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Il ruolo del Medico competente nella gestione del fumo di tabacco in azienda
Secondo la strategia europea dell'OMS del 2004 per la lotta al tabagismo (1), almeno 10 minuti di consulenza intensiva da parte di un medico sono il metodo più efficace per indurre un'astinenza di lungo termine e il coinvolgimento della classe medica è tra le prime 10 principali azioni antifumo (2). Il Medico Competente aziendale (MC) potrebbe rivestire un ruolo centrale nell’attività di disassuefazione dal tabagismo nei confronti di soggetti sani nella fascia d’età che va dalla giovinezza alla maturità piena considerando che il 34% di tutte le cause di morte attribuibili al fumo di tabacco si verifica nella popolazione fra i 35 e i 69 anni (3). Il Medico Competente è l’unico sanitario che, dovendo definire l’idoneità al lavoro, incontra i suoi “pazienti” nel momento in cui generalmente “stanno bene”, quindi la sua azione può raggiungere quei soggetti che, godendo buona salute, non si rivolgono ai medici di famiglia. Le patologie causate dal fumo di tabacco possono essere causa o concausa di limitazioni, prescrizioni ed inidoneità per i lavoratori ed ostacolare il riconoscimento di eventuali malattie professionali. Infatti, come i Medici del lavoro ben sanno, il fumo oltre ad essere un fattore di confondimento nel monitoraggio biologico (es. CO, benzene, ...) può agire con un meccanismo additivo o moltiplicativo con alcune sostanze presenti nell’ambito lavorativo (asbesto, polveri del legno, polveri di silicio, polveri di cemento, sostanze cancerogene, … ) favorendo l’insorgenza di patologie respiratorie, cardiovascolari e neoplastiche (bronchiti, ischemie, neoplasie del polmone e della vescica, ...) (4,5). L’eventuale giudizio di inidoneità può costituire un problema di ricollocamento lavorativo e un ulteriore aumento dei costi aziendali per l’acquisizione e la formazione di altro personale. Durante le visite preventive e periodiche, il MC può condurre un’azione informativa sulla nocività del fumo attivo e passivo e dissuadere i fumatori cercando di intervenire nei diversi momenti delle fasi di cambiamento rispetto all’abitudine al fumo (voglia di iniziare, desiderio di smettere, ricaduta) rafforzando le motivazioni di chi ha deciso di smettere o sostenendo chi ha avuto una ricaduta. Proprio nel luogo di lavoro anche il Medico Competente, se adeguatamente formato al breve counselling, potrà applicare la formula internazionale delle 5 A.
Nell’ambito della gestione del fumo di
tabacco in azienda, oltre all’azione persuasivo-dissuasiva verso i tabagisti, il MC si inserirebbe nel contesto lavorativo analizzando l’influenza
dell’ambiente di lavoro, con i rischi già in esso presenti, su ogni singolo lavoratore. Il Medico Competente, infatti, almeno una volta
l’anno esamina gli ambienti, visita i lavoratori, istituisce le cartelle sanitarie e di rischio e impartisce informazioni sui rischi per
la salute.
Di seguito vengono riportati alcuni strumenti per il medico competente: Riferimenti
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ISPESL
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