi mezzi e con poster e depliant illustrativi appositamente disposti nelle strutture aziendali.

Si potrà decidere di creare locali per fumatori e, nel rispetto della legge, riesaminare l’applicazione del divieto in tutti i luoghi di lavoro chiusi.


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