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Il fumo di tabacco in azienda: lavoratori fumatori e non fumatoriIl fumo di tabacco contiene più di 4000 sostanze chimiche, molte delle quali dotate di importanti proprietà tossiche ed altre che sono riconosciute come sostanze sicuramente cancerogene per l’uomo. Fra esse è inclusa la nicotina che provoca dipendenza (1).
Il fumo di tabacco, attivo e passivo, è stato classificato dalla IARC cancerogeno del gruppo 1 ovvero cancerogeno per l’uomo (2).
Con la Legge 16 gennaio 2003 n.3 (art. 51), “Tutela della salute dei non fumatori” (entrata in vigore nel 2005),
il divieto di fumo è stato esteso a tutti i locali chiusi (compresi i luoghi di lavoro privati o non aperti al pubblico),
con le sole eccezioni dei locali riservati ai fumatori e degli ambiti strettamente privati.
I fumatori che volessero ricevere informazioni e consigli per smettere possono rivolgersi al proprio medico curante o al medico competente della propria azienda che forniranno loro una prima informazione, inizieranno un percorso di disassuefazione e, se del caso, li invieranno ai centri territoriali specializzati per l’aiuto a smettere di fumare.
Inoltre l'esposizione ad alcuni fattori di rischio per la salute presenti sui luoghi di lavoro associata al fumo di sigaretta
può interferire nell'insorgenza di alcune patologie. Riferimenti
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